Ticino

Oggi, 06:102017-01-18 06:10:00
Chiara Scapozza @laRegione

Il Ticino del passato accessibile online

Le processioni nel giorno del santo patrono del paese, le donne con la gerla in spalla e i rastrelli di legno in mano, gli uomini in divisa militare, le foto di classe. Sono...

Le processioni nel giorno del santo patrono del paese, le donne con la gerla in spalla e i rastrelli di legno in mano, gli uomini in divisa militare, le foto di classe. Sono solo alcune delle immagini di un Ticino che fu, raccolte in una delle sezioni del nuovo sito promosso dall’Atte, l’Associazione ticinese terza età. Un vero e proprio ‘museo della memoria’, opera virtuale di testimonianza, da ieri online all’indirizzo www.museodellamemoria.ch. Segno che i tempi cambiano davvero, e quei bambini nelle foto sgualcite di un tempo oggi lavorano con strumenti digitali, affinché la loro memoria possa essere conservata. Un’opera generosa, non soltanto perché frutto di volontariato, ma anche perché...

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Ieri, 11:202017-01-17 11:20:54
@laRegione

La Diocesi si mette “in ascolto delle ferite”

“Ascoltare le ferite” dei bambini e bambine abusati sessualmente, ieri e oggi, da un prete. La Diocesi di Lugano rompe il muro di silenzio e mette in pratica la...

“Ascoltare le ferite” dei bambini e bambine abusati sessualmente, ieri e oggi, da un prete. La Diocesi di Lugano rompe il muro di silenzio e mette in pratica la svolta voluta dalla Chiesa già a partire dal 2001 e poi sviluppatasi negli anni – con fatica, per la verità – anche in Svizzera dove oggi opera una commissione di esperti laici e multidisciplinari (per il Ticino c'è Marco Villa, avvocato). Un volantino con indicazioni minime, essenziali, e il nome di due specialisti: Carlo Calanchini, psichiatra (tel. 091 923 72 72), e Rita Pezzati (tel. 076 529 27 22), psicologa. A loro chiunque potrà rivolgersi per raccontare l'abuso vissuto in passato, in totale discrezione e indipendenza. Lo scopo? “Dare forza alla vittima per verbalizzare il proprio passato” ha detto ieri mons. Valerio Lazzeri, vescovo di Lugano, nel presentare la nuova iniziativa diocesana che coinvolgerà tutte le parrocchie. L'intento è rendere pubbliche, trasparenti, tutte le ferite subite in gioventù o anche dopo. Ma non solo. Ogni testimonianza, ha aggiunto il vescovo, sarà vagliata, analizzata e inserita in un iter canonico che potrà condurre alla dismissione dello stato clericale del prete abusatore. E però “questo iter andrà avanti di pari passo con quello penale, se la vittima presenterà denuncia; al contempo l'autore del reato verrà messo subito in condizione di non nuocere più” ha ancora detto mons. Lazzeri.

Ieri, 07:002017-01-17 07:00:00
Andrea Manna @laRegione

'Nuovi reati e competenze, un controsenso ridurre i pp'

Rinunciare alla sostituzione del dimissionario Corti, come proposto dal granconsigliere leghista Foletti, e ridurre così il numero dei procuratori pubblici...

Rinunciare alla sostituzione del dimissionario Corti, come proposto dal granconsigliere leghista Foletti, e ridurre così il numero dei procuratori pubblici in Ticino da 21 a 20? «Un passo del genere sarebbe fra l’altro in contraddizione con quanto succede a livello federale, dove negli ultimi dieci, vent’anni la classe politica ha manifestato una gran voglia di penale, con l’introduzione di nuovi reati e sanzioni, come attestano le frequenti revisioni del Codice penale. Questo significa nuove competenze e più lavoro anche per i magistrati inquirenti», rileva il ticinese Roy Garré, presidente dell’Associazione svizzera dei magistrati (Asm). «Nel caso specifico poi – continua il giudice del Tribunale penale federale – non vedo delle ragioni oggettive che giustificano una riduzione dell’...

Ieri, 06:002017-01-17 06:00:00
Paolo Ascierto @laRegione

Caso Corti, Dadò (Ppd) vuole che se ne parli già oggi in Gestione

Non c’è tempo da perdere. Un po’ perché la lettera di dimissioni del procuratore pubblico Nicola Corti solleva dubbi sul funzionamento del...

