Curiosita

18.8.2017, 20:042017-08-18 20:04:57
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Roma, toro in autostrada: traffico in tilt

Traffico in tilt e dieci chilometri di coda oggi pomeriggio sull'A1, tra la diramazione di Roma Nord e Ponzano Romano in direzione Firenze, a causa dell'attraversamento di...

Traffico in tilt e dieci chilometri di coda oggi pomeriggio sull'A1, tra la diramazione di Roma Nord e Ponzano Romano in direzione Firenze, a causa dell'attraversamento di un toro in autostrada.

Le operazioni di confinamento e cattura dell'animale hanno richiesto il blocco momentaneo della circolazione. Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale e il personale di Autostrade per l'Italia della Direzione 5 Tronco di Fiano Romano. "Da una prima verifica effettuata sulla recinzione autostradale non sono emerse anomalie", comunica Autostrade.

Il bovino, dal manto chiaro e con la targhetta di un allevamento all'orecchio, è entrato all'improvviso sulla carreggiata  al chilometro 527,400. Secondo quarto riportato dal quotidiano La Repubblica, una delle prime automobiliste a imbattersi nel toro è stata Iryna Kepych. "Ci siamo messi paura, certo, e abbiamo perso un'ora bloccati nel traffico prima che la situazione tornasse alla normalità. Di certo in Olanda, dove sono diretta, certe cose non si vedono". (Ansa/red)

16.8.2017, 23:572017-08-16 23:57:00
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Ritrova l'anello perso attorno a una carota

Aveva perso un anello con diamante mentre faceva l'orto, 13 anni fa. Adesso sua nuora lo ha ritrovato: infilato su una carota appena maturata.

Mary Grams, 84enne di...

Aveva perso un anello con diamante mentre faceva l'orto, 13 anni fa. Adesso sua nuora lo ha ritrovato: infilato su una carota appena maturata.

Mary Grams, 84enne di Alberta (Canada), aveva smarrito l'anello e, per non ferire il marito, lo aveva sostituito con un pezzo di bigiotteria. Ora la nuora lo ha trovato, come spiega la Bbc: la carota c'era cresciuta dentro, restituendo dalla terra il suo prezioso contenuto.

E non è neanche la prima volta: in Svezia, nel 2001, una donna aveva ritrovato su una carota una fede persa 16 anni prima.

 

 

16.8.2017, 23:272017-08-16 23:27:22
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Lingue straniere? Si imparano meglio sulla cyclette

Imparare una lingua è più facile mentre si arranca su un tapis roulant o su una cyclette? Sembrerebbe proprio di sì, secondo uno studio condotto da ricercatori...

Imparare una lingua è più facile mentre si arranca su un tapis roulant o su una cyclette? Sembrerebbe proprio di sì, secondo uno studio condotto da ricercatori cinesi e italiani.

A quanto pare, lo sforzo fisico aumenta la capacità di memorizzare e comprendere parole nuove di una lingua straniera, grazie agli effetti dell'esercizio sull'attività cerebrale. I ricercatori, stando a quanto riportato dal new York Times, hanno studiato 40 ragazzi cinesi intenzionati a migliorare il loro inglese. Un gruppo è stato lasciato a studiare "a riposo", mentre all'altro gruppo è stato richiesto di scaldarsi prima per venti minuti su una cyclette, e di continuare - a passo dolce - durante la lezione, della durata di 15 minuti.

Ai due gruppi è stato richiesto di memorizzare parole proiettate su uno schermo, poi gli è stato sottoposto un test correlato. Il risultato? Gli studenti che avevano fatto moto si sono dimostrati più capaci di memorizzare parole, utilizzarle attivamente e riconoscere frasi, e hanno dimostrato di potere trattenere più a lungo le informazioni.



11.8.2017, 20:162017-08-11 20:16:00
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Russia, divorato dai gatti

Un pensionato 68enne di Omsk, noto ai suoi vicini per il carattere 'burbero' e riservato, è stato divorato dai suoi 40 gatti dopo essere morto per cause naturali, probabilmente un infarto. Lo...

