Oggi, 08:552017-04-24 08:55:49
Daniela Carugati @laRegione

La bufala costa una denuncia a Lorenzo Quadri

La rete (quella del web) aveva reagito subito. Davanti alla bufala in odore di razzismo, prima rilanciata poi cancellata (con tanto di mea culpa) dal consigliere...

La rete (quella del web) aveva reagito subito. Davanti alla bufala in odore di razzismo, prima rilanciata poi cancellata (con tanto di mea culpa) dal consigliere nazionale della Lega dei ticinesi Lorenzo Quadri, alcuni fra gli internauti avevano stigmatizzato quel post su facebook e i commenti annessi. La Gioventù socialista aveva promosso anche una petizione. La polemica non è rimasta, però, solo virtuale. C’è chi non ha voluto, una volta di più, fare spallucce e passare oltre, non curandosi di lor. Una consigliera comunale dei Verdi di Balerna ha deciso, infatti, di rivolgersi direttamente al Ministero pubblico. Lo ha fatto depositando, a fine marzo, sul tavolo della Procura una denuncia formale contro Lorenzo Quadri, il fratello della collega di parlamento (e di partito) Roberta Pantani, dipendente del Comune di Chiasso, e altre due persone.

Il deputato e i tre cittadini agli occhi dell’esponente balernitana si sarebbero macchiati di discriminazione razziale. Ipotesi di reato che, come l’istigazione all’odio razziale, fa leva sull’articolo 26 1bis del Codice penale svizzero. Se a colpire gli occhi della consigliera è stata, innanzitutto, la fotografia – di un gruppo di giovani di etnia africana – che corredava la falsa notizia di una presunta rivolta di richiedenti l’asilo in un centro d’accoglienza in Italia ripresa sul post, a pesare come pietre sono state soprattutto le parole che accompagnavano quanto riferito da una fantomatica ‘Gazzetta della Sera’. Frasi inequivocabili riferite ai migranti, sullo sfondo il caso dei due cittadini africani rimasti folgorati sul tetto del Tilo diretto a nord: il primo il 27 febbraio a Balerna con esito letale, il secondo il 18 marzo a Chiasso con gravi conseguenze. Con uscite come ‘Tutti sul Tilo!’, ‘Lanciafiamme!!!’ o ancora ‘Altro che Tilo, missile!’, per la consigliera non solo si travalica il buongusto, ma non si fa altro che incitare sentimenti e comportamenti condannabili.

Il Codice e la Convenzione

Le scuse, postume, insomma, non sembrano bastare più. E ancor meno le promesse a non ricascare nei trabocchetti del web sottoscritte, via social, dal consigliere nazionale, al quale quella ‘notizia’ non era parsa tanto “inverosimile”. Una cautela che dovrebbe essere dettata anche dalla posizione istituzionale occupata a livello federale. Non hanno fatto recedere l’esponente dei Verdi, del resto, neppure le spiegazioni del dipendente comunale chiassese, non nuovo a vertenze sulla scia di esternazioni sui social. Quel ‘Tutti sul Tilo!’ aveva l’intenzione di “una parola di solidarietà”, ave-

va motivato nei giorni successivi il caso su ‘Ticinonews’. Si dimentica, richiama l’autrice della denuncia, che la Svizzera ha sottoscritto la Convenzione internazionale per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale. Come ha detto la presidente della Commissione federale contro il razzismo Martine Brunschwig Graf, ricorda ancora, “non si è al riparo solo perché non è farina del proprio sacco. Se si decide di pubblicare o non ci si distanzia, si dimostra di essere d’accordo. Questo ci rende responsabili e se si è responsabili, si è anche punibili”. Il resto, per la consigliera, è ancorato al Codice. Secondo l’articolo 26 è punibile “chiunque incita pubblicamente all’odio o alla discriminazione contro una persona o un gruppo di persone per la loro razza, etnia o religione; chiunque propaga pubblicamente un’ideologia intesa a discreditare o calunniare sistematicamente i membri di una razza, etnia o religione...”. Anche a parole.

Oggi, 08:352017-04-24 08:35:00
Roberto Antonini

Un messaggio da Parigi

Trionfa la start-up della politica; avanza – ma meno del previsto – l’estrema destra; vengono spazzati via i partiti tradizionali che hanno governato il Paese, la destra repubblicana e la...

