Tecnologia

20.9.2017, 22:312017-09-20 22:31:45
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Apple ammette: il nuovo Apple Watch ha problemi di connettività

Apple ammette: il nuovo Apple Watch serie 3 che andrà a giorni in vendita ha problemi di connettività. L’ammissione alimenta i dubbi sul nuovo...

Apple ammette: il nuovo Apple Watch serie 3 che andrà a giorni in vendita ha problemi di connettività. L’ammissione alimenta i dubbi sul nuovo orologio di Cupertino che ha, come maggiore novità, proprio la connettività cellulare che gli consente una vita più autonoma dall’iPhone. Apple sta indagando sul problema.

20.9.2017, 16:292017-09-20 16:29:00
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Il sito che trasforma in 3D le foto del vostro viso.

Una squadra di ricercatori dell’Università di Nottingham (Gran Bretagna) ha realizzato un sistema che permette ti trasformare in 3D normalissime foto di volti...

Una squadra di ricercatori dell’Università di Nottingham (Gran Bretagna) ha realizzato un sistema che permette ti trasformare in 3D normalissime foto di volti umani, utilizzando l'intelligenza artificiale. Il sistema mira a dimostrare le possibilità di tale approccio anche senza il bisogno di strumenti di ripresa ed elaborazione raffinati, tanto che la beta del sito può essere utilizzata da chiunque.

Un giorno questa realtà potrà permettere importanti innovazioni in campi che vanno dalla grafica alla sicurezza. Per ora può servire a tutti per divertirsi un po', con le proprie foto e quelle degli amici.

 

20.9.2017, 13:122017-09-20 13:12:52
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Anche Amazon lavora ad occhiali 'smart'

In futuro potremo forse fare acquisti, guardando direttamente un prodotto attraverso occhiali intelligenti. Potrebbe essere anche questo l’obiettivo di Amazon, la piattaforma...

In futuro potremo forse fare acquisti, guardando direttamente un prodotto attraverso occhiali intelligenti. Potrebbe essere anche questo l’obiettivo di Amazon, la piattaforma di eCommerce più popolare al mondo, che sta lavorando ad un dispositivo indossabile ’smart’, sulla scia dei vecchi Google Glass. L’indiscrezione è del Financial Times che ipotizza anche una data di lancio, entro fine anno.

A bordo gli occhiali di Amazon dovrebbero avere l’assistente vocale Alexa ed essere collegati allo smartphone. Inoltre, sempre secondo le indiscrezioni, il dispositivo sarà dotato della tecnologia a conduzione ossea, grazie alla quale chi lo indosserà potrà ad esempio ascoltare la risposta dell’assistente digitale senza necessità di indossare ingombranti auricolari.

Il progetto più famoso di occhiali ’smart’ resta quello dei Google Glass. La versione iniziale fu presentata nel 2012 e resa disponibile nel 2013 solo per gli sviluppatori ma non è mai arrivata al grande pubblico. Nel frattempo il dispositivo è rinato solo in certi ambiti professionali, come quello medico.

Secondo le indiscrezioni del Financial Times, entro l’anno Amazon dovrebbe presentare anche una videocamera di sorveglianza ed una nuova versione dell’altoparlante Echo, il ’maggiordomo’ da salotto lanciato nel 2014. Intanto l’assistente digitale Alexa è presente sulla nuova versione del tablet Fire HD 10, presentati ieri dal colosso di Seattle. (Ats)

19.9.2017, 15:262017-09-19 15:26:24
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Dagli Usa le etichette che riconoscono il cibo scaduto

Potrebbero arrivare presto le etichette intelligenti che cambiano colore quando il cibo va a male. E' l'obiettivo dei ricercatori della Clarkson University a...

Potrebbero arrivare presto le etichette intelligenti che cambiano colore quando il cibo va a male. E' l'obiettivo dei ricercatori della Clarkson University a Potsdam, N. Y., che stanno mettendo a punto una nuova tecnologia per dare sempre più informazioni al consumatore ed elevare il livello qualitativo dei prodotti alimentari.

La ricerca, iniziata 10 anni fa testando la presenza di antiossidanti nel tè e nel vino, si basa su un sensore a basso costo portatile su carta in grado di individuare deterioramento e contaminazione nei cibi ma anche nei cosmetici, visto che anche le creme hanno una scadenza.

Una rivoluzione in vista per l'intera filiera, dove il consumatore, in base al colore dell'etichetta sarà in grado di sapere se il prodotto ha subito contaminazioni da parte di inquinanti o batteri dannosi, compromettendone la qualità, e sia quindi da buttare. Nel laboratorio della capo progetto Silvana Andreescu è stata creata una piattaforma di rilevamento con tutti i reagenti necessari per la rilevazione in un pezzo di carta. La differenza dagli altri sensori, spiegano i ricercatori, sono le nanostrutture utilizzate per catturare i composti pre-determinati, 'sentinelle' del cambiamento. (Ansa)

19.9.2017, 14:422017-09-19 14:42:00
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Apple iOS 11, ecco le funzioni più utili per iPhone e iPad

Arriva il nuovo sistema operativo di Apple, e tutti a chiedersi "vabbè, cosa c'è di nuovo?" Ecco, in breve, cosa.

1. Nuovi emoji

Sono le cose più...

Arriva il nuovo sistema operativo di Apple, e tutti a chiedersi "vabbè, cosa c'è di nuovo?" Ecco, in breve, cosa.

1. Nuovi emoji

Sono le cose più frivole, quelle che si notano per prime quando si prova un nuovo sistema operativo. Adesso agli amici potrete mandare non solo faccine e pollicioni, ma anche zombie, tirannosauri, faccine che vomitano. Mai più senza (come no).

