Ticino

Ieri, 11:362017-02-27 11:36:53
Paolo Ascierto @laRegione

Bar aperti fino alle 2, controproposta messa nero su bianco

Il Consiglio di Stato, e in particolare il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, l'aveva annunciato qualche settimana fa: i bar in Ticino...

Il Consiglio di Stato, e in particolare il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, l'aveva annunciato qualche settimana fa: i bar in Ticino potranno (ma non dovranno) rimanere aperti fino alle 2. Ora, come promesso, la controproposta all'iniziativa popolare dei partiti junior 'Ticino 3.0' – iniziativa che chiedeva di procrastinare la chiusura degli esercizi pubblici alle 3 – è stata messa nero su bianco dal governo ed è quindi pronta a passare nelle mani del Gran Consiglio. Se il Gran Consiglio seguirà le indicazioni del Consiglio di Stato gli iniziativisti – primo firmatario è Giovanni Albertini di 'Generazione giovani' – dovrebbero ritirare il testo che non verrebbe così posto in votazione. 

Ecco il comunicato stampa del governo per esteso:

L’iniziativa popolare legislativa elaborata del 7 agosto 2015 “Ticino 3.0, Bar aperti fino alle 3.00”, presentata da Giovanni Albertini e cofirmatari per Generazione Giovani, il cui scopo è quello di promuovere il divertimento notturno, agevolando da un lato l’economia degli esercizi pubblici, e incentivando dall’altro il turismo, propone che la Lear venga modificata per permettere l’apertura dei locali pubblici fino alle 3.00 il venerdì, sabato e durante i giorni prefestivi.
Pur condividendo i principi dei promotori dell’iniziativa, il Consiglio di Stato non poteva non tenere in considerazione le perplessità emerse dalla consultazione. Nella sua seduta del 7 settembre 2016 ha quindi costituito un Gruppo di lavoro composto da vari attori pubblici e privati del settore, col compito di proporre delle riflessioni a livello legale, pratico e procedurale per sviluppare il settore degli esercizi alberghieri e della ristorazione, che potessero portare ad una revisione parziale della Legge. Dalle conclusioni del gruppo di lavoro, il Consiglio di Stato ha elaborato un controprogetto che mantiene e rafforza gli obiettivi ricercati dai promotori dell’iniziativa.
Per poter rispondere tempestivamente all’imminente inizio della stagione estiva, per il momento il Consiglio di Stato ha deciso di limitarsi alla tematica degli orari di apertura degli esercizi pubblici, del rispetto dell’ordine e della quiete pubblica e della durata dei permessi speciali.
Oltre a introdurre la possibilità di posticipare la chiusura degli esercizi alle 2.00 il venerdì, il sabato e durante i giorni prefestivi, con il controprogetto si propone al Parlamento l’introduzione della possibilità per l’esercente di anticipare la chiusura del proprio locale fino ad un massimo di due ore prima dell’orario notificato al Comune.
Sono inoltre state introdotte delle norme legate al rispetto dell’ordine e della quiete pubblica. Il Consiglio di Stato ritiene che, posticipando di una sola ora la chiusura degli esercizi pubblici, rispetto a quanto in vigore attualmente, e adottando disposizioni specifiche, la problematica relativa al disturbo dell’ordine pubblico e della quiete notturna non venga compromessa in maniera insostenibile. Considerato come l’esigenza di tenere aperto più a lungo non è necessariamente sentita da tutti gli esercizi pubblici, il corollario di questa modifica, è la possibilità di anticipare la chiusura del locale fino ad un massimo di due ore rispetto all’orario notificato al Comune.
Infine, la volontà di estendere la durata dei permessi speciali, risiede nell’importanza assunta negli anni a livello turistico delle manifestazioni organizzate sul territorio ticinese, che contribuiscono in larga misura a favorire la coesione sociale e la promozione del settore del turismo e hanno ripercussioni economiche rilevanti sia per i Comuni sia per il Cantone. Per questi motivi si è ritenuto necessario ampliare la durata di queste autorizzazioni, affinché la norma divenga più attuale e maggiormente confacente alle necessità della società odierna.
Il Governo è convinto che con le proposte formulate si mantengono intatti i principi dei promotori dell’iniziativa e si diano degli strumenti concreti per rispondere alle preoccupazioni espresse nell’ambito del disturbo dell’ordine pubblico e della quiete notturna.

