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15.05.2018 - 06:20

Operatore sociale chiesto da anni

Arbedo-Castione: la mozione del Gruppo socialista per dotarsi di questa figura è ferma dal 2013

di Katiuscia Cidali

Un punto di riferimento per le persone bisognose d’aiuto, una figura che possa dare consulenza in ambito sociale. È ormai da quattro anni e mezzo che i consiglieri comunali del Gruppo socialista di Arbedo-Castione chiedono l’introduzione di un operatore sociale comunale a tempo parziale. La mozione è però ferma ai box di partenza e non verrà trattata nemmeno nella prossima seduta di Legislativo – prevista a fine maggio – poiché il rapporto della Commissione della gestione non è ancora ultimato. I consiglieri Maurizio Macchi, Livio Cortesi, Fabrizio Marchesi, Reto Menghetti e Guido Ongaro avevano inoltrato la mozione nel novembre 2013; dal canto suo il Municipio ha inviato il proprio preavviso, negativo, alle commissioni della Gestione e delle Petizioni 14 mesi fa. Pur condividendo i fini della proposta, nel parere preliminare, l’Esecutivo evidenzia d’aver individuato il profilo operativo più indicato per rispondere alle esigenze in ambito sociale. Il servizio di riferimento è l’Ufficio controllo abitanti: “All’origine di tale impostazione vi è la constatazione che è in questo settore che si hanno i primi segnali dell’esistenza di situazioni di disagio”, motiva il Municipio. Il quale aggiunge che è stata comunque rilevata la necessità di disporre di un curatore comunale. A una funzionaria è stata data la possibilità di seguire alcuni moduli specifici del corso cantonale di consulente in sicurezza sociale. Il Municipio intende puntare sulla collaborazione e sullo scambio d’informazione esistente tra i funzionari, per risolvere al meglio le situazioni affiorate in materia di sostegno sociale. I dati mostrano però che la tendenza e la frequenza d’intervento sono al rialzo: perciò l’esecutivo non esclude la necessità di “ulteriori rafforzamenti”. I mozionanti stimano che l’introduzione di un operatore sociale al 50 per cento costerebbe alle casse comunali circa 40mila franchi annui.

Collaborazioni in vista

Sempre con l’obiettivo di potenziare la rete sociale comunale, il Municipio evidenzia che possibili collaborazioni potrebbero essere instaurate con il custode sociale di Pro Senectute e il servizio di Abad, previsti nella futura struttura abitativa a misura d’anziano e disabile della Fondazione Focus. A seguito del parere preliminare, lo scorso dicembre il Gruppo socialista ha presentato un’interpellanza nella quale precisava che la figura di operatore sociale, non trattandosi di una funzione unicamente amministrativa, dovrebbe essere affidata a un professionista con formazione specifica. “Essa si discosta inoltre chiaramente, nonostante gli intendimenti espressi dal Municipio, dalla figura di custode sociale come attualmente in funzione in alcuni centri per anziani attivi sul territorio, in quanto quest’ultima si occupa essenzialmente dei bisogni degli ospiti lì residenti”, si legge. I mozionanti ritengono invece che l’introduzione di un operatore sociale sia la miglior soluzione, anche perché questa figura ha intrapreso studi mirati nel campo e potrebbe dunque conoscere più approfonditamente tutti i servizi sul territorio. Non da ultimo, l’operatore può dedicare alle persone il tempo necessario, “mentre i funzionari comunali, pur accogliendo al meglio le richieste di aiuto, purtroppo non possono dedicare tutto il tempo che sarebbe necessario per gli utenti, non essendo la loro figura preposta per questo tipo di consulenza”, spiegano nella mozione. “Lo scopo di tale servizio è anche prevenire che le situazioni di disagio si aggravino”.

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