2. La App "File"

Finalmente si possono organizzare e spostare i file presenti sul dispositivo da una cartella all'altra, grazie ad una nuova app nativa.

3. Siri per il giovane Werther

Ci si sente sempre un po' mentecatti, a parlare con Siri. Apple ci ha pensato e adesso potremo anche scriverle, sempre per avere risposte a tutte le nostre domande ("perchè non c'è un ristorante cinese a Olivone?", "chiedi pietà alla mia ex", e roba del genere). Siri risponde parlando o per iscritto, a seconda delle preferenze.

4. Traduzioni su Siri

Si potrà chiedere a Siri come si dice una parola o una frase nelle maggiori lingue straniere.

5. Blocco pubblicità

Ora safari ha un adblocker per evitare le pubblicità invadenti mentre navighiamo su internet. Una bella rogna per gli inserzionisti.

6. Dock per iPad

Sugli iPad si potrà ora avere un nuovo dock simile a quello dei computer Mac: premendo sui bottoni delle app 'ancorati' in fondo allo schermo, si possono gestire e organizzare le app aperte, quelle preferite e gestire il multitasking.

7. Nuove funzioni touch

Su iPad si avranno nuove possibilità per trascinare immagini e altri elementi da una app all'altra, con un semplice "drag'n'drop"

8. Nuovi funzioni per la telecamera

Stabilizzazione delle immagini, Hdr in modalità ritratto, nuovi effetti per i live: tutte funzioni che chi usa gli i-Cosi per le immagini sarà forse felice di scoprire.

9. Modalità 'non disturbare mentre guido'

Se siete fra quelli che si lasciano disturbare dallo smartphone mentre guidano (chi è senza peccato...) questa funzione fa per voi: si può impostare in modo che riconosca automaticamente quando state guidando, assicurandosi che lo schermo resti nero ed eventualmente inviando risposte automatiche tipo "sto guidando" ai contatti prescelti.

 

 

19.9.2017, 12:222017-09-19 12:22:00
@laRegione

Software per pulire pc e smartphone nelle mani degli hacker: milioni di dispositivi a rischio

A rischio "milioni di utenti in tutto il mondo" per la violazione di Ccleaner, programma di Piriform (Avast) che...

A rischio "milioni di utenti in tutto il mondo" per la violazione di Ccleaner, programma di Piriform (Avast) che serve per fare "pulizia" su computer e dispositivi Android.

Il software è stato bucato da hacker che l’hanno trasformato in uno strumento per scaricare file dannosi sui dispositivi dov’è installato.

Lo afferma Cisco Talos, che ha rilevato la violazione, mentre la compagnia che distribuisce il programma afferma di aver rimosso la versione "illegalmente modificata" prima di danni e invita gli utenti ad aggiornare subito il software.

Ccleaner, spiega Cisco Talos, è stato vittima di un attacco in cui i criminali informatici hanno nascosto un malware all’interno dell’applicazione disponibile per il download tra il 15 agosto e il 12 settembre 2017. Informata della violazione, Avast ha rimosso la versione incriminata, la 5.33 e quella cloud 1.07 per Windows. Piriform stima che il software infetto sia stato scaricato su circa 2,27 milioni di pc. La versione per Android non sarebbe interessata.

Una volta installato il malware, gli aggressori avrebbero avuto potenzialmente accesso al computer dell’utente e ad altri sistemi connessi per rubare dati personali sensibili e credenziali da utilizzare per l’online banking e altre attività.

"In modo analogo al malware Nyetya diffuso a fine giugno", afferma Cisco Talos, "anche in questo caso gli aggressori hanno violato un software legittimo e affidabile, trasformandolo in un’applicazione dannosa".

Ccleaner serve infatti per migliorare le prestazioni di pc e smartphone rimuovendo i file non necessari. A novembre 2016, ricorda Cisco Talos, contava 2 miliardi di download con un tasso di crescita di 5 milioni di utenti la settimana.

12.9.2017, 21:142017-09-12 21:14:59
@laRegione

Ecco l'iPhone X, ultimo nato di casa Apple

Tim Cook lancia l’iPhone X, l’ultimo nato di casa Apple per celebrare i 10 anni dell’iPhone. L’evento si è svolto nello Steve Jobs Theatre di Cupertino. “One more thing...

Tim Cook lancia l’iPhone X, l’ultimo nato di casa Apple per celebrare i 10 anni dell’iPhone. L’evento si è svolto nello Steve Jobs Theatre di Cupertino. “One more thing...” dice Cook sorridendo prima di presentare l’iPhone X. Il sorriso è in riferimento alla frase sempre usata da Steve Jobs per introdurre nuovi prodotti. L’iPhone X ha un display super retina, con uno schermo da 5,8 pollici e si basa sul riconoscimento facciale per effettuare tutte le maggiori funzioni del telefono. Il “Face Id è più sicuro della tecnologia Touch Id’’, dice Apple. Introdotti anche gli animoji, gli emoij animati che si muovono con il movimento del proprio viso. L’iPhone X ha un costo di partenza di 999 dollari e sarà disponibile dal 3 novembre. “È il futuro. Steve Jobs sarebbe orgoglioso di noi” ha affermato l'amministratore delegato delegato di Apple, chiudendo l’evento per la presentazione dell’iPhone 8 e dell’iPhone X. I titoli Apple, durante la presentazione, erano in perdita.

12.9.2017, 15:442017-09-12 15:44:23
Luca Berti @laRegione

L'ultimo MacBook ovvero la portabilità che conquista

Sottile, leggero, bello da vedere e un po' più veloce dei predecessori. Alla prova dei fatti l'ultimo MacBook di Apple è una scommessa riuscita: in brevissimo...

