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Pablo Gianinazzi
Archivio
18.09.2017 - 18:06
Aggiornamento: 11.12.2017 - 18:20
a cura de laRegione

Il Ps è 'scettico'. E consulterà la base

La riforma fiscale  e sociale presentata dal governo? "Prematura”. È con accento critico che il Ps si avvicina al pacchetto cantonale che “presenta degli sgravi fiscali destinati soprattutto agli alti redditi collegati a delle misure di politica sociale. Questo pacchetto – motivano i socialisti per voce del presidente Igor Righini e del capogruppo Ivo Durisch – viene presentato a pochi mesi dalla manovra finanziaria di rientro, portata avanti dai partiti di maggioranza col pretesto di una situazione che hanno ripetutamente definito catastrofica. Un fatto che va sommato ai tagli di 50 milioni di franchi nelle prestazioni necessarie alle economie domestiche con i redditi più bassi, come i sussidi cassa malati e gli assegni di complemento”.

Non solo: “La tempistica relativa a questa riforma e gli argomenti legati all’esito della votazione sulla Riforma III dell’imposizione delle imprese sono criticabili. Va infatti sottolineato che lo scorso 12 febbraio la netta maggioranza del popolo svizzero ha respinto con decisione la riforma fiscale e che anche il 48,8% dei Ticinesi ha votato in questo senso. Presentare un pacchetto di sgravi fiscali ora, mentre il nuovo progetto di riforma fiscale 17 (PF17) è in consultazione presso i Cantoni è perciò prematuro”, ribadisce il Ps. Problematico per il partito è anche il fatto di aver promosso la riforma sociale quale contropartita. “Gli obiettivi promossi in ambito fiscale sono infatti differenti dalle finalità ricercate attraverso la politica sociale. Quest’ultima risponde a dei bisogni specifici e non può essere accumunata alla politica fiscale, la quale deve assicurare i ricavi con cui lo Stato svolge i suoi compiti”.

A questo punto la direzione del PS ha l’intenzione di “valutare in modo approfondito questa riforma e di consultare la sua base poiché – oltre agli aspetti di merito – pone sin d’ora il problema della violazione della libertà di voto in parlamento e in seguito anche a livello popolare nel caso di referendum”.

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