Ieri, 11:042017-02-27 11:04:08
@laRegione

Reclutatore ticinese dell'Isis in carcerazione preventiva

Resterà dietro le sbarre il 32enne svizzero-turco arrestato settimana scorsa, poiché ritenuto un presunto reclutatore per l'Isis. Il Giudice dei...

Resterà dietro le sbarre il 32enne svizzero-turco arrestato settimana scorsa, poiché ritenuto un presunto reclutatore per l'Isis. Il Giudice dei provvedimento coercitivi ha infatti accolto la proposta del Ministero pubblico della Confederazione (Mpc). Lo ha comunicato lo stesso Mpc, specificando che “vige la presunzione d’innocenza anche in questo procedimento penale pendente”.

Il 32enne soprannominato 'il leone', lo ricordiamo, era alle dipendenze dell'agenzia di sicurezza Argo 1, impiegata anche al centro per richiedenti l'asilo di Camorino. Nei suoi confronti gli inquirenti federali hanno aperto un procedimento “per  violazione dell’articolo 2 della legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi ‘al-Qaida’ e ‘Stato islamico’ nonché le organizzazioni associate, sostegno o partecipazione a un’organizzazione criminale e violazione del divieto di rappresentazione di atti di cruda violenza”.

24.2.2017, 17:542017-02-24 17:54:36
@laRegione

Permessi, indagato anche il padre del presunto corruttore

Si allunga la lista delle persone sotto inchiesta per la vicenda dei permessi di dimora e di lavoro su cui aleggia l’ombra della corruzione. Stavolta a...

Si allunga la lista delle persone sotto inchiesta per la vicenda dei permessi di dimora e di lavoro su cui aleggia l’ombra della corruzione. Stavolta a finire sotto la lente degli inquirenti è un cittadino svizzero d’origine kosovara del Bellinzonese. È indagato a piede libero per i reati di correità, subordinatamente per complicità, in tratta di esseri umani, ripetuta falsità in certificati, ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale in Svizzera. Lo hanno reso noto ieri Ministero pubblico e Polizia cantonale, confermando quanto riferito nel pomeriggio dal sito della ‘Rsi’. Stando alla quale, l’uomo, interrogato nei giorni scorsi, è il padre dei due fratelli, di 25 e 27anni, arrestati il 7 febbraio e tuttora in detenzione preventiva alla Farera.
Al 25enne, ovvero il presunto corruttore, faceva capo la bellinzonese Aliu Big Team Sagl, impresa di costruzione, in liquidazione, di fatto mai operativa, dietro alla quale sarebbe avvenuto il traffico di documenti taroccati. Ha ammesso ciò che gli viene finora contestato. Non così il fratello 27enne. Al momento non è dato sapere se al padre dei due giovani è rimproverato uno o più episodi e se i reati ipotizzati a suo carico siano da mettere in relazione, fra l’altro, al periodo in cui il 25enne era agli arresti in Kosovo sempre per un giro di permessi falsi. Secondo il figlio, che è stato interrogato ancora ieri, il padre sarebbe estraneo alla vicenda. Se ne saprà di più dagli sviluppi dell’inchiesta. Inchiesta che il 7 febbraio ha portato dietro le sbarre anche un funzionario 28enne dell’Ufficio cantonale della migrazione e la sua compagna, coetanea, alle dipendenze del medesimo ufficio sino al 2015, quando è stata licenziata per motivi disciplinari. Nei giorni scorsi sono finiti in manette pure il 42enne titolare della M+M Ponteggi di Camorino e il 32enne direttore della ditta in liquidazione, entrambi cittadini kosovari residenti nel Bellinzonese. L’impresa di ponteggi avrebbe impiegato stranieri al beneficio di permessi procurati illecitamente dal 25enne.
Coordinata dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, l’inchiesta non è certo chiusa. Tant’ che, come si legge nella nota diramata ieri dagli inquirenti, “non si escludono altri sviluppi”

24.2.2017, 16:132017-02-24 16:13:53
@laRegione

Il Ppd contro l'aumento della tassa di circolazione

‘Non siamo un bancomat’. È il titolo dell'iniziativa popolare che il Ppd intende lanciare in marzo contro l'aumento delle imposte di circolazione decise dal...