Sottile, leggero, bello da vedere e un po' più veloce dei predecessori. Alla prova dei fatti l'ultimo MacBook di Apple è una scommessa riuscita: in brevissimo tempo, durante il nostro test, si è conquistato un posto fisso sul tavolino in vetro a fianco del divano, relegando gli altri portatili di casa alla scrivania. 

L'ultimo ultrabook di Cupertino si è riuscito a colonizzare una zona della casa che fino ad ora era appannaggio solamente di smartphone e tablet. Grazie alle sue dimensioni (meno di 20 per 30 centimetri, come i predecessori) è diventato in breve tempo il computer preferito per sbrigare piccole faccende direttamente dal sofà. 

Un po' più potente, ma non troppo

La versione concessaci in prova da Apple è quella meno potente di tutti, con processore Intel m3 dual core a 1,2 GHz. Francamente l'impressione è che questa macchina non sia una scheggia, dato che più di una volta ha evidenziato diversi momenti di... indecisione nel ripartire dopo una pausa o nel eseguire compiti un po' più impegnativi del semplice navigare su internet o scrivere documenti. Problemi che dovrebbero essere facilmente aggirabili se si è disposti a pagare qualcosa in più per un MacBook con processori i3, i5 e i7.

Detto ciò, gli 8 megabyte di Ram e il disco da 256 gigabyte del modello datoci in prestito sono assolutamente in linea – se non leggermente superiori – con i portatili della stessa gamma e possono comunque essere aumentati rispettivamente a 16 e  512 con un sovrapprezzo. Lo schermo da 12 pollici con tecnologia Retina, invece, non ha nulla da invidiare ai portatili di gamma più alta prodotti da Apple e la batteria regge molto bene ad un utilizzo giornaliero.

Una sola Usb per tutto

Rispettando lo spirito minimalista del modello, Apple ha dato al MacBook una sola porta Usb Type-C (con supporto per Usb 3.1 e DisplayPort) per comunicare con il mondo. Nella nostra prova è stata utilizzata unicamente per la ricarica, dal momento che tutti i file sono stati salvati direttamente in cloud. È però vero che, qualora sia necessario attaccare una periferica aggiuntiva a questo apparecchio, servirebbe un adattatore.

Pro e contro

Lasciando a voi il giudizio sulla tastiera con sistema buttefly (o la si a ma o la si odia), diremo che il MacBook è un gingillo di cui è facile innamorarsi: è piccolo, carino e leggerissimo. Può essere facilmente messo in una borsa o un borsone oppure, per fare bella figura, portato sottobraccio. La versione con processore m3 mostra qualche limite di potenza e quindi, molto probabilmente, vale la pena pagare qualcosa in più e assicurarsi una CPU di gamma più elevata. 

L'unico vero contro dei MacBook di ultima generazione è il prezzo: la versione che abbiamo provato, in Svizzera costa 1'479 franchi, che possono salire fino a 1'974 se si opta per una CPU i7 e 16 Gb di Ram. La versione con 512Gb di disco parte da 1'829 con processore i5 e 8Gb di Ram. Prezzo che può salire fino a 2'214 per la versione a 16Gb di Ram e CPU i7. 

11.9.2017, 15:072017-09-11 15:07:00
Luca Berti @laRegione

Domani il nuovo iPhone 8 e forse l'iPhone X a tutto schermo. E poi il debutto di iOs 11.

Potrebbe esserci un iPhone completamente nuovo sul palco del Steve Jobs Theater domani sera (19 ora svizzera) durante...

Potrebbe esserci un iPhone completamente nuovo sul palco del Steve Jobs Theater domani sera (19 ora svizzera) durante il Keynote di Apple. Accanto alla versione 8 e 8 Plus, aggiornamenti dell'attuale modello 7, potrebbe fare la sua comparsa anche l'iPhone X, dove la 'ics' starebbe per il numero romano 10, in onore del decennale del melafonino, ma anche per incognita, dovuta al fatto che taglierà con il passato.

Senza bordi e senza bottone

Si tratterebbe, stando alle voci (di solito ben informate) che circolano sui portali specializzati, di un modello completamente ridisegnato che monterà uno schermo Oled prodotto da Samsung. Ciò, un po' come il Samsung Galaxy S8, permetterà al nuovo melafonino di sfruttare meglio (o di eliminare del tutto) i bordi. Sparirebbe così il bottone home e potrebbero essere introdotti dei gesti sostitutivi. Anche l'accesso con impronta digitale potrebbe venir sostituito con un sistema di riconoscimento facciale.

Un corpo in vetro

Le dimensioni dovrebbero essere quelle dell'iPhone tradizionale da 4,7 pollici, con un display che potrebbe però essere ben più largo vista l'assenza di bordi: fino a 5.5 pollici, con una parte bassa dedicata alle funzioni. Non va infatti dimenticato che il nuovo iOs 11 – che pure dovrebbe debuttare domani sera – possiede una dock per le icone preferite che può essere richiamata dal basso dello schermo anche se ci si trova all'interno di una app. 

Con il modello X, Apple potrebbe poi abbandonare il corpo di alluminio che ha caratterizzato i propri telefoni dal modello 5 in poi per tornare al vetro, come nell'iPhone 4.

iOs 11 ammicca a MacOS

La rivoluzione attesa è sicuramente quella del nuovo sistema operativo. In questo caso le speculazioni sono poche e le sorprese – per quel che si sa – anche meno, dal momento che è già stato presentato e che la versione di test è stata resa disponibile al grande pubblico in versione 'prova' da qualche tempo. 

