Curiosita

16.3.2017, 07:562017-03-16 07:56:03
@laRegione

Nuova Zelanda, fiume sacro dichiarato personalità giuridica

Per la prima volta al mondo un fiume ha ottenuto una personalità giuridica, protetta da rappresentanti legali.

Il fiume Whanganui in Nuova Zelanda...

Per la prima volta al mondo un fiume ha ottenuto una personalità giuridica, protetta da rappresentanti legali.

Il fiume Whanganui in Nuova Zelanda, riverito come sacro dal popolo maori, che scorre per 145 km dal centro dell’Isola del Nord fino al mare, ha ottenuto dal parlamento uno status giuridico come persona, dopo una battaglia legale durata 170 anni. Sarà rappresentato congiuntamente da un membro nominato dalla comunità maori e uno nominato dal governo.

Una storia lunga quasi due secoli

La legge deriva dallo storico trattato di Waitangi, che fu firmato nel 1840 da un rappresentante della corona inglese e da 40 capi delle tribù maori dell’Isola del Nord. In base al trattato, che mise fine a un lungo conflitto fra maori e colonizzatori, la Nuova Zelanda divenne colonia inglese. Esso offre da allora sostanziale protezione agli interessi e alle proprietà tradizionali dei maori.

La nuova legge mette fine al più lungo contenzioso nella storia del Paese, ha detto il ministro per il trattato di Waitangi, Christopher Finlayson. "Questa legge riconosce la profonda connessione spirituale fra il locale popolo Whanganui Iwi e il loro fiume ancestrale. Ne riconosce le tradizioni e usanze e crea una base solida per il futuro del fiume".

Un portavoce del locale popolo maori, Gerrard Albert, ha detto a Radio New Zealand che la comunità temeva da tempo per l’impatto del governo sulla "salute e benessere" del fiume. "Abbiamo sempre creduto che il fiume Whanganui sia un insieme indivisibile e vivente con tutti i suoi elementi fisici e spirituali, dalle montagne del centro dell’Isola del Nord fino al mare".

11.3.2017, 11:332017-03-11 11:33:00
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Mi hanno regalato un robot

di Alessandro Trivilini, ricercatore e osservatore scientifico

Giulia decide di regalare alla nonna un nuovo frigorifero. La sua età non più giovanis­sima e le sue condizioni di salute...

di Alessandro Trivilini, ricercatore e osservatore scientifico

Giulia decide di regalare alla nonna un nuovo frigorifero. La sua età non più giovanis­sima e le sue condizioni di salute hanno spinto la nipote ad acquistare un robot moderno ricco di nuove funzionalità, utili per migliorarle la quotidianità. In primis, vorrebbe ridurre i chilometri che la nonna percorre camminando tra un locale e l’atro della casa.

“Ciao nonna! Come stai?” – chiede Giulia appena entrata in casa. “Ma che bella sorpresa!” – risponde la nonna felice –. “Guarda un po’ chi è venuto a trovarmi in questa domenica piovosa”. “Nonna sediamoci sul divano, ti devo parlare di una cosa importante. Nei giorni scorsi ne ho discusso anche con la mamma e mi ha dato carta bianca. Oggi non è qui perché è a letto con l’influenza ma è d’accordissimo con questa mia idea”. “Così mi spaventi cara, di cosa si tratta? Il nonno è uscito a prendere i giornali, non vuoi aspettare che rientri?” – chiede la nonna. “Assolutamente no, col nonno ne parliamo con calma quando rientra!”. “Va bene tesoro, dimmi, di cosa si tratta?” – chiede la nonna incuriosita. “La mamma ed io vogliamo che tu stia meglio di salute, soprattutto per i gonfiori alle gambe dovuti ai chilometri che percorri ogni giorno in casa per svolgere le faccende casalinghe. Sono troppi e non fanno bene alle tue gambe”. “Ho sempre saputo che sei speciale, sei proprio come tua madre, ti voglio bene!” – esclama la nonna con le lacrime agli occhi. “Nonna, ho poco tempo perché oggi pomeriggio ho la partita di pallavolo, lascia che ti spieghi subito di cosa si tratta. La mamma ed io ti abbiamo acquistato un nuovo frigorifero” – dice Giulia. “Non dovevate! Per quale motivo? Quello che ho va benissimo anche se ha qualche anno sulle spalle. Non è il momento di spendere soldi inutilmente, tu e la mamma dovete risparmiare perché si avvicinano tempi duri, fra poco andrai all’università e quei soldi serviranno. E poi che c’entra il frigorifero con il gonfiore delle mie gambe?” – esclama la nonna.

