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10.08.2020 - 06:000

A Gorda è nata una camera d’hotel sotto le stelle

Si tratta di uno dei progetti di Svizzera Turismo per promuovere il territorio. I guardiani della capanna Alan e Nadia Ochsner raccontano i primi riscontri

L’estate in cui le vacanze a chilometro zero e il contatto con la natura la fanno da padrone a causa della pandemia, coincide proprio con il lancio da parte di Svizzera Turismo di un nuovo modo di pernottare. Una soluzione a metà strada tra il campeggio e l’hotel, non tanto per il livello di comfort o di lusso (che può essere comunque elevato), ma per la vicinanza con gli elementi naturali. L’iniziativa “Million stars hotel”, che permette di dormire in sistemazioni più o meno temporanee sotto le stelle ha trovato riscontro anche in Ticino.

Una cinquantina di progetti in tutta la Svizzera

Uno degli esempi lo si trova in alta Valle di Blenio, accanto alla Capanna Gorda. Sono stati Alan e Nadia Ochsner, i gestori della struttura di proprietà della Società Nido d’Aquila (Sanda), a decidere di partecipare al concorso lanciato da Svizzera Turismo lo scorso gennaio. Poiché le idee di camere o strutture pensate per dormire sotto le stelle sono state molto più numerose del previsto, l’ente nazionale del turismo ha deciso tramite giuria di dare il via libera a 50 progetti in tutta la Svizzera invece dei 20 che aveva ipotizzato inizialmente. Anche quello alla capanna Gorda è stato accettato. “L’unico vincolo - spiegano i nostri interlocutori - era quello di terminare i lavori entro giugno”. Nessuno si sarebbe aspettato che poco dopo la decisione di Svizzera Turismo (a metà febbraio), il mondo venisse travolto dal Covid-19. L’iter per ricevere il via libera alla costruzione da parte del Cantone è nel frattempo proseguito, in modo da poter ottenere l’ok nel caso in cui il tutto fosse effettivamente partito. La decisione è giunta a fine aprile: il progetto degli hotel con milioni di stelle sarebbe iniziato quest’estate, anche se con un mese di ritardo rispetto all’idea iniziale, ovvero il 2 luglio.

Una camera adagiata su un rimorchio

La costruzione, racconta Alan, è stata effettuata in collaborazione con tre ditte della regione (la Laube di Biasca, Agrimess di Iragna e la Otm Metalcostruzioni di Malvaglia) e con l’architetto Elvis Panzera di Lugano. È stato quest’ultimo a dare il nome alla camera realizzata en plein air ma riparata dal freddo e dalla pioggia: Gaia, nome ispirato alla dea della natura, ma usato anche per identificare la Terra stessa. «La base della camera è un rimorchio facilmente spostabile, mentre la struttura principale è costituita in metallo, con tre lati e il tetto in vetro. La parte dove si trova l’entrata è invece di legno», spiega Alan Ochsner.

Sulla struttura è stato montato anche un pannello solare e vi è un collegamento con l’impianto fotovoltaico della capanna per fare in modo di alimentare non solo il mini frigo all’interno e la ventilazione per quando fa caldo, ma anche il riscaldamento per l’inverno. Svizzera turismo si occupa della promozione a livello nazionale fino al mese di ottobre; in seguito i guardiani della capanna potranno mettere sul mercato la stanza sotto le stelle anche quando farà freddo. Per l’estate del prossimo anno Svizzera Turismo intende poi promuovere i “Million stars hotel” a livello internazionale.

Vi pernottano soprattutto ticinesi

Nel primo mese di apertura il riscontro, raccontano Alan e Nadia, è stato molto positivo. Fino alla fine della stagione oltre l’80% delle notti è già prenotato e analizzando i dati dei pernottamenti emerge interesse in particolare dai ticinesi (due terzi), mentre il resto del mercato è coperto perlopiù dagli svizzero tedeschi. «La novità ci permette di aumentare l’interesse anche per la capanna che, nonostante il gran via vai di escursionisti, quest’anno sta registrando pochi pernottamenti», aggiunge il gestore. Il motivo sarebbe da ricercare soprattutto nei dormitori in comune. «Grazie a Gaia però ci facciamo conoscere e attiriamo più persone in questa zona ancora poco conosciuta», sottolinea.

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