Paginadeiragazzi

7.5.2016, 07:002016-05-07 07:00:00
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Musica per occhi e orecchie

La pluriclasse 2a e 3a elementare di Arzo – oggi ospite della nostra pagina per raccontarci la sua esperienza al Lac di Lugano, in occasionie dei tradizionali concerti per le scuole –, ha...

La pluriclasse 2a e 3a elementare di Arzo – oggi ospite della nostra pagina per raccontarci la sua esperienza al Lac di Lugano, in occasionie dei tradizionali concerti per le scuole –, ha illustrato attraverso i disegni che pubblichiamo, il momento più bello del concerto che ha coinvolto due dei loro sensi principali: la vista e l’udito. L’esercizio, al quale non erano abituati, ha permesso loro di assaporare la musica in modo coinvolgente. I concerti per le scuole dell’Osi erano infatti accompagnati dai disegni di Cédric Cassimo.

25.2.2016, 17:132016-02-25 17:13:00
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Professioni,carte in tavola

La 3a B della scuola media di Breganzona con il suo direttore, il docente Stefano Cairoli, si è resa disponibile durante un’intera ora di lezione e ha animato di fronte a tre telecamere e...

La 3a B della scuola media di Breganzona con il suo direttore, il docente Stefano Cairoli, si è resa disponibile durante un’intera ora di lezione e ha animato di fronte a tre telecamere e un apparecchio fotografico il “gioco di carte” ideato da Rita Beltrami – direttrice dell’Ufficio orientamento scolastico e professionale nonché presidente del comitato di Espoprofessioni – e il suo team di esperti. Volto ad accendere il dibattito sulle 238 professioni che si possono imparare in Ticino attraverso la via del tirocinio, il gioco vuole stimolare i giovani ad associare i mestieri fra loro intravedendo anche le possibili carriere professionali o i percorsi di formazione necessari.

5.6.2015, 14:562015-06-05 14:56:00
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L’estate in compagnia... di un libro

L’amicizia nei libri

Nella pagina di oggi ospitiamo alcuni dei partecipanti al Premio Losone 2015. Adele, Chiara, Denis, Elia, Leo e Viola delle quinte Elementari di...

L’amicizia nei libri

Nella pagina di oggi ospitiamo alcuni dei partecipanti al Premio Losone 2015. Adele, Chiara, Denis, Elia, Leo e Viola delle quinte Elementari di Losone ci parlano infatti dei tre libri in lizza, che ognuno di loro ha letto con attenzione durante la prima parte dell’anno scolastico. Le tre letture avevano quale filo conduttore l’amicizia tra un ragazzino e una ragazzina e a questo proposito l’edizione 2015 del Premio Losone è stata un’ulteriore occasione per sottolineare l’importanza del sentimento d’amicizia anche tra un compagno e una compagna. Buona lettura.

23.5.2015, 14:532015-05-23 14:53:00
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Mobilitarsi per una nobile causa

Una corsa solidale

Nella pagina di questa settimana accogliamo gli allievi della scuola elementare di Manno - Gravesano che hanno destato la nostra attenzione presentandoci una...

Una corsa solidale

Nella pagina di questa settimana accogliamo gli allievi della scuola elementare di Manno - Gravesano che hanno destato la nostra attenzione presentandoci una delle iniziative che compongono il loro progetto d’istituto incentrato sulla mobilità lenta. Il 20 novembre 2014 infatti, gli alunni della scuola e i bambini della scuola dell’infanzia hanno corso per le vie di Manno sponsorizzati da parenti, amici e mecenati. Una giornata definita salutare dagli allievi stessi e che ha fruttato una somma che ha lasciato tutti quanti a bocca aperta... Sono infatti stati raccolti 12’600 Chf, poi devoluti alla Società svizzera sclerosi multipla. Agli allievi, come ci raccontano gli intervistati, è stata data l’opportunità di sperimentare la mobilità ridotta durante una giornata di sensibilizzazione. Buona lettura!

9.5.2015, 11:162015-05-09 11:16:00
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M come Mamma e come Musica

Un augurio in musica Nelle offerte musicali per i bambini e le famiglie dell’Orchestra della Svizzera italiana (Osi) troviamo anche lo spettacolo che si tiene durante la giornata della festa...

Un augurio in musica
Nelle offerte musicali per i bambini e le famiglie dell’Orchestra della Svizzera italiana (Osi) troviamo anche lo spettacolo che si tiene durante la giornata della festa della mamma, che cade domani, 10 maggio. Quest’anno, l’Osi ci invita ad assaporare un classico: Lo Schiaccianoci, sulle musiche di Piotr Il’Ic Cajkovskij all’Auditorio Stelio Molo Rsi. In relazione con l’evento e rimanendo in tema mamma e musica, abbiamo chiesto ai figli di alcune musiciste dell’Osi di augurare alle loro madri una bella festa attraverso delle paroline melodiose e un disegno che le ritrae con il loro strumento di lavoro. Augurandovi buona lettura, giungano a tutte le madri nostre lettrici, i migliori pensieri per una buona festa della mamma!

Niccolò
“Buona festa della mamma!! Ti voglio bene mamma auguri Nic” sono le frasi festose di Niccolò. A Niccolò piace tantissimo studiare con la mamma e qui ha fotografato un momento mentre studia assieme a lei (mamma Barbara violinista dell’Osi).

Tommaso
L’augurio di Tommaso per la sua mamma è: “Buona festa. Ti voglio tantissimo bene”. Nel disegno di Tommaso il nome “mamma” è attorniato da tante note, come per indicare che quella parola è melodiosa (la mamma di Tommaso è Barbara, violinista dell’Osi).

Berenice
“Buona festa mamma Irina” è l’augurio di Berenice per la propria mamma (violinista dell’Osi). Berenice ha ritratto la mamma in primo piano rispetto agli altri violinisti dell’orchestra, mentre il direttore d’orchestra indossa un abito colorato da pagliaccio. Si tratta forse del clown Dimitri?

Giorgio
Per la mamma Irina, Giorgio – di soli 5 anni – ha creato un collage composto da: un grande violino della mamma con il suo archetto e un disegno del clown Dimitri, che Giorgio ha potuto vedere di persona a teatro. L’augurio per la mamma Irina è: “Buona festa per mamma che suoni molto bene”.

