Ticino

Ieri, 19:542017-06-23 19:54:53
@laRegione

Due agenti a processo per fatti del 2013

Emerge oggi una vicenda datata novembre 2013, quando due poliziotti fecero scendere dall'auto un conducente ubriaco, picchiandolo dapprima nel posteggio dell'Ospedale La...

Emerge oggi una vicenda datata novembre 2013, quando due poliziotti fecero scendere dall'auto un conducente ubriaco, picchiandolo dapprima nel posteggio dell'Ospedale La Carità, dopo che questi aveva dato in escandescenza, e – dopo l'ammanettamento – colpendolo con calci e pugni. Il trattamento continuò poco più tardi in gendarmeria. Il cittadino italiano (rappresentato da Stefano Will) rimase ricoverato per 4 giorni, subendo più interventi chirurgici. I mesi di invalidità totale gli costarono la perdita del posto di lavoro.

Come anticipato questa sera dalla Rsi, i due agenti della Polizia cantonale in forza ai reparti mobili del Sopraceneri (difesi da Andrea Bersani e Brenno Canevascini), verranno presto processati. Alle Assise Correzionali dovranno rispondere di ripetute lesioni semplici, abuso di autorità e (in un caso) vie di fatto. I reati sono contenuti nei decreti d’accusa, cui entrambi si sono opposti, confermati dal procuratore generale John Noseda, che ha proposto una pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere sospese e una multa. La procura ha già prosciolto un terzo agente, e condannato la presunta vittima per la guida in stato di inattitudine.  

Ieri, 15:052017-06-23 15:05:28
Generoso Chiaradonna @laRegione

Il femminicidio, una drammatica realtà europea

Il dramma di questa mattina ad Ascona è soltanto l'ultimo di eventi tragici che riguardano donne. Stando agli ultimi dati della Statistica criminale di polizia (Spc)...

Il dramma di questa mattina ad Ascona è soltanto l'ultimo di eventi tragici che riguardano donne. Stando agli ultimi dati della Statistica criminale di polizia (Spc) diffusi alla fine dello scorso marzo delle 19 persone uccise durante il 2016, ben 18 erano donne. Ogni venti giorni, di fatto, c'è stato un'omicidio di una donna. Nelle vicina Italia si è coniugato un neologismo ('femminicidio') per indicare quei delitti passionali in cui la vittima è una donna. Atti scellerati generalmente commessi da uomini che non accettano un fallimento della vita di coppia. Un fenomeno in aumento in tutti i paesi e la Svizzera, stando ai dati della Spc, non fa eccezione. Fidanzati gelosi o che si sentono respinti, ma anche uomini maturi stanchi della vita matrimoniale. Tutti gli episodi hanno come comune denominatore il fatto che la donna viene vista come il nemico per eccellenza. La sua eliminazione rappresenta – nella folle visione degli assassini – l'unica soluzione possibile per un universo maschile allo sbando. Un fenomeno che riguarda la nostra società a tutti i livelli, a prescindere dall'età e dal ceto sociale o cultura di provenienza.

In Europa i Paesi in cui le donne sono più vittime di violenza sono – a sorpresa – quelli del Nord. Stando ad alcuni dati diffusi dall'Istat (l'Istituto di statistica italiano) nei mesi scorsi sul fenomeno della violenza sulle donne in Italia e Europa, sarebbero proprio Danimarca e Norvegia con il 26,9% e il 22,19% di donne che hanno denunciato abusi o violenze. In Italia si è fermi al 12,2%. Questo non vuole dire che ci siano meno episodi. Molto probabilmente si denuncia di meno.

Per quanto riguarda i femminicidi, per il 2016 il primato spetta all'Europa dell'Est: Lettonia (3 donne uccise ogni 100 mila abitanti); Bielorussia, Moldavia, Lituania (due ogni 100 mila). La Svizzera con le 18 uccise lo scorso anno segna uno 0,46 ogni 100 mila abitanti.

Ieri, 15:052017-06-23 15:05:01
Marco Marelli

Frontalieri convocati dal premier Gentiloni

I frontalieri hanno un appuntamento con Paolo Gentiloni. Il premieri italiano, che nel periodo in cui era ministro degli Esteri aveva toccato con mano le problematiche...

