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Bellinzonese
10.02.2017 - 17:220
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:18

Chiusure della Posta: il Ppd non ci sta e annuncia battaglia in Gran consiglio

Sportelli della Posta chiusi nei futuri quartieri della Nuova Bellinzona: il Ppd dice no. La sezione locale esprime oggi "profonda preoccupazione" per l’annuncio di chiudere, trasformare in agenzia o trasferire uffici postali sul territorio della nuova Bellinzona. Per il Ppd la garanzia di peculiarità e capillarità delle prestazioni erogate nella nuova futura Città passano soprattutto attraverso la presenza di uffici e sportelli funzionanti nei diversi quartieri, a maggiore ragione per quelli postali.

Nell’elenco degli uffici postali a rischio che sono stati comunicati dal sindacato Syndicom figurano quello di Claro, Bellinzona S. Paolo in via San Gottardo, Bellinzona 2 alle Semine, e anche l’ufficio postale di Giubiasco e di Camorino. "Da diverso tempo ormai – si sottolinea – le chiusure di uffici postali nel Cantone si susseguono a ritmo incalzante tanto da rendere la missione de La Posta completamente avulsa dalla definizione di servizio pubblico".

Per il Ppd della nuova Bellinzona, la presenza di uffici postali non mantiene soltanto preziosi posti di lavoro, ma anche e soprattutto riconosce il ruolo determinante della presenza di un’istituzione, quale la Posta rimane, nel ridefinire e favorire l'identità dei futuri quartieri della nuova Bellinzona. "Mal si comprende quindi la mappa delle chiusure annunciate anche da un profilo puramente redditizio, posto che si vociferano chiusure di sedi ben frequentate, dove attualmente occorre addirittura attendere il proprio turno per sbrigare le pratiche". Emblematico in questo senso è infatti il caso dell’Ufficio postale di Giubiasco, il cui prospettato inserimento sulla lista degli uffici a rischio "suscita incredulità, considerato che ogni giorno serve centinaia e centinaia di utenti e numerose aziende". 

Per tutte queste ragioni, la sezione Ppd della nuova Bellinzona ritiene le proposte ventilate da La Posta altamente inopportune e chiede fermamente che siano riconsiderate.

La sezione Ppd della nuova Bellinzona presenterà per il tramite dei suoi rappresentanti in Gran Consiglio un atto parlamentare per chiedere al Consiglio di Stato di attivarsi per impedire queste chiusure.

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