Ginevra
La mamma di Ginevra si chiama Barbara ed è violinista dell’Osi. Ginevra ha disegnato la mamma mentre lavora suonando e le note sono sopra la sua testa come una corona in melodia. Della sua mamma Ginevra dice: “È bella come una rosa”.

 

Concerti per la festa della mamma dell’Osi: i posti sono esauriti
L’Orchestra della Svizzera italiana comunica che sono esauriti i posti all’Auditorio Stelio Molo Rsi per i Concerti per la festa della mamma “Lo Schiaccianoci” di domenica 10 maggio, sia alle ore 15 sia alle ore 17 Si tratta dello spettacolo che viene offerto ogni anno dall’Osi alle famiglie. L’Osi desidera scusarsi con tutte le famiglie che non hanno trovato posto e promette loro di fare di più il prossimo anno.

A tutti coloro che hanno prenotato i posti per “Lo Schiaccianoci” si ricorda di arrivare domenica con un buon anticipo all’Auditorio, poiché i posti non sono numerati.

6.5.2015, 11:102015-05-06 11:10:00
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Note magiche per 7’000 allievi

Il LAC ai bambini Durante gli ultimi giorni d’aprile, l’Orchestra della Svizzera italiana (OSI) ha invitato, come di consueto, i ragazzi delle scuole elementari ai suoi concerti. Oltre...

Il LAC ai bambini 
Durante gli ultimi giorni d’aprile, l’Orchestra della Svizzera italiana (OSI) ha invitato, come di consueto, i ragazzi delle scuole elementari ai suoi concerti. Oltre 7’000, tra allievi, docenti e accompagnatori, hanno risposto presente ad una proposta tra le più allettanti. Infatti, da Agarone a Chiasso, passando da Iragna e Croglio, sono giunti puntuali alla mecca artistica e culturale sita a Lugano. Stregati dalla magia di OSI, Federico Soldati e del LAC i partecipanti hanno apprezzato oltre allo spettacolo l’organizzazione con cui sono stati accolti. Alcuni allievi della IV elementare dell’Istituto scolastico di Lamone-Cadempino ce ne parlano. Buona lettura!

Un momento magico per gli allievi delle scuole

Ivan
Il concerto è stato bello e mi è piaciuto tanto, solo che sul finale c’erano dei bambini che parlavano. La maestra ha spiegato che non è facile rimanere in silenzio ad ascoltare.

Liza
Ci siamo spostati in 150 allievi con i docenti e gli accompagnatori. Era la prima volta che partecipavo ad un’uscita con così tante persone. Siamo andati con dei bus perché era lontano camminare fino al LAC dalla stazione di Lugano. Tutto era organizzato molto bene e non ci sono stati problemi. Anche quando dovevamo attraversare la strada è stata data la precedenza a noi pedoni. Eravamo in più di 150 ad attraversare la strada in una sola volta.

Alessia
Mi è piaciuto tanto anche lo spettacolo con il mago Soldati e con i suoi trucchi di magia. Era bellissimo! Lui ci ha aiutati a capire la musica.

Gianluca
È stata un’esperienza davvero molto bella e la magia che mi è piaciuta più di tutte era quella del mago che sventolava un telo davanti a lui e quando lo toglieva si vedeva lui stesso che fluttuava. Era la prima volta che la vedevo.

Andrea
Penso che se non ci fosse stato Federico sarebbe stato più difficile capire la musica. Lui ce l’ha spiegata molto bene. La magia che mi è piaciuta di più è quella dove il fazzoletto rosso fluttuava. Io conosco bene Federico perché fa degli spettacoli con mio papà.

Katerina
C’era anche una signora che cantava. Forse si chiamava Barbara, era brava anche se non si capivano molto bene le parole. La nostra maestra mi ha spiegato che cantava in spagnolo. Anche se avesse cantato in italiano sarebbe stato difficile capire le parole.

Adrian
Era la prima volta che andavo al LAC, ma l’avevo visto già alla tele. Quando mi sono trovato sul posto è stato impressionante perché non avevo mai visto un posto così bello, così grande, spazioso e comodo. Le sedie erano molto confortevoli e poi c’era la conchiglia per far sentire bene la musica. Federico Soldati ci ha parlato anche del golfo mistico e di come la sala del Lac possa trasformarsi anche in una sala di teatro, dove l’orchestra non è più sul palco, ma nascosta nel golfo mistico.

Valentina
La magia più impressionante per me è stata quando ci ha ipnotizzati tutti e prima la sua faccia è diventata più grande e poi la sua faccia è diventata più piccola.

Alessio
A me è piaciuta la prima magia, cioè quella con il telo nero, quella con il fuoco dove tutti gli ingredienti sparivano e restava un bellissimo fiore che ha regalato al direttore d’orchestra.

Evelyn
Quello che mi è piaciuto dello spettacolo è che c’era della musica, ma non era la solita musica che si sente alla radio. È stata un’esperienza nuova.

Gianluca
Quando la signora ha iniziato a cantare mi ha spaventato la sua voce, era strano che fosse così. Me l’aspettavo diversa e non così forte.

Luana
A me è piaciuta molto la maniera con cui ha cantato la signora: la sua voce faceva anche un po’ ridere perché era forte e alta. In più c’erano le magie di Federico Soldati che erano molto belle.

Giada
Per me è stata una nuova esperienza andare al LAC ad ascoltare la musica. Non avevo mai assistito a uno spettacolo così e mi è piaciuto tanto.

 

2.5.2015, 11:052015-05-02 11:05:00
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Berna, una palestra per dibattere

Giovani alle prese con il dibattito politico Nella pagina di oggi diamo risalto al progetto “La gioventù dibatte” coordinato da Franchino Sonzogni per la Svizzera italiana. Un’...

