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16.6.2017, 16:082017-06-16 16:08:37
@laRegione

Lo shopping di Amazon (che vuol impedire il confronto dei prezzi)

Amazon acquista la catena di supermercati Whole Food per 13,7 miliardi di dollari. "Whole Foods piace a milioni di persone perché offre i migliori...

Amazon acquista la catena di supermercati Whole Food per 13,7 miliardi di dollari. "Whole Foods piace a milioni di persone perché offre i migliori alimenti biologici e naturali, rendendo divertente il mangiare salutare" ha affermato Jeff Bezos, il numero uno di Amazon.

Dagli alimentari – settore nel quale Amazon sta investendo molto – alla tecnologia, Amazon sta valutando l'acquisto di Slack, popolare applicazione per la comunicazione aziendale. Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg sull'app avrebbe messo gli occhi il colosso di Seattle, che potrebbe così integrare la sua piattaforma di videoconferenze Chime e non perdere terreno sui software collaborativi davanti a concorrenti come Microsoft, Google e Facebook.

Non avrai altro prezzo all'infuori del mio

Ma Amazon sta facendo discutere anche per un brevetto che l'azienda ha appena ottenuto. Si intitola "Physical Store Online Shopping Control" e, in pratica, ostacola quella che è una pratica molto diffusa: controllare con lo smartphone i prezzi dei prodotti mentre ci si trova in un negozio. Agendo sulla rete wifi che oramai offrono tutti i centri commerciali, è infatti possibile bloccare la ricerca di prodotti che sono in vendita o reindirizzare l'utente ad esempio su un'offerta speciale dedicata.

Non è chiaro se il brevetto, presentato nel 2012 quando Amazon vendeva unicamente online, sia stato creato per sfruttarlo oppure solo a scopo difensivo (per impedire ad altri di sfruttare l'idea).

13.6.2017, 15:402017-06-13 15:40:57
@laRegione

Anche Apple nel mercato delle auto a guida autonoma

Apple si sta "concentrando su sistemi autonomi" di guida. Lo ha detto il Ceo della compagnia, Tim Cook, che in un’intervista a Bloomberg ha parlato per la prima...

Apple si sta "concentrando su sistemi autonomi" di guida. Lo ha detto il Ceo della compagnia, Tim Cook, che in un’intervista a Bloomberg ha parlato per la prima volta apertamente dei progetti della Mela nel settore delle auto.

"È una tecnologia fondamentale che riteniamo molto importante", ha affermato Cook in un’intervista televisiva registrata il 5 giugno e diffusa oggi. "La vediamo come la madre di tutti i progetti di intelligenza artificiale", e "probabilmente è uno dei progetti di intelligenza artificiale più difficili a cui lavorare".

Cook si è mostrato esitante nel rivelare se Apple, oltre ai software per la guida autonoma, intenda alla fine costruire una propria auto. "Vedremo dove ci porta. Non stiamo dicendo cosa faremo da un punto di vista del prodotto".

Le indiscrezioni su un progetto di Apple per l’auto autonoma, dal nome in codice "Titan", circolano da anni. Nell’aprile scorso la società di Cupertino ha ottenuto un permesso dalla motorizzazione californiana per testare tre veicoli autonomi.

13.6.2017, 13:582017-06-13 13:58:28
Cristina Ferrari @laRegione

Uomini e macchine: fra 45 anni il sorpasso

L'intelligenza artificiale supererà quella umana fra meno di mezzo secolo. Del sorpasso delle macchine nei confronti degli esseri umano ne riporta oggi notizia la versione...

L'intelligenza artificiale supererà quella umana fra meno di mezzo secolo. Del sorpasso delle macchine nei confronti degli esseri umano ne riporta oggi notizia la versione... digitale de 'Le Figaro'. Un recente studio ha dimostrato come le macchine prenderanno il posto dell'uomo già nel prossimo decennio. Evidenziate una serie di professioni: i traduttori, per esempio, dovranno tenersi pronti per il 2024, gli autisti di camion nel 2027. I giornalisti un anno prima. 