Trionfa la start-up della politica; avanza – ma meno del previsto – l’estrema destra; vengono spazzati via i partiti tradizionali che hanno governato il Paese, la destra repubblicana e la sinistra socialista. Non era mai successo nella storia della Repubblica.
A contendersi la poltrona all’Eliseo nel ballottaggio del prossimo 7 maggio, saranno dunque Emmanuel Macron arrivato in testa al primo turno, giovane e ambizioso tecnocrate che rivendica il superamento delle tradizionali contrapposizioni politiche; e la leader del Fronte Nazionale Marine Le Pen. Entrambi autoproclamatisi candidati anti-sistema. Entrambi tuttavia espressione di quella stessa casta politica sempre più osteggiata dalla popolazione: Macron per anni consigliere di François Hollande e in seguito suo ministro dell’Economia; Marine Le Pen appartenente alla ricca dinastia che ha fatto e continuerà a fare la storia della destra più radicale, invischiata – nel più classico stile della vecchia politica – in una vicenda di frode.

La fine dell’alternanza destra-sinistra fa del 23 aprile una data cardine nella vita politica del Paese, ma il terremoto al quale abbiamo assistito non è necessariamente di una magnitudo devastante. Il ballottaggio, stando ai sondaggi, dovrebbe in effetti consacrare, in modo netto, il successo dell’ex ministro di Hollande.

Le consegne di voto non si sono fatte attendere: con l’eccezione di un imbronciato Jean-Luc Mélenchon, capofila della sinistra radicale in spettacolare crescita e che ha sfiorato il colpaccio, tutti i principali leader politici non hanno posto tempo di mezzo dando una chiara consegna per il 7 maggio: votare Macron per bloccare l’estremismo frontista.
Tra i primi ad esprimersi François Fillon, giunto terzo, e le cui vicende giudiziarie hanno compromesso una vittoria che pareva certa: ha messo in guardia i francesi contro l’estremismo, le derive intolleranti e violente del partito di Marine Le Pen. Il Fronte Nazionale porterebbe la Francia alla catastrofe, ha ammonito Alain Juppé, mentre secondo Benoît Hamon, candidato di un partito socialista ormai ridotto al lumicino, con Marine Le Pen il Paese rischierebbe la guerra civile.

Ma se l’unità del fronte repubblicano sotto la bandiera del “tutto, salvo Le Pen” non ha tardato a manifestarsi, questa tornata elettorale suggella di fatto alcune profonde spaccature ideologiche e sociali. Una lettura a caldo dei risultati ottenuti dalle diverse formazioni consente in effetti di individuare faglie trasversali ai partiti su temi quali la globalizzazione, il libero mercato, il ruolo dello Stato, le pensioni, l’immigrazione, il protezionismo. Trasversali a tal punto che appaiono similitudini tra i programmi dei fronti più estremi, a destra e a sinistra.

L’Europa in particolare esce certamente rafforzata dalla vittoria di Macron, ma gli europeisti non possono sicuramente pasteggiare a champagne. Gli elettori della seconda potenza continentale hanno manifestato, con un voto estremamente frammentato (quattro candidati che hanno ottenuto ognuno percentuali attorno al 20%) una forte inquietudine sul futuro del Paese e dell’Ue: antieuropeisti (Le Pen e Mélenchon) e proeuropeisti (Macron e Fillon) si sono divisi in parti quasi eguali i consensi dell’elettorato.

A Bruxelles e Berlino si può certamente tirare un sospiro di sollievo, ma sarebbe irresponsabile non sentire il campanello d’allarme suonato da una Francia inquieta e disorientata che in giugno sarà impegnata, con le legislative, nel proibitivo compito di fornire una maggioranza politica al nuovo inquilino dell’Eliseo.

Oggi, 08:092017-04-24 08:09:45
@laRegione

Francia: ora è fronte per Macron

La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Il primo –...

La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Il primo – dicono i risultati definitivi – ha raccolto il 23,75% delle preferenze, la seconda il 21,53. Dalla gauche ai Républicains sono arrivate dichiarazioni di sostegno a Macron contro Le Pen per il ballottaggio 7 maggio.

Per la prima volta nella storia moderna della Francia, il candidato del partito che ha appena governato il Paese non arriva al secondo turno. "Si volta chiaramente pagina, oggi, nella politica francese", ha esultato Macron. "Voglio andare oltre" i risultati, ha continuato, "e unire tutti i francesi. Porterò avanti l’esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l’Europa". "Spero – ha arringato i suoi sostenitori – tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi".

