Ticino

Oggi, 06:002017-04-24 06:00:00
Aldo Bertagni @laRegione

L'economia cresce, il lavoro no

La lettura attenta dei dati – quelli ufficiali beninteso – c’insegna che la realtà è assai più “testarda” di tutta la demagogia di questo mondo. Più forte anche dei luoghi comuni,...

La lettura attenta dei dati – quelli ufficiali beninteso – c’insegna che la realtà è assai più “testarda” di tutta la demagogia di questo mondo. Più forte anche dei luoghi comuni, lanciati e rilanciati ogni giorno, politici compresi. Torniamo dunque alle cifre presentate col messaggio governativo sul Consuntivo 2016 del Canton Ticino. Ebbene, mentre l’economia mondiale, lo scorso anno, ha manifestato un certo rallentamento della crescita economica, il Prodotto interno lordo svizzero (Pil) è andato controcorrente con il segno più (1,3 per cento). Il Pil registra la ricchezza generata in una specifica realtà geografica. Ora, sulla “scia dell’accelerazione nazionale” scrive il Consiglio di Stato a pagina 13 del Consuntivo 2016, “la dinamica economica del Canton Ticino si è leggermente...

22.4.2017, 06:102017-04-22 06:10:00
Paolo Ascierto @laRegione

Meno bebè? 'Un problema anche culturale'

Sempre meno bebè? «C’è anche un grosso problema culturale». Per oltre sei svizzeri su dieci è soprattutto il peso delle difficoltà economiche a zavorrare il volo della...

Sempre meno bebè? «C’è anche un grosso problema culturale». Per oltre sei svizzeri su dieci è soprattutto il peso delle difficoltà economiche a zavorrare il volo della cicogna. E per alleggerirlo e ridare slancio alle nascite le famiglie andrebbero agevolate fiscalmente e aiutate a conciliare lavoro e tempo con i propri figli. Questo perlomeno quanto emerso da un sondaggio dell’istituto di analisi Gfk (vedi ‘laRegione’ di giovedì). Un sondaggio dal gusto agrodolce per il direttore del Dipartimento sanità e socialità (Dss) Paolo Beltraminelli. Da un lato il capo del Dss vede infatti confermarsi nel sondaggio «la strategia del Cantone» per andare incontro a signore e signori che, specialmente a Sud del Gottardo, diventano sempre meno mamme e papà. Dall’altro canto, però, Beltraminelli...

20.4.2017, 10:562017-04-20 10:56:38
Paolo Ascierto @laRegione

Alptransit a sud di Lugano: le firme sono 7'500. 'Ma ne vogliamo 15mila entro fine giugno' 

Settemilacinquecento firme in 5 mesi. È quanto ha raccolto finora in Ticino l'associazione Pro Gottardo ferrovia d'...

Settemilacinquecento firme in 5 mesi. È quanto ha raccolto finora in Ticino l'associazione Pro Gottardo ferrovia d'Europa, che spinge per il completamente d'Alptransit a sud di Lugano entro il 2030. E l'obiettivo è quello di raccoglierne altrettante entro fine giugno. Come? Grazie al coinvolgimento dei movimenti  giovanili dei partiti: da destra a sinistra, tutti scendono in campo a sostegno della petizione.

20.4.2017, 10:482017-04-20 10:48:56
@laRegione

Avere 50 anni e aver perso il lavoro

Misure concrete a favore degli ultracinquantenni senza lavoro. Le chiede il deputato sindacalista Giorgio Fonio in un'interrogazione al Consiglio di Stato presentata in queste ore...

Misure concrete a favore degli ultracinquantenni senza lavoro. Le chiede il deputato sindacalista Giorgio Fonio in un'interrogazione al Consiglio di Stato presentata in queste ore. Un sostegno, agli over 50 rimasti a casa, che deve essere preso in considerazione a prescindere dalle misure di risanamento finanziario varate da governo e parlamento perché il fenomeno è preoccupante anche a sud delle Alpi e non solo nel resto della Svizzera come ha osservato ieri Travail Suisse. Quanti sono, chiede Fonio, i disoccupati ultracinquantenni di lunga durata residenti in Ticino e quanti di questi hanno perso il diritto all'indennità di disoccupazione?

20.4.2017, 10:282017-04-20 10:28:32
@laRegione

“Regoliamo lo spinello”

Un gruppo di lavoro, composto da esperti del settore e del mondo politico, con la delega a riflettere su un progetto pilota di regolamentazione della cannabis in deroga alla legge federale...

