(Ti-Press)
Locarnese
08.03.2018 - 10:170
Aggiornamento : 10.04.2018 - 12:23

L'inquilino piromane diserta l'aula. Avrebbe tentato il suicidio

L'uomo che un anno fa a Solduno appiccò il fuoco nel suo stesso appartamento doveva comparire oggi alle Criminali di Locarno in Lugano

L'inquilino piromane che a Solduno, poco meno di un anno fa, diede fuoco al suo appartamento mettendo a rischio un intero stabile, non si è presentato in aula. Alla base della sua assenza, un presunto tentato suicidio avvenuto lo scorso 5 marzo, giorno nel quale l'uomo era stato trovato nella sua cella "nella posizione dell'impiccato", come riferito in aula dal presidente della Corte Marco Villa. Prontamente soccorso e senza alcun bisogno di rianimazione, era poi stato trasportato al Civico di Lugano per accertamenti fisici e psichici. Dai quali era successivamente emersa la piena capacità di sostenere il processo odierno.

Il 2 marzo di un anno fa, lo ricordiamo, trenta persone vennero sfollate da uno stabile in via Franzoni a Solduno per un incendio divampato all'alba. Quattro di esse finirono in ospedale a rischio intossicazione e il palazzo subì danni ingenti. Davanti al presidente Villa (giudici a latere Fabrizio Filippo Monaci e Renata Loss Campana), alla pp Chiara Borelli, difeso dall'avvocato Deborah Gobbi, l'uomo era atteso per rispondere di quei fatti e molto altro: assassinio plurimo, tentato; incendio intenzionale, rappresentazione di atti di cruda violenza, pornografia, contravvenzione alla Legge federale sulle armi.

«Non esprimo se il gesto fosse dimostrativo, non tocca a me dirlo. Constato soltanto l’impossibilità che questo processo abbia luogo», ha rimarcato Villa, che auspica un'udienza successiva in tempi brevi. L'imputato ha ora una seconda possibilità di presentarsi in aula. In caso di ulteriore assenza, il processo si terrà in contumacia, ovvero anche senza la sua presenza.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved