Molestie e coazione sessuale al Dipartimento del Territorio: i due funzionari sotto accusa si dichiarano innocenti

Ticino
15.11.2017, 09:322017-11-15 09:32:40
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Molestie e coazione sessuale al Dipartimento del Territorio: i due funzionari sotto accusa si dichiarano innocenti

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Inchiesta amministrativa, disciplinare e penale in corso a carico di due funzionari del Dipartimento del territorio, già sospesi dal Consiglio di Stato e con la procedura di disdetta avviata per direttissima su impulso dello stesso Dipartimento.

Il procedimento penale a loro carico è stato aperto a seguito della denuncia sporta dai familiari di un ex apprendista, che accusa uno dei due di molestie sessuali e coazione. L’altro sarebbe stato a conoscenza dei fatti – risalenti a circa quattro anni fa – ma non avrebbe detto nulla.

Per entrambi si profila inoltre l’ipotesi di violazione del dovere di assistenza e di educazione, secondo l’articolo 219 del Codice penale che prevede fino a tre anni di detenzione per “chiunque viola o trascura il suo dovere d’assistenza o educazione verso un minorenne e in tal modo ne espone a pericolo lo sviluppo fisico o psichico”.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Nicola Respini. I due dipendenti statali – difesi dagli avvocati Edy Salmina e Giuseppe Gianella – si dichiarano innocenti, dunque estranei ai fatti addebitatigli.
A dare notizia dell’apertura del procedimento penale a loro carico e delle conseguenze sul piano professionale è stato ieri il Dipartimento del territorio. “I fatti – si legge nella nota – risalirebbero ad alcuni anni fa e sarebbero stati commessi ai danni di un apprendista a loro affidato”, a suo tempo minorenne (aveva già compiuto 16 anni).

I due funzionari sono entrambi maestri di tirocinio al Demanio della Sezione forestale del Dt, uno dei posti più ambiti dai giovani che intendono diventare selvicoltori. Si tratta di un 50enne e un 30enne residenti nel Sopraceneri da sempre alle dipendenze dello Stato. La presunta vittima, anch’essa residente nel Sopraceneri, nel frattempo ha concluso la formazione e non lavora più per l’Amministrazione cantonale. Nei confronti dei due maestri “era in corso un’inchiesta amministrativa – prosegue il comunicato stampa – ordinata dal Consiglio di Stato per fatti diversi da quelli oggetto dell’indagine penale”. Inchiesta che nulla ha a che vedere dunque con ipotesi di reati sessuali, bensì – stando a nostre informazioni – con contrasti interni all’ufficio dovuti ai metodi di insegnamento, ritenuti troppo rigidi e severi. Tant’è che al Demanio forestale dal 2016 non erano più stati assunti apprendisti, come del resto si può leggere nella relazione annuale della Sezione forestale: “Nel corso del 2016 non sono stati assunti nuovi apprendisti”, a quanto ci risulta proprio in relazione all’inchiesta amministrativa pendente, che aveva già portato all’allontanamento del 50enne dal compito di seguire i giovani in formazione. Comportamenti anomali che erano sotto l’occhio tra l’altro della Sezione delle risorse umane del Dipartimento delle finanze. Poi la denuncia in Ministero per molestie sessuali.

Gli accertamenti sono in corso da qualche mese e giovedì è stato informato il governo, quando è scattato il fermo dei due e l’interrogatorio davanti al procuratore. Non è stato però ritenuto che ci fossero gli estremi per la carcerazione preventiva. Sul fronte penale le verifiche sono ancora in corso.
Diverso il discorso su quello amministrativo, dove la denuncia ha dato una brusca accelerata ai controlli già in atto: “Alla luce dell’apertura del procedimento penale – conclude la nota – il Consiglio di Stato ha sospeso i funzionari dal servizio, ha avviato un’inchiesta disciplinare e, su richiesta del Dt, le procedure di licenziamento”.