Il comparto di via Tatti toccato dalla diatriba pianificatoria (Ti-Press)
Bellinzonese
20.11.2018 - 11:030
Aggiornamento 15:04

Comparto Tatti, il Tf ha respinto il ricorso del Municipio

Bellinzona: la variante di Piano regolatore consentirà infine di edificare solo 9'000 dei 22'500 metri complessivi per la quale era stata avviata

Nulla da fare a Losanna per il Municipio di Bellinzona che nei giorni scorsi – come appreso dalla 'Regione' – si è visto respingere dal Tribunale federale il proprio ricorso che chiedeva di avallare la discussa variante di Piano regolatore volta a sbloccare l’edificabilità di 22’500 metri quadrati di terreno situati ai due lati di via Tatti. Il ricorso, interposto durante l’estate, contestava la decisione con cui il Tribunale amministrativo cantonale (Tram) lo scorso giugno ha respinto un primo ricorso inoltrato a inizio 2016 dallo stesso esecutivo cittadino contro il ‘niet’ alla variante espresso a fine 2015 dal Consiglio di Stato quando accolse i ricorsi inoltrati dal giornalista Matteo Cheda e dall’architetta Christiana Storelli. Oggi l’Alta corte evidenzia in definitiva che il Tram ritenendo comunque edificabile una parte dei terreni in questione – 9’000 metri di proprietà di una privata – a giusta ragione ha bloccato i rimanenti 13’500 di competenza del Credit Suisse “siccome non risulta che l’ampliamento della zona edificabile verrebbe compensato”.

La revisione della Lpt ha imposto la compensazione

Avviata dalle autorità cittadine pre-aggregazione, la variante nelle passate legislature era stata portata avanti seguendo le indicazioni pianificatorie fornite dal Cantone; tuttavia nel 2014 l’entrata in vigore della revisione parziale della Legge federale sulla pianificazione del territorio (Lpt) ha ribaltato le carte in tavola impedendo l’aumento delle aree edificabili in assenza di un interesse pubblico e di una riduzione equivalente di superficie di zona edificabile in Ticino. Il tutto con l’obiettivo di arginare l’espansione disordinata degli insediamenti nel territorio e migliorare la protezione delle superfici coltive.

Addio al centro amministrativo del Credit Suisse?

Nel caso specifico la variante mirava a dare la possibilità ad alcuni privati e al Credit Suisse di realizzare stabili residenziali e amministrativi su tre mappali oggi edificati con solo due case e un posteggio collettivo. Un’importante occasione di sviluppo economico per la capitale – avallata peraltro dalla popolazione che nel febbraio 2014 ha respinto il referendum dei Verdi – considerato che il Credit Suisse, già proprietario del vicino Business Center, si è sempre dichiarato pronto a investire 50 milioni per realizzare appartamenti e piccoli commerci a ridosso del riale Dragonato, nonché uffici lungo via Tatti da destinare a uno dei propri centri amministrativi nel quale creare centinaia di posti di lavoro. 

Il Tf  ha dunque fatto proprie le considerazioni del Consiglio di Stato e del Tram, secondo cui – oltre al punto preponderante della compensazione inesistente – i tre mappali non sono correlati alla parte di città già edificata, poiché quasi completamente privi di costruzioni, sono posti in posizione periferica rispetto al comparto insediato e non sono connessi ad esso, ma anzi separati dal Dragonato. A nulla sono valse le garanzie fornite sulla qualità edificatoria degli insediamenti previsti.

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