Un gruppo di lavoro, composto da esperti del settore e del mondo politico, con la delega a riflettere su un progetto pilota di regolamentazione della cannabis in deroga alla legge federale sugli stupefacenti. È quanto propone una mozione presentata ieri da Carlo Lepori, deputato Ps, e sottoscritta da altri dodici deputati di diversi schieramenti. Un atto parlamentare trasversale che chiede di cambiare approccio nei confronti di una questione oggi evoluta e che presenta comunque elementi di novità rispetto al passato. I problemi che lo statuto illegale della cannabis comporta “sono molteplici” si precisa in una nota socialista che accompagna la mozione Lepori. Uno su tutti, la scarsa efficacia della prevenzione e il facile accesso ai minorenni. A ciò va poi sommata la recente diffusione della cosiddetta “cannabis light”, ovvero marijuana legale perché contenente un tasso molto basso di sostanza stupefacente. Questo nuovo fenomeno, si aggiunge, può generare confusione e banalizzazione della sostanza, soprattutto fra i giovani. Da qui la necessità di “avviare sperimentazioni di modelli di regolamentazione del mercato di cannabis e d’implementare misure efficaci di riduzione dei rischi”. Un progetto che, sempre secondo il Ps, non solo migliorerebbe la protezione dei consumatori, ma ridurrebbe altresì i costi sociali, amministrativi e sanitari generati indirettamente
dalle politiche proibizioniste. Il fronte dei favorevoli, come detto, è ampio. Quello dei contrari ancor di più

20.4.2017, 10:242017-04-20 10:24:15
@laRegione

Bar aperti di sera, ritirata l'iniziativa dopo l'approvazione del controprogetto

Generazione Giovani ritira l'iniziativa per l'apertura dei bar ticinesi fino alle 3 di notte. L'atto, atteso dopo l'approvazione...

Generazione Giovani ritira l'iniziativa per l'apertura dei bar ticinesi fino alle 3 di notte. L'atto, atteso dopo l'approvazione del controprogetto da parte del Gran Consiglio, è stata confermata questa mattina.

"Grazie all'approvazione del controprogetto da parte del Gran Consiglio (...) il Comitato di Generazione Giovani Ticino, coerente con quanto dichiarato nel suo precedente comunicato, mantiene la parola e ritira l'iniziativa legislativa, in modo da facilitare l'iter procedurale e quindi permettere l'entrata in vigore delle nuove disposizioni di Legge a breve, ovvero decorsi i termini di referendum", si legge in un comunicato stampa.

Il Comitato, specifica ancora la nota " auspica che queste prime misure siano soltanto la base di partenza ed invita le Autorità e le forze politiche a riprendere le discussioni sulla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione ed attivare nel più breve tempo possibile un suo aggiornamento totale, in modo da adeguare le disposizioni in una visione più liberale".

19.4.2017, 16:132017-04-19 16:13:56
@laRegione

Non toccate gli uccellini

Come ogni primavera Ficedula, l'associazione che si preoccupa di proteggere i volatili, rilancia l’appello ai cittadini a non raccogliere giovani uccelli “caduti dai nidi”. Nonostante il colpo...

Come ogni primavera Ficedula, l'associazione che si preoccupa di proteggere i volatili, rilancia l’appello ai cittadini a non raccogliere giovani uccelli “caduti dai nidi”. Nonostante il colpo di coda dell’inverno – si precisa in un comunicato – la stagione riproduttiva di molte specie di uccelli è già in stato avanzato. I merli sono già alla seconda covata e così anche molte famiglie di cince. Capita quindi di trovare qua e là pulcini saltellanti apparentemente abbandonati dai genitori. In effetti in gran parte dei casi non si tratta di poveri uccellini abbandonati. Gli adulti che portano loro l’imbeccata sono nelle vicinanze, anche se non ce ne accorgiamo, e stanno insegnando loro a procurarsi il cibo. Raccogliere questi piccoli spesso significa provocarne la morte o costringere i centri di recupero ad un lavoro estenuante, inutile e dall’esito incerto. “La natura ha fatto bene le cose! Il nido per un gruppo di nidiacei diventa con il passare del tempo un posto molto pericoloso. I richiami per la richiesta di imbeccata rivolti ai genitori – precisa Ficedula – diventano un indizio prezioso per i predatori che si trovano così una pietanza pronta e ben pasciuta. I piccoli di gran parte delle specie escono volontariamente dai nidi quando sono appena in grado di compiere piccoli svolazzi. Così facendo per il predatore la situazione si complica e la probabilità che i piccoli, o almeno una parte di loro, si salvino aumenta nettamente”. Quando però una mano umana interviene per “salvare” i nidiacei perduti o “caduti dal loro nido”, succede che si modifica la dinamica naturale credendo di fare del bene.