Giovani alle prese con il dibattito politico
Nella pagina di oggi diamo risalto al progetto “La gioventù dibatte” coordinato da Franchino Sonzogni per la Svizzera italiana. Un’iniziativa che avvicina il giovane alla dimensione politica e che completa l’offerta di programmi destinati all’educazione alla cittadinanza dei nostri giovani. La finale a Berna dello scorso 20 e 21 marzo 2015 ha visto Sara Costi, Nicolas Orlandi e Yann Fauconnet distinguersi tra i ragazzi della delegazione italofona. Per addentrarci e meglio capire gli aspetti di questo progetto ci siamo rivolti, con qualche domanda, ad alcuni studenti del liceo 1 di Lugano. Buona lettura

 

Come giudicate la vostra esperienza a Berna, nei dibattiti del concorso?
La sfida più grande di un dibattito è senz’altro quella di riuscire a difendere una posizione che in realtà non si condivide, ma è anche un’occasione per imparare ad ascoltare le opinioni altrui e sviluppare il rispetto reciproco, che è un elemento centrale della democrazia. (Debora Steffen)

Nell’esperienza di Berna trovo particolarmente bello poter incontrare molte persone di tutta la Svizzera e scambiare con loro delle opinioni, come pure assistere ai dibattiti in altre lingue. Questo ci permette di confrontare la nostra metodologia di dibattito con quelle d’oltre Gottardo. Personalmente mi sono ispirato ad alcune tecniche dei nostri colleghi svizzeri romandi. (Yann Fauconnet)

In un dibattito mi sono ritrovata a difendere una posizione diametralmente opposta alla mia opinione personale e ho potuto comprendere veramente cosa significa lottare per qualcosa in cui non si crede. (Linda Arnold)

Per quanto concerne i dibattiti a Berna sono stati molto interessanti, i temi erano complessi, ma con una giusta preparazione non impossibili. (Alessandro Seveso)

Ad essere sincera per il primo dibattito mi sono trovata un po’ in difficoltà, non tanto per il tema quanto più per l’agitazione. Il fatto di trovarmi a Berna e di essere davanti ad un pubblico (anche ragazzi di altri Cantoni) mi ha messo in ansia. (Michela Marchesi)

Cosa pensate del progetto ‘La gioventù dibatte’ per un giovane.
Per me questo progetto ha significato “mettersi in gioco”. Ha rappresentato un’occasione unica per dar voce ai giovani, spesso criticati e reputati poco maturi per una partecipazione politica attiva. Non bisogna ignorare i giovani, ma incoraggiarli a diventare un valore aggiunto! (Debora Steffen)

Il progetto “La gioventù dibatte” per un giovane rappresenta l’opportunità di mettersi in gioco personalmente, di sviluppare lo spirito critico e un metodo di lavoro e di analisi valido per tutta la vita.
Permette pure d’imparare dei valori civici fondamentali per la nostra società (che tende a perderli in questi ultimi anni), quali il rispetto per la parte avversaria e l’importanza di informarsi bene prima di affermare qualcosa. Ritengo questo progetto una delle migliori preparazioni in Svizzera per iniziare la vita di cittadina o cittadino. (Yann Fauconnet)

Credo che il progetto sia singolare e stimolante e possa avvicinare molti giovani ai temi politici e alla vita della comunità e della realtà in cui si vive. (Linda Arnold)

Il progetto “La gioventù dibatte” è un’esperienza formativa fondamentale per tutti i giovani che vogliono avvicinarsi al mondo della politica. Il valore del progetto è, per così dire, inestimabile, nel senso che è un’esperienza che consiglio a tutti, perché permette un confronto democratico e pacato tra opinioni diverse. È un momento di crescita personale, che avviene in maniera simpatica e davvero interessante. (Alessandro Seveso)

Era già il secondo anno che la docente cercava di convincermi a partecipare; quest’anno ci è riuscita e gliene sono grata. È stata una bella esperienza. Sicuramente intensa ed impegnativa, perché i temi da trattare sono parecchi e richiedono molte ore di lavoro per cercare le diverse argomentazioni a favore e contrarie. “La gioventù dibatte” permette di migliorare la propria espressione orale, permette di gestire le emozioni davanti ad un pubblico e favorisce il dialogo pacato e ragionato. Il fatto di studiare prima le diverse argomentazioni Pro e Contro, offre l’occasione, durante il dibattito, di mettersi nei panni dell’avversario e permette di controbattere più facilmente. (Michela Marchesi)

Cosa ne pensate del ruolo della giuria e dei quattro criteri utilizzati per valutare i partecipanti ai dibattiti?
Nonostante vi siano criteri precisi per la valutazione dei dibattenti, non è sempre facile, da partecipanti, capire esattamente in che modo essi siano applicati. Il ruolo della giuria è fondamentale per un feedback una volta terminato il dibattito. Ho trovato molto arricchente, nella finale, il voto del pubblico, poiché il grande traguardo è quello di riuscire a convincere un intero uditorio della posizione che si è chiamati a difendere. (Debora Steffen)

La giuria ha ovviamente un ruolo fondamentale durante lo svolgimento dei dibattiti. Per i partecipanti il momento più interessante con i giurati è quando avviene il feedback individuale, cioè quando ci espongono le loro impressioni e i loro consigli post-dibattito, perché ci permettono sempre di migliorare notevolmente la qualità dei dibattiti successivi. Ritengo molto efficiente il sistema dei quattro criteri di valutazione. (Yann Fauconnet)

La giuria svolge un ruolo fondamentale in quanto valuta non solo le conoscenze ma anche la dialettica, l’interazione con i compagni e la capacità di creare un vero e proprio dialogo. (Linda Arnold)

La giuria ricopre un ruolo fondamentale per stabilire chi possiede le migliori capacità oratorie e chi fornisce le informazioni più precise e convincenti. (Alessandro Seveso)

I criteri di valutazione sono rigidi e dovrebbero avere tutti lo stesso peso, tuttavia, da quel che ho potuto notare, certi aspetti vengono fatti pesare di più nel giudizio finale del dibattente. (Michela Marchesi)

25.4.2015, 11:002015-04-25 11:00:00
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Alt alla (in)differenza

L’esperienza del diverso Benvenuti alla seconda puntata sulle giornate progetto della Scuola media di Minusio che si sono tenute tra il 16 e il 18 marzo scorso ed hanno coinvolto l’intero...

