Svizzera

21.8.2017, 14:332017-08-21 14:33:00
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Il presidente del Ppd svizzero Pfister: 'Voglio un partito social-borghese'

Più collaborazione con Ps e Udc, maggiore distanza dal Plr, con un programma “social-borghese”: questo l’obiettivo del presidente del...

Più collaborazione con Ps e Udc, maggiore distanza dal Plr, con un programma “social-borghese”: questo l’obiettivo del presidente del Ppd Gerhard Pfister, che sabato presenterà all’assemblea dei delegati il suo primo grande progetto, denominato 'PPD 2025'. Il 54enne consigliere nazionale di Zugo, in carica quale presidente del partito dall’aprile 2016, illustra le sue visioni in una intervista a piena pagina pubblicata oggi dai quotidiani 'Tages-Anzeiger' e 'Der Bund'.

Gran parte del programma 'Ppd 2025', una sorta di 'roadmap' per il prossimo futuro, consiste principalmente in adeguamenti organizzativi e in una maggiore professionalizzazione del partito, giudicato ancora strutturato in modo troppo “federalistico” rispetto alle altre formazioni di governo.

Pfister vuole però dare nuovi impulsi anche dal punto di vista programmatico per rilanciare il partito, da anni in costante perdita di consensi elettorali. All’obiezione dell’intervistatore secondo il quale con lui al vertice “il partito appare conservatore come non mai”, il presidente risponde: “Non faccia l’errore di giudicare l’intero partito dal mio profilo” personale: “Il Ppd ha diverse correnti”. A suo avviso, tuttavia, il posizionamento “social-liberale” datogli nel 2004 dall’allora presidente Doris Leuthard “non ha mai veramente attecchito nella base”, forse anche per il fatto che la Leuthard poco dopo (il 14 giugno 2006) è stata eletta nel Consiglio federale. Oggi – afferma Pfister – “il Ppd deve optare per una politica social-borghese (bürgerlich-sozial)”.

“Su talune questioni – spiega – stiamo con il Ps, dove ha senso, attualmente sulla riforma delle pensioni. E su altre questioni lavoriamo con l’Udc, quelle di politica economica in particolare”. “La cosa principale – aggiunge – è: elaboriamo le nostre posizioni presto e in modo autonomo, e a queste ci atteniamo”.

Pfister vuole distanziare il suo partito soprattutto dal Plr. Perché, visto che è il partito con cui ha più cose in comune?, gli chiede il giornalista. La risposta: “Al Ppd viene rimproverato di non sapere che posizione ha, a volte a ragione. Se vogliamo cambiare, dobbiamo evidenziare maggiormente le differenze con gli altri partiti. Il Plr ha già cominciato a farlo alcuni anni fa”, monopolizzando la parola “liberale” ripetuta come per un “lavaggio del cervello”. Ma questo “ha giovato per commercializzare il partito”.

A suo avviso, le differenze con il Plr non sono soltanto di 'Weltanschauung': “Noi rappresentiamo un’economia di mercato sociale, il Plr meno. E siamo il solo partito che accoppia la libertà con la solidarietà”. Pfister rifiuta di essere definito “il becchino della svolta borghese” che pure aveva caldeggiato dopo la vittoria della destra alle elezioni nazionali del 2015: “Non sono io il problema. Non può essere che un partito stabilisca che cosa è borghese e che cosa no. Così fanno i liberali-radicali: borghese è sempre esattamente quel che il Plr fa. Così naturalmente non funziona”.

A suo avviso la svolta può avvenire solo se il PlrR agisce in modo “meno arrogante” e l’Udc si mostra maggiormente disposta ai compromessi. “In ogni caso – aggiunge – non ci sarà mai un vero blocco borghese, non calza con il sistema Svizzero”. Per quanto riguarda la 'C' di “cristiano”, rimasta nel nome del partito in tedesco e francese, Pfister risponde che la base vuole mantenerla, cosa di cui si dice “contento”. Bisogna però anche spiegare “che cosa la C significa. E qui il dibattito sui valori svolge un ruolo importante”.