“Nonna, non hai capito! Non ti abbiamo comprato un frigorifero uguale a quello che hai, ti abbiamo acquistato un robot, si chiama Morbius! Ha sempre le sembianze di un frigorifero tradizionale per conservare gli alimenti, ma in più ha un sacco di super poteri nascosti che ti faranno risparmiare molta fatica. Tutto cambierà in meglio. Un po’ come è successo con la scatoletta dell’interruttore elettrico appesa al muro. All’inizio vista da fuori sembrava un pezzo di plastica inutile, ma quando le persone hanno scoperto che potevano accedere in modo invisibile alla corrente elettrica tutto è cambiato! Con Morbius è la stessa cosa, sia tu che il nonno avrete più tempo libero e le vostre gambe non soffriranno più per il troppo camminare. Vedrai!”. “Giulia, di cosa stai parlando? Ho già detto alla mamma che in casa non voglio nessuna badante! È vero che io e il nonno abbiamo qualche acciacco dovuto all’età, ma siamo autonomi e indipendenti e personalmente non mi piace l’idea di avere degli sconosciuti metallici extraterrestri che girano per casa. L’idea proprio non mi piace, anzi, mi spaventa! E poi cosa potrà mai fare questo diavolo di Morbius per le mie gambe, un frigorifero non è mica un medico!” – dice la nonna spaventata. “Nonna, mi fai morire dal ridere! Ora ti spiego. Morbius è un frigorifero intelligente di ultimissima generazione, è un primo frutto della quarta rivoluzione industriale, e per te e il nonno sarebbe un assistente perfetto!”. “Ah sì? E cosa farà mai questo robot?” – chiede la nonna con gli occhi sgranati. “Può fare un sacco di cose. È stato costruito per essere allacciato alla rete internet e per parlare con le persone con cui è in relazione. Per essere concreti, dovrai soltanto indossare un braccialetto per dialogare con lui in qualsiasi momento lo vorrai, usando la tua voce. Così facendo non dovrai più recarti in cucina mille volte per verificare se manca qualche prodotto, ma potrai farlo comodamente seduta sul divano senza infiammare le tue delicate articolazioni. Morbius è dotato di intelligenza artificiale ed è capace di capire ciò che dici quando parli e ciò che esprimi con le tue espressioni facciali. Usando la sua voce è capace di segnalarti se è necessario fare la spesa, perché i tuoi prodotti preferiti stanno finendo, oppure se le medicine che conservi al fresco sono scadute. E anche in questo caso potrai scegliere se delegare a lui il compito di ordinare i prodotti che a te servono, direttamente dal tuo negozio preferito o dalla farmacia di servizio. Il tutto con un semplice comando vocale e usando la rete internet. E se lo vorrai spesa e farmaci ti verranno recapitati direttamente a casa. Una figata nonna, credimi!”. “Oh, no! Vuoi dire che non potrò più ordinare al nonno di andare a fare la spesa per avere un po’ di calma in casa? Ti confido un segreto Giulia, non so quante volte gli ho detto che è finito il latte solo per il gusto di togliermelo un po’ dalle scatole!” – dice la nonna sghignazzando.
“Hahaha, sei grande nonna! Tu e la mamma siete uguali, credo che sia la stessa scusa che usa lei col papà”. “Giulia, vedrai quando sarai più grande, quanto è importante avere sempre una buona scorta di latte in casa …” – dice la nonna con tono sarcastico. “Nonna, torniamo a Morbius. Cosa ne pensi? Ti piace l’idea di avere in casa un frigorifero intelligente a cui delegare un sacco di lavoro meccanico che usura le tue gambe? In qualsiasi momento potrai porgli delle domande su un determinato prodotto e lui ti risponderà adeguatamente. Allo stesso modo farà Morbius con te, ogni volta che i suoi numerosi sensori rileveranno una situazione anomala te lo comunicherà con la sua voce e tu ne verrai a conoscenza attraverso il braccialetto. Pensa, farà anche da guardiano. Oltre a salvaguardare il cibo al suo interno, con il suo grande occhio esterno e le sue grandi orecchie sensibili potrà tenere d’occhio l’ambiente esterno che lo circonda, e se qualcuno non autorizzato dovesse intrufolarsi in casa potrebbe avvertire subito la polizia inviando istantaneamente fotografie e suoni di ciò che sta avvenendo”. “Caspiterina! Questo Morbius comincia a piacermi!”. “E non finisce qui, nonna. Una volta collegato ai profili social del nonno, perché tu ancora non sei in Facebook, potrà controllare le sue attività. Per esempio, se andate a magiare al ristorante e il nonno vuole ordinare un piatto sfizioso ricco di calorie, Morbius con il suo consenso può verificare in tempo reale se quel cibo è nocivo per la sua salute, consigliando di conseguenza ciò che secondo lui andrebbe consumato in quel preciso momento, con delle tecniche persuasive davvero convincenti”.
“Giulia, mi riesce difficile credere che il nonno ascolti i consigli di un frigorifero, figurati, non ha mai dato retta ai miei, non vedo come possa ascoltare quelli di una scatola metallica intelligente”. “Hai ragione nonna, potrebbe non essere semplice accettare i consigli di Morbius, ma credimi che se configurato correttamente può offrire moltissimi vantaggi. È una questione di fiducia e di consapevolezza”. “Ma se Morbius può vedere e ascoltare tutto ciò che accade in cucina, ed è collegato costantemente alla rete internet, io e il nonno non avremo più privacy?” – chiede la nonna dubbiosa. “In parte è corretto, nonna, ma questo potrà succedere solo se verrà configurato in modo sbagliato. Sarete soltanto tu e il nonno a decidere cosa può e cosa non può fare Morbius. La decisione ultima spetterà sempre e solo a voi. In modo semplice, veloce e consapevole potrete controllare tutti i suoi super poteri. È quanto successo con l’automobile. Possederne una non significa guidarla all’impazzata nel traffico provocando incidenti ovunque. Bensì, all’occorrenza sfruttare tutte le sue peculiarità per spostarsi da un punto ad un altro nel miglior modo possibile, in sicurezza e rispettando il codice stradale”. “Hai ragione Giulia, anche se in questo momento non riesco a cogliere a pieno tutto ciò che mi stai spiegando sono sicura che il nonno ne rimarrà entusiasta, lui è sicuramente più smanettone di me con internet e le nuove tecnologie. Ma ricordati una cosa, avremo bisogno del tuo aiuto per accogliere Morbius a casa nostra nel migliore dei modi”. “Certamente nonna, non ti preoccupare! Penserò io alla sua configurazione e farò in modo che tu e il nonno possiate trarne tutti i vantaggi. Così appena arriva l’estate potremo riprendere le nostre lunghe passeggiate senza aver paura che le tue gambe si gonfino di nuovo. Con Morbius come alleato potrai stare più tranquilla. Fidati nonna, è un cambiamento senza precedenti che migliorerà la tua quotidianità. Magari ci vorrà qualche giorno, ma una volta conosciuto Morbius ti darà grandi soddisfazioni” – conclude Giulia soddisfatta.

10.3.2017, 11:542017-03-10 11:54:00
Christian Lovaldi

Vacanze fuori dal comune e dove trovarle

Il mondo è un posto affascinante e variegato, dove ognuno può trovare la vacanza che meglio si addice alle proprie esigenze. Ecco alcune idee ‘particolari’ per le vostre...

Il mondo è un posto affascinante e variegato, dove ognuno può trovare la vacanza che meglio si addice alle proprie esigenze. Ecco alcune idee ‘particolari’ per le vostre vacanze fuori dalgi schemi.

Monaco (buddista) per un mese

Per chi ha bisogno di uscire dagli schemi e ritrovare se stesso, un’esperienza monastica può essere d’aiuto. Immersi nell’atmosfera spirituale e trascendente di un vero monastero tibetano situato nel cuore delle montagne dell’Himalaya, sul confine India-Tibet, sperimenterete lo stile di vita dei saggi monaci dalle tuniche colorate, apprendendo gli insegnamenti del buddhismo tradizionale ed esplorando nuove prospettive che incoraggeranno la vostra crescita personale.  
La saggezza dei monaci sarà la vostra perla più preziosa, e il vostro miglior souvenir al rientro in patria.

Tutti in Islanda alla ricerca della balena perduta

Se siete pronti per un’ avventura audace in uno dei luoghi naturali più estremi del mondo e il mare non vi spaventa allora zaino in spalla e fotocamera al collo, e via per i mari islandesi alla ricerca delle balene.

Con ben 23 specie di cetacei diversi e un’alta probabilità di incontrarli, soprattutto durante i tour estivi, l’Islanda si prospetta come una delle migliori destinazioni di vacanza per gli amanti della natura e delle creature marine. Un’ampia gamma di operatori turistici specializzati è pronta a guidarvi in questa vacanza tutta verde, sensibilizzandovi sulla vita di questi grandi giganti gentili.