Non c’è tempo da perdere. Un po’ perché la lettera di dimissioni del procuratore pubblico Nicola Corti solleva dubbi sul funzionamento del Ministero pubblico; un po’ perché sul fronte politico c’è chi pensa di prendere la palla al balzo, tagliando un magistrato. Non c’è tempo da perdere e perciò il capogruppo del Ppd Fiorenzo Dadò ha sollecitato ieri il presidente del Gran Consiglio Fabio Badasci: il tema va affrontato subito. Quanto subito? Possibilmente già stamattina, quando si riunirà la Commissione della gestione nella quale siedono quasi tutti i capigruppo dei partiti presenti in parlamento (unica eccezione: i Verdi). E non è tutto: oltre al dimissionario Corti, Dadò ha chiesto di convocare pure il procuratore generale John Noseda.

16.1.2017, 17:442017-01-16 17:44:19
@laRegione

L'Ufficio del procuratore generale si dice sconcertato e respinge le accuse del pp dimissionario Corti

Il Consiglio della magistratura sentirà il procuratore pubblico Nicola Corti, dopo la dura lettera che...

Il Consiglio della magistratura sentirà il procuratore pubblico Nicola Corti, dopo la dura lettera che quest'ultimo ha consegnato poco prima di Natale alla Segreteria del Gran Consiglio con cui annuncia le proprie dimissioni. Missiva nella quale Corti solleva dubbi  su indipendenza e autonomia del Ministero pubblico e sulle modalità di conduzione dell'Ufficio giudiziario. Il pp dimissionario, si legge in una nota stampa appena diramata dal presidente del Consiglio della magistratura Werner Walser,  “sarà chiamato a sostanziare le sue accuse nelle sedi opportune, anche a tutela della magistratura e della sua immagine”. Il comunicato del Cm fa seguito all'incontro tenutosi nel primo pomeriggio fra lo stesso giudice Walser e  l’Ufficio del procuratore generale (nella foto Ti-Press il pg John Noseda). Incontro dal quale è emerso “il profondo sconcerto” del Ministero pubblico per le accuse espresse da Corti nei confronti della Procura. Accuse, prosegue la nota, “considerate infondate e offensive per chi, in realtà, opera sul fronte e giornalmente si prodiga per garantire il buon funzionamento della Procura”. Il Ministero pubblico ritiene che eventuali situazioni considerate problematiche “debbano essere oggetto di discussione prima di tutto tra gli interessati e deplora di esserne posto a conoscenza solo tramite gli organi di stampa”. Il modo di procedere adottato dal magistrato dimissionario “è ritenuto suscettibile di influire negativamente sul rapporto di fiducia e di collegialità, necessario affinché tutti possano operare con la dovuta tranquillità in seno al Ministero pubblico”.

 

16.1.2017, 06:302017-01-16 06:30:00
@laRegione

Gran Consiglio: si va verso la Commissione giustizia e lo sdoppiamento della Gestione

Non si può certo parlare di ritocchini. Perché la riorganizzazione delle commissioni parlamentari in corso a Palazzo ha...

Non si può certo parlare di ritocchini. Perché la riorganizzazione delle commissioni parlamentari in corso a Palazzo ha tutta l’aria di una minirivoluzione: la Gestione potrebbe dividersi in due, la tanto sospirata Commissione giustizia pare destinata a vedere la luce e al posto delle categorie ‘permanenti’ e ‘speciali’ ci saranno le commissioni ‘istituzionali’, ‘tematiche’ e ‘speciali’. I deputati che si stanno occupando della revisione della Legge sul Gran Consiglio ne discuteranno oggi, sulla base di un documento che riassume le discussioni condotte in un’apposita sottocommissione e che è stato presentato prima di Natale da Lorenzo Jelmini (Ppd). Il quale, interpellato dalla ‘Regione’, non entra nei dettagli, confermando però che i lavori sono in corso. E sono in fase avanzata. «Si è partiti...

14.1.2017, 00:112017-01-14 00:11:02
@laRegione

È morto il cardinale Gilberto Agustoni

Nel tardo pomeriggio di venerdì si è spento il cardinale Gilberto Agustoni. Ne ha dato notizia il sito del GdP. Era nato a Sciaffusa il 26 luglio 1922, e cresciuto a Coldrerio...

Nel tardo pomeriggio di venerdì si è spento il cardinale Gilberto Agustoni. Ne ha dato notizia il sito del GdP. Era nato a Sciaffusa il 26 luglio 1922, e cresciuto a Coldrerio. Nominato sacerdote nel 1946, quattro anni dopo si spostò a Roma, attivo nel Sant'Ufficio e nella Tribunale della Romana Rota.  Il 26 novembre 1994, ricevette da Giovanni Paolo II la berretta cardinalizia. Gli venne assegnata la chiesa dei Santi Urbano e Lorenzo a Prima Porta in Roma. Rinunciò in seguito ai suoi numerosi incarichi pontifici per raggiunti limiti di età.