L’esperienza del diverso
Benvenuti alla seconda puntata sulle giornate progetto della Scuola media di Minusio che si sono tenute tra il 16 e il 18 marzo scorso ed hanno coinvolto l’intero istituto. Nella pagina di oggi sono i ragazzi di 3a e 4a media che ci raccontano di quest’esperienza che ha permesso loro di sperimentare la diversità attraverso teatri, racconti e testimonianze toccanti. Nei giorni seguenti, poi, i docenti hanno avuto la possibilità d’integrare nelle proprie ore di lezione l’uno o l’altro argomento accrescendo così la portata pedagogica dell’intera iniziativa, inserita nel Progetto Educativo d’Istituto (PEI). Giornate dunque destinate a far riflettere dentro e fuori dalle mura scolastiche. Buona lettura!

Le giornate progetto della terza media avevano per tema: il razzismo
Per introdurre il tema abbiamo visto il documentario di Mohammed Soudani “Chiasso dove vai?” che racconta dell’emigrazione, dapprima italiana negli anni 50 del secolo scorso, fino alle più recenti esperienze con il centro asilanti. Proprio i responsabili del Centro flussi migratori di Chiasso hanno spiegato come avvengono le richieste d’asilo in Svizzera. L’anno con minori richieste è stato il 2005 con circa 10’000 domande, l’anno più impegnativo il 2012 con 25’000 richieste. Dal 2013 emigra in tutto il mondo dalla Siria 1 milione di rifugiati, cioè una domanda d’asilo ogni 12,5 secondi. I responsabili ci hanno spiegato che si può chiedere asilo in ogni parte della Svizzera, anche se i centri di registrazione più conosciuti sono: Chiasso, Basilea, Zurigo e Allstätten. Abbiamo ascoltato diversi testimoni, tra essi Dear, un uomo arrivato dalla Siria, dalla quale è partito a 28 anni e ha intrapreso un viaggio di 11 mesi (per un costo di 5’500 euro) per arrivare in Svizzera. Già a 12 anni avrebbe voluto fuggire dal proprio paese, con l’aiuto di una zia e del suo stipendio (50 euro al mese) riesce ad avere abbastanza soldi per compiere il rischioso viaggio che lo porterà nel nostro paese. Dopo aver preso un camion che attraverso il deserto lo ha portato in Turchia, è rimasto nascosto tre mesi prima di imbarcarsi su un barcone alla volta della Grecia, dove resta alcuni mesi prima di partire per l’Italia. È senza soldi, senza niente, dorme in stazione. Finalmente arriva a Chiasso e ora vive nel nostro cantone da cui non vuole andarsene. Un altro testimone è Najawua, iracheno, fuggito dall’Iraq a causa della mafia che lo aveva aggredito più volte. Anche lui è passato dalla Turchia per poi andare in Grecia, in Italia e in Svizzera, dove lavora come aiuto cuoco. Nel 2011 lo ha raggiunto la famiglia ed è nata in Ticino la sua quarta figlia. I testimoni che più ci hanno colpito sono stati tre ragazzi siriani che ora sono alla scuola media di Bedigliora: Hajar, Mohamed e Yad. Con loro c’erano il vicario della parrocchia di Minusio, don Imad Haddad, siriano, in Ticino per gli studi e ordinato sacerdote lo scorso anno, e il nostro compagno Kamal, siriano e richiedente l’asilo con la sua famiglia. Ora si sono trasferiti a Lugano, ma è stato nella nostra sede in prima media per alcuni mesi, imparando un po’ di italiano. Hajar ha 16 anni, è dovuta fuggire dal suo paese con la famiglia a causa della guerra. Dopo essersi trasferiti in Libia per due anni, sono scappati anche da lì con un barcone e sono giunti in Italia; hanno viaggiato per due giorni sul mare senza acqua, senza cibo, senza muoversi per paura di cadere in mare. Arrivati in Svizzera, hanno chiesto asilo. Mohamed, il fratello di Hajar, ha 14 anni, appassionato di calcio, è felice di aver ripreso la sua attività sportiva in Ticino. Yad è il cugino di Hajar e Mohamed, anche lui ha 14 anni. Una parte della loro famiglia è restata in Siria dove i tre ragazzi desiderano tornare a guerra finita. Gli animatori di Amnesty International attraverso un gioco molto semplice ci hanno fatto sperimentare che vi sono differenze enormi tra i diritti di un essere umano e l’altro, spesso la nostra sorte dipende dal luogo nel quale nasciamo. Se sono etiope ad esempio non ho diritto al passaporto, ragione per cui mi vengono negati quasi tutti gli altri diritti. Senza identità infatti non sono nessuno e non posso fare nulla. Noi possiamo parlare la nostra lingua liberamente, non dobbiamo spiegare le usanze religiose, non abbiamo paura di essere arrestati dalla polizia o di essere oggetto di attacchi da parte dei media. Questa è la nostra realtà, spesso data per scontata, non tutti però hanno la stessa fortuna, nonostante il 10 dicembre 1948 l’assemblea generale delle Nazioni Unite abbia proclamato e adottato la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Le giornate progetto delle quarte medie: i diritti dell’uomo
Durante lo spettacolo teatrale “Imbratisare-abbraccio” Joana, la protagonista, raccontava la vita quotidiana in Romania, le difficoltà e i momenti indimenticabili della sua infanzia. Ci ha parlato della sua famiglia, di come ha vissuto il comunismo, dell’amore per il canto e il teatro, di come è arrivata in Svizzera. Joana è partita dal nulla e ha seguito fino in fondo i suoi sogni ed è riuscita a realizzarli. Ci ha trasmesso molta positività e ho percepito il suo amore per la famiglia e il teatro. È stata anche molto coraggiosa perché si è trasferita in Svizzera senza conoscere niente sulla nazione e senza conoscere nessuno. La scenografia era molto semplice ma i pochi oggetti presenti (la valigia con i suoi ricordi) permettevano agli spettatori di immedesimarsi nella storia. Isola di Esperanza: questo il nome dato all’isola su cui gli allievi sono naufragati dopo una grande tempesta. Ci siamo stabiliti sull’isola e abbiamo stabilito delle regole comuni per facilitare la convivenza e mantenere la pace. Dopo un periodo devastante di siccità, i naufraghi hanno visitato l’isola di Esperanza e hanno incontrato degli indigeni. I due gruppi di “abitanti” dell’isola si sono incontrati e hanno discusso apertamente senza paura perché c’era un clima attivo, combattivo e attento. Questa attività ci ha insegnato a non giudicare gli altri se prima non li conosci a fondo, ma soprattutto che è importante avere delle regole giuste da rispettare e che queste vadano bene a tutti. Inoltre abbiamo imparato che in questi momenti difficili l’aiuto di altre persone, anche diverse, è prezioso e bisogna collaborare senza prendere in giro gli altri; in caso di disaccordo bisogna parlarne senza usare la forza. Barbara Boldrini e Giovanni Memo ci hanno presentato il loro romanzo a fumetti “La rosa sepolta” che parla della vita di un bambino soldato. Abbiamo apprezzato molto questa attività, gli scrittori con semplicità ci hanno fatto capire che cosa significhi per i bambini vivere e tornare dalla guerra; Sergio, il protagonista del volume, tornato dalla guerra fa fatica a reintegrarsi nella società. Ci siamo divisi in gruppi ed ogni gruppo ha potuto preparare un cartellone con i nostri disegni col titolo “Children not Soldiers”. Abbiamo dovuto inscenare un dibattito in cui alcuni di noi rappresentavano grandi aziende multinazionali e le associazioni dei consumatori. Il mio ruolo era quello di manager di un’industria che produce capi d’abbigliamento. Ho dovuto sostenere il mio ruolo con grande difficoltà perché dovevo difendermi dalle osservazioni critiche di un compagno che rappresentava i consumatori. Insieme con l’avv. Balestra, rappresentante dell’Associazione Aprua, abbiamo ascoltato un tema filosofico riguardante i sentimenti e le emozioni che si vengono a creare attraverso le parole. Abbiamo trovato delle parole molto interessanti che non vengono sovente utilizzate in modo corretto, una di esse è “diverso”. Come mai la parola “regola” così piena di significati tendenzialmente negativi è associata a “norma”? Si tratta di termini giuridici molto comuni ma spesso fraintesi in modi banali.