Da Henin-Beaumont, sua roccaforte, Marine Le Pen ha esortato a votare per lei, "l’unica grande alternativa" contro Macron, "erede di Hollande". E’ arrivata a citare il generale de Gaulle, poi si è definita "la candidata del popolo" ed ha lanciato un appello "a tutti i patrioti" a votare per lei, "per la sopravvivenza della Francia".

Hamon crolla

Benoit Hamon, vincitore delle primarie socialiste, crolla al 6,35% e ammette, senza scuse, una "pesante sconfitta elettorale e morale". Con Macron si sono già schierati da subito il presidente Francois Hollande e il premier Bernard Cazeneuve. Per "sbarrare la strada" a Marine Le Pen anche l’altro sconfitto, François Fillon, rappresentante della destra dei Républicains (19,91%), ha invitato a votare per l’ex ministro dell’Economia: "Non c’è altra scelta".

Se la gauche si trova davanti alle macerie di un fallimento politico ed elettorale, con un partito che di fatto non esiste più, non molto meglio sta la destra, tenuta insieme soltanto dalla speranza di arrivare al ballottaggio. Fillon, in un discorso dai toni sobri molto diverso da quelli aggressivi delle ultime settimane, ha ricordato che la destra deve "rimanere unita" in vista delle elezioni politiche di giugno.

Sconfitto anche Jean-Luc Melenchon, il leader della gauche radicale, ’La France Insoumise’, che come prima reazione ha rifiutato di riconoscere immediatamente la sconfitta invitando tutti a dubitare delle prime cifre e attendere lo spoglio delle grandi città. Per lui un ottimo risultato (19,64%) dopo essere partito da molto più in basso e aver rosicchiato voti al rappresentante della sinistra socialista che non ha convinto, Hamon.

Le Pen prima di Le Pen

Era un 21 aprile, due giorni in meno rispetto ad oggi, quando nel 2002 il padre di Marine Le Pen, Jean-Marie, lasciò di stucco la Francia e tutto il mondo arrivando inaspettatamente al ballottaggio contro Jacques Chirac, ai danni del primo ministro socialista, Lionel Jospin. Molti vedono in questo 23 aprile una giornata altrettanto storica

Allora, i 15 giorni fra il primo e secondo turno furono un succedersi di manifestazioni "repubblicane" quotidiane, tutta la Francia si allineò dietro Chirac, che trionfò con oltre l’82% dei voti. Stavolta, tutti i sondaggi dicono che non sarà così, le intenzioni di voto al secondo turno hanno dato finora un’oscillazione fra il 60 e il 62% per Macron contro il 38-40% per Marine Le Pen.

Nel mirino la presidenza

Macron, sconosciuto al grande pubblico fino a tre anni fa, punta a diventare presidente a 39 anni, un altro primato, portando con sé il centrista Francois Bayrou che a lungo, in passato, aveva rincorso proprio l’obiettivo di Macron, quello di affermarsi in alternativa ai due partiti dominanti.

Macron contro Le Pen sarà anche futuro con o senza l’Europa, politica del dialogo contro quella del muro attorno alla Francia e della chiusura delle frontiere. Non c’è stata l’astensione a lungo temuta – l’affluenza è, come per le precedenti presidenziali, attorno all’80% – non ci sono stati attentati o incidenti ai seggi, come si paventava dopo la sanguinosa settimana che ha preceduto queste presidenziali, un’altra circostanza assolutamente inedita.

Le premesse per i prossimi giorni non sono però le migliori, con immediati tafferugli esplosi alla Bastiglia fra studenti anti-Le Pen e polizia subito dopo l’annuncio dei risultati. Due ragazzi sono rimasti feriti, spaccate vetrine, distrutte pensiline e danneggiate le auto in sosta.

Oggi, 07:552017-04-24 07:55:23
@laRegione

Il 43enne non ce l'ha fatta

Il 43enne del Mendrisiotto non ce l'ha fatta. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale comunicano che l'uomo, un cittadino svizzero, è deceduto domenica a causa delle gravi ferite...

Il 43enne del Mendrisiotto non ce l'ha fatta. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale comunicano che l'uomo, un cittadino svizzero, è deceduto domenica a causa delle gravi ferite riportate sabato nella lite all'esterno di una discoteca di Gordola.