19.4.2017, 15:262017-04-19 15:26:51
@laRegione

Il microchip sul gatto? Non serve a niente

Si paga una tassa annua e non solo. Vi è anche l'obbligo del microchip per piccoli animali (gatti in testa), imposto dal diritto federale che peraltro si rivela utile in...

Si paga una tassa annua e non solo. Vi è anche l'obbligo del microchip per piccoli animali (gatti in testa), imposto dal diritto federale che peraltro si rivela utile in caso di smarrimento perché il piccolo sensore inserito sottopelle, funziona come un “navigatore”. Segnala la presenza del gatto e del cane. Non pochi i proprietari di animali domestici che spendono volentieri 85 franchi – tanto costa l'applicazione del microchip dal veterinaio – proprio perché sicuri così di ritrovare il proprio micio o fido, in caso di fuga, smarrimento o decesso. Ma è proprio così? Assolutamente no. I Comuni, che percepiscono una quota della tassa sui cani, si rifiutano di leggere i dati sulle carcasse di animali ritrovati morti; il che vuol dire cercare per mesi il proprio gatto, quando magari “riposa” da tempo in qualche stanza deposito. Ebbene, così non va. Lo sostiene Patrizia Ramsauer (Lega) che in una mozione chiede di obbligare i Comuni a identificare le carcasse di animali raccolte e avvisare tempestivamente il proprietario dell'animale così che quest'ultimo possa decidere il da farsi. E in una seconda mozione, la stessa deputata leghista propone l'abolizione della tassa sui cani, considerata l'inefficienza dei servizi comunali.

19.4.2017, 06:402017-04-19 06:40:00
Paolo Ascierto @laRegione

Nessun accordo sulla Civica

Dodici pagine per dire no. Per dire che no, l’accordo sull’insegnamento della Civica ancora non c’è. In una lettera inviata ieri ai granconsiglieri membri della Commissione scolastica, il...

Dodici pagine per dire no. Per dire che no, l’accordo sull’insegnamento della Civica ancora non c’è. In una lettera inviata ieri ai granconsiglieri membri della Commissione scolastica, il primo firmatario dell’iniziativa popolare generica ‘Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)’ Alberto Siccardi riapre una partita che sembrava chiusa. E lo fa oltre il novantesimo, sostenendo che la proposta con la quale la Scolastica voleva – unanimemente – applicare l’iniziativa popolare non rappresenta “un testo conforme” ma “un controprogetto”. In altre parole: al momento non sussistono i presupposti per ritirare quanto sottoscritto da quasi 10’500 cittadini nel 2013. Il nodo? Nei licei e nella Scuola cantonale di commercio. Anche lì, a detta di Siccardi, andrebbe prevista una...

19.4.2017, 06:102017-04-19 06:10:00
Aldo Bertagni @laRegione

Stranieri e svizzere si amano...

La società, ticinese compresa, è assai più complessa di quanto si creda. Dirlo è pleonastico, scontato. Eppure non basta mai ricordarlo e non basta mai far capo ai numeri – quelli dell...

La società, ticinese compresa, è assai più complessa di quanto si creda. Dirlo è pleonastico, scontato. Eppure non basta mai ricordarlo e non basta mai far capo ai numeri – quelli dell’Ufficio cantonale di statistica – che sono lì a ricordarcelo. Poi ognuno, beninteso, può tirare le conclusioni che vuole. E allora eccoli i numeri che ci fanno riflettere: nel 2015, ci dice l’Ustat, sono stati pronunciati 1’520 matrimoni. Ebbene il 45,9 per cento è la percentuale delle coppie miste, vale a dire dove sono coinvolti un partner svizzero e l’altro straniero. La maggioranza, se è vero come è vero che le coppie interamente svizzere si fermavano al 38,3 per cento. Infine, le coppie con entrambi i partner stranieri rappresentavano il 15,9 dei matrimoni contratti sempre due anni fa (ultimi rilevamenti...