 

13.6.2017, 10:562017-06-13 10:56:59
@laRegione

20 dollari per compromettere una rete aziendale

Bastano solo venti dollari e poche ore di lavoro per creare un potente strumento di hacking. Chiunque abbia conoscenze di programmazione di base potrebbe dunque...

Bastano solo venti dollari e poche ore di lavoro per creare un potente strumento di hacking. Chiunque abbia conoscenze di programmazione di base potrebbe dunque compromettere un intero sistema informatico di una grossa azienda. Lo sostengono i ricercatori di KaspersKy che hanno condotto un esperimento sulla base di un fatto realmente accaduto.

8.6.2017, 09:312017-06-08 09:31:53
Chiara Scapozza @laRegione

Whatsapp, cinque minuti per cancellare il messaggio inviato

Cinque minuti per ripensarci. Per ritrattare. Per rendersi conto di aver spedito un messaggio troppo emotivo, troppo carico, o troppo leggero. Insomma,...

Cinque minuti per ripensarci. Per ritrattare. Per rendersi conto di aver spedito un messaggio troppo emotivo, troppo carico, o troppo leggero. Insomma, in ogni caso... troppo. Le versioni beta del futuro WhatsApp stanno testando l'attesa funzione di 'recall': non è ancora certo che l'applicazione, costola di Facebook, alla fine decida di concedere agli utenti tanta grazia. Ma quanto sembra emergere dalle piattaforme che si occupano di tecnologia in fase beta lascerebbe intendere che nella versione rilasciata l'altro giorno, il 5 giugno, sarebbero già contenuti i codici per questa nuova funzione.

Insomma, benché complessa, e benché non vi sia ancora una decisione certa su quanto tempo lasciare a disposizione dell'utente per cancellare il messaggio, nei prossimi mesi l'app dovrebbe consentire di pigiare su 'elimina'. Eliminare messaggi di testo, immagini, gif. Chi più ne ha più ne metta. Entro cinque minuti dall'invio.

Ah, ultimo piccolo dettaglio: il 'recall' sarà possibile entro i minuti stabiliti da Whatsapp, e solo fino a quando il destinatario non avrà visto il messaggio. A quel punto, per quanto inopportuno, cancellare il contenuto dalla conversazione potrebbe rivelarsi ancor più controproducente che tentare di spiegarlo...

Per chi ne volesse sapere di più, qui il sito di test dell'app.

7.6.2017, 08:122017-06-07 08:12:00
@laRegione

Arriva l'APPocalisse (ma per fortuna è solo un video)

Cosa succederebbe se tutte le app del mondo smettessero di funzionare? È il tema del video che ha aperto l'ultima Worldwide Developers' Conference, l'incontro...

Cosa succederebbe se tutte le app del mondo smettessero di funzionare? È il tema del video che ha aperto l'ultima Worldwide Developers' Conference, l'incontro annuale Apple dedicato agli sviluppatori di software, tenutosi a San Jose, California.

Una visione tragicomica, che fa riflettere sull'onnipresenza delle app nella nostra vita, ma anche sull'enorme potere di coloro che, come Apple, ne "governano" i meccanismi.

6.6.2017, 12:492017-06-06 12:49:57
@laRegione

Stai guidando? Allora iPhone sta zitto. In arrivo aggiornamento iOS: 'Do Not Disturb While Driving'

Nei prossimi mesi l'iPhone darà il proprio contribuito alla sicurezza degli utenti mentre sono in auto. In...

Nei prossimi mesi l'iPhone darà il proprio contribuito alla sicurezza degli utenti mentre sono in auto. In autunno, con l'aggiornamento del sistema operativo iOS 11, il 'melafonino' infatti riconoscerà quando l'utente sta guidando e disattiverà in automatico le notifiche, così il display non si accenderà.

La novità, annunciata alla conferenza annuale degli sviluppatori, si chiama “Do Not Disturb While Driving”, non disturbare alla guida, e blocca l'iPhone collegato all'auto, sia via cavo che Bluetooth, quando il veicolo è in movimento. L'utente può impostare una risposta automatica ai contatti nella lista preferiti, così da far sapere che è al volante e non potrà rispondere finché non arriverà a destinazione.

