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16.06.2018 - 17:00

Collegamento A2-A13, Sant'Antonino alza la voce

Preoccupazione per il lungo cantiere previsto, per il semisvincolo a cielo aperto e per il sacrificio di territorio verde e sportivo

di Marino Molinaro
collegamento-a2-a13-sant-antonino-alza-la-voce
Infografica 'Regione'

Chissà come si sposteranno i ticinesi nel 2040 quando si stima che sarà ultimato il collegamento veloce A2-A13 – parzialmente in galleria, costo previsto un miliardo e mezzo – fra la rotonda di Magadino e lo svincolo autostradale di Camorino. Magari le abitudini per mobilità e acquisti saranno cambiate, la spesa arriverà a casa col drone e solo pochi nostalgici dello shopping non virtuale si recheranno in auto nella zona commerciale di Sant’Antonino. Zona oggi grande generatrice di traffico che richiede soluzioni per migliorarne l’accesso viario e la viabilità interna. Per la seconda, Cantone e Comuni hanno da tempo individuato migliorie che non si sa bene quando saranno realizzate. Quanto all’accesso viario, la rivoluzione è inserita nel collegamento veloce A2-A13 la cui bozza di progetto generale è in consultazione nei Comuni e al
Dipartimento del territorio fino al 6 luglio. Bozza presentata lunedì sera nella gremita sala multiuso di Sant’Antonino dove l’applausometro ha marcato più punti per le critiche che non per le suggestioni positive.

Cos’è previsto

In breve, la ‘variante verde’ prevede a Sant’Antonino un tratto a cielo aperto di 500 metri fra il portale est della galleria a doppio tubo (6,45 km) che, proveniente da Quartino, sbucherà dalla montagna all’altezza dell’attuale cavalcavia che porta al Jumbo, del campo sportivo e del nuovo centro rifiuti di Sant’Antonino (tutti e tre saranno smantellati). In questo tratto è previsto un semisvincolo da e per lo svincolo A2 di Camorino, attraverso il quale oggi proviene l’80% del traffico diretto alla zona commerciale e produttiva di Sant’Antonino: quindi solo i veicoli provenienti da ovest vi avranno accesso diretto, con la possibilità di ripartire verso ovest immettendosi sempre dal medesimo semisvincolo. Le vetture provenienti dal Locarnese non potranno per contro uscire a Sant’Antonino ma saranno obbligate a proseguire fino allo svincolo di Camorino per poi tornare indietro. Inoltre la ‘tirata’ Sant’Antonino-Camorino a partire dal semisvincolo sarà declassata a strada cantonale e sostituita nel sottosuolo da una galleria artificiale di 640 metri a quattro corsie.

Le critiche

Il rovescio della medaglia è denso. Settore primario: il semisvincolo è destinato a mangiarsi metà dell’azienda agricola posta al margine ovest. Il suo titolare, Andrea Bizzozero, è stato il primo a intervenire criticando la mancata comunicazione preventiva alla sua attenzione («L’ho saputo guardando la tv!») ed evidenziando i timori per il futuro di un’attività orientata al futuro e che va avanti da tre generazioni; nel frattempo ha potuto incontrare i tecnici del Dt e col proprio legale inoltrerà le osservazioni. Suo fratello Carlo si è fatto portavoce del malcontento generale verso un nuovo cantiere (tempo stimato almeno 5 anni) necessario per realizzare semisvincolo e galleria sotterranea. Ciò che inciderà pesantemente sulle zone abitate limitrofe, in primis quel quartiere Nosetto che ha già pagato per il lungo cantiere AlpTransit,
ma anche la parte più a ovest compresa fra il centro scolastico e il previsto semisvincolo, dove sarà installato il cuore del cantiere. Fra le suggestioni emerse, c’è chi ha invitato a interrare anche il semisvincolo per non ripetere gli errori del passato che ora chiedono correttivi (vedi
Airolo). Risposta: le nuove disposizioni federali vietano questa soluzione in passato realizzata con successo Oltralpe. Qualcuno ha suggerito di prolungare la galleria montana sino a Camorino. Risposta: impossibile inserire un altro svincolo in zona portale nord di AlpTransit, inoltre il semisvincolo di Sant’Antonino è pensato proprio per servire la zona commerciale e produttiva.

Obiettivo 2040: più che dimezzare, grazie al tunnel, il traffico nelle zone abitate del Piano

Claudio Zali (direttore Dipartimento del territorio), il capoprogetto Nicola Guidotti (Divisione costruzioni), Matthias Neuenschwander (coordinatore comitato esecutivo A2-A13) e Marco Fioroni (Ustra) hanno ribadito i punti forti del progetto ora portato avanti dal Cantone – che si è assunto l’onere di far maturare l’iter progettuale – e dal 2020 dalla Confederazione: più che dimezzare il traffico di transito nelle zone abitate delle due sponde del fiume Ticino, convogliandolo in galleria dove nel 2040 si prevedono 35’500 transiti quotidiani nel tratto Quartino-Sant’Antonino e ben 61’400 fra Camorino e Sant’Antonino. Senza galleria le previsioni per il 2040 indicano 36’900 transiti giornalieri sulla tirata
Sant’Antonino-Camorino, 30’400 a Cadenazzo, 27’500 a Quartino, 18’600 a Cugnasco, 16’300 a Gudo e 13’400 a Sementina. Con la galleria invece la tirata riqualificata verrebbe percorsa quotidianamente da 8’200 veicoli, Cadenazzo da 13’800, Quartino da 10’200, Cugnasco da
8’100, Gudo da 10’400 e Sementina da 10’700. Anche la vecchia strada del Ceneri, e di conseguenza la parte alta di Cadenazzo, ne trarrebbe benefici, passando da 13’600 a 3’000 passaggi. Da notare che con la realizzazione del tunnel si prevede la chiusura del famigerato Stradonino
Gudo-Cadenazzo al traffico di transito, lasciandolo al solo traffico agricolo e alla mobilità dolce, ciò che penalizzerà gli abitanti di Gudo e Cadenazzo diretti in auto ai centri commerciali di Sant’Antonino. Zali ha sottolineato che le soluzioni individuate – tramite un impegno cantonale di 10 milioni per la fase progettuale assistita dall’Ustra –mirano a migliorare la tutela ambientale e agricola. «In questa fase – ha sottolineato Neuenschwander – sulla base delle osservazioni che riceveremo e che valuteremo molto seriamente, elaboreremo i correttivi che si renderanno opportuni». Un applauso lo ha infine strappato Simone Gianini, municipale di Bellinzona e presente in veste di presidente della
Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese: «O nel 2020 si consegna alla Confederazione un progetto condiviso in Ticino, oppure Berna nel decidere i finanziamenti potrebbe dare la precedenza ad altre opere viarie».

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