Alla domanda perché il partito voglia distanziarsi dagli altri soprattutto sulle questioni economiche e non su quelle di società come il matrimonio per tutti, Pfister risponde: “Sono temi che mi interessano meno. Detto onestamente: mia annoiano anzi in modo incredibile. Si tratta di convinzioni personali. Non ho bisogno di costringere nessuno”.

21.8.2017, 14:202017-08-21 14:20:11
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Dalla Confederazione 250mila franchi a sostegno della Ong che si occupa del salvataggio di migranti in mare

La Moas (Migrant Offshore Aid Station), Ong che si occupa del salvataggio di migranti in mare e...

La Moas (Migrant Offshore Aid Station), Ong che si occupa del salvataggio di migranti in mare e sospettata di collusione – mai provata finora – con i trafficanti di esseri umani, ha ricevuto nell’autunno scorso 250mila franchi quale contributo l’emergenza dalla Direzione dello sviluppo e cooperazione, branca del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). È quanto indica il Consiglio federale nella sua risposta ad un’interpellanza della consigliera nazionale ticinese Roberta Pantani, basata su un’inchiesta del quotidiano italiano 'Il Giornale' del 19 agosto scorso a firma di Giuseppe Marino dal titolo allusivo: "Se pure la Svizzera ora finanzia l’invasione d’Italia".

La Moas – basata a Malta e fondata da due coniugi americani milionari – è finita nel mirino della critiche perché sospettata di essere in combutta con gli scafisti e opaca per quanto riguarda i finanziamenti. Tutte accuse rispedite al mittente dei responsabili della Moas, organizzazione che ha tra l’altro firmato il codice di condotta imposto dal Ministero italiano alle Ong che operano nel Mediterraneo per il salvataggio dei migranti. Nella sua risposta alla deputata leghista, il Governo afferma di aver concesso quel finanziamento “modesto” alla Moas, “in seguito alla recrudescenza delle tragedie umane nel Mediterraneo in quel periodo (autunno 2016, ndr). Stando all’Esecutivo, tra ottobre e dicembre scorso la Moas ha salvato “2031 vite”. Questo sforzo umanitario – precisa la risposta – è stato possibile in particolare grazie all’aiuto modesto della DSC, ma anche di altri organismi di finanziamento, per esempio la Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa e la Croce Rossa Svizzera. Quest’ultima ha contribuito con un importo di 600mila franchi e ha inviato due infermiere sulle navi della Moas nell’autunno 2016.

Quanto alle accuse mosse contro la Moas, il Consiglio federale non è a conoscenza di sospetti di collusione con le reti di passatori, “a parte le dichiarazioni nella stampa contro l’insieme delle Ong attive nel salvataggio in mare, che si fondino su elementi comprovati”. La Moas non è nemmeno stata messa sotto inchiesta per collusione con le reti di passatori. Per la Confederazione, la Moas “coordina sistematicamente le proprie azioni con il Centro di coordinamento di salvataggio marittimo di Roma (Maritime Rescue Coordination Center, MRCC), gestito dalla Guardia costiera italiana”.

21.8.2017, 13:582017-08-21 13:58:22
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Bus a lunga distanza, la contrarietà dell'Ata: 'Un progetto insensato'

L’'Ata, l'Associazione Traffico e Ambiente, si posiziona con vigore contro l’'apertura del mercato svizzero ai bus a lunga distanza. Le...

L’'Ata, l'Associazione Traffico e Ambiente, si posiziona con vigore contro l’'apertura del mercato svizzero ai bus a lunga distanza. Le imprese di trasporto private si concentreranno soltanto sulle linee più redditizie e lasceranno le briciole alle imprese pubbliche, finanziate con i soldi dei contribuenti. Inoltre, questi bus hanno delle gravi conseguenze per l’ambiente.

L'’Ufficio Federale dei Trasporti (OFT) ha invitato a prendere posizione su un’'eventuale servizio regolare con autobus a lunga distanza su degli assi ferroviari attrattivi, per esempio Ginevra-San Gallo. Questa procedura di consultazione riposa sulla domanda di concessione di “Domo Reisen”, impresa che, da questa primavera, sta conducendo un test gratuito su alcune linee. Nell'’interesse della protezione del ambiente, l’'Ata insorge contro questo progetto insensato.

In allegato la presa di posizione completa.

