Ieri, 22:442017-08-20 22:44:00
Marino Molinaro @laRegione

Coppia svizzera uccisa in Kenya, arrestato il giardiniere. Altri due in fuga. Movente: i soldi

I corpi di una coppia svizzera sono stati scoperti domenica mattina da alcuni passanti sul ciglio di una strada...

I corpi di una coppia svizzera sono stati scoperti domenica mattina da alcuni passanti sul ciglio di una strada secondaria a Kiembeni, periferia di Mombasa, in Kenya. Il portale keniano "The Star" pubblica le generalità, ma per ora il Dipartimento federale affari esteri non le ha confermate né ha commentato la notizia. Sulle salme dei due pensionati (lui 70 anni) sono state trovate diverse ferite gravi. Nel frattempo sono state trasferite in un obitorio della capitale.

Il capo della polizia regionale, Larry Kiyeng, ha formalmente identificato la coppia. Erano atterrati sabato in Kenya e dovevano alloggiare in un residence di lusso a Nyali. «Erano attesi verso mezzanotte, ma qualcosa è successo tra l’aeroporto e la residenza. Abbiamo trovato indizi in una berlina parcheggiata davanti alla casa», ha detto all’agenzia Reuters Kiyeng, senza dare altre precisazioni. Dal canto suo "The Star" aggiunge che un giardiniere del residence – che conosceva la coppia da 10 anni – è stato arrestato in qualità di sospetto.

Secondo un altro portale keniano, "CapitalNews", la polizia sta dando la caccia ad altri due sospetti, un custode e una guardia notturna, entrambi in fuga. Uno dei due era stato incaricato di prelevare la coppia all’aeroporto sabato; nel frattempo è sparito. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, la coppia sarebbe stata uccisa nella sua casa in proprietà a Nyali, dove aveva vissuto per oltre 20 anni. «Hanno costruito la loro casa in Links Road, dove sono stati attaccati e assassinati sabato sera», ha specificato Christopher Rotich, capo della polizia di Kisauni, aggiungendo che con ogni probabilità sono stati avvicinati dai malviventi al momento di entrare nel complesso.

Dopo l'uccisione, gli assassini hanno caricato le salme sulla vettura della coppia, scaricandole avvolte in una coperta in prossimità di un club della periferia di Mombasa. «I corpi presentavano ferite importanti», ha detto Rotich: «Uno dei due ha un profondo taglio alla testa», ha indicato. Quale il possibile movente? «Si presume che i due, al loro ritorno dalla Svizzera, avessero contanti».

Nel 2014, dei turisti russi e tedeschi erano stati sequestrati e assassinati a Mombasa in due episodi distinti. La polizia aveva neutralizzato due sospetti.

Ieri, 22:042017-08-20 22:04:16
@laRegione

Barcellona, attacco pianificato con 120 bombole di gas

È caccia all’uomo in Catalogna per catturare il terrorista marocchino Younes Abouyaaqoub, sospettato di essere il killer della Rambla, il solo membro della...

È caccia all’uomo in Catalogna per catturare il terrorista marocchino Younes Abouyaaqoub, sospettato di essere il killer della Rambla, il solo membro della cellula di Ripoll ancora in fuga, tre giorni dopo gli attentati di Barcellona. Una grande rete è stata stesa sul nord-est della regione, lungo il confine con la Francia, con decine di posti di blocco. La cittadina di Ripoll, culla della banda, è praticamente sotto assedio nell’ipotesi che Abouyaaqoub possa avervi cercato rifugio. Sul confine con la Francia i controlli sono stati rafforzati per evitare che il fuggitivo, se non lo ha già fatto, possa passare nel Paese vicino.

In mattinata una folla di cittadini e di turisti ha assistito alla messa per la pace celebrata alla memoria delle vittime nella Sagrada Familia, il tempio di Antoni Gaudì che secondo la stampa spagnola era il primo obiettivo dei terroristi. In prima fila i reali di Spagna, il premier Mariano Rajoy, il presidente catalano Carles Puigdemont, il sindaco di Barcellona Ada Colau. Un ulteriore segnale della volontà della metropoli di tornare alla normalità, di non lasciarsi piegare dal terrore.

