(Ti-Press)
Bellinzonese
21.03.2019 - 15:270
Aggiornamento : 15:57

Municipio di Bellinzona contrario all'iniziativa Giù le mani

'È superata dagli eventi': dopo la presa di posizione del sindaco in occasione dell'assemblea dell'associazione, ora si schiera l'intero esecutivo

Il Municipio di Bellinzona ribadisce la propria contrarietà all’iniziativa “Giù le mani dalle Officine” in votazione il prossimo 19 maggio, in quanto oggi superata dagli eventi. Se da un lato l’iniziativa in questione, unitamente alla mobilitazione dei lavoratori, ha avuto l’indubbio merito di favorire la ricerca di una soluzione alternativa – rileva l'Esecutivo in un comunicato stampa inviato oggi agli organi di stampa ticinesi –  l’intesa raggiunta tra FFS, Cantone e Città, per il trasferimento delle Officine a Castione consente di salvaguardare e garantire a medio e lungo termine, quindi anche dopo il 2026, diverse centinaia di preziosi e qualificati posti di lavoro. D’altro canto – prosegue l'autorità – la cessione di un’ampia parte del comparto oggi occupata dallo stabilimento industriale a Cantone e Città, costituisce una straordinaria opportunità per disegnare il futuro di Bellinzona e dell’intera regione, con sviluppi dal punto di vista economico (nuovi posti di lavoro), sociale e culturale.  L’eventuale accoglimento dell’iniziativa, con la prevista possibile espropriazione di terreni e impianti della Confederazione, rispettivamente delle FFS e l’imposizione al Cantone di farsi, sugli stessi fondi, imprenditore industriale (con tutti i rischi e le incognite del caso), metterebbe seriamente a repentaglio gli accordi raggiunti e i posti di lavoro così assicurati. 

Sì alla petizione dei Comuni per il rilancio delle Tre Valli e delle zone industriali dismesse

L'autorità municipale della capitale ha intanto incontrato a Palazzo civico i rappresentanti dei Comuni della Bassa Leventina e dell’Unione contadini ticinesi, occasione in cui sono stati presentati obiettivi e contenuti della Petizione da questi lanciata per il sostegno della zona industriale di Bodio-Giornico, dei collegamenti ferroviari verso l’Alto Ticino e del settore agricolo ticinese. Condividendone impostazione e intendimenti, il Municipio esprime il proprio convinto sostegno ai temi sollevati dalla petizione e invita formalmente la popolazione a sottoscriverla. Al fine di dare un aiuto concreto alla raccolta delle firme, la Città metterà a disposizione il testo della petizione a chi volesse firmarla presso gli sportelli multifunzionali e sul proprio sito. Al contempo, preso atto della presentazione di alcuni ricorsi contro la zona di pianificazione adottata dalle FFS per l’insediamento del nuovo stabilimento industriale (officine) a Castione, auspica che gli stessi possano essere modulati per contenuti e tempi in modo tale da non arrecare un pregiudizio irrimediabile a questo fondamentale progetto. Il Municipio coglie l’occasione per esprimere la propria contrarietà all’iniziativa “Giù le mani dalle Officine” in votazione il prossimo 19 maggio, in quanto oggi superata dagli eventi. Se da un lato l’iniziativa in questione, unitamente alla mobilitazione dei lavoratori, ha avuto l’indubbio merito di favorire la ricerca di una soluzione alternativa, l’intesa raggiunta tra FFS, Cantone e Città, per il trasferimento delle Officine a Castione consente di salvaguardare e garantire a medio e lungo termine, quindi anche dopo il 2026, diverse centinaia di preziosi e qualificati posti di lavoro. D’altro canto la cessione di un’ampia parte del comparto oggi occupata dallo stabilimento industriale a Cantone e Città, costituisce una straordinaria opportunità per disegnare il futuro di Bellinzona e dell’intera regione, con sviluppi dal punto di vista economico (nuovi posti di lavoro), sociale e culturale. L’eventuale accoglimento dell’iniziativa, con la prevista possibile espropriazione di terreni e impianti della Confederazione, rispettivamente delle FFS e l’imposizione al Cantone di farsi, sugli stessi fondi, imprenditore industriale (con tutti i rischi e le incognite del caso), metterebbe seriamente a repentaglio gli accordi raggiunti e i posti di lavoro così assicurati.

 

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