Wawrinka S. (SUI)
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MAHUT N. (FRA)
1
3 set
(6-3 : 5-7 : 4-3)
MERTENS E./ZHANG S.
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BENCIC B./KUZMOVA V.
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(0-6 : 2-6)
Wawrinka S. (SUI)
1 - 1
3 set
6-3
5-7
4-3
MAHUT N. (FRA)
6-3
5-7
4-3
ATP-S
LONDON GREAT BRITAIN
Winner plays Simon.
Ultimo aggiornamento: 20.06.2019 16:20
MERTENS E./ZHANG S.
0 - 2
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0-6
2-6
BENCIC B./KUZMOVA V.
0-6
2-6
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MALLORCA SPAIN
Ultimo aggiornamento: 20.06.2019 16:20
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Bellinzonese

Frizzo: 'Deluso da politica e Ffs'. Cattaneo: 'Sospiro di sollievo'.

Col 65,3% dei voti, il Ticino dice 'No' all'iniziativa “Giù le mani delle Officine: per la creazione di un Polo tecnologico industriale nel settore del trasporto pubblico”

17:50

 

 

17:39
17:39

«Un risultato molto chiaro anche a Bellnzona, al di là delle aspettative – afferma alla 'Regione' il sindaco Mario Branda –. A mio modo di vedere si tratta di un’indicazione che i cittadini della Città aggregata vogliono guardare al futuro. Questo pur avendo a cuore le Officine, che da sempre rappresentano un tassello storico e di identità importante della regione. Un esito che mette in luce la condivisone dell’idea che il progetto proposto delle Ffs merita di essere preso in considerazione. Perché, in fondo, 200-230 posti di lavoro non sono pochi. Specialmente se guardano al presente ma soprattuto al futuro, comportando impieghi sicuri per le future generazioni. Senza dimenticare quello che si potrà realizzare, anche in termini di posti di lavoro, sull’attuale comparto delle Officine. E credo che questa valutazione sia stata fatta dall’elettorato». Tornando alla netta spaccatura nel Comune di Bellinzona (66% di 'No' e 34% di 'Sì', il sindaco interpreta il voto come «un’attestazione di fiducia verso Municipio e Consiglio comunale». 

All’associazione e ai lavoratori, Branda ribadisce «il profondo rispetto per il coraggio e la motivazione» messi in mostra durante lo sciperto del 2008. «E anche vero – prosegue il sindaco – che negli anni a venire quel negoziato è entrato un po’ in un vicolo cieco, mettendosi in opposizione alla volontà delle Ffs di realizzare un nuovo stabiliimento». Quanto alla volontà dell'Associazione di voler portare i ticinesi alla urne, «i recenti segnali della popolazione ma anche dai lavoratori dovevano quantomeno imporre una riflessione ai propri membri». 

Per quanto riguarda la riqualifica del comparto delle Officine, «nei prossimi mesi il Municipio procederà alla pubblicazione del bando di concorso internazionale per la progettazione del Masterplan. Da cui dovranno poi emergere le cinque proposte più valide per elaborare il progetto per l'attuale sedime. Siamo consapevoli della delicatezza della questione, e anche delle preoccupazione che sono state manifestate. Il Municpio intende quindi seguire con la massima attenzione lo sviluppo del progetto. Come d'altronde si impegnerà per garantire ai lavoratori lo stabilimento promesso con almeno 200-230 posti di lavoro». 

16:42

Il futuro dell'Associazione 'Giù le mani dalle Officine'

Con la bocciatura di oggi che futuro si prospetta per lAssociazione Giù le mani dallOfficina? Il presidente Gianni Frizzo spiega che verrà presto convocata unassemblea dellassociazione per discutere del risultato della votazione e dei passi futuri. «Sarà lassemblea a decidere cosa succederà». Dal canto suo, Giuseppe 'Pino' Sergi, membro del sodalizio, è del parere che gli scopi dellassociazione debbano continuare a essere portati avanti «lobiettivo di difendere i posti di lavoro resta». Sergi esprime poi preoccupazione riguardo a quanto si prospetta per il futuro dellOfficina, da ora al 2026. Domani invece la direttrice Ffs regione Sud, Roberta Cattaneo si recherà alle Officine di Bellinzona per un incontro con le maestranze.