Apple non è l'unica a voler limitare le distrazioni al volante. Il mese scorso, ricorda l'Ansa, Samsung ha lanciato l'applicazione “In-Traffic Reply”, che risponde in modo automatico quando si riceve un messaggio o una telefonata, per far sapere al mittente che la persona cercata è nel traffico. La app sfrutta il Gps per capire se l'utente è in auto, ma anche in bici, e consente di scegliere tra una risposta standard, del tipo “sto guidando, ora non posso rispondere”, e una risposta divertente, con animazioni.

31.5.2017, 13:552017-05-31 13:55:27
@laRegione

Telefonare e navigare in Svizzera è più caro. Le tariffe migliori? In Polonia

Secondo uno studio realizzato in 13 paesi europei, le tariffe elvetiche per telefonare e navigare con lo smartphone in Svizzera...

Secondo uno studio realizzato in 13 paesi europei, le tariffe elvetiche per telefonare e navigare con lo smartphone in Svizzera sono più elevate sia per le offerte prepagate che per gli abbonamenti. Per disporre di 100 minuti di conversazioni telefoniche e un volume di dati di almeno 1 Gb, i clienti svizzeri devono in media sborsare 25 franchi al mese. È l’importo più elevato tra i 13 paesi considerati nello studio presentato oggi da Verivox, un portale di confronto internet. Vengono poi gli spagnoli con 20,70 franchi. All’altra estremità della classifica si trova la Polonia, dove si devono sborsare 6,50 franchi per un forfait per le chiamate telefoniche nazionali e 10 Gb di dati.

Tra i paesi confinanti con la Svizzera, gli italiani pagano 8,80 franchi (10 Gb di dati): vengono poi gli austriaci (10 franchi/3 Gb), i tedeschi (12 franchi/1Gb) e i francesi (16,50 franchi/1Gb). "Le differenze sono enormi" rileva Ralf Bayeler, esperto di telecomunicazioni presso Verivox. L’analisi conferma ancora una volta che i costi degli operatori svolgono solo un ruolo minore nella determinazione dei prezzi. Le imprese di telecomunicazioni tengono invece in considerazione la disponibilità dei clienti a pagare tariffe più o meno elevate a dipendenza della situazione in termini di concorrenza, aggiunge Bayeler. Nel suo studio, Verivox ha esaminato tutte le offerte degli operatori, senza tenere conto di quelle che comprendono sconti per l’acquisto di uno smartphone e le promozioni.

I consumatori svizzeri pagano prezzi salati anche per il forfait che permette di navigare in modo illimitato con smartphone o Ipad. Se l’offerta più conveniente è di 59 franchi al mese in Svizzera, è di poco più di 14 franchi in Polonia. Solo i tedeschi devono sborsare di più dei vicini elvetici: il loro forfait e di circa 220 franchi. Da notare che forfait illimitati per internet sono disponibili in sette dei 13 paesi esaminati. Dove non ci sono, l’offerta migliore è quella della Francia dove si pagano 22 franchi per 100 Gb. In Belgio 10 Gb costano circa 43 franchi.

25.5.2017, 10:582017-05-25 10:58:02
Cristina Ferrari @laRegione

Sesso su Facebook: 54'000 casi al mese

La rete sociale Facebook invasa dal 'revenge porn'. È quanto emerge da un'inchiesta del 'Guardian' che ha spulciato le linee guida a cui i moderatori del social devono attenersi...

La rete sociale Facebook invasa dal 'revenge porn'. È quanto emerge da un'inchiesta del 'Guardian' che ha spulciato le linee guida a cui i moderatori del social devono attenersi quando fanno fronte a contenuti violenti, terrorismo, fake, sesso e pornografia. I potenziali casi, analizzati in un solo mese, sarebbero 54'000. Adesso sappiamo, per esempio, – come riproposto da 'Repubblica' – che Facebook consente espressioni generiche di desiderio sessuale, l'importante è che non vengano forniti i dettagli. 'Sì' a foto di baci a bocca aperta, sesso simulato e anche attività sessuali pixellate. 'No' a immagini esplicite, quando segnalate dagli utenti. Ma - in questo caso - ancor più delle regole arbitrarie e opinabili, a impressionare sono i numeri di chi sfrutta la piattaforma per forme di vendetta sessuale. Per la precisione, i documenti ottenuti dal 'Guardian' mostrano che a gennaio i moderatori hanno segnalato ai loro superiori 51'300 potenziali casi di revenge porn, cioè la diffusione di scatti senza veli destinati a umiliare e danneggiare la persona ritratta. A questi si aggiungono 2'450 casi potenziali di “sextortion”, definito come un tentativo di estorcere denaro, o altre foto compromettenti, a un individuo.