Così sulla Rambla, tornata a essere affollata di cittadini e turisti. Molti hanno continuato a deporre fiori, peluche e messaggi al 'punto zero', sul mosaico di Mirò dove si era fermata la corsa del furgone omicida. Fra i morti, è stato confermato oggi, c’è anche Julian, 7 anni, il piccolo anglo-australiano che era stato dato per disperso. Sulla Rambla era con sua mamma, rimasta gravemente ferita. In realtà il suo corpicino era nell’obitorio del palazzo di giustizia. Ma sorprendentemente i governi di Australia, Regno Unito e Filippine che hanno lanciato appelli per ritrovarlo e la famiglia non erano stati informati.

La cellula di Ripoll, 12 o 13 membri, non è più in grado di nuocere, ha annunciato il ministro degli Interni catalano Joaquim Font. Cinque terroristi sono stati abbattuti, tre ancora non identificati sono morti disintegrati nell’esplosione del loro covo di Alcanar, quattro persone sono in manette. Ufficialmente ci sono tre ricercati, ma è probabile che in realtà i loro cadaveri siano quelli di Alcanar, uccisi dall’esplosione provocata per errore dagli stessi jihadisti. Fra i tre morti nella base operativa ci sarebbe anche l’imam di Ripoll Abdelbaki Es Satty, 45 anni, l’uomo che gli inquirenti considerano l’indottrinatore e il leader dei baby-terroristi.

Avevano fra 17 e 28 anni – tre coppie di fratelli – descritti dalle famiglie, distrutte, e amici come un gruppo di ragazzi "normali" e "tranquilli" che si ritrovavano a giocare a calcetto e che non avevano niente dei fanatici religiosi. Senza che nessuno si accorgesse di nulla, si sono trasformati in spietati assassini. L’imam, a Ripoll dal 2015, era uscito nel 2012 dal carcere dove si trovavano jihadisti coinvolti nelle stragi dei treni di Atocha, a Madrid, del 2004. Nel 2016 aveva trascorso tre mesi in Belgio a Vilvoorde, vicino a Bruxelles, culla con Molenbeek del jihadismo europeo. Secondo El Periodico, il suo nome era apparso nell’inchiesta sugli attentati di Madrid. La fotocopia della sua carta d’identità era stata trovata in casa di Mohamed Mhrabet Ehasi, accusato di reclutare jihadisti, fra cui Bellil Belgacem, che nel 2003 si fece saltare in aria a Nassiriya uccidendo 19 soldati italiani e 9 iracheni.

Sorprendentemente però sembra che l’imam di Ripoll non fosse sorvegliato. Mentre una parte del piano potrebbe essere stata messa a punto in Marocco, a Mrirt: diversi elementi della cellula, filtra dall’inchiesta, erano nella cittadina a metà luglio e alcuni di loro, come Driss Oukabir, non sono rientrati prima del 13 agosto. A Mrirt sono nati Younes Abouyaaqoub e Mohamed Hychami, entrambi appartenenti alla cellula.

La cellula da mesi si preparava a colpire a Barcellona con furgoni bomba imbottiti di Tatp, l’esplosivo dell’Isis. Il primo obiettivo era la Sagrada Familia. L’attacco era imminente, ha detto il capo della polizia catalana Josep Lluis Trapero, forse proprio quel maledetto giovedì. Una manipolazione sbagliata ha però distrutto il covo – dov'erano presenti 120 bombole di gas – e fatto scattare il 'piano B', con attacchi alla disperata, senza esplosivi, sulla Rambla e a Cambrils. Senza il provvidenziale errore di un terrorista, il colpo inferto a Barcellona sarebbe potuto essere ancora più mortale.

