Francesca Agosta
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08.03.2016 - 10:040
Aggiornamento 11.12.2017 - 18:14

Donna e lavoro in Ticino, come siamo messi? 

Arriva puntuale, nella giornata dedicata alla donna, l'interrogazione al Consiglio di Stato in merito alla situazione lavorativa del mondo femminile in Ticino. A inoltrare le riflessioni sulla questione e conseguenti domande, è Michela Delcò Petralli (Verdi) insieme a (per ora, perché nel corso della giornata potrebbero aggiungersi firme) altre sette politiche ticinesi: Claudia Crivelli Barella (Verdi), Nadia Ghisolfi (Ppd), Lisa Bosia (Ps), Sabrina Gendotti (Plr), Natalia Ferrari Micocci (Plr), Amanda Rueckert (Lega), Sara Beretta Piccoli (Ppd).

In premessa alle domande poste al Consiglio di Stato, vi è il fatto che "la parità fra sessi nel mondo del lavoro in Ticino sembra non aver compiuto grandi passi avanti negli ultimi anni, anzi: le donne non solo faticano di più a trovare un lavoro e ricevono salari inferiori, ma in più quando trovano un’occupazione spesso devono accontentarsi di lavoretti con percentuali troppo basse, impieghi precari e contratti atipici".

Stando agli ultimi studi dell'Ufficio cantonale di statistica (Ustat), è emersa una nuova preoccupante tendenza riguardo il lavoro femminile in Ticino: "la percentuale di donne sottoccupate è nettamente aumentata". "Questa nuova forma di discriminazione – si legge ancora tra le premesse dell'interrogazione – va ad aggiungersi a quella salariale e al fatto che il tasso di disoccupazione Ilo per le donne è più elevato.

Dati questi presupposti, si chiede al il Consiglio di Stato, sulla base della rilevazione della struttura dei salari 2014, quale sia il divario retributivo fra donne e uomini in Ticino, come si sia evoluto negli ultimi anni e quali differenze ci sono con le tendenze a livello nazionale. 

Si vuole inoltre sapere quanti sono i posti di lavoro inferiori alle 10 ore la settimana e quanti quelli inferiori alle 20 ore nel Cantone. Ma soprattutto, quanti di questi sono occupati da donne. 

E ancora: Qual è la percentuale di donne nelle professioni qualificate e nelle posizioni di quadro? Quale l’evoluzione negli ultimi anni, quali le differenze con i dati a livello nazionale?  Quante sono le donne che lavorano ad interim, a tempo determinato, con contratti su chiamata e atipici e in che settori?

Infine, sapendo che le donne lavorano prevalentemente in rami economici caratterizzati da bassi salari, Michela Delcò Petralli, chiede di saperne l'evoluzione negli ultimi anni e se tale situazione diverge da quella a livello svizzero. 

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