19.5.2017, 19:382017-05-19 19:38:40
@laRegione

L'uccellino singhiozza. Stavolta è #Twitterdown

Dopo Whatsapp e Instagram, oggi ad accusare problemi di funzionamento è il social network che cinguetta. Twitter va a singhiozzo un po' in tutto il mondo. Ciò che ha...

Dopo Whatsapp e Instagram, oggi ad accusare problemi di funzionamento è il social network che cinguetta. Twitter va a singhiozzo un po' in tutto il mondo. Ciò che ha scatenato l'ironia sul web, considerato che solitamente è proprio su Twitter che gli utenti si collegano e cercano informazioni quando la “concorrenza” della flotta Zuckerberg non funziona.

https://twitter.com/iPantellas/status/865578402065108996 

https://twitter.com/stressedinblack/status/865568769736933376 

18.5.2017, 15:122017-05-18 15:12:05
@laRegione

Droni sul set grazie al poli di Zurigo

Dopo il debutto con Fast and Furious 7, The Wolf of Wall Street e Jurassic World, i droni sono pronti a diventare una presenza irrinunciabile sui set cinematografici grazie a...

Dopo il debutto con Fast and Furious 7, The Wolf of Wall Street e Jurassic World, i droni sono pronti a diventare una presenza irrinunciabile sui set cinematografici grazie a una tecnica che rende più facile utilizzarli. Messa a punto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e del Politecnico di Zurigo, la tecnica sarà presentata alla Conferenza Internazionale sulla Robotica e l’Automazione in programma a Singapore dal 29 maggio al 3 giugno.

Adesso le riprese fatte con i droni richiedono un’attenta pianificazione per evitare collisioni, necessitano inoltre di operatori separati per far volare i droni e gestire le telecamere, e hanno un inconveniente: i droni non riescono a riadattarsi velocemente alla scena e rischiano di perdere l’obiettivo da inquadrare in caso di movimenti repentini sul set. Per esempio se l’attore "si gira improvvisamente di 180 gradi, il drone lo riprenderà di spalle’’, ha rilevato Daniela Rus del Mit.

Con la nuova soluzione, ha aggiunto, se la persona si gira, il drone è in grado di modificare velocemente la traiettoria e tornare subito sul volto da inquadrare. La chiave del sistema è un programma che calcola costantemente, 50 volte al secondo, le velocità delle persone in movimento sul set e prevede le loro posizioni di un secondo o due.

Questo richiede un po’ di tempo per calcolare traiettorie di volo ottimali ma evita collisioni e assicura che il drone possa conservare l’inquadratura anche quando gli attori si muovono. Con il nuovo sistema, inoltre, il regista può pianificare tutti i dettagli della scena da riprendere: per esempio può impostare se riprendere il volto, il profilo, la figura intera oppure a tre quarti e questi parametri possono essere impostati per qualsiasi numero di attori o altri soggetti.

Nei test, i ricercatori hanno utilizzato un drone a 4 motori e hanno ripreso scene che hanno coinvolto fino a tre persone. Per verificare la capacità del sistema di evitare le collisioni, i volontari hanno anche cercato di scontrarsi con il drone che ha sempre evitato l’impatto.

17.5.2017, 20:152017-05-17 20:15:01
@laRegione

Google sfida Siri. Quale “assistente” la spunterà?

Google Assistant sbarca sugli iPhone, dove competerà con l’assistente Siri, e parlerà nuove lingue, tra cui l’italiano.

Le novità sono state...

Google Assistant sbarca sugli iPhone, dove competerà con l’assistente Siri, e parlerà nuove lingue, tra cui l’italiano.