‘Non siamo un bancomat’. È il titolo dell'iniziativa popolare che il Ppd intende lanciare in marzo contro l'aumento delle imposte di circolazione decise dal Consiglio di Stato il mese scorso. Il clima sul tema è “caldo”. Già il Fronte automobilisti ticino (Fat) aveva protestato inviando una lettera alla Sezione delle circolazione. L'aumento delle tasse di circolazione, stando al governo, è un atto dovuto e previsto dalle legge oggi in vigore che esige almeno il pareggio dei conti, cosa che oggi non è. Ma secondo il Ppd siamo di fronte a “una situazione insostenibile con casi dove la tassa è addirittuta triplicata” come commenta Nicolò Parente, segretario cantonale popolare democratico. Da qui la decisione di raccogliere le firme per un'iniziativa popolare.

23.2.2017, 22:132017-02-23 22:13:41
@laRegione

'Non abbiamo nulla a che fare con il terrorismo'

La Lega dei Musulmani in Ticino ha precisato in serata che la maxi operazione di Polizia avvenuta mercoledì in Ticino, che portato all'arresto di un presunto...

La Lega dei Musulmani in Ticino ha precisato in serata che la maxi operazione di Polizia avvenuta mercoledì in Ticino, che portato all'arresto di un presunto reclutatore dell'Isis, «non aveva come scopo la nostra Moschea neppure il nostro Imam».  Il comunicato firmato dal presidente della Lega dei musulmani in Ticino, Gasmi Slahedine, precisa inoltre:  «La nostra associazione non ha niente che vedere con il radicalismo e il terrorismo» e  «si riserva il diritto di perseguire legalmente tutti quelli che propagano false informazioni, che possono danneggiare la nostra immagine». 

23.2.2017, 19:092017-02-23 19:09:21
Paolo Ascierto @laRegione

Patente, al teorico si va senza appuntamento

C’è chi preferisce non dirlo, perché poi non si sa mai, quando dovrà sostenere il teorico per ottenere la patente. Ora ‘nascondersi’ sarà un po’ più facile: da marzo per...

C’è chi preferisce non dirlo, perché poi non si sa mai, quando dovrà sostenere il teorico per ottenere la patente. Ora ‘nascondersi’ sarà un po’ più facile: da marzo per affrontare l’esame teorico di guida e di navigazione non sarà più necessario richiedere un appuntamento. Sarà sufficiente, ha infatti comunicato ieri il Dipartimento delle istituzioni, presentarsi nei luoghi del test. A patto che il Servizio conducenti del Cantone, dopo aver ottenuto il formulario istanza di rilascio compilato e completo di allegati l’attestato corso primi soccorsi in originale, abbia dato la sua benedizione. Da quel momento servirà unicamente pazientare 24 ore, oltre che prepararsi a puntino.
Poi, una volta pronto, l’aspirante conducente dovrà prendere con sé l’autorizzazione a svolgere l’esame teorico (cartolina gialla), un documento d’identità, la licenza allievo conducente in caso d’esame della categoria C, C1, D o D1 (navigazione esclusa) e recarsi in una delle sedi dell’esame. Una volta lì, specifica la nota stampa, dovrà “munirsi di ticket ed attendere che l’esperto della circolazione chiami il proprio numero. Non sarà comunque possibile eseguire più di un esame al giorno”. Quali sono le sedi per il test? Le seguenti: La Scuola d’arti e mestieri, aula 813, a Bellinzona dalle 08:30 alle 11:30 e dalle 13:30 alle 16:00; la sala del consiglio comunale di Mendrisio dalle 09:00 alle 11:30 e dalle 13:30 alle 15:30, al Palazzo dei Congressi di Lugano, aula E, dalle 09:00 alle 11:30 e dalle 13:30 alle 15:30. Gli esami sono a disposizione nelle tre lingue nazionali (italiano, francese e tedesco) e i costi d’esame restano invariati (trenta franchi per ogni categoria).

23.2.2017, 10:552017-02-23 10:55:08
@laRegione

Tassa sul sacco, si vota il 21 maggio

Il Consiglio di Stato ha comunicato che il voto sul 'rüt' avrà luogo il 21 maggio. A renferendare quella che ufficialmente è una modifica della Legge cantonale di applicazione...

Il Consiglio di Stato ha comunicato che il voto sul 'rüt' avrà luogo il 21 maggio. A renferendare quella che ufficialmente è una modifica della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulla protezione dell’ambiente (LalPamb) è stata la Lega di Lugano, con il granconsigliere Boris Bignasca in prima fila. In prima fila a difendere la tassa ci sarà invece il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, anch'egli della Lega.

Lo stesso giorno si voterà anche sulla Legge federale sull'energia.