I frontalieri hanno un appuntamento con Paolo Gentiloni. Il premieri italiano, che nel periodo in cui era ministro degli Esteri aveva toccato con mano le problematiche legate a questa categoria di lavoratori, non ha infatti tardato a rispondere alla lettera di Alessandro Tarpini, il presidente del Consiglio intersindacale Ticino-Lombardia-Piemonte, e di Vittorio Giumelli, presidente del Csri Lombardia-Grigioni. Lettera spedita lo scorso 13 giugno e tramite la quale si sollecitava a Gentiloni un incontro urgente. Orbene, oggi da Roma è giunta la convocazione per le 11 di martedì 27 giugno. Della delegazione per il Csri Ticino-Lombardia-Piemonte ci saranno in rappresentanza di Unia e Ocst Sergio Aureli e Andrea Puglia. E al centro dell’ampia discussione è previsto soprattutto l’accordo parafato nel dicembre 2015 sul nuovo sistema fiscale per i frontalieri. Ma la delegazione non mancherà di esprimere anche le preocupazioni sull’escalation di azioni ostili nei confronti dei frontalieri.
Per quanto concerne il nuovo sistema fiscale, osserva Sergio Aureli, andranno tenute in conto alcune specificità, incominciando dal cambio euro-franco. Importante inoltre la franchigia, attualmente fissata in 7'500 euro per tutti, e il periodo entro il quale dovrebbe andare a regime il nuovo sistema , attualmente indicato in dieci anni. «Un cambio radicale, considerato che non pochi frontalieri hanno preso impegni finanziari, come il mutuo della casa», sottolinea Aureli. Fra i sindacalisti serpeggia tra l’altro una forte preoccupazione, legata al rischio di introdurre in Svizzera l’evasione fiscale per evitare di pagare le quote Irpef più alte. Insomma, verranno chiesti aggiustamenti anche per arginare il rischio del dumping salariale e il potenziamento dei meccanismi di protezione sociale, quali ad esempio disoccupazione, maternità, per compensare la penalizzazione fiscale.

22.6.2017, 06:102017-06-22 06:10:00
Andrea Manna e Chiara Scapozza

Argo 1, la mail con cui il capo dell'Ussi Scheurer ritratta

Voci? Rumors? È tutto nero su bianco. In una mail. In un messaggio di posta elettronica, preceduto da una telefonata, che il 12 giugno Renato Scheurer,...


Voci? Rumors? È tutto nero su bianco. In una mail. In un messaggio di posta elettronica, preceduto da una telefonata, che il 12 giugno Renato Scheurer, capo dell’Ussi, l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, invia al coordinatore della Vigilanza, la sottocommissione del Gran Consiglio che si sta occupando dello scottante caso Argo 1. Una mail in cui Scheurer corregge il tiro rispetto a quanto dichiarato alla stessa sottocommissione (vedi la ‘Regione’ di martedì 20). Rispondendo alle domande della Vigilanza, da lei convocato in maggio per essere sentito sul controverso mandato milionario assegnato a suo tempo dal Dipartimento sanità e socialità all’agenzia di sicurezza per la sorveglianza di centri d’accoglienza per richiedenti l’asilo, l’alto funzionario del Dss aveva...

21.6.2017, 15:572017-06-21 15:57:51
@laRegione

Legge imprese artigianali (Lia): 4'600 firme ne chiedono l'abrogazione

Sono 4’602 le firme che in un paio di mesi l’artigiano Andrea Genola è riuscito a raccogliere per chiedere l’abrogazione della Lia, la Legge...

Sono 4’602 le firme che in un paio di mesi l’artigiano Andrea Genola è riuscito a raccogliere per chiedere l’abrogazione della Lia, la Legge sulle imprese artigianali. Oggi al presidente del Gran Consiglio Walter Gianola non sono invero state consegnate le firme, bensì un brevetto notarile che ne certifica l’esistenza. E questo poiché Genola non intende fermarsi a Bellinzona, bensì recarsi a Berna, “in quanto la Lia colpisce tutte le ditte svizzere che vogliono lavorare in Ticino”, ricorda in una nota (lo sostiene peraltro anche la Comco, la Commissione della concorrenza, che ha interposto ricorso per violazione della legge sul mercato interno).

A motivare la richiesta di stralcio della Lia (adottata dal parlamento cantonale nel 2015 e frutto di un’iniziativa parlamentare elaborata del 2012) è la difesa della “libertà economica”, peraltro “sancita dalla nostra Costituzione”. Secondo Genola, e gli artigiani che rappresenta, “la legge Lia erode questo importante principio”, soprattutto perché “discriminatoria” per le aziende ticinesi rispetto a quelle svizzere (per i costi di iscrizione all’albo) e rispetto a quelle italiane (per le “differenze di responsabilità per il titolare”). Ma anche tra aziende del territorio: “Carica degli stessi costi aziende con dimensioni diverse favorendone dunque una piccola parte”.