13.1.2017, 17:532017-01-13 17:53:35
Andrea Manna @laRegione

Walser: 'Un pp in meno? Inchieste più lunghe, un invito a nozze per chi delinque'

«Riducendo, anche di una sola unità, il numero dei procuratori pubblici, non credo proprio che oggi si faccia un favore al...

«Riducendo, anche di una sola unità, il numero dei procuratori pubblici, non credo proprio che oggi si faccia un favore al Paese», dice, contattato dalla ‘Regione’, il giudice d’Appello Werner Walser, presidente del Consiglio della magistratura, organo che vigila sul funzionamento del sistema giudiziario ticinese.

Secondo Foletti anche il settore della Giustizia “va razionalizzato”...

Capisco le esigenze dei politici, che però non sono quelle della Giustizia e quindi non posso che ribadire quanto avevo scritto nella mia lettera critica indirizzata la scorsa estate alla presidenza del Gran Consiglio quando nell’ambito della manovra di risparmio si prospettava il taglio di un giudice dei provvedimenti coercitivi: il solo argomento finanziario non è sufficiente, secondo me, per sostenere una riduzione del numero dei magistrati. I politici vogliono razionalizzare? Allora dicano come, perché un qualche correttivo lo si può cercare, ma non mi sembra che nel nostro settore vi sia un grande spazio di manovra. Se però insistono, dovranno poi assumersi la responsabilità delle conseguenze di eventuali tagli nella magistratura.

Quali le conseguenze di un pp in meno?

In base agli ultimi rendiconti, il Ministero pubblico evade diecimila incarti circa all’anno. Più o meno cinquecento per pp, ragionando in termini solo numerici. Se un procuratore non viene rimpazzato, questi cinquecento incarti – ognuno con una sua ‘storia’ giudiziaria – devono essere assegnati ai restanti magistrati inquirenti, o a una parte di essi. Ergo: il carico di lavoro del singolo magistrato aumenta. E inevitabilmente si allungano i tempi di evasione delle inchieste. Che è un invito a nozze per chi delinque.

Un cantone di frontiera e sede di una piazza finanziaria può permettersi di rinunciare anche a un solo pp?

No, in questo momento una simile misura indebolirebbe l’apparato giudiziario. D’altronde si è aumentato il numero degli agenti di polizia, il che si traduce in più interventi delle forze dell’ordine, ma anche in più lavoro per i magistrati.


13.1.2017, 11:052017-01-13 11:05:23
@laRegione

Imposte di circolazione, il rincaro è servito

Le imposte di circolazione del 2017 saranno più care. Il fatturato – come comunica il Dipartimento delle istituzioni – è cresciuto per quest'anno del 7,9% rispetto al...

Le imposte di circolazione del 2017 saranno più care. Il fatturato – come comunica il Dipartimento delle istituzioni – è cresciuto per quest'anno del 7,9% rispetto al 2016, attestandosi a 136 milioni di franchi.

La fattura è più salata per le 135mila automobili immatricolate dopo il 1° gennaio 2009, la cui imposta è calcolata secondo il sistema degli ecoincentivi (bonus/malus). L'efficienza energetica dei veicoli negli anni è continuata a crescere, così come il numero di auto immatricolate, mentre i veicoli inquinanti sono rimasti stabili. Risultato? Per il Cantone è “via via più difficile rispettare il principio della neutralità finanziaria del sistema di sovvenzioni, sancito nella Legge sulle tasse e le imposte di circolazione”.

Lo sconto concesso ai veicoli meno inquinanti è quindi stato ridotto. 

La misura, lo ricordiamo, è stata inserita nella manovra di rientro da 200 milioni votata dal parlamento in settembre dello scorso anno. Il Consiglio di Stato stimava di incassare circa sei milioni in più all'anno.

13.1.2017, 00:042017-01-13 00:04:00
Paolo Ascierto @laRegione

Foletti: 'Il pp Corti non va sostituito'

«A mio parere il procuratore pubblico Nicola Corti non va sostituito: anche il settore della Giustizia va razionalizzato». È quanto ha affermato ieri sera il granconsigliere...