Rototom: il grande festival della musica reggae

Se siete dei veri seguaci di Bob Marley, amate la musica reggae, la vita rilassata e vi identificate nella cultura rasta, oppure volete semplicemente passare una settimana incredibile assieme a giovani di tutto il mondo sintonizzati sulla stessa linea d’onda, la vostra destinazione è l’incredibile festival Rototm di Benicassim, in Spagna, che quest’anno si terrà dal 10 al 19 agosto.

Il Rototom 2017 celebrerà l’Africa, e l’atmosfera che respirerete nel villaggio sarà tutta all’insegna della pace, della solidarietà e del rispetto dell’ambiente.

Probabilmente farete molte nuove amicizie, e magari scoprirete una parte di voi di cui ancora dubitate l’esistenza, il tutto ascoltando dal vivo i grandi artisti reggae del momento. L’alloggio in tenda da vero figlio dei fiori sarà la ciliegina sulla torta.

La cucina Thai: un mondo (diverso) di aromi e sapori

Cuochi e aspiranti gastronomi a raccolta, si parte alla scoperta di deliziose pietanze asiatiche direttamente a Bangkok, l’esotica capitale Thailandese: un cuoco professionista locale vi insegnerà i segreti di un’antica tradizione culinaria che ha rapidamente conquistato le tavole dei ristoranti etnici europei, ma che pochi stranieri sanno preparare.

Indipendentemente dal vostro livello di partenza, avrete l’opportunità di apprendere i trucchi della buona cucina thailandese, e nel tempo libero potrete visitare la città e fare shopping nei suoi tradizionali mercati.

Potreste anche farvi sovvenzionare da amici e parenti, se li saprete convincere che al vostro ritorno li aspetta qualcosa di diverso dalla solita cena.

Vattene a pesca! Di salmoni, in Scozia

Rivolta non solo agli amanti della pesca, ma anche a famiglie e curiosi, la pesca al salmone farà la felicità di grandi e piccini. Alla soddisfazione del palato si aggiunge infatti l’opportunità di scoprire una natura selvaggia, fra fiumi impetuosi e vaste distese verdi.

Scozia, Irlanda, Islanda, Alaska e Canada, le destinazioni sono diverse, e ciascuno può scegliere quella che più si confà ai suoi interessi naturalistici e culturali.

I servizi inclusi nel pacchetti dei vari operatori includono normalmente il permesso per la pesca, attrezzatura da pesca di qualità, trasporto, bevande, cibo a base di prodotti locali, servizio fotografico e soprattutto l’appoggio di un esperto del posto, che vi guiderà e vi svelerà le tecniche di pesca tradizionali.

Le Maldive sott’acqua

Se alle spiagge affollate di turisti preferite la pace del mondo sottomarino, e disponete dell’idoneo brevetto, pochi habitat vi offrono la varietà faunistica che troverete alle Maldive. Ammirerete squali grigi, specie pelagiche, squali balena e mante, oltre che coloratissime barriere coralline.
I subacquei con brevetto hanno l’opportunità di effettuare due immersioni accompagnate al giorno, inclusa una notturna alla settimana, mentre i meno esperti potranno dilettarsi con lo snorkeling accompagnato e una prova di immersione.

Vari operatori del settore offrono lussuosi yacht in legno, lunghi fino a 40 metri, con un numero limitato di cabine che garantiscono privacy e comfort a tutti i viaggiatori.

Scalata su roccia nella Costa Blanca

Per i più sportivi e gli amanti degli sport estremi, la scalata su roccia è sicuramente un’ottima alternativa. Tra i vari luoghi dove praticare questo sport, la Costa Blanca, in Spagna, vi sorride: si tratta di un luogo in cui la scalata è praticabile tutto l’anno e che offre la perfetta combinazione di mare, sole e ottimi piatti tradizionali. Tante le pareti rocciose fra le quali scegliere, molte quasi vergini e non presenti sulle classiche guide.

Gli esperti del campo vi guideranno per svolgere grandi avventure in sicurezza e assicurarsi che vi troviate nel luogo giusto al momento giusto. I pacchetti dei vari operatori turistici spesso includono, oltre ai corsi, l’alloggio in bellissime ville con piscina.

Tra cielo e terra in mongolfiera

Se siete alla ricerca di un punto di vista unico, un viaggio in mongolfiera può essere ciò che fa al caso vostro. Questo antico ed eccentrico mezzo di trasporto vi permetterà di vedere il mondo dall’alto, senza vetri o finestre che ve ne separino : si tratta di un’esperienza a 360 gradi.

Vi sono diverse regioni dove potrete sperimentare questa particolare forma di trasporto aereo, per esempio la Cappadocia in Turchia merita di essere menzionata. Potrete scoprire i caratteristici “camini” di roccia formatisi in modo naturale, ammirare la bellezza del suo paesaggio lunare e le note dimore nelle caverne.

Dozzine di agenzie offrono voli sugli Archi e i “camini” della Cappadocia, ma assicuratevi di viaggiare con un operatore provvisto di licenza.

Torino sotterranea

La bella città di Torino è nota per la sua architettura barocca, neo-classica e Art Nouveau, ma ciò che molti non sanno è che è anche famosa per i suoi sotterranei. 15 metri sotto la città vi aspettano i misteri e i segreti dei tunnel della cittadina, che collegano le celle sotterranee dei palazzi barocchi.

Una torcia e un’esperta guida saranno fedeli compagni del vostro cammino, che include la visita a luoghi di violenti delitti non ancora risolti.

7.3.2017, 14:122017-03-07 14:12:00
Christian Lovaldi

Tra Oscar e non: i nostri cineconsigli

Finite le feste, è tempo di passare a serate più tranquille: ecco la nostra selezione di film ispirata agli Oscar 2017 più un bonus di stampo nostrano per colorare il vostro...

Finite le feste, è tempo di passare a serate più tranquille: ecco la nostra selezione di film ispirata agli Oscar 2017 più un bonus di stampo nostrano per colorare il vostro tempo libero

La La Land

Amore o successo? La La Land è la storia di Mia (Emma Stone), aspirante attrice, e Sebastian (Ryan Gosling), musicista jazz che fatica ad arrivare alla fine del mese suonando in un pianobar. Lo sfondo è quello della Los Angeles dei giorni nostri, città del cinema e del successo, ma anche dei tanti “no” e dei molti “le faremo sapere”. Mia e Sebastian si incontrano, si piacciono e si frequentano. Fin quando il successo non fa capolino.

Questo musical, un omaggio a quelli degli anni Cinquanta e Sessanta, presenta un «accurato mix di musica e immagini che garantisce al film la leggerezza necessaria e un commovente sottofondo di malinconia», come ha fatto notare il critico cinematografico Giancarlo Zappoli, direttore artistico del festival  Castellinaria di Bellinzona. E nonostante gli Oscar vinti siano ‘solo’ sei (a fronte delle 14 candidature) e al netto dell’errore nella consegna delle statuette (che per due minuti gli aveva assegnato anche il premio per miglior film, poi andato a ‘Moonlight’), è sicuramente la pellicola da mettere in cima alla nostra lista.