Secondo chi ha firmato la petizione, la Lia persegue scopi già previsti da leggi e strumenti esistenti. Dunque “genera solo burocrazia e costi supplementari per raggiungere degli scopi già perseguti da altri enti, leggi e regolamenti”.

Inoltre, concede “un potere di deroga illimitato a una commissione [quella che dà il via libera alle iscrizioni all’albo, ndr] dove il conflitto di interessi non può essere escluso”. Oltre alla citata opposizione della Comco, altri ricorsi sono pendenti al Tribunale amministrativo cantonale.

20.6.2017, 14:032017-06-20 14:03:50
Generoso Chiaradonna @laRegione

Vendesi villa ad Ascona – Si accettano Bitcoin

La vendita di una casa non fa certo notizia. Che il venditore accetti in contropartita i Bitcoin è certamente più curioso. È quanto sta cercando di fare Stefan...

La vendita di una casa non fa certo notizia. Che il venditore accetti in contropartita i Bitcoin è certamente più curioso. È quanto sta cercando di fare Stefan Christiani con una villa di Ascona.

Non franchi svizzeri, quindi, ma bitcoin, la criptovaluta agli onori della cronaca in questi mesi grazie a quotazioni stratosferiche (un bitcoin oggi pomeriggio valeva 2'617 dollari circa, ndr). Il 36nne Stefan Christiani è determinato a promuovere la prima vendita di una proprietà ticinese in Bitcoin. E non si tratta solo di una prima Ticinese ma bensì di una prima Svizzera.
“Come appassionato di nuove tecnologie, sono fermamente convinto nei vantaggi enormi
del Bitcoin rispetto alle tradizionali valute come il dollaro, l’euro o il franco svizzero.” afferma Christiani. “Bitcoin è un metodo di pagamento veloce, sicuro, che non ha bisogno di intermediari e, secondo me, rivoluzionerà il modo in cui si effettuano pagamenti”.
La villa appartiene a un amico di Christiani ed è stata costruita nel 1954 nel tipico stile
ticinese di quegli anni. Situata sulla collina di Ascona ha un terreno che misura circa
600mq, una zona abitabile di circa 165mq e dispone di 7.5 camere come pure una piscina
coperta. Due ampi terrazzi hanno vista sul lago maggiore e l’intera proprietà si trova a
pochi passi dal centro di Ascona. La villa è ufficialmente in vendita per 829 Bitcoin (2,169 milioni di dollari ovvero 2 milioni di franchi circa, ndr). Christiani si appoggia per le questioni tecniche e giuridiche alla fiduciaria Boverat Sa di Chiasso.
Ricordiamo che la città di Zugo ha promosso una sorta di criptovalley dedicata a chi vuole sviluppare il comparto delle criptovalute in Svizzera e anche le Ffs vendono bitcoin direttamente dai loro distributori automatici di biglietti. Ora anche il mondo immobiliare, o almeno una parte, cerca di cavalcare la novità bitcoin.

20.6.2017, 13:522017-06-20 13:52:00
Andrea Manna @laRegione

Pg, anche un assessment per i cinque candidati

Non solo verranno sentiti dalla Commissione di esperti indipendenti, i cinque candidati alla carica di procuratore generale saranno sottoposti anche a un assessment da...

Non solo verranno sentiti dalla Commissione di esperti indipendenti, i cinque candidati alla carica di procuratore generale saranno sottoposti anche a un assessment da parte di una ditta specializzata. Lo ha deciso l'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, che stamattina si è incontrato con il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti per fare il punto su procedura e tempi legati alla nomina del pg. Ancora non si se la società che verrà incarica degli assessment sarà ticinese o d'Oltralpe. Il parlamento eleggerà il subentrante di John Noseda «a inizio autunno», ha indicato il presidente del Gran Consiglio  Walter Gianora incontrando i giornalisti al termine dell'incontro con i vertici del Dipartimento.

20.6.2017, 11:372017-06-20 11:37:23
@laRegione

Allarme canicola

Per i prossimi giorni e fino a sabato MeteoSvizzera prevede un pericolo di livello 3 per quanto riguarda la canicola che dovrebbe riguardare buona parte del cantone Ticino, in particolare per il...