Come già scrivevamo, lo abbiamo provato su un iPad Pro da 12,9 pollici, ricavandone un'impressione ottima: il multitasking diventa ancora più semplice con il nuovo dock (la sezione di icone "fisse" sulla parte bassa dello schermo) che può essere richiamato anche senza uscire dall'app che si sta utilizzando: basta un gesto dal basso verso l'alto per avervi accesso. A questo punto basta tenere premuta l'icona dell'app e trascinarla sullo schermo per ottenere una versione "in finestra" dell'applicazione desiderata. Una caratteristica che va a rendere ancora più interessante il meccanismo di sdoppiamento dello schermo già introdotto nei precedenti sistemi operativi (e conservato anche in iOS 11).

Fa il suo debutto – e questa è un'eccellente notizia per più di qualcuno – anche il drag&drop, per cui sarà finalmente possibile allegare foto e documenti alle e-mail direttamente con un gesto del dito. Il tutto reso possibile anche dal fatto che, per la prima volta, su iOs compare anche un gestore di file simile al sistema a cartelle di MacOS.

8.9.2017, 23:552017-09-08 23:55:57
@laRegione

I problemi di Apple con la produzione del nuovo iPhone.

Martedì prossimo sarà il giorno del nuovo iPhone, a dieci anni dal lancio del primo modello. Ma a Cupertino, la sede di Apple in California, le cose non...

Martedì prossimo sarà il giorno del nuovo iPhone, a dieci anni dal lancio del primo modello. Ma a Cupertino, la sede di Apple in California, le cose non sarebbero andate del tutto lisce: stando a quanto riporta il 'Wall Street Journal' (Wsj), che ha raccolto le testimonianze di numerosi insider, sono stati svariati i contrattempi che hanno finito per incidere sul prodotto finale.

A causa di intoppi a livello di sviluppo e produzione, per esempio, il nuovo smartphone (iPhone 8 o iPhone X, il nome non è ancora noto) dovrebbe perdere il lettore di impronte digitali. Lo si potrà dunque sbloccare solo con un codice pin o tramite un sistema del tutto nuovo di riconoscimento facciale. La tanto favoleggiata sostituzione del tasto "home" con uno schermo che occupa tutta la facciata del telefono non ha infatti permesso di integrare una nuova tecnologia per le impronte, come Apple sperava. (Forse, ma non è affatto certo, se ne troverà uno sul retro del telefono: cosa comune per gli utenti Android, molto meno per quelli della Mela). Molti si chiedono se dover puntare il telefono verso la faccia ogni volta che lo si vuole sbloccare risulterà un'alternativa davvero pratica.

Ci sono poi i possibili ritardi nel soddisfare gli ordini, che secondo il Wsj potrebbero mettere a rischio il fatturato di Apple su parte della stagione prenatalizia. Foxconn, il colosso cinese che produce gli iPhone, sarebbe in ritardo di circa un mese sulla tabella di marcia, nonostante turni di lavoro sempre più lunghi. Una conseguenza dei nuovi schermi Oled (Organic Light-Emitting Diode) che, pur consumando meno dei tradizionali led e offrendo una migliore risoluzione, hanno comportato nuove difficoltà di integrazione: si tratta infatti di schermi a più strati, diversi da quelli usati dall'acerrimo nemico Samsung (nonostante sia proprio una controllata vietnamita di Samsung a produrli).

Sono attesi tre modelli del nuovo iPhone: due simili a quelli attuali, ed uno del tutto rinnovato. Ma anche su questo, staremo a vedere.

 

8.9.2017, 16:162017-09-08 16:16:00
@laRegione

Google interessata ad acquisire gli smartphone Htc

Google sarebbe interessata ad acquistare la società taiwanese Htc. Secondo il Commercial Times, il colosso di Mountain View potrebbe avere in mente due opzioni:...

Google sarebbe interessata ad acquistare la società taiwanese Htc. Secondo il Commercial Times, il colosso di Mountain View potrebbe avere in mente due opzioni: diventare un partner strategico della compagnia o comprare l’intera divisione che si occupa di progettazione e produzione di smartphone. Rimarrebbe fuori dagli accordi il marchio Htc Vive, che si occupa di visori per la realtà aumentata.

Google e Htc hanno collaborato per la produzione di due telefoni Pixel lanciati l’anno scorso e probabilmente anche per una riedizione degli smartphone che dovrebbe essere presentata in autunno.

I recenti risultati trimestrali di Htc sono stati i peggiori degli ultimi 13 anni e il fatturato è sceso del 54,3% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Google, dal suo canto, non è nuova ad acquisizioni nel settore smartphone a dire il vero non proprio finite bene. Nel 2012 aveva acquistato la divisione Motorola Mobility per circa 12,5 miliardi di dollari, per poi svenderla due anni più tardi alla cinese Lenovo per 2,9 miliardi di dollari.

7.9.2017, 22:512017-09-07 22:51:00
@laRegione

Video / Premiati i vestiti che 'crescono' insieme ai bambini

Quest'anno il premio James Dyson per l'innovazione è andato a Petit Pli, una linea di abbigliamento concepita per crescere insieme al corpo dei bimbi...

Quest'anno il premio James Dyson per l'innovazione è andato a Petit Pli, una linea di abbigliamento concepita per crescere insieme al corpo dei bimbi che la indossano. Attraverso un sistema di pieghe a scomparsa, i vestiti creati dall'ingegnere Ryan Yasin possono essere indossati dai 6 ai 3 anni. Si tratta ancora di un prototipo, che il loro inventore spera tuttavia di portare presto sul mercato.

 

5.9.2017, 22:212017-09-05 22:21:00
@laRegione

Da oggi sarà più difficile salvare le canzoni da YouTube

Chiuderà YouTube-MP3.org, uno dei siti più utilizzati per salvare l'audio dei video di Youtube (caricando di fatto gratuitamente interi brani e canzoni...

