Ticino

Oggi, 15:432017-07-25 15:43:09
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Manno, si rovescia dumper carico di sabbia 

A un semaforo frena bruscamente con il dumper, il mezzo meccanico si ribalta e la sabbia contenuta nella benna si rovescia sulla carreggiata. L'insolito incidente – nel...

A un semaforo frena bruscamente con il dumper, il mezzo meccanico si ribalta e la sabbia contenuta nella benna si rovescia sulla carreggiata. L'insolito incidente – nel quale nessuno è rimasto ferito, ma che ha causato disagi alla circolazione – è avvenuto oggi attorno alle 13.30 sulla strada Cantonale a Manno, in prossimità dei semafori che conducono allo svincolo autostradale. Ne ha riferito 'Rescue Media'.


Oggi, 13:362017-07-25 13:36:35
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Tassazioni alla fonte "errate", Ghisletta (Ps) esige chiarezza

Raffica di domande al Consiglio di Stato sulla "cinquantina di tassazioni errate nell’imposizione alla fonte di dipendenti cantonali". L'...

Raffica di domande al Consiglio di Stato sulla "cinquantina di tassazioni errate nell’imposizione alla fonte di dipendenti cantonali". L'interrogazione è di Raoul Ghisletta. Il granconsigliere del Ps chiede al governo di "fare chiarezza sulle ragioni e le conseguenze degli errori compiuti dal Cantone" in quest'ambito. 

Le domande: quali sono le ragioni di questi errori sistematici? Quanti sono esattamente i casi? Perché i dipendenti imposti alla fonte non sono stati informati prima? In virtù di quale disposizione i dipendenti devono pagare interessi di ritardo? E perché il datore di lavoro che sbaglia il calcolo dell’imposta alla fonte, mettendo in difficoltà finanziarie il proprio dipendente, non deve partecipare alla rifusione del dovuto?


Oggi, 09:012017-07-25 09:01:23
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Una canna che divide

Depenalizzazione della canapa indiana, un dibattito mai chiuso. Se ne torna a parlare in questi giorni, vuoi per l’impatto sul mercato della marijuana senza Thc, vuoi per un atto parlamentare...

Depenalizzazione della canapa indiana, un dibattito mai chiuso. Se ne torna a parlare in questi giorni, vuoi per l’impatto sul mercato della marijuana senza Thc, vuoi per un atto parlamentare ticinese che chiede di sollecitare una sperimen­tazione cantonale più tollerante verso la cosiddetta ‘droga leggera’. Su fronti opposti due deputati del Plr: Galusero e Käppeli.

di Aldo Bertagni e Andrea Manna

Il tema è tornato d’attualità. Iniziamo da Galusero. Lei teme che il Ticino torni ad essere il mercato della canapa, così come in passato quando si vendevano i ‘sacchetti odorosi’. Ma molto è cambiato da allora, o no? La nuova coltivazione di canapa, nel Piano di Magadino, oggi è ‘light’ ovvero sotto l’1 per cento di Thc. Un mercato poco allettante, non crede?
Giorgio Galusero - Io spero che non lo sia, ma ho forti dubbi. Temo piuttosto che torneremo a coltivare la canapa con maggiore grado di tossicità, perché quella che lei cita, la ‘light’, non penso proprio troverà mercato: è solo paglia o fieno. Quest’ultimo è piuttosto l’ennesimo escamotage per arrivare a depenalizzare e liberalizzare l’altra canapa, quella con più alto valore di Thc. Io, figlio di agricoltori, vedo male fra l’altro il Piano di Magadino trasformato in coltivazione di canapa. Vorrei anche sapere come s’intende agire nei confronti di coloro che hanno avuto sussidi pubblici per promuovere i prodotti agricoli ticinesi, vedi i pomodori, e adesso le stesse serre cambiano produzione e si dedicano alla canapa.


Dunque per lei è meglio il pomodoro della canapa light?
Galusero – Ma certo! Esagerando, altrimenti, potrei aggiungere che gli unici prodotti agricoli ticinesi a chilometro zero resteranno solo i ‘cannoni’?


Monocultura agricola ticinese, dunque, è questo il rischio anche secondo lei Käppeli?
Fabio Käppeli – Le mie idee politiche prevedono che lo Stato non vada a mettere il becco nelle attività imprenditoriali ticinesi. Dunque lo Stato non dice cosa si deve o non si deve coltivare. Poi il mercato sa reagire da solo e magari il valore dei pomodori ticinesi non subirà contraccolpi. Preferisco anch’io i prodotti locali e credo proprio che continueranno a esserci. Per quanto ammetto che il boom della canapa light possa sorprendere, date le dimensioni del fenomeno. È comunque un mercato alimentato da chi cerca semplicemente di rilassarsi e non vuolo lo “sballo”. E va a prendere anche una fetta di mercato al crimine organizzato. Oggi, fra l’altro, chi si rivolge al mercato illegale non sa cosa compra. Peraltro è noto, lo dice uno studio bernese, che il 90 per cento della canapa venduta in Svizzera è contaminata da sostanze nocive, come pesticidi. Dunque tutto il mercato della canapa va regolamentato se non altro per una questione di salute pubblica.
Galusero – A proposito di regole. Lo Stato in questi mesi ha esercitato un certo controllo e con quali risultati? La sostanza a basso valore tossicologico, la light appunto, oggi costa di più della canapa diciamo “normale”. Questo dimostra che anche con l’intervento dello Stato la questione non si risolve. Anzi, peggiora.
Käppeli – Non direi che sia peggiorata. Anzi, oggi la light è un prodotto controllato e la gente è disposta a pagare magari di più, piuttosto che acquistare un prodotto illegale senza garanzie sulla qualità dello stesso.


