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04.01.2019 - 06:00

Il semisvincolo previsto a Sant'Antonino sarà spostato

Collegamento A2-A13, affinato il progetto: salvi l’azienda Agri Bi&Be, il campo sportivo e il nuovo ecocentro. Via il ristorante Capriolo e quattro case

di Marino Molinaro
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La nuova versione del progetto che sarà sottoposta a Berna

Ha sortito l’effetto sperato la levata di scudi avviata la scorsa primavera/estate contro la proposta di semisvincolo di Sant’Antonino inserita nella ‘bozza verde’ del collegamento veloce A2-A13 fra Camorino e Quartino. Come appreso dalla ‘Regione’, la nuova versione elaborata negli ultimi mesi dai progettisti in stretta collaborazione col Dipartimento del territorio e l’Ustra mantiene la soluzione di semisvincolo da e per Bellinzona (archiviata definitivamente l’opzione di svincolo completo prevista nella variante 6A del 2015) ma lo sposta di circa 100 metri verso Locarno. Così facendo verrebbe toccata solo in minima parte l’azienda agricola Agri Bi&Be che rischiava di venire tagliata in due. Salvi anche il campo sportivo e il nuovo centro rifiuti che sorgono su terreni patriziali.

Due le soluzioni proposte per lo spostamento verso ovest anche del portale della galleria: la prima lo collocherebbe a sinistra (di pochi metri) del ristorante Capriolo e delle quattro abitazioni situate sulla sovrastante collina; la seconda andrebbe invece a cancellare questi cinque edifici. I cui proprietari, non interessati a convivere con l’importante opera stradale a pochi metri, hanno nel frattempo accettato l’idea dell’esproprio che comporta una compensazione finanziaria. Tra le modifiche apportate vi sono anche lo smantellamento del viadotto che porta alla rotonda Jumbo e Manor, visto che l’uscita della corsia proveniente da Camorino dirigerebbe il traffico verso l’entrata del posteggio Migros con possibilità di tornare verso est lungo la riqualificata strada cantonale. Avrà inoltre un’altezza dal suolo ridotta rispetto alla versione contestata il doppio viadotto d’accesso alla galleria.

La nuova soluzione infine individuata – caldeggiata dall’Unione contadini che in estate aveva suggerito cinque possibili alternative a quella presentata il 12 giugno durante una serata pubblica dai toni molto accesi per le criticità emerse – è stata esposta alle parti coinvolte a inizio novembre. Ora, raccolta la loro adesione, il Cantone formalizzerà la progettazione di massima e la sottoporrà fra un mese alla Confederazione cui competono la progettazione di dettaglio e il finanziamento dell’opera. La sera del 12 giugno il primo ad alzare la mano era stato Andrea Bizzozero, contitolare dell’azienda agricola Agri Bi&Be. Il rischio – rammenta – era di vedersi spazzar via metà attività e di non poter fare investimenti da qui all’inizio del cantiere. Oggi invece si dice fiducioso: «Sono positivamente impressionato dalla nuova variante e dalla tempistica con cui è stata elaborata. Confido che anche la fase di cantiere sia gestita in modo tale da incidere il meno possibile sul territorio circostante».

Comune e Patriziato: 'Bene, ma chiediamo garanzie per la lunga fase di cantiere'

Il primo a esprimere soddisfazione per com’è avanzata la procedura è il capoprogetto Nicola Guidotti, attivo alla Divisione costruzioni del Dipartimento del territorio: «Vista l’esperienza del passato, era importante per noi far maturare un progetto di massima condiviso con i vari attori presenti sul territorio toccato dal tracciato». Le loro osservazioni giunte durante il periodo di consultazione «sono state a noi molto utili». A beneficiarne sono anche situazioni puntuali: «Basti pensare che la galleria sotterranea risultando 100 metri più lunga preserverà ancora meglio il comparto ovest abitato dal futuro rumore di transito. Inoltre lo spostamento a ovest di 100 metri consentirà di realizzare un collegamento ciclo-pedonale in superficie fra il campo sportivo, l’azienda agricola e la zona commerciale».

Parere positivo anche dalla sindaca: «Il Municipio – sottolinea tuttavia Simona Zinniker – durante la consultazione ha espresso raccomandazioni su questioni ritenute sensibili dall’autorità locale e dalla popolazione. Ad esempio sulla necessità sia di proteggere il pozzo di captazione dell’acqua potabile posizionato vicino al centro scolastico e quindi all’area di cantiere ovest; sia di preservare tutto l’abitato dalle conseguenze negative del lungo cantiere, avendo già subìto per diversi anni quelle di AlpTransit». I lavori interesseranno infatti non solo il comparto ovest prossimo al nucleo e alle scuole, ma anche la parte centrale e orientale del paese dove s’intende realizzare la galleria artificiale sotterranea su quattro corsie lunga 740 metri e sottostante l’attuale ‘tirata’ destinata a venire paesaggisticamente riqualificata. Per gli abitanti del quartiere Nosetto – ­ come emerso durante la serata pubblica del 12 giugno – proprio l’aspetto del cantiere sotterraneo, caratterizzato da opere di scavo a cielo aperto, rappresenta una della maggiori preoccupazioni, temendo vibrazioni, rumore e polvere.

Soddisfatto delle migliorie esposte in novembre è anche il Patriziato, proprietario dei terreni su cui sorgono campo sportivo e nuovo ecocentro che con lo spostamento a ovest di portale e semisvincolo non subirebbero più le conseguenze temute in un primo tempo. Il presidente Andrea Bassi è dell’opinione che l’attuale quadro viario non sia più sostenibile e che vada perciò promossa l’esecuzione del collegamento A2-A13 in grado di portare migliorie ambientali: «Questo ci chiede, e ne siamo coscienti, di accettare un altro lungo periodo di lavori. Ma è il prezzo da pagare per avere domani i miglioramenti attesi». A ogni modo «sarà riservata tutta l’attenzione necessaria alla fase di cantiere, affinché risulti meno invasiva possibile».

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