Un pensionato 68enne di Omsk, noto ai suoi vicini per il carattere 'burbero' e riservato, è stato divorato dai suoi 40 gatti dopo essere morto per cause naturali, probabilmente un infarto. Lo fa sapere il portale ZonaMedia, che a sua volta cita il sito Om1. I vicini, preoccupati per la sparizione dell'uomo, hanno avvertito i vigili e insieme alle forze dell'ordine si sono introdotti nell'appartamento. E hanno effettuato la macabra scoperta: dell'uomo restava soltanto lo scheletro. La casa era inoltre disseminata di molti scheletri felini poiché - dettaglio da film horror - terminato il banchetto con il cadavere del pensionato i gatti hanno iniziato a divorarsi tra loro. L'uomo, che aveva tre figli, si era nel tempo totalmente isolato e viveva senza elettricità al solo lume di candela.

11.8.2017, 15:032017-08-11 15:03:13
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Il pomodoro svizzero: meno inquinanti, meno antiparassitari

I pomodori svizzeri risultano più sostenibili a livello ambientale rispetto a quelli provenienti dall’estero, lo dimostra uno studio commissionato dall’...

I pomodori svizzeri risultano più sostenibili a livello ambientale rispetto a quelli provenienti dall’estero, lo dimostra uno studio commissionato dall’Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV). A fare la differenza è soprattutto la minor quantità di inquinanti delle acque e di prodotti antiparassitari che finiscono nei terreni, indica in una nota odierna l’USPV. Lo studio rileva il bilancio energetico globale dei pomodori coltivati in serra, cioè la capacità dell’ambiente in esame di sostenere le molteplici pressioni provocate dall’uomo. I pomodori elvetici presentano valori di carico ambientale (PCA) di 987 punti, mentre i prodotti provenienti dal bacino mediterraneo si situano tra 1646 e 2006 PCA. Esistono tuttavia margini di miglioramento per quanto riguarda la sostenibilità, in particolare nel corretto isolamento delle serre e nell’impiego di fonti energetiche alternative per diminuire le emissioni di anidride carbonica. Con una percentuale di mercato del 58%, il pomodoro prodotto in Svizzera copre mediamente più della metà della richiesta del commercio ortofrutticolo, si legge nel comunicato. Nel 2016 il consumo pro capite è stato di 6,93 kg e 57’695 tonnellate hanno raggiunto gli scaffali dei negozi.

11.8.2017, 13:302017-08-11 13:30:00
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La Romagna assolve la Rivoluzione Russa

A Villa Torlonia di San Mauro Pascoli, davanti a circa 1000 persone nel processo storico organizzato da Sammauroindustria, il verdetto finale del pubblico non ha lasciato adito...

A Villa Torlonia di San Mauro Pascoli, davanti a circa 1000 persone nel processo storico organizzato da Sammauroindustria, il verdetto finale del pubblico non ha lasciato adito a interpretazioni: la Romagna assolve a pieni voti la Rivoluzione Russa. 420 voti per l'assoluzione, 195 per la condanna. Al presidente del tribunale Gianfranco Miro Gori, non è restato che decretare "l'assoluzione della Rivoluzione Russa" con una larghissima maggioranza. Ad accusare la rivoluzione russa c'erano gli storici Marcello Flores e Maurizio Ridolfi, a difesa della rivoluzione, della quale si celebra il centenario, Diego Fusaro e Luciano Canfora. "Lenin - ha detto Canfora nella sua arringa difensiva che ha convinto il pubblico - al termine della vita riconosce che a 'Occidente abbiamo perso, ma resta tutto il resto del mondo'. Ecco, il grande lascito di quell'evento è stata la decolonizzazione".

10.8.2017, 20:092017-08-10 20:09:20
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Ecco il legame tra orologio biologico e invecchiamento

Dopo decenni di ricerche si è scoperto come le lancette dell’orologio biologico scandiscono il ritmo dell’invecchiamento. Ad azionarle è un meccanismo...

Dopo decenni di ricerche si è scoperto come le lancette dell’orologio biologico scandiscono il ritmo dell’invecchiamento. Ad azionarle è un meccanismo molecolare che agisce in modo diverso in organi diversi e che, per funzionare al meglio, richiede una dieta povera di calorie.

La scoperta, che potrebbe aprire la strada a strategie per rallentare il processo di invecchiamento, è pubblicata su Cell e si deve al gruppo coordinato dall’italiano, Paolo Sassone-Corsi, direttore del Centro per l’Epigenetica e il Metabolismo dell’università della California a Irvine. Le ricerche sono state svolte in collaborazione con l’Istituto di ricerca Biomedica di Barcellona.