Galusero teme che la canapa light sia l’anticamera della depenalizzazione completa. Lei è d’accordo?
Käppeli – Noi non vogliamo la liberalizzazione completa e quando dico noi intendo i comitati oggi favorevoli alla depenalizzazione della canapa. Ci andrebbe bene anche una regolamentazione che ne accetti il consumo, pur con alcuni limiti e dunque la necessaria severità.
Galusero – Cosa vuol dire severità?
Käppeli – Che lo Stato metta dei paletti, ad esempio sull’età o sulla vendita esclusiva ai soli cittadini qui residenti. Così come si potrebbe limitarne il consumo a determinati ambiti. Oggi esistono modelli più orientati al libero mercato e altri alla salute pubblica. Noi vogliamo mettere al centro della politica sulla canapa non la droga ma l’individuo.
Galusero – E con i minorenni come la mettiamo? Sono il 50 per cento dei consumatori...
Käppeli – Resta il problema, ma lo è anche oggi con la massima repressione. E questo è un dato che mi preoccupa.


C’è un dato che riguarda entrambi perché militanti dello stesso partito, il Plr, che sostiene i tagli alla spesa pubblica. Comunque la si pensi, in questo settore urge una maggiore presenza dello Stato: o per reprimere o per controllare. Come si fa in Ticino? Con quali soldi?
Käppeli – Il consumo di canapa in Svizzera oscilla fra le sessanta e le settanta tonnellate annue. Lo Stato, in questo caso, dovrebbe svolgere il ruolo di arbitro come già capita nel campo dei medicamenti. L’ente pubblico li controlla, li autorizza e questo genera indotto. Le entrate fiscali derivanti da questo commercio potrebbero essere destinate alla prevenzione. Regolamentando il settore della canapa le risorse finanziarie arrivano. Avremmo maggiori risorse da destinare alle forze dell’ordine – perché possano concentrarsi così sulla lotta contro le sostanze più pericolose e contro il narcotraffico – e per fare una prevenzione con la P maiuscola.
Galusero – Per me va bene la situazione attuale. Non cambierei niente. Poi magari mi chiedo come si potrà controllare chi oggi coltiva canapa light, quindi legale, nel Piano di Magadino per evitare che in realtà le stesse piantine contengano il 15 per cento di Thc... Se fosse dipeso da me, non avrei autorizzato neanche la light.
Käppeli – Scusa Giorgio, a te va bene la regolamentazione attuale. A me no. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la Svizzera è il secondo Paese al mondo per il consumo di canapa...
Galusero – Allora aumentiamo le possibilità?


Resta il punto che ogni legge per essere credibile deve essere applicata. Oggi reprimere il consumo così come si dovrebbe è di fatto impossibile. Si riempirebbero le galere... Non sarebbe dunque il caso di ripensarla?
Galusero – Secondo me no. Anche perché restano aperte non poche domande. Cosa si fa di fronte a un automobilista “sballato”? La sostanza stupefacente resta nel sangue assai più a lungo dell’alcol, per dire. Ecco perché dico: meglio restare dove siamo. Certo, oggi c’è un gran consumo, ma a mio avviso il divieto resta un deterrente importante.
Käppeli – Te lo dico da giovane. A Bellinzona, dopo le dieci di sera, riesci a trovare qualsiasi tipo di droga.
Galusero – Beh, il presidente dei Giovani liberali ticinesi è sulla mia posizione.


Si potrebbe anche dire che mantenendo un limite, il divieto, si continua a problematizzare una sostanza comunque da prendere con le molle, soprattutto là dove viene banalizzata come la realtà giovanile.
Galusero – Senza dimenticare che c’è uno studio, dell’Università di Losanna, che collega il consumo di canapa con la schizofrenia.
Käppeli – Beh, la canapa viene anche usata come medicamento, mentre invece quella contaminata è decisamente nociva. E, a proposito della banalizzazione. Quando Giorgio dice che gli va bene la situazione attuale, è proprio lui che fa di tutto tranne che affrontare il problema. Ci si comporta come gli struzzi. Lo ripeto. Le entrate fiscali date dalla vendita potrebbero essere fondamentali per potenziare la prevenzione. Oggi la politica dei quattro pilastri [la strategia federale per la lotta contro la droga, ndr] è decisamente sbilanciata a favore della repressione. In questo modo viene meno il contatto con chi abusa o ha un consumo problematico. È più difficile.
Galusero – Ma se il consumo diventa libero... Cosa dici ai giovani, a un ragazzo di quindici anni? E a proposito delle entrate fiscali dalla vendita di droga: se lo Stato deve stare in piedi per questi soldi... L’ho già sentita per il gioco d’azzardo.
Käppeli – Volevo rispondere sulla circolazione stradale. Non è un problema perché quando si guida si deve essere abili e idonei. Vale per tutti i consumi, farmaci come alcol.


