Estero

11.1.2017, 12:302017-01-11 12:30:58
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Trump ricattabile da Mosca? La Russia sarebbe in possesso di materiale di natura 'volgare' sul tycoon. Il Cremlino smentisce

Informazioni classificate presentate la scorsa settimana dai vertici degli 007...

Informazioni classificate presentate la scorsa settimana dai vertici degli 007 Usa al presidente Barack Obama e al presidente eletto Donald Trump comprendono indicazioni su presunto materiale in possesso di russi con informazioni personali e finanziarie compromettenti per il tycoon. Tycoon che sarebbe quindi a rischio ricatto.

Lo riferiscono diversi media americani, a partire dalla Cnn che per prima ha confermato le indiscrezioni citando fonti ufficiali americane anonime. Il New York Times sottolinea inoltre che parte del materiale riguardante Donald Trump sia di natura "volgare". Dal canto suo il Cremlino ha smentito in mattinata di possedere queste e altre informazioni.

Il tycoon come di consueto commenta con tweet: "Notizie false. Una vera e propria caccia alle streghe politica".

Tali informazioni – giudicate da più parti "potenzialmente esplosive" – non provengono dall’intelligence Usa, ma da un ex agente britannico. La loro attendibilità – sottolineano i media – non è stata ancora stabilita ed è adesso oggetto di verifica da parte dell’Fbi.

Un'appendice non ancora verificata al rapporto sulle cyberintrusioni

Stando a quanto emerge, il rapporto è stato incluso come appendice alla relazione dell’intelligence Usa sulle 'cyberintrusioni' guidate dalla Russia, ma non è frutto di quella inchiesta. I vertici dell’intelligence Usa hanno tuttavia deciso di includere questo materiale aggiuntivo – e pur non ancora verificato – come parte della documentazione presentata nei giorni scorsi ad un gruppo ristretto di interlocutori (nello specifico Obama, Trump e solo alcuni membri del Congresso) con lo scopo principale di informare il presidente eletto che tali indicazioni circolano a Washington e per sottolineare che la Russia avrebbe raccolto informazioni potenzialmente dannose per entrambi i partiti politici, salvo diffondere poi soltanto quelle relative al fronte democratico.

Ne sarebbe a conoscenza anche John McCain

La ricostruzione presenta ancora zone d’ombra. I 'memo' in questione sarebbero stati recuperati da un ex agente britannico dell’MI6 che in passato aveva collaborato con l’intelligence americana. Un altro passaggio della vicenda indica inoltre – stando ancora alla Cnn – che il senatore repubblicano John McCain – a sua volta informato da un ex diplomatico britannico per un periodo di stanza a Mosca – era venuto in possesso del materiale, riguardante un lasso di tempo tra giugno e dicembre 2016, e che ne aveva consegnato copia al direttore dell’Fbi James Comey. A quel punto però Comey era già a conoscenza di alcuni memo datati fino ad agosto 2016, consegnati a quanto risulta da un ex agente dell’MI6 ad un agente dell’Fbi a Roma.

Al momento nessuna delle fonti ufficiali americane – tra 007, Fbi e Casa Bianca – ha commentato la vicenda.

Il Cremlino smentisce

«No, il Cremlino non ha informazioni compromettenti su Trump». A dirlo è il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitri Peskov. «È assolutamente una bufala, un’assoluta montatura, una completa fesseria. Il Cremlino non si occupa della raccolta di informazioni compromettenti. Ciò si chiama pulp fiction», ha aggiunto Peskov, assicurando che Mosca non ha informazioni compromettenti neanche sull’ex candidata democratica alla presidenza Usa Hillary Clinton.

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11.1.2017, 09:042017-01-11 09:04:07
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La missionaria svizzera rapita un anno fa in Mali è ancora viva, lo proverebbe un video

Beatrice Stöckli, la missionaria protestante svizzera rapita in Mali un anno fa, è ancora viva stando a un video...

Beatrice Stöckli, la missionaria protestante svizzera rapita in Mali un anno fa, è ancora viva stando a un video diffuso ieri dai sequestratori di Al-Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi) e riportato dal 'Site Intelligence Group', che segue le attività online delle organizzazioni jihadiste.

