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Bellinzonese
27.06.2018 - 06:000
Aggiornamento : 07:05

Bimbo di 5 anni 'sfugge' al corso di nuoto

Dopo la lezione non ha funzionato a dovere la consegna alle maestre del centro Polo Sud. Si è ritrovato da solo e si è incamminato a casa

Poco prima di mezzogiorno, terminato il corso di nuoto al Bagno pubblico di Bellinzona, un allievo rientra a casa percorrendo da solo quasi due chilometri e attraversando anche via Tatti, strada molto trafficata, soprattutto nelle ore di punta. Età: cinque anni. È successo settimana scorsa, nel primo giorno dei corsi per bambini organizzati dalla società Turrita nuoto. Quando è giunto a casa, ad attenderlo non c’era nessuno. Dopo il corso, avrebbe dovuto essere preso in custodia da una maestra del centro Polo Sud di piazza Indipendenza. Ma quando questa si è presentata, lui mancava all’appello. A quel punto sono iniziate le ricerche all’interno del Bagno pubblico e sono stati allertati polizia e genitori. Questa vicenda, conclusasi solo con un grande spavento per genitori e monitori, avrebbe potuto avere risvolti peggiori. Cosa non ha funzionato? Il presidente della Turrita nuoto, Antonio Mozzini-Vellen, alla ‘Regione’ dichiara che si è trattato di un malinteso. Alle 11.45, spiega, la monitrice ha in effetti accompagnato il bambino nel punto di ritrovo dove le maestre del Polo Sud dovevano prelevarlo insieme ad altri. «Lì però non si è presentato nessuno e la monitrice ha quindi accompagnato il bambino alla cassa. Dove ha chiesto a due donne con dei bambini se fossero le maestre del Polo Sud. Queste hanno risposto affermativamente, ma non lo erano». La monitrice, senza intenzionalità, avrebbe quindi ‘consegnato’ il bambino nelle mani sbagliate. Il malinteso è emerso quando si è presentata la vera maestra del Polo Sud che si è rivolta ai monitori del corso perché non trovava il bambino. «Dato che era il primo giorno, la monitrice non poteva riconoscere la maestra del Polo Sud non avendola mai vista prima», spiega Mozzini-Vellen: «Inoltre non avevamo ricevuto dal Polo Sud il nome di un referente preciso per il ritiro dei bambini». Il presidente della società tiene a sottolineare che la monitrice ha agito in perfetta buona fede. «Per fortuna non è successo nulla... ma c’è stata molta apprensione».

‘Troppi partecipanti, regna il caos’

Interpellato dalla redazione, il padre del bambino spiega che «lo spavento è stato enorme, anche perché per un attimo abbiamo temuto che nostro figlio fosse stato consegnato nelle mani sbagliate». Ora il bimbo continua a frequentare il corso: «Abbiamo deciso di mandarlo ancora, anche se un po’ di timore rimane». Da noi raggiunto, Matteo Cheda, responsabile del Polo Sud, concorda sul malinteso ma sostiene che il bambino sia stato consegnato nel punto di ritrovo sbagliato. Cheda situa l’errore in un contesto di grande confusione generale durante i corsi: «Ci sono troppi bambini, bisognerebbe fare due turni di corsi, per una durata di quattro settimane anziché due. Ciò che è successo è grave e tutti si devono impegnare affinché episodi del genere non si ripetano».

Apportate misure correttive

Proprio per evitare un altro caso del genere, la sera stessa al Bagno pubblico è stato posato un cartello con indicazioni sul luogo di ritrovo per i bambini che frequentano il Polo Sud. La mattina seguente, alle monitrici sono state presentate le maestre del Centro di piazza Indipendenza in modo da evitare altri malintesi. Inoltre negli scorsi giorni la direzione di Bellinzona Sport ha deciso di consentire l’entrata e l’uscita al corso solo dal lato tennis, in via Brunari (solo per i corsi, non per la pubblica utenza). Ciò che però sta causando problemi viari e alcuni ingorghi nei posteggi adiacenti, alla luce del fatto che gli iscritti alle lezioni che arrivano al mattino sono più di 900. Dal canto suo il direttore dei corsi, Michele Cenzi, sposta l’attenzione su un altro problema che si verifica: «Molto spesso siamo confrontati con genitori che alle 11.45 non vengono a prendere i bambini», afferma. Il presidente Mozzini fa presente inoltre che recentemente una loro collaboratrice ha dovuto accompagnare una bambina a casa, perché nessuno è venuto a ritirarla e i genitori non rispondevano al telefono. «Eppure nel volantino dei corsi scriviamo che noi siamo responsabili dalle 9 alle 11.45».

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