Dove vederlo: al cinema ora (Rialto Locarno, Cinestar Lugano, Multisala Mendrisio)

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Moonlight

Un vivace ritratto della vita dei cittadini afroamericani e una meditazione personale e poetica su identità, famiglia, amicizia e amore. Recitato da soli attori di colore, racconta la storia del giovane Chiron, dall’infanzia alla vita adulta. In poco meno di due ore, il regista Barry Jenkins esplora la periferia urbana, distrugge stereotipi e commuove il pubblico.

Vincitrice del premio Oscar come Miglior Film (strappato letteralmente a La La Land), la pellicola trasporta lo spettatore attraverso momenti e passaggi chiave che plasmano la vita di ognuno e ci rendono quelli che siamo.

Dove vederlo: al cinema ora (cinema Rex Pontresina)

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Manchester by the sea

È il film vincitore per la migliore sceneggiatura originale. La trama narra la vicenda di Lee Chandler, un uomo solitario che lavora come portinaio tuttofare a Boston. Un’improvvisa telefonata durante un oscuro giorno invernale lo costringe a tornare a Manchester-by-the-Sea, la sua cittadina natale. Lee è stato informato del decesso di suo fratello ed è stato nominato tutore del nipote sedicenne di cui si dovrà occupare controvoglia. Ma il ritorno al suo luogo d’infanzia significherà per Lee dover fare i conti con un passato che credeva sepolto e che preferirebbe dimenticare.

Dove vederlo: al cinema ora (Rialto Locarno, Lugano Cinestar, Mignon e Ciak Mendrisio)

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Il Libro della Giungla

Il libro della giungla è un grande classico Disney, che agli Oscar 2017 si è aggiudicato il premio per i migliori effetti speciali. Il film è una rivisitazione in chiave cinematografica della nota pellicola d’animazione del 1967, basata a sua volta sull’omonima raccolta di racconti di  Rudyard Kipling.

La trama è quella a cui molti si sono affezionati guardando il cartone animato: Mowgli è un giovane ragazzo inglese che, dopo l’uccisione del padre da parte della tigre Shere Khan, viene adottato dalla lupa Raksha e inizia a condurre una vita nella giungla. Shere Khan torna per uccidere il ragazzo che è così costretto ad abbandonare il branco, dove nel frattempo si è integrato, per recarsi al villaggio degli uomini.

Dove vederlo: in DVD o offerte “on demand”

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Il cliente

Oscar per il Miglior Film Straniero. Una giovane coppia iraniana (Emad e Rana) è costretta a trasferirsi in un altro appartamento quando la sua casa viene dichiarata inagibile.

Rana viene aggredita ed Emad si lancia alla ricerca del colpevole, per una vendetta forse inutile, forse perfino ingiusta.

Il nuovo film di Asghar Farhadi esplora gli ambienti più laici della società iraniana, nei quali si scontrano le pulsioni della modernità e i retaggi della cultura più tradizionale. 

Dove vederlo: al cinema (Rialto Locarno, Mignon e Ciak Mendrisio, Lux Massagno)

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Suicide Squad

Vincitore dell’Oscar 2017 per il trucco, Suicide Squad ha fatto sognare molti, ispirando emulazioni dei suoi esuberanti personaggi in occasioni come Halloween o Carnevale.

La vicenda ruota attorno agli intriganti “supercattivi” dell’universo fumettistico DC, che si ritroveranno costretti dalle autorità americane a lavorare insieme sul campo di battaglia per far fronte a un’antica e inarrestabile divinità inaspettatamente discesa sulla terra. Ma come convincere questa improbabile squadriglia di criminali a collaborare a beneficio della sicurezza globale? Qualche vaga promessa in caso di vittoria e una capsula esplosiva impiantata in corpo faranno la differenza.

Dove vederlo: in DVD o offerte “on demand”

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Il Nido

Se gli Oscar di quest’anno non vi convincono, al cinema trovate anche un’alternativa nostrana. Ne il Nido, della regista svizzero-peruviana Klaudia Reynicke, le atmosfere alpine si tingono di noir.

Cora, una bella ragazza dagli occhi chiari, ritorna al suo paesino natale e lavora con suo padre alla realizzazione di un grande evento del paese: la celebrazione della Vergine. L’arrivo di uno straniero destabilizza però l’armonia del posto, portando alla luce un crimine commesso quarant’anni prima dalla gente del paese e che vede il padre di Cora come uno dei principali responsabili.

Ritorna il fortunato tema del contrasto fra candide nevi e segreti inconfessabili, in un dramma in cui mistero domestico, ombre famigliari e suggestivi paesaggi montani si fondono un’atmosfera strana e a tratti inquietante.

Dove vederlo: al cinema (Multisala Mendrisio)

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1.3.2017, 08:052017-03-01 08:05:00
Christian Lovaldi

Le 10 serie Netflix più popolari della rete

“Netflix and chill?” (“Ci spaparanziamo davantia Netflix?”) Se la domanda-tormentone degli americani è arrivata anche nei vostri salotti, ecco la guida giusta per una...

“Netflix and chill?” (“Ci spaparanziamo davantia Netflix?”) Se la domanda-tormentone degli americani è arrivata anche nei vostri salotti, ecco la guida giusta per una scorpacciata di nuove serie Tv: quello che gli anglossassoni chiamano "binge watching".

1. Breaking Bad

Che cosa fai se sei un insegnante di chimica, stai per morire di cancro e hai una famiglia da mantenere? Walter White decide di affidarsi alle sue competenze per trovare una soluzione: con l’aiuto di un ex studente, si mette a produrre e spacciare metanfetamine.

Cinque stagioni di sarcasmo e azione, con trovate à la Tarantino e una robusta dose di violenza cinematografica.  Nelle parole di Entertainment Weekly, “una metafora freschissima della crisi di mezz’età: la malattia e una vita fuorilegge sono ciò che permette a Walt di liberarsi dallo stordimento della vita di provincia.” La fotografia e l’ambientazione - nel paesaggio quasi lunare del New Mexico - fanno il resto.

https://www.youtube.com/watch?v=qqkYn5vND3U 

2. The Crown

 

The Crown ci riporta alla giovinezza di Elisabetta II, prima che il gossip la riducesse ad un manichino per abiti dai colori improbabili.

La serie segue la storia d’amore della regina Elisabetta II con il Principe Filippo, cogliendo l’occasione per esplorare la rinascita di una nazione sulle ceneri del secondo conflitto mondiale. Lo spettatore diventa testimone di un’epoca a cavallo fra tradizioni e riforme, tormenti personali e pubblici doveri, amore ed invidia. 

https://www.youtube.com/watch?v=JM77OJDASxQ 

3. Sherlock

“Elementare Watson, elementare!” In questa versione moderna dei racconti di Arthur Conan Doyle, un eccentrico Sherlock Holmes vaga per le strade della Londra dei nostri giorni, in cerca d’indizi.