“Finalmente – ha detto all’Ansa Sassone Corsi – è stato rilevato il legame tra l’invecchiamento e l’orologio biologico’’ che regola tutti i cicli biologici, dalla fame all’alternarsi sonno-veglia, in base a ritmi di circa 24 ore. “Da decenni si sa che durante l’invecchiamento i ritmi biologici sono meno efficienti e precisi, ma non è mai stato dimostrato che è l’orologio biologico a regolare il processo d’invecchiamento’’. Le implicazioni per l’invecchiamento umano potrebbero essere di vasta portata: “indicano – ha detto l’esperto – che uno stile di vita con il rispetto dei ritmi dell’orologio biologico, così come una dieta a basso tasso calorico, porteranno a un rallentamento dell’invecchiamento’’.

La scoperta è stata possibile grazie all’analisi del tessuto del fegato prelevato da topi giovani (di 6 mesi) e anziani (18 mesi). È stato visto che nell’organo, l’orologio biologico controlla l’invecchiamento utilizzando il metabolismo delle cellule: in pratica l’energia è 'bruciata' sotto il controllo dell’orologio biologico e questo meccanismo funziona bene in un animale giovane, ma non in un topo vecchio. La restrizione calorica (30% in meno), inoltre, riesce a ’ringiovanire’ i ritmi biologici.

È stato anche testato il funzionamento dell’orologio biologico nelle cellule staminali della pelle dei topi giovani e più vecchi ed è stato visto che, durante l’invecchiamento, le cellule staminali continuano a mostrare attività ritmica ma la alterano. Anche in questo caso una dieta a basso contenuto calorico ritarda le alterazioni nelle funzioni ritmiche delle cellule staminali e rallenta l’invecchiamento.

10.8.2017, 11:152017-08-10 11:15:52
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Oggi è un giorno da leoni

È il più conosciuto, il più amato e in alcuni casi il più temuto fra tutti gli animali del pianeta, eppure è in drammatico declino: è il leone, oggi celebrato dal World Lion Day, giornata...

È il più conosciuto, il più amato e in alcuni casi il più temuto fra tutti gli animali del pianeta, eppure è in drammatico declino: è il leone, oggi celebrato dal World Lion Day, giornata ideata da una serie di organizzazioni impegnate nella conservazione di questa specie. Nel corso di tre generazioni le popolazioni selvatiche di leoni si sono quasi dimezzate, secondo dati dello Iucn, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura. Il futuro di questo felino, ricorda il Wwf, sta assumendo tinte fosche in tutto il continente africano: solo negli ultimi decenni i leoni si sono estinti in ben 12 paesi dell’Africa subsariana.

Il leone non è solo il re del continente africano. Esiste anche il leone asiatico, una sottospecie, ancora più vicino all’estinzione. È più piccolo e chiaro di quello africano e sopravvive solo in India, in poco più di 500 esemplari, nel Parco Nazionale di Gir. I leoni sono a tutti gli effetti grandi carnivori, eppure in caso di necessità possono integrare la loro dieta con alcune verdure. I ricercatori hanno constatato che leoni del deserto del Kalahari possono mangiare una buona dose di zucche selvatiche, anche per dissetarsi. Il leone maschio non è solo un pessimo cacciatore (gran parte delle attività di caccia viene infatti svolta dalle femmine) ma è anche uno scarso "latin lover". I suoi accoppiamenti, per quanto frequenti, durano una manciata di secondi.

I leoni sono minacciati dalla distruzione del loro habitat, dal conflitto con le comunità locali e dal bracconaggio. Le ossa di questi animali, al pari delle tigri, vengono utilizzate per presunti rimedi della medicina tradizionale. Pesa moltissimo anche la persecuzione dei cacciatori di trofei, che due anni fa ha fatto anche una vittima "illustre": Cecil, icona dello Zimbabwe. Il ruggito del leone è un importantissimo sistema di comunicazione: può essere udito fino a 8 chilometri di distanza e permette di mantenere le relazioni tra gli individui del branco. In Africa i leoni sono praticamente assenti al di fuori delle aree protette. Solo in Sudafrica questo felino sta espandendo il suo territorio grazie a progetti di ripopolamento funzionali anche all’ecoturismo.

9.8.2017, 15:432017-08-09 15:43:42
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Più trasparenza sugli alimenti

Aziende attive nel commercio al dettaglio e produttori di alimentari hanno investito negli scorsi mesi milioni per la trasparenza dei loro prodotti. Non solo per allinearsi alla nuova...