Per i prossimi giorni e fino a sabato MeteoSvizzera prevede un pericolo di livello 3 per quanto riguarda la canicola che dovrebbe riguardare buona parte del cantone Ticino, in particolare per il Sottoceneri. Nella giornata di giovedì sono attesi oltre 35 gradi. In Ticino e Vallese è allerta nei luoghi sotto i 600 metri di altitudine.

Durante questo periodo si consiglia di seguire le raccomandazioni del Gruppo operativo salute e ambiente (Gosa) del Dipartimento della sanità e della socialità.
Se esposte a temperature elevate e per un periodo di tempo prolungato, anche le persone che godono di buona salute possono soffrire di forti disagi. In questi casi il corpo non riesce infatti a dissipare il calore in eccesso, e potrebbero emergere patologie serie come il colpo di sole e il colpo di calore. Quest’ultimo, in particolare, non è per forza legato a un’esposizione diretta al sole, ma può – ad esempio – verificarsi quando le persone si trovano in locali chiusi, poco ventilati, con temperature e umidità elevate. In caso di canicola si consiglia di bere molta acqua e consumare pasti leggeri, con molta frutta e verdura; evitare sforzi intensi nelle ore di maggiore insolazione (tra le 12 e le 16); impedire al caldo di entrare nelle case, oscurando le finestre durante il giorno e arieggiando durante la notte rimanere in casa o in zone fresche e, se possibile, in ambienti climatizzati nelle ore di maggiore insolazione (tra le 12 e le 16).
Per le persone sensibili – lattanti, bambini piccoli, anziani fragili, persone affette da malattie croniche o che assumono farmaci regolarmente – è inoltre consigliabile: fare più spesso la doccia o il bagno e bere molta acqua; avvisare i vicini o i servizi sociali se devono passare un periodo da soli; consultare il medico o il farmacista; in caso di urgenza, rivolgersi al servizio 144

20.6.2017, 11:122017-06-20 11:12:20
@laRegione

Perequazione, il Ticino tra i beneficiari ma meno dello scorso anno

Nel 2018 la Confederazione e i Cantoni finanziariamente forti metteranno a disposizione di quelli più deboli 4,076 miliardi, il 3,2% in più...

Nel 2018 la Confederazione e i Cantoni finanziariamente forti metteranno a disposizione di quelli più deboli 4,076 miliardi, il 3,2% in più rispetto a quest’anno. Il Ticino riceverà 41,5 milioni, circa 6 milioni in meno, mentre l’importo versato ai Grigioni rimarrà pressoché invariato: 268,1 milioni. I calcoli saranno ora sottoposti ai cantoni che esprimeranno il loro parere. L’Amministrazione federale delle finanze (Aff) ha adeguato i versamenti di compensazione dei cantoni per il 2018 basandosi sull’evoluzione del potenziale delle risorse e il rincaro per la compensazione degli oneri. L’anno prossimo Obvaldo diventerà un cantone finanziariamente forte, mentre Vaud sarà declassato a cantone debole.

20.6.2017, 09:422017-06-20 09:42:52
@laRegione

Ticino, ozono oltre i livelli di guardia

Le concentrazioni di ozono registrate ieri in Svizzera presso diverse stazioni di misura hanno superato il valore di 180 μg/m3, che corrisponde a una volta e mezzo il valore...

Le concentrazioni di ozono registrate ieri in Svizzera presso diverse stazioni di misura hanno superato il valore di 180 μg/m3, che corrisponde a una volta e mezzo il valore limite d’immissione stabilito dall’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico. Tenuto conto delle previsioni meteorologiche, anche per la giornata odierna sono da prevedere delle elevate concentrazioni di questo inquinante atmosferico. I servizi cantonali per la protezione dell’ambiente raccomandano pertanto di evitare sforzi fisici intensi all’aperto e invitano la popolazione ad agire di conseguenza per ridurre le emissioni di inquinanti, ad esempio mettendo in pratica le raccomandazioni descritte più avanti nel testo.

In Ticino i valori più elevati si sono registrati a Mendrisio lungo l'A2 (205 μg/m3 alle 19); a Chiasso (200 μg/m3) e Lugano-Pregassona (189 μg/m3)

20.6.2017, 09:222017-06-20 09:22:02
@laRegione

'Betraminelli deve dimettersi' – Lo ribadisce per la terza volta l'Mps

Il Movimento per il socialismo (Mps) ribadisce la richiesta di dimissioni del consigliere di Stato Paolo Beltraminelli per il caso Argo 1...

