Break dance, breve storia di un geniale copia-incolla

Culture
12.8.2017, 05:552017-08-12 05:55:23
@laRegione
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Break dance, breve storia di un geniale copia-incolla

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Mikel dei Flying Steps, la break dance, la chiama “high culture”. Ce lo ha ribadito qualche giorno fa, presentando il Red Bull Flying Bach, spettacolo nel quale danza con la sua crew sulle note del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach.

Una volta riconosciuta l’alta (high) dignità che il genere si è conquistato, possiamo provare a tornare alle origini di questa danza, nata nelle strade del Bronx nei primi anni settanta da giovani afro/latino-americani. Sono loro i primi b-boys (e b-girls), ragazzi e ragazze – in cerchio, alcuni in piedi, altri a terra – che si muovono sui ‘break’ di Kool Herc, pseudonimo di Clive Campbell, padre della cultura hip hop. Campbell isolava sui dischi i momenti di percussioni isolate, ‘allungandoli’ con un secondo giradischi che riproduceva da un disco identico la stessa parte. Un rudimentale, per allora geniale, copia-incolla perpetuo definito ‘merry go round’ (giostra).


L’aggressività dei movimenti della break dance è un distillato delle guerre tra gang che imperversavano nel Bronx tra la fine degli anni sessanta e la metà dei Settanta. Lo stile, da prettamente black per la forza territoriale degli afro-americani , si arricchisce dello stile portoricano, portatore di elementi di salsa e capoeira fondamentali per la ‘foundation’ del b-boying.


Nel 1977 viene fondata la Rock Steady Crew, storica formazione che andava sfidata a colpi di break, se volevi entrarci. Il loro mito produce nuove crew e nuove ‘battles’ (battaglie) fra crew differenti. Un evento storico per la breakdance è la sfida al Lincoln Center di New York tra Rock Steady e Dynamic Rockers (anno 1981), trasmessa dalla Abc. Alcune immagini di quella notte sono inserite in “Style wars”, documentario uscito l'anno successivo dedicato all'intera corrente hip hop.

La break dance si propaga fino alla west coast, dove nuove evoluzioni vengono create. Los Angeles diventa il set di due film di settore ("Breakin", 1984 e "Breakin 2: Electric Boogaloo", 1985) e il fermento si propaga nei videogames, nella pubblicità, ovunque, non prima di aver ricevuto la sua benedizione europea dal film “Flashdance” (1983).


A metà tra stile di vita e sport, la break dance è rinata all’inizio dello scorso decennio, ma ha vissuto di luce propria anche per tutti i Novanta, momento nel quale si è imposta la scena tedesca. È la scena dei Flying Steps di Mikel, fondati nel ‘93, che in Piazza Riforma il prossimo 3 settembre porteranno la break dance più evoluta sul terreno della musica classica, in una di quelle occasioni che non è proprio il caso di perdere.