di Daniele Fontana Nuova tegola, e di quelle pesantissime, sulla testa della Casinò Lugano Sa. La Commissione federale delle case da gioco ha infatti condannato la società luganese al pagamento di una multa di 1,1 milioni di franchi per una doppia infrazione all’ordinanza federale sulla gestione dei casinò. Una doppia violazione ( determinata da grosse lacune nel sistema di videosorveglianza) che si traduce di fatto anche in una doppia violazione della concessione. Contro questa decisione la Sa farà ora verosimilmente ricorso. I fatti che hanno portato a questa clamorosa decisione muovono dall’inchiesta penale condotta dal Ministero pubblico ticinese nel gennaio dello scorso anno per la truffa perpetrata nei casinò di Locarno e di Lugano da un gruppo di ‘finti giocatori’ e di croupier conniventi ( cfr. articolo sotto). A seguito dell’avvio dell’azione investigativa, i responsabili della Casinò Lugano Sa avevano segnalato quanto stava accadendo alle autorità federali. Insospettita in particolare dal fatto che l’agire illecito di ‘finti giocatori’ e croupier era stato facilitato dalla scarsa azione di videosorveglianza praticata nel casinò di Lugano, la Commissione federale delle case da gioco diede allora avvio a una propria, parallela, inchiesta amministrativa. All’inizio scarsa collaborazione L’inchiesta della Commissione ha preso la forma di tutta una serie di ispezioni nella casa da gioco sul Ceresio. In quel contesto cominciarono così a palesarsi i primi ‘fastidi’ per la Casinò Lugano Sa. La Commissione federale delle case da gioco ha infatti rimproverato, tanto al Consiglio di Amministrazione che alla Direzione, una insufficiente collaborazione nel consegnare tutta la documentazione richiesta (in particolare i verbali del CdA e le prime verbalizzazioni ‘interne’ fatte dagli addetti della sicurezza a una serie di dipendenti che avevano l’abitudine di recarsi a giocare in una sala di Cantello, rivelatasi oggi essere in verità una bisca clandestina, cfr. articolo sotto). Poca sicurezza e sorveglianza In ogni caso la Commissione federale riesce a portare a compimento il proprio lavoro di indagine, arrivando a formalizzare, lo scorso mese di maggio, una prima proposta di decisione. Quella definitiva, con tanto di comminazione della multa milionaria, arriva il 25 agosto. La casa da gioco viene ritenuta responsabile della violazione degli articoli 5 e 16 dell’Ordinanza sui sistemi di sorveglianza e sul gioco d’azzardo. Il primo recita che « Il sistema di videosorveglianza sorveglia le attività seguenti: a) transazioni effettuate alle casse; b) conteggio dei gettoni e del denaro, incluso quello delle mance ( « tronc » ) ( il valore del denaro e dei gettoni deve essere riconoscibile); c) ritiro del denaro dai giochi da tavolo e dagli apparecchi automatici per i giochi d’azzardo; d) flusso di denaro e di gettoni tra gli apparecchi automatici per i giochi d’azzardo, i singoli tavoli da gioco, i contenitori per le mance («tronc»), le casse e la cassaforte ». Il secondo stabilisce invece che « La casa da gioco dispone di uno o più locali di sorveglianza. In esso confluiscono i dati e le informazioni del Secc nonché i dati del sistema di videosorveglianza. Almeno un collaboratore incaricato della sorveglianza delle registrazioni video deve essere presente nel locale di sorveglianza e sorvegliare l’esercizio dei tavoli da gioco mediante il sistema di videosorveglianza dalla loro apertura fino alla loro chiusura ». Nei fatti però al casinò di Lugano a quei tempi esisteva un solo addetto impiegato nel locale di videosorveglianza, che aveva però anche mansioni di sicurezza, che lo obbligavano quindi, a volte, ad abbandonare la sala video. D’altro canto la Commissione ha potuto accertare che a Lugano vi erano più momenti in cui il flusso di denaro non era videoripreso. La questione ha una sua rilevanza pure da un profilo fiscale, visto che il controllo permanente del flusso del denaro permette anche di escludere l’ipotesi di sottrazioni delle entrate lorde. Le due violazioni sono state considerate come mediamente gravi. Per stabilire l’importo della multa è stata di conseguenza applicata l’aliquota dell’1% sul prodotto lordo. Sullivan l’aveva visto C’è un particolare, per finire, che aggiunge sale su queste ferite. La Commissione, nel suo rapporto, rileva come il responsabile della sicurezza Brendon Sullivan (l’uomo a suo tempo tanto criticato in particolare dal ‘Mattino della domenica’ perché, si diceva, ‘imposto’ dal nuovo azionista privato Casinos Austria) abbia nel febbraio di quest’anno, proprio su mandato dello stesso CdA della casa da gioco luganese, esperito delle attente verifiche che hanno evidenziato l’esistenza di tutta una serie di lacune. Sullivan ha così stilato ben due rapporti che concludevano per una preoccupante sottodotazione di personale sia in ambito di videosorveglianza che di sicurezza. Da allora la Sa ha proceduto, gradualmente, all’assunzione di 16 unità in più per la sicurezza e di una decina per la videosorveglianza. 18/09/2008 08:04 |