21.8.2017, 13:042017-08-21 13:04:23
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Per fare affari in Italia le banche dovranno per forza aprire una succursale

È assai probabile che le banche svizzere che intendono in futuro far affari in Italia dovranno per forza aprire una succursale nella...

È assai probabile che le banche svizzere che intendono in futuro far affari in Italia dovranno per forza aprire una succursale nella Penisola. È quanto si evince da una risposta del Consiglio federale a un’interpellanza della consigliera nazionale ticinese Roberta Pantani (Udc/Lega), secondo cui una simile soluzione è contraria alla Roadmap del 2015 siglata fra Roma e Berna. Tale documento prevede l’avvio di un dialogo sulla possibilità per gli operatori finanziari dei due Paesi di offrire servizi transfrontalieri ai potenziali clienti dei due Paesi. Stando alla deputata ticinese, dopo aver ottenuto lo scambio automatico di informazioni, l’Italia non sarebbe più intenzionata a rispettare questo punto dell’intesa firmata tra i due Paesi. Una succursale è sottoposta alle leggi del Paese ospitante, anche per ciò che concerne la confidenzialità delle informazioni bancarie. Gli operatori del settore attivi in Ticino – banche e fiduciarie in particolare – sarebbero “delusi” secondo Pantani dalla risposta vaga del Consiglio federale da cui si denota che non vi è “alcuna volontà di richiedere il rispetto dell’accordo”. Da parte italiana poi, ha aggiunto la consigliera nazionale leghista, dopo aver ottenuto dalla Svizzera ciò che interessava, ossia lo scambio di informazioni in ambito fiscale, “non vi è alcun interesse a far entrare nel mercato della Penisola operatori concorrenti agguerriti, specie in momento delicato come questo che vede il settore pubblico intervenire per mantenere a galla le banche”.

Nella sua risposta, il Consiglio federale precisa che se “l’Italia introdurrà quale condizione obbligatoria l’aver stabilito una succursale nel Paese, la Svizzera, nell’ambito del summenzionato dialogo, esigerà che le banche svizzere con succursale in Italia possano prestare servizi direttamente dalla Svizzera verso l’Italia”. È bene che Berna esiga una controprestazione, ha dichiarato Pantani all’ats, “ma bisogna poi vedere se l’Italia acconsentirà a simile richiesta”. Insomma, la volontà elvetica di poter offrire servizi finanziari transfrontalieri rischia di scontrarsi col protezionismo di Roma e di fare la fine dell’accordo sulla fiscalità dei frontalieri che l’Italia, a differenza della Svizzera, non ha ancora ratificato.

21.8.2017, 12:112017-08-21 12:11:46
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Auto contro moto sul passo del Susten. Muore un 27enne

Un motociclista 27enne svizzero è morto ieri pomeriggio dopo una collisione con un’auto sulla strada del passo Susten, nei pressi di Wassen (UR). Altre 5...

Un motociclista 27enne svizzero è morto ieri pomeriggio dopo una collisione con un’auto sulla strada del passo Susten, nei pressi di Wassen (UR). Altre 5 persone sono rimaste ferite. Durante il trasporto l’ambulanza si è scontrata contro una recinzione. Attorno alle 15.30 due motociclisti stavano viaggiando da Meien (UR) in direzione del passo del Susten. All’altezza di Färnigen si sono scontrati con un’auto, indica in una nota odierna la polizia cantonale urana. Il 27enne motociclista dopo la collisione è andato a sbattere contro un muro riportando ferite mortali. L’auto è poi finita frontalmente contro lo stesso muro e anche il secondo motociclista non è riuscito a evitare l’impatto. L’uomo è rimasto ferito ed è stato elitrasportato all’ospedale. La dinamica esatta dell’incidente è ancora da stabilire. I quattro occupanti dell’auto sono stati trasportati per alcuni controlli in ospedale. Durante il tragitto, per cause ancora da stabilire, l’ambulanza è andata a sbattere contro una recinzione metallica. Non si registrano ulteriori feriti e i quattro sono poi stati trasferiti con un veicolo sostitutivo. I danni ammontano a 25’000 franchi. La strada a causa degli incidenti è rimasta chiusa al traffico per circa tre ore.