«A mio parere il procuratore pubblico Nicola Corti non va sostituito: anche il settore della Giustizia va razionalizzato». È quanto ha affermato ieri sera il granconsigliere della Lega Michele Foletti in un dibattito andato in scena di fronte al Comitato cantonale del Plr. Dibattito nel quale si affrontava, tra le altre cose, il referendum sul taglio di un giudice dei provvedimenti coercitivi e che, di conseguenza, si è allargato pure alla stretta attualità: era ancora fresca la notizia dell'addio di Corti (vedi qui). Al dibattito ha partecipato pure il segretario della Vpod Raoul Ghisletta. Ghisletta per il quale, invece, il magistrato andrà sostituito. Non c’è che dire: la discussione è lanciata.

12.1.2017, 20:232017-01-12 20:23:12
@laRegione

Corti lascia la magistratura. Il j'accuse del pp

“Quale magistrato non partecipo a giochi di potere, non proteggo niente e nessuno se non il buon funzionamento della giustizia, non mercanteggio e non assecondo”. Al...

“Quale magistrato non partecipo a giochi di potere, non proteggo niente e nessuno se non il buon funzionamento della giustizia, non mercanteggio e non assecondo”. Al Ministero pubblico da sette anni, il pp Nicola Corti ha rassegnato le dimissioni dalla magistratura con effetto dal prossimo 1° luglio. Dimissioni, di cui ha dato notizia stasera la 'Rsi', che Corti ha annunciato all'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio con una dura lettera recapitata pochi giorni prima di Natale. La scorsa estate il pp dimissionario era stato segnalato al Consiglio della magistratura alla luce di lamentele per i ritardi nella conduzione di alcune inchieste.  Il procedimento disciplinare è ancora  aperto. «Ho appreso solo oggi dagli organi di stampa dell’inoltro delle dimissioni da parte del procuratore pubblico Corti. Non sono quindi in grado di pronunciarmi in merito alle motivazioni, che non mi sono state comunicate», dice il procuratore generale John Noseda, contattato dalla 'Regione'.

Il pianista Brad Mehldau al Cinema Teatro

Partecipa al nostro concorso e vinci 2 biglietti per lo spettacolo che si terrà il 21 gennaio alle ore 20.30 al Cinema Teatro di Chiasso. Invia un Sms al numero 434 con parola chiave LR BRAD.
12.1.2017, 16:082017-01-12 16:08:25
Chiara Scapozza @laRegione

'Stop ai tagli!': si accende la campagna sul voto cantonale del 12 febbraio

“No allo smantellamento dello Stato sociale”, “Stop ai tagli”, “Basta con lo smantellamento della politica famigliare”, “Correggiamo...

“No allo smantellamento dello Stato sociale”, “Stop ai tagli”, “Basta con lo smantellamento della politica famigliare”, “Correggiamo gli errori”. Sono questi alcuni dei messaggi fatti propri dal comitato trasversale che sostiene i referendum cantonali al voto il prossimo 12 febbraio. Oggi la campagna è stata lanciata ufficialmente, con il fronte pronto a dar battaglia.

'NO alla riduzione delle prestazioni sociali', 'NO al peggioramento dei servizi di assistenza e cura a domicilio' e 'NO all'indebolimento della giustizia', con la prevista riduzione da 4 a 3 dei giudici dei provvedimenti coercitivi. Misure votate dal parlamento nell'ambito della manovra di risparmio da 200 milioni.

«Parlamento che si è messo sulla strada dell'austerità e che non intende cambiare rotta. È ora di correggere questi errori – sostiene Igor Righini, presidente del Ps –. I segnali fuori dal legislativo sono stati lanciati, anche da rappresentanti di partiti che hanno sostenuto i tagli in aula. Attilio Bignasca dice che l'anima sociale della Lega c'è, Giorgio Fonio difende quella del Ppd. Benvengano questi atteggiamenti».

Oltre al Partito socialista, siedono tra gli altri nel comitato favorevole ai referendum anche i verdi, i comunisti, e i sindacati Vpod, Unia e Ocst (quest'ultima fatto salvo la misura in ambito giudiziario).

A sostegno dei tre NO è stata organizzata anche una manifestazione pubblica sabato 21 gennaio alle 11 in piazza governo a Bellinzona.

Il pianista Brad Mehldau al Cinema Teatro

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12.1.2017, 08:112017-01-12 08:11:00
@laRegione

'Fuori i razzisti dal Ticino': è battaglia di striscioni in risposta a quelli anti-rifugiati di Preonzo e Moleno

"Fuori i razzisti dal Ticino. Refugees welcome". Striscione per striscione: nella nottata...

"Fuori i razzisti dal Ticino. Refugees welcome". Striscione per striscione: nella nottata il Collettivo Scintilla ha risposto con l'affissione di alcuni cartelloni pro-immigrazione ed anti-razzismo ai due striscioni apparsi di recente a Moleno e Preonzo (confronta laRegione del 10 gennaio).