Il Movimento per il socialismo (Mps) ribadisce la richiesta di dimissioni del consigliere di Stato Paolo Beltraminelli per il caso Argo 1. L'Mps – si legge in una nota – “ha preso conoscenza, come buona parte dei ticinesi, degli stralci dei verbali di audizione e degli estratti del rapporto della sottocommissione che sta svolgendo l’inchiesta sulla vicenda Argo1”.

Gli stralci di questi documenti “permettono di rendersi conto come l’agire della direzione del Dipartimento della sanità e socialità (Dss), in molte delle sue componenti, sia assolutamente non conforme ai più elementari principi di funzionamento amministrativo e di trasparenza nelle decisioni”, si legge in un comunicato odierno.

“I partiti di governo invece – si continua – continuano di fatto a far quadrato attorno a Beltraminelli. Non solo per un meccanismo di difesa burocratica (che potremmo riassumere nel principio: 'non ti critico fino in fondo affinché domani, quando sarò nella tua situazione, tu non lo faccia nei miei confronti'); ma perché, per una ragione o per l’altra, le strutture amministrative in qualche modo implicate nella vicenda operano in dipartimenti che sono retti (o sono stati retti)” da consiglieri di Stato degli altri partiti. Esiste quindi una sorta di “solidarietà” governativa che spiega questa “solidarietà di casta”.

“Per questa ragione, per la terza volta (e per evitare che ci si dimentichi e qualcuno possa pretendere che nessuno lo aveva chiesto)”, si conclude, “l’Mps chiede le dimissioni del consigliere di Stato Beltraminelli”.

19.6.2017, 19:592017-06-19 19:59:39
Paolo Ascierto @laRegione

Elicotteri e incendi: 'Rispettate le regole. Nessun risarcimento ai privati'

Punto uno: l’impiego dei Super Puma militari per lo spegnimento degli incendi boschivi è sempre avvenuto nel rispetto delle regole e...

Punto uno: l’impiego dei Super Puma militari per lo spegnimento degli incendi boschivi è sempre avvenuto nel rispetto delle regole e dei ruoli. E, quindi, punto due: non verrà saldata la richiesta di risarcimento di oltre seicentomila franchi fatta pervenire al Consiglio di Stato dalle ditte di elicotteri privati, le quali reclamavano di essere state messe a terra a causa dell’ingiustificato utilizzo di velivoli dell’esercito. E, infine, punto tre: la convenzione tra privati ed ente pubblico che regola la questione è in effetti datata – risale al 2004 – e si è perciò disponibili a discuterne. Magari per procedere a un suo aggiornamento.
Ecco le tre mosse con le quali il governo risponde picche agli elicotteristi privati. Risponde tramite una lettera inviata negli scorsi giorni all’Heli-Tv di Giovanni Frapolli, all’Heli-Rezia di Renato Belloli e alla Eliticino-Tarmac aviation di Rolf Marending. Una lettera elaborata da diversi dipartimenti e che, al netto dei ‘no’, apre uno spiraglio che potrebbe dar via a delle trattative, placando forse una polemica divampata nelle scorse settimane. O perlomeno infuocatasi da metà maggio, quando nel vaso di Frapolli, Belloli e Marending è caduta la classica goccia che lo ha fatto traboccare. Nei primi mesi del 2017 per spegnere gli incendi boschivi in val Morobbia, sul Ceneri e a Osco, sostenevano in buona sostanza i tre in una missiva fatta recapitare a Palazzo delle Orsoline, l’ente pubblico avrebbe – nuovamente – scelto di chiamare i più convenienti Super Puma dell’esercito, lasciando a terra i privati. E tutto ciò in barba a una convenzione firmata tra le parti e che, si sottolineava sempre nella missiva, darebbe la precedenza agli elicotteri civili. Ergo: il governo ci deve seicentoventicinquemila franchi per le 172 ore di volo a cui abbiamo dovuto rinunciare. Governo che legge però diversamente la vicenda e la convenzione. Stabilendo per l’appunto che si sono rispettate le regole, che si è agito correttamente e che di conseguenza quei seicentoventicinquemila franchi di rimborsi non stanno né in cielo, né in terra.

19.6.2017, 17:232017-06-19 17:23:14
@laRegione

Banca Stato, sì all'aumento di capitale di dotazione

Via libera del Gran Consiglio all'aumento del capitale di dotazione di Banca Stato di 120 milioni e alla conversione in capitale di dotazione dei crediti...