Käppeli, lei prima ha sostenuto che le andrebbe bene anche una regolamentazione: non si rischia comunque di banalizzare il consumo di canapa e di favorire, seppur indirettamente, l’abuso?
Käppeli – Anche con il consumo di alcol ci sono abusi e non mi sembra proprio che lo Stato stia a guardare. Fissa dei paletti e promuove campagne di sensibilizzazione. Rientra poi fra i compiti di un genitore spiegare chiaramente al proprio figlio che ci sono sostanze le quali, sebbene lecite, non sono innocue. È dai tempi di Paracelso che la scienza dice che a essere velenosa è la dose, non la sostanza. È del resto un aspetto su cui si basano anche i principi di una alimentazione sana.


Galusero, non sarebbe meglio puntare sulla riduzione del danno?
Galusero – Secondo me il danno sarebbe maggiore depenalizzando il consumo della canapa, perché non vi sarebbe più, come ho detto prima, alcun deterrente. Non nascondiamoci dietro a un dito: chi passa alla cocaina e all’eroina solitamente è passato prima dalla canapa.
Käppeli – Oggi però una persona che vuole fare uso di canapa deve rivolgersi al mercato nero. Prima o poi lo spacciatore avrà tutto l’interesse a vendergli qualcosa di più forte e quindi di più pericoloso. E di più redditizio, per il fornitore.
Galusero – Non è vero. Chi vende canapa, non vende cocaina.
Käppeli – Ad ogni modo a livello internazionale la tendenza è verso la regolamentazione del consumo della canapa. In Italia, per esempio, è tema di discussione. E lo stesso avviene nel nostro Paese.
Galusero – In tempi recenti (nel 2008, ndr) il popolo svizzero però ha detto no.


Cannabis da regolamentare, propongono in Ticino un’interrogazione parlamentare e una mozione al Consiglio di Stato, delle quali lei, Käppeli, è rispettivamente primo firmatario e firmatario. Non sarebbe stato meglio indirizzare questa richiesta alla Confederazione?
Käppeli – Con l’interrogazione chiediamo al governo ticinese cosa ne pensa fra l’altro di una regolamentazione. L’atto parlamentare, peraltro, è pendente dall’ottobre 2016. Dallo scorso maggio è pure pendente una mozione il cui primo firmatario è Carlo Lepori (deputato socialista, ndr): è stata inoltrata allo scopo di avviare una sperimentazione in Ticino, previa autorizzazione, ovviamente, dell’Ufficio federale di sanità pubblica. Ci interessa verificare, con criteri scientifici e su un periodo di tre, cinque anni, se sia meglio il sistema attuale o se non valga la pena tentare qualcosa di nuovo. Non siamo comunque gli unici a chiedere un progetto pilota di regolamentazione della canapa. A Ginevra per esempio si vorrebbero sperimentare i cannabis social club. E anche a Ginevra si è in attesa dell’autorizzazione.
Galusero – Sperimentazione? Non ci penso nemmeno.

 

La legalizzazione non porta più consumi, la marijuana nuoce meno dell’alcol, ma i rischi restano. Domande e dubbi mai completamente risolti e che continuano a generare pareri diversi. Alcuni dati per non far di tutta l’erba un fascio.

di Lorenzo Erroi
Insieme alle controversie suscitate dalla vendita di cannabis “light,” si torna a discutere la legalizzazione della sua sorella maggiore: la marijuana vera e propria. Le domande sono tante, le risposte non sempre facili, e i pregiudizi ben radicati. Ecco alcune informazioni utili.


Legalizzare aumenta il consumo?
Il più delle volte, no. Un sondaggio fra 37mila studenti dello Stato di Washington, dove la marijuana è legale dal 2012, documenta un tasso invariato di consumatori. Stessa storia in Colorado, dove il tasso di consumatori è passato dal 25% del 2009 al 21% del 2016, 4 anni dopo la legalizzazione. In Europa, il Portogallo ha decriminalizzato 17 anni fa il consumo di qualsiasi droga. Secondo l’Osservatorio europeo delle droghe e delle dipendenze, a sei anni dalla decriminalizzazione il consumo era rimasto sostanzialmente stabile. Anche oggi il consumo abituale in Portogallo interessa il 2,7 per cento della popolazione, sotto alla media europea (6,2%). La conclusione: “Non si osserva alcuna semplice correlazione fra cambi nella legge e consumo di cannabis”. Storicamente più elevato il consumo abituale nei Paesi Bassi, antesignani della legalizzazione e alle prese in passato con il “turismo dell’erba”. I consumatori che nel 2014 avevano fumato almeno una canna erano l’8,7%. Ma anche questo dato è in calo costante e inferiore a quello di Paesi più proibizionisti, come l’Italia (9%) e la Francia (11,1 per cento).


Quanto fa male la marijuana?
Molto meno di alcol e tabacco. Science Reports, rivista scientifica del gruppo Nature, nel 2015 ha valutato il tasso di mortalità legato alla marijuana. Il metodo: confrontare le dosi letali di ogni sostanza con quelle normalmente assunte da chi ne fa uso. Risultato: la marijuana risulta 114 volte meno mortale dell’alcol ed è l’unica fra le sostanze esaminate classificata come “a basso rischio di mortalità”. Ciò non toglie che la marijuana presenti seri rischi: intanto perché molti la consumano insieme al tabacco, danneggiando vie respiratorie e sistema cardiovascolare, e poi perché può aggravare problemi preesistenti di salute mentale (depressione, disturbi d’ansia, disturbi della personalità).
Un altro rischio viene dalla scarsa igiene della cannabis: l’analisi di 150 campioni sequestrati nel 2015, effettuata dall’Università di Berna, ha riscontrato nel 91% dei casi presenza di diluenti, pesticidi, metalli pesanti, sostanze da taglio, muffe, funghi e batteri.