 

16:32

Ricorsi e prossimi passi

Bocciata liniziativa, si delinea sempre più il progetto delle Ffs per la realizzazione del nuovo stabilimento a Castione, dal costo di circa 360 milioni di franchi e per il quale Città di Bellinzona e Cantone contribuiscono con un credito di 20 e 100 milioni. Si prevede che la nuova Officina (la più moderna d'Europa e che dovrebbe essere realizzata nel 2026) conti 200-230 posti di lavoro.

 

Diversi i prossimi passi sulla tabella di marcia. Su tutti la presentazione del piano industriale che, come annunciato dalla direttrice regione Sud delle Ffs Roberta Cattaneo, dovrebbe essere svelato nel prossimo mesi di agosto dal Ceo Andreas Meyer.

 

Prima dell'estate dovrebbe invece essere pronto lo studio per la compensazione dei 78mila metri quadrati di terreni agricoli che andranno persi sul sedime che sarà occupato dal nuovo stabilimento. Sulla riservazione dellarea di Castione per scopi ferroviari, sancita dall’Ufficio federale dei trasporti (Uft), pendono inoltre i ricorsi dell’Unione cantadini ticinesi e di tre Comuni della Bassa Leventina (Bodio, Giornico, Personico). Sul tavolo del Tribunale amministrativo federale sono inoltre giunti anche il ricorso dell’ingegnere Rudolf Marti, proprietario di un vasto sedime che verrebbe in parte sacrificato per edificare le nuove Officine Ffs, quello della Commissione regionale dei trasporti Tre Valli e del Comune di Biasca.

16:01
16:01

“Il Consiglio di Stato – si legge nel comunicato diramato – ha preso atto con soddisfazione del voto odierno della cittadinanza, che – respingendo l’iniziativa popolare – ha deciso di dare fiducia alla soluzione elaborata di concerto dalle Ferrovie federali svizzere, dal Cantone e dalla Città di Bellinzona che prevede la realizzazione di un nuovo stabilimento industriale d’avanguardia Ffs a Castione. Il progetto, sostenuto dal Gran Consiglio e dal Consiglio comunale della Città, rispetta gli intenti enunciati già nel 2008, al momento dello sciopero delle maestranze dello stabilimento. La soluzione proposta permette di assicurare un duplice risultato: salvaguardare una componente storica del tessuto economico ticinese, con posti di lavoro interessanti, e valorizzare l’attuale terreno delle Officine, situato in posizione strategica, promuovendo un nuovo quartiere di elevata qualità con destinazioni d’interesse pubblico, tra cui un parco tecnologico. Il Consiglio di Stato guarda ora con fiducia alle prossime tappe verso la realizzazione del progetto, che permetterà alla produzione industriale Ffs in Ticino di affrontare le sfide dei prossimi decenni e di affrontare l’elevata competitività internazionale del settore”. 

Il presidente del governo, Christian Vitta, interpellato dalla 'Regione': «È di fatto un risultato positivo, sia in termini di maggioranza a livello di popolazione, sia anche di distribuzione in quasi tutti i comuni del Cantone. Il voto odierno ci permette di guardare al futuro e portare avanti i passi pianificiati con la Città di Bellinzona e con le Ffs. Da parte nostra, continueremo a monitorare l'evoluzione della situazione affinché gli impegni che sono stati presi, in particolare dalle Ffs, vengano rispettati. Cercheremo insomma di fare in modo che la transizione verso un nuovo stabilimento industriale delle Ffs in Ticino avvenga nei migliori dei modi». 

Se fosse passato il 'Sì', comportando l'avvio di un progetto cantonale (sostenuto da Confederazione e Comuni) per rilevare le attuali attività dello stabilimento industriale di Bellinzona e svilupparne di nuove, «si sarebbe aperta una fase di incertezza, che oggi risulta difficile dire quale esito avrebbe avuto. Ora si trattà però di guardare avanti, tenendo conto del voto odierno. Un voto che rappresenta una prima tappa di un processo che evolverà nel corso degli anni e che potrà dirsi concluso solamente quando nel 2026 sarà realizzato il nuovo stabilimento». 