18.4.2015, 10:592015-04-18 10:59:00
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La meraviglia della diversità

La scuola dei valori Oggi, siamo lieti di presentarvi un sunto delle giornate progetto della scuola media di Minusio. Queste hanno avuto luogo tra il 16 e il 18 marzo scorso, proponendo...

La scuola dei valori
Oggi, siamo lieti di presentarvi un sunto delle giornate progetto della scuola media di Minusio. Queste hanno avuto luogo tra il 16 e il 18 marzo scorso, proponendo quattro tematiche nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza: i diritti dei bambini, l’essere diversamente abile, il razzismo e i diritti dell’uomo. Grazie all’esperienza dello scorso anno e forte del sostegno della fondazione éducation21, le giornate progetto hanno saputo proporsi in maniera accattivante non solo agli allievi, ma anche a tutto il corpo insegnante. In attesa di leggere il resoconto degli allievi del secondo ciclo, questa settimana sono i ragazzi di 1a e 2a Media che si esprimono raccontandoci l’esperienza dal loro punto di vista. Buona lettura!

Argomento delle giornate per le prime medie: I diritti dei bambini
Eravamo in palestra, le luci si sono accese ed è partita una musica esotica. Sfumata la musica le due attrici si sono messe a parlare e hanno rappresentato otto dei diritti dei bambini. Lo spettacolo è piaciuto molto, perché la trama, dopo un inizio un po’ confuso, era chiara ed entusiasmante. Oltre che divertente lo spettacolo è stato istruttivo, perché ci ha permesso di capire alcuni importanti diritti dei bambini.

Tornati in classe, abbiamo commentato e discusso ogni diritto e la loro importanza. Successivamente abbiamo formato dei gruppi e ogni gruppo ha disegnato uno degli otto diritti. Il risultato è stato esposto nei corridoi della scuola. Abbiamo fatto otto giochi per scoprire i diritti dei bambini.

Abbiamo costruito il memory con l’aiuto della collaboratrice di Terre des Hommes , abbiamo finito il gioco componendo la frase “20 novembre, giornata dei diritti del bambino”. Le giornate progetto si sono concluse con la visione del film “Vado a scuola”, film che parla di quattro ragazzi di diversa nazionalità che per andare a scuola percorrono molti chilometri ma allo stesso tempo sono molto motivati. Ci è piaciuto molto perché ci insegna ad apprezzare di più la scuola.

Le giornate progetto di seconda media avevano come tema ‘Essere diversamente abile’
Abbiamo assistito al teatro di Maurizio Scarpa. È stato molto bello e divertente perché faceva partecipare i ragazzi e in nessun momento ci siamo annoiati. All’inizio dell’esibizione ci dispiaceva il fatto che il mimo fosse sordo, ma quando ha iniziato a mimare, fare battute e a rispondere alle domande sembrava molto felice. Ci ha anche molto colpito che lui, pur non parlando e sentendo, ci ha fatto capire tutto quanto. Lo abbiamo ammirato perché è felice della sua vita e non la vuole cambiare.

Abbiamo assistito al concerto della Ninfea Blues Band, gruppo nato nel 2003 all’OTAF; suonano vari generi musicali ed ognuno di loro suona uno strumento: maracas, armonica a bocca, percussioni, sassofono, chitarra, piano e alcuni cantano. La band sfrutta le potenzialità di ogni componente, è il loro coraggio ad aiutarli a cantare, suonare e ballare. Inizialmente eravamo un po’ in imbarazzo poi siamo stati coinvolti e siamo saliti sul palco a cantare e ballare con loro. Ogni componente della band ha le sue qualità e le esprime grazie alla musica, anche se sono chiamati “diversi” valorizzano ciò che sanno fare. Non dobbiamo aver paura di essere giudicati, ma dobbiamo affrontare tutte le nostre difficoltà come queste persone che le affrontano grazie ad uno strumento musicale e un microfono.