Chiuderà YouTube-MP3.org, uno dei siti più utilizzati per salvare l'audio dei video di Youtube (caricando di fatto gratuitamente interi brani e canzoni).

È questo il risultato di una denuncia per violazione dei diritti d'autore presentata da colossi della musica quali Sony Music, Warner e Umg. L’accordo tra le parti sarà firmato nei prossimi giorni e la proprietà del dominio passerà a un fiduciario delle aziende discografiche.

Le major discografiche avevano consegnato ai giudici una lista di oltre 300 canzoni e la richiesta di 150mila dollari di danni per ogni violazione del copyright. Attualmente il servizio non èpiù accessibile.

4.9.2017, 16:142017-09-04 16:14:00
Luca Berti @laRegione

A tu per tu con i nuovi iPad Pro, sempre più Pro

In attesa dell'iPhone 8 e delle altre novità che Apple presenterà martedì di settimana prossima, abbiamo toccato con mano gli iPad Pro lanciati sul mercato da Apple...

In attesa dell'iPhone 8 e delle altre novità che Apple presenterà martedì di settimana prossima, abbiamo toccato con mano gli iPad Pro lanciati sul mercato da Apple in giugno. I nuovi tablet di fascia alta sono un "più" in tanti sensi. Vediamo perché.

Il piccolo si fa più grande

Il "paddino" da 9,7 pollici è cresciuto, assumendo la nuova diagonale da 10,5. Un ingrandimento di circa l'8% che garantisce  una dimensione di schermo di più ampia del 20% grazie a una maggiore gestione dei bordi. L'effetto è sicuramente impressionante, sopratutto per chi è affezionato al formato più piccolo, quello dei normali iPad, per intenderci.

Più potenti che mai con una batteria 'infinita'

In giugno è pure stato rinnovato l'iPad Pro da 12,9 pollici, che ha ricevuto una bella spinta in avanti dal punto di vista delle prestazioni. È lui che abbiamo provato negli scorsi mesi. Con in fratellino minore condivide il nuovo chipset A10x che rende la tavoletta fino al 30% più veloce nei calcoli e fino al 40% più performante sulla grafica. Considerando che già i suoi predecessori avevano caratteristiche di calcolo decisamente interessanti, nell'uso quotidiano la differenza di potenza tra nuovo e vecchio si fa notare solo raramente. Diverso il discorso quando la nuova Cpu viene messa alla prova con compiti particolarmente intensi, come il fotoritocco o l'elaborazione di video ad alta risoluzione: sembra che sia in grado di digerire qualsiasi cosa le si sottoponga senza battere ciglio.

Più potenza, in genere, corrisponde con minor vita della batteria? Ebbene no: gli ingegneri di Cupertino sono riusciti a garantire ai nuovi apparecchi la stessa durata di utilizzo con una sola carica rispetto ai predecessori, se non addirittura qualcosina in più. Apple parla di 10 ore di impiego, personalmente siamo riusciti ad andare oltre, prendendo appunti, navigando e scrivendo sull'arco di due giorni e mezzo, pause pranzo e riposo escluse ovviamente.

Per fotografi e artisti

Abbiamo messo alla prova l'iPad Pro da 12,9 pollici con Affinity, un ottimo software di fotoritocco, ottenendo prestazioni che ci saremmo sinceramente aspettati solo dai portatili di alta gamma. La possibilità di interagire direttamente con la foto sullo schermo ha facilitato alcune operazioni, mentre per altre l'assenza del mouse si è fatta sentire. Questione d'abitudine, sicuramente, che però è difficile da superare. A venirci incontro è lo stesso Affinity stesso, che mette a disposizione potenti algoritmi capaci di sopperire alle nostre imprecisioni. A migliorare ancora la situazione è stato poi l'uso dell'Apple Pencil, che anche in questa versione dell'iPad Pro mantiene la sua precisione.

Schermo reattivo e colori brillanti

Che gli iPad Pro ammicchino ad artisti e professionisti del settore audiovisivo non è certo una novità. I nuovi gingilli di Apple fanno un ulteriore passo avanti verso l'obiettivo fornendo i migliori schermi da sempre. La differenza tra vecchio e nuovo è notevole se comparata anche solo con la generazione precedente. La quantità di colori dei nuovi pannelli è aumentata e le tonalità sembrano più vive che mai, tanto che le foto e i video paiono prendere vita.

Ad aumentare ancora di più la sensazione di avere tra le mani il migior tablet di sempre è la reattività ai comandi. Una sensazione cui contribuisce  la nuova frequenza di aggiornamento dello schermo, raddoppiata a 120Hz. Ciò significa che tutti i movimenti risultano più fluidi, dando l'impressione che l'apparecchio segua ancora meglio i nostri comandi "a dito". Già il semplice spostarsi tra le schermate o il muovere icone risulta estremamente fluido.

Per ora solo alcune applicazioni traggono vantaggio dalla nuova velocità di aggiornamento delle immagini, mentre le altre continuano ad utilizzare il normale 60Hz. Vi è però da credere che saranno in molti i programmatori a tuffarsi su questa nuova caratteristica.

Il buono rimane e migliora

Detto della batteria che rimane 'infinita' (o almeno così pare), gli iPad Pro di ultima generazione ereditano dai predecessori tutte le caratteristiche che ne fanno un pad notevole. Intanto gli altoparlanti stereo, capaci di fornire un suono decisamente coinvolgente quando si ascolta della musica o si guardano dei filmati (per quest'ultimo compito è consigliata la versione da 12,9 pollici).

Rimane (e alcuni direbbero "ci mancherebbe altro") la Smart cover, ovvero la tastiera che si ripiega e protegge lo schermo, con caratteristiche pressoché invariate rispetto a prima, compresi i tasti dall'effetto gommoso che possono piacere oppure no.