Aziende attive nel commercio al dettaglio e produttori di alimentari hanno investito negli scorsi mesi milioni per la trasparenza dei loro prodotti. Non solo per allinearsi alla nuova Legge sulle derrate alimentari (LDerr), entrata in vigore a maggio, ma anche perché i clienti vogliono sempre maggiori informazioni su allergeni, zucchero e sale.

Mai prima d’ora i consumatori hanno saputo così tanto sul contenuto e sulla provenienza dei generi alimentari. Da maggio, oltre agli ingredienti, bisogna indicare (quasi) tutti gli allergeni e i valori nutrizionali sugli articoli in commercio. Entro un anno queste informazioni saranno obbligatorie anche nella vendita online.

L’organizzazione no profit GS1 Svizzera (Global Standard One) ha elaborato per i suoi membri – dettaglianti e trasformatori – una soluzione che permette di scambiare tali informazioni tramite la piattaforma e app Trustbox.

Negli ultimi due mesi circa 80 produttori di generi alimentari come Kägi, gelati Gasparini e Hug hanno aderito a questo sistema, ha detto all’ats Domenic Schneider, Senior Manager di GS1. Si tratta soprattutto di aziende svizzere, ma ve ne sono alcune anche estere come ad esempio Hilcona e Dr. Oetker.

La revisione della LDerr ha portato a un grande aumento della domanda, anche da parte dei consumatori. Questi ultimi da due anni possono visualizzare la lista completa degli ingredienti, il valore nutritivo così come informazioni nutrizionali sulla piattaforma online (https://www.trustbox.swiss) o tramite l’app Trustbox attraverso il codice a barre o il nome dei prodotti. Nel 2016 si contavano 1000 utenti, ora sono 3500.

L’app è particolarmente interessante per le persone allergiche o per i vegani e tutti quelli che vogliono esattamente sapere cosa mangiano.

Il Consiglio federale stima che l’adattamento alla nuova legge costerà alle aziende e ai produttori circa 270 milioni di franchi e successivamente altri 46 milioni di franchi all’anno.

Attualmente la provenienza degli ingredienti viene specificata in Svizzera soprattutto da alcuni marchi, ad esempio Bio Suisse. In questo modo vengono garantiti gli standard ecologici nel processo di produzione.

Generi alimentari e materie prime sono molto rilevanti per l’ambiente, visto che causano circa un quarto delle emissioni di gas a effetto serra a livello globale. Vi è bisogno di più trasparenza e standard ambientali per la carne, i derivati del latte, riso, soia, olio di palma, frutti di mare, caffè, cacao, così come frutta e verdura, afferma il WWF.

9.8.2017, 13:512017-08-09 13:51:00
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'Hey Twitter, leggi qui'. Il social non cancella le minacce: giovane tedesco gliele dipinge all'entrata

"Oltre 300 segnalazioni" di post d'odio e minacce su Twitter rimaste "senza risposta": per questo un...

"Oltre 300 segnalazioni" di post d'odio e minacce su Twitter rimaste "senza risposta": per questo un giovane artista satirico tedesco ha deciso di obbligare la compagnia a leggere quei tweet omofobi, razzisti, negazionisti non rimossi dalla piattaforma. Come? Glieli ha dipinti sotto l'ufficio e ha lanciato la campagna #HeyTwitter per attirare l'attenzione del microblog. È accaduto ad Amburgo per iniziativa di Shahak Shapira, giovane tedesco, ebreo, che ha spiegato e documentato la sua denuncia in un video su YouTube.

"Negli ultimi sei mesi", afferma Shapira nel filmato, "ho riportato circa 450 commenti d'odio a Twitter e Facebook. Commenti che non erano semplici insulti o battute, ma vere e proprie minacce violente, omofobe, xenofobe, negazioniste dell'Olocausto. Cose che nessuno dovrebbe dire o leggere". Il ragazzo spiega che di circa 150 commenti di questo tipo segnalati a Facebook "è stato rimosso l'80% nel giro di uno-tre giorni". Esito diverso invece per Twitter. "Ho segnalato più di 300 tweet", racconta, "e per questi ho ricevuto solo 9 risposte in sei mesi, per informarmi che non erano state ravvisate violazioni delle regole della piattaforma. Tutte le altre segnalazioni non hanno avuto risposta" e "quindi per me è impossibile dire che fine hanno fatto". Di qui l'idea di obbligare Twitter a leggere i post d'odio non rimossi. Shapira ne ha scelti 30, li ha trasformati in stencil e con spray colorati li ha riprodotti su strada e marciapiedi sotto l'ufficio Twitter di Amburgo.