Una serie d’azione? Più o meno. Ma non aspettatevi scene del tipo "segua quella macchina.” Dell’originale si esalta semmai il mix perfetto di suspence, psicologia e mistero. Il che, di certo, non guasta.

https://www.youtube.com/watch?v=H65_UhykF24 

4. Stranger Things

Un mondo fatto di mostri umanoidi deformi e senza volto, universi alternativi, laboratori governativi che nascondono profondi misteri, ragazzi con poteri paranormali. E un gruppetto di giovani disposti a fare l’impossibile pur di scoprire la verità sulla scomparsa di un loro amico. È il mondo di Stranger Things.

Ai confini della realtà troviamo la fittizia città di Hawkins, nell’Indiana degli Anni Ottanta. Un  doppiofondo narrativo che vi risucchierà in un varco spazio-temporale: quello che ci vuole per divorare gli otto episodi della prima stagione.

https://www.youtube.com/watch?v=ZFlPFCd-K5k 

5. Una serie di sfortunati eventi

Il regista della famiglia Addams cinematografica, Barry Sonnenfeld, trasporta ancora una volta l’umorismo nero dai libri allo schermo. Al centro della trama sono le vicende dei tre orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire, e del loro tutore, il grottesco conte Olaf.

I ragazzi vogliono scoprire la verità sulle morte dei genitori, mentre il conte pensa solo a mettere le mani sulla loro eredità. Dalla fortunata serie di libri per ragazzi di Lemony Snicket, Sonnenfeld distilla un umorismo dark capace di rapire tutta la famiglia. 

https://www.youtube.com/watch?v=jXaY8ZIOUfw  

6. Peaky Blinders

La storia vera di Tommy Shelby,  appena tornato dalle trincee della Prima Guerra Mondiale. Ora Tommy deve prendersi cura dell’impresa di famiglia. Un’impresa un po’ particolare fatta di scommesse clandestine, traffico d’armi e criminalità assortita. 

Tommy è a capo di una banda che detta legge, e si distingue per l'elaborato modo di vestire. A contrastarlo è l’Ispettore Campbell, reduce da una lotta senza quartiere con l’Irish Republican Army.

Una gangster story britannica che punta tutto sulle prove d’attore, sullo stile e su un vivido approfondimento storico. E sì, si vede anche quella vecchia volpe di Winston Churchill.

https://www.youtube.com/watch?v=JwXfVGjSz-4 

7. Narcos

Prima si prendono la coca, poi i soldi. Ora il cartello colombiano vuole il potere.

Che la guerra della droga abbia inizio.

Narcos è un potente affresco dedicato a Pablo Escobar e alle origini del mercato della droga colombiano, che in breve tempo coinvolgerà il mondo intero. Esistenze sopra le righe, una sceneggiatura antiproiettile, le meraviglie linguistiche del gang slang colombiano (sottotitolato): la vera droga, in questo caso, è lo schermo. 

https://www.youtube.com/watch?v=oQJguNPIL8w 

8. Marvel’s defenders

Gli impallinati di fumetti e supereroi aspettano con impazienza questa serie, uno spinoff di Daredevil che uscirà nel 2017. D’altronde parliamo di Marvel, la capolista del fumetto fantasy: una ricetta di successo che ha per ingredienti l’ironia, l’avventura, la confusione voluta e surreale fra quotidianità e superpoteri.

Per ingannare l’attesa, potete cominciare con le serie precedenti: Daredevil e Iron Fist. 

https://www.youtube.com/watch?v=b1qJ4z5y_sk 

9. Racconti di luce

La serie giusta per fotografi, fotoamatori e amanti della natura: uno sguardo su come nascono grandi fotografie naturalistiche, con tutti i dietro le quinte che i suoi protagonisti si meritano. E se ancora pensate che “adesso con l’iPhone chiunque è un fotografo”, ecco la terapia che fa per voi. 

Ma siccome la fotografia non si racconta, fate prima a guardare il trailer. 

https://www.youtube.com/watch?v=zmegZSlJX0M 

10. La OA

“Lo sbaglio più grande è stato pensare che se avessi tessuto una rete bellissima, avrei pescato solo cose stupende.” Scomparsa da sette anni, una ragazza cieca torna a casa. Solo che ora ci vede, e sostiene di chiamarsi La OA. Racconta storie strane ad un gruppo di ragazzi problematici del quartiere: storie di morti e risurrezioni, di oligarchi russi, di doppie vite.

La verità gioca a nascondino con lo spettatore, attraverso un incedere che rimescola tutte le carte della narrativa fantascientifica e soprannaturale. Onirica al punto giusto, inquietante quanto basta: vi ci vorrà parecchio per spiegare ai vostri amici come mai The OA vi piace così tanto.

https://www.youtube.com/watch?v=Y-tLTLI-XA8 

28.2.2017, 07:522017-02-28 07:52:04
@laRegione

L'anno prossimo l'uomo torna sulla Luna... da turista

Elon Musk accelera sul turismo spaziale. Il miliardario visionario fondatore di Tesla e SpaceX invierà nello spazio, intorno alla Luna, due privati cittadini...

Elon Musk accelera sul turismo spaziale. Il miliardario visionario fondatore di Tesla e SpaceX invierà nello spazio, intorno alla Luna, due privati cittadini nel 2018. I due turisti spaziali si faranno carico delle spese e hanno già lasciato un "deposito significativo", afferma Musk senza scendere nel dettaglio sui costi. Sono "simili", si limita a dire, a quelli di una missione con equipaggio all’International Space Station.

I preparativi per i due, di cui non sono stati diffusi i nomi, inizieranno più avanti nel corso di quest’anno, con le visite mediche e l’addestramento necessario per un viaggio di una settimana nello spazio, per un totale fino a 682mila chilometri da percorrere. La missione 'privata' apre una nuova frontiera nel turismo spaziale e riaccende l’attenzione sulla Nasa. Alcuni osservatori mettono in evidenza i rischi a cui si espone Musk con l’accelerazione. Altri esperti invece ritengono l’annuncio tempestivo. Fra questi ultimi c’è Phil Larson, ex consigliere per le politiche dello spazio di Barack Obama. Con l’amministrazione Trump che deve decidere cosa fare della Nasa e del suo programma, l’annuncio di Musk "mostra che l’industria spaziale commerciale americana è pronta ad andare oltre l’orbita bassa della terra non in dieci anni ma ora" afferma Larson.