Nel video di circa due minuti, messo online secondo Site (che dà erroneamente il cognome Stockly ripreso anche dalle agenzie stampa) sulle reti sociali Telegram e Twitter, la missionaria indica in francese la sua identità e la data del 31 dicembre 2016, con una voce flebile, appena udibile, il viso avvolto in un velo nero.

La basilese afferma di essere stata rapita da Aqmi «360 giorni» fa. Poi saluta la famiglia e ringrazia «il governo svizzero per tutti gli sforzi fatti» per tentare di ottenerne la «Sono in buona salute», aggiunge.

Il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) ha comunicato ieri sera di essere a conoscenza del nuovo video. «La Svizzera chiede la liberazione senza condizioni» di Beatrice Stöckli, aggiunge in una nota. Aqmi aveva rivendicato a fine gennaio 2016 in un primo video il sequestro, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio precedente, della donna svizzera Timbuctù, in Mali.

Un secondo video, molto simile a quello pubblicato ieri, era stato messo online dal gruppo terroristico islamico a metà giugno 2016, dando una prova di vita dell’ostaggio.

La basilese era era già stata rapita una prima volta nell’aprile del 2012 da estremisti islamici, sempre in Mali. In quell’occasione era stata liberata alla condizione di non mettere mai più piede nel paese africano. Era però tornata a vivere nel gennaio 2013 a Timbuctù, dove è nota per il suo impegno sociale e per la sua attività di diffusione del cristianesimo. (Ats)

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11.1.2017, 07:462017-01-11 07:46:24
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Obama nell'ultimo discorso: 'Yes we did'. Poi le stoccate a Trump su valori, razzismo, personalità e clima

"Yes we Can!". Barack Obama, in un clima di commozione assoluta, conclude con il suo iconico...

"Yes we Can!". Barack Obama, in un clima di commozione assoluta, conclude con il suo iconico slogan il discorso di addio alla presidenza. Lo slogan che lo portò alla Casa Bianca e che urlò nella ormai leggendaria election night del 2008. E che ora ripete nella sua Chicago, la città dalla quale partì la sua avventura.

Ma stavolta, davanti a 20 mila persone in delirio, aggiunge: "Yes we Did". Sì, perché «oggi l’America è migliore». Perché negli ultimi otto anni il cambiamento c’è stato: «Lo abbiamo fatto, lo avete fatto». Due esempi su tutti: la legalizzazione delle nozze gay e il salvataggio dell’industria dell’auto, sull’orlo della bancarotta dopo la grande crisi.

'Valori americani da non tradire'

Ma l’elenco dei risultati raggiunti nel corso dei quasi tremila giorni dei suoi due mandati presidenziali non è il cuore dell’ultimo discorso da presidente. Il cuore del messaggio è piuttosto sui valori che rendono l’America 'eccezionale' e che non vanno traditi in nessun modo. E per i quali lui continuerà a combattere anche fuori dalla Casa Bianca: «E’ stato un onore servire gli americani, non mi fermerò. Continuerò a farlo per il resto dei miei giorni».

Le standing ovation non si contano. Le lacrime in platea e in tribuna scendono copiose.

Le stoccate a Trump, senza mai citarlo

Non cita mai Donald Trump, se non per dire che farà di tutto per agevolare la transizione con il suo successore. Ma lo chiama spesso in causa sulle sue idee e afferma chiaro e forte come il futuro del Paese dipenda proprio dalla salvaguardia di quei principi di libertà, uguaglianza, democrazia che furono dei padri fondatori, e che in questa fase soprattutto la minaccia del terrorismo rischia di intaccare.

Così sottolinea che non accetterà mai qualunque discriminazione contro i musulmani in America. Anche perché l’Isis sarà sconfitta – sottolinea – solo se non prevarrà la paura e si sapranno salvaguardare proprio quei valori che il terrorismo vuole distruggere. E ancora Obama mette in guardia da un ritorno indietro sul fonte delle discriminazioni razziali nei confronti di tutte le minoranze, a partire da quella afroamericana: «Servono le leggi, anche se queste non bastano. Devono cambiare i cuori».

