Estero

Ieri, 11:182017-10-18 11:18:00
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Svezia, è esplosa una bomba alla stazione di polizia di Helsingborg

Una bomba è esplosa la scorsa notte poco dopo la mezzanotte davanti a una stazione di polizia a Helsingborg nel sud della Svezia: lo hanno...

Una bomba è esplosa la scorsa notte poco dopo la mezzanotte davanti a una stazione di polizia a Helsingborg nel sud della Svezia: lo hanno reso noto le autorità del Paese. Si riportano notevoli danni alla struttura.

Non si registrano feriti o morti, ha riferito il capo della polizia svedese Dan Eliasson.

"Questa è una cosa molto seria – ha detto -. Un attacco contro la polizia non è solo un attacco contro la società, ma contro la sicurezza di tutti".

Eliasson ha spiegato che agenti della forza di polizia nazionale stanno aiutando la polizia regionale di Helsingborg e che una squadra di artificieri si trova sul posto.

L’attacco non è stato ancora rivendicato e per ora gli inquirenti non lo trattano come un caso di terrorismo.

Ieri, 10:522017-10-18 10:52:00
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Francia, Socialisti in crisi: vendono la sede e tagliano i dipendenti

Detto, fatto: è stato pubblicato oggi sul quotidiano economico Les Echos l’annuncio di vendita della storica sede del Partito socialista...

Detto, fatto: è stato pubblicato oggi sul quotidiano economico Les Echos l’annuncio di vendita della storica sede del Partito socialista francese in Rue Solférino, a due passi dall’Assemblea Nazionale, nel cuore di Parigi.

Gli acquirenti potenziali del complesso immobiliare di 3’389 metri quadri acquistato ai tempi di François Mitterrand hanno tempo fino al 6 novembre per manifestarsi. Per aggiudicarsi lo stabile bisognerà subito versare un acconto di 5-6 milioni di euro. Secondo le stime, la sede del Ps potrebbe valere tra i 50 e i 60 milioni di euro.

Per rimpinguare le casse dopo la batosta elettorale nelle scorse elezioni presidenziali e politiche, che ha drasticamente ridotto i finanziamenti pubblici del partito, il Ps ha anche annunciato il taglio di una sessantina di dipendenti. Alla fine, ha fatto sapere il tesoriere Jean-François Debat, resterà "un po’ meno di una quarantina" di impiegati permanenti, contro le centinaia degli anni d’oro. Un piano, ha tuttavia precisato, non ancora "finalizzato". Dopo le debacle elettorali, il bilancio annuale del Ps è passato da 28 a 8 milioni di euro. Il tesoriere ha spiegato che solo gli stipendi dei dipendenti di ’Solférino’ rappresentavano circa 12 milioni di euro all’anno. (Ats)

Ieri, 08:142017-10-18 08:14:00
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Venezuela, Maduro attacca l'Europa

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha detto che l’Unione Europea può "decidere tutte le sanzioni che vuole" contro il suo governo, perché "si sono lasciati possedere da...

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha detto che l’Unione Europea può "decidere tutte le sanzioni che vuole" contro il suo governo, perché "si sono lasciati possedere da una visione parziale e hanno rotto tutti i meccanismi di consultazione" bilaterali.

"Spero proprio che cambino idea, e non si arrendano ai piani di Donald Trump", ha detto Maduro in un incontro con la stampa straniera, durante il quale ha invitato l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Esteri, Federica Mogherini a incontrarlo "perché finora sembra che solo ascolti la destra venezuelana".

Maduro ha respinto le denunce di irregolarità nelle elezioni regionali di domenica scorsa – in cui il suo partito ha vinto in 18 stati su 23, secondo la commissione elettorale – sostenendo che con il sistema venezuelano "le frodi sono impossibili".

"Quello che dicono quelli del Tavolo dell’Unità Democratica (la coalizione di opposizione) è una menzogna globale: abbiamo vinto perché la maggioranza dei cittadini ha deciso di votare per i nostri candidati", ha sottolineato Maduro.

