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Franca Da Rin Pedrini (Ti-Press)
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18.08.2018 - 11:150

Le poesie di Franca, un successo inaspettato

Esaurite le copie del libro di poesie in dialetto di Airolo ‘Paisséi a s’ti’

La sua passione per la scrittura nasce presto. Già alla scuola elementare di Airolo, quando vinse un scatola di Prismalo grazie a un testo sui fiori, anemoni primaverili.
Poi la partenza per Ingenbohl volta a frequentare l’istituto Theresianum, dove arricchisce la sua dote grazie in particolare alla letteratura tedesca. Ma è dal ritorno in Leventina, a metà degli anni Settanta, che Franca Da Rin Pedrini attraverso la sua penna inizia a dar voce a esperienze e stati d’animo personali, divenuti oggetto dei numerosi testi poetici prodotti in dialetto di Airolo. «Non invento niente: scrivo in base a quello che vivo, sperimento e osservo», ci dice l’autrice, che a 74 anni ha deciso di riunire la maggior parte dei suoi versi, distribuiti nell’arco di una vita, in un libro dal titolo “Paisséi a s’ti” (“Pensieri a stille”). Pubblicato in 300 copie nel mese di maggio, a distanza di poco più di 80 giorni la scrittrice e la casa editrice Edizioni Ulivo devono decidere se optare per una ristampa. «Mai mi sarei immaginata un simile successo. Mi ricordo che la proprietaria delle Edizioni Ulivo, Alda Bernasconi, mi diceva che 300 copie erano tante, poiché quello di Airolo rappresenta un dialetto di nicchia». “Paisséi a s’ti” è una testimonianza importante del passato del territorio, racchiusa in 60 versi. Il volume presenta la versione in lingua con incluso un glossario di circa 600 parole. «Sono quasi tutte poesie collegate a gioie e dolori vissute sulla mia pelle. Dai bei ricordi collegati alla natura, quasi sempre al centro e
punto forte dei miei scritti, ai progetti realizzati (per esempio la Fisorchestra e il Concorso internazionale di musica) fino a quelli più cupi, come la valanga del
1951 (che tolse la vita a dieci persone) oppure la lotta contro il cancro affrontata da mio marito, descrivendo la sua ultima cordata sul monte Cristallo delle Dolomiti,
di cui era originario».

‘Inizialmente mi vergognavo’

All’origine del successo di “Paisséi a s’ti” c’è sicuramente la notorietà nel campo della letteratura dell’autrice, già vincitrice di alcuni riconoscimenti. Fra i consensi di maggior calibro ci sono il premio assoluto ‘Città di Bellinzona’ e ‘Assi’ ottenuto nel 1990 (con la poesia Abièdi), il terzo premio al concorso ‘Bernardino Baroni’ di Agno nel 1996 (col testo poetico Tròta tròta c’avalòtt) e il premio internazionale ‘Victor Hugo’ di Roma nel 1997 (per la poesia Mam). Franca Da Rin Pedrini è inoltre giunta due volte finalista (1994 e 2010) al ‘Premio Giuseppe Tirinnanzi’ della Città di Legnano che per gli scrittori in dialetto lombardi e ticinesi rappresenta il massimo traguardo. «Quando ho iniziato a pensare di pubblicare la raccolta, gli scritti con i quali avevo vinto dei premi mi davano una certa sicurezza. Mentre quelli meno noti fecero emergere il dubbio che potessero risultare troppo personali. In un certo senso mi vergognavo e avevo paura che mi deludessi». In questo senso l’incoraggiamento del professor Guido Pedrojetta (da molti anni insediato alla cattedra di Letteratura e filologia italiane dell’Università di Friburgo) si è rivelato fondamentale. «Se il libro è andato in stampa tanto lo devo a lui. Oltre ad essere molto competente professionalmente, Pedrojetta è anche una persona umanamente
e psicologicamente ricca. Mi ha regalato dei libri con i quali sono riuscita a cancellare i miei dubbi interni. Insomma conosce bene il carattere granitico ma in questo caso pure friabile dei leventinesi».

Un’altra chiave del successo è la grande cerchia di conoscenza dell’autrice grazie alle tante esperienze politiche e istituzionali. «Ho conosciuto tanta gente che si è incuriosita al mio libro, anche se sono consapevole di non essermi creata solamente amici durante la mia vita. Pure questo destava qualche pensiero, ma poi sono riuscita ad andare avanti imperterrita». Attualmente, oltre a qualche copia disponibile in casa comunale, nessun libro è rimasto in commercio. A immagine dell’affermazione di “Paisséi a s’ti” vi è l’ulteriore richiesta di una quarantina di volumi. «Probabilmente si procederà a stampare una nuova edizione. Ma si tratta
di una scelta che andrà valutata in autunno anche con la società editrice».

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