Anche negare i cambiamenti climatici – altra stoccata al suo successore – «sarebbe tradire le generazioni future e lo spirito del Paese». E poi il monito a non trasformare l’America come altre potenze che definisce 'rivali': la Russia e la Cina.

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10.1.2017, 14:512017-01-10 14:51:14
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Violati gli account di Renzi e Draghi

Ci sarebbero anche Matteo Renzi e Mario Draghi tra i politici spiati dai due fratelli, arrestati dalla Polizia italiana che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per...

Ci sarebbero anche Matteo Renzi e Mario Draghi tra i politici spiati dai due fratelli, arrestati dalla Polizia italiana che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate e dati sensibili. Spiati politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale.

L'indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, ha portato all'arresto di due persone, l'ingegnere nucleare Giulio Occhionero, di 45 anni, e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina. 

L'organizzazione aveva immagazzinato le informazioni trafugate a istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale in alcuni server sequestrati in Usa.

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10.1.2017, 14:482017-01-10 14:48:18
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Avrebbe causato almeno 25 mort...

Avrebbe causato almeno 25 morti il duplice attentato compiuto da un kamikaze e un'autobomba contro il Parlamento di kabul. Un portavoce dei taleban ha rivendicato l'attacco sostenendo che ha provocato 70 fra morti e feriti.

Avrebbe causato almeno 25 morti il duplice attentato compiuto da un kamikaze e un'autobomba contro il Parlamento di kabul. Un portavoce dei taleban ha rivendicato l'attacco sostenendo che  ha provocato 70 fra morti e feriti.

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9.1.2017, 19:022017-01-09 19:02:44
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Non era dell'Isis l'attentatore di Gerusalemme

Fadi al-Qanbar, il palestinese che ieri ha travolto col suo camion un gruppo di soldati israeliani a Gerusalemme, "non era legato ad alcun gruppo attivo fuori della...

Fadi al-Qanbar, il palestinese che ieri ha travolto col suo camion un gruppo di soldati israeliani a Gerusalemme, "non era legato ad alcun gruppo attivo fuori della Palestina" e "l'Occupazione mente quando afferma il contrario, allo scopo di denigrarci": lo afferma un volantino apparso oggi a Gerusalemme est. E' firmato da una formazione finora sconosciuta, 'Il gruppo del martire Baha Alian'. La sua sua attendibilità non e' stata ancora confermata.

Gli autori del volantino, che affermano di essere come lui residenti del rione di Jabel Mukaber di Gerusalemme est, hanno cosi' inteso respingere le affermazioni del premier Benyamin Netanyahu secondo cui al-Qanbar si identificava con l'Isis. Nel volantino rendono omaggio a Baha Akyan, un palestinese che nell'ottobre 2015 assali' un autobus di linea ad Armon ha-Natziv (Gerusalemme) e uccise tre passeggeri prima di essere abbattuto. Il luogo di quell'attentato e' molto vicino a quello dove ieri sono stati travolti i militari israeliani.

Gli autori del testo aggiungono di essere determinati a portare avanti una lotta ad oltranza contro Israele e di essere anch'essi - come Alyan e al-Ganbar - ''pronti al martirio''.

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9.1.2017, 18:332017-01-09 18:33:16
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Porta in faccia di Verhofstadt a Grillo

Il capogruppo dell'Alde (liberali europei), Guy Verhofstadt, ha annunciato la rinuncia all'alleanza con il M5S nell'Europarlamento. "Sono arrivato alla conclusione che non ci...

Il capogruppo dell'Alde (liberali europei), Guy Verhofstadt, ha annunciato la rinuncia all'alleanza con il M5S nell'Europarlamento. "Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa" ha dichiarato l'ex premier belga aggiungendo che "non c'è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde". "Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave".

La rituale votazione online indetta sul blog di Beppe Grillo aveva approvato senza sorpresa la proposta di passaggio del M5S dal drappello degli eurofobici di Nigel Farage nel gruppo europeo Alde. Alla votazione, si legge sul blog, "hanno partecipato 40.654 iscritti certificati. Ha votato per il passaggio all'Alde il 78,5% dei votanti pari a 31.914 iscritti, 6.444 hanno votato per la permanenza nell'Efdd e 2.296 per confluire nei non iscritti", ovvero nel gruppo Misto.