"Negli ultimi anni il Ticino sta sprofondando sempre più in un clima di razzismo e ignoranza, declinato sotto diverse forme e aspetti – scrive il Collettivo in un comunicato –. In un susseguirsi sempre più importante e violento di parole e azioni, si stanno toccando apici di intolleranza e qualunquismo inammissibili".

"Il Collettivo Scintilla – prosegue la nota – ritiene dunque che la misura sia colma, che non esiste solo questa faccia del Ticino, intollerante e razzista, e che la resistenza in questo clima di fanatismo, dove tutto ciò che è diverso è sbagliato e va quindi debellato e distrutto, sia un dovere".

12.1.2017, 06:502017-01-12 06:50:00
Andrea Manna @laRegione

Detenuto, ma anche paziente

L’aumento, dice, è «esponenziale». Le cifre riguardanti le presenze nelle prigioni ticinesi parlano d’altronde chiaro: «Se fino al 2010/2011 avevamo in media centosessanta detenuti all’anno...

L’aumento, dice, è «esponenziale». Le cifre riguardanti le presenze nelle prigioni ticinesi parlano d’altronde chiaro: «Se fino al 2010/2011 avevamo in media centosessanta detenuti all’anno, oggi siamo a duecentotrenta, di cui circa l’ottanta per cento cittadini stranieri». E il costante incremento del numero di persone dietro le sbarre si traduce fra l’altro «in una maggiore sollecitazione dei servizi medico e psichiatrico del carcere». È anche per questa ragione, aggiunge il direttore delle strutture detentive cantonali Stefano Laffranchini (nella foto Ti-Press), che il Consiglio di Stato ha di recente incaricato un gruppo di lavoro di «individuare modelli alternativi a quello attuale di presa a carico medica dei detenuti, per rendere ancor più efficiente ed efficace il servizio, a...

11.1.2017, 17:552017-01-11 17:55:31
Chiara Scapozza @laRegione

Dai giovani richieste più mirate al governo

“Libertà è partecipazione”. Ci piace citarlo, quel Gaber, soprattutto quando si tratta di giovani. Giovani che si affacciano alla politica, nel senso dell’arte di...

“Libertà è partecipazione”. Ci piace citarlo, quel Gaber, soprattutto quando si tratta di giovani. Giovani che si affacciano alla politica, nel senso dell’arte di discutere di problemi e proporre soluzioni. Questa sì, che è “partecipazione”. Questa sì, che diventa “libertà”. L’occasione si chiama “Consiglio cantonale dei giovani”, alla 17esima edizione.

Progetto che in Ticino ha radici solide, anche sul piano legale: non in tutti i Cantoni infatti al “parlamentino dei giovani” viene concesso di interloquire direttamente con il Consiglio di Stato. A Bellinzona, invece, al termine dell’assemblea plenaria del 19 maggio, una risoluzione passa ai “piani alti” della residenza governativa. L’Esecutivo è tenuto, per legge appunto, a fornire precise risposte alle richieste avanzate dal Consiglio e in settembre ne discuterà faccia a faccia. In 17 anni di esistenza è difficile stimare il numero di progetti-idee-soluzioni messi sul tavolo dai partecipanti. Tantissimi. I temi, per contro, tendono a ripetersi. Perché i giovani diventano adulti, mentre gli interessi che concernono quella fascia d’età (15-20 anni) sono sempre più o meno gli stessi. La scuola in primis, considerato che la formazione è uno dei pilastri principali dell’esistenza di ogni adolescente.

Come dare continuità al lavoro del Consiglio, fatto di persone che cambiano, ma di idee che restano? Grazie al ‘progetto Forum’, una novità dell’edizione 2017 presentata alla stampa dal comitato organizzativo. «Si tratta di “ripescare” le proposte avanzate negli anni e attualizzarle, approfondirle, migliorarle», spiega per il comitato Caroline Bianchi. Nell’intento di dare continuità al lavoro, «e con l’auspicio di ottenere più risposte affermative da parte del governo». Spesso, infatti, le iniziative dei giovani vengono viste positivamente dal Consiglio di Stato, ma per un motivo o per l’altro accantonate. «Una misura viene abbandonata per un problema di costi? Bene, ripartiamo da lì. Andiamo a capire quanto costerebbe davvero o dove si potrebbero trovare le risorse».

Nelle giornate preparatorie e all’assemblea si parlerà pure di mobilità sostenibile e di sicurezza e libertà, con particolare riferimento a droghe e alcol. Per far valere la propria opinione, basta... partecipare. Info su www.ccg.swiss.

Tango - Historias de amor

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