Gabriele Putzu
Locarnese
07.10.2017 - 16:470
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:21

Asilante ucciso: l'agente sarebbe intervenuto a difesa dell'incolumità di altri. L'ipotesi (inevitabile in questi casi) è di omicidio

Sarà la polizia scientifica di Zurigo a fornire elementi utili a stabilire se ci siano delle responsabilità da parte della Polizia nella morte a Brissago di un 38enne richiedente l'asilo dello Sri Lanka. Stando alle prime ricostruzioni, l'agente che ha sparato avrebbe agito a tutela dell'incolumità di altri. Nei suoi confronti il procuratore pubblico Moreno Capella, titolare delle indagini sull'accaduto, ha aperto un procedimento per l'ipotesi di omicidio, un'ipotesi di reato che in simili casi non poteva essere diversa. Occorrerà ora valutare  se l'intervento dell'agente a tutela della vita e dell'integrità fisica di terzi presenti sul luogo del fatto fosse proporzionato o meno alla minaccia. Difeso dall'avvocato Brenno Canevascini, il gendarme non è stato sospeso dal servizio: gli è stato comunque fornito supporto psicologico.

I fatti sono avvenuti nella notte tra venerdì e sabato durante un'operazione a Brissago. Le forze dell'ordine erano intervenute a seguito di un alterco tra alcune persone in un edificio privato che ospita migranti. Introdottisi nel locale assieme a due migranti, i poliziotti si sono trovati di fronte un terzo uomo, il 38enne dello Sri Lanka, che si sarebbe scagliato contro i due asilanti con due coltelli in mano. Un agente ha quindi aperto il fuoco.

Contro di lui, fanno sapere gli inquirenti, è stata aperta un'inchiesta d'ufficio. "Sono in corso gli accertamenti tecnico scientifici sul luogo dei fatti. Per oltremodo garantire l'assoluta imparzialità degli esami, di queste verifiche tecniche sono stati incaricati gli specialisti della polizia scientifica di Zurigo. Sia l'agente di polizia coinvolto che le altre persone presenti sono stati assunti a verbale di interrogatorio. Alla luce dei fatti appurati, il Magistrato non ha ritenuto necessario applicare misure coercitive nei confronti delle persone interrogate".

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