18.4.2017, 09:332017-04-18 09:33:26
@laRegione

Vento tempestoso, attenzione a seggiovie, laghi e rami

Soffiano sul Ticino venti tempestosi da Nord a basse e medie quote, con raffiche fino a 90-110 km/h. Forti raffiche già in mattinata che andranno crescendo...

Soffiano sul Ticino venti tempestosi da Nord a basse e medie quote, con raffiche fino a  90-110 km/h. Forti raffiche già in mattinata che andranno crescendo nel primo pomeriggio, quando sarà raggiunta la fase più intensa, soprattutto nel Ticino centro-meridionale. Il grado di allerta è 3 su una scala che arriva fino a 5.

Ecco quali sono i rischi di un allarme grado 3 :  rottura di rami, caduta di singoli alberi e danni ai tetti; oggetti come tende o impalcature non ben fissati possono essere portati via dal vento; collegamenti aerei, stradali, ferroviari e lacuali possono essere perturbati e l'esercizio di teleferiche, seggiovie e skilift può venire sospeso.  

Il vento continuerà a spazzolare il Cantone anche mercoledì, ma con minore intensità. In quota con l'arrivo dell'aria fredda le temperature scenderanno di 6 gradi. 

18.4.2017, 07:322017-04-18 07:32:22
@laRegione

Cheda si autodenuncia per usura

Aperta un'inchiesta dalla Magistratura contro il fondatore della scuola di giornalismo di Bellinzona Matteo Cheda per i reati di usura e concorrenza sleale. In seguito a una...

Aperta un'inchiesta dalla Magistratura contro il fondatore della scuola di giornalismo di Bellinzona Matteo Cheda per i reati di usura e concorrenza sleale. In seguito a una segnalazione ricevuta dal sindacato Ocst, Cheda, si sarebbe autodenunciato presso il Ministero pubblico ticinese per "caporalato" che secondo la legge svizzera corrisponde appunto ai reati di usura e concorrenza sleale. Secondo l'articolo 157 del codice penale, se il colpevole fa mestiere dell'usura è punibile con una pena detentiva fino a dieci anni. L'inchiesta è condotta dalla procuratrice Raffaella Rigamonti. A rivelare la notizia ai media è lo stesso Cheda in un comunicato stampa. 

“La Scuola di giornalismo, nata nel 2015, è non profit e la frequenza è gratuita. Ogni allievo, spiega Cheda, riceve una piccola retribuzione per 12 mesi più l'abbonamento ai mezzi pubblici. L'importo è identico, indipendentemente se l'allievo va a scuola o se lavora a titolo volontario. I datori di lavoro versano alla scuola il valore della prestazione fornita dagli allievi”. 

“Gli allievi che durante i 12 mesi lavorano a titolo volontario finanziano quindi il salario e la formazione agli altri allievi, spiega sempre Cheda.  Un sistema simile a quello della cassa malati dove i sani pagano di più di quello che ricevono mentre per i malati vale l'opposto”.

Secondo l'Ocst, tale metodo di finanziamento è illegale ed equivale a "caporalato". Matteo Cheda ritiene di non aver commesso alcun reato ma di aver agito nell'interesse pubblico allo scopo di aiutare giovani disoccupati a formarsi gratuitamente e a trovare lavoro in poco tempo.

17.4.2017, 18:402017-04-17 18:40:00
@laRegione

San Gottardo, la coda ha raggiunto i 15 chilometri

La coda al portale del San Gottardo in direzione nord ha raggiunto i 15 chilometri, con ritardi di oltre quattro ore. Per il dosaggio del traffico l'autostrada A2...

La coda al portale del San Gottardo in direzione nord ha raggiunto i 15 chilometri, con ritardi di oltre quattro ore. Per il dosaggio del traffico l'autostrada A2 viene già chiusa lungo la Biaschina, dove ViaSuisse segnala altra colonna. Chiusa pure l'entrata autostradale di Biasca in direzione nord (oltre a quella di Airolo).

Come via alternativa viene consigliata l'A13 del San Bernardino. Anche su quest'asse stradale, comunque, è necessaria una buona dose di pazienza: rallentamenti sono segnalati tra Bellinzona nord e Roveredo, e tra Lostallo e Nufenen.

Era iniziato quasi in sordina, stamattina, il controesodo dei turisti che hanno trascorso la Pasqua a sud delle Alpi. Verso le 9 ad Airolo si iniziavano a registrare i primi incolonnamenti, che si sono via via allungati nel corso della giornata.