L’opposizione non ha riconosciuto i risultati ufficiali del voto di domenica, sul quale hanno espresso dubbi gli Usa, l’Ue, i governi di Spagna e Francia e i 12 paesi americani membri del Gruppo di Lima (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay e Perù) hanno chiesto una verifica indipendente dello scrutinio, sottolineando che si sono registrate "manipolazioni ed irregolarità" durante la votazione. (Ats)

Ieri, 08:002017-10-18 08:00:00
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Nuovo stop per il 'travel ban' di Trump

Nuovo stop giudiziario anche alla terza ed ultima versione del ’travel ban’ varato dal presidente Usa Donald Trump in nome di un’"America più sicura’.

Questa volta è...

Nuovo stop giudiziario anche alla terza ed ultima versione del ’travel ban’ varato dal presidente Usa Donald Trump in nome di un’"America più sicura’.

Questa volta è stato un giudice federale delle Hawaii a bloccare temporaneamente gran parte del provvedimento, che sarebbe dovuto entrare in vigore alla mezzanotte ora di Washington (le 6 in Svizzera).

Una battuta d’arresto che ripropone l’interrogativo di fondo se il presidente abbia o meno l’autorità per intervenire in materia. Domanda alla quale con ogni probabilità risponderà la Corte suprema, dove finirà anche questo ennesimo scontro legale. Per la Casa Bianca la decisione è "pericolosamente errata". In ogni caso si tratta di una nuova, imbarazzante debacle per l’amministrazione Trump.

Il giudice, Derrick K. Watson, ha congelato il bando per sei degli otto Paesi indicati: Siria, Libia, Iran, Yemen, Ciad e Somalia, tutti a maggioranza musulmana. Restano intatte invece le limitazioni per la Corea del nord e il Venezuela, che peraltro non erano state impugnate.

Il bando, si legge nelle 40 pagine di motivazione del giudice, "soffre precisamente delle stesse malattie di quello precedente: manca di prove sufficienti del fatto che l’ingresso di oltre 150 milioni di cittadini da sei Paesi specifici sarebbe dannoso agli interessi degli Usa". Non solo. L’ordine esecutivo di Trump "discrimina chiaramente sulla base della nazionalità" in un modo che contrasta con la legge federale e con i principi fondanti di questa nazione". Insomma, una decisione non documentata e razzista.

Autore del ricorso, come nei casi precedenti, lo Stato delle Hawaii, insieme all’International Refugee assistance project ed altri enti. Trump, questa la motivazione dell’impugnazione, è andato oltre i suoi poteri nel definire la politica sull’immigrazione, e la sua ultima misura, come le due precedenti, attua l’incostituzionale promessa elettorale di un bando contro i musulmani. Il provvedimento, secondo le Hawaii, "eccede i limiti sull’autorità esclusiva del presidente che sono stati riconosciuti per quasi un secolo, soppiantando le politiche sull’immigrazione del Congresso con un bando unilaterale e illimitato del presidente". E, sostengono i ricorrenti, "continua a realizzare la promessa non rinnegata di escludere i musulmani dagli Stati Uniti".

Molti esperti ritenevano che l’ultima versione del bando fosse meno vulnerabile anche per l’aggiunta di due Paesi non musulmani. Ma nel ricorso si sostiene che si tratta di una mossa prevalentemente simbolica perché i nordcoreani che viaggiano negli Usa sono davvero pochi, mentre le restrizioni per il Venezuela riguardano solo alcuni dirigenti governativi e le loro famiglie.

Nel frattempo la Casa Bianca ha fatto sapere in una nota che: "Il dipartimento della giustizia difenderà vigorosamente l’azione legale del presidente". "Siamo fiduciosi che il sistema giudiziario alla fine confermerà l’azione legale e necessaria e ripristinerà rapidamente le sue vitali protezioni per la sicurezza del popolo americano", prosegue la nota.