21.8.2017, 11:542017-08-21 11:54:45
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Anche Turgovia sceglie l'e-voting della Posta

Turgovia è il quarto cantone – dopo Neuchâtel, Friburgo e Basilea Città – ad aver scelto il sistema di voto elettronico elaborato dalla Posta. I cantoni di Berna,...

Turgovia è il quarto cantone – dopo Neuchâtel, Friburgo e Basilea Città – ad aver scelto il sistema di voto elettronico elaborato dalla Posta. I cantoni di Berna, Lucerna, Argovia e San Gallo utilizzano invece la soluzione sviluppata dal canton Ginevra. “Il canton Turgovia vuole consentire il voto elettronico dapprima agli svizzeri all’estero e in un secondo tempo anche ai residenti di alcuni comuni pilota”, rende noto oggi il gigante giallo. Il sistema di e-voting della Posta ha ottenuto la certificazione per un impiego esteso fino al 50% dell’elettorato, una “novità assoluta per la Svizzera”, stando alla nota. Le soluzioni finora ammesse erano autorizzate solo per il 30% degli aventi diritto al voto. In occasione delle votazioni federali del prossimo 24 settembre, si calcola che il voto elettronico sarà accessibile a 102’450 aventi diritto in Svizzera, ai quali si aggiungono 75’100 residenti all’estero registrati nei cantoni di Berna, Lucerna, Friburgo, Basilea Città, San Gallo, Argovia, Neuchâtel e Ginevra. L’obiettivo è di fare in modo che i due terzi dei cantoni offrano entro il 2019, anno delle prossime elezioni federali, la possibilità dell’e-voting come terzo canale di votazione, accanto a quello nelle urne e per corrispondenza. La Posta – si legge ancora nella nota – continua a sviluppare la sua soluzione per poter rispondere entro il 2018 ai requisiti richiesti per un’autorizzazione di principio che permetta di coprire il 100% dell’elettorato.

21.8.2017, 11:472017-08-21 11:47:03
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Da fondssuisse un aiuto alle aziende agricole che hanno subìto danni per il gelo

Considerato il carattere eccezionale dell’ondata di gelo dello scorso aprile, fondssuisse ha deciso di fornire il suo aiuto...

Considerato il carattere eccezionale dell’ondata di gelo dello scorso aprile, fondssuisse ha deciso di fornire il suo aiuto finanziario alle aziende agricole che hanno subìto danni particolarmente gravi. L’ammontare degli indennizzi sarà fissato una volta che le saranno pervenuti gli annunci di danni, indica la fondazione in una nota diramata oggi. L’aiuto è riservato alle aziende agricole beneficiarie di pagamenti diretti per le quali l’ortofrutticoltura o la viticoltura sono l’attività principale, a complemento delle misure prese da Confederazione e Cantoni, si precisa nel comunicato. I criteri di indennizzo saranno stabiliti in collaborazione con l’Ufficio federale dell’agricoltura, i servizi cantonali e le organizzazioni agricole. I formulari per la notifica dei danni possono essere ottenuti presso i servizi cantonali e devono essere inoltrati entro il 15 settembre. Fondssuisse, che fino alla metà del 2016 si chiamava Fondo svizzero per danni causati dalla natura, stanzia contributi per i danni causati da eventi naturali non prevedibili e per i quali attualmente non è possibile stipulare alcuna assicurazione. La fondazione interviene laddove nessun altro ufficio o nessun’altra organizzazione presta aiuto. I mezzi a sua disposizione provengono da devoluzioni della Banca nazionale svizzera.

21.8.2017, 11:022017-08-21 11:02:43
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Le Giornate europee del patrimonio si terranno in Svizzera

Le Giornate europee del Patrimonio (Gep) si terranno in Svizzera il prossimo 9 e 10 settembre. In occasione di questo evento trecento siti organizzeranno...

Le Giornate europee del Patrimonio (Gep) si terranno in Svizzera il prossimo 9 e 10 settembre. In occasione di questo evento trecento siti organizzeranno visite guidate di monumenti, castelli e edifici pubblici.