9.8.2017, 11:452017-08-09 11:45:00
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Acquisti online: gli svizzeri a un 'click' dalla vetta

Gli svizzeri sono tra i più grandi compratori online a livello europeo con una spesa media di 1’033 euro (1’172 franchi) all’anno, superati solamente dai...

Gli svizzeri sono tra i più grandi compratori online a livello europeo con una spesa media di 1’033 euro (1’172 franchi) all’anno, superati solamente dai britannici (1’118 euro). La classifica è stata pubblicata ieri dal fornitore di dati economici Regiodata e raggruppa 19 Paesi europei. Servizi come i viaggi non sono stati presi in considerazione. I norvegesi sono in terza posizione (920 euro), tallonati dagli austriaci (885 euro). L’evoluzione più dinamica tra il 2015 e il 2016 è stata osservata in Gran Bretagna, in Germania, in Italia e nei Paesi Bassi. La Russia e la Turchia si piazzano negli ultimi posti, con spese inferiori agli 80 euro all’anno per abitante. "In queste regioni, il potere d’acquisto medio su Internet si trova a un livello così basso poiché la struttura spaziale e topografica di questi Paesi è poco propizia a questo genere di commercio: le esigenze logistiche per acquisti online, per esempio nel nord della Siberia, non sarebbero semplicemente gestibili", sottolinea lo studio. Anche la Spagna (227 euro), la Slovacchia (207 euro) e la Polonia (167 euro) figurano nella parte bassa della classifica.

8.8.2017, 17:512017-08-08 17:51:02
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I primi salmoni geneticamente modificati sono stati venduti in Canada

Venduti in Canada i primi salmoni geneticamente modificati. È accaduto a 25 anni dai primi esperimenti volti ad accelerare la crescita di...

Venduti in Canada i primi salmoni geneticamente modificati. È accaduto a 25 anni dai primi esperimenti volti ad accelerare la crescita di questi pesci. La notizia è riportata da Nature sul suo sito.

È la prima volta che un animale geneticamente modificato destinato alla tavola è stato venduto sul mercato. L’azienda statunitense AquaBounty Technologies ha venduto il primo lotto commerciale, di 4,5 tonnellate, al prezzo di 11,70 dollari al chilogrammo, ha detto Ron Stotish, direttore generale della società, che però non ha rivelato chi l’ha acquistato. Il pesce, una varietà di salmone atlantico (Salmo salar), è stato progettato per crescere più velocemente rispetto a quello selvatico, e raggiunge la dimensione giuste per il mercato in circa la metà del tempo, cioè in 18 mesi. Il risultato è stato possibile aggiungendo nel Dna del pesce i geni del salmone di Chinook (Oncorhynchus tshawytscha) che producono un ormone della crescita e i geni di una sorta di pesce gatto chiamato Zoarces americanus. Le modifiche genetiche consentono di produrre livelli costanti dell’ormone della crescita.

L’azienda AquaBounty ha avviato le ricerche per ottenere salmone geneticamente modificato negli anni ’90, ma dopo aver ottenuto i primi salmoni transgenici ha dovuto aspettare molto per metterli sul mercato: la vendita infatti arriva dopo una lunga battaglia sia per farla approvare dai sistemi regolatori sia per farla accettare dai consumatori. Negli Stati Uniti la Fda (Food and Drug Administration) ha approvato il consumo del salmone nel novembre del 2015 e le autorità canadesi sono arrivate alla stessa decisione sei mesi dopo. Ma a differenza del Canada, le battaglie politiche negli Stati Uniti hanno bloccato finora l’ingresso del salmone sul mercato. La legge che definisce il bilancio del governo statunitense per il 2017 include infatti una disposizione che proibisce la vendita di salmone transgenico fino a quando la Fda non svilupperà un programma per informare i consumatori che stanno acquistando un prodotto geneticamente modificato.

7.8.2017, 17:572017-08-07 17:57:48
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Non sei membro di un social? I tuoi dati vengono usati lo stesso

I social network sfruttano non soltanto i dati dei loro utenti, ma anche quelli di coloro che non ne sono membri. Secondo un ricercatore del...

I social network sfruttano non soltanto i dati dei loro utenti, ma anche quelli di coloro che non ne sono membri. Secondo un ricercatore del Politecnico federale di Zurigo (Ethz) essi creano profili 'fantasma' di persone che non possiedono un account grazie ai contatti privati degli iscritti.