Ieri, 21:292017-08-20 21:29:26
@laRegione

Cortei antirazzisti in Usa: scontri a Boston e Dallas

Riemergono e tornano in piazza le ferite dell’America mai del tutto rimarginate: manifestazioni antirazziste da Boston a Dallas dove si registrano scontri e ad...

Riemergono e tornano in piazza le ferite dell’America mai del tutto rimarginate: manifestazioni antirazziste da Boston a Dallas dove si registrano scontri e ad Atlanta per rievocare Martin Luther King. Mentre non cessano polemiche e tensioni sollevate dalle reazioni del presidente Donald Trump ai fatti di Charlottesville, ad oggi ancora determinato a sottolineare le responsabilità di "entrambe le parti" – puntando adesso il dito contro gli "agitatori" – e a difendere il patrimonio storico del Paese, compresi quei simboli 'sudisti' dell’America confederata che tornano a infiammare e dividere.

Era già mattina in Svizzera quando la polizia è intervenuta a Dallas per sedare i tafferugli scoppiati tra un gruppo che chiedeva l’abbattimento delle statue dei Confederati all’interno di un memoriale della Guerra civile e un altro che presidiava la zona in difesa dei monumenti durante uno dei cortei organizzati in queste ore contro i suprematisti bianchi in diverse città degli Stati Uniti, a sud come a nord.

A Boston decine di migliaia di persone hanno manifestato ieri sfidando un raduno di uno sparuto gruppo di ultradestra, costretto poi ad abbandonare frettolosamente la piazza e a evacuare a bordo di furgoni della polizia, sommersi da cori e slogan antirazzisti, ma non senza tafferugli con la polizia conclusi con ben 27 arresti.

Trump ha reagito via Twitter: ha condannato quelli che ha definito "agitatori" contro la polizia, ha lodato l’operato delle forze dell’ordine e ha "applaudito" i "molti manifestanti a Boston contro intolleranza e odio", sottolineando che l’America sarà presto "una".

Presto, ma non ancora. Perché la reazione di Trump a Charlottesville ha lasciato il segno, ha esasperato le preoccupazioni all’interno del partito repubblicano con diversi nomi autorevoli che hanno esplicitamente criticato il presidente. E ha destabilizzato ancora la Casa Bianca determinando il licenziamento di Steve Bannon, decisione che ha lasciato basito parte del suo entourage.

Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin è tra i pochi a prendere le difese del tycoon: "Non credo che le accuse contro il presidente siano accurate", ha detto, affermando anche che il fatto di essere ebreo gli fa comprendere in maniera particolare la lunga storia di violenza e odio verso le minoranze.

Intanto però il livello di approvazione per l’operato del presidente continua a colare a picco, adesso anche negli Stati del Midwest che l’8 novembre 2016 gli hanno aperto le porte della Casa Bianca. Secondo un sondaggio NBC News/Marist è sceso sotto il 40% il consenso verso il tycoon in Michigan (36%), Pennsylvania (35%) e Wisconsin (34%). Il rilevamento è stato condotto nei giorni successivi agli scontri a Charlottesville della scorsa settimana, in un lasso di tempo che include anche la controversa reazione del presidente.

È in questo clima che Trump si appresta a rientrare a Washington dal suo Golf Club di Bedminster in New Jersey dopo due settimane di vacanze a dir poco caotiche e problematiche. Lui vuole subito parlare alla sua base, con un comizio nello stile dei rally della campagna elettorale, martedì prossimo a Phoenix, ma il sindaco della città dell’Arizona, il democratico Greg Stranton, ha già invitato il presidente a rinviare l’evento.

Ieri, 21:082017-08-20 21:08:44
@laRegione

Ambrì: ecco Rochow, Plastino assente.

Nick Plastino non sarà a disposizione dell'Ambrì per le prossime due partite amichevoli contro il Viktovice e il Visp. Il giocatore è rientrato a casa domenica direttamente da...