La decisione del giudice delle Hawaii sul ’travel ban’ è "pericolosamente errata", dice la Casa Bianca. La decisione pericolosamente errata di una corte distrettuale mina gli sforzi del presidente di mantenere sicuro il popolo americano e di far rispettare gli standard di sicurezza minimi per l’ingresso negli Usa", si legge ancora nella nota. Le restrizioni applicate ai vari Paesi, prosegue, "si basano sulla loro incapacità o non volontà di condividere informazioni importanti necessarie per una valutazione sicura delle richieste, come pure la valutazione della minaccia legata al terrorismo, all’instabilità e ad altre gravi preoccupazioni connesse alla sicurezza della nostra nazione".

Ieri, 07:482017-10-18 07:48:00
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Inizia in Cina il congresso del Pc

Il premier cinese Li Keqiang ha aperto ufficialmente i lavori del 19esimo congresso del Partito comunista Pcc, chiamato a rinnovare gli organismi interni a partire dal Comitato...

Il premier cinese Li Keqiang ha aperto ufficialmente i lavori del 19esimo congresso del Partito comunista Pcc, chiamato a rinnovare gli organismi interni a partire dal Comitato centrale.

Il segretario generale, nonché presidente cinese, Xi Jinping ha iniziato la sua relazione dedicata ai cinque anni passati e alle prospettive del prossimo quinquennio e oltre. Xi, nelle attese, dovrebbe rafforzare i suoi poteri quale ’’core leader’’, nucleo del Partito.

Le prospettive della Cina ’’sono luminose ma restano sfide impegnative’’, ha affermato Xi. Negli ultimi 5 anni, ha ricordato, il prodotto interno lordo è aumentato da 54’000 miliardi di yuan a quota 80’000, pari a 12’100 miliardi di dollari circa.

La Cina manterrà il tasso di crescita della sua economia "a un passo medio-alto", ha aggiunto, ponendo poi l’accento sul fatto che "il socialismo con caratteristiche cinesi è entrato in una nuova era" e che la Cina "resta la più grande nazione in via di sviluppo".

Raggiungere il rinnovamento della Cina non sarà "come una passeggiata nel parco". Nel suo intervento Xi ha rimarcato che il "sogno cinese" richiede una lotta decisa alle contraddizioni e forte impegno su progetti e cause. Il traguardo finale è la costruzione di una "grande e moderna nazione socialista".

La Cina "diventerà solo e sempre più aperta" e le barriere di ingresso agli investimenti stranieri saranno ulteriormente abbassate. Nel discorso di apertura il segretario generale ha assicurato che "la porta della Cina è stata aperta e non sarà chiusa, ma si aprirà di più’’. Xi ha parlato di continuazione del processo di "liberalizzazione dei cambi e dei tassi d’interesse".

Il Partito comunista cinese "deve mantenere l’assoluto controllo sulle forze armate", ha poi detto ancora, assicurando che il Partito "si opporrà a ogni azione che metta a rischio la leadership". Pechino deve poi "mantenere una ampia autorità centrale su Hong Kong e Macao". (Ats)

Ieri, 07:112017-10-18 07:11:14
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Anche Jennifer Lawrence umiliata da Hollywood

Non è stata direttamente vittima del produttore Harvey Weinstein ma anche Jennifer Lawrence in passato è stata costretta a umiliazioni da parte del sistema di Hollywood...

Non è stata direttamente vittima del produttore Harvey Weinstein ma anche Jennifer Lawrence in passato è stata costretta a umiliazioni da parte del sistema di Hollywood. L’attrice ha raccontato la sua esperienza durante una serata organizzata dal magazine Elle per le donne che lavorano nel mondo dello spettacolo e prima di parlare di sé ha espresso la sua ammirazione per il coraggio delle donne che si sono fatte avanti contro il ’Re di Hollywood’.

Poi ha detto che quando era molto più giovane e agli esordi è stata costretta a delle umiliazioni, come lo stare nuda assieme ad altre donne per consentire di confrontare le misure del proprio fisico.