Il tema della manifestazione quest’anno sarà “potere e magnificenza”", indica in una nota odierna il Centro nazionale d’informazione sul patrimonio culturale (Nike). I castelli, le cattedrali e gli edifici pubblici come il Palazzo federale rappresentano una dimostrazione di potere e di sovranità e sono parte di un patrimonio culturale da riscoprire.

I linguaggi formali del potere sono molteplici e si trasformano nel corso del tempo, si legge nel comunicato. Tuttavia non sempre sono immediatamente riconoscibili e decifrabili: le Giornate del patrimonio 2017 invitano alla scoperta di questi luoghi attraverso manifestazioni e visite guidate.

Il programma interessa le autorità che si occupano della conservazione di monumenti, di archeologia e altre numerose istituzioni e privati coinvolti nella protezione del patrimonio culturale. Le Gep sono coordinate da Nike con il patrocinio del consigliere federale Alain Berset.

Ogni anno le Giornate europee del patrimonio attirano oltre 50’000 visitatori in Svizzera e sono organizzate anche in altri cinquanta Paesi europei, per un totale di oltre 20 milioni di persone.

21.8.2017, 09:222017-08-21 09:22:41
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A Losanna e Morges una rete di bike sharing con bici elettriche

Losanna è stata la prima città della Svizzera a inaugurare una rete di bike sharing. Le attuali 26 stazioni vengono completamente rinnovate e...

Losanna è stata la prima città della Svizzera a inaugurare una rete di bike sharing. Le attuali 26 stazioni vengono completamente rinnovate e integrate con una vasta flotta di biciclette elettriche. Il bike sharing è arrivato a Losanna nel 2009. Le scuole universitarie Epfl e Unil offrirono ai propri studenti una propria rete di bici del campus con dieci stazioni, che ancora oggi uniscono le singole sedi delle scuole universitarie e da cui è nata la rete PubliBike Losanna-Morges con 26 stazioni.

Nel frattempo, le stazioni esistenti hanno otto anni e saranno demolite e sostituite gradualmente con quelle nuove. I lavori di costruzione inizieranno a fine agosto con la rete Campus. Le altre stazioni di Losanna-Morges seguiranno dal 15 ottobre in poi. Il 30 novembre saranno inaugurate tutte le nuove stazioni e ci sarà la riapertura dell’esercizio dopo l’interruzione. A disposizione dei clienti saranno messe 180 biciclette elettriche e 80 bici. La quota delle biciclette elettriche sarà quindi del 70%; finora sulla rete Losanna-Morges non esistevano biciclette elettriche.

21.8.2017, 07:242017-08-21 07:24:08
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Muore durante una gara di motocross

Uno Svizzero di 48 anni che partecipava a una corsa di motocross a Beggingen (SH) è morto ieri pomeriggio verso le 15.45 in seguito a un incidente. Nonostante le cure prodigategli...

Uno Svizzero di 48 anni che partecipava a una corsa di motocross a Beggingen (SH) è morto ieri pomeriggio verso le 15.45 in seguito a un incidente. Nonostante le cure prodigategli dai soccorritori, l’uomo è deceduto sul posto per le gravi ferite riportate. La polizia e il ministero pubblico sciaffusano hanno aperto un’inchiesta per chiarire le cause del sinistro, hanno indicato ieri sera le forze dell’ordine.

20.8.2017, 16:302017-08-20 16:30:19
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Si schianta piccolo velivolo da turismo: tre morti

Tre persone sono morte oggi pomeriggio in un incidente che ha visto un aereo da turismo precipitare sul Colle del Sanetsch (VS), valico alpino collocato nelle Alpi...

Tre persone sono morte oggi pomeriggio in un incidente che ha visto un aereo da turismo precipitare sul Colle del Sanetsch (VS), valico alpino collocato nelle Alpi bernesi. Il velivolo, che apparteneva al club d'aviazione Seeland con sede a Bienne (BE), era partito da Sion attorno alle 13. Non ci sono superstiti. La polizia vallesana ha confermato lo schianto, ma non è ancora in grado di fornire dettagli sulle dinamiche. (Ats)

20.8.2017, 13:172017-08-20 13:17:42
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Berna sospende i fondi a una Ong palestinese

La Svizzera ha sospeso il pagamento di fondi d’aiuto a una Ong attiva in Palestina. L’organizzazione basata a Ramallah è accusata di sostenerne un’altra che non ha preso...