Le reti sociali, quali Facebook, propongono che un utente importi la propria lista di contatti, affinché egli possa facilmente ritrovare un amico. Il problema è che questi social network raccolgono tutti i dati registrati nelle agende (indirizzi e-mail e postali, numeri telefonici, ecc.) dunque anche quelli dei non affiliati.

In seguito, creano un profilo, che include talvolta anche informazioni private, osserva David Garcia dell’Ethz. Per giungere a queste conclusioni, il ricercatore ha studiato gli archivi della piattaforma 'Friendster', che nel frattempo è scomparsa.

Ha in particolare osservato se fosse possibile ottenere informazioni sull’orientamento sessuale di un non membro o sulla sua situazione sentimentale. Risultato: la probabilità che le informazioni ottenute siano esatte è molto elevata, rileva Garcia in uno studio pubblicato dalla rivista 'Science Advances'.

Sempre secondo il ricercatore, questa probabilità aumenta con il passare del tempo, visto che più il numero di utenti della rete sociale è grande più l’accesso alla lista di amici è facilitato. Da notare che Facebook contava in giugno 1,32 miliardi di utenti attivi quotidianamente. Friendster ne contabilizzava 115 milioni prima di essere stata chiusa.

Garcia invita quindi gli internauti a usare con prudenza le loro informazioni private e a rafforzare le disposizioni sulla protezione dei dati.

6.8.2017, 13:552017-08-06 13:55:27
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Al Bano chiude le sue pagine social: 'Ma da lassù, il Buon Dio guarda e provvede'

A causa delle "assurde e inaccettabili reazioni quotidiane piene di odio, rozzezza e violenza" (si legge nel suo ultimo post...

A causa delle "assurde e inaccettabili reazioni quotidiane piene di odio, rozzezza e violenza" (si legge nel suo ultimo post su facebook), il cantante Al Bano ha deciso di lasciare i social, consegnando alla rete due fogli scritti di proprio pugno. "Dopo un infarto, una ischemia un edema alle corde vocali , già sconfitto – si legge nel messaggio dell'artista pugliese – ci mancava solo questa guerra inutile, disgustosa e vergognosa!". Il lungo messaggio si chiude con un piccolo anatema: "Peccato, ma da lassù il Buon Dio guarda e provvede con i Suoi tempi!".

 

3.8.2017, 15:312017-08-03 15:31:25
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Fianchi abbondanti, salute migliore

Le donne che hanno un peso normale ma un po’ di grasso intorno ai fianchi e alle cosce hanno un rischio minore di attacchi di cuore, ictus e diabete. Lo afferma uno studio...

Le donne che hanno un peso normale ma un po’ di grasso intorno ai fianchi e alle cosce hanno un rischio minore di attacchi di cuore, ictus e diabete. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista americana Cell Metabolism, secondo cui le cellule "trattenute" in questi punti non vanno poi a depositarsi in altre zone del corpo, come intorno agli organi, dove fanno più danni. I ricercatori hanno analizzato 981 donne, sia normopeso che sovrappeso e obese, ad alto rischio di diabete e malattie cardiovascolari per altri fattori, come l’ipertensione o la storia familiare, determinando con una serie di test fisici la distribuzione del peso.

Dallo studio, i cui risultati secondo gli autori sono applicabili anche ai maschi, è emerso che per le persone di peso normale il rischio di sviluppare le malattie era minore se avevano del grasso intorno ai fianchi e alle cosce, mentre l’effetto non si è verificato per quelle sovrappeso. "Queste zone del corpo sono ’un’area di stoccaggio sicuro’ per il grasso – spiegano gli autori -, e gli impediscono di finire in zone più pericolose come intorno al cuore o al fegato". Un discorso completamente diverso, afferma invece un altro studio su Frontiers in Public Health, vale per il grasso intorno alla pancia. In questo caso, anche se si è normopeso, la forma "a mela" indica un rischio aumentato. Nei paesi occidentali, scrivono i ricercatori dello Sports Performance Research Institute in Nuova Zelanda, il numero di persone "overgrasse", cioè con indice di massa corporea nella norma ma grasso intorno alla pancia, sono più di quelle obese e sovrappeso messe insieme. (Ats)

3.8.2017, 14:082017-08-03 14:08:22
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I non vedenti nel mondo triplicheranno entro il 2050

Il numero di persone non vedenti nel mondo rischia di triplicare da qui al 2050 per effetto dell’invecchiamento della popolazione, passando da 36 a 115 milioni....