"Quando ero più giovane – ha ricordato – alcuni produttori mi dissero di perdere sette kg in due settimane e prima di me un’altra attrice era già stata licenziata per non aver perso peso nei tempi stabiliti. Nello stesso periodo, una produttrice donna mi fece stare nuda con altre cinque donne che erano molto più magre di me per un confronto. Tutte noi avevamo coperte le parti intime solo da adesivi". La Lawrence ha poi raccontato che dopo quel confronto umiliante la produttrice le disse di usare quelle foto di nudo per ispirarsi e perdere peso.

L’umiliazione è andata avanti anche quando l’attrice, attualmente 27enne, riferì della pretesa assurda di farle perdere peso così rapidamente ad un produttore uomo e lui le rispose che la riteneva ’perfettamente trombabile’. (Ats)

17.10.2017, 23:562017-10-17 23:56:27
laRegione Ticino

Roma, fiamme da un motore di un Airbus lusitano

Momenti di paura a bordo di un velivolo di una compagnia portoghese ieri sera all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Al momento del decollo, infatti, uno dei...

Momenti di paura a bordo di un velivolo di una compagnia portoghese ieri sera all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Al momento del decollo, infatti, uno dei motori di spinta dell'apparecchio ha preso fuoco. L'aereo, un Airbus, ha immediatamente interrotto la procedura. Il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato conseguenze peggiori ai passeggeri (171) e al personale di cabina (7). L'Airbus è in seguito rientrato alla stazione. Nessuna delle persone a bordo ha riportato ferite. 

17.10.2017, 23:352017-10-17 23:35:13
laRegione Ticino

Il 'Travel ban ” di Trump bloccato da un giudice delle Hawaii

Un giudice federale della Hawaii ha bloccato l’ultima versione del ’travel ban’ di Donald Trump poche ore prima che entrasse in vigore. Il...

Un giudice federale della Hawaii ha bloccato l’ultima versione del ’travel ban’ di Donald Trump poche ore prima che entrasse in vigore. Il provvedimento prevede restrizioni per l’arrivo in Usa da otto Paesi. Secondo il giudice, l’ordine esecutivo di Trump crea discriminazioni sulla base della nazionalità. Il provvedimento sarebbe dovuto entrare in vigore alla mezzanotte ora di Washington (le 6 in Svizzera). È stata così accolta la richiesta delle Hawaii, secondo cui il nuovo bando è la continuazione della "promessa di Donald Trump di escludere i musulmani dagli Usa". Il ’travel ban’ prevede restrizioni per i cittadini di Ciad, Iran, Libia, Corea del Nord, Somalia, Siria, Yemen e per alcuni dirigenti di governo venezuelani.

17.10.2017, 23:282017-10-17 23:28:28
laRegione Ticino

Molestie sessuali, dopo Harvey tocca a Bob Weinstein

Anche Bob Weinstein, fratello di Harvey nonché co-fondatore dell'omonima casa di produzione cinematografica è stato accusato di molestie sessuali. In un'...

Anche Bob Weinstein, fratello di Harvey nonché co-fondatore dell'omonima casa di produzione cinematografica è stato accusato di molestie sessuali. In un'intervista a “Variety”, la produttrice Amanda Segel ha sostenuto che Bob ha cominciato a farle delle avances la scorsa estate ed ha insistito per tre mesi finché un legale della donna non ha minacciato di interrompere il rapporto di lavoro fra i due. L'avvocato di Bob ha negato ogni condotta inappropriata. 

17.10.2017, 23:192017-10-17 23:19:20
David Leoni @laRegione

Catalogna, 200mila in piazza a chiedere la liberazione dei due indipendentisti

Duecentomila persone partecipano alla concentrazione nel centro di Barcellona per chiedere la liberazione dei due dirigenti...

