Estero

25.4.2017, 17:482017-04-25 17:48:36
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Netanyahu annulla l'incontro con Gabriel

"Sarebbe deplorevole se si arrivasse a una disdetta dei colloqui". È quanto aveva detto il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel, replicando con la Zdf alla richiesta...

"Sarebbe deplorevole se si arrivasse a una disdetta dei colloqui". È quanto aveva detto il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel, replicando con la Zdf alla richiesta del premier israeliano Benyamin Netanyahu di cancellare l'incontro con le ong pacifiste Breaking the silence' e 'B'Tselem' programmato per oggi pena la disdetta del loro colloquio. Ma di fronte alla fermezza del ministro tedesco il premier israeliano ha cancellato il loro incontro.

"Non me lo so quasi immaginare, perché sarebbe davvero deplorevole", ha insistito Gabriel sostenendo che è "assolutamente normale che si incontrino anche dei rappresentanti della società civile" nelle visite all'estero. Se però davvero la bilaterale dovesse saltare, "non sarebbe una catastrofe", questo non altererebbe le relazioni fra i due paesi, ha assicurato Gabriel: "Il mio rapporto con Israele non cambia". L'ultimatum è stato criticato dal capo dell'opposizione israeliana Isaac Herzog.

25.4.2017, 17:282017-04-25 17:28:08
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La Casa Bianca nega documenti sul Russiagate

La Casa Bianca si è rifiutata di fornire ai deputati che indagano sul Russia-gate informazioni e documenti legati all'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael...

La Casa Bianca si è rifiutata di fornire ai deputati che indagano sul Russia-gate informazioni e documenti legati all'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, costretto a dimettersi per aver mentito al vice presidente Mike Pence sulle discussioni con l'ambasciatore russo in Usa a poposito delle sanzioni contro la Russia. Gli atti negati riguardano il nulla osta di sicurezza e pagamenti ricevuti da organizzazioni legate al governo russo e turco. Sei le richieste della commissione che indaga ma la Casa Bianca ha usato vari motivi per opporsi.

25.4.2017, 07:452017-04-25 07:45:27
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Alitalia, no dei dipendenti al piano di salvataggio. Compagnia a rischio commissariamento

Netta bocciatura per il preaccordo di salvataggio di Alitalia da parte dei lavoratori. Probabile il commissariamento...

Netta bocciatura per il preaccordo di salvataggio di Alitalia da parte dei lavoratori. Probabile il commissariamento della compagnia aerea.

Alitalia ha convocato per oggi il Consiglio di Amministrazione, mentre il governo si è detto preoccupato. In un comunicato congiunto i ministri dello Sviluppo Carlo Calenda, dei Trasporti Graziano Delrio e del Lavoro Giuliano Poletti hanno espresso "rammarico e sconcerto per l’esito del referendum Alitalia che mette a rischio il piano di ricapitalizzazione della compagnia. A questo punto – hanno spiegato i ministri – l’obiettivo del Governo, in attesa di capire cosa decideranno gli attuali soci di Alitalia, sarà quello di ridurre al minimo i costi per i cittadini italiani e per i viaggiatori".

Soddisfazione, invece, da parte dell’Usb, che rivendica di essere stata "l'unica organizzazione sindacale che ha partecipato alle trattative ad assumersi la responsabilità di non sottoscrivere l’intesa".

Il piano proposto, e bocciato, prevedeva un taglio dell'8% della retribuzione per il personale navigante, 980 lavoratori a tempo indeterminato in cassa integrazione, 550 contratti a tempo determinato e 141 contratti esteri non riconfermati, da 120 a 108 i riposi annuali.

25.4.2017, 00:202017-04-25 00:20:25
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Una forte e lunga scossa di te...

Una forte e lunga scossa di terremoto è stata avvertita a Santiago del Cile. La magnitudo è stata pari a 6,9 gradi Richter con l’epicentro a 25 km da Valparaiso. Lo riporta il centro sismologico dell’Università del Cile.

Una forte e lunga scossa di terremoto è stata avvertita a Santiago del Cile. La magnitudo è stata pari a 6,9 gradi Richter con l’epicentro a 25 km da Valparaiso. Lo riporta il centro sismologico dell’Università del Cile.

24.4.2017, 18:172017-04-24 18:17:36
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Il passo indietro di Fillon

"Non ho più la legittimità per condurre la battaglia delle legislative": lo ha detto Francois Fillon, candidato sconfitto della destra dei Républicains alle presidenziali, davanti ai...