La missione di SpaceX nel 2018 potrebbe arrivare prima che la Nasa abbia una nuova chance di andare sulla Luna. La Nasa sta considerando la possibilità di accelerare lo sviluppo del Space Launch System e di Orion, valutando l’introduzione di astronauti nel primo lancio. Con Donald Trump alla Casa Bianca l’agenzia spaziale americana potrebbe muoversi più velocemente che in passato: il presidente ha infatti espresso il proprio appoggio a un programma spaziale più ambizioso.

Fra SpaceX e la Nasa, che hanno un contratto che le lega, non c’è però alcuna competizione, mette in evidenza Musk.

25.2.2017, 15:212017-02-25 15:21:00
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La dopamina mette le ali, occhio!

di Alessandro Trivilini, ricercatore e osservatore scientifico

La giornata, in gran parte dedicata alle lezioni di informatica forense, inizia nel migliore dei modi e si...

di Alessandro Trivilini, ricercatore e osservatore scientifico

La giornata, in gran parte dedicata alle lezioni di informatica forense, inizia nel migliore dei modi e si prospetta ricca di eventi. Giusto il tempo di lasciare la borsa sulla scrivania che squilla il telefono. “Pronto?”. “Buongiorno, mi chiamo Sara e sono una giovane mamma di Bellinzona, mi scusi se la disturbo”. “Buongiorno, nessun problema, mi dica, in cosa posso esserle utile?”. “Senta, io ho un problema, mi ha dato il suo numero una mia cara amica che ha assistito di recente a una sua presentazione sulla prevenzione a internet” – spiega la donna. “Ah, mi fa piacere, mi dica”. “Mia figlia ha quattordici anni e frequenta le scuole medie. Ieri sera mi ha confessato che alcune sue amiche su Facebook insultano pesantemente senza motivo altri compagni, lei compresa. Epiteti di ogni genere che ora non le ripeto per non essere volgare. È spaventata e io non so cosa posso fare in questa situazione per tranquillizzarla. Anche io uso Facebook ma in questi casi non saprei proprio che fare. Lei mi potrebbe dare qualche consiglio?” – chiede la madre. “Capisco, lei non è il primo genitore che chiama per queste situazioni. Beh, prima di tutto le consiglierei di parlarne col docente di classe di sua figlia, per poi, se la situazione lo richiederà, rivolgersi alla polizia. Io non conosco i dettagli, ma casi di cyberbullismo e odio online tra gli adolescenti sono purtroppo crescenti, quindi è meglio non trascurare proprio nulla. Infine, per tranquillizzare sua figlia, proverei a spiegarle quali sono le dinamiche che spingono una persona a insultarne altre nei social network”. “Senta, sia gentile, io sono una giovane mamma ma non sono in grado di spiegare certe situazioni a mia figlia. Lei ne sa di certo più di me. Facciamo così, oggi è a casa da scuola, le andrebbe di parlare con lei? Anzi, metto il vivavoce così ascolto anch’io, che ne dice?” – ribatte Sara. “Va bene, volentieri, se può esserle utile, però ho solo 15 minuti perché poi ho lezione coi miei studenti. Come si chiama sua figlia?”. “Prisca, è qui al mio fianco, è in ascolto” – conclude Sara. “Buongiorno Prisca, mi senti?”. “Buongiorno” – risponde Prisca timidamente. “Benissimo. Io non conosco le ragioni per cui questi tuoi compagni di scuola ti insultano in questo modo in Facebook, ma ti posso dire che esiste un regolamento interno di Facebook che lo vieta. Tu lo hai letto vero?”. “Ehhmmm, no, non l’ho letto!”. “Non ti preoccupare, non avevo dubbi, scommetto che nemmeno tua mamma lo ha mai letto”. “Confermo!” – interviene Sara. “Come voi moltissime altre persone non lo hanno letto, anzi, nemmeno sanno che esiste! Si chiama ‘Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità’. Vi viene indicato chiaramente che in Facebook non è permesso denigrare, intimidire o molestare altri utenti e non è possibile pubblicare contenuti che incitino all’odio. Tra l’altro, qui da noi rispetto ad altri Paesi certi atteggiamenti su social sono perseguiti dal Codice penale, come per esempio la diffamazione e la calunnia”. “Mi scusi Alessandro se la interrompo, ma la cosa mi interessa moltissimo, continui per favore” – interviene Sara. “Va bene. Ho poco tempo a disposizione ma cercherò di essere chiaro e sintetico. Ciò che vorrei spiegarvi sono le motivazioni tecniche, chiamiamole così, che portano una persona ad esprimere le proprie emozioni ricolme di odio all’interno dei social network. La risposta arriva dalle neuroscienze e si chiama dopamina”. “Scusi, che cosa?” – chiede Sara. “La dopamina. È un piccolo neurotrasmettitore che tutti noi abbiamo installato nel cervello dalla nascita, che viene attivato ogni volta che siamo di fronte a qualcosa che cattura il nostro interesse e le nostre emozioni. Un meccanismo biologico dell’essere umano molto conosciuto e sfruttato anche da chi ha costruito i social network più famosi, oppure nel campo del marketing. In parole semplici, strumenti come Facebook fondano il loro prestigio sulla consapevolezza che i neuroni dei loro miliardi di utenti devono continuamente essere stimolati, con nuovi contenuti ed emozioni, per evitare la noia, il disinteresse e la conseguente scarsa fuoriuscita di dopamina. Ecco perché la dipendenza verso queste straordinarie tecnologie è destinata ad aumentare nel tempo. Conoscono le nostre emozioni, i nostri interessi, i nostri gusti e di conseguenza possono derivare facilmente gli stimoli che il nostro cervello ha bisogno durante l’arco di tutta la giornata, per incoraggiarci a intraprendere una determinata azione, che in concreto si traduce in un commento, una condivisione o un’emozione colorata. Tutti input che se mal gestiti possono trasformarsi velocemente in esternazioni pubbliche ricche di odio e frustrazione, tipiche del cyber bullismo”. “Wow! Interessante, continui la prego” – dice Sara. “Questo è il motivo per cui i compagni di Prisca, come tante altre persone, adulte comprese, esprimono con tanta facilità i loro sentimenti di odio in Facebook. Tutto parte dalla dopamina che nei social network trova terreno fertile”. “Ma questo vale per tutti i contesti, non solo in Facebook, giusto?” – chiede Sara. “È corretto, vale per tutte le situazioni in cui il nostro cervello viene stimolato da forti emozioni. Il fatto che se ne parli spesso per Facebook è dovuto sostanzialmente a due motivi: il primo è che gli utenti ci passano molto tempo e il secondo è che lì vivono virtualmente moltissime persone, diciamo che l’audience è alto e la fame di protagonismo dei cyber bulli trova grande appagamento”. “Ora capisco, è una miscela esplosiva. Prisca è al mio fianco e la sta ascoltando in religioso silenzio, non mi sembra vero! In genere la sua attenzione dura pochi secondi. Scusi, ma una domanda mi sorge spontanea” – dice Sara. “Mi dica, sono tutto orecchie, ho ancora pochi minuti”. “Lei che è un ingegnere informatico non trova interessante l’idea di avere una specie di sensore nello smartphone capace di misurare il grado di dopamina nel nostro cervello ogni volta che ci colleghiamo in rete per dialogare con gli altri, per esempio con WhatsApp, Facebook, Twitter e SnapChat? Così avremmo uno strumento moderno e automatico per controllare le nostre cattive emozioni. Se poi a questo associassimo anche un’applicazione che ci impedisca di scrivere ciò che di brutto ci frulla per la testa, potremmo davvero ritenere il problema dell’odio online e del cyberbullismo risolto, non trova? – chiede Sara. “Non credo. Vedo comunque che se ne intende di applicazioni, ma quelle che ha citato le usa davvero tutte? Oppure sono quelle installate sullo smartphone di sua figlia?”. “Mamma ti prego, basta sbirciare nel mio telefono, come fai a sapere che uso SnapChat?” – interviene Prisca infastidita. “Figlia mia, me lo hai detto tu l’altro giorno, non ti ricordi, mi stavi spiegando che questa applicazione rispetto alle altre permette di cancellare i messaggi” – replica Sara. “Ah! È vero, non mi ricordavo!” – risponde Prisca ridendo. “Scusate” – interviene Alessandro con la cornetta in mano – “ho ancora pochi minuti e devo scappare a lezione e vorrei dirvi ancora due cosine, che magari possono esservi utili per capire meglio queste situazioni.” “Ha ragione Alessandro, ci scusi, le stiamo facendo perdere tempo prezioso” – risponde Sara. “Non si preoccupi. Le stavo dicendo che per molte persone trovarsi in Facebook in uno stato emotivo agitato, con la consapevolezza di avere di fronte un audience numeroso di potenziali ascoltatori, è come per altre la pulsazione irrefrenabile di andare a cena in un ristorante “all you can eat” a mangiare a basso costo tutto ciò che riescono a infilare in bocca. A prescindere dai contenuti multimediali che una persona desidera pubblicare in rete, quando le sue emozioni assumono un elevato stato di eccitamento il cervello se ne accorge e si adopera per trovare la gratificazione di cui ha bisogno, rendendola vulnerabile e capace di esprimere con impeto ciò che in altre circostanze non avrebbe mai scritto o esternato. Per questo la sua idea di inserire un sensore capace di misurare il livello di dopamina potrebbe essere interessante, ma quella di delegare a un’applicazione il blocco automatico dei nostri stati d’animo in situazioni emotivamente critiche non mi piace molto. Meglio stabilire delle buone regole di utilizzo piuttosto che lasciare decidere all’applicazione cosa è giusto o meno. Mi consenta una metafora prima di scappare a lezione: fino a quando non prendiamo la consapevolezza che la causa del colesterolo alto è la cattiva educazione alimentare, non potremo fermare nei social network gli impulsi emotivi rivolti all’odio online e al cyber bullismo”. “Sono pienamente d’accordo con lei” – replica Sara – “e mi scusi se le ho fatto perdere tempo, ma ieri sera sono andata a dormire davvero agitata da ciò che mi ha raccontato mia figlia e questa breve chiacchierata mi è stata di aiuto per inquadrare meglio il problema. La ringrazio molto”. “Nessun problema, è stato un piacere. Arrivederci”. “Arrivederci e buona giornata” – conclude Sara.