Crea dipendenza?
A volte. La valutazione è difficile, un po’ per la “clandestinità” del consumo, un po’ perché non c’è un accordo chiaro sul concetto di dipendenza, caratterizzata da fattori fisici e psicologici difficilmente districabili. Il governo Usa ritiene che 1 consumatore su 10 sviluppi una forma di dipendenza, sebbene in generale i sintomi di un’eventuale astinenza risultino molto più lievi di quelli causati dalle droghe “pesanti.”


Una droga ‘di passaggio’?
Non è chiaro. Da un lato, la maggior parte dei consumatori di eroina ha effettivamente iniziato sperimentando la marijuana. Ricerche su cavie mostrano che la cannabis riduce la sensibilità dei recettori di dopamina, rendendo più probabile la ricerca e l’abuso di altre sostanze. D’altra parte il Dipartimento della sanità Usa, che ha effettuato la ricerca, aggiunge: “La maggior parte di chi consuma marijuana non consuma poi sostanze più ‘pesanti’. Il fenomeno della sensibilizzazione incrociata non interessa solo la marijuana”, ma vale anche per alcol e nicotina. Ci sono fattori più decisivi , quali il contesto sociale, predisposizioni genetiche e la disponibilità di altre droghe sullo stesso mercato illegale.


Adesso c’è più Thc di una volta?
Sì. Non esiste un dato universale; tuttavia la Confederazione rileva che “mentre negli anni Sessanta i prodotti della canapa contenevano meno del 3% di principio psicoattivo (tetraidrocannabinolo-Thc), oggi il suo tenore si aggira perlopiù tra il 10 e il 20%”. I sostenitori della legalizzazione notano che essa permetterebbe di produrre e consumare anche varietà più leggere. Uno studio americano mostra poi che i consumatori adattano le quantità utilizzate alla potenza.


Cosa succede al volante?
Guidare ‘stoni’ costituisce un pericolo. Ma mentre è relativamente facile capire quanto alcol è troppo per guidare, lo stesso non si può dire per la cannabis, i cui effetti sono legati a differenti processi metabolici. E, mentre i controlli permettono di riscontrare il consumo anche diverse settimane prima del test, c’è un dibattito aperto sui valori-soglia oltre i quali la guida risulta compromessa. In Svizzera, il valore-soglia è di 1,5 microgrammi di Thc per litro di sangue.


Cos’è la marijuana light?
È marijuana legale, contenente meno dell’1% di Thc. L’unico principio attivo rimanente è il cannabidiolo. Non si tratta di una sostanza psicoattiva: i suoi effetti sono blandamente calmanti, fra questi si menzionano spesso proprietà antiossidanti, anticonvulsivanti e ansiolitiche, ma mancano studi definitivi in materia.


Come siamo messi in Svizzera?
Secondo un sondaggio dell’Ufficio federale della sanità pubblica (2017), il 5,4% degli svizzeri ha consumato cannabis almeno una volta nei sei mesi precedenti. Fra gli 11mila intervistati il consumo risulta un fenomeno principalmente giovanile. Gli uomini sono i maggiori consumatori (7,6%; donne: 3,4%). Un fumatore recente di marijuana su cinque fa un “consumo problematico”. Un numero di persone ben inferiore rispetto a quello di chi abusa di alcol (250-300mila svizzeri). I consumatori problematici sono soprattutto uomini, nella fascia fra i 15 e i 34 anni, spesso tabagisti e inclini all’abuso di alcol. La Confederazione precisa che “ad oggi non esiste nella scienza e nella prassi una definizione universalmente valida di cosa si debba considerare consumo problematico di cannabis”. Di norma si usa un test che valuta la perdita di inibizioni, la “mancata soddisfazione delle aspettative sociali”, problemi di memoria e concentrazione, difficoltà a scuola o sul lavoro. La percentuale dei consumatori è stabile rispetto al passato.

Oggi, 06:002017-07-25 06:00:00
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Galusero-Käppeli: divisi da una canna

Il tema è tornato d’attualità. Iniziamo da Galusero. Lei teme che il Ticino torni ad essere il mercato della canapa, così come in passato quando si vendevano i ‘sacchetti...


Il tema è tornato d’attualità. Iniziamo da Galusero. Lei teme che il Ticino torni ad essere il mercato della canapa, così come in passato quando si vendevano i ‘sacchetti odorosi’. Ma molto è cambiato da allora, o no? La nuova coltivazione di canapa, nel Piano di Magadino, oggi è ‘light’ ovvero sotto l’1 per cento di Thc. Un mercato poco allettante, non crede?
Giorgio Galusero - Io spero che non lo sia, ma ho forti dubbi. Temo piuttosto che torneremo a coltivare la canapa con maggiore grado di tossicità, perché quella che lei cita, la ‘light’, non penso proprio troverà mercato: è solo paglia o fieno. Quest’ultimo è piuttosto l’ennesimo escamotage per arrivare a depenalizzare e liberalizzare l’altra canapa, quella con più alto valore di Thc. Io, figlio di...

Ieri, 10:172017-07-24 10:17:40
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Viva la pappa col pomodoro!

Un bel piatto di pasta al sugo di pomodoro nostrano? Per tutti gli amanti del genere, è il momento giusto. Lo annuncia Tior di Cadenazzo, l'associazione ortofrutticola ticinese, che segnala...