23.2.2017, 07:302017-02-23 07:30:00
Davide Martinoni @laRegione

Esecuzioni e fallimenti, la Camera scrive (preoccupata) alla Gestione

Gli effetti della sottodotazione “in personale e in mezzi materiali” dell’Ufficio di esecuzione (Ue) e dell’Ufficio dei fallimenti (Uf) sono...

Gli effetti della sottodotazione “in personale e in mezzi materiali” dell’Ufficio di esecuzione (Ue) e dell’Ufficio dei fallimenti (Uf) sono al centro di una lettera che il presidente della Camera esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello ha inviato il 17 febbraio alla Commissione della gestione e delle finanze del Gran Consiglio. Il tema generale è la modifica dell’organizzazione degli Uffici di esecuzione e dei fallimenti, ma il focus viene messo sulle conseguenze di una politica che sembra basarsi su criteri “che spesso appaiono non andare oltre alla semplice rinuncia a sostituire posti divenuti vacanti e alla fissazione di obiettivi di risanamento astratti, per di più nell’urgenza, in un periodo già delicato per i numerosi cambiamenti organizzativi e lavorativi cui il...

22.2.2017, 22:462017-02-22 22:46:44
@laRegione

Il Ps dice no al referendum di Nenad Stojanovic

Tutti d’accordo, i socialisti presenti questa sera al “parlamentino” del partito, almeno su un punto. Il principale. Combattere la strategia dell’Udc che sul...

Tutti d’accordo, i socialisti presenti questa sera al “parlamentino” del partito, almeno su un punto. Il principale. Combattere la strategia dell’Udc che sul populismo ha costruito la propria fortuna. Ma come? Alla fine hanno avuto la meglio (con 24 voti) coloro che respingendo la richiesta di referendum promossa da Nenad Stojanovic, hanno così sottolineato la bontà della scelta fatta dalle Camere federali nell’applicazione dell’articolo costituzionale 121a, perché legittima e perché «la nostra è una democrazia semidiretta» come ha ricordato Carlo Lepori che parlava a nome della Direzione del partito. Certo, hanno detto i contrari, Stojanovic ha avuto il merito di mettere in un angolo i democentristi – che pur gridando allo scandalo non si oppongono alla legge approvata dalla maggioranza delle Camere federali – svelandone tutta la contraddizione del caso. E però, ha ricordato Manuele Bertoli, consigliere di Stato, «da noi il referendum è un appello popolare; un’istanza superiore sul “prodotto” deciso». Che usa la minoranza, appunto, per aver ragione ultima. Del resto anche il gruppo parlamentare Ps in Gran Consiglio, come ha ricordato Ivo Durisch, capogruppo, ha votato contro la proposta referendaria del Ppd. Il promotore, presente in sala, ha precisato cosa l’ha spinto a lanciare la raccolta delle firme: «È l’Udc che grida allo scandalo e così fomenta il populismo. Non dobbiamo permetterlo» ha detto Stojanovic. Ma attenzione, ha replicato Marina Carobbio, consigliere nazionale, «perché con il referendum si rischia di rilanciare la destra». Alla fine il “compagno Nenad” ha perso, pur convincendo una decina di delegati. Ne valeva comunque la pena, ha precisato Stojanovic, e il dibattito che è seguito gli ha dato ragione. In una serata socialista, va detto, già ricca di contenuti – approvata fra l’altro una risoluzione contro la chiusura degli uffici postali – partendo dalla relazione introduttiva del presidente Igor Righini che è tornato sul “caso permessi” accusando Norman Gobbi, direttore del Dipartimento istituzioni, di aver commesso «gravi errori politici» e che il Ps si aspetta dal “ministro” leghista «maggiore serietà e senso dello Stato». Che significa assunzione di responsabilità.

22.2.2017, 20:392017-02-22 20:39:09
@laRegione

Righini (Ps): 'Gobbi dimostri più senso dello Stato'

"Il Partito socialista chiede a Norman Gobbi maggiore serietà e senso dello Stato. Sulla vicenda dei permessi ha dato risposte inadeguate e non consone alla sua...

"Il Partito socialista chiede a Norman Gobbi maggiore serietà e senso dello Stato. Sulla vicenda dei permessi ha dato risposte inadeguate e non consone alla sua funzione". Cosi Igor Righini, presidente Ps, nella sua introduzione al Comitato cantonale del partito in corso a Bellinzona.

22.2.2017, 17:562017-02-22 17:56:08
@laRegione

Il ‘dicastero cimitero’ in Gran Consiglio

Due posizioni distinte. Vanno rivisti o no i criteri per l'assegnazione dei dicasteri municipali? I deputati presenti nella Commissione della legislazione questa mattina...

