L’alpinista di Bellinzona cammina per la Svizzera dal giugno del 2018. «Volevo fare qualcosa di particolare, da sola e in sicurezza».
Bellinzonese
21.09.2019 - 06:000

Dalla A alla Z, in marcia per la Svizzera

Percorrere, sulla rete dei sentieri di ciascun Cantone, il tragitto che collega, secondo l’ordine alfabetico, il primo Comune all’ultimo

L’idea è di quelle stravaganti. In grado di conquistarti quando a parlarne è colei che l’ha concepita. La voce di Manuela Vigilante trasmette energia positiva, la stessa che ha sparpagliato per tutta la Svizzera durante la sua particolare iniziativa: percorrere a piedi, sulla rete dei sentieri ufficiali, il tragitto che collega, secondo l’ordine alfabetico, il primo comune all’ultimo. Questo per ognuno dei 26 cantoni. «Lo so: può sembrare un’idea balzana – ci dice ridendo l’alpinista di Bellinzona –. Ma quando la mia amica con cui facevo le escursioni non ha più potuto accompagnarmi, mi sono detta che dovevo inventarmi qualcosa di particolare, da fare da sola e in sicurezza. Sono stata ispirata da Marco Bernasocchi», l’alpinista ticinese che fra il 2014 e il 2018 aveva percorso in ogni cantone il tragitto dal punto più basso a quello più alto. «Ho pensato: perché non fare qualcosa di simile basandomi sull’alfabeto»?. Altra fonte d’ispirazione per l’inedita iniziativa, l’alpinista e fotografo Pascal Bourquin, il quale aveva deciso di percorrere tutti i sentieri gialli della Svizzera. «Mi è piaciuta la sua decisione di rifiutare di recarsi sull’Everest per andare alla scoperta anche dei luoghi meno conosciuti e frequentati del territorio nazionale». Dal 9 giugno 2018, data dell’inizio del tour con la tratta nel cantone di Appenzello Esterno, Manuela ha completato – sfruttando il mercoledì (suo giorno libero) e i fine settimana – 23 dei 26 tragitti programmati. Sui quali ha camminato da sola (per la maggior parte delle volte), accompagnata da amici e, in un’occasione, dal nipotino Gabriele, viaggiando con i mezzi pubblici fino al punto di partenza.

Ultime fatiche: Vaud, Vallese e Ticino

Quando la raggiungiamo al telefono si trova in Vallese, intenta a percorrere insieme ad un’amica la prima tappa della lunga tratta che da Agarn porta a Zwischbergen. «Nei tragitti come quello vallesano, forse il più tosto (60 chilometri con due passi alpini a 2’000 metri e dunque non certo una scampagnata come le poche migliaia di metri che separano Baar e Zugo, ndr), è necessario fare più tappe, ma non per forza consecutive». Oltre che in Vallese, dunque, Manuela dovrà di nuovo mettersi in cammino – al fine di completare l’intero tragitto – nel Canton Vaud e in Ticino: partita da Acquarossa, le manca il pezzo da Lodrino a Vogorno. «Vorrei completare il tour entro fine ottobre, sperando che sul Sempione la neve arrivi tardi – afferma con un sorriso –. Probabilmente riuscirò a concluderlo in 42 giorni, due in meno rispetto a quanti ne avevo preventivati».

Delle sue camminate immersa nella natura, Manuela porterà nel cuore l’incontro con nuove persone e la scoperta di luoghi sconosciuti «che mai avrei visitato. Non dimenticherò la gentilezza di coloro che ho incrociato sulla mia strada. Mi sono stati offerti un letto, cibo e acqua quando sembrava impossibile trovarli. Bellissima anche la possibilità di comprare prodotti locali nella fattorie che mi trovavo di fronte. Con particolare piacere ricordo inoltre la notte passata nel paesino di Romanel sur Morges: i proprietari del B&B ai quali avevo scritto, raccontando del mio progetto e dicendo che sarei passata da quelle parti, mi hanno accolto a braccia aperte. Mi hanno offerto una tipica cena vodese e regalato un poema sul fiume Venoge. Mi fa piacere che tuttora ci siano persone che mi scrivono e seguono la pagina su Facebook», ‘Dalla A alla Z in 44 giorni,’ dove Manuela ha sempre raccontato i viaggi con foto e pensieri. «Spesso in questa avventura mi sono dovuta arrangiare, e ne vado fiera. Non mi sono mai ritrovata in situazioni spiacevoli o spaventose. Eccetto qualche cane agitato per un temporale e alcune mucche da latte, dove ammetto di aver girato alla larga». Concluso il tour, avvisa Manuela, la ciliegina sulla torta sarebbe il ‘tappone’ da Aarau a Zwischbergen, primo e ultimo comune svizzero.

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