Un bel piatto di pasta al sugo di pomodoro nostrano? Per tutti gli amanti del genere, è il momento giusto. Lo annuncia Tior di Cadenazzo, l'associazione ortofrutticola ticinese, che segnala un'abbondante raccolta del pomodoro "peretto” durante le prime due settimane del mese con una vera e propria eccedenza di produzione. Nel deposito di Cadenazzo, prosegue una nota, vi sono circa 10 tonnellate del gustoso prodotto che può essere acquistato dal consumatore direttamente alla Tior di Cadenazzo (nonché alla sede di Stabio) per poco più di 1 franco al chilo. La spesa, si aggiunge, può anche essere fatta su www.portoacasa.ch o telefonando agli uffici dell'associazione. La promozione andrà avanti sino all'esaurimento delle scorte. Detta altrimenti, è il momento giusto per mettersi in cucina e preparare la salsa per tutto il prossimo inverno.

Ieri, 09:182017-07-24 09:18:21
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Tuffi mozzafiato a Ponte Brolla

Nel fine settimana ha avuto luogo il campionato europeo di tuffi da grande altezze. I migliori atleti europei della specialità si sono esibiti in tuffi mozzafiato e in acrobazie volanti...

Nel fine settimana ha avuto luogo il campionato europeo di tuffi da grande altezze. I migliori atleti europei della specialità si sono esibiti in tuffi mozzafiato e in acrobazie volanti. La gara ha visto in gioco sia uomini che donne, suddivisi in varie categorie.

Cliff Diving, questo il nome della spettacolare attività, vuole essere sinonimo di prestazione perfetta, forza e libertà. Di seguito una selezione di immagini spettacolari

Ieri, 06:102017-07-24 06:10:00
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In bici, con la testa (e non solo il casco)

Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala. Al proverbio andrebbe aggiunto che anche in sella esistono delle norme di comportamento. Le regole per i ciclisti, ricorda il...

Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala. Al proverbio andrebbe aggiunto che anche in sella esistono delle norme di comportamento. Le regole per i ciclisti, ricorda il portavoce del Touring club svizzero (Tcs) Renato Gazzola, «ci sono e devono essere rispettate».
Alcuni esempi? «Segnalare la direzione e non circolare sul marciapiede. Se è presente la ciclopista va utilizzata. Sulla strada bisogna sempre rimanere sulla destra della colonna delle auto, superandola, se è il caso, con circospezione ed evitando di fare lo slalom tra i veicoli, rispettando ovviamente i semafori. Sono tutte norme elementari – continua Gazzola – che devono seguire anche i ciclisti. Non è perché sono in sella a una bicicletta che posso fare tutto quello che voglio». Un altro esempio sono i passaggi pedonali....

23.7.2017, 18:132017-07-23 18:13:41
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Luganighetta o cervelas? Divisi alla griglia

Il barbecue è uno dei passatempi estivi preferiti dagli svizzeri. Lo si intuisce, durante il weekend, dalle ondate di aromi vari che avvolgono dopo una certa ora i...

Il barbecue è uno dei passatempi estivi preferiti dagli svizzeri. Lo si intuisce, durante il weekend, dalle ondate di aromi vari che avvolgono dopo una certa ora i quartieri cittadini, come i paesi delle valli e della pianura. Coop ha analizzato le abitudini in fatto di grigliate, rilevando delle differenze a livello regionale. Anche in questo campo le differenze non mancano, come ci dice lo studio elaborato lo scorso maggio dalla catena di distribuzione in collaborazione con ‘Innofact’ e che ha coinvolto oltre 1'100 persone. Intanto va detto che non in tutte le regioni si griglia con la stessa frequenza. Detiene il podio la Svizzera tedesca con ben 22 giorni di grigliate estive, precisa un co,comunicato Coop. Segue con un distacco minimo la Svizzera romanda, dove si griglia per 21 giorni, ovviamente sempre nella besta stagione. Mentre nel Cantone baciato dal sole la media si riduce a 13 giorni. Nella Svizzera tedesca e romanda si registra una vera passione per il grill: in entrambe le regioni il 63 per cento degli intervistati ha affermato di accendere la griglia almeno una volta alla settimana. In Ticino la media scende al 43 per cento. Mentre gli svizzeri tedeschi preferiscono il grill a gas, in Romandia e Ticino non c'è niente di meglio della versione a carbonella. La versione a gas viene utilizzata come grill principale dal 49 per cento degli intervistati nella regione di lingua tedesca. In Romandia la cifra si riduce al 29 per cento, giungendo al 26 per cento in Ticino. La situazione cambia nel caso del grill a carbonella: il 38 per cento degli intervistati in Svizzera romanda e il 43 per cento in Ticino la preferisce di gran lunga. Il grill da tavolo piace ai ticinesi (21%) che lo utilizzano come grill principale. Ma cosa finisce nel piatto? Se nella Svizzera tedesca i cervelas ripieni di formaggio e i bratwurst vanno alla grande, in Ticino non si può fare a meno delle luganighette. In Romandia si preferiscono invece gli spiedini. La carne di manzo e il pollame mette tutti d'accordo, abbinata a una vera passione per l'agnello e il pesce nella Romandia. I crostacei alla griglia sono molto amati anche nella Svizzera tedesca e francese. In Ticino l'insalata di polpo e quella di frutti di mare sono contorni molto apprezzati per le grigliate.