Le ipotesi di reato nei confronti del 21enne cittadino svizzero domiciliato in Riviera che l'ha malmenato sono ora di omicidio intenzionale in subordine omicidio colposo. Il Giudice dei provvedimenti coercitivi in serata ne ha confermato l'arresto. L 'inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Arturo Garzoni. Sull'indagine non saranno rilasciate ulteriori informazioni.

Oggi, 07:462017-04-24 07:46:00
@laRegione

#MentreDormivate

Elezioni francesi: vince Macron | 50 euro per Penelope nell'urna | Monito Usa alla Corea del nord: 'Evitate altre provocazioni'

Elezioni francesi: vince Macron

Vince Emmanuel Macron il primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Il 7 maggio andrà al ballottaggio con Marine Le Pen arrivata seconda: a dividerli poco più di due punti percentuali (23.87 e 21.43 per cento). I dettagli nella nostra Storia in svolgimento 

50 euro per Penelope nell'urna

Un elettore di un distretto di Parigi ha infilato nell’urna una banconota da 50 euro, con sopra scritto a mano "per Penelope", un chiaro riferimento alla moglie di François Fillon, finita al centro di un clamoroso scandalo. Lo riferisce Bfmtv.

Monito Usa alla Corea del nord: 'Evitate altre provocazioni'

"Chiediamo alla Corea del Nord di astenersi da azioni provocatorie e da una retorica destabilizzante". E’ il nuovo monito che arriva dagli Stati Uniti, per bocca del portavoce del Pentagono Gary Ross. Il regime di Pyongyang "deve fare la scelta di rispettare i suoi obblighi internazionali e tornare a partecipare a seri negoziati", ha aggiunto Ross, ribadendo come "il programma nucleare nordcoreano rappresenta una chiara e grave minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti".

Oggi, 07:252017-04-24 07:25:31
@laRegione

Sarà ballottaggio Macron-Le Pen 

Saranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National, a giocarsi la guida della Francia per i prossimi cinque anni. Il primo turno ha...

Saranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National, a giocarsi la guida della Francia per i prossimi cinque anni. Il primo turno ha visto i due contendenti conquistare rispettivamente circa il 23,75% ed il 21,53%, con il Fn che fa segnare il suo record storico sfondando quota 7 milioni di voti. Crollano per la prima volta i partiti storici. "Si volta chiaramente pagina", le prime dichiarazioni di Macron. Le Pen cita De Gaulle e afferma: "Il popolo alza la testa". Al ballottaggio Macron potrà contare sui voti dello sconfitto Francois Fillon, mentre non si è ancora schierato ufficialmente Jean-Luc Melenchon. Entrambi hanno portato a casa poco meno del 20% delle preferenze.

Incidenti a Parigi

Almeno due giovani, uno dei quali adolescente, sono rimasti feriti a Parigi al termine dei tafferugli con la polizia nei dintorni della Bastiglia, quando - appena noti i risultati del primo turno delle presidenziali - gruppi di studenti "antifascisti" hanno cominciato a sfilare. I manifestanti si dichiarano "antifascisti" ma anche "antiMacron", sulla base del monumento a place de la République hanno scritto con lo spray "né patria né padrone, né Le Pen né Macron".

Oggi, 06:202017-04-24 06:20:00
Marino Molinaro @laRegione

Roveredo: la demolizione dell'A13... divide

«La ruspa dotata di martello pneumatico faceva talmente chiasso, che l’apparecchio per la misurazione dei decibel è andato in tilt»! L’ex sindaco di Roveredo Giovanni...

«La ruspa dotata di martello pneumatico faceva talmente chiasso, che l’apparecchio per la misurazione dei decibel è andato in tilt»! L’ex sindaco di Roveredo Giovanni Gobbi non è andato per il sottile martedì e mercoledì scorsi quando è intervenuto in prima persona per porre rimedio «a una situazione che rischiava di danneggiare una buona fetta di popolazione». Quella che abita a ridosso dell’ex tratto di A13 per il quale è in corso da alcune settimane la demolizione. La direzione lavori e l’impresa incaricata – sostiene Gobbi – avrebbero sottovalutato le norme di sicurezza necessarie a contenere rumore, polvere e ‘oggetti volanti’ quali le schegge di beton che si liberano durante la frantumazione dei manufatti. Alcune schegge «hanno sfiorato la vetrina del negozio di mia moglie. E...

Oggi, 06:102017-04-24 06:10:00
Leonardo Terzi @laRegione

Gli anziani e l'urgenza abitativa

Il trasloco in casa anziani rimane per molti un’esperienza traumatica, che si potrebbe evitare, o almeno rimandare se esistessero strutture alternative. Una ‘terra di mezzo’ fra la...