 

17.4.2017, 16:102017-04-17 16:10:35
@laRegione

Permane elevato il pericolo d'incendio di boschi in Ticino

La pioggia e la neve cadute durante il fine settimana pasquale in alcune regioni della Svizzera non hanno ridotto particolarmente il rischio di incendio...

La pioggia e la neve cadute durante il fine settimana pasquale in alcune regioni della Svizzera non hanno ridotto particolarmente il rischio di incendio di boschi. In Ticino non ha piovuto e permane quindi elevato il pericolo d'incendio boschivo. A nord delle Alpi e ad altitudini comprese tra i 1500 e i 1600 metri la Pasqua ha riportato l'inverno: sono caduti tra i 20 e i 30 centimetri di neve fresca, ha riferito all'ats la meteorologa Gabriela Kaufmann di MeteoSvizzera. Ha invece piovuto parecchio a basse quote nell'est e nord-est del paese.

Nonostante ciò, in alcune aree delle Alpi centrali e orientali, ma anche in molte aree dei Grigioni, vi è ancora un pericolo marcato di incendi boschivi (grado 3 su 5). È quanto segnala il sito internet pericoli-naturali.ch della Confederazione. In Ticino e in alcune valli grigionesi il rischio è rimasto invariato per l'intero periodo pasquale ed è tuttora di grado 4. Nella "Sonnenstube" la meteo è infatti stata più mite e soleggiata.

Anche la Svizzera occidentale ha visto il sole: vi sono state solo "tracce di pioggia", ha detto Kaufmann. Il rischio di incendi boschivi è marcato anche nel Giura, in Vallese nonché nei cantoni di Vaud e Basilea.

Se le temperature registrate a Pasqua – secondo Kaufmann – sono ancora nella media stagionale, a breve la situazione è destinata a cambiare: domani i meteorologi si aspettano un'ondata di freddo e neve in parte anche sull'Altipiano. In aprile i fiocchi si presentano circa ogni tre anni, sostiene Srf Meteo.  ATS

17.4.2017, 11:252017-04-17 11:25:20
Chiara Scapozza @laRegione

Cani e gatti trovati morti, nessun obbligo di riconoscimento: non c'è l'accordo coi Comuni, il governo rinuncia al vincolo legale

Il riconoscimento di un cane o un gatto trovati morti non è...

Il riconoscimento di un cane o un gatto trovati morti non è obbligatorio. Ciò che suona piuttosto paradossale, in un paese in cui i cani per legge devono portare un microchip (per i gatti è opzionale, anche se i veterinari lo consigliano).

Ecco perché con diversi atti parlamentari la deputata Patrizia Ramsauer (Lega) ha sollecitato il Cantone ad emanare direttive all'indirizzo dei Comuni che si occupano di raccogliere le carcasse, considerato soprattutto lo stato d'animo del proprietario che smarrisce il proprio animale e non riesce a conoscerne il destino.

Il Cantone ha condiviso gli intenti della parlamentare – così come la Commissione della legislazione – ma si è trovato di fronte alla riluttanza dei Comuni che si occupano dello smaltimento.

Spetta infatti ai servizi comunali raccogliere le carcasse e recapitarle ai Comuni sede dei centri di raccolta (Acquarossa, Faido, Bellinzona, Losone, Lamone e Mendrisio). L'Ufficio del veterinario cantonale, dando seguito a quanto stabilito dal Gran Consiglio, ha chiesto loro “di valutare la possibilità d'introdurre la lettura del microchip per poter risalire al proprietario dell'animale”, incontrandoli per “concordare le modalità operative del possibile servizio d'identificazione e poter in seguito diramare un'informazione a tutti i Comuni”.

Ma “a livello di Municipi, l'accordo non è stato confermato – si legge nel rapporto del Consiglio di Stato all'ultima mozione inoltrata da Ramsauer –: alcuni non hanno risposto, altri hanno avanzato riserve”.

Ritenuto dal governo che la disponibilità dei Comuni sede di centri per il ritiro delle carcasse è “cruciale” per poter procedere all'identificazione, il Consiglio di Stato valuta “non opportuno insistere con un vincolo legale coercitivo”. Il controllo sistematico quindi non può essere garantito.

L'Ufficio del veterinario cantonale si è perciò limitato a una comunicazione ai Comuni “volta a sensibilizzarli verso il fenomeno e a esortarli a contribuire tramite scansione del microchip all'identificazione dei proprietari degli animali rinvenuti sul loro territorio”.