"Non ho più la legittimità per condurre la battaglia delle legislative": lo ha detto Francois Fillon, candidato sconfitto della destra dei Républicains alle presidenziali, davanti ai dirigenti del partito. Fillon, 63 anni, ex primo ministro di Nicolas Sarkozy e vincitore delle primarie, è arrivato terzo con il 19,91% dei voti al primo turno e per la prima volta la destra non è presente al secondo turno delle presidenziali. "Vi dico arrivederci - ha aggiunto Fillon - e vi auguro buona fortuna. Io torno ad essere un militante del partito".

24.4.2017, 08:092017-04-24 08:09:45
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Francia: ora è fronte per Macron

La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Il primo –...

La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Il primo – dicono i risultati definitivi – ha raccolto il 23,75% delle preferenze, la seconda il 21,53. Dalla gauche ai Républicains sono arrivate dichiarazioni di sostegno a Macron contro Le Pen per il ballottaggio 7 maggio.

Per la prima volta nella storia moderna della Francia, il candidato del partito che ha appena governato il Paese non arriva al secondo turno. "Si volta chiaramente pagina, oggi, nella politica francese", ha esultato Macron. "Voglio andare oltre" i risultati, ha continuato, "e unire tutti i francesi. Porterò avanti l’esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l’Europa". "Spero – ha arringato i suoi sostenitori – tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi".

Da Henin-Beaumont, sua roccaforte, Marine Le Pen ha esortato a votare per lei, "l’unica grande alternativa" contro Macron, "erede di Hollande". E’ arrivata a citare il generale de Gaulle, poi si è definita "la candidata del popolo" ed ha lanciato un appello "a tutti i patrioti" a votare per lei, "per la sopravvivenza della Francia".

Hamon crolla

Benoit Hamon, vincitore delle primarie socialiste, crolla al 6,35% e ammette, senza scuse, una "pesante sconfitta elettorale e morale". Con Macron si sono già schierati da subito il presidente Francois Hollande e il premier Bernard Cazeneuve. Per "sbarrare la strada" a Marine Le Pen anche l’altro sconfitto, François Fillon, rappresentante della destra dei Républicains (19,91%), ha invitato a votare per l’ex ministro dell’Economia: "Non c’è altra scelta".

Se la gauche si trova davanti alle macerie di un fallimento politico ed elettorale, con un partito che di fatto non esiste più, non molto meglio sta la destra, tenuta insieme soltanto dalla speranza di arrivare al ballottaggio. Fillon, in un discorso dai toni sobri molto diverso da quelli aggressivi delle ultime settimane, ha ricordato che la destra deve "rimanere unita" in vista delle elezioni politiche di giugno.

Sconfitto anche Jean-Luc Melenchon, il leader della gauche radicale, ’La France Insoumise’, che come prima reazione ha rifiutato di riconoscere immediatamente la sconfitta invitando tutti a dubitare delle prime cifre e attendere lo spoglio delle grandi città. Per lui un ottimo risultato (19,64%) dopo essere partito da molto più in basso e aver rosicchiato voti al rappresentante della sinistra socialista che non ha convinto, Hamon.

Le Pen prima di Le Pen

Era un 21 aprile, due giorni in meno rispetto ad oggi, quando nel 2002 il padre di Marine Le Pen, Jean-Marie, lasciò di stucco la Francia e tutto il mondo arrivando inaspettatamente al ballottaggio contro Jacques Chirac, ai danni del primo ministro socialista, Lionel Jospin. Molti vedono in questo 23 aprile una giornata altrettanto storica

Allora, i 15 giorni fra il primo e secondo turno furono un succedersi di manifestazioni "repubblicane" quotidiane, tutta la Francia si allineò dietro Chirac, che trionfò con oltre l’82% dei voti. Stavolta, tutti i sondaggi dicono che non sarà così, le intenzioni di voto al secondo turno hanno dato finora un’oscillazione fra il 60 e il 62% per Macron contro il 38-40% per Marine Le Pen.

Nel mirino la presidenza

Macron, sconosciuto al grande pubblico fino a tre anni fa, punta a diventare presidente a 39 anni, un altro primato, portando con sé il centrista Francois Bayrou che a lungo, in passato, aveva rincorso proprio l’obiettivo di Macron, quello di affermarsi in alternativa ai due partiti dominanti.

