Bellinzonese
24.06.2019 - 16:330
Aggiornamento : 16:53

Non solo il ponte tibetano nel futuro di Carasc

Presentato il masterplan della Supsi che definisce le basi strategiche per sviluppare ulteriormente la “Sponda destra” fra Gudo e Gorduno

Dopo il grande successo osservato dal 2015 grazie all'inaugurazione del ponte tibetano, sulla collina fra Gudo e Gorduno è ora tempo di dare seguito all’entusiasmo tramite lo sviluppo e la proposta di altre attrazioni e offerte. Per raggiungere tale obiettivo l’Ente autonomo Carasc – costituto nel 2017 sotto l’egida della Città di Bellinzona per ‘vegliare’ su alcuni beni e offerte della montagna – ha presentato oggi le basi strategiche per lo sviluppo socio-economico e territoriale della “Sponda destra” del Bellinzonese.

Elaborato da Siegfried Alberton (professore della Supsi e responsabile del Centro competenze inno3) e Andrea Huber (docente e ricercatore del Centro competenze inno3), il masterplan definisce il futuro progettuale del comprensorio al fine di valorizzare e sfruttare le relative potenzialità. Oltre ai valori cardine su cui è stato allestito il progetto (collaborazione, professionalità, tradizione, creatività e equilibrio), i lavori della prima fase (in autunno seguirà quella di implementazione) hanno permesso di definire quattro assi strategici: cultura, prodotti, ristorazione-albergheria e percorsi. Per ognuno di questi – i cui elementi sono comunque trasversali, complementari e interconnessi fra loro – il masterplan identifica un progetto iniziale che, unitamente ad altre iniziative già in corso e in fase di realizzazione, contribuiranno a rafforzare e valorizzare ulteriormente l’intero comprensorio.

Per l’obiettivo strategico cultura, il dossier propone come primo progetto la realizzazione di una segnaletica turistica tramite lo sviluppo di un’App per smartphone. Ciò per accompagnare il visitatore alla scoperta del patrimonio storico, culturale, naturale, artistico e archeologico. Per quanto concerne il progetto iniziale dell’asse strategico prodotti, si punta invece alla creazione di un marchio unico che certifichi i produttori e venditori presenti nella “Sponda destra”. Il terzo asse strategico, “Ristorazione-albergheria”, vuole soddisfare i bisogni dei visitatori (turisti e residenti) in termini di vitto e alloggio. L’obiettivo iniziale è quello di creare un concetto gastronomico e alberghiero univoco lungo tutta la collina, con l’intento di creare un’offerta complementare. Da ultimo l’asse strategico più importante: quello dei percorsi, con l’obiettivo di creare una serie di percorsi trasversali accessibili a tutti (si prevede anche l’adesione al progetto “Sentieri senza barriere”) che presentino degli elementi storico-culturali, eno-gastronomici e didattici. Si inizierà con la creazione di una via a mezza montagna da Gudo a Gorduno. Un percorso che in gran parte esiste già, ma che richiede ora interventi specifici.

«Questo masterplan è un documento molto importante che nasce dal coinvolgimento di tanti attori attivi sulla “Sponda destra”», ha sottolineato il presidente dell’Ente autonomo Carasc Riccardo Calastri, il quale ha messo in luce proprio l’approccio partecipativo che ha delineato la stesura del documento grazie al coinvolgimento di associazioni, fondazioni, patriziati e istituzioni. Il masterplan, infatti, è stato co-costruito con i principali portatori d’interesse intenzionati a contribuire attivamente allo sviluppo del comprensorio.

Calastri ha tuttavia affermato che l’attuazione dei progetti previsti «sarà musica del futuro», e che il masterplan non deve quindi creare aspettative a breve termine. «Come ente autonomo Carasc dovremo ora scegliere i primi progetti da portare avanti. Una volta fatto questo, urgerà inoltre capire sa saremo in grado di seguirli autonomamente o se invece dovremo rivolgerci a qualcuno di esterno. Per saperne di più bisognerà attendere la fine dell’estate».

Tra le altre idee, il masterplan ipotizza in futuro la realizzazione di un albergo diffuso a Mornera, l’introduzione della realtà virtuale in un contesto didattico, lo sviluppo di un prodotto gastronomico innovativo da abbinare alla collina (in questo contesto potrebbe inserirsi il progetto didattico presentato ultimamente dagli apprendisti panettieri e pasticceri del Centro professionale tecnico di Trevano) e il recupero dei sentieri sotto-montagna al fine di permettere il congiungimento delle località senza dover transitare per strada. 

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