Nick Plastino non sarà a disposizione dell'Ambrì per le prossime due partite amichevoli contro il Viktovice e il Visp. Il giocatore è rientrato a casa domenica direttamente da Berlino per assistere la moglie nella nascita del loro primogenito. 

La società leventinese ha inoltre comunicato che il portiere Sascha Rochow sarà a disposizione dello staff tecnico per una settimana a partire da martedì. Rochow, classe 1994, ha giocato lo scorso campionato con il Turgovia ed è reduce da un provino con il Rapperswil.

Ieri, 20:202017-08-20 20:20:01
@laRegione

È morto Jerry Lewis

Jerry Lewis è morto oggi, a novantun anni, nella sua casa di Las Vegas, dove viveva con la seconda moglie, la ballerina Sandee Pitnick. Lo riporta la Bbc. Una lunga carriera, quella dell'amato...

Jerry Lewis è morto oggi, a novantun anni, nella sua casa di Las Vegas, dove viveva con la seconda moglie, la ballerina Sandee Pitnick. Lo riporta la Bbc. Una lunga carriera, quella dell'amato Picchiatello, e una lunga vita sfortunata per i non pochi guai dati da una slaute precaria. Il suo umorismo conquistava tutti.

Ieri, 19:232017-08-20 19:23:09
@laRegione

In 500 al Graffiskate ad Ascona

Splendida giornata all’insegna del divertimento quella organizzata ieri allo Skate Park di Ascona. Grazie al sostegno del municipio di Ascona, le associazioni Diario e/o Tazebau, Skate...

Splendida giornata all’insegna del divertimento quella organizzata ieri allo Skate Park di Ascona. Grazie al sostegno del municipio di Ascona, le associazioni Diario e/o Tazebau, Skate Park Ascona e Mellow Records, hanno proposto concerti, graffiti, gare di Skate per tutti. Oltre 500 i giovani che hanno partecipato al pomeriggio. Gli organizzatori rivolgono un grazie particolare a Radio Fiume Ticino, Brima Sa e EspoVerbano.ch per il sostegno accordato.

Ieri, 18:312017-08-20 18:31:34
@laRegione

Morto Dick Gregory, primo comico afroamericano

Il mondo dell’intrattenimento dice addio a Dick Gregory: il primo comico nero dell’era dei diritti civili. Il leggendario "stand-up comedian", amico di Martin Luther...

Il mondo dell’intrattenimento dice addio a Dick Gregory: il primo comico nero dell’era dei diritti civili. Il leggendario "stand-up comedian", amico di Martin Luther King e Malcolm X, è morto a causa di una infezione batterica a Washington. Aveva 84 anni.

Tra le sue battute, che sono tornate a girare sui social media nei giorni delle polemiche su Donald Trump e la questione razziale, celebre quella sulla segregazione dei neri in America: "Non è poi così male: avete mai sentito di un incidente stradale in cui la gente che stava dietro sull’autobus si è fatta male?". Oppure l’altra, su un ristorante del sud che si era rifiutato di dargli da mangiare perché "non serviamo i neri". Al che Gregory avrebbe risposto: "Benissimo. Io non li mangio. Mi porti invece del pollo fritto".

Prima di lui c'erano stati in America comici di colore: Sammy Davis, per esempio, solo che, prima di poter pronunciare battute sul palco dovevano esibirsi in numeri musicali o di danza. Gregory, il primo a fare della comicità pura come se fosse un bianco, aprì la strada a generazioni di "stand-up comedian" neri, da Bill Cosby a Richard Pryor, poi Eddie Murphy e oggi Chris Rock e Tracy Morgan, con il trio Michael Che, Leslie Jones e Kenan Thompson a Saturday Night Live.