Macron contro Le Pen sarà anche futuro con o senza l’Europa, politica del dialogo contro quella del muro attorno alla Francia e della chiusura delle frontiere. Non c’è stata l’astensione a lungo temuta – l’affluenza è, come per le precedenti presidenziali, attorno all’80% – non ci sono stati attentati o incidenti ai seggi, come si paventava dopo la sanguinosa settimana che ha preceduto queste presidenziali, un’altra circostanza assolutamente inedita.

Le premesse per i prossimi giorni non sono però le migliori, con immediati tafferugli esplosi alla Bastiglia fra studenti anti-Le Pen e polizia subito dopo l’annuncio dei risultati. Due ragazzi sono rimasti feriti, spaccate vetrine, distrutte pensiline e danneggiate le auto in sosta.

21.4.2017, 23:472017-04-21 23:47:09
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Russia, spari in sede 007: tre morti. La mano dell'Isis?

Il fantasma del terrorismo islamista targato Isis torna ad aleggiare sulla Russia a meno di tre settimane dall’attentato alla metropolitana di San...

Il fantasma del terrorismo islamista targato Isis torna ad aleggiare sulla Russia a meno di tre settimane dall’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo. Oggi un giovane armato è entrato nella sede dei servizi segreti a Khabarovsk, nell’estremo oriente russo, e ha aperto il fuoco uccidendo due persone che si trovavano nella reception: un giovane ufficiale e un interprete azero. Poi è stato a sua volta ucciso dalle forze di sicurezza.

L’attacco è stato rivendicato in serata dallo Stato islamico tramite l’agenzia Amaq, ma circa un’ora dopo il Comitato investigativo russo ha seccamente respinto l’ipotesi che dietro l’aggressione di oggi ci possa essere il terrorismo di matrice islamista e ha invece confermato la versione dell’Fsb: l’assalitore – sostengono gli investigatori russi – era "un seguace delle idee neonaziste".

Poco dopo l’assalto, l’Fsb ha indicato l’assassino in un ragazzo di 18 anni del luogo: A.V. Konev, sospettato – secondo i servizi segreti russi – di appartenere a un gruppo neonazista. A preoccupare è la possibilità che il 18enne non abbia agito da solo. Prima di entrare nella sede locale dei servizi di sicurezza russi e ammazzare – riferisce sempre l’Fsb – il presunto estremista di destra aveva infatti preso d’assalto un poligono di tiro uccidendo un istruttore e impossessandosi di una carabina ’Saiga’ e di due pistole. E non è da escludere che l’assassino abbia poi usato proprio una di queste armi per continuare a uccidere prima di essere fatto fuori dagli 007. Una "fonte ben informata" citata dall’agenzia Interfax, sostiene inoltre che la polizia abbia arrestato un 29enne accusato di essere "uno dei sospetti criminali" che hanno partecipato all’aggressione al poligono di tiro ’Hammer’: quest’ultima notizia non è confermata, ma se si dovesse rivelare vera indicherebbe un assalto di gruppo al centro di tiro non lontano dalle sponde del fiume Amur. Da dove tra l’altro, stando alla stessa fonte, sarebbero state sottratte oltre 20 armi da fuoco. Di sicuro c’è che quanto avvenuto oggi ha messo in allerta le autorità russe, e in serata la Guardia nazionale ha annunciato "controlli straordinari" nei poligoni di tiro del paese per garantirne la sicurezza. Stando alla testata online Rbk – che cita due fonti nell’Fsb – Konev faceva parte degli ’Shtoltz Khabarovsk’: neonazisti di 17-20 anni che si autodefiniscono "combattenti per la legalità" e prendono di mira omosessuali e immigrati. Questo gruppo, fondato nel 2014, si addestrerebbe inoltre nell’uso delle armi: su internet ci sono infatti dei video che li mostrano mentre sparano con pistole e mitra e lanciano molotov. Se invece fosse confermata la pista Isis ci si troverebbe di fronte all’ennesima rivendicazione del gruppo, oramai capace di seminare morte e terrore anche in Russia, il ’nemico’ che i jihadisti minacciano da tempo per il suo coinvolgimento nel conflitto siriano. (Ansa)

21.4.2017, 23:412017-04-21 23:41:04
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Isis, commando Usa uccide in Siria militante di spicco

Un commando delle forze speciali Usa ha ucciso in Siria un esponente di vertice dell’Isis, accusato di avere avuto un ruolo chiave nell’attacco di Capodanno...