21.7.2017, 17:522017-07-21 17:52:51
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Un corno e una lettera aperta a Doris Leuthard: “La Posta non può fare quello che vuole”

Il prossimo primo d'agosto, quando a Lugano terrà il suo discorso per la Festa nazionale, Doris Leuthard riceverà...

Il prossimo primo d'agosto, quando a Lugano terrà il suo discorso per la Festa nazionale, Doris Leuthard riceverà in dono un piccolo corno svizzero, “che come la Posta è un valore nazionale e che vuole simbolicamente richiamare il Consiglio federale, il Parlamento e la Posta stessa a prestare finalmente attenzione al volere della popolazione”.

Nel frattempo alla presidente della Confederazione è stata indirizzata una lettera. A firmarla è il comitato “Uniti in difesa del servizio postale”, rappresentato da Marco Forte, Ivo Durisch e Graziano Pestoni. Tema, manco a dirlo, la chiusura ventilata degli uffici postali in Ticino che entro il 2020 dovrebbero scendere da 109 a 48.

“La Posta parla di trasformazione ma i punti di accesso proposti, oltre a peggiorare il servizio offerto, creano dumping salariale: un problema che nella nostra regione è purtroppo molto diffuso”, si ricorda nella lettera.

Una questione di merito, di metodo e in definitiva di democrazia, come evidenziato da un recente voto del Consiglio nazionale: “Il nostro Cantone è promotore di un’iniziativa, sostenuta dal Canton Vallese e dai Grigioni che chiede di istituire una vera possibilità di ricorso dei comuni e della popolazione. Questa modifica della legge è di fondamentale importanza per rendere finalmente democratico il processo di chiusura di un ufficio postale. Oggi la Posta non dialoga con i Comuni ma impone le proprie decisioni e a nulla servono le migliaia di firme che la popolazione continua a raccogliere contro queste chiusure”.

Insomma, un'azienda come la Posta non può fare ciò che vuole, ma tenere conto “dei segnali inequivocabili che giungono dal Consiglio nazionale, dai comuni, popolazione e sindacati. Per questo motivo ci appelliamo a lei affinché Il Consiglio federale sospenda la chiusura degli uffici postali fino a quando la Posta non abbia presentato un progetto chiaro sulla futura rete degli uffici postali, in maniera trasparente e nel rispetto della volontà della popolazione”.


21.7.2017, 17:242017-07-21 17:24:53
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Radar, ecco i controlli (possibili) della prossima settimana

Polizia cantonale e polizie comunali hanno appena reso pubblica la lista dei controlli di velocità che verranno fatti nella settimana dal 24 al 30...

Polizia cantonale e polizie comunali hanno appena reso pubblica la lista dei controlli di velocità che verranno fatti nella settimana dal 24 al 30 luglio su tutto il territorio cantonale. Attenzione, nella lista non vengono inseriti i rilevamenti con auto civetta e i controlli con pistola laser, oltre ai controlli mobili in autostrada. Inoltre la Polizia cantonale prevede comunque la possibilità di ulteriori controlli straordinari non annunciati. Insomma, meglio rispettare i limiti di velocità.

Ecco la lista:

Distretto di Blenio

Acquacalda
Camperio
Campra
Olivone

Distretto di Leventina

Chiggiogna
Faido
Airolo
Bodio
Giornico
Lavorgo

Distretto di Riviera

Cresciano

Distretto di Bellinzona

Arbedo
Claro

Distretto di Locarno

Locarno
Gordola
Vogorno
Ascona
Losone
Cugnasco
Corcapolo
Brissago
Ronco sopra Ascona

Distretto di Lugano

Melide
Paradiso
Bioggio
Gravesano
Manno
Bedano
Taverne
Bironico
Rivera
Lugano

21.7.2017, 16:292017-07-21 16:29:23
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Traffico e code, dal Gottardo a Brogeda

Giornata difficile oggi sull'autostrada A2. Fra l'area di servizio e la dogana di Brogeda, in direzione Sud, poco fa si segnalava un'unica coda, con tempi d'attesa lunghi. Un...

Giornata difficile oggi sull'autostrada A2. Fra l'area di servizio e la dogana di Brogeda, in direzione Sud, poco fa si segnalava un'unica coda, con tempi d'attesa lunghi. Un tamponamento sul ponte-diga a portato alla chiusura temporanea della galleria Grancia-Melide, in direzione Sud, da poco riaperta. 

In zona Gottardo, si segnalano 3 km di coda al portale Sud, con l'entrata di Airolo chiusa. Situazione peggiore a Nord, con 10 km di coda fra Erstfeld e Göschenen, e tempi d'attesa prossimi alle due ore. 

21.7.2017, 16:182017-07-21 16:18:36
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Luganese scippato a Sanremo, sottratti gioielli per 400 mila euro

È costata cara la pausa bagno e caffè a un rappresentante orafo residente a Lugano, ieri sera a Sanremo. L'uomo, un israeliano di 32 anni,...

È costata cara la pausa bagno e caffè a un rappresentante orafo residente a Lugano, ieri sera a Sanremo. L'uomo, un israeliano di 32 anni, impiegato per una ditta di Ginevra, è stato scippato  di un borsello contenente quattro orologi, un diamante e duemila euro in contanti per un valore complessivo di circa 400mila euro.

Il colpo è stato messo a segno nei pressi di un bar di corso Imperatrice, a pochi passi dal Casinò. Stando a quanto finora ricostruito, l'uomo, che si trovava di passaggio nella città dei Fiori, era diretto a una mostra orafa di Torino. A Sanremo ha posteggiato per andare al bar, prendere un caffè e utilizzare il bagno. Una volta uscito si è avvicinato un uomo che gli ha sfilato con mossa fulminea la borsa.