22.2.2017, 18:512017-02-22 18:51:16
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Natel pensionato dopo soli 39 anni

Dopo 39 anni si chiude un altro capitolo della storia svizzera e della telefonia mobile in particolare: a partire da aprile, con l’introduzione di nuovi abbonamenti, Swisscom...

Dopo 39 anni si chiude un altro capitolo della storia svizzera e della telefonia mobile in particolare: a partire da aprile, con l’introduzione di nuovi abbonamenti, Swisscom rinuncerà a usare il termine "Natel", una denominazione commerciale diventata un classico elvetismo in tutte e tre le principali lingue nazionali.

Come spiega il Dizionario online dell’italiano ticinese, grigionese e federale curato da Pippo Tabasio, Natel è una contrazione di "Nationales AutoTELefon", diventato successivamente NAtionales TELefon. Esso risale al 1975, quando le allora Ptt decisero di creare una nuova rete di telefonia mobile per veicoli chiamata Nationales Autotelefonnetz (rete nazionale telefonica per le auto), messa in servizio nel 1978. Per la verità le Ptt avevano attivato la prima rete di questo tipo già nel 1952, ma era limitata alla regione di Zurigo.

21.2.2017, 11:032017-02-21 11:03:12
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Follie per quel numero di targa - Offerti 150mila franchi per 'Vs 1'

La targa automobilistica "VS 1", messa all’asta il 15 febbraio, sarà ceduta a un prezzo mai raggiunto in Svizzera. A 21 giorni dal termine per...

La targa automobilistica "VS 1", messa all’asta il 15 febbraio, sarà ceduta a un prezzo mai raggiunto in Svizzera. A 21 giorni dal termine per la presentazione delle offerte la somma proposta ha raggiunto oggi i 150mila franchi e oltrepassa così il record precedente che si attestava a 135mila franchi.

La targa era stata posta all’asta a un prezzo base di 10mila franchi. Le offerte finora sono state 41, indica la pagina dedicata a questa "vendita" sul sito del Canton Vallese. L’asta per questo primo numero di targa terminerà il 14 marzo alle 15.00.

Finora il prezzo record pagato per un numero di targa in Svizzera risale al febbraio 2013 quando erano stati versati 135mila franchi per "SG 1". La stessa somma era stata raggiunta ieri da "VS 1", riporta il giornale vallesano Le Nouvelliste nella sua edizione odierna.

L’identità degli offerenti non è rivelata. Ogni proprietario di auto in Vallese può parteciparvi con uno pseudonimo. Annualmente il Cantone metterà all’incanto 60 targhe di automobili e 36 di moto per dieci anni nella speranza di raccogliere in totale un milione di franchi.

20.2.2017, 08:522017-02-20 08:52:29
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Telefono di Hitler venduto per 243 mila dollari

Un apparecchio telefonico appartenuto ad Adolf Hitler è stato venduto all’asta per 243 mila dollari. Ritrovato nel bunker del Führer a Berlino, è stato conservato...

Un apparecchio telefonico appartenuto ad Adolf Hitler è stato venduto all’asta per 243 mila dollari. Ritrovato nel bunker del Führer a Berlino, è stato conservato finora in una scatola in una abitazione di campagna inglese ed è stato venduto dalla case di aste Alexander Historical Auctions, a Chesapeake City, in Maryland. Nel presentarlo ai potenziali acquirenti è stato descritto come "una delle armi più distruttive di tutti i tempi, avendo causato la morte di milioni di persone". Originariamente di colore nero, il telefono è stato ridipinto di rosso e vi sono stati incisi il nome di Hitler e la svastica.