Un commando delle forze speciali Usa ha ucciso in Siria un esponente di vertice dell’Isis, accusato di avere avuto un ruolo chiave nell’attacco di Capodanno in un nightclub di Istanbul, in cui vennero uccise 39 persone. Ma anche in altri attentati nella capitale turca. Lo ha confermato il Pentagono. Il terrorista ucciso è Abdurakhmon Uzbeki, molto vicino al leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi. L’operazione risale allo scorso 6 aprile, ma solo oggi è arrivata la conferma ufficiale.

21.4.2017, 23:292017-04-21 23:29:35
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Cnn: Mosca cercò di infiltrarsi nella campagna di Trump

La Russia ha cercato di utilizzare alcuni consiglieri di Donald Trump per infiltrarsi nella campagna presidenziale del tycoon. È quanto emergerebbe –...

La Russia ha cercato di utilizzare alcuni consiglieri di Donald Trump per infiltrarsi nella campagna presidenziale del tycoon. È quanto emergerebbe – secondo la Cnn – da alcune informazioni di intelligence raccolte dall’Fbi la scorsa estate. Tra i consiglieri ’adescati’ da Mosca ci sarebbe anche l’ex consigliere per la sicurezza del candidato Trump, Carter Page, il cui nome è più volte spuntato nela vicenda del Russiagate. Le fonti dell’amministrazione Usa citate dalla Cnn non spiegano però se Carter e gli altri fossero consapevoli di essere oggetto di attenzioni del governo russo, al fine di influenzare lo svolgimento del processo delle elezioni presidenziali americane.

21.4.2017, 23:062017-04-21 23:06:18
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A marzo oltre 2'000 omicidi in Messico, record dal 2012

Il numero di omicidi durante lo scorso mese di marzo in Messico ha superato la soglia dei 2 mila casi, il numero più alto dall’inizio dell’amministrazione...

Il numero di omicidi durante lo scorso mese di marzo in Messico ha superato la soglia dei 2 mila casi, il numero più alto dall’inizio dell’amministrazione del presidente Enrique Pena Nieto, nel dicembre del 2012. Durante il mese di marzo si sono registrati 2.020 omicidi, mentre a febbraio la cifra è stata di 1.825 e a gennaio 1.930, secondo le statistiche ufficiali diffuse oggi dalla Segreteria esecutiva del sistema nazionale di sicurezza pubblica (Sesnsp). Questo significa che, con un totale di 5'775 casi, il primo trimestre del 2017 segna un nuovo record di omicidi nel paese, superando ogni periodo equivalente in più di un decennio.

Lo stato di Guerrero (sud del paese) resta quello dove ci sono stati più omicidi (550 nel primo trimestre), ma quello di Baja California (nord-ovest) registra il più forte aumento interannuale, con una impressionante crescita del 682%, da 17 casi nel primo trimestre del 2016 ai 133 del primo trimestre di quest’anno.

Gli analisti sottolineano che queste statistiche costituiscono di fatto una mappa dei diversi conflitti in atto fra le principali organizzazioni criminali attive nel paese, come lo scontro fra il cartello di Sinaloa e quello di Jalisco Nueva Generacion nello stato di Baja California.

21.4.2017, 10:572017-04-21 10:57:38
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Spari a Parigi, nessun legame con il Belgio. Tre arresti mentre iniziano gli effetti sulla campagna elettorale

L'essenziale in breve – Alle 20.50 un 39enne francese radicalizzato è sceso da un veicolo, si è...

L'essenziale in breve – 

  • Alle 20.50 un 39enne francese radicalizzato è sceso da un veicolo, si è avvicinato a una camionetta della polizia e ha sparato.
  • Un poliziotto è morto, altri due sono stati feriti. Starebbero meglio.
  • L'assalitore è stato ucciso da altri agenti intervenuti in soccorso.
  • L'assalitore era noto all'antiterrorismo per aver manifestato la volontà di sparare a dei poliziotti. Lo aveva già fatto nel 2001 ferendone tre.
  • Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attacco.
  • Fermate tre persone vicine all'assalitore
  • La sparatoria avviene a tre giorni dalle presidenziali francesi
  • L'uomo segnalato dal Belgio come collegato all'attacco si è presentato in un commissariato.Riaperti gli Champs-Elysées.

Cade la posta belga, tre fermi in Francia

«Non c’è al momento nessun legame» tra l’attacco a Parigi e il Belgio. Lo ha affermato la Procura federale belga, secondo quanto riporta la tv pubblica fiamminga Vrt.

L’uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ad Anversa, che ha un alibi e che nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti, ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato, riferisce la Procura.

