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Bellinzonese
05.05.2019 - 19:560

Ristrutturazione del Liceo, 'Siamo sulla strada giusta?'

Con un'interrogazione al governo, i deputati Mps espongono divergenze fra il messaggio approvato dal Gran Consiglio e il progetto individuato lo scorso ottobre

Scatta l’interrogazione al governo sulla ristrutturazione del Liceo di Bellinzona. “Siamo sulla strada giusta?”, domandano al Consiglio di Stato i deputati Mps Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori Sergi, i quali evidenziano divergenze fra il messaggio approvato nel 2015 dal Gran Consiglio e il progetto scelto in ottobre che, dopo le fasi di sviluppo, dovrebbe essere sottoposto al legislativo per il credito di costruzione. L’atto parlamentare si basa su un recente incontro fra il Decs e gli insegnanti, in cui sono stati illustrati gli elementi fondamentali del progetto. “L’istituto dovrà essere completamente svuotato”, con le normali attività scolastiche che si svolgerebbero in elementi prefabbricati di cui l’ubicazione non è ancora nota. Svelato, inoltre, che “la ristrutturazione dell’immobile (creazione di nuove aule, laboratori, ecc.) è calcolata per ospitare una popolazione scolastica complessiva di 700 utenti (oggi sono più di 850, ndr)”. Dichiarazioni che hanno sorpreso i docenti, i quali hanno espresso perplessità al gruppo parlamentare.

Nel messaggio del 2015, tra gli obiettivi si indicava quello di “effettuare i lavori di ampliamento e manutenzione permettendo il normale svolgimento dell’attività scolastica”. E inoltre: “Disporre di spazi necessari per le attività didattiche e di laboratorio che possano soddisfare l’odierno numero di allievi del Liceo”. Ancora più preciso il rapporto della Commissione della gestione: “Permettere una gestione del cantiere almeno in parte in parallela al normale svolgimento delle attività didattiche riducendo al minimo la realizzazione di strutture provvisorie”. L’Mps fa dunque osservare che gli obiettivi enunciati (in merito all’organizzazione dei lavori e alla capienza dell’istituto), “sembrerebbero in contraddizione con quanto si sta prospettando”. Si chiede quindi al governo se “conferma gli obiettivi indicati”. Se così fosse, il CdS «non ritiene necessario avviare una pausa di riflessione che permetta di discutere alternative al percorso fin qui immaginato (ristrutturazione), in particolare rimettendo in campo l’ipotesi (che sembrerebbe oggi tecnicamente praticabile) di una demolizione dell’attuale manufatto e di una costruzione ex novo”. 

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