Le novità sono state annunciate durante il keynote inaugurale della conferenza per gli sviluppatori di Google, a Mountain View, California.

Su Assistant sbarca anche un’altra novità, Google Lens. Grazie all’intelligenza artificiale con la fotocamera dello smartphone sarà possibile in ogni momento inquadrare un oggetto e ottenere informazioni: può essere un fiore in un prato per sapere di che specie si tratta o un ristorante per strada per conoscerne orari, menù e contatti.

Novità anche per Google Home, l’assistente da salotto svelato l’anno scorso. In estate debutterà in altri Paesi: Canada, Australia, Francia, Germania e Giappone. Si arricchirà nei prossimi mesi della funzionalità per le telefonate "senza mani", grazie ai comandi vocali e al riconoscimento della voce di chi lo interroga. Ogni chiamata in Usa o Canada fatta tramite Google Home sarà gratuita. Il cilindro-maggiordomo diventa inoltre "proattivo", darà notifiche agli utenti (la stessa funzione che oggi Amazon ha annunciato sul suo cilindro Echo equipaggiato con l’assistente Alexa).

12.4.2017, 21:502017-04-12 21:50:27
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In 1,2 miliardi a utilizzare Facebook

Sono un miliardo e duecentomila le persone che in tutto il mondo utilizzano Messenger, la chat di Faacebook, ogni mese. Lo annuncia il social network dalla pagina di David Marcus...

Sono un miliardo e duecentomila le persone che in tutto il mondo utilizzano Messenger, la chat di Faacebook, ogni mese. Lo annuncia il social network dalla pagina di David Marcus, l’ex presidente di Paypal e attuale vicepresidente della componente Messenger di Facebook. L’annuncio appare anche sulla pagina di Instagram e su quella di Messenger, dove oltre ai ringraziamenti alla Community in rapida crescita, viene anche promesso l’arrivo di novità.

La chat di Facebook creata nel 2011 prima come applicazione mobile e poi anche per il web, aveva superato il traguardo del miliardo di utenti nell’estate scorsa. Negli ultimi mesi è stata al centro di importanti 'upgrade' con l’introduzione delle videochiamate di gruppo, una camera fotografica con a disposizione adesivi, maschere, cornici ed effetti, e la possibilità di condividere foto e video in modo ancora più semplice.

Di recente sulla chat sono stati lanciati 'Mentions' e 'Reactions' per le conversazioni di gruppo. Inoltre è stato anche rilasciata la versione Messenger Lite, un’app più leggera per portare la messaggeria istantanea anche nei paesi in cui non sono disponibili connessioni avanzate. E, a due anni dall’introduzione degli scambi di denaro tra singoli utenti, è stata appena introdotta la possibilità di fare pagamenti di gruppo, per raccogliere e dare soldi con un messaggio, per regali e cene.

22.3.2017, 07:552017-03-22 07:55:52
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Twitter intensifica la lotta contro l'Isis, da metà 2016 sospesi oltre 370 mila account

Twitter intensifica gli sforzi nella lotta al terrorismo. La società che cinguetta ha sospeso 636’248 account dalla...

Twitter intensifica gli sforzi nella lotta al terrorismo. La società che cinguetta ha sospeso 636’248 account dalla seconda metà del 2015 sospettati di promozione del terrorismo o legami con l’Isis. E la battaglia si è intensificata lo scorso anno: 376’000 account sono stati sospesi nella seconda metà del 2016, in media 63’000 al mese, contro i 235’000 account sospesi nei primi sei mesi dello stesso anno.

La sospensione degli account è stata stabilita da filtri interni creati da Twitter per la sua piattaforma. Il 74% dei 376’000 account sospesi nel secondo semestre del 2016 è infatti stato bloccati da strumenti anti-spam, con un picco di stop dopo gli attacchi terroristici. Uno 0,015% delle sospensioni è avvenuto su richiesta del governo.

"Non c’è un algoritmo magico per identificare contenuti a sfondo terroristico su internet. Ma continuiamo a usare strumenti tecnologici per integrare le segnalazioni degli utenti. Negli ultimi sei mesi questi strumenti ci hanno aiutato a identificare automaticamente più di un terzo degli account che abbiamo sospeso per promozione del terrorismo", afferma Twitter.