15:31

"Il Plr a Bellinzona si rallegra dell’esito del voto sulle Officine". La Sezione Plr di Bellinzona "saluta positivamente il netto risultato uscito oggi dalle urne riguardo all’iniziativa", scrive in un comunicato stampa diramato ai media. "Oltre ad aver detto no all’obbligo per il Cantone di rilevare le attuali attività delle Officine Fffs di Bellinzona e farsi lui imprenditore in un ramo d’azienda di competenza altrui, la popolazione ticinese – e in linea con essa quella del nuovo Comune di Bellinzona – ha chiaramente sostenuto il progetto di nuovo e moderno stabilimento industriale che le Ffs intendono costruire a Castione in particolare per la manutenzione leggera e pesante in Ticino di intere flotte di elettrotreni per i prossimi decenni, così come il previsto sviluppo del sedime attuale in pieno centro a Bellinzona".

"Con il 65% dei voti la popolazione ticinese (e quella della Capitale addirittura con il 66%) ha chiaramente detto sì al progresso e no all’atteggiamento di certa sinistra che, invece di rallegrarsi di un progetto che porterà alla regione sviluppo e posti di lavoro, ottenuto dal Cantone e dalla Città anche grazie allo sciopero del 2008 e alla raccolta – dieci anni fa – delle firme per un’iniziativa poi superata, ha preferito arroccarsi sulla chiusura ideologica a scapito anche dei posti di lavoro delle giovani generazioni, che dice invece di voler difendere", si legge nella nota.

Il Plr "sostiene il lavoro dei giovani e lo sviluppo del nuovo Comune di Bellinzona, di cui – assieme alle forze politiche e ai politici che credono nel progresso e guardano con fiducia al futuro della nostra regione – è forza trainante".

15:20
Ti-Press
15:20

Deluso e amareggiato, è un Ivan Cozzaglio comprensibilmente giù di tono quello che incontriamo alla Casa del Popolo per una reazione a caldo a seguito della bocciatura delliniziativa Giù le mani delle Officine.

 

«Questo risultato era prevedibile visto che eravamo da soli contro tutti, addirittura il Partito socialista in parte ci ha voltato le spalle», dichiara il primo firmatario delliniziativa in votazione. «Naturalmente la speranza è sempre lultima a morire per cui noi ci abbiamo creduto fino allultimo pensando che magari la popolazione non avesse seguito tutti i diktat dei partiti. Ora la popolazione si è espressa e bisogna accettare questo verdetto».

 

Una sconfitta che lascia lamaro in bocca «ma non per quanto abbiamo fatto: noi siamo consapevoli di aver fatto tutto il possibile, di aver lavorato con coerenza in questi undici anni e di non aver mai invertito la rotta. Siamo stati sempre fedeli alla nostra visione e abbiamo lavorato sempre a difesa dei posti di lavoro in senso lato», afferma.

 

Cozzaglio tiene poi a ringraziare quel 35% percento che ha votato a favore delliniziativa e che «ha creduto nel nostro progetto, ha capito che cerano dei posti di lavoro in gioco, altri forse hanno ceduto alle paure e alla confusione che è regnata perché i fautori del no hanno cercato di confondere le acque».

 

Piccola soddisfazione in mezzo a tanta amarezza : «Sono contento della mia Biasca, dove con il 46% cè stato uno dei risultati migliori per il sì».

 

15:12
15:12

«Come Ffs abbiamo tirato un grande sospiro di sollievo – afferma interpellata dalla 'Regione' la direttrice regione Sud, Roberta Cattaneo – . Anche perché eravamo consapevoli che un ‘No’ all’iniziativa avrebbe messo una grossa ipoteca sul progetto Castione. Quindi il fatto che il popolo ticinese l’abbia respinta ci dà una buona base per continuare il lavoro che abbiamo svolto sinora».

 

«L’iniziativa nasce più di 10 anni fa, e credo che sia stata un po’ superata dai tempi. Immagino che i ticinesi abbiamo saputo cogliere le opportunità dell'importante progetto industriale di Castione. Non dimentichiamo che le Ffs vogliono costruire l’Officina più moderna d’Europa». 