Il trasloco in casa anziani rimane per molti un’esperienza traumatica, che si potrebbe evitare, o almeno rimandare se esistessero strutture alternative. Una ‘terra di mezzo’ fra la propria abitazione e la casa di riposo. Se ne discute da tempo, ma per ora ha trovato pochi sbocchi concreti. Si possono citare alcuni esempi, come la ‘Sosta’ di Massagno e la ‘Girasole’ di Viganello. Per questo la maggioranza della Commissione pianificazione chiede di destinare ad alloggi per gli anziani una proprietà comunale di 2’700 metri quadrati nella zona di via al Chioso, vicino all’Ospedale Italiano. Tra i firmatari il consigliere Plr Giordano Macchi, che si ricorda bene la genesi di questo progetto. «A Viganello, il sindaco, che allora era mio papà Sergio, un medico di grande esperienza con gli...

Oggi, 06:002017-04-24 06:00:00
Aldo Bertagni @laRegione

L'economia cresce, il lavoro no

La lettura attenta dei dati – quelli ufficiali beninteso – c’insegna che la realtà è assai più “testarda” di tutta la demagogia di questo mondo. Più forte anche dei luoghi comuni,...

La lettura attenta dei dati – quelli ufficiali beninteso – c’insegna che la realtà è assai più “testarda” di tutta la demagogia di questo mondo. Più forte anche dei luoghi comuni, lanciati e rilanciati ogni giorno, politici compresi. Torniamo dunque alle cifre presentate col messaggio governativo sul Consuntivo 2016 del Canton Ticino. Ebbene, mentre l’economia mondiale, lo scorso anno, ha manifestato un certo rallentamento della crescita economica, il Prodotto interno lordo svizzero (Pil) è andato controcorrente con il segno più (1,3 per cento). Il Pil registra la ricchezza generata in una specifica realtà geografica. Ora, sulla “scia dell’accelerazione nazionale” scrive il Consiglio di Stato a pagina 13 del Consuntivo 2016, “la dinamica economica del Canton Ticino si è leggermente...

Oggi, 05:552017-04-24 05:55:02
@laRegione

Buongiorno! Ecco la Prima pagi...

Buongiorno! Ecco la Prima pagina di oggi

Buongiorno! Ecco la Prima pagina di oggi

Oggi, 05:452017-04-24 05:45:52
@laRegione

Cancro: non forzate il destino...

Cancro: non forzate il destino

Cancro: non forzate il destino

Oggi, 05:402017-04-24 05:40:41
@laRegione

La Vignetta di Lulo Tognola...

La Vignetta di Lulo Tognola

La Vignetta di Lulo Tognola

Oggi, 00:052017-04-24 00:05:02
@laRegione

A mezzanotte, con lo spoglio o...

A mezzanotte, con lo spoglio oltre il 70%, si segnala il sorpasso, seppur di poco, di Emmanuel Macron ('En Marche') su Marine Le Pen (Front National). Il primo è sul 23,2%, la seconda sul 22,8%. Attesi i dati di Parigi.

A mezzanotte, con lo spoglio oltre il 70%, si segnala il sorpasso, seppur di poco, di Emmanuel Macron ('En Marche') su Marine Le Pen (Front National). Il primo è sul 23,2%, la seconda sul 22,8%. Attesi i dati di Parigi.

Ieri, 22:302017-04-23 22:30:46
@laRegione

Emmanuel Macron, in testa per ...

Emmanuel Macron, in testa per le proiezioni davanti a Le Pen, parla al suo popolo al quartier generale: “Voi siete il volto del cambiamento. Della speranza francese. Quello che farò vincere fra 15 giorni”.

Emmanuel Macron, in testa per le proiezioni davanti a Le Pen, parla al suo popolo al quartier generale: “Voi siete il volto del cambiamento. Della speranza francese. Quello che farò vincere fra 15 giorni”.

Ieri, 22:122017-04-23 22:12:34
@laRegione

Jean Luc Mélenchon non riconos...

Jean Luc Mélenchon non riconosce (ancora) la sconfitta e rifiuta di dare indicazioni di voto per il secondo turno. Niente male per un leader.

Jean Luc Mélenchon non riconosce (ancora) la sconfitta e rifiuta di dare indicazioni di voto per il secondo turno. Niente male per un leader.