Le telecamere mostrano la vittima sorpresa e incapace di reagire. Il bottino sarebbe composto da tre orologi Rolex, tra cui un Daytona del valore di 250mila euro e un altro da 40mila euro e un Philippe Patek unico nel suo genere. Gioielli che avrebbero dovuto essere esposti alla mostra. Indagini sono in corso da parte della polizia per risalire al colpevole.

21.7.2017, 15:222017-07-21 15:22:21
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Appello a Doris Leuthard: 'Il Consiglio federale deve sospendere la chiusura degli uffici postali'

È con una lettera aperta che il comitato 'Uniti in difesa del servizio postale' – che da diverso tempo si...

È con una lettera aperta che il comitato 'Uniti in difesa del servizio postale' – che da diverso tempo si sta battendo per difendere il servizio pubblico e postale, per mantenere i posti di lavoro e garantire buone condizioni di lavoro – rivolge alla presidente della Confederazione Doris Leuthard. 

“Come sa – si legge nella missiva –, la Posta ha recentemente annunciato che intende quasi dimezzare il numero degli uffici postali nella nostra regione, passando dai 109 attuali a 48 entro il 2020. La Posta parla di trasformazione ma i punti di accesso proposti, oltre a peggiorare il servizio offerto, creano dumping salariale: un problema che nella nostra regione è purtroppo molto diffuso”. Il Ticino è promotore di un'iniziativa, sostenuta da Vallese e Grigioni, “che chiede di istituire una vera possibilità di ricorso dei comuni e della popolazione. Questa modifica della legge è di fondamentale importanza per rendere finalmente democratico il processo di chiusura di un ufficio postale. Oggi la Posta non dialoga con i Comuni ma impone le proprie decisioni e a nulla servono le migliaia di firme che la popolazione continua a raccogliere contro queste chiusure”. Anche il Consiglio nazionale si è espresso chiaramente per mettere un freno al progetto di riorganizzazione della rete degli uffici postali, lo scorso 30 maggio 2017 ha infatti approvato una mozione che chiede di rivedere i criteri di raggiungibilità degli uffici postali. “È nostra convinzione che un’azienda che appartiene alla Confederazione debba tenere conto dei segnali inequivocabili che giungono dal Consiglio nazionale, dai comuni, popolazione e sindacati”. Per questo, “ci appelliamo a lei affinché il Consiglio federale sospenda la chiusura degli uffici postali fino a quando la Posta non abbia presentato un progetto chiaro sulla futura rete degli uffici postali, in maniera trasparente e nel rispetto della volontà della popolazione”. Richieste che sono state formulate anche nella mozione 'Chiusura degli uffici postali. Moratoria' della consigliera nazionale Susanne Leutenegger Oberholzer.

Il 1° agosto Leuthard terrà un discorso commemorativo a Lugano. “Una nostra delegazione avrebbe piacere di poterle consegnare un 'piccolo corno svizzero' che come la Posta è un valore nazionale e che vuole simbolicamente richiamare il Consiglio federale, il Parlamento e la Posta stessa a prestare finalmente attenzione al volere della popolazione”. 

21.7.2017, 13:142017-07-21 13:14:08
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Nel week end è meglio non dimenticare l'ombrello

È una situazione di aria variamente umida e instabile quella che caratterizzerà la regione alpina nel finesettimana. Il bollettino di MeteoSvizzera prevede per oggi...

È una situazione di aria variamente umida e instabile quella che caratterizzerà la regione alpina nel finesettimana. Il bollettino di MeteoSvizzera prevede per oggi intervalli soleggiati alternati a nuvolosità più estesa. Nel pomeriggio e in serata qualche rovescio o temporale sparso, in particolare in montagna. Temperature massime sui 28 gradi, nell'Alta Engadina 19. Domani, sabato, sarà abbastanza soleggiato. Nella seconda metà della giornata di nuovo qualche rovescio o temporale isolato, più probabile in montagna. Temperatura minima 19 gradi, massima 29, nell'Alta Engadina 22. Situazione analoga domenica: le previsioni indicano una giornata abbastanza soleggiata. Nel pomeriggio sviluppo di cumuli e in seguito qualche rovescio o temporale, più probabile in montagna. La temperatura sarà di 29 gradi.

20.7.2017, 18:442017-07-20 18:44:12
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Violenta e sequestra la ex, arrestato un uomo del Bellinzonese. Ma lui nega tutto. 

Violenza carnale e sequestro persona. Queste le accuse a carico di un 30enne del Bellinzonese, arrestato nella notte fra...

Violenza carnale e sequestro persona. Queste le accuse a carico di un 30enne del Bellinzonese, arrestato nella notte fra venerdì e sabato dopo che avrebbe stuprato e rinchiuso in casa la sua ex compagna. Lo ha anticipato la Rsi.

I due avevano passato una serata insieme alla Rotonda di Gordola, per spostarsi nell'appartamento di lui nella zona di Bellinzona. Qui, complice l'alcol consumato, l'uomo avrebbe abusato la ex convivente, impedendole poi di lasciare l'appartamento. La donna è però riuscita a chiamare la polizia. 

