Bellinzonese
08.04.2020 - 16:150
Aggiornamento : 18:55

Obbligo di ferie a Bellinzona? Il sindaco chiarisce

L'Amministrazione comunale durante la settimana di Pasqua garantirà solo i servizi indispensabili. L'Mps attacca, Branda risponde

Dipendenti dell'Amministrazione comunale di Bellinzona obbligati a 'usare' quattro giorni di vacanza durante la settimana di Pasqua? Lo chiede il Movimento per il socialismo con un'interrogazione all'Esecutivo cittadino prendendo spunto dalla comunicazione, datata 6 aprile, con cui si rende noto al personale che "Il Municipio ha deciso la chiusura dell’Amministrazione comunale durante la settimana di Pasqua. Verrà garantita unicamente l’operatività delle attività indispensabili, secondo turnistica e modalità già in vigore (… ) Per tutti i dipendenti interessati (…) verranno conteggiati 4 giorni di vacanza”. Secondo l'Mps il contenuto di tale comunicazione "è illegale. Abbiamo denunciato nelle ultime settimane questo modo di procedere di diverse aziende private che hanno obbligato i dipendenti a stare a casa conteggiandole come vacanze: sorprende che a utilizzare simili procedimenti sia un ente pubblico".

Tutto in regola?

Da qui una serie di domande: sulla base di quale regolamento o ordinanza comunale il Municipio può decretare delle vacanze collettive? Ammesso e non concesso che vi sia una base legale, un termine di preavviso di 7 giorni è legalmente sufficiente per imporre delle vacanze collettive? Come stabilito nella sentenza del Tribunale Federale del 6 settembre 2017, considerazione 5.3.2, le organizzazioni sindacali del servizio pubblico hanno diritto di essere sentite; il Municipio prima di adottare la decisione del 6 aprile ha sentito le organizzazioni del personale? Se sì, quali? Quali sono state le loro risposte? Non ritiene il Municipio, anche alla luce delle chiare considerazioni della Segreteria di Stato per l'economia (Seco), di dover annullare la decisione con la quale intende calcolare i giorni dal 14 al 17 aprile come giorni di vacanza?

La Seco dice no per le aziende

In caso di pandemia - scrive la Seco - un’azienda (nel caso specifico si tratta però di un Comune) "in linea di principio non può pianificare le vacanze aziendali per far fronte alle assenze dei suoi lavoratori, sebbene la legge prevede che le date delle vacanze aziendali siano stabilite dal datore di lavoro. Egli deve tuttavia consultare i suoi lavoratori e tenere conto dei loro desideri. I lavoratori hanno inoltre il diritto di essere informati con sufficiente anticipo in merito alla data delle rispettive vacanze (in generale è previsto un termine di tre mesi)".

L'Mps 'ha tralasciato due passaggi fondamentali'

Interpellato dalla 'Regione' per una spiegazione, il sindaco chiarisce la situazione: "Dapprima va detto che i dipendenti che attualmente non lavorano perché i rispettivi settori sono attivi solo parzialmente o non del tutto, percepiscono il salario al 100%. Rispetto al settore privato costretto a far capo al lavoro ridotto, con conseguente riduzione dello stipendio, qui la situazione è ben diversa". In secondo luogo, prosegue Mario Branda, "ancora una volta l'Mps vuol far vedere solo quello che gli è più comodo per screditare gli altri. Nel caso specifico, citando la comunicazione municipale, ha tralasciato due parti fondamentali: la prima è che chi non desiderasse fare vacanza può annunciarsi alle risorse umane; queste lo affiderà a uno dei servizi ritenuti essenziali; la seconda è che il termine ultimo di fine agosto per smaltire le vacanze dell'anno scorso è stato prorogato a fine dicembre 2020. Immaginiamo infatti che quando finirà la pandemia, si concentreranno in un breve periodo molte richieste di ferie. Così facendo si avrà tempo sino a fine anno per smaltire quelle arretrate dell'anno scorso".

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