Il successo arrivò nel 1961, quando Hugh Hefner sentì parlare di lui e lo chiamò per una sostituzione, poi confermata, al Playboy Club nel centro di Chicago. Negli anni Sessanta, quando si parlava di lui come di un Lenny Bruce di colore, Gregory fu una sensazione: guadagnava migliaia di dollari a settimana tra performance nei club, libri e dischi come "In Living Black and White", "Dick Gregory Talks Turkey" e l'autobiografia "nigger" con la "n" minuscola.

Fu anche un militante. Contro la guerra del Vietnam, per le riforme economiche. Con Martin Luther King a Selma, ferito nei riots di Watts a Los Angeles. Nel 1967 si candidò a sindaco di Chicago e perse contro Richard Daley ma restò attivamente impegnato in politica: l'anno dopo si candidò, senza successo, alla Casa Bianca, raccogliendo pochi voti.

(Ansa)

Ieri, 18:172017-08-20 18:17:14
@laRegione

Il Lugano, nell'ultimo impegno...

Il Lugano, nell'ultimo impegno a Colonia, ha sconfitto in rimonta i locali 4-3. Doppiette per Damien Brunner e Dario Bürgler. Nelle fila dei bianconeri esordio stagionale di Linus Klasen, reduce da un infortunio.

Il Lugano, nell'ultimo impegno a Colonia, ha sconfitto in rimonta i locali 4-3. Doppiette per Damien Brunner e Dario Bürgler. Nelle fila dei bianconeri esordio stagionale di Linus Klasen, reduce da un infortunio.

Ieri, 17:512017-08-20 17:51:25
Marzio Mellini @laRegione

Punto strameritato a Basilea

Ottimo pareggio del Lugano al St. Jakob Park. Alla rete dal dischetto di Van Wolfswinkel ha risposto Junior, finalizzando un'incursione di Piccinocchi e Crnigoj, a 4' dal 90'. Pareggio...

Ottimo pareggio del Lugano al St. Jakob Park. Alla rete dal dischetto di Van Wolfswinkel ha risposto Junior, finalizzando un'incursione di Piccinocchi e Crnigoj, a 4' dal 90'. Pareggio equo (soprattutto meritato), anche se a ben vedere le cose migliori nel complesso le hanno mostrate i bianconeri, padroni del campo nella ripresa e andati in leggera difficoltà solo dopo il rigore subìto.

Ieri, 17:382017-08-20 17:38:58
@laRegione

La Vuelta cambia padrone

Il belga Yves Lampaert (Quick Step) si è imposto nella seconda tappa della Vuelta, 203,4 km tra Nîmes e Gruissan, assicurandosi nel contempo della maglia di leader della corsa. All'arrivo ha...

Il belga Yves Lampaert (Quick Step) si è imposto nella seconda tappa della Vuelta, 203,4 km tra Nîmes e Gruissan, assicurandosi nel contempo della maglia di leader della corsa. All'arrivo ha precedito l'italiano Trentin e il britannico Blythe.

Ieri, 16:302017-08-20 16:30:19
@laRegione

Si schianta piccolo velivolo da turismo: tre morti

Tre persone sono morte oggi pomeriggio in un incidente che ha visto un aereo da turismo precipitare sul Colle del Sanetsch (VS), valico alpino collocato nelle Alpi...

Tre persone sono morte oggi pomeriggio in un incidente che ha visto un aereo da turismo precipitare sul Colle del Sanetsch (VS), valico alpino collocato nelle Alpi bernesi. Il velivolo, che apparteneva al club d'aviazione Seeland con sede a Bienne (BE), era partito da Sion attorno alle 13. Non ci sono superstiti. La polizia vallesana ha confermato lo schianto, ma non è ancora in grado di fornire dettagli sulle dinamiche. (Ats)

Ieri, 14:042017-08-20 14:04:19
@laRegione

'Neutralizzata' la cellula terroristica

La capacità di nuocere della cellula terrorista che ha colpito alla Rambla e a Cambrils è stata "neutralizzata". Lo ha dichiarato il ministro degli Interni catalano Joaquim...