Twitter ha intensificato gli sforzi contro il terrorismo dopo uno studio della George Washington University del 2015 che aveva identificato la piattaforma come uno dei più importanti canali di comunicazione dell’Isis.

6.3.2017, 16:522017-03-06 16:52:56
@laRegione

Controllori francesi in agitazione, più di mille voli potrebbero essere cancellati

Più di mille voli potrebbero essere cancellati questa settimana in Europa a causa dello sciopero dei controllori del traffico...

Più di mille voli potrebbero essere cancellati questa settimana in Europa a causa dello sciopero dei controllori del traffico aereo in Francia, iniziato oggi e che si concluderà venerdì prossimo.

Le torri di controllo di Brest e Bordeaux sono in sciopero fino alle 19 di venerdì mentre domani dovrebbero scioperare anche i dipendenti di Air France. Nella sola giornata odierna sono stati cancellati 300 voli, riferisce Bloomberg, citando il portavoce della Direzione generale dell’aviazione civile francese.

6.2.2017, 09:222017-02-06 09:22:28
@laRegione

Adulti inconsapevoli quanto i ragazzi dei pericoli 'social'. E una notizia diventa vera se condivisa da tanti...

Adulti e ragazzi vivono una vita sempre più social, con una media di più di 5 profili a...

Adulti e ragazzi vivono una vita sempre più social, con una media di più di 5 profili a testa, e sono sempre più connessi via smartphone: il 95% degli adulti e il 97% dei ragazzi ne possiede uno, e cominciano sempre più presto. Ma entrambi sono quasi del tutto inconsapevoli delle conseguenze delle loro attività in rete. È lo scenario che emerge da una ricerca condotta in Italia da Ipsos per Save the Children. Ricerca diffusa oggi. 

Sia adulti che ragazzi sanno che mentre navigano i loro dati vengono registrati (i due terzi sia degli adulti che dei ragazzi) anche se non sanno esattamente quali, se ne dicono preoccupati (l’80% di entrambi), ma hanno ormai interiorizzato l’idea che cedere questi dati sia il giusto prezzo per essere presenti online e accedere ai servizi che interessano (circa il 90% di tutti coloro che consentono a un’app l’accesso ai propri contatti).

Sempre più giovani con lo Smartphone

L’indagine rivela che i bambini in Italia ricevono il loro primo smartphone a 11 anni e mezzo, età media più bassa di un anno rispetto alla rilevazione dell’anno precedente. Pur di essere presenti online, i minori sono disposti anche a mentire sull’età: mediamente si iscrivono a Facebook a 12 anni e mezzo (un anno in meno del 2015), dichiarando un’età superiore.

Una notizia è più attendibile se condivisa da tanti

Quando si tratta di valutare l’attendibilità di una notizia, il 43% dei minori e il 37% degli adulti basa il proprio giudizio sulle condivisioni che quella notizia riceve. Ancora, quasi un ragazzo su 10 accede a giochi online come poker o casinò o altri siti riservati ad adulti.

Foto imbarazzanti

La condivisione di immagini e video di se stessi o di altri, con riferimenti sessuali o in pose imbarazzanti, rappresenta purtroppo un’attività molto diffusa tra i ragazzi: raccontano infatti che tra i loro amici più di 1 su 5 invia video o immagini intime di sè a coetanei e adulti conosciuti in rete, o attiva la webcam per ottenere regali. Quattro su 10, infine, inviano o postano immagini intime di loro conoscenti, più di 1 su 3 invia o riceve messaggi con riferimenti espliciti al sesso, 1 su 5 invia ad amici propri video o foto intime.

Scarsa 'igiene' online

La ricerca evidenzia che vi è una scarsa cura della propria storia online sia per gli adulti che per i ragazzi, che non prevedono una "manutenzione" costante dei propri profili: circa 9 su 10 non compiono azioni efficaci per proteggere la propria immagine online, come cancellare post passati (solo il 18% dei ragazzi e il 14% degli adulti l’ha fatto almeno una volta), togliere il tag del proprio nome da una foto postata online (lo fa solo il 12% di entrambi) o bloccare qualcuno su Facebook o Whatsapp (lo fa solo il 19% dei ragazzi e il 16% degli adulti).