 

Quali saranno ora i prossimi passi delle Ffs: «Continueremo a sviluppare il progetto, passo dopo passo. Entro la fine di giugno avremo lo studio del piano industriale. Piano sul quale il Ceo Andreas Meyer potrà dare i primi input nel mese di agosto». 

 

 

 

 

 

 

 

 

14:15

“La campagna sull’iniziativa Giù le mani essa – si legge nel comunicato diramato dal Movimento per il socialismo – è stata condotta sostanzialmente dal suo comitato che ha potuto contare sull’appoggio convinto e attivo solo dell’Mps (e in parte dei Verdi): in queste condizioni era abbastanza prevedibile l’esito odierno. In particolare ha sicuramente pesato il fatto che la campagna per il 'No' sia stata principalmente e il più attivamente svolta per iniziativa di personalità del Partito Socialista, contribuendo in questo modo a dividere in modo decisivo il fronte che, naturalmente, avrebbe dovuto schierarsi a sostegno dell’iniziativa. Hanno brillato per la loro assenza nella campagna (tranne la lodevole eccezione del sindacato del ferrovieri SEV) le organizzazioni sindacali”. 

14:06

A Bellinzona, dova ha sede lo storico stabilimento industriale delle Officine, l'iniziativa è stata respinta col 66%. 

14:01
13:58

Alla Casa del Popolo, dove si sono riuniti i sostenitori dell'iniziativa, il clima non è certo di festa. La delusione negli occhi di chi ci credeva e evidente, soprattutto in quelli del presidente dell'Associazione “Giù le mani” Gianni Frizzo. «È un risultato che non giunge inaspettato ma che fa molto male. Ci tengo a ringraziare tutti quelli che hanno votato, anche quelli che hanno votato no, perché significa che hanno capito l'importanza di esprimersi sul tema in oggetto».

 

Per quanto riguarda la campagna, Frizzo esprime amarezza riguardo le «notizie false e fuorvianti che sono circolate: sono sicuro che molti non hanno capito davvero come stavano le cose, perché sono circolate molte informazioni sbagliate». Per l'associazione - spiega Frizzo - è stato importante essere riusciti a portare la popolazione alle urne per esprimersi sul tema. «Sono deluso, certo, soprattutto dalla politica e dalle Ffs che a un certo punto delle trattative hanno deciso di non coinvolgerci nella discussione ma di bypassarci. Forse – conclude il presidente dell’Associazione – avevano intuito che potevamo essere un ostacolo troppo grande e hanno preferito tagliarci fuori».

13:34

Ora è ufficiale: il Ticino si espresso contrario nella misura del 65,3% all'iniziativa “Giù le mani dalle Officine: per la creazione di un Polo tecnologico industriale nel settore del trasporto pubblico”. Solamente tre comuni su 115 (Corippo, Mergosica e Sorengo) si sono espressi a favore. 

13:17

Quando all'appello mancano 10 comuni, il 'No' si attesta al 64,7%. Ancora in corso lo spoglio a Bellinzona e Lugano. A Locarno i contrari si sono espressi nella misura del 60,9%, a Chiasso col 59,9%. Più 'tirata' a Biasca, dove il 'No' si è attestato col 54%. 

13:06

Si delinea sempre più il 'No' all'initiativa Giù le mani dalle Officine: per la creazione di un Polo tecnlogico-industriale nel settore del trasporto pubblico”. Dopo lo spoglio di 97 comuni su 115 i cittadini ticinesi si sono infatti per ora espressi contrariamente nella misura del 64.7%. L'iniziativa, lo ricordiamo, mira ad avviare un progetto cantonale (sostenuto da Confederazione e Comuni) che rilevi le attuali attività dello stabilimento industriale di Bellinzona e ne sviluppi di nuove aggiungendo servizi, ricerca e innovazione nel campo della gestzione e della manutenzione dei vettori di trasporto. 

 
12:50
12:50

Dopo lo spoglio di 77 comuni su 115 i cittadini ticinesi si sono per ora espressi contrariamente nella misura del 68,4% all'iniziativa “Giù le mani delle Officine: per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico”. Solamente due comuni (Corippo e Mergoscia) si sono espressi a favore dell'oggetto in votazione. 

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