La capacità di nuocere della cellula terrorista che ha colpito alla Rambla e a Cambrils è stata "neutralizzata". Lo ha dichiarato il ministro degli Interni catalano Joaquim Forn. Tre dei 12 componenti della cellula ufficialmente sono ancora ricercati, ma si ritiene che due siano morti su Alcanar, dove un'abitazione è saltata in aria ala vigilia dell'attentato di Barcellona. Altri 6 sono morti, 4 sono detenuti e uno non è stato ancora localizzato. La polizia ricerca Younes Abouyaakoub, tuttora in fuga, sospettato di essere il killer della Rambla.

Ieri, 14:002017-08-20 14:00:53
Marco Marelli

Vende orologi sul web. Truffato commerciante ticinese

Truffa in centro città a Como. Protagonisti, un commerciante ticinese che aveva annunciato sul web l'intenzione di vendere tre orologi di marca, valore...

Truffa in centro città a Como. Protagonisti, un commerciante ticinese che aveva annunciato sul web l'intenzione di vendere tre orologi di marca, valore complessivo 24 mila euro, e due potenziali acquirenti. ''Vediamoci a Como, perchè entrare in Ticino con 24mila euro presenta qualche rischio”, avrebbero detto i due al commerciante. La richiesta non ha insospettito il ticinese che, puntuale come un orologio svizzero,  si è presentato all'appuntamento. Ad attenderlo i due 'acquirenti', elegantemente vestiti. Una stretta di mano, lo scambio orologi-soldi, e un reciproco ''buona giornata''.

Sono trascorsi pochi minuti e il commerciante, come riferito sui media italiani, si è accorto, però, di avere fra le mani una banconota (buona) di 500 euro e 47 banconte 'fac simile'. I due truffatori, però, si erano già allontanati a bordo di un'auto. Al truffato non è rimasto che fornire ai carabinieri del comando provinciale di Como tutti i dettagli della transazione e l'account di posta elettronica utilizzato per perfezionare lo scambio. Un immediato contollo ha permesso di accertare che online erano state cancellate tutte le tracce. Insomma, truffatori e informatici.

Ieri, 13:502017-08-20 13:50:36
@laRegione

Meno migranti? Non è un trend. Ricorso alla Cedu contro l'Italia

Il fatto che, di recente, il numero di migranti verso l'Italia sia diminuito non è una tendenza. Lo dice il ministro degli Esteri austriaco...

Il fatto che, di recente, il numero di migranti verso l'Italia sia diminuito non è una tendenza. Lo dice il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz in una intervista alla 'Welt am Sonntag'. "Circa un milione di persone – fa sapere il ministro – aspettano in Libia di poter transitare in Europa". E aggiunge: "L’Africa si trova di fronte a una massiccia esplosione demografica, alla quale assisteremo nei prossimi anni. L’Europa è ancora ben lontana dall’aver risolto la questione dei migranti e dei profughi". Di conseguenza, ribadisce Kurz, "la politica di asilo dell’Europa ha bisogno finalmente di un cambio di corso sostanziale: non possiamo accettare che siano i trafficanti a decidere chi può arrivare da noi e chi no".

Nel frattempo, la politica migratoria italiana è finita sul tavolo della Cedu, la Corte europea dei diritti dell'uomo. Come riferisce il portale 'Osservatorio Diritti', è stato presentato un ricorso su quanto accaduto, questa estate, all'interno dell'Hot spot di Taranto. Secondo Dario Belluccio, avvocato del foro di Bari e componente del direttivo nazionale dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, la struttura si sarebbe trasformata in una sorta di prigione per quattordici minori stranieri non accompagnati provenienti da Bangladesh, Gambia, Mali, Senegal, Ghana e Costa d’Avorio. I giovani sarebbero stati trattenuti per alcune settimane, senza poter uscire o contattare qualcuno, né telefonicamente né via web. E non sarebbe la prima volta che accade, come si legge sul sito. Al governo italiano si contestata la violazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e della Costituzione italiana. Inoltre, secondo l’avvocato «si è evidenziata la situazione di promiscuità fra minori e adulti, aggravata dal sovraffollamento della struttura».