Due posizioni distinte. Vanno rivisti o no i criteri per l'assegnazione dei dicasteri municipali? I deputati presenti nella Commissione della legislazione questa mattina si sono divisi tra favorevoli al cambiamento della specifica legge e fautori dello status quo. Causa del contenzioso, la vicenda di Amalia Mirante, municipale di Torricella-Taverne, che lo scorso anno, con l'elezione del nuovo Municipio, si vide assegnare dai colleghi solo il cimitero comunale, lei che da economista in precedenza si era occupata anche delle finanze comunali. Un caso che suscitò parecchio clamore e, più tardi, un atto parlamentare oggi, appunto, al vaglio del Gran Consiglio.

22.2.2017, 17:472017-02-22 17:47:19
@laRegione

Dietro il blitz anti-terrorismo c'è il meticoloso lavoro dell’intelligence della Polizia cantonale

L'odierna operazione anti-terrorismo in Ticino scaturisce dal meticoloso lavoro dell’Intelligence della...

L'odierna operazione anti-terrorismo in Ticino scaturisce dal meticoloso lavoro dell’Intelligence della Polizia cantonale. Stava svolgendo, in contatto con la Polizia federale, una serie di accertamenti su presunte attività terroristiche sul nostro territorio. La prima persona a essere stata attenzionata dai servizi della Cantonale è il cittadino dalla doppia nazionalità, svizzera e turca, arrestato nelle scorse ore e sotto inchiesta da parte del Ministero pubblico della Confederazione. Lui, presunto reclutatore del sedicente Stato islamico, risiede nel Sottoceneri e lavora(va) quale agente di sicurezza privato per un’agenzia del Bellinzonese. Ed è da lui che gli inquirenti ticinesi sono risaliti al titolare dell’agenzia, un 36enne cittadino svizzero e italiano, fermato anche lui di primo mattino. Le relative indagini della Polizia e del Ministero pubblico cantonali hanno fatto emergere i reati che hanno poi innescato il procedimento a carico del 36enne, fra cui l’usura, il sequestro di persona e atti di violenza nei confronti di almeno un richiedente l’asilo ospitato al centro di Camorino della cui sorveglianza era stata incaricata la ditta di sicurezza sopracenerina. Il titolare di quest’ultima non è indagato per terrorismo. Per contro il trentenne dalla doppia nazionalità, svizzera e turca, che non aveva progettato attentati in Ticino ma che secondo gli investigatori si occupava di reclutzare aspiranti terroristi, è coinvolto anche nell’inchiesta cantonale, dovendo rispondere di una parte dei reati addebitati al 36enne.

22.2.2017, 16:342017-02-22 16:34:29
Paolo Ascierto @laRegione

Scandalo permessi, Corti non esaminerà l'operato dell'Ufficio migrazione

L'ex consulente giuridico del Consiglio di Stato ha detto no. Non sarà quindi Guido Corti a esaminare l'operato dell'Ufficio della...

L'ex consulente giuridico del Consiglio di Stato ha detto no. Non sarà quindi Guido Corti a esaminare l'operato dell'Ufficio della migrazione, finito nella bufera dopo lo scandalo dei permessi facili e i relativi arresti. La decisione di Corti, spiega il governo in un comunicato stampa, “è motivata dalla percezione di un clima di sfiducia attorno alla sua possibile designazione”. Sfiducia espressa anche ieri dalla Commissione parlamentare della gestione, che non vede di buon occhio nemmeno la scelta dell'altro perito: l'avvocato ed ex pm federale Pierluigi Pasi, già alla dipendente dell'allora direttore del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini, del quale Pasi è oggi collega in uno studio legale. 

21.2.2017, 20:452017-02-21 20:45:56
Paolo Ascierto @laRegione

'La lotta alla corruzione? È anche una questione di cultura'. Parla il pg della Confederazione Lauber

Come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica? È sceso in Ticino in un momento delicato...