Via libera del Gran Consiglio all'aumento del capitale di dotazione di Banca Stato di 120 milioni e alla conversione in capitale di dotazione dei crediti postergati di 140 milioni di franchi. Unici a votare contro sono stati una parte dei Verdi e l'Mps/Pc «quale voto di sfiducia – ha sostenuto Matteo Pronzini – per la non politica di sviluppo a favore del Cantone da parte della banca». Tesi contestata dal direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta, per il quale l'istituto di credito cantonale svolge un ruolo «importante per l'economia del Ticino, sia in termini di ipoteche irrogate sia per l'indotto che lascia sul territorio, come il sostegno ad attività e manifestazioni».

L'aumento del capitale di dotazione, ha proseguito Vitta, «è dunque una condizione perché la Banca dello Stato possa continuare a svolgere questo ruolo, tenuto conto del contesto normativo vigente sempre più stringente». La banca – ha ancora sottolineato il capo del Dfe – «ha inoltre saputo dimostrare dinamicità anche sul fronte della gestione patrimoniale».  

19.6.2017, 15:532017-06-19 15:53:28
Chiara Scapozza @laRegione

Il Gran Consiglio: 'Treni serali per gli studenti da garantire'. Sì al ripristino dei collegamenti via San Gottardo e Centovallina

I collegamenti in treno tanto cari agli studenti che dal Ticino si...

I collegamenti in treno tanto cari agli studenti che dal Ticino si recano Oltralpe devono essere garantiti. Lo chiede il parlamento cantonale, accogliendo (e lodando) due petizioni – una 'pro binario 7' sulla linea del San Gottardo, l'altra sulla Centovallina – che avevano raccolto poco meno di cinquemila firme.

La prima domandava alle Ffs di mantenere il collegamento delle 19.10 da Lugano la domenica sera, “saltato” dopo l'apertura del tunnel di base di AlpTransit. Le Ffs hanno già provveduto a reintrodurre il treno, aggiungendone un secondo mezz'ora più tardi. Correttivi però ancora “provvisori”, tanto che il Gran Consiglio – accogliendo il rapporto dei relatori Giorgio Fonio (Ppd) e Giorgio Pellanda (Plr) – invita il governo ad attivarsi affinché siano inseriti stabilmente nell'orario. «Abbiamo delle ragionevoli garanzie sulla conferma del collegamento delle 19.10 per il 2018 – ha spiegato Claudio Zali, direttore del Dipartimento del territorio –. Ci impegneremo affinché venga reintrodotto a titolo definitivo». 

La seconda petizione sollecitava invece la reintroduzione dei collegamenti serali sulla linea Locarno-Domodossola, in via subordinata solo quelli del venerdì (20.25 da Domodossola) e della domenica (18.48 da Locarno). Anche in questo caso il Legislativo ha espresso totale adesione. «Abbiamo chiesto alle Fart di allestire un piano orario, poiché la richiesta delle corse nel fine settimana è ragionevole considerata l'affluenza di passeggeri – ha assicurato quindi Zali –. Il potenziamento costerà 280mila franchi l'anno, di cui 90mila a carico del Cantone». 

19.6.2017, 15:002017-06-19 15:00:35
Paolo Ascierto @laRegione

Gran Consiglio, Agustoni numero 1 del Ppd

Maurizio Agustoni è il nuovo capogruppo Ppd in Gran Consiglio. È stato nominato all'unanimità dai colleghi di gruppo oggi, prima dell'inizio della sessione parlamentare....

Maurizio Agustoni è il nuovo capogruppo Ppd in Gran Consiglio. È stato nominato all'unanimità dai colleghi di gruppo oggi, prima dell'inizio della sessione parlamentare. Agustoni succede così a Fiorenzo Dadò, che ha mantenuto la carica di capogruppo per qualche mese, dopo essere stato eletto presidente del partito. L'attuale vicecapogruppo Raffaele De Rosa non ha dal canto suo chiesto una 'promozione'. Il motivo? Lo scorso aprile è stato eletto sindaco di Riviera ed è quindi occupato a 'costruire' il nuovo Comune.

Ecco come il comunicato stampa del Ppd presenta Agustoni:

"Maurizio Agustoni di Mendrisio, classe 1982, Avvocato e Notaio, è stato eletto in Gran
Consiglio nel 2011. Attualmente è membro della Commissione speciale procedura elezione magistrati, della Commissione controllo mandato pubblico BancaStato, della Commissione speciale costituzione e diritti politici e della Commissione legislazione. Agustoni vanta una lunga e solida formazione politica, avendo iniziato la sua attività in giovane età nel movimento giovanile del PPD – divenendone presidente dal 2007 al 2011 – per continuare poi con la vicepresidenza del Partito cantonale – dal 2013 al 2015 – durante il periodo di conduzione di Giovanni Jelmini.
Maurizio Agustoni, che andrà ad affiancare Fiorenzo Dadò, Marco Passalia, Giorgio Fonio e Nicolò Parente alla conduzione strategica del Partito, entrerà in carica con l’inizio del mese di luglio”.