Dopo il fermo dell'uomo, la giudice dei procedimenti coercitivi, Claudia Solcà, ha disposto la sua carcerazione preventiva per le prossime 5 settimane. Il 30enne si professa però innocente, il rapporto sessuale a suo dire sarebbe stato consenziente. L'inchiesta con cui provare a fare luce sui fatti è affidata al procuratore pubblico Arturo Garzoni.

20.7.2017, 17:162017-07-20 17:16:08
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Medico, neurochirurgo e politi...

Medico, neurochirurgo e politico, primo e unico eletto della Lega dei ticinesi al Consiglio degli Stati (nel 1991), è morto oggi dopo lunga malattia Giorgio Morniroli. Lo anticipa la Rsi.

Medico, neurochirurgo e politico, primo e unico eletto della Lega dei ticinesi al Consiglio degli Stati (nel 1991), è morto oggi dopo lunga malattia Giorgio Morniroli. Lo anticipa la Rsi.

20.7.2017, 06:502017-07-20 06:50:00
Andrea Manna e Paolo Ascierto

Se il Sole sbuffa, occhi ticinesi sulla tempesta geomagnetica

Quando alla Specola solare di Locarno-Monti lo hanno osservato per la prima volta – era giovedì 6 luglio – gli hanno attribuito il numero 56: il...

Quando alla Specola solare di Locarno-Monti lo hanno osservato per la prima volta – era giovedì 6 luglio – gli hanno attribuito il numero 56: il cinquantaseiesimo gruppo di macchie rilevato dall’inizio dell’anno sulla superficie della nostra stella dai ricercatori dell’osservatòrio astronomico ticinese. Un gruppo di ‘punti’ neri, di macchie, di cui una particolarmente grande. Al ‘56’ era associata la tempesta geomagnetica al centro della... tempesta mediatica di questi giorni. «Il fenomeno, tutt’altro che raro, è stato un po’ enfatizzato: com’era prevedibile, alle alte latitudini della Terra ci sono state, da quello che hanno riferito i media, aurore e qualche problema nelle comunicazioni, ma non è accaduto nulla di stravolgente», dice alla ‘Regione’ Marco Cagnotti, direttore della...

19.7.2017, 06:102017-07-19 06:10:00
Paolo Ascierto @laRegione

Più maggiolini? Sì, ma nessuna invasione

Se ne saranno accorti in molti. Magari posando i piedi nudi sul prato, soprattutto tra Locarnese e Riviera nelle serate di questi primi mesi d’estate: il numero di...

Se ne saranno accorti in molti. Magari posando i piedi nudi sul prato, soprattutto tra Locarnese e Riviera nelle serate di questi primi mesi d’estate: il numero di maggiolini è ben superiore rispetto agli ultimi anni. Un’invasione? Non proprio. «Si tratta – spiega alla ‘Regione’ il responsabile Servizio fitosanitario del Cantone Luigi Colombi – del volo bernese del Melolontha melolontha, il maggiolino tradizionale». Un volo degli esemplari adulti «che ogni tre anni va dal Piano di Magadino fino a Biasca». E che solitamente, continua Colombi, «è quello che dà più problemi», visto che interessa una zona agricola con piante di cui gli insetti sono ghiotti. Niente paura però. Anche perché per i graziosi animaletti a sei zampe il 2017 può oramai considerarsi finito

18.7.2017, 09:202017-07-18 09:20:38
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Lingua italiana, cultura e peculiarità del territorio, il Cantone attribuisce 8 borse di ricerca

Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (Decs) apre il concorso biennale per l'...

Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (Decs) apre il concorso biennale per l'attribuzione di un massimo di 8 borse di ricerca, con l’obiettivo di valorizzare l’opera di ricercatori esordienti e ricercatori avanzati che affrontano temi di ricerca che hanno attinenza con la lingua italiana, la cultura o le peculiarità del nostro territorio. Con questa azione mirata e ricorrente il Cantone intende concedere un'opportunità concreta a studiosi giovani e meno giovani di profilarsi e consolidarsi e raccogliere una serie di documenti e ricerche che siano in grado di rafforzare la memoria storica, la visibilità e l'identità culturale del nostro territorio.

La prima edizione del concorso risale al biennio 1983-85 e da allora sono state assegnate più di 150 borse. Nelle ultime 5 edizioni del concorso sono state assegnate 65 borse di ricerca per un ammontare complessivo di oltre 4,5 milioni di franchi.

Tutte le informazioni e il bando di concorso su www.ti.ch/dcsu

18.7.2017, 06:202017-07-18 06:20:00
Andrea Manna @laRegione

Argo 1, approfondimenti sulla richiesta di Blotti

È sotto la lente del consulente giuridico del Gran Consiglio Tiziano Veronelli la richiesta avanzata dall’ex responsabile – in seno al Dipartimento sanità e...

È sotto la lente del consulente giuridico del Gran Consiglio Tiziano Veronelli la richiesta avanzata dall’ex responsabile – in seno al Dipartimento sanità e socialità (Dss) – della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie Claudio Blotti di accedere alla documentazione raccolta e prodotta dalla sottocommissione parlamentare ‘Vigilanza’ in relazione all’affaire Argo 1, la ditta di sicurezza alla quale il Dss aveva affidato tramite mandato diretto la sorveglianza di centri per asilanti dall’estate del 2014 al gennaio del 2017. A Veronelli, ma anche al segretario generale del parlamento Gionata Buzzini, si è rivolta la commissione della Gestione, al cui interno era stata istituita la ‘Vigilanza’, dopo aver ricevuto nelle scorse settimane la domanda di Blotti, assistito dall’avvocato...