Tanta fatica per nulla

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9.1.2017, 14:312017-01-09 14:31:50
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L'Isis fa saltare il maggior giacimento di gas in Siria

L'Isis ha fatto esplodere e ha danneggiato il maggiore giacimento di gas naturale della Siria, nella regione centrale del Paese. Lo riferisce la tv panaraba...

L'Isis ha fatto esplodere e ha danneggiato il maggiore giacimento di gas naturale della Siria, nella regione centrale del Paese. Lo riferisce la tv panaraba al Mayadin, finanziata dall'Iran, secondo cui "fonti del ministero siriano del petrolio" confermano quanto in precedenza affermato dall'agenzia Aamaq, vicina all'Isis. L'Aamaq aveva pubblicato una foto e un video in cui si affermava che il sito di gas naturale di Hayyan, a est di Homs, era stato fatto esplodere ed era stato distrutto.
Le fonti citate dalla tv filo-iraniana confermano che le immagini diffuse da Aamaq riguardano il sito di Hayyan. Ma non possono confermare se il pozzo di gas naturale, che prima del 2011 arrivava a produrre al giorno più di tre milioni di metri cubi di gas, sia stato effettivamente distrutto.

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9.1.2017, 07:512017-01-09 07:51:58
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Stallo diplomatico tra Giappone e Corea del Sud per la statua dedicata alle 'donne di conforto'

Tokyo richiama l'ambasciatore in Corea del Sud dopo la posa a Seoul di una statua che richiama la delicata...

Tokyo richiama l'ambasciatore in Corea del Sud dopo la posa a Seoul di una statua che richiama la delicata vicenda delle 'donne di conforto'. Yasumasa Nagamine rientrerà infatti oggi in Giappone dove rimarrà verosimilmente una settimana.

Il gesto diplomatico è stato deciso quale protesta per l'installazione davanti al consolato di Busan di una statua che evoca la vicenda delle circa 200 mila giovani donne – secondo le stime – prevalentemente coreane, ma anche cinesi, filippine e indonesiane, che le truppe giapponesi impiegavano per intrattenere le proprie forze militari al fronte, prima e durante la Seconda guerra mondiale.

Nel fine settimana, in un’intervista al canale pubblico Nhk, il premier nipponico Shinzo Abe aveva chiesto al governo di Seul di rimuovere la statua e rispettare l’accordo bilaterale raggiunto dai due Paesi nel 2015 che prevedeva una stanziamento di un fondo di un miliardo di yen (7,5 milioni di euro) da erogare alle famiglie delle donne coinvolte, con in cambio la promessa da parte della Corea del Sud di non risollevare la questione in ambito internazionale.

8.1.2017, 17:342017-01-08 17:34:17
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L'ex presidente iraniano Akbar...

L'ex presidente iraniano Akbar Hashem Rafsanjani, 82 anni, è morto oggi a Teheran. Lo rende noto l'agenzia ufficiale Irna.

L'ex presidente iraniano Akbar Hashem Rafsanjani, 82 anni, è morto oggi a Teheran. Lo rende noto l'agenzia ufficiale Irna.

8.1.2017, 14:022017-01-08 14:02:25
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Camion contro soldati, quattro morti a Gerusalemme

Un camion, diretto contro un gruppo di soldati, ha travolto la folla a Gerusalemme provocando almeno quattro morti e dieci feriti. Il responsabile sarebbe stato...

Un camion, diretto contro un gruppo di soldati, ha travolto la folla a Gerusalemme provocando almeno quattro morti e dieci feriti. Il responsabile sarebbe stato ucciso. Lo riferisce la radio militare israeliana. Il bilancio è ancora provvisorio. La polizia israeliana, citando fonti del pronto soccorso, ha precisato che le vittime dell'attacco a Gerusalemme sono tre donne e un uomo, tutti sui 20 anni.