La Svizzera ha sospeso il pagamento di fondi d’aiuto a una Ong attiva in Palestina. L’organizzazione basata a Ramallah è accusata di sostenerne un’altra che non ha preso sufficientemente le distanze dal terrorismo. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato oggi all’Ats una notizia pubblicata dalla 'SonntagsZeitung'. La decisione riguarda lo 'Human Rights & International Humanitarian Law Secretariat', che riceve fondi, oltre che dalla Svizzera, da Danimarca, Paesi Bassi e Svezia.

L’obiettivo della Ong è quello di promuovere i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele. I fondi ricevuti vengono girati ad altre associazioni, fra le quali il 'Women Affairs tecnica Committee', che è stato criticato per non aver condannato la creazione di un centro giovanile che porta il nome di un terrorista palestinese. Il progetto in questione non è in ogni caso stato finanziato dai fondi elvetici, precisa il Dipartimento. Una volta emersi i fatti, la Confederazione ha immediatamente aperto un’inchiesta assieme agli altri Paesi donatori, basandosi sui "severi criteri" stabiliti per le organizzazioni partner. Il finanziamento che arriva alla Ong è di 36mila dollari ed è stato sospeso fino alla fine dell’inchiesta, che è prevista entro settembre.

20.8.2017, 09:062017-08-20 09:06:19
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Parmelin e Blocher all'omaggio a Nicolao della Flüe

Dopo la cerimonia ufficiale svoltasi a fine aprile per il 600esimo della nascita di Nicolao della Flüe, ieri a Flüeli-Ranft (OW), frazione di Sachseln, dove...

Dopo la cerimonia ufficiale svoltasi a fine aprile per il 600esimo della nascita di Nicolao della Flüe, ieri a Flüeli-Ranft (OW), frazione di Sachseln, dove nacque il futuro santo,  si è svolta un’altra manifestazione in omaggio all’eremita. All’evento hanno partecipato anche il leader storico dell’UDC Christoph Blocher, il consigliere federale Guy Parmelin e il vescovo di Coira Vitus Huonder. Stando agli organizzatori, circa 2500 persone sono convenute nel canton Obvaldo per assistere ai discorsi dei principali oratori su invito dell’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI). Intervenendo davanti alla platea, il ministro della difesa Guy Parmelin ha definito Nicolao della Flüe "uomo modesto ma dall’immensa spiritualità, uomo di Dio ma vicino ai suoi simili". "Appartiene a quegli uomini che devono fungere da esempio per gli altri", ha dichiarato il consigliere federale. Dal canto suo, il consigliere nazionale Peter Keller (UDC/NW) ha ritracciato la storia del santo di Obvaldo. Nicolao nacque il 21 marzo 1417 a Flüeli-Ranft, frazione di Sachseln (OW). Il futuro santo dedicò i primi 50 anni della sua vita all’agricoltura e ai suoi dieci figli, ma fu anche membro del Consiglio e del tribunale di Obvaldo. Nell’autunno 1467 si congedò dalla famiglia e costruì nella gola di Ranft, a poche centinaia di metri da casa sua, una capanna che divenne la sua residenza di eremita e dove visse poi per venti anni in meditazione e penitenza. Secondo il "Dizionario storico della Svizzera", "è ormai comprovata l’opera di mediazione svolta da Nicolao, pur senza essere presente di persona, nella conclusione della convenzione di Stans" del 1481, che pose fine alla crisi confederale degli anni 1477-81. Le più note raccomandazioni ai confederati attribuite all’eremita sul piano politico – "non allargate troppo i confini" e "non immischiatevi nelle beghe altrui" – sono tuttora citate nelle controversie dei partiti elvetici riguardo alla neutralità e alla politica estera della Svizzera. Secondo monsignor Huonder, la vita di Nicolao della Flüe è opera di Dio e un segno divino in tempi difficili per la vecchia Confederazione. "Se non ci fosse stato, forse non ci sarebbe più nemmeno la Svizzera", ha aggiunto. Da parte sua, l’ex consigliere federale Christoph Blocher ha tessuto le lodi di Nicolao della Flüe quale precursore e figura emblematica della Confederazione. Il leader carismatico dell’UDC ha sottolineato che se i vertici della Svizzera mettessero in pratica i consigli dell’eremita di Flüeli-Ranft, il Paese ne trarrebbe beneficio. (ats)

20.8.2017, 08:292017-08-20 08:29:47
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Grigioni, morto un escursionista italiano

E' stato ritrovato morto sabato sul ghiacciaio Vadret nei Grigioni un escursionista italiano di 71 anni, di cui si erano perse le tracce venerdì nel tardo pomeriggio. L'uomo...

