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Bellinzonese
25.05.2019 - 05:500

Bellinzonese acchiappa abitanti

Un rapporto sugli insediamenti mostra una migrazione interna in particolare dal Luganese verso nord. Tra i motivi l’apertura nel 2020 del tunnel del Ceneri

Il Bellinzonese è la zona più attrattiva del Ticino in termini di scelta della propria residenza. È una delle principali conclusioni a cui giunge l’Osservatorio dello sviluppo territoriale (Ost) dell’Accademia di architettura dell’Usi nello studio appena pubblicato sulle migrazioni residenziali nel nostro cantone dal 2011 al 2017. Il motivo, viene fatto notare tra le conclusioni del rapporto, è da ricercare nell’attuale forte disponibilità in questa regione di alloggi nuovi e in costruzione – “presumibilmente a prezzi inferiori al Luganese” – e all’apertura prevista nel 2020 del Tunnel di base del Ceneri che collegherà la capitale a Lugano in 15 minuti di treno. Lo studio rivela in particolare un aumento della migrazione interna dagli agglomerati del Sottoceneri (soprattutto Luganese) a quelli del Sopraceneri e in particolare nel Bellinzonese. Qui, calcolando arrivi e partenze tra distretti, si è passati da un saldo di +422 nel periodo 2011-2014 a +981 nel 2014-2017. In aumento anche il saldo delle Tre Valli (da
-75 a +103) mentre è in diminuzione quello del Locarnese (da +195 a +112). È in evidente calo nel Mendrisiotto (da +123 a +63) e Luganese (da -665 a -1’259).

Un cantone da cui emigrare

Il Dipartimento del territorio fa notare, in un comunicato che accompagna il rapporto, che in Ticino la crescita demografica sta conoscendo una riduzione: tra il 2011 e il 2014 l’aumento è stato di 16’631 unità, tra il 2014 e il 2017 di 6’588, ovvero circa 10mila unità di differenza. Negli ultimi tre anni l’arresto della crescita demografica tocca in particolare gli spazi montani (Leventina, Vallemaggia, Terre di Pedemonte, Onsernone), il basso Mendrisiotto e alcuni spazi periferici del Luganese (Valle del Vedeggio, Malcantone), mentre l’unica regione dove la crescita demografica si mantiene è il Bellinzonese. Il motivo di questo arresto è da ricercare nei saldi naturali tra nascite e decessi rimasti fortemente positivi solo nell’agglomerato di Bellinzona (+493) e nella diminuzione dei saldi migratori. Quelli con l’estero passano da 18’200 circa a 10’700 (-41,2%). In parte, viene spiegato, dipende dal fatto che alcuni lavoratori frontalieri trasferitisi da noi tornano in Italia in cerca di condizioni più favorevoli
In calo ancora maggiore i saldi migratori con il resto della Svizzera, che passano da -1’237 a -3’124 (-152%). Un aspetto, quest’ultimo, trattato negli scorsi giorni anche dalla ‘Nzz’ in un articolo sul ritorno dal Ticino a oltre Gottardo di pensionati svizzero-tedeschi, principalmente per motivi linguistici. Secondo l’Ost una delle ragioni di questo dato sarebbe da ricercare nel mercato del lavoro.

Più concentrati nelle città

Un’altra conclusione dell’Ost è il ritorno d’interesse, in particolare da parte delle famiglie, verso le aree urbane. Per giungere a questo risultato sono state analizzate 82 zone di recente insediamento che hanno registrato tra il 2011 e il 2016 una forte crescita demografica (almeno il 20%) con un importante tasso di edifici costruiti. È emerso che in 42 casi si tratta di zone urbane, caratterizzate da stabili plurifamiliari e con una densità della popolazione elevata. Sono zone caratterizzate da un miglior servizio di trasporti pubblici, un “eccellente” accesso ai servizi e maggiore disponibilità di spazi pubblici se comparate alle altre aree analizzate (suburbane e periurbane). Un esempio in tal senso è il quartiere che si sviluppa alle porte del centro di Bellinzona nei pressi dell’incrocio di via Zorzi e via Tatti. Molte le famiglie che lo hanno scelto: nel 2016 c’erano 182 persone con meno di 15 anni su 1’013 abitanti.

Una motivazione del ritorno nei centri, viene spiegato, riguarda l’incremento del traffico verso i maggiori poli e la ricerca dunque di posizioni meglio servite dai trasporti pubblici: vale sia per l’agglomerato di Bellinzona che per i nuovi quartieri di Lugano. Una causa, questa del traffico, che secondo l’Ost spiega anche la relativa assenza di nuovi quartieri nel Mendrisiotto, regione alle prese con crescenti disagi derivanti dal forte congestionamento stradale, tra cui inquinamento e rumore.

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