Bellinzonese
09.05.2019 - 23:550

Dal Ps di Bellinzona no a 'Giù le mani dall'Officina'

La sezione cittadina, a larga maggioranza, si schiera contro l’iniziativa: sostegno a una risoluzione che chiede di evitare un contenzioso fra Cantone e Ffs

Mentre il Comitato cantonale del Ps ha lasciato libertà di scelta ai ‘compagni’ socialisti sull’iniziativa ‘Giù le mani dall’Officina’ in votazione il 19 maggio, mentre le sezioni di Biasca e Mendrisiotto si sono schierate per il ‘sì’ insieme alla Gioventù socialista, giovedì sera la sezione di Bellinzona si è invece schierata per il 'no' votando con 36 sì, 7 no e 2 astenuti una risoluzione, allestita dal comitato, che invita a respingere l’iniziativa. Il dibattito tra i poco più di 40 presenti è stato a tratti acceso e dispersivo. Dopo alcune lunghe premesse, Fredy Züger (per il ‘no’ all’iniziativa) e Alessandro Robertini (per il ‘sì’) hanno chiesto se fosse utile che a soli 9 giorni dalla votazione l’assemblea si esprimesse con una risoluzione, quando il Comitato cantonale ha già lasciato libertà di voto e molta gente ha già votato o già si è fatta un’opinione. Ma alla fine l’assemblea ha deciso di votare. Quando finalmente si è entrati in materia, il deputato Henrik Bang (co-relatore per i 100 milioni cantonali da destinare al nuovo impianto di Castione) ha evidenziato che l’iniziativa ‘Giù le mani’ mira a tenere in piedi un’attività di manutenzione orientata a mezzi locomotori in graduale via di sparizione: «È come se in piena era informatica, qualcuno insistesse nel voler fare la manutenzione alle macchine da scrivere». L’architetto Renato Magginetti, favorevole all’iniziativa, ha dal canto suo reso attenti sull’operazione immobiliare che le Ffs compieranno quando in centro città, dopo la realizzazione della nuova Officina prevista a Castione, si libereranno a fini edilizi 60mila metri quadrati: «Quel terreno che oggi costa 500 franchi al metro, domani ne varrà 2’500. Questa è pura speculazione! Chi pianificherà il comparto dovrebbe invece avere il coraggio di lasciare quell’area com’è oggi, ossia preposta ad accogliere lavoro». Giacomo Zanini ha dal canto suo evidenziato che «oltre la metà degli operai dello stabilimento si è schierata contro l’iniziativa, e che i suoi promotori nel volantino distribuito a tutti i fuochi si scagliano contro il progetto Castione, mentre a geometria variabile in altre circostanze asseriscono di sostenerlo». Quindi l’affondo di Mario Branda: «Non è assolutamente vero che l’iniziativa è complementare a Castione. È in alternativa sia nei contenuti, sia nella forma. Un’alternativa che Ffs e Cantone non intendono fare loro. E chissà perché, mi chiedo, improvvisamente agli iniziativisti va bene Castione». Quanto al fatto di doversi esprimere o meno con una risoluzione, il sindaco non ha avuto dubbi: «Se il Ps vuole condurre questa città, deve anche assumersi la responsabilità di decidere sui temi importanti. E di comunicarlo alla gente».

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