E' stato ritrovato morto sabato sul ghiacciaio Vadret nei Grigioni un escursionista italiano di 71 anni, di cui si erano perse le tracce venerdì nel tardo pomeriggio. L'uomo è rimasto vittima probabilmente di una caduta. La moglie aveva allertato i soccorsi, quando non lo aveva visto tornare da una gita nella zona del Piz Tremoggia. Le ricerche erano subito iniziate con un elicottero della Rega e un distaccamento della sezione Bernina del Club Alpino Svizzero.

20.8.2017, 08:242017-08-20 08:24:44
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Lotto svizzero, nuovo milionario

Nuovo milionario in Svizzera grazie al lotto: una persona ha infatti azzeccato i sei numeri estratti (10, 18, 29, 30, 34, 36) ed ha vinto così esattamente un milione di franchi, ha...

Nuovo milionario in Svizzera grazie al lotto: una persona ha infatti azzeccato i sei numeri estratti (10, 18, 29, 30, 34, 36) ed ha vinto così esattamente un milione di franchi, ha indicato la società Swisslos. Per il prossimo sorteggio mercoledì, la posta in palio sarà di 3 milioni di franchi.

20.8.2017, 08:052017-08-20 08:05:23
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Turgovia, nuova denuncia contro il veterinario cantonale

Una nuova denuncia è stata sporta nei confronti del veterinario cantonale di Turgovia in relazione ai casi di maltrattamento avvenuti in un allevamento di...

 Una nuova denuncia è stata sporta nei confronti del veterinario cantonale di Turgovia in relazione ai casi di maltrattamento avvenuti in un allevamento di Hefenhofen (Tg). Questa volta l’iniziativa è stata presa dalla Società protezione animali turgoviese. La denuncia è stata inoltrata questa mattina, ha detto all’ats il presidente dell’associazione Reinhold Zepf, confermando informazioni pubblicate dal "St. Galler Tagblatt". Secondo l’organizzazione i maltrattamenti commessi dall’allevatore di Hefenhofen sono stati possibili solo perché il veterinario cantonale non è intervenuto per troppo tempo. In questo modo si è reso complice. Non si tratta della prima denuncia contro il veterinario cantonale. Già l’Associazione contro le fabbriche di animali ("Verein gegen Tierfabriken", VgT) si è infatti mossa in questo senso, accusando il responsabile turgoviese di abuso d’autorità. Secondo la VgT i controlli effettuati dalle autorità cantonali nel corso del tempo sono sempre stati annunciati con troppo anticipo, lasciando margine per ripulire l’allevamento, nascondendo gli animali morti o sopprimendo quelli malati.

18.8.2017, 17:372017-08-18 17:37:12
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Ginevra, fermati 4 aggressori del ragazzo in coma. Due minorenni.

Quattro persone sono state fermate a Ginevra in relazione con l’aggressione avvenuta nelle prime ore di domenica in un parco cittadino, annuncia...

Quattro persone sono state fermate a Ginevra in relazione con l’aggressione avvenuta nelle prime ore di domenica in un parco cittadino, annuncia il Ministero pubblico. La vittima, un giovane di 21 anni, era stato ricoverato in coma all’ospedale.

L’inchiesta condotta dalla brigata dei minorenni ha permesso di fermare, fra ieri e oggi, due maggiorenni e due minori, tutti cittadini svizzeri residenti a Ginevra e nella Francia limitrofa. Nei riguardi dei due maggiorenni – entrambi nati nel 1997 – è stato aperto un procedimento per aggressione e tentato omicidio.