Ieri, 13:482017-08-20 13:48:00
Alfonso Reggiani @laRegione

Lugano, un successo la Traversata con 850 nuotatori

Sono stati ben 850 i nuotatori che hanno partecipato all'85esima edizione della Traversata del lago di Lugano, manifestazione popolare non competitiva di 2500...

Sono stati ben 850 i nuotatori che hanno partecipato all'85esima edizione della Traversata del lago di Lugano, manifestazione popolare non competitiva di 2500 metri sul tradizionale tracciato con partenza da Caprino e arrivo al Lido di Lugano. A giungere per primi sono stati i fratelli Sven e Nils Anderlin dopo 32 minuti e 30 secondi. 

Ieri, 13:332017-08-20 13:33:46
@laRegione

Vaticano blindato per l'Angelus

Controlli serrati e file per avvicinarsi a piazza San Pietro: in occasione dell’Angelus domenicale del papa sono stati attivati controlli di sicurezza serrati e richiesto un passaggio...

Controlli serrati e file per avvicinarsi a piazza San Pietro: in occasione dell’Angelus domenicale del papa sono stati attivati controlli di sicurezza serrati e richiesto un passaggio al metal detector. Presidiate dai militari le porte di ingresso vaticane. Ma si tratta delle misure di sicurezza che, ormai da tempo, vengono adottate per tutti gli eventi.

La gente, comunque, sembra non farsi condizionare dalle ultime vicende e dalle minacce specifiche dei terroristi contro l’Italia. Da mesi, inoltre, gran parte di via della Conciliazione non è accessibile alle auto visto le grandi fioriere di cemento poste all’inizio della strada che porta a piazza San Pietro.

Ieri, 13:242017-08-20 13:24:58
@laRegione

Ruba in chiesa. Inseguito dal parroco, viene acciuffato

Inseguito dal parroco, è stato bloccato e arrestato dopo un furto in chiesa. È così finito in carcere un38enne di Grottaglie, che aveva messo a segno un...

Inseguito dal parroco, è stato bloccato e arrestato dopo un furto in chiesa. È così finito in carcere un38enne di Grottaglie, che aveva messo a segno un furto nella parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Taranto. L’uomo aveva distratto il sacerdote con il pretesto di chiedere l'elemosina. Nel frattempo, un suo complice, fuggito, si introduceva nella sagrestia per rubare quanto capitava. Gli agenti italiani hanno, però, bloccato il ladro e recuperato la refurtiva, che consisteva in una statua in gesso di Padre Pio, una radio e alcuni componenti per computer, il tutto riposto su di una sedia a rotelle, anch'essa rubata dalla sagrestia.

Ieri, 13:172017-08-20 13:17:42
@laRegione

Berna sospende i fondi a una Ong palestinese

La Svizzera ha sospeso il pagamento di fondi d’aiuto a una Ong attiva in Palestina. L’organizzazione basata a Ramallah è accusata di sostenerne un’altra che non ha preso...

La Svizzera ha sospeso il pagamento di fondi d’aiuto a una Ong attiva in Palestina. L’organizzazione basata a Ramallah è accusata di sostenerne un’altra che non ha preso sufficientemente le distanze dal terrorismo. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato oggi all’Ats una notizia pubblicata dalla 'SonntagsZeitung'. La decisione riguarda lo 'Human Rights & International Humanitarian Law Secretariat', che riceve fondi, oltre che dalla Svizzera, da Danimarca, Paesi Bassi e Svezia.

