Bellinzonese
14.09.2018 - 12:000
Aggiornamento 12:15

La Luna di Castione dovrà essere rivista

Nuovo comparto scolastico e impatto contestato: il Consiglio di Stato concorda con le osservazioni critiche della giuria che ha scelto il progetto

Duecento metri di sofferenza per i confinanti destinati a dover fare i conti in futuro col nuovo complesso scolastico di Castione previsto dal progetto ‘Se ci fosse la luna si potrebbe cantare’ concepito con un unico e lungo monoblocco nel quale inserire Scuola dell’infanzia e ampliamento delle vicine Medie. Tuttavia l'imponente 'stecca' di tre piani (altezza 12,5 metri) è destinata a subire un affinamento volto a ridurre l’impatto sul vicinato. Lo dice il Consiglio di Stato – ha appreso la 'Regione' – rispondendo a un’interrogazione del granconsigliere Matteo Pronzini (Movimento per il socialismo) il quale riportava le osservazioni critiche espresse dalla giuria che ha scelto il progetto elaborato dalla comunità di lavoro ‘Edy Quaglia PeR architetti’.

Volume unico: sollecitata una proposta più equilibrata

Ebbene, scrive il governo, “la giuria, in base al Regolamento dei concorsi di architettura e ingegneria, ha anche il compito di evidenziare (nel progetto prescelto, ndr) gli aspetti che devono essere corretti, formulando critiche e raccomandazioni nell’ottica di un opportuno affinamento”. La giuria “ha riconosciuto” nel progetto vincitore “un’impronta urbanistica forte e chiara, valutando positivamente l’uso parsimonioso del territorio (...) che lascia un’importante area verde nel comparto scolastico così da permettere futuri ampliamenti”. La giuria ha altresì “indicato la necessità”, sempre nell’ottica di un “opportuno affinamento”, di “sviluppare il tema del volume unitario, che con un’articolazione più attenta dei contenuti potrebbe garantire una proposta volumetrica e urbanistica più equilibrata rispetto al contesto circostante”.

Progettisti invitati a risolvere

Compito dei progettisti sarà dunque “risolvere” taluni problemi evidenziati dalla giuria e dall’atto parlamentare, come quello delle dimensioni delle scale, il fatto che i bambini dell’asilo dovrebbero farsi tre piani a piedi per raggiungere le loro sezioni, l’inserimento di inutili collinette nel prato, come pure la richiesta di delimitare l’area di svago dell’asilo anziché lasciarla priva di confini col previsto parco pubblico. Quanto ai dubbi relativi a talune fasi dell’iter pianificatorio intrapreso dal Comune di Arbedo-Castione, il CdS spiega che la procedura è ancora in corso e che competerà al governo stesso approvare i piani e decidere in prima istanza sui ricorsi. Perciò attualmente non può rispondere a tutti gli interrogativi sollevati dal deputato Pronzini.

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