Il 75% degli adulti e il 72% dei ragazzi intervistati crede che non sia mai sicuro condividere online foto e video intimi e riservati e per il 67% dei primi e il 65% dei secondi se un contenuto condiviso con qualcuno dilaga in rete, la responsabilità è di chi lo diffonde. Ma ben l’81% degli adulti e il 73% dei ragazzi pensa che vi sia una sorta di "consenso implicito" alla diffusione, nel momento in cui qualcosa viene condiviso online anche se non con una sola persona. E c’è un 23% degli adulti e un 29% dei ragazzi che sono convinti che sia sempre sicuro condividere foto o video intimi online perché "lo fanno tutti".

 

«I risultati che emergono dalla ricerca dimostrano che adulti e ragazzi condividono le stesse conoscenze, gli stessi livelli di consapevolezza delle conseguenze dei loro comportamenti in rete e spesso anche i comportamenti stessi. Si tratta di un dato preoccupante se pensiamo che proprio gli adulti dovrebbero esercitare un ruolo di guida in un contesto complesso e in continua evoluzione, come quello del mondo e delle tecnologie digitali» spiega Raffaela Milano di Save the Children.

23.1.2017, 09:202017-01-23 09:20:49
@laRegione

Samsung trova il difetto nel Galaxy Note 7, colpa della batteria

Samsung ha individuato nel processo di concezione e nelle manifattura delle batterie il problema dei suoi Galaxy Note 7 che nell'autunno dello...

Samsung ha individuato nel processo di concezione e nelle manifattura delle batterie il problema dei suoi Galaxy Note 7 che nell'autunno dello scorso anno avevano più volte preso fuoco. 

La nostra indagine, così come le altre completate da tre organizzazioni industriali indipendenti, ha concluso che le batterie sono state all'origine degli incidenti del Note 7", ha rilevato Samsung in una nota, a chiusura dell'istruttoria. 

Samsung si fa carico delle responsabilità, in quanto – spiegano – sono loro ad aver contribuito a fissare gli obiettivi che le nuove batterie dovevano raggiungere. 

Analisi approfondite su 200mila esemplari

Circa 700 ricercatori e ingegneri di Samsung hanno lavorato "sulla replica degli incidenti" testando oltre 200mila Note 7 completi e più di 30mila batterie.

Koh Dong-jin, a capo della divisione smartphone, ha rinnovato le scuse della compagnia auspicando l'impegno a riconquistare la fiducia dei consumatori nel mondo. Al tal proposito, "sono state adottate diverse azioni correttive per assicurare che questo non accada più in futuro, incluse le misure di sicurezza in fase di progettazione e il piano di 8 punti di verifica delle batterie".

'Vogliamo riguadagnare la fiducia'

Negli ultimi mesi, insieme agli esperti indipendenti di settore, "abbiamo condotto indagini per ricostruire le causa dei problemi del Galaxy Note 7. Ora più che mai – ha concluso Koh –, siamo decisi a guadagnare la fiducia dei nostri clienti con l'innovazione per quanto è possibile sulla sicurezza come porta per illimitate e incredibili possibilità di nuove esperienze".

Costi per 5,3 miliardi

Samsung ha stimato i costi del richiamo di 2,5 milioni di Note 7 in 5,3 miliardi di dollari: pur incolpando a settembre le batterie al litio date da un fornitore, in seguito emerse che anche i modelli con nuove batterie erano a rischio incendio.

Dopo l'annuncio dell'individuazione del problema, il titolo in borsa è risalito dello 0,81%. (Ansa)

15.12.2016, 17:262016-12-15 17:26:33
@laRegione

Uber lancia seconda flotta di auto a guida autonoma

Uber sfida le regole per le auto a guida autonoma. Dopo Pittsburgh, la compagnia di trasporti alternativa ai taxi ha lanciato una piccola flotta di auto autonome...