Duecentomila persone partecipano alla concentrazione nel centro di Barcellona per chiedere la liberazione dei due dirigenti indipendentisti, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, accusati di ’sedizione’ e arrestati ieri sera per ordine di un giudice spagnolo, secondo le stime della polizia urbana della capitale catalana. Manifestazioni pacifiche parallele si svolgono in altri centri della Catalogna. La procura spagnola e esponenti del Pp del premier Mariano Rajoy hanno già minacciato di arresto lo stesso presidente Carles Puigdemont. E giovedì scade l'ultimatum di Rajoy: il 'President' deve smentire di avere dichiarato l'indipendenza, o scatterà l'articolo 155 della Costituzione, che consentirà a Madrid di prendere il controllo delle competenze del 'Govern', destituire presidente e ministri, e convocare elezioni anticipate. Scatenando un probabile sollevamento. Oggi Puigdemont ha convocato i ministri per decidere come rispondere. Il portavoce, Jordi Turull, ha annunciato che la risposta sarà la stessa di lunedì. Il 'president' rilancerà solo l'offerta di un dialogo senza condizioni per due mesi. Ipotesi finora respinta da Rajoy. Nel fronte indipendentista crescono intanto le pressioni su Puigdemont perché proclami la Repubblica se sarà attivato il 155: la frattura, a quel punto, potrebbe diventare insanabile e le conseguenze catastrofiche. Per i catalani e gli spagnoli.

17.10.2017, 19:232017-10-17 19:23:16
laRegione Ticino

Soros, nasce un gigante della filantropia

George Soros crea un gigante della filantropia. Il miliardario trasferisce 18 miliardi di dollari alla sua Open Society Foundation, facendola diventare la seconda...

George Soros crea un gigante della filantropia. Il miliardario trasferisce 18 miliardi di dollari alla sua Open Society Foundation, facendola diventare la seconda organizzazione filantropica degli Stati Uniti, dietro alla Bill and Melinda Gates Foundation. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che Soros non intende "scommettere" i miliardi di dollari che appartengono alla fondazione. Il miliardario infatti continua a effettuare sulle sue scommesse sul mercato con i propri soldi, parcheggiati in una società separata. Una delle sue ultime scommesse è andata male: alla fine dello scorso anno aveva puntato sul calo dei mercati in seguito all’elezione di Donald Trump. Calo però che non è mai avvenuto, con il Dow Jones che da allora ha guadagnato il 25% e lo S&P 500 il 22%.

17.10.2017, 18:412017-10-17 18:41:28
laRegione Ticino

Francia, arresti negli ambienti dell'estrema destra. Volevano colpire politici e moschee

Vasta retata negli ambienti dell’estrema destra in Francia. Dieci individui, sospettati di progettare attacchi, in...

Vasta retata negli ambienti dell’estrema destra in Francia. Dieci individui, sospettati di progettare attacchi, in particolare contro uomini politici e moschee, sono stati fermati questa mattina dagli agenti dell’antiterrorismo (Sdat) e della direzione generale per la sicurezza interna (Dgsi): è quanto riferisce BFM-TV.

17.10.2017, 18:102017-10-17 18:10:48
David Leoni @laRegione

A 6 anni pronto per pilotare un aereo di linea Etihad

Il capitano Samer Yakhlef ha ripreso nei giorni scorsi, sul volo dal Marocco ad Abu Dhabi, il piccolo Adam che conosceva alla perfezione le procedure di volo....

Il capitano Samer Yakhlef ha ripreso nei giorni scorsi, sul volo dal Marocco ad Abu Dhabi, il piccolo Adam che conosceva alla perfezione le procedure di volo. Il bambino – riferisce La Stampa – ha stupito capitano ed equipaggio a bordo e molti utenti sui social. La compagnia aerea Etihad ha deciso di realizzare il suo sogno di diventare pilota mettendolo alla guida di un Airbus sul simulatore di volo, dimostrando di avere la stoffa per diventare un grande pilota.

17.10.2017, 18:002017-10-17 18:00:41
David Leoni @laRegione

Sicilia, riportati alla luce fossili di balena franca pigmea. I cetacei forse ingannati dai cambiamenti climatici

Un ritrovamento sorprendente, tanto quanto potrebbe esserlo la scoperta di canguri in...