Irrinunciabile – a nostro parere – l'Apple Pencil: senza di essa un iPad Pro non sarebbe un iPad Pro a pieno titolo. Prendere appunti e disegnare sulle tavolette di Apple è infatti come farlo su carta, con gli indubitabili vantaggi del fatto che il risultato è salvato in formato digitale. Per quanto ci riguarda il blocco degli appunti è da tempo relegato al cassetto della scrivania. Tanto più da quando, finalmente, Apple a questo giro ha risolto la questione di dove riporre il Pencil per il trasporto: le nuove tasche per iPad prevedono un apposito spazio un spazio. 

iOS 11

Il suo rilascio ufficiale è previsto, probabilmente, durante il Keynonte di settimana prossima, in concomitanza con la presentazione del nuovo iPhone. Da mesi, tuttavia, Apple ha già offerto ai clienti più curiosi (e temerari) la possibilità di toccare con mano il suo nuovo sistema operativo mobile in versione "preview". 

Lo abbiamo installato sull'iPad Pro da 19,2 pollici e siamo rimasti impressionati. iOS 11 è un salto avanti per il sistema operativo mobile di Apple: ora ammicca molto di più a MacOs e, più in generale, ai sistemi operativi dei portatili.

Il multitasking diventa ancora più semplice con il nuovo dock (la sezione di icone "fisse" sulla parte bassa dello schermo) che può essere richiamato anche senza uscire dall'app che si sta utilizzando: basta un gesto dal basso verso l'alto per avervi accesso. A questo punto basta tenere premuta l'icona dell'app e trascinarla sullo schermo per ottenere una versione "in finestra" dell'applicazione desiderate. Una caratteristica che va a rendere ancora più interessante il meccanismo di sdoppiamento dello schermo già introdotto nei precedenti sistemi operativi (e conservato anche in iOS 11).

Fa il suo debutto – e questa è un'eccellente notizia per più di qualcuno – anche il drag&drop, per cui sarà finalmente possibile allegare foto e documenti alle e-mail direttamente con un gesto del dito. Il tutto reso possibile anche dal fatto che, per la prima volta, su iOs compare anche un gestore di file simile al sistema a cartelle di MacOS.

In conclusione

I due iPad Pro sono avanti rispetto ai loro genitori. Conviene aggiornarsi? Dipende: 

  • Se possedete già un iPad da 12,9 pollici, l'aggiornamento porterà con sé un po' più di velocità e uno schermo nettamente migliore. Valutate voi se sono due caratteristiche per cui spendere 750 franchi (minimo).
  • Se possedete un iPad da 9,7 pollici, la nuova versione è decisamente da considerare: corpo leggermente più grande, ma schermo nettamente più spazioso e decisamente più "wow". Anche in questo caso, prezzo a partire da 750 franchi.
  • Se possedete un iPad datato e volete cambiarlo, considerate se – invece della versione 2017 – non vi convenga spendere qualcosa in più per comprarvi un iPad Pro: vi trovereste con un hardware decisamente migliore e con maggiori possibilità d'impiego (per esempio Smart Cover e Pencil non funzionano sui normali iPad.
  • Se dovete sostituire il vostro portatile, la scelta di passare a un iPad Pro dipenderà tanto da come volete impiegarlo. Il consiglio è di provarlo in prima persona in un negozio e farsi un'idea. Se il vostro dubbio portatilità, potenza e spazio, non avrete problemi: gli ultimi "Pro" sono leggeri, veloci e montano memorie fino a 512Gb.
1.9.2017, 21:412017-09-01 21:41:00
@laRegione

Dal Poli di Losanna il serpente robot

Un serpente robotizzato che si muove grazie a piccole camere d'aria, il cui riempimento e svuotamento gli permette di strisciare e arrampicarsi: questa l'idea di due ricercatori...

Un serpente robotizzato che si muove grazie a piccole camere d'aria, il cui riempimento e svuotamento gli permette di strisciare e arrampicarsi: questa l'idea di due ricercatori del Politecnico di Losanna, Matthew Robertson e Jamie Paik, che hanno spiegato il tutto sulla rivista 'Science Robotics'. Si tratta di un significativo passo avanti nello sviluppo di strumenti per l'esplorazione di luoghi pericolosi, ma anche di tecnologie dedicate alla pulizia di vetri, al trasporto di oggetti e ad altri lavori domestici.
 

30.8.2017, 14:302017-08-30 14:30:00
@laRegione

Quel che è cambiato in 100 mesi di tecnologia

Refresh numero 100: dalla prima edizione (era il 2009) la tecnologia è cambiata e ci ha cambiati: la velocità di internet è aumentata vertiginosamente e oggi salviamo file...

Refresh numero 100: dalla prima edizione (era il 2009) la tecnologia è cambiata e ci ha cambiati: la velocità di internet è aumentata vertiginosamente e oggi salviamo file, foto e contatti del cellulare nel ‘cloud’ in barba alle pennine Usb. Si è sviluppata l’intelligenza artificiale e la domotica sta modificando le nostre case. E non è finita. Ecco cosa c’era otto anni fa, cosa c’è oggi e cosa ci sarà.

Nel 2009 l’iPhone costava 299 dollari e non mandava messaggi con foto. Cento mesi dopo, cento puntate di Refresh più tardi, le cose sono un po’ cambiate. Siamo a fine agosto del 2017 e uno smartphone di alta gamma può costare oltre mille franchi, l’Mms è già morto mentre con le App si inviano foto e filmati a costo zero. Gli anni volano e la tecnologia anche di più. Nelle prime cento Refresh ve l’abbiamo raccontata un pezzo per volta, sotto angolazioni diverse e fornendo prospettive aggiornate. Ecco quindi che nella puntata 100 abbiamo raccolto, in ordine sparso, cosa abbiamo trattato in questi otto anni, come sono cambiate le tecnologie e cosa bisogna aspettarsi per il futuro.