L’obiettivo della Ong è quello di promuovere i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele. I fondi ricevuti vengono girati ad altre associazioni, fra le quali il 'Women Affairs tecnica Committee', che è stato criticato per non aver condannato la creazione di un centro giovanile che porta il nome di un terrorista palestinese. Il progetto in questione non è in ogni caso stato finanziato dai fondi elvetici, precisa il Dipartimento. Una volta emersi i fatti, la Confederazione ha immediatamente aperto un’inchiesta assieme agli altri Paesi donatori, basandosi sui "severi criteri" stabiliti per le organizzazioni partner. Il finanziamento che arriva alla Ong è di 36mila dollari ed è stato sospeso fino alla fine dell’inchiesta, che è prevista entro settembre.

Ieri, 12:512017-08-20 12:51:25
Daniela Carugati @laRegione

Posta di Besso, Lugano sul chi va là

Il Municipio di Lugano ritiene poco verosimile l'ipotesi che la filiale della Posta a Besso chiuda. Lo conferma nella risposta al consigliere comunale Plr Ugo Cancelli,...

Il Municipio di Lugano ritiene poco verosimile l'ipotesi che la filiale della Posta a Besso chiuda. Lo conferma nella risposta al consigliere comunale Plr Ugo Cancelli, preoccupato del fatto che l'ufficio di Lugano 3 sia finito nella lista delle sedi 'in verifica'. Questa collocazione, precisa ancora l'esecutivo, “non è da intendere come un 'declassamento' della sede postale di Besso, e neppure una sua chiusura futura senza la volontà di individuare valide soluzioni alternative per garantire al quartiere la continuità e la qualità dei servizi postali”.

Del resto, tiene a sottolineare l'autorità comunale, fra la direzione del Gigante giallo e la Città non si è ancora aperto un tavolo di discussione in merito. “Non appena il dialogo verrà avviato – si ribadisce –, il Municipio prenderà atto delle soluzioni proposte dalla Posta, se non le riterrà adeguate per garantire un servizio di qualità alla cittadinanza, attuerà un esercizio di mediazione a tutela dell'interesse della cittadinanza”. Non solo, “laddove le soluzioni proposte fossero ritenute insufficienti o non del tutto adeguate, il Municipio adirà a PostCom, l'autorità di regolazione sul mercato postale”. 

Ieri, 12:122017-08-20 12:12:24
Marco Marelli

Capre sbranate sui monti lariani. Appello al Ticino

Una strage senza precedenti: trenta capre di razza verzaschese sbranate dai lupi all'Alpe di Rozzo, sui monti lariani in alta Val Cavargna. Marco Testa,...

Una strage senza precedenti: trenta capre di razza verzaschese sbranate dai lupi all'Alpe di Rozzo, sui monti lariani in alta Val Cavargna. Marco Testa, comandante della Polizia provinciale di Como, e Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti di Como e Lecco sono convinti che i predatori siano venuti dal Ticino. ''Siamo nel pieno di una grave emergenza – dice Trezzi –: gli allevatori oltre a dover fare i conti con i cinghiali. ora sono chiamati a confrontarsi anche con i lupi. Occorre rafforzare il dialogo con il Canton Ticino anche su temi come quello della fauna selvatica e dei predatori''.

È dall'agosto 2015 che i lupi, avvistati per la prima volta in Valle Morobbia, scorazzano sulle creste montuose di confine della Val Cavargna, Valle Albano e Valle del Dosso. Una dozzina le carcasse di capre ritrovate negli ultimi giorni sui monti di Cusano. All'appello dell'alpigiano, che per l'estate aveva trasferito cento capre all'alpeggio dell'Alpe di Rozzo, ne mancano altre diciotto, come riferito da 'La Provincia' di Como. E c'è il forte sospetto possano essere state sbranate.

Per i veterinari dell'Agenzia della salute territoriale dell'Insubria, che comprende Como e Varese, due capre potrebbero essere state sbranate dalla lince, viste le ferite e le unghiate presenti sulle carcasse. Saranno gli esami di laboratorio adesso a fare chiarezza su quanto accaduto. Per l'alpigiano, proprietario del gregge, che ha deciso di tenere le capre chiuse nel recinto per evitare altre perdite, la stagione è definitivamente compromessa.