Un ritrovamento sorprendente, tanto quanto potrebbe esserlo la scoperta di canguri in Svezia o di orsi polari in Antartide: è l’identificazione in Sicilia e Giappone di due fossili di balena franca pigmea, gli unici mai rinvenuti in tutto l’emisfero settentrionale. Il loro studio, pubblicato su Current Biology da un team internazionale di ricerca, dimostra che 1,8 milioni di anni fa questo enigmatico cetaceo tipico dell’emisfero meridionale ha fatto una ’capatina’ anche a nord dell’equatore, probabilmente ingannato dai cambiamenti climatici. Con una lunghezza massima di 6,5 metri, la balena franca pigmea (Caperea marginata) è una delle più piccole e misteriose balene attuali: vive solo nelle acque più fredde e meridionali di Australia, America, Africa e Nuova Zelanda e, almeno fino ad oggi, si pensava che fosse stato così anche in passato. A cambiare le carte in tavola è stata l’analisi di un cranio fossilizzato, trovato a Okinawa e conservato allo Smithsonian Institution di Washington, nonché di un osso fossilizzato dell’orecchio, scoperto vicino a Siracusa dal paleontologo Agatino Reitano e oggi conservato al Museo di Storia Naturale di Comiso. La ricerca dimostra che "durante la glaciazione del Pleistocene inferiore questa balena si è spostata a nord seguendo risorse di cibo abbondanti e che in seguito – spiega il paleontologo Gianni Insacco del Museo di Comiso, tra gli autori dello studio – non è riuscita a sopravvivere alle oscillazioni climatiche più calde del Quaternario. La scoperta – continua l’esperto – fa capire come le acque calde e tropicali dell’equatore agiscano da barriera invisibile, impedendo la migrazione dei mammiferi marini e creando quei presupposti di isolamento biogeografico favorevoli allo sviluppo di condizioni alla differenziazione di nuove specie o, drammaticamente, anche all’estinzione".

17.10.2017, 17:262017-10-17 17:26:58
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Un pezzo di Cina cadrà sulla terra dallo spazio

Un proiettile di otto tonnellate e mezzo colpirà la Terra tra pochi mesi. Non si tratta della trama di un film di fantascienza, ma dell’avvicinarsi di Tiangong-1 o “...

Un proiettile di otto tonnellate e mezzo colpirà la Terra tra pochi mesi. Non si tratta della trama di un film di fantascienza, ma dell’avvicinarsi di Tiangong-1 o “Palazzo celeste”, la stazione spaziale cinese lanciata nel 2011 e descritta come un “potente simbolo politico” di Pechino, che “ha accelerato la sua discesa senza controllo verso la Terra e si prevede che si schianterà al suolo entro pochi mesi”. A dare la notizia, ripresa dal Corriere della Sera, è il Guardian, il quale ricorda come la stazione spaziale sia stata utilizzata per le missioni con e senza equipaggio e abbia anche ospitato la prima astronauta donna cinese, Liu Yang, nel 201 (la prima taikonauta). Poi, qualcosa ha cominciato ad andare storto.  
“Nel 2016, dopo mesi di indiscrezioni, i funzionari cinesi hanno confermato di aver perso il controllo della stazione spaziale”, aggiungendo che questa sarebbe “precipitata sulla Terra nel 2017 o nel 2018“. L’agenzia spaziale cinese ha informato l’Onu che si aspetta che Tiangong-1 impatti sul suolo tra ottobre 2017 e aprile 2018. Nelle ultime settimane «si è immersa in un raggio più denso dell’atmosfera terrestre e ha cominciato a cadere più velocemente. Ora che il suo perigeo (il punto più vicino alla Terra nell’orbita descritta dalla stazione) è sotto i 300 chilometri, ed è in un’atmosfera più densa, il tasso di decadimento sta aumentando», ha detto Jonathan McDowell, astrofisico di Harvard, appassionato dell’industria spaziale. “Mi aspetto che precipiterà tra qualche mese alla fine del 2017 o all’inizio del 2018”.
La stazione sta accelerando la sua corsa verso strati più densi dell’atmosfera, e alcune sue parti pesanti anche 100 chilogrammi potrebbero superare indenni lo “scudo” che avvolge la Terra, schiantandosi sulla superficie. Attenzione però, la possibilità che qualcuno venga colpito dai frammenti è considerata remota: fino a 6-7 ore dallo schianto non sarà possibile prevedere quando, e quindi nemmeno dove, impatteranno i resti del “Palazzo del paradiso cinese”. Già nel 1991 la base sovietica da 20 tonnellate Salyut 7 si schiantò sopra l’Argentina, mentre era ancora collegata a un’altra stazione spaziale dello stesso peso. Nel 1979, i frammenti del ben più ingombrante Skylab della Nasa (77 tonnellate) finirono poco fuori Perth, in Australia.