Il Tribunale delle misure coercitive si pronuncerà sulla loro detenzione preventiva. I due ragazzi più giovani, in merito ai quali il Ministero pubblico non fornisce informazioni, sono stati deferiti al Tribunale dei minori.

Il 21enne vittima dell’aggressione è tuttora ricoverato in condizioni critiche. Il giovane era stato aggredito nelle prime ore del mattino di domenica nel parco La Perle du Lac, poco dopo il fuoco d’artificio delle Feste di Ginevra. Stando a 20 minutes, che ha rivelato il fatto, la vittima sarebbe stata confrontata ad un gruppo di giovani che gli avrebbero chiesto una sigaretta. Avendo rifiutato perché non ne aveva, il ragazzo sarebbe stato colpito violentemente alla testa con un pugno americano. (Ats)

18.8.2017, 17:112017-08-18 17:11:09
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Altdorf: killer su commissione liberato ed espulso 

Il cittadino croato, che nel 2010 aveva aveva sparato – ferendola soltanto – all’ex moglie di un oste di Erstfeld (UR) si presume su incarico di quest’ultimo, è...

Il cittadino croato, che nel 2010 aveva aveva sparato – ferendola soltanto – all’ex moglie di un oste di Erstfeld (UR) si presume su incarico di quest’ultimo, è stato rilasciato dopo aver scontato i due terzi della pena di otto anni e mezzo inflittagli dalla giustizia urana.

La notizia, pubblicata dalla stampa locale, è stata confermata all’ats del segretario generale del Dipartimento urano di giustizia, Emanuel Strub. Il cittadino balcanico, liberato già alcuni giorni fa, è nel frattempo stato espulso dalla Svizzera e non vi potrà far ritorno per un lungo periodo.

Per quanto riguarda l’oste, che avrebbe incaricato il croato dell’omicidio, è attesa una sentenza definitiva dopo una procedura lunga e costellata da intoppi. Il Tribunale d’appello di Altdorf (UR) lo ha prosciolto dall’accusa, sentenza rimandata al mittente dal Tribunale federale lo scorso aprile. (Ats)

18.8.2017, 15:412017-08-18 15:41:19
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Record del mondo a piedi nudi: missione compiuta

Infranto un record del mondo: il 53enne tedesco Aldo Berti ha finora percorso a piedi nudi 2'084 chilometri partendo da Rügen, isola situata a nord della Germania,...

Infranto un record del mondo: il 53enne tedesco Aldo Berti ha finora percorso a piedi nudi 2'084 chilometri partendo da Rügen, isola situata a nord della Germania, in direzione della Svizzera. Domenica taglierà il traguardo della sua personale sfida a Einsiedeln (Sz).

"Oggi ho infranto il record del mondo", ha affermato il 53enne all’Aats dopo il suo arrivo a Fischingen (Tg). Il suo Gps personale indica 2084 chilometri dopo 82 giorni di cammino e il precedente record, siglato nel 2016 dall’irlandese Eamon Keavenen, era di 2080 chilometri in 104 giorni.

Berti è partito lo scorso 28 maggio percorrendo tra i 25 e i 39 km al giorno e prevede di arrivare a Einsiedeln nella giornata di domenica. Nel corso del tragitto il 53enne ha anche raccolto fondi per opere di beneficenza in favore di tre associazioni di aiuto ai bambini.

18.8.2017, 15:372017-08-18 15:37:09
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L'ultima strega avrà un museo

Aprirà i battenti questo fine settimana a Ennenda, nel canton Glarona, il nuovo museo dedicato a Anna Göldi, ultima strega d’Europa, condannata da un tribunale glaronese e decapitata il...

Aprirà i battenti questo fine settimana a Ennenda, nel canton Glarona, il nuovo museo dedicato a Anna Göldi, ultima strega d’Europa, condannata da un tribunale glaronese e decapitata il 13 giugno 1782 all’età di 48 anni.

La nuova esposizione sarà ospitata della Hänggiturm, un vecchio stabilimento tessile. Anna Göldi, accusata di aver avvelenato una bambina di 8 anni, fu riabilitata nel 2008: il parlamento glaronese annullò la condanna e riconobbe che Göldi fu vittima di un "assassinio giudiziario". (Ats)