Max Veronesi
Terre di Pedemonte
22.12.2017 - 21:440

Cavigliano, chiude il 'Bellavista'. Se ne va un pezzo di storia locale

“Nem a bev un caffè dal Mando”. Da oggi, questo non è più possibile. Perché il ristorante Bellavista, a Cavigliano, ha chiuso i battenti. Non in forma definitiva, è opportuno precisarlo. Riaprirà nel corso della primavera, ma dopo 34 anni, la gerenza non sarà più affidata ad Armando e Loredana Leoni. Il locale affacciato sulla cantonale, tanto caro a centinaia di habitué (gente del paese, delle vicine Centovalli e Onsernone ma anche da fuori zona), col suo ambiente particolare, il suo semplice arredo (il bancone pesante, la sua saletta interna riscaldata dal camino a legna, quasi a preservare la memoria dei suoi creatori fino ai giorni nostri) ha servito ieri i suoi ultimi pasti e bicchieri. Pronto a passare la mano.
Era, il Bellavista creato da Gino e Adriana Leoni, capostipiti, una sorta di “osservatorio” sulla realtà locale e cantonale, il ritrovo di tanti avventori, eterogenei e affezionati, che lo hanno eletto a punto d’incontro dove scambiare quattro chiacchiere tra uno sguardo al giornale e una risata, su fatti e misfatti del quotidiano. Un luogo dove vivere la comunità. Grazie anche all’allegria di una famiglia dalla quale sono andati a bere un bicchiere generazioni ticinesi. Una tappa fissa prima di andare al lavoro, per dare la carica ma anche al termine delle giornate. Si rompe così una consuetudine, si perde una tradizione. Capace di conciliare memoria e contemporaneità, l’esercizio pubblico è sempre riuscito a richiamare l’attenzione e gli apprezzamenti di tutte le fasce d’età per la sua convivialità. Questo il segreto che ha reso così speciale il Bellavista.
Logico che la chiusura non potesse passare in sordina. Qualcuno ha salutato, al termine del rinfresco offerto dalla casa, cacciando giù il groppo in gola. Un modo come un altro per esprimere la propria gratitudine. Un motivo ci sarà. Là dentro non c’era solo la vita dei coniugi Leoni, del personale di servizio e del parentado. C’era molto di più. E il futuro? Sarà ancora Bellavista. Ma la clientela dovrà abituarsi a vederlo da un’altra angolazione. È proprio vero: ovunque ci sono bar e ristoranti nei quali sorseggiare un caffè, ma è chi te lo prepara che fa la differenza. D.L.

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