Due malattie di cui abbiamo discusso
Sindrome d’Asperger: le persone con questa sindrome fanno fatica a relazionare e a esprimersi. Queste persone agli occhi delle persone “normali” sono molto strane e diverse. Ma in realtà possono nascondere dei talenti. Ipovisione e cecità: il signor Luigi ha perso la vista a 30 anni per il diabete, per lui è stata un’opportunità, quella di sviluppare gli altri sensi, anche la memoria per lui è importante. Malgrado la cecità, riesce comunque a superare gli ostacoli della vita di tutti i giorni. Luigi riesce a vivere normalmente. Il film Abbiamo chiuso le giornate progetto con il film “Elephant Man”, questo film ha suscitato in noi molte sensazioni: ansia, pena, felicità, disaccordo, sollievo, sorpresa.

Michele Bardelli è un architetto ticinese che ci ha parlato delle barriere architettoniche; lui ci ha fatto capire quanto sia difficile per una persona in sedia a rotelle salire i marciapiedi o attraversare strade sconnesse. La legge ticinese dice che una rampa non può avere più del 6% di pendenza. Quello che abbiamo imparato ci servirà molto visto che saremo futuri cittadini.

All’inizio della mattinata tutti gli allievi della seconda si sono recati in aula magna per un primo incontro con il responsabile della FTIA. Poi ci siamo divisi in 5 gruppi ed ognuno a rotazione ha affrontato un tema. La paraplegia: abbiamo ascoltato la testimonianza del signor Gianpaolo, che ha avuto un incidente a 18 anni che lo ha portato sulla sedia a rotelle. Queste persone lottano con tutte le loro forze per cavarsela in modo autonomo. Sport paralimpico: abbiamo fatto fatica a spingerci con le braccia per andare avanti, ora ci fanno male le braccia! Ci veniva voglia di alzarci in piedi per fare canestro e per andare a prendere la palla ma poi ci ricordavamo di non poterci alzare in piedi perché loro non possono.

 

4.4.2015, 10:522015-04-04 10:52:00
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Matematica Che Festa!

In viaggio con la matematica Nella pagina di oggi accogliamo nove matematici in erba che accompagnati dalle loro famiglie e dai docenti Silvia Fioravanti e Luca Crivelli, il penultimo fine...

In viaggio con la matematica
Nella pagina di oggi accogliamo nove matematici in erba che accompagnati dalle loro famiglie e dai docenti Silvia Fioravanti e Luca Crivelli, il penultimo fine settimana di marzo, si sono recati al parco Oltremare di Riccione, per la Terza Grande Festa della matematica. Un’esperienza che abbiamo voluto sottolineare e condividere con altri appassionati del campo. A questo proposito, mettendo da parte per un attimo la calcolatrice, abbiamo sollecitato un contributo scritto da parte dei nove matematici affinché potessero farci assaporare il loro weekend romagnolo con qualche fotografia e tante parole. Sicuramente un esercizio controcorrente, per chi ama esprimersi servendosi della concisione matematica, superato tuttavia con grande brio. Buona lettura!

Mattia - In questa fine settimana ho scoperto che la matematica è divertente se viene spiegata bene!

Ramon - La matematica può essere divertente perché ci sono vari modi di impararla. Uno per esempio è stare seduti al banco con il professore davanti che spiega, ma ci sono modi più divertenti per esempio fare dei problemi con gli amici o giocare per trovare la soluzione. Sono tutti modi seri, ma divertenti e così si impara e si trovano le risposte più facilmente.

Gea - È stato bello, per una volta, essere noi ragazzi ad aiutare gli altri a capire come risolvere un problema, perché la maggior parte delle volte sono gli adulti ad aiutare i bambini. Alla fiera della matematica invece abbiamo fatto al contrario. Per molti problemi abbiamo presentato la versione facile e quella difficile e per aiutare a capire meglio la soluzione abbiamo preparato molto materiale. È stato molto emozionante il nostro viaggio a Rimini (Oltremare).

Delia - La matematica può essere divertente perché ogni tanto ti fa trovare delle soluzioni che pensavi non ci fossero. Per me la matematica è un gioco, che si può giocare anche in gruppo, e quindi lascia spazio alla fantasia. Oltre a essere divertente, può anche essere sorprendente, perché in alcuni casi permette di arrivare alla soluzione in modi completamente diversi e può condurre a soluzioni con delle regole logiche che non hanno niente in comune con il problema matematico stesso.

Lia - La matematica non è solo 2 + 3, ma è anche fatta di giochi e di esperimenti! Nel nostro tempo libero abbiamo visitato altre postazioni e scoperto nuovi giochi matematici; in una di queste c’erano degli esperti di origami e la cosa che a me è piaciuta di più è poterne creare e capire come si fanno.

Tiziana - La matematica può essere divertente o meno a seconda di come la si spiega e la si presenta. A Riccione siamo stati noi ragazzi a trasformare la matematica in un gioco divertente spiegandola agli altri bambini. La matematica è quasi sempre divertente, perché la si può spiegare con dei giochi, sempre più divertente per i più piccini.

Alessia - Io vorrei diventare docente di scuola elementare e ho potuto provare a spiegare a grandi e piccoli, problemi a volte complicati in modo più semplice con dei giochi o con alcuni piccoli esperimenti che loro potevano fare. Io penso che la matematica si possa imparare non solo stando sui banchi a guardare la docente che esegue un problema alla lavagna, ma anche provando a far fare agli alunni dei piccoli esperimenti, così resterà più chiara e comprensibile.

Ivane e Giosuè - Un viaggio Oltremare in un gioco di matematica!

28.3.2015, 10:462015-03-28 10:46:00
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Un tuffo nel mondo

Il mondo a tappe

Oggi incontriamo i «saltamondisti», ovvero i bambini che frequentano l’attività Saltamondo i giovedì pomeriggio, nella palestra dell’istituto scolastico di Comano. Il fil rouge...