Il numero di persone non vedenti nel mondo rischia di triplicare da qui al 2050 per effetto dell’invecchiamento della popolazione, passando da 36 a 115 milioni. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista 'Lancet Public Health', secondo il quale anche per i pazienti con difetti visivi ci si aspetta un forte aumento se non si investirà di più sulle terapie. L’analisi è stata condotta da un team internazionale coordinato da Rupert Bourne della Anglia Ruskin University, che ha esaminato i dati di 188 paesi. La percentuale di persone con problemi di vista sta diminuendo, sottolinea lo studio, ma per effetto dell’aumento e dell’invecchiamento i numeri assoluti sono destinati a crescere. Per i difetti visivi, che anche se meno gravi della cecità completa portano comunque ad un peggioramento della qualità della vita, si passerà da 200 a 550 milioni di persone colpite, in prevalenza nei paesi di Asia e Africa sub-sahariana. Secondo gli esperti un maggiore accesso a interventi come la chirurgia della cataratta o ai semplici occhiali, potrebbe invertire il trend. "Anche difetti piccoli della vista possono incidere pesantemente sulla vita delle persone – scrivono gli autori -, ad esempio impedendo di guidare. Gli interventi in questo campo sono tra quelli che danno il ritorno economico più grande".

3.8.2017, 07:472017-08-03 07:47:03
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Facebook, aumentano le donne nell'azienda ma il dominio resta degli uomini (bianchi)

Più donne in Facebook, anche se i dipendenti restano per lo più uomini e bianchi, soprattutto ai ruoli di comando. L’azienda...

Più donne in Facebook, anche se i dipendenti restano per lo più uomini e bianchi, soprattutto ai ruoli di comando. L’azienda continua l’operazione trasparenza pubblicando il rapporto 2017 sulla diversità della sua forza lavoro. «Non siamo dove dovremmo essere, ma siamo incoraggiati dai risultati» afferma Maxine Williams, responsabile della diversità di Facebook. Le donne nel social media rappresentano il 35% della forza lavoro, in aumento rispetto al 33% del 2016. E Facebook conferma i propri sforzi per una forza lavoro più rosa precisando che il 27% delle assunzioni di neo-laureti è donna. Nel complesso i dipendenti sono soprattutto bianchi (49%) e asiatici (40%). Nei ruoli di leadership il 70% dei manager sono bianchi e il 72% uomini. Delle donne al vertice, il 68% è bianca. Il numero degli afro-americani e degli ispanici è in leggero rialzo, segnando un progresso dell’1%: gli afro-americani sono passati dal 2% al 3%, gli ispanici dal 4% al 5%. (Ats)

2.8.2017, 23:182017-08-02 23:18:00
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Levataccia per i contadini? In realtà sono quelli che dormono di più

La classifica dei lavori che fanno dormire di più per il Cdc, l’agenzia federale Usa per il controllo e la prevenzione delle malattie vede...

La classifica dei lavori che fanno dormire di più per il Cdc, l’agenzia federale Usa per il controllo e la prevenzione delle malattie vede al primo posto i contadini. In fondo operai, infermieri e cuochi, che sono così più soggetti a patologie tipiche o acuite dallo stress.

Sarà che la fatica è tale da pretendere lungo riposo, per rimettersi in forze. Dedicarsi all'agricoltura è fuor di dubbio massacrante ed è frutto di una vera passione per la terra. Se però adorate dormire, forse è il mestiere che fa per voi. Beninteso, a patto di cambiare abitudini: dal letto ci si deve alzare a volte anche prestissimo. Le statistiche però dicono che il contadino è colui che passa più tempo fra le lenzuola, semplicemente perché non è un "tiratardi". Il Centers for disease control and prevention) con la sua classifica benedice professioni inaspettate, come pescatori e boscaioli perché, come dicevano anche i nostri nonni, vivere a contatto con la natura aiuta il sonno e fa stare meglio. Nella graduatoria occupano posti di riguardo anche insegnanti e bibliotecari, chi lavora nei servizi sociali, gli informatici e i matematici. A rischio patologie perché non si assicurano neppure sette ore di sonno a notte sono invece gli operai, gli infermieri, cuochi e camerieri, vigili del fuoco e poliziotti: malattie cardiovascolari, obesità, diabete, depressione e ansia sono in agguato, per 1,2 milioni di giorni di lavoro persi ogni anno solo negli Usa.

