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Samuel Golay
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03.10.2017 - 14:120
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:21

Argo 1, sulla commissione d'inchiesta la Gestione passa la palla alla Vigilanza

Due richieste al Consiglio di stato e un'ulteriore valutazione interna demandata alla Sottocommisione vigilanza. Questo è quanto la Gestione ha deciso questa mattina alla luce delle ultime rivelazioni concernenti il caso Argo 1. Sul tavolo la richiesta formalizzata dal Ps di costituire una commissione parlamentare d'inchiesta.

I commissari hanno deciso a maggioranza di incaricare la Vigilanza di definire i contorni del mandato dell'inchiesta parlamentare. La decisione sulla costituzione della commissione viene dunque posticipata e "si farà sulla base delle valutazioni della Vigilanza", ha dichiarato la presidente della Gestione Pelin Kandemir Bordoli alla fine della seduta.

Le due richieste al Consiglio di Stato sono per contro molto puntuali: per primo si chiede al Governo di costituirsi parte civile nel caso Argo 1 e secondariamente lo si invita ad estendere l'inchiesta amministrativa (attualmente aperta a carico della funzionaria a capo del Servizio richiedenti l'asilo) ad altre fattispecie.

I comunisti per una commissione parlamentare

“Al posto del carosello di slogan e di dichiarazioni occorre iniziare a capire cos'è realmente successo e a trovare quindi delle soluzioni”, scrive dal canto suo in un comunicato il Partito comunista, che conta in parlamento il deputato Massimiliano Ay. “Per questo – prosegue – occorre costituire una commissione parlamentare di inchiesta, e non una commissione esterna che avrebbe le mani legate su troppi aspetti e che rischierebbe solo di far perdere altro tempo”. La commissione parlamentare “non deve far luce unicamente su quanto avvenuto, ma avrà anche la missione implicita di mostrare un volto nuovo e onesto della politica! Oltre a ciò bisogna che sia reintrodotto il servizio di controllo interno come strumento atto a evitare fenomeni di corruzione”

Per i comunisti il problema è comunque assai più ampio: “Consiglio di Stato e Gran Consiglio sono chiamati a prendere molto più sul serio la questione delle agenzie di sicurezza privata: le mozioni del nostro deputato inerenti la formazione degli agenti e il divieto di far capo a tali agenzie in ambiti sensibili (come il settore dei centri per richiedenti l’asilo) hanno ricevuto risposte troppo deboli, quasi a banalizzare il problema!”.

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