Il mondo a tappe

Oggi incontriamo i «saltamondisti», ovvero i bambini che frequentano l’attività Saltamondo i giovedì pomeriggio, nella palestra dell’istituto scolastico di Comano. Il fil rouge di Saltamondo è di poter conoscere, durante una o più lezioni, le caratteristiche di una data località. A questo proposito, i vari incontri sono pensati per permettere ai bambini di scoprire usanze e costumi di mondi lontani facendo dell’esercizio fisico. L’attività Saltamondo è gettonatissima e le monitrici parlano di lista d’attesa, mentre i partecipanti che saltellano allegri fra le tappe del viaggio – preparate per intrattenerli – approfit-tano per erudirsi in un’atmosfera che non si vuole competitiva. Buona lettura!

Nicolò - La palestra di Comano è un luogo molto familiare per Nicolò che viene regolarmente: “Mi piace Saltamondo e vengo assieme a mio fratellino, che è più piccolo di me. Ci accompagna Jack con il furgoncino della scuola speciale. Qui è bello perché si salta e c’è la musica”.

Gioele - Ha cinque anni e mezzo e viene sempre con piacere alle lezioni di Saltamondo. Oggi il tema della Cina l’ha interessato parecchio: “Mi piaceva correre con i cavalli nella prateria, perché non bisognava andarsi addosso e faceva ridere”.

Marco - Ha cinque anni e mezzo e frequenta Saltamondo assieme al fratello Luca, che è un po’ più grandicello di lui. “Oggi mi è piaciuto moltissimo fare il kayak con la barca e poi è stato bello anche fare la lotta e vedere chi cadeva sul tappeto e chi restava in piedi”.

Tea - Ha cinque anni e mezzo e la palestra non le fa per niente paura, anzi, “mi diverto tanto quando vengo a Saltamondo, perché oggi abbiamo fatto il percorso con la Vale e poi ci hanno spiegato come si fa a fare la lotta ed è stato divertente mettere la maglietta gialla”.

Sebastiano - Ha sei anni e viene a Saltamondo con il fratello, entrambi si fanno accompagnare dalla mamma. “Mi è piaciuto costruire le capanne e mi diverto sempre a fare i giochi in palestra”. Ci giriamo e Sebastiano sta già correndo e divertendosi nella magnifica coreografia cinese allestita appositamente per questo incontro sulla Cina.

Saul - Si avvicina per essere intervistato, ma subito ci rendiamo conto di una panne nella comunicazione. Lui parla infatti la lingua dei segni. Prontamente, Valentina – una delle mamme responsabili dell’attività – ci viene in aiuto e traduce ciò che Saul vuole comunicare: “Saltamondo mi fa ridere, mi piace tanto, vengo con la macchina ed è tanti anni che vengo perché mi piace”.

Laila - Ha nove anni e Saltamondo le piace moltissimo. Laila ha chiesto alla monitrice di poter essere intervistata, ci tiene infatti a dire la sua: “La musica è sempre bella e a me piace ballare e allora mi diverto”. Muoversi in una palestra con tanti coetanei è un motivo supplementare che spinge Laila a venire ogni giovedì a Saltamondo.

Carlo - Ha otto anni, frequenta la 2a elementare e ha una gran voglia di parlare della lezione: «La cosa che mi è piaciuta di più di oggi è stata la lotta come fanno i cinesi (arti marziali, ndr) e stare nelle loro case, che sono sull’acqua, e spostarsi da una casa all’altra sui ponti”.

17.3.2015, 10:412015-03-17 10:41:00
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Mini-saltamondo: un mini-universo

Una palestra da scoprire Con guancette rosse dallo sforzo e sorridenti dalla gioia, che saltellano in una grande palestra addobbata a tema, accogliamo i partecipanti all’attività mini...

Una palestra da scoprire
Con guancette rosse dallo sforzo e sorridenti dalla gioia, che saltellano in una grande palestra addobbata a tema, accogliamo i partecipanti all’attività mini-saltamondo promossa dalla Ftia (Federazione Ticinese Integrazione Andicap). Mini-saltamondo si rivolge ai bambini del 1° e 2° anno della Scuola dell’Infanzia (SI) ed è messo in pratica grazie al dinamismo di un gruppo di mamme. Lo scopo è d’invogliarli a partecipare, dal 3° anno della SI, agli incontri SALTAMONDO – pensati per i più grandicelli. Mini-saltamondo è infatti un’attività integrata e rivolta indistintamente a bambini con e senza andicap. L’importante è la voglia di scoprire gli attrezzi della palestra a suon di musica.

Diego - “mi piace fare ginnastica e correre nella palestra”, ci racconta con gli occhi che scintillano guardando le postazioni della lezione del giorno che mette in scena il luna park. Anche quest’ora, come per le altre lezioni, filerà in un battibaleno! Riccardo - “a me piace mini-saltamondo perché è bello preparare”, spiega osservando attentamente le monitrici che preparano le diverse postazioni. Ogni volta, un tema a sorpresa per un’ora di movimento in un mini-universo sempre diverso.

Elia - ci indica lo scivolo con un sorriso e corre verso quell’attrazione per ripetere la discesa che gli procura tante emozioni. Una volta in cima al tappetone, Elia si guarda attorno e poi felice si lascia trascinare a valle provando, e questo lo dicono i suoi occhi, un mondo di gioia!

Evelyne - “a me piace fare tutto quello che ci fanno vedere”. Entusiasta dell’attività mini-mondo, Evelyne scopre ad ogni incontro la palestra e i suoi attrezzi e senza paura impara a muovesi nel grande spazio che la circonda. Silvia - “a me piace tanto la pesca” e tutto quello che si fa al luna park. Mangiare lecca-lecca, colpire bicchieri, trasformarsi in pagliaccio, andare sullo scivolo, camminare in equilibrio, saltare sui tappetoni, scoprendo con gioia il mini-universo del luna park.

Franca - “io sono qui con mia sorella e mi diverto ogni volta”. La musica, i giochi, le monitrici e quell’ebbrezza di possedere lo spazio della palestra non possono che mettere il sorriso a tutti i partecipanti invogliandoli a tornare ancora e ancora.

Milton - “io vengo qui perché c’è un mio amico” sottolinea Milton a cui il luna park piace parecchio. Per lui mini-saltamondo vuol dire anche uno spazio in cui socializzare al di fuori dalla Scuola dell’Infanzia e del nucleo familiare.