17.10.2017, 16:332017-10-17 16:33:02
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Il terzo “Royal Baby” atteso in aprile 

È attesa per il prossimo aprile la nascita del ’royal baby’, il terzo figlio di William e Kate. Lo ha annunciato Kensington Palace in un breve comunicato. I duchi di...

È attesa per il prossimo aprile la nascita del ’royal baby’, il terzo figlio di William e Kate. Lo ha annunciato Kensington Palace in un breve comunicato. I duchi di Cambridge si dicono "molto felici" per la nuova maternità. Intanto Kate, sebbene sia già riapparsa in pubblico dopo il periodo di stop per le nausee mattutine dovute alla gravidanza, continua a soffrirne. Oggi è stata anche annunciata una visita di William e Kate in Norvegia e Svezia all’inizio del prossimo anno.

17.10.2017, 16:292017-10-17 16:29:06
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Aereo di linea sfreccia vicino alla torre di controllo di Düsseldorf, guai in vista per l'ultimo volo Air Berlin

Lo spettacolare atterraggio all’aeroporto di Duesseldorf dell’ultimo volo con il codice Air...

Lo spettacolare atterraggio all’aeroporto di Duesseldorf dell’ultimo volo con il codice Air Berlin dagli Usa, proveniente da Miami, non sarà privo di conseguenze. Il pilota del volo AB 7001 ha sorvolato radente la torre di controllo, prima di atterrare normalmente sulla pista. L’autorità federale per il volo (LBA) ha aperto un’indagine su quanto accaduto. Lo riferisce il portavoce della compagnia aerea Air Berlin, in fase di acquisizione da parte di Lufthansa.

17.10.2017, 16:172017-10-17 16:17:04
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Incendi negli USA, un cane si comporta da vero eroe

I pompieri californiani non sono gli unici eroi dell’inferno di fuoco che sta devastando quella parte degli Stati Uniti. Tra le tante storie che quella tragedia...