 

6.1.2017, 23:532017-01-06 23:53:55
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Sparatoria in Florida, l'assalitore a novembre avrebbe detto all'Fbi: 'Costretto a combattere per l'Isis'

Nel novembre 2016 Esteban Santiago, il killer di Ft Lauderdale, si sarebbe recato all’ufficio dell’...

Nel novembre 2016 Esteban Santiago, il killer di Ft Lauderdale, si sarebbe recato all’ufficio dell’Fbi di Anchorage, in Alaska, affermando che era costretto a combattere per l’Isis. Lo riporta la Cbs citando alcune fonti, secondo le quali nel 2011 o nel 2012 Santiago era stato indagato per pedopornografia, ma le autorità non avevano ottenuto prove sufficienti per poterlo denunciare.

Ieri verso le 13 ora locale (le 19 in Svizzera) Santiago – 29 anni, nato in New Jersey, ex milite dell’esercito americano – ha puntato puntato l'arma contro alcune persone presenti al Terminal 2 dell'aeroporto della cittadina delle Florida, mirando alla testa. Ne ha uccise almeno cinque e ferite un'altra decina prima di essere arrestato dalla polizia. 

Stando ai media americani l'uomo soffriva di problemi psichiatrici e sarebbe stato ammesso nei mesi scorsi in un ospedale psichiatrico. Sul volo che lo ha condotto in Florida (parte in partenza proprio dall'Alaska) avrebbe avuto un acceso diverbio con altri passeggeri.

6.1.2017, 22:242017-01-06 22:24:37
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'Putin dietro la campagna per influenzare le elezioni americane, ma gli hacker non hanno influito'

È stato direttamente il presidente russo, Vladimir Putin, a "ordinare" la campagna per influenzare le...

È stato direttamente il presidente russo, Vladimir Putin, a "ordinare" la campagna per influenzare le elezioni americane. È quanto si legge nel rapporto dell’intelligence americana, secondo il quale Putin e la Russia hanno cercato di discreditare Hillary Clinton. 

Stando alle anticipazioni sul rapporto, il tentativo di Mosca di aiutare Donald Trump a vincere non hanno influito sull’esito del voto.

6.1.2017, 14:322017-01-06 14:32:41
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Brasile, altra strage in un carcere: almeno 33 i morti

Almeno 33 detenuti sono morti la notte scorsa nel corso di una rivolta nel maggior carcere di Roraima, Stato del Brasile settentrionale: lo rende noto il...

Almeno 33 detenuti sono morti la notte scorsa nel corso di una rivolta nel maggior carcere di Roraima, Stato del Brasile settentrionale: lo rende noto il governo locale senza fornire ulteriori dettagli, ma precisando che le forze speciali della polizia si trovano all'interno della struttura.

Si tratta della seconda strage in meno di una settimana avvenuta all'interno di un penitenziario del Paese sudamericano, dopo quella di Manaus che ha causato la morte di 60 detenuti.
In base alle prime informazioni la sommossa - scoppiata nel Penitenziario agricolo di Monte Cristo (Pamc), a Boa Vista, e già sedata - sarebbe stata provocata dalla gang Primeiro Comando da Capital per vendicarsi della strage di suoi esponenti avvenuta tra domenica e lunedì scorsi nel carcere Anisio Jobim di Manaus. La maggioranza delle vittime - hanno reso noto le autorità locali - è stata decapitata, ha avuto il cuore strappato dal petto o il corpo smembrato. (ansa)

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6.1.2017, 14:312017-01-06 14:31:17
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La Bbc: identificati gli agenti russi

Gli Stati Uniti hanno identificato gli agenti russi dietro i presunti attacchi informatici che hanno preceduto le elezioni presidenziali di novembre: lo scrive la Bbc online. Gli...

Gli Stati Uniti hanno identificato gli agenti russi dietro i presunti attacchi informatici che hanno preceduto le elezioni presidenziali di novembre: lo scrive la Bbc online. Gli agenti, di cui non sono state rese note le identità, avrebbero inviato a WikiLeaks email rubate al partito democratico per cercare di influenzare l'esito del voto a favore di Trump. (ansa)

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