Touchscreen

“Buttate la tastiera e il mouse, la rivoluzione degli schermi tattili è alle porte” scrivevamo il 16 marzo 2010. Oggi la tecnologia “touch” è ovunque, dagli smartphone (dove ha preso lo slancio già nel 2007 con l’avvento del primo iPod touch) ai portatili. Quasi paradossalmente l’unico produttore di computer che non offre un modello sensibile al tatto è Apple, che riserva il ‘touch’ per iPad e iPhone.  

Il nuovo modo di rapportarsi ai gingilli elettronici non ha però sostituto altri modi di interazione (tastiere e mouse rimangono al loro posto, per intenderci): si è semplicemente trovato una propria collocazione; per questo in futuro non vi è motivo di credere che le cose cambieranno molto.

Alta definizione

“Mentre il mercato sta velocemente migrando verso lo standard Hd e verso il 3D ‘domestico’, i ricercatori lavorano già alla prossima rivoluzione”. Nel gennaio 2010 già si parlava di ultradefinizione, ma allora nessuno scommetteva che le televisioni e i contenuti a 4K sarebbero arrivati così velocemente sul mercato. Oggi un semplice telefonino di gamma medio-alta è in grado di registrare video ad altissima definizione, mentre le tivù nei negozi di elettronica fanno orgogliosamente sfoggio del marchio 4K, glissando sul fatto che i contenuti offerti in quel formato scarseggiano assai. Il cambiamento verso il 4K arriverà (sta già arrivando invero) dai servizi di contenuti in streaming (Netflix sopra tutti) che possono oggi approfittare della sempre più alta velocità di connessione alla rete.

Internet super-veloce

Kilobit, megabit, gigabit al secondo. E poi 2G, 3G e 4G. Negli ultimi otto anni la velocità di connessione a internet è cresciuta a dismisura. Così se nel 2009 (era ottobre) si parlava al futuro di fibra ottica portata sull’uscio di casa, oggi 1 gigabit di connessione è alla portata di molti. Nel 2010 (agosto) a tenere banco era la sete di banda dei telefonini – che in Svizzera raddoppia ogni otto mesi – con i primi test dell’Lte, ovvero l’attuale 4G. Ai tempi si navigava in 3G a circa 28 megabit al secondo, mentre alla sua prima introduzione il 4G toccava i 50 megabit, come avevamo tastato con mano nel dicembre del 2012. Oggi si guarda già all’avvento del 5G (alcuni operatori inizieranno i test a breve) con i suoi 10 gigabit al secondo, ovvero dieci volte gli attuali collegamenti domestici in fibra ottica. In pratica si navigherà più velocemente dallo smartphone che da casa.

Che la banda si sia allargata è dimostrato anche dalle regolamentazioni: nel dicembre del 2011, il Consiglio federale aveva appena portato da 600 a 1’000 kbit al secondo la velocità minima da includere nel servizio universale (offerto

attualmente da Swisscom). L’anno prossimo, con la nuova concessione, il valore triplicherà: 3’000 kbit come minimo per ogni economia domestica.

Cloud

Negli ultimi otto anni le nuvole sono entrate nelle nostre vite: le aziende col tempo hanno trasferito parte o tutta la loro attività informatica nel ‘cloud’, mentre i servizi ai consumatori proposti da grandi ditte come Google, Apple e Microsoft hanno portato anche i privati a salvare sempre di più i propri file in rete. Strumenti come Word ed Excel sono pure stati fagocitati dalla nuvola e sono utilizzabili direttamente dal browser. “C’era un tempo in cui si girava con le chiavette Usb in tasca – ricordavamo già nel 2012 parlando del fenomeno –. Erano i tempi dei numeri salvati sulle Sim”. Ora invece è lo stesso smartphone a registrarli in rete in modo da ritrovarli nel prossimo telefonino che compreremo.

Tablet e Wearable

Il 2011 non fu propriamente l’anno dei tablet, come ipotizzavamo a gennaio di quell’anno. C’è voluto qualche tempo in più per vedere la tavoletta digitale diffondersi. Oggi sembra abbia trovato una sua collocazione nel mondo, con i produttori di questi apparecchi (Apple in testa) che puntano a sostituire i computer portatili. Invano, per ora. Negli scorsi anni a crescere sono stati invece i cosiddetti wearables, ovvero la tecnologia indossabile. Punta di diamante: gli smart-watch e i dispositivi per il fitness.

Domotica

Nel 2010 a ‘preoccuparci’ era l’assenza di robot domestici: “Dove è finita Rosie, la casalinga robotica dei Jetsons?” ci chiedevamo. Allora la domotica non stava decollando granché e a tutt’oggi i frigoriferi intelligenti che ci avevano promesso non si vedono ancora. In compenso Google, Apple e Amazon hanno  messo sul mercato i loro assistenti casalinghi in grado di connettersi con tutti gli aggeggi ‘smart’ già installati in casa (come i termostati) e trasformare così l’abitazione in una reggia comandabile tramite la voce.