2.8.2017, 17:552017-08-02 17:55:22
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Rimini capitale mondiale del gelato per tre giorni

Dall'8 al 10 settembre Rimini sarà una sorta di capitale internazionale del gelato: la città romagnola ospiterà la seconda edizione della finale mondiale del '...

Dall'8 al 10 settembre Rimini sarà una sorta di capitale internazionale del gelato: la città romagnola ospiterà la seconda edizione della finale mondiale del 'Gelato World Tour', ultimo atto di una manifestazione con 82 eventi andati in scena in 19 Paesi diversi. La competizione itinerante - si legge in una nota - punta a scegliere il 'Miglior gusto di gelato al mondo': a Rimini saranno 36 finalisti che hanno superato le selezioni in quattro continenti a sfidarsi per strappare il voto del pubblico e quello di una giuria composta da esperti e giornalisti internazionali. La prima edizione del Gelato World Tour, inaugurata a Roma a marzo 2013 e terminata a Rimini a settembre 2014, si è conclusa con la vittoria del gusto 'mandorla affogato' di Sam e John Crowl della gelateria 'Cow and the moon' di Sidney in Australia. I gusti in gara sono creati da 36 gelatieri, provenienti da 4 continenti e 19 paesi diversi: Italia, Singapore, Libano, Australia, Slovenia, Argentina, Brasile, Germania, Olanda, Ungheria, Grecia, Canada, Cina , Stati Uniti, Austria, Colombia, Malesia, Taiwan e Giappone. (Ansa)

1.8.2017, 22:472017-08-01 22:47:03
@laRegione

Hollywood? Maschilista

Quello di Hollywood è un mondo ancora dominato dagli uomini, sia davanti che dietro la macchina da presa: parola di 'Big Dat'. Analizzando con un software specializzato la sofisticazione del...

Quello di Hollywood è un mondo ancora dominato dagli uomini, sia davanti che dietro la macchina da presa: parola di 'Big Dat'. Analizzando con un software specializzato la sofisticazione del linguaggio e le interazioni dei personaggi in quasi mille sceneggiature e 53mila dialoghi tra settemila protagonisti, ricercatori della University of Southern California hanno scoperto una preponderanza maschile schiacciante sia nei numeri che nei ruoli. Nulla è dunque cambiato dopo le polemiche degli Oscar 2016. "Wonder Woman è ancora un’amazzone solitaria in un universo tutto maschile", ha commentato il Los Angeles Times dopo che i computer della Viterbi School of Engeneering Signal Analysis and Interpretation Lab (SAIL) hanno contato nelle produzioni in esame 4'900 personaggi uomini contro solo 2mila donne. L’analisi, riportano le agenzie, ha scoperto che i personaggi femminili tendevano, nelle sceneggiature esaminate, a essere di cinque anni più giovani delle loro controparti. E se le protagoniste femminili erano rappresentate in una luce più positiva dei corrispettivi maschi, questo spesso avveniva nel contesto di valori familiari. Mogli, madri, figlie, sorelle, dunque, mentre il linguaggio usato nei ruoli maschili aveva caratteristiche più violente, coi personaggi che parlano più spesso di morte e usano più parole volgari rispetto alle donne. Secondo i ricercatori, questi trend creano e rafforzano scelte a livello conscio e inconscio da parte degli scrittori di cinema e come conseguenza i ruoli femminili non risultano essere centrali nello sviluppo dei copioni.

Gli stereotipi abbondano anche sul fronte della razza: i dialoghi di personaggi ispanici o di sangue misto avevano più spesso a che fare con temi sessuali rispetto ai bianchi. Gli uomini, nelle sceneggiature esaminate, parlano più delle donne. Sul totale dei dialoghi, partecipano in 37mila interazioni, contro appena 15mila delle donne. La disparità sul set si conferma dietro la macchina da presa. Se tra i registi la proporzione uomo-donna è di 12 a uno, che scende a sette a uno tra gli sceneggiatori, le donne sono risultate meno sotto-rappresentate tra i produttori (tre uomini per una donna) e direttori del casting (due a una), e tuttavia la loro presenza non ha avuto influenza su una maggior presenza femminile sul set. Più significativo l’impatto quando è una donna presente in fase di scrittura: i ruoli femminili ne guadagnano diventando in media un 50 per cento di più.