Una mozione interpartitica firmata da 56 granconsiglieri chiede di mantenere gli stalli loro dedicati in via Ghiringhelli a Bellinzona

“Riconsiderare immediatamente la decisione di trasformare in parco l’attuale posteggio utilizzato dai deputati al Gran Consiglio” in via Ghiringhelli a Bellinzona. È quanto chiede al Consiglio di Stato una mozione urgente interpartitica – oltre al primo firmatario Gianluca Padlina (Centro), il testo è stato sottoscritto da altri 55 granconsiglieri –. Mozione che domanda pure di posare “almeno due stalli attrezzati per la ricarica di veicoli elettrici” e di “valutare una sistemazione del posteggio maggiormente compatibile con gli obiettivi ambientali, mediante alberature, superfici permeabili, elementi verdi e misure di mitigazione del calore urbano”.
Ricordiamo che il governo nel 2021 – rispondendo a un’interrogazione di Sergio Morisoli e Paolo Pamini (Udc) sul tema posteggi per i deputati – aveva ritenuto “insoddisfacente la situazione attuale in cui una vasta superficie, particolarmente pregiata siccome ubicata nei pressi del centro storico, rimane desolatamente adibita a posteggio asfaltato utilizzato solo pochi giorni al mese”. Questo “a discapito di un importante potenziale di riqualifica a favore della collettività, in particolare come verde urbano”. Il Consiglio di Stato aveva quindi indicato la possibilità di trovare soluzioni alternative nelle vicinanze. Un'ipotesi in questo senso potrebbe essere il posteggio rinnovato in via Tatti. Un’alternativa che però non convince i deputati: la ritengono infatti una soluzione non praticabile, “considerata la distanza dalla sede del Gran Consiglio, pari a circa 15 minuti a piedi”, si legge nella mozione. “Si tratta di una percorrenza non trascurabile, soprattutto in caso di sedute serali, condizioni meteorologiche sfavorevoli o abbigliamento formale, comprese calzature non adatte a lunghi spostamenti a piedi”.
Nel testo vengono quindi citate altre motivazioni per le quali l'attuale posteggio in via Ghiringhelli dovrebbe essere mantenuto: “L’attività parlamentare non è un’attività amministrativa ordinaria, pianificabile sempre secondo orari regolari”, sottolineano i 56 deputati. “Le sedute possono protrarsi, essere convocate in fasce orarie particolari o intrecciarsi con altri impegni professionali e pubblici”. Attività irregolari che inoltre “non sempre sono compatibili con gli orari del trasporto pubblico, né con la distanza geografica dei diversi distretti”. Di conseguenza “in particolare per chi proviene dalle valli, dal Sopraceneri, dal Mendrisiotto o da zone periferiche, la disponibilità di un posteggio nelle immediate vicinanze della sede parlamentare non rappresenta una comodità superflua, bensì uno strumento pratico per poter adempiere correttamente al mandato ricevuto dagli elettori”. Insomma, “la soppressione del posteggio rischia quindi di creare un ostacolo organizzativo non necessario”.