Uber sfida le regole per le auto a guida autonoma. Dopo Pittsburgh, la compagnia di trasporti alternativa ai taxi ha lanciato una piccola flotta di auto autonome nella sua città, a San Francisco, ma ha subito ricevuto l’altolà dalle autorità, secondo cui il servizio è illegale. La società, hanno spiegato i funzionari del Dipartimento californiano dei veicoli motorizzati (Dmv), non avrebbe infatti il permesso necessario per la guida autonoma.

In un post pubblicato sul suo sito, Uber ieri ha annunciato la disponibilità a San Francisco di una flotta di Volvo XC90 a guida autonoma. Nello stesso giorno, tuttavia, è arrivata la lettera del Dmv che ha intimato lo stop a Uber. "Per la compagnia è illegale continuare a operare finché non riceverà un permesso per testare le auto autonome", si legge. "Qualsiasi attività di Uber sulle strade pubbliche californiane deve cessare fin quando Uber non sarà in regola".

Uber non è tuttavia dello stesso avviso. Sul suo sito la compagnia sostiene che la regola californiana andrebbe applicata solo alle auto autonome in circolazione senza un guidatore che possa prendere il controllo del veicolo in caso di bisogno, mentre dietro al volante delle auto di Uber c’è sempre un ingegnere pronto a intervenire.

Un giorno di spesa in collaborazione con Fust Sefontana!

Venerdì 16 dicembre dalle 9.00 alle 14.00 vieni a trovarci al Fust Serfontana e partecipa al nostro concorso. In palio un buono acquisto di CHF 200.-.
30.11.2016, 18:262016-11-30 18:26:51
@laRegione

Prevenire i crimini con i motori di ricerca

"Google Trends", strumento che permette di sapere con quale frequenza un termine viene digitato dagli utenti nel motore di ricerca Google, potrebbe servire a prevedere e...

"Google Trends", strumento che permette di sapere con quale frequenza un termine viene digitato dagli utenti nel motore di ricerca Google, potrebbe servire a prevedere e prevenire attività illegali. Lo comunica oggi l’università di Berna.

Michael Liebrenz e la sua équipe hanno effettuato un test con la parola "anfetamina", comparando le ricerche fatte online alle statistiche criminali legate a questa sostanza stupefacente in Svizzera, Germania e Austria.

I risultati degli ultimi dieci anni hanno evidenziato un parallelismo: alla crescita del numero di ricerche corrispondeva un aumento successivo delle attività criminali riguardanti l’anfetamina, indicano gli esperti dell’ateneo della città federale nella rivista specializzata "PLOS ONE".

Si tratta comunque di conclusioni ancora piuttosto sommarie. Liebrenz è restato infatti prudente, precisando che studi supplementari sono ancora necessari. Ha comunque consigliato alle autorità competenti di tenere presente queste tendenze nell’ambito di future misure preventive.

"Google Trends" propone dati interessanti per esplorare la società e il suo sviluppo. Con questo strumento, si tentano anche di predire i risultati di un’elezione o di anticipare le epidemie d’influenza.

Richard Clayderman in concerto

Venerdì 2 dicembre alle ore 20.30 presso il Palazzo dei congressi di Lugano, si terrà il concerto di Richard Clayderman. Per biglietti e informazioni: www.starticket.ch oppure www.biglietteria.ch.
15.11.2016, 07:002016-11-15 07:00:00
Andrea Manna @laRegione

L'intelligenza artificiale per difenderci dall'estremismo

La leggenda narra che è sufficiente scrivere “bomba” e “Isis” su internet per finire sotto la lente dei servizi segreti americani. La realtà è decisamente...

La leggenda narra che è sufficiente scrivere “bomba” e “Isis” su internet per finire sotto la lente dei servizi segreti americani. La realtà è decisamente un’altra, anche perché se bastassero due parole per essere sospettati di radicalizzazione, sarebbe necessario sorvegliare tante, troppe persone.

La ricerca dei ‘radicalizzandi’ deve quindi rifarsi a tecniche più sottili e complesse, che toccano la psicologia, la linguistica e l’intelligenza artificiale. Tecniche che permettano di individuare, tramite alcuni comportamenti, chi è potenzialmente sensibile alla propaganda dei gruppi estremisti. Uno degli esperimenti in questo senso porta il marchio della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi). Si chiama Dike ed è stato realizzato sotto la guida di...