Come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica? È sceso in Ticino in un momento delicato il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. Il Cantone è infatti scosso dallo scandalo dei permessi facili, che vede tra gli imputati anche un dipendente dell'Ufficio della migrazione accusato di aver preso mazzette in cambio di agevolazioni per ottenere documenti di soggiorno. E allora stasera, al termine dell'evento 'Il crimine organizzato in Svizzera' tenutosi s Lugano sotto l'egida del Dipartimento istituzioni di Norman Gobbi, Lauber non ha potuto sottrarsi alla domanda: come si combatte la corruzione nell'Amministrazione pubblica?  «Per combattere la corruzione – ha risposto il magistrato – esistono molteplici approcci. A livello federale, per esempio, tutti possono annunciare eventuali sospetti a un servizio. Servizio che poi analizza le segnalazioni ed eventualmente le inoltra alla Procura federale». Più in generale però, ha specificato Lauber, «si tratta di una questione di cultura e di valori che devono essere avvertiti come propri. E ciò riguarda tutti i livelli: da quello nazionale a quello cantonale, dalle attività pubbliche a quelle private».

Nel corso della serata il pg della Confederazione ha poi voluto rassicurare i presenti: contro Gennaro Pulice, pentito di mafia italiano che ha detto di aver 'comprato' un permesso di soggiorno in Ticino, a Berna «è stata aperta un'inchiesta» per ricliclaggio. Ma «per ora non è emerso – ha confermato il magistrato – nessun legame con l'inchiesta cantonale (condotta dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, ndr)» che vede coinvolto pure l'Ufficio migrazione. E le infiltrazioni della ’Ndragheta e delle altre mafie in Svizzera? «Non c'è un'inflitrazione sistematica. Né in Ticino, né altrove», ha assicurato Lauber. Pur trattandosi di «casi puntuali» (una ventina in tutto), occorre tuttavia rimanere «vigili». Non da ultimo perché i mezzi attualmente a disposizione dell'autorità inquirente non sono sufficienti, «se vogliamo andare lontano» nella lotta al crimine organizzato.

21.2.2017, 17:142017-02-21 17:14:46
Aldo Bertagni @laRegione

Paolo Beltraminelli: ‘Gli italiani hanno capito... ’

Il clima in questi casi, si sa, è sempre disteso e collaborativo. Lo vuole l’etichetta. E però questa volta c’era più d’un motivo per complicare anche il...


Il clima in questi casi, si sa, è sempre disteso e collaborativo. Lo vuole l’etichetta. E però questa volta c’era più d’un motivo per complicare anche il paludato cerimoniale diplomatico. Perché diciamo la verità: negli ultimi tempi i rapporti fra Canton Ticino e Italia si sono, come dire, un pelino incrinati. Dunque una visita particolarmente attesa quella di Paolo Beltraminelli, presidente del Consiglio di Stato, lunedì e ieri a Roma per alcuni incontri da tempo in agenda con rappresentanti dei ministeri italiani degli esteri e delle finanze. Sul tavolo, l’accordo bilaterale italo-svizzero sulla doppia imposizione che attende solo la firma. E che per “colpa” del Ticino, non si smuove. «Credo proprio che si potrà trovare una soluzione. La via è tracciata, seppur in quadro complesso» ci dice Beltraminelli al telefono dopo aver incontrato Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli affari Esteri e Vieri Ceriani, capo negoziatore per gli affari fiscali. «La nostra visita è stata opportuna anche per ribadire che i rapporti italo-svizzeri, ma anche fra Canton Ticino e Italia, sono di reciproca amicizia. A questo proposito posso dire che il “malinteso comunicativo” [l’uscita di Norman Gobbi su corruzione e italiani, ndr] è rientrato. Non c’è stata nessuna polemica perché hanno compreso perfettamente l’errore» precisa subito il presidente di governo. Dopodiché si è entrati in materia, come si dice, sui rapporti fra Italia e Svizzera. Gli italiani, fra l’altro, sono interessati anche all’applicazione elvetica dell’articolo costituzionale 121a sugli stranieri. C’è l’ostacolo casellario giudiziale richiesto in Ticino ai frontalieri che l’Italia contesta. «Resta un tema. Su questo punto – aggiunge Beltraminelli – ho precisato che ci vuole un po’ di pazienza, perché il tutto s’inserisce nella ricerca di un equilibrio anche dopo la votazione popolare cantonale “Prima i nostri” che va in una certa direzione. Del resto abbiamo aperto un contenzioso anche con il resto della Svizzera, vedi i ricorsi della ComCo sulla legge degli artigiani. Ho fatto presente che il governo ticinese deve tener conto del parere del popolo e non può permettersi di farsi sconfessare due o tre volte». Come dire, si lavora per una soluzione ma «ci vuole pazienza e mi è parso di capire che anche gli italiani, tutto sommato, non hanno fretta di firmare». Beltraminelli ha ottenuto anche una promessa da Ceriani sull’accesso delle banche elvetiche ai servizi finanziari italiani. «Un punto importante per noi».