19.6.2017, 12:122017-06-19 12:12:49
Paolo Ascierto @laRegione

'Poca roba' i bar aperti fino alle due. Il primo test non convince

«Poca roba». Bel tempo, fine delle scuole, musica e attività nelle piazze, turisti e, in generale, voglia di stare all'aperto. C'erano tutti gli...

«Poca roba». Bel tempo, fine delle scuole, musica e attività nelle piazze, turisti e, in generale, voglia di stare all'aperto. C'erano tutti gli ingredienti per trasformare il primo weekend di 'bar aperti fino alle 2' in un weekend di successo. E invece... «Invece non è stato un granché», dice alla 'Regione' il presidente di GastroTicino Massimo Suter. Tanto che alla fine, più che la modifica di legge che da metà giugno permette ai gerenti di chiudere un'ora dopo, a tener banco in questi giorni tra gli addetti al settore è stata soprattutto la polemica: la maggior parte degli esercizi, annota Suter, non ha «approfittato delle manifestazioni del fine settimana per testare la chiusura alle due». A tirar tardi, quindi, «sono stati per lo più quelli che già avevano 'problemi' con gli orari di chiusura. Mentre – rileva il presidente di Gastro Ticino – quelli che  lavorano con i turisti o con altra clientela hanno dormito un attimo. Magari per osservare come evolve la situazione. A mio avviso però certi treni andrebbero presi al volo».

Peccato. Peccato soprattutto perché venerdì e sabato scorsi, continua Suter, «rappresentavano un momento ideale per testare questa possibilità che non implica troppi stravolgimenti e obblighi per gli esercenti: la popolazione avvertiva interesse e attendeva di approfittare dell'oretta in più». E pure la politica cantonale, che ha modificato a tempo record la legge sulla scia di un'iniziativa popolare delle sezioni giovanili dei partiti, avvertiva tale interesse. «Dopo tutto quello si è fatto per cercare di liberalizzare un pochettino il settore», Suter non nasconde dunque un certo rammmarico: «Uno dei miei compiti  è quello di migliorare le condizioni quadro. Se però il settore non segue, si dovrà leccare le ferite».


19.6.2017, 06:202017-06-19 06:20:00
Andrea Manna @laRegione

Dossier permessi, la sottocommissione sente Anastasi

Oggi scatta la prima fase dell’annunciata riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione, mentre domani mattina la sottocommissione Vigilanza del parlamento...

Oggi scatta la prima fase dell’annunciata riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione, mentre domani mattina la sottocommissione Vigilanza del parlamento sentirà l’ex giudice d’Appello e già presidente del Tribunale cantonale amministrativo Lorenzo Anastasi. Ovvero colui che sull’ufficio cantonale ha eseguito la perizia giuridica decisa dal Consiglio di Stato dopo gli arresti, fra cui quello di un funzionario della Migrazione, scattati in febbraio per il giro dei permessi falsi in odor di corruzione.
Anastasi era stato incaricato dal governo di verificare la correttezza della prassi e delle procedure in atto alla Migrazione. Governo che in aprile, preso conoscenza delle conclusioni dell’‘audit’, si è detto “piuttosto rassicurato”. Secondo Anastasi, infatti, si è trattato di una...

18.6.2017, 20:432017-06-18 20:43:12
@laRegione

Imposte di circolazione, iniziative a rischio. L'appello del Ppd: firmate

Imposta di circolazione, le due iniziative popolari lanciate quasi un mese fa dal Ppd sono "a rischio”. Lo sostiene il partito,...