I pompieri californiani non sono gli unici eroi dell’inferno di fuoco che sta devastando quella parte degli Stati Uniti. Tra le tante storie che quella tragedia fa emergere– come riferisce La Stampa – c’è anche quella di Odin un cane che non ha voluto abbandonare le capre con cui è abituato a condividere la sua quotidianità.
A raccontarla è il suo proprietario. Un racconto drammatico, dalle decisioni difficili da prendere. «Alle 10.55 ho visto il cielo diventare tutto arancione. Ho svegliato mia moglie Ariel e le ho detto di prepararsi a fuggire e ho fatto lo stesso con Scott. Stephen era già stato svegliato dall’odore forte del fumo. Alle 11,10 le fiamme stavano già avvolgendo tutta la valle. E i venti alimentavano gli incendi. Ho caricato tutti i cani e gatti, ma Odin, il nostro cane dei Pirenei, testardamente non voleva salire, non voleva abbandonare le nostre otto capre». Il tempo in quei momenti scorre veloce, non c’è tempo per trovare il modo di trasportare le otto capre. «Avevamo pochi minuti per scappare. Attorno a noi c’era fumo e fiamme. I serbatoi di propano esplodevano. Un vero inferno. Ho dovuto decidere di lasciare Odin. Siamo scappati portando in salvo le nostre vite e il poco che avevamo nelle nostre tasche. Sulla strada vedevamo solo auto in fiamme. Finalmente in salvo, sono scoppiato a piangere pensando ai miei animali» continua a raccontare il proprietario trasmettendo tutta la sua disperazione e amore per quegli esseri viventi che aveva “tradito”. Appena possibile l’uomo è tornato nella sua proprietà certo di non trovarli più in vita: «Ero certo di aver condannato Odin e le capre a una morte orribile e piena di sofferenze. Quando sono tornato a casa mia la foresta non c’era più. Ogni cosa era distrutta e gli alberi stavano ancora bruciando. E lì ho avuto la sorpresa inaspettata: le otto capre mi sono corse incontro, per prendersi coccole e baci. Solo una di loro aveva una bruciatura. Odin le aveva protette: lui aveva il pelo un po’ tutto bruciacchiato e i suoi baffi si erano sciolti. Zoppicava su una delle gambe, ma era vivo. Tutti gli animali si erano stretti attorno a lui che li aveva portati verso un contenitore dell’acqua che incredibilmente era rimasto intatto». Inimmaginabile la felicità del resto della famiglia per la buona notizia e per lo stesso Odin che ha ritrovato Tessa, sua sorella a quattrozampe. I veterinari che lo hanno visitato lo hanno trovato in buona salute nonostante tutto quello che ha dovuto sopportare. «Per prima cosa gli abbiamo fatto un bello shampoo e gli abbiamo dato una bistecca gigantesca» racconta ancora l’uomo.  

 

17.10.2017, 15:562017-10-17 15:56:22
laRegione Ticino

Raid USA contro l'autoproclamato Stato islamico nello Yemen

Gli Stati Uniti hanno condotto il primo attacco aereo contro l'autoproclamato Stato Islamico (IS) in Yemen, distruggendo due campi di addestramento e...

Gli Stati Uniti hanno condotto il primo attacco aereo contro l'autoproclamato Stato Islamico (IS) in Yemen, distruggendo due campi di addestramento e uccidendo "decine" di miliziani. Lo ha annunciato martedì il Pentagono.I raid hanno "minato i tentativi dell'organizzazione di addestrare nuovi combattenti", recita un comunicato. Secondo fonti della CNN, nei due campi situati nel governatorato di al Bayda, erano radunati almeno 50 miliziani dell'IS che si addestravano, secondo il Pentagono, a compiere attacchi con fucili mitragliatori Ak47, mitragliatrici, lanciarazzi."L'IS - prosegue la nota - ha usato i territori fuori controllo in Yemen per pianificare attacchi terroristici contro l'America e i suoi alleati in tutto il mondo. Per anni, lo Yemen è stato un hub per i terroristi".

17.10.2017, 15:452017-10-17 15:45:40
David Leoni @laRegione

Schianto F/A-18 spagnolo, muore pilota 26enne

Secondo le prime indagini, sarebbe stata una falla al motore la causa dell’incidente aereo che ha visto lo schianto, qualche ora fa, di un velivolo F/A18 nella base...

Secondo le prime indagini, sarebbe stata una falla al motore la causa dell’incidente aereo che ha visto lo schianto, qualche ora fa, di un velivolo F/A18 nella base militare di Torrejón de Ardoz, vicino a Madrid.
Il ministero della difesa spagnolo ha annunciato che il pilota che ha perso la vita sul colpo è un tenente dell’Ejército del Aire. Si tratta di Fernando Pérez Serrano, nato a Murcia, 26enne e celibe.Le fonti militari hanno spiegato che durante le fasi di decollo il motore dell'F-18 faceva uno strano rumore. In volo avrebbe poi perso potenza causando lo schianto.Fernando Pérez Serrano aveva più di 700 ore di volo. Secondo le prime analisi, non avrebbe avuto il tempo di uscire dal veivolo attraverso il sedile di espulsione.