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Bellinzonese
12.11.2019 - 06:000

Artigiani dietro le quinte

Guggen e gruppi del Bellinzonese e del Mendrisiotto aprono le porte al pubblico per mostrare come lavorano

È proprio in queste settimane che la produzione dei carri che in febbraio sfileranno al corteo del Rabadan entra nel vivo. Ma cosa si nasconde dietro all’opera finita? Alla costruzione di un carro, nei momenti di punta lavorano fino a settanta persone e vengono impiegati vari materiali; come ferro, legno, pitture. Bisogna però pensare anche a costumi, trucco e musica. L’associazione ticinese artigiani artisti ‘Aticrea’, invita a scoprire le professioni artigianali e artistiche che stanno dietro le quinte di questa realtà del Carnevale. A partire dal 23 novembre sarà possibile vedere guggen e gruppi all’opera sbirciando nei loro atelier. Ad aprire le porte saranno le guggen Stracaganass e Ciod Stonaa e il gruppo Puian team di Bellinzona, mentre per il Mendrisiotto saranno a disposizione la guggen Spacatimpan e il gruppo La Castello bene. Sarà l’occasione per vedere gli artigiani all’opera e intrattenersi con loro. Il programma definitivo verrà stabilito a breve e ci si potrà iscrivere alle visite dal sito internet: www.aticrea.ch.

'L'artigianato ticinese non è soltanto boccalini e zoccolette'

Queste visite rientrano nel programma dell’edizione ticinese delle Giornate europee dei mestieri d’arte (Gema) che si terranno da novembre ad aprile 2020, il cui tema è proprio ‘Dietro le quinte’. Come spiegato dal vicepresidente dell’associazione Claudio Gianettoni, l’artigianato in Ticino ha una base storica «non è soltanto boccalini e zoccolette». Il problema, ha riconosciuto Gianettoni, è come far conoscere questa realtà al pubblico. L’associazione ha quindi pensato di mostrare il contributo dell’artigianato dietro agli eventi, iniziando proprio dal Rabadan. «Abbiamo aderito al progetto molto volentieri perché va nella direzione che anche la nostra società ha deciso di perseguire, ovvero quella di creare una cultura del Carnevale», ha fatto presente dal canto suo Andrea Huber, responsabile dei cortei. Porte aperte, incontri e dibattiti sono previsti anche nel settore del cinema, del teatro e della multimedialità. Pure in questo caso il programma definitivo è in fase di allestimento. «Vogliamo dar visibilità a questi mestieri dell’artigianato e far capire che queste attività hanno anche ricadute positive sul territorio», ha concluso Gianettoni.

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