16.2.2017, 09:482017-02-16 09:48:04
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Amazon brevetta la consegna di pacchi tramite drone e paracadute

Nuovo passo di Amazon verso la consegna dei propri pacchi con droni volanti. Il colosso del commercio elettronico ha depositato un brevetto in...

Nuovo passo di Amazon verso la consegna dei propri pacchi con droni volanti. Il colosso del commercio elettronico ha depositato un brevetto in questo senso.

La novità sta nel fatto che il drone non atterrerà sulla soglia di casa, ma sgancerà la merce in aria e la farà pervenire a terra tramite un paracadute.

In base a quanto descritto nel brevetto, scovato dalla Cnn e concesso in settimana dall’ufficio statunitense per brevetti e marchi registrati, il drone, una volta sganciato il pacco, resterà in posizione per vigilare sull’atterraggio.

Se ad esempio il vento mandasse il pacco fuori rotta, rischiando di farlo finire su un balcone o contro un albero, il drone invierebbe un messaggio radio al contenitore della merce, dandogli il comando di usare il paracadute, l’ipersostentatore o l’aria compressa al fine di atterrare nel punto esatto previsto per la consegna.

8.2.2017, 15:002017-02-08 15:00:19
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Ecco da che velocità si è considerati pirati della strada in Svizzera

Cento all'ora sul cinquanta, oppure 140 fuori località. O ancora, 200 in autostrada. Ecco i limiti di velocità che per legge identificano i...

Cento all'ora sul cinquanta, oppure 140 fuori località. O ancora, 200 in autostrada. Ecco i limiti di velocità che per legge identificano i "pirati della strada". 

Le conseguenze per chi sgarra sono molto pesanti: si rischia da un minimo di un anno ad un massimo di quattro anni di prigione (spesso sospesi dal giudice) nonché il ritiro della patente per almeno due anni.

8.2.2017, 08:582017-02-08 08:58:39
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Argentina, centinaia di donne seno nudo per rivendicare il diritto al topless

A seno nudo in difesa del topless: è quanto hanno fatto oggi centinaia di donne a Buenos Aires e in altre città argentine quale...

A seno nudo in difesa del topless: è quanto hanno fatto oggi centinaia di donne a Buenos Aires e in altre città argentine quale protesta dopo l’intervento della polizia in una località di mare mentre tre ragazze prendevano il sole senza la parte superiore del bikini.

L’iniziativa, definita ’tetazo’ dalle associazioni di diritti delle donne che l’hanno organizzato, si è svolto in pieno centro di Buenos Aires, e in altre città, quali Mar del Plata e Rosario. Tra i cartelli esibiti, e i dipinti sul corpo di alcune ragazze, molti quelli con il testo ’Sovranità per il nostro corpo’.

25.1.2017, 15:262017-01-25 15:26:00
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Scherrer giocatore del Milan per una sera (nel 1990 e per finta)

Dice di non essere un gran calciatore, anzi si definisce una schiappa. Eppure Alain Scherrer, sindaco di Locarno, è stato un giocatore del Milan. O...

Dice di non essere un gran calciatore, anzi si definisce una schiappa. Eppure Alain Scherrer, sindaco di Locarno, è stato un giocatore del Milan. O almeno ne è ancora oggi convinto un dirigente di Publitalia. L'aneddoto Scherrer lo ha raccontato lo stesso sindaco di Locarno ieri a "Da 7 a 11", trasmissione di Radio Fiume Ticino.

«L'episodio è accaduto a Vienna, dopo la finale della Coppa dei Campioni», racconta. Era il 23 maggio 1990 e il Milan aveva battuto per 1 a 0 il Benfica. «Dopo il match siamo andati a festeggiare in una discoteca a caso». Poco dopo nel locale entra «un gruppo di signori ben vestiti. Erano di Fininvest. Uno di loro mi guarda come se ci conoscessimo da una vita e mi dice: 'Ciao! Sono già arrivati i ragazzi?'». Scherrer capisce che il riferimento è alla squadra del Milan. Dopo essersi allontanato un attimo, il manager si avvicina di nuovo: «Mi dice che i giocatori sono in un'altra discoteca e ci porta lì, dove entriamo a sue spese. Poi inizia a farmi domande e capisco che mi ha confuso con un giocatore, una riserva del Milan. Sono stato al gioco. In discoteca effettivamente erano presenti alcuni giocatori della squadra. Mancavano però i principali. Entrando il nostro accompagnatore mi dice: c'è solo una parte di giocatori, vai a chiedere ai tuoi compagni perché. Così sono partito verso il loro tavolo come se li conoscessi da sempre. Pianto una pacca sulla spalla a Tassotti e domando dove siano gli altri. Mi guardano come se fossi un mariano, ma mi rispondono che sono già rientrati in albergo».

La recita diventa man mano difficile da sostenere, così Sherrer, dopo aver bevuto qualcosa, lascia il locale con una scusa. 

Ascolta l'audio dell'intervista. 

9.1.2017, 09:152017-01-09 09:15:40
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Quando il selfie diventa una patologia: sei indiani in cura perché ossessionati da un difetto fisico

Sei indiani, per lo più giovani, sono in osservazione nei due principali ospedali del Paese perché...

Sei indiani, per lo più giovani, sono in osservazione nei due principali ospedali del Paese perché affetti da gravi disturbi psichiatrici legati ad un un uso compulsivo del telefono cellulare, fenomeno che alcuni definiscono anche 'selficidio'.

Prendendo lo spunto dalla storia di una ragazza di 18 anni, presentatasi all’ospedale Aiims con una presunta malformazione al naso, ma poi trasferita nel dipartimento di psichiatria, il quotidiano Mail Today dedica al tema della dipendenza dai selfie in India la sua prima pagina. E precisa che tre pazienti sono in cura nello stesso Aiims ed altri tre nel Sir Ganga Ram Hospital.

Lo psichiatra Nand Kumar dell’Aiims ha dichiarato al giornale che i tre pazienti presi in cura «sentivano il bisogno impellente di mettersi in posa davanti allo smartphone» e per questo «avevano sviluppato una patologia conosciuta come 'disordine dismorfico del corpo' (continuo pensiero ad un proprio difetto fisico, spesso immaginario ndr.) che li ha portati ad un disordine compulsivo ossessivo».

Gli esperti, aggiunge il giornale, ritengono che i sintomi di questo disordine siano così sottili che molti di coloro che usano continuamente il cellulare per ritrarsi in 'selfie' non si rendono conto del perché poi si sentano depressi e disorientati.

Secondo l’Associazione psicologica americana (Apa), circa il 60% delle donne che soffrono di questa patologia ossessiva non se ne rende conto.