Intanto in Francia tre persone ritenute vicine all’assalitore ucciso dopo la sparatoria sugli Champs-Elysées sono state fermate e interrogate dai servizi antiterrorismo. Si trovavano nelle abitazioni perquisite durante la notte dalla polizia.

L'effetto sulla campagna elettorale

 Toni durissimi nella dichiarazione di Marine Le Pen, la prima a prendere la parola questa mattina, in una conferenza stampa dal suo quartier generale a due passi dall’Eliseo. «Siamo in guerra contro un mostruoso totalitarismo», ha detto la candidata alle presidenziali per il Front National, vestita di nero in segno di lutto. La Le Pen ha invitato tutti all’«unità della nazione e alla lucidità», denunciando il «lassismo e l’ingenuità», ai quali «la nazione deve ora rinunciare».

21.4.2017, 10:492017-04-21 10:49:58
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Un quarto degli austriaci rivorrebbe un 'führer' e la dittatura

Quasi un austriaco su quattro desidera un uomo (più) forte a capo della nazione, che non debba fare i conti col parlamento o con le elezioni. È il...

Quasi un austriaco su quattro desidera un uomo (più) forte a capo della nazione, che non debba fare i conti col parlamento o con le elezioni. È il risultato di un sondaggio dell’istituto Sora e di un’associazione per lo studio della storia contemporanea di Vienna, secondo il quale gli austriaci sono più insoddisfatti della democrazia rispetto a dieci anni fa.

Il 43% degli intervistati si augura un "uomo forte" alla guida del Paese: nel 2007 erano il 41%. Il 23% desidera invece un nuovo fuehrer, incluso un cambiamento di sistema, dieci anni fa erano il 14%. Il 31% è convinto che il nazismo abbia avuto anche dei lati positivi per l’Austria. Il 32% si dice soddisfatto del funzionamento della democrazia, mentre nel 2007 erano il 44%.

21.4.2017, 08:432017-04-21 08:43:26
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Bombe contro il bus del Borussia: voleva guadagnare in borsa

Sarebbe l'avidità il movente dell'attacco al bus della squadra di calcio del Borussia Dortmund avvenuto l'11 aprile scorso. La polizia tedesca avrebbe...

Sarebbe l'avidità il movente dell'attacco al bus della squadra di calcio del Borussia Dortmund avvenuto l'11 aprile scorso. La polizia tedesca avrebbe infatti arrestato questa mattina l'autore dell'assalto attuato per mezzo di tre bombe carta contenenti punte metalliche. Lo Spiegel racconta che l'uomo avrebbe acquistato 15 mila opzioni 'Put' sul titolo del Borussia.

Così facendo ha fondamentalmente scommesso sul calo del titolo in borsa della squadra di calcio. Calo che l'uomo – un 28enne con doppia cittadinanza tedesca e russa – voleva provocare con il suo attacco, assicurandosi un guadagno personale.

L'esplosione aveva lasciato leggermente ferito il difensore spagnolo del Borussia, Marc Bartra.

21.4.2017, 08:432017-04-21 08:43:14
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Parigi, secondo flop per l'app antiterrorismo

Era stata annunciata in occasione degli Europei di calcio come ulteriore strumento per affrontare l’emergenza terrorismo e invece, a quanto sembra, ha fallito. Si tratta...

Era stata annunciata in occasione degli Europei di calcio come ulteriore strumento per affrontare l’emergenza terrorismo e invece, a quanto sembra, ha fallito. Si tratta dell’applicazione per smartphone 'Saip' che, secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, non avrebbe avvertito gli utenti dell’attacco in corso sugli Champs-Elysées.

Un avvertimento lanciato invece su Twitter dalla prefettura di Parigi. L’applicazione promossa dal governo di François Hollande aveva fatto flop anche durante l’attentato di Nizza lo scorso 14 luglio.

20.4.2017, 21:202017-04-20 21:20:55
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Colpi d'arma da fuoco sono sta...

Colpi d'arma da fuoco sono stati uditi sugli Champes Elysees, ai Parigi. La prefettura cittadina ha lanciato l'allarme su Twitter, chiedendo di non recarsi nella zona. Ci sarebbero due feriti, forse poliziotti

Colpi d'arma da fuoco sono stati uditi sugli Champes Elysees, ai Parigi. La prefettura cittadina ha lanciato l'allarme su Twitter, chiedendo di non recarsi nella zona. Ci sarebbero due feriti, forse poliziotti