Alessandro - “a me piace la musica e stare con gli altri bambini, il mio amico si chiama Matteo” ci confida, affascinato dalle postazioni che ricordano il luna park e, in particolar modo, guardando quella del pagliaccio.

7.3.2015, 10:362015-03-07 10:36:00
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Del ritmo per tutti

Ci vuole una galassia d’abilità In attesa del fatidico sabato 9 maggio 2015, ci siamo recati a Lamone e Lugano per sbirciare dietro le quinte dei preparativi, cornice dello spettacolo che verrà...

Ci vuole una galassia d’abilità
In attesa del fatidico sabato 9 maggio 2015, ci siamo recati a Lamone e Lugano per sbirciare dietro le quinte dei preparativi, cornice dello spettacolo che verrà proposto dal progetto New Ability. Annalisa, Daniele, Gabriela, Marina, Marija, Michelle, Monica e Nicole, accompagnati dalla capoprogetto Giada Besomi e dalla sua squadra, stanno lavorando sodo. Lo scopo è di presentare uno spettacolo che, come ci ha spiegato Giada, sarà irripetibile perché molto spazio verrà lasciato alla spontaneità e alle sensazioni del momento. Quella di sabato 9 maggio sarà dunque una serata all’insegna della musica, dove le abilità più congeniali ad ognuno degli otto interpreti principali verranno messe in luce. Buona lettura

Daniele - detto anche Dede – è l’unico ragazzo del progetto New Ability, sorridente di natura, questo dettaglio non sembra impaurirlo. A lavori finiti, sembra molto soddisfatto di aver potuto confezionare una chitarra di suo gusto, nello studio di Paola Grandi.

Marija - ha scelto uno sfondo rosso su cui mettere un cuore, pensando anche al bello spettacolo che realizzerà. I due fiori sono stati inseriti sullo strumento non solo perché a lei piacciono, ma per rendere lo strumento ancora più bello.

Annalisa - ha decorato la sua chitarra utilizzando il giallo e il rosa, che sono i suoi colori preferiti. Lo strumento è poi stato addobbato con diamanti per renderlo prezioso, mentre le corde rosa sono state un’idea di Annalisa accolta da Paola Grandi che non ha fatto altro che assecondarla.

Monica - si rallegra dello spettacolo in cui esibirà la sua chitarra danzando su una coreografia tutta in musica. Il colore giallo e il bel fiore saranno sicuramente degli elementi che, sotto i riflettori, non potranno passare inosservati.

Marina - ama mettersi nel verde e lo sfondo della sua chitarra non la tradisce, la fiamma l’ha aggiunta perché anche per lei il fuoco è un elemento di compagnia e, a questo punto, un bel cuoricino non poteva mancare per dare armonia a tutto lo strumento.

Gabriela - forse non è il caso di dirlo, ma lo diciamo comunque, adora i fiori e la sua chitarra ne contiene tanti, uno persino in sostituzione del classico rosone o buca dello strumento. Tra i fiori preferiti di Gabriela c’è la viola.

Michelle - ha scelto il fuoco quale elemento predominante sul corpo dello strumento. La fiamma evoca infatti a Michelle un posto dove sedersi al caldo. Per realizzare le corde della chitarra, Michelle ha sperimentato un metodo che non conosceva: immergere dei fili di lana nella colla affinché s’indurissero.

Nicole - grandissima tifosa dell’Hcl, non poteva non preparare una chitarra in tema. Riconoscibile, in basso, c’è il panterotto dell’Hcl che ha disegnato in sostituzione della pantera della prima squadra anche per motivi di facilità nell’esecuzione.

 

Informazioni utili

New Ability Il nostro gruppo cerca di portare sul territorio un’attività ludica e nello stesso tempo formativa per persone diversamente abili. Oggi lavoriamo nel mondo della disabilità cognitiva e psicomotoria di giovani adulti. Nel futuro vogliamo ampliare il progetto a persone con handicap fisico e a bambini con difficoltà di apprendimento. Corso di danza Mix-Dance: Spettacolo 9 maggio 2015 Giada Besomi Responsabile progetto Danza-arte-movimento via Industria Stabile 1, entrata C 6814 Lamone +41 (0) 79 222 71 07 giada86@hotmail.com

28.2.2015, 12:222015-02-28 12:22:31
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Al mercato: dalla spesa al piatto 

Quando una palestra di educazione fisica si trasforma in un mercato bio in cui far la spesa, siete arrivati a Ginnastica genitore-bambino, un’attività nata dall’entusiasmo di...

Quando una palestra di educazione fisica si trasforma in un mercato bio in cui far la spesa, siete arrivati a Ginnastica genitore-bambino, un’attività nata dall’entusiasmo di quattro monitrici che fanno parte del Gruppo Saltamondo e della Società Ginnastica Valle del Vedeggio. Sedici appuntamenti in tutto per stimolare l’autostima, la sicurezza in sé e l’indipendenza, assieme a tutti gli aspetti legati al movimento e alla motricità. L’attività è aperta pure ai bambini con handicap a cui sono offerte le medesime opportunità: interagire in un quadro protetto accompagnati dai genitori e da personale formato. Buona lettura!

14.2.2015, 12:202015-02-14 12:20:34
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Un libro per amico

“Tre libri e 160 giurati” potrebbe essere il titolo di un divertentissimo libro per ragazzi, in realtà è lo scenario che si apprestano a vivere gli allievi della docente Lucia Casella che il 28 aprile...

“Tre libri e 160 giurati” potrebbe essere il titolo di un divertentissimo libro per ragazzi, in realtà è lo scenario che si apprestano a vivere gli allievi della docente Lucia Casella che il 28 aprile si ritroveranno con altre scolaresche a Losone per formare la giuria del Premio Losone, una manifestazione che da qualche anno a questa parte seguiamo con grande interesse. Infatti, sia prima che dopo la manifestazione delle pagine speciali occupano la nostra rubrica dedicata ai ragazzi. Anche quest’anno, dunque, vi proponiamo di entrare nella magia del Premio Losone con qualche indizio sui tre libri in concorso. Buona lettura