Imposta di circolazione, le due iniziative popolari lanciate quasi un mese fa dal Ppd sono "a rischio”. Lo sostiene il partito, ricordando che per la loro riuscita mancano circa 4mila firme. L’iniziativa “Per un’imposta di circolazione più giusta!” chiede un’imposta "semplice ed equa ('chi più inquina, più paga'), più vantaggiosa per la maggioranza dei cittadini automobilisti, sottoposta al controllo democratico e proporzionata alle necessità della mobilità in Ticino”. L'iniziativa “Gli automobilisti non sono bancomat!” chiede invece la restituzione dell’aumento deciso dal Consiglio di Stato per il 2017, come sconto sulla prossima imposta di circolazione. Il Ppd invita quindi i cittadini a firmare le due proposte e a inviare i relativi formulari entro il 26 giugno al Segretariato cantonale (Viale Portone 5, 6500 Bellinzona). Formulari e argomentari, segnala il partito, sono disponibili sia presso il Segretariato cantonale (tel. 091 825 23 77, email: segretariato@ppd-ti.ch) sia sul sito www.ppd.ch.

16.6.2017, 14:312017-06-16 14:31:56
Marco Marelli

Porta a Dubai la pista dell'oro

Si sposta su Dubai l'attenzione degli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Como che, coordinati dal pm Mariano Fadda, negli ultimi due anni, hanno...

Si sposta su Dubai l'attenzione degli investigatori del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Como che, coordinati dal pm Mariano Fadda, negli ultimi due anni, hanno condotto l'indagine 'Scirocco', a carico di ventinove persone,fra cui quattro ticinesi e cinque italiani da anni residenti in Canton Ticino.

Nella capitale degli Emirati Arabi sarebbero confluiti 2,6 milioni di euro e oltre mezzo milione di franchi. Movimenti che - stando al pm Fadda - sarebbero stati favoriti da un bancario ticinese, residente a Balerna, dipendente di un istituto di credito di Lugano. Identico ruolo per una impiegata ticinese, residente in riva al Ceresio occupata in una fiduciaria luganese. Un filone quello di Dubai che sembra destinato a prospettare un ampio scenario.

Gli altri due ticinesi, residenti nel luganese, sono considerati corrieri di valuta, fra cui un comasco domiciliato a Bellinzona. In Ticino risiedono altri quattro indagati italiani, fra cui il 58enne Massiliamo Brocai, comasco di Lanzo Intelvi, arrestato a Milano nei febbraio scorso, assieme a Francesco Maiorana, 62enne siciliano, residente a Colverde.  Maiorano per motivi di salute è stato posto ai domiciliari, mentre Brocai, legato ad una fiduciaria di Lugano, dove risiede da anni, continua ad essere in carcere. A Pedrinate risiede un 57enne comasco, referente di due finanziarie ticinesi. Oltre Gottardo abitano padre e figlio legati ad un'altra finanziaria svizzera. Nei guai anche un 48enne di Lurate Caccivio, nella cui officina avrebbe predisposto le dodici autovetture sequestrate dalla guardia di finanza, in quanto corpo del reato. I referenti delle fiduciarie delle tre Lugano e una di Chiasso, il bancario e l'impegata, presunti capi dell'organizzazione (Brocai e Mariorana), il titolare della carrozzeria di Lurate Caccivio sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di valuta e oro.

Gli altri rispondono, a vario titolo, del reato di autoriciclaggio e contrabbando di centinaia di pietre preziosi, per lo più diamanti, e trecento gioielli, sequestro nel maggio dello scorso anno, a Valenza Po, dopo che erano arrivati dal Ticino. Il tutto per un valore commerciale di 8 milioni di euro. Fra gli indagati anche il procuratore di calciatori che militano in società italiane di serie A.

16.6.2017, 09:092017-06-16 09:09:49
@laRegione

Favoritismi nei sussidi ai festival letterari?

Prendendo spunto da un articolo apparso lo scorso 10 giugno sul nostro giornale, riguardante i costi dei vari festival letterari in Ticino, il deputato Matteo Pronzini...

Prendendo spunto da un articolo apparso lo scorso 10 giugno sul nostro giornale, riguardante i costi dei vari festival letterari in Ticino, il deputato Matteo Pronzini (Mps) interroga il Consiglio di Stato  sui sussidi erogati dal Cantone, in particolare dal Decs, Pronzini constata che che "alcuni festival ricevono contributi sostanziosi dagli enti pubblici e altri poco o nulla. Il dubbio che sorge è che nel variegato mondo dei festival letterari, l’attribuzione dei sussidi pubblici non sempre rispetta i necessari criteri di trasparenza e di equità".

Oltre a chiedere lumi su cifre e criteri di valutazione, il deputato Mps indirizza una specifica domanda riguardo Poestate: "È  vero che la direzione del Decs ha rifiutato di erogare un sussidio all’evento Poestate 2017, anche se la Commissione culturale cantonale era di parere diverso? Se sì, per quale motivo è stata rifiutata la suddetta proposta di sussidio?"