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Per alcune persone, soprattutto anziane, non è possibile compilare le imposte online per mancanza di competenze digitali
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22.02.2022 - 08:30
Aggiornamento: 15:02

Uno su quattro non ha competenze digitali di base

La dichiarazione del fisco online non è per tutti. L’associazione Leggere e scrivere mette in guardia e sensibilizza l’Amministrazione cantonale

Acquistare un biglietto del treno al distributore automatico, pagare la spesa alle casse fai da te o compilare le imposte online. Per molte persone sono gesti semplici, alcuni anche quotidiani; per altre invece rappresentano grossi ostacoli. Stando a uno studio pubblicato recentemente dall’Ufficio federale di statistica risulta che nel 2021 un quarto della popolazione elvetica dai 15 agli 88 anni non aveva nessuna competenza nell’uso dei programmi digitali di base. Una percentuale che è aumentata negli anni: nel 2017 era il 15%, nel 2019 il 17%. «Queste persone in Svizzera sono davvero molte», conferma Cecilia Bianchi, responsabile regionale dell’Associazione leggere e scrivere della Svizzera italiana con sede a Bellinzona. Dal 2017 l’associazione non si occupa più solo di lettura e scrittura, ma su richiesta della Segreteria di Stato per la formazione (Sefri) ha allargato il proprio raggio d’azione a tutte le competenze di base, comprese quelle digitali e la matematica del quotidiano.

‘Non stupiti ma preoccupati’

«È un dato che non ci stupisce, ma ci preoccupa perché significa che c’è tanto lavoro da fare in termini di sensibilizzazione. La nostra associazione intende sensibilizzare l’amministrazione cantonale sulle cifre pubblicate dall’Ufficio federale di statistica, il quale ha trattato ampiamente la questione delle competenze digitali, e chiedere di accompagnare le persone in difficoltà». Tali difficoltà sono facilmente visibili tutti i giorni nella società: «Anche dai riscontri che abbiamo da operatori sociali, da consulenti degli Uffici regionali di collocamento o dagli addetti agli sportelli comunali, ci viene confermato che molte persone sono in difficoltà con queste competenze», rileva Bianchi. Questo pone dei limiti nella vita di tutti i giorni dove i distributori e le casse automatiche sono sempre più frequenti e gli utenti in difficoltà si sentono obbligati a rivolgersi allo sportello o a utilizzare la cassa tradizionale nei negozi. Ci sono alcuni fattori che influenzano il fenomeno: l’età, nel senso che più avanza e più crescono le difficoltà; il lavoro che si svolge o che si è svolto e la familiarità con computer o altri strumenti tecnologici sul posto di lavoro.

‘Sempre più dipendenti da altri’

Un esempio fra tanti: nelle prossime settimane giungerà nelle case dei ticinesi la documentazione per la dichiarazione d’imposta 2021. «Negli anni la procedura di compilazione è mutata ed è stata introdotta la possibilità di passare dal formato cartaceo a quello digitale. Il cambiamento ha certamente velocizzato e agevolato il lavoro di contribuenti e funzionari, ma allo stesso tempo ha lasciato indietro quelle persone che arrancano con i programmi al computer», rileva Bianchi. Dall’anno prossimo per le persone giuridiche scatta l’obbligo di compilare la propria dichiarazione fiscale in formato elettronico, per le persone fisiche non ancora, ma la tendenza in atto appare chiara. «La transizione al digitale tocca sempre di più tutta la società. Chi è carente in competenze di base in questo ambito, vede giocoforza crescere la propria dipendenza da altri: si ritrova insomma a chiedere sempre più spesso un sostegno esterno, ciò che non aiuta l’autostima ma anzi aumenta l’esclusione sociale. Anche per questo motivo riteniamo che sia importante cercare di contenere la tendenza in atto», spiega la responsabile regionale di ‘Leggere e scrivere’.

Analfabetismo di ritorno

Per cercare di supportare le persone con difficoltà nelle competenze di base, l’associazione propone dei corsi di alfabetizzazione, lettura e scrittura con piccoli gruppi, come anche di calcolo e corsi su misura per imprese sociali, nonché incontri di sensibilizzazione per professionisti quotidianamente in contatto con persone che mostrano carenze digitali. «Rendiamo attenti sul fatto che il problema tocca anche le persone di madrelingua italiana», evidenzia Bianchi. Molte persone pur avendo frequentato le scuole nel paese in cui vivono sono illetterate, faticano a scrivere e a comprendere testi. Si parla spesso di analfabetismo di ritorno. Con l’avanzare dell’età si possono infatti perdere le competenze di base acquisite tempo prima. Una persona su sei ha problemi simili: è in grado di leggere un editoriale di giornale senza però riuscire a capirne il senso; oppure non è capace di scrivere una lettera. Per contro, più una persona ha svolto una formazione scolastica e meno avrà in seguito carenze; più nella sua professione legge e scrive e meno perderà le competenze acquisite. «C’è bisogno di allenamento e questo vale anche per le competenze digitali», fa presente Bianchi.

La lingua facile

L’Associazione leggere e scrivere collabora con il servizio di lingua facile di Pro Infirmis. Si tratta di un servizio di traduzione che coinvolgendo professionisti del ramo e un gruppo di revisione, elabora testi secondo le regole del linguaggio semplificato. Il servizio sensibilizza sull’importanza di semplificare il linguaggio, proprio perché non tutti riescono a comprendere i testi che leggono. «Chiunque abbia a che fare con un’utenza molto ampia dovrebbe prestare attenzione alla semplicità del messaggio, alla forma nella quale lo comunica, come anche alla semplicità del sito internet – suggerisce Cecilia Bianchi – in modo da garantire l’accesso alle informazioni anche alle persone con difficoltà di lettura».

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