Intelligenza artificiale

E mentre noi sostituivamo il vecchio termoregolatore con uno comandabile dallo smartphone, in stabilimenti lontani, lontani l’intelligenza artificiale si sviluppava in altri modi grazie ad algoritmi capaci di auto-apprendere e auto-programmarsi. Ne parlavamo nel 2014, facendo notare come “le macchine stanno imparando, conquistano il mondo digitale e a volte sconfinano in quello reale. (...) Manca loro solo l’intelligenza, ma chi se ne intende assicura: l’avranno entro una quindicina d’anni. E allora scopriremo cosa pensano davvero dei loro creatori”. Attualmente pilotano aerei, guidano auto e imparano senza che debbano essere istruite: come Watson (Refresh, aprile 2015), il cervellone della Ibm in grado di leggere diagnosi e prognosi scritte dai dottori e di suggerire terapie basandosi su una mole di dati umanamente non accessibili. Un risultato sbalorditivo che diventerà quasi fantascientifico quando questi programmi saranno dati in pasto a computer quantistici dalla potenza... stratosferica. Nasa e Google ci hanno già provato: pochi bit quantici hanno battuto i modernissimi supercomputer 1’000 a 1. I nuovi quantocomputer saranno così al di fuori persino della nostra intelligenza.

E non è finita...

In questi cento mesi dalla prima puntata di Refresh la tecnologia è cambiata e ci ha cambiati. È un’evoluzione dove nulla rimane uguale: non si è salvata neppure l’Usb, che nel  maggio 2012 definivamo “la porta per tutto” e che ora verrà sostituita dalla più piccola Usb Type-C.  E non è sicuramente finita qui.

18.8.2017, 23:382017-08-18 23:38:43
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Usa: microonde e laser per bloccare gli attentati con le auto

Fermare un'auto o un camion lanciati a grande velocità contro la folla, come quelli usati negli attentati che hanno colpito negli ultimi mesi...

Fermare un'auto o un camion lanciati a grande velocità contro la folla, come quelli usati negli attentati che hanno colpito negli ultimi mesi Barcellona, Stoccolma, Berlino, Londra e Nizza, senza usare armi da guerra e provocare ulteriori vittime. E' questa la sfida che la tecnologia potrebbe vincere grazie a nuovi dispositivi a microonde e laser, sviluppati in questi ultimi anni per le operazioni militari.

L'Esercito Usa, in particolare, ha realizzato un 'cannone a microonde', l'E2V RF Safe Stop, già adottato anche da alcuni corpi di polizia degli Stati Uniti. Questo strumento funziona sfruttando fasci non letali di energia ad alta intensità, analoga a quella dei forni da cucina a microonde: puntati verso il veicolo da bloccare, provocano il collasso dei dispositivi elettrici ed elettronici e quindi l'immediato arresto del mezzo.

Basato su brevetti della Teledine e2v Technologies, questo 'raggio della morte' per i motori degli autoveicoli (denominato Directed Energy Weapon) raggiunge obiettivi in movimento senza danni alle persone. Nato come un vero proprio 'cannone', pesante circa 350 kg, il dispositivo inizialmente doveva essere installato a bordo di furgoni o pick-up. Ma oggi, grazie alla miniaturizzazione dei componenti, RF Safe Stop è grande poco più dei radar portatili che vengono impugnati dagli agenti per controllare la velocità.

Sono invece ancora allo studio armi 'anti-attentato' basate sulla tecnologia laser. Le Forze armate Usa hanno sperimentato sul campo armamenti laser di varia grandezza, in grado di far saltare in aria droni e piccole imbarcazioni, ma la lotta al terrorismo richiede dispositivi non letali, per evitare di uccidere persone innocenti.

Accordi internazionali vietano di usare il laser in combattimento per accecare, specialmente i piloti, ma questa restrizione non è prevista esplicitamente nella lotta al terrorismo. A questo proposito, l'esercito cinese ha annunciato di aver messo in campo speciali fucili laser in grado di 'accecare' terroristi, ma anche droni, che ha deciso di destinare anche all'esportazione.

Esistono però anche soluzioni 'a bassa tecnologia' che potrebbero essere utilizzate nelle aree più a rischio, come i cordoli sopraelevati per i marciapiedi e i dissuasori 'tagliagomme' utilizzati per impedire gli accessi nelle zone vietate o l'uscita contromano dai parcheggi. Sistemi che possono essere anche controllati e attivati a distanza, permettendo il passaggio sul marciapiede dei mezzi per la pulitura o di quelli di soccorso. Una soluzione del genere è stata adottata a Nizza, a tempo di record, per evitare nuovi attentati nella zona colpita nel 2016. (Ansa).

11.8.2017, 10:462017-08-11 10:46:00
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Se vuoi ti pago con WhatsApp

WhatsApp sempre più vicina ai pagamenti elettronici. In una nuova versione beta (quindi in fase sperimentale) dell’applicazione per Android sarebbe stato avvistato in rete il supporto a...

WhatsApp sempre più vicina ai pagamenti elettronici. In una nuova versione beta (quindi in fase sperimentale) dell’applicazione per Android sarebbe stato avvistato in rete il supporto a Payments, un sistema di pagamento sfruttabile dagli utenti. Dovrebbe trattarsi di una modalità per trasferire denaro tramite UPI (Unified Payments Interface), da banca a banca: insomma, oltre ai messaggi gli utenti potranno inviare su WhatsApp anche denaro ai propri contatti. Un servizio che l’app WeChat offre già in Cina. WhatsApp, a questo punto, seguirebbe la strada già presa per ora solo negli Stati Uniti da Facebook Messenger, altra app dell’universo di Mark Zuckerberg.

Indiscrezioni sui pagamenti via WhatsApp erano già emerse ad aprile scorso, grazie al sito indiano The Ken, poiché era sembrato che il lancio della funzione dovesse avvenire in via sperimentale proprio in quel Paese. Secondo le rilevazioni qualche giorno fa, WhatsApp ha raggiunto il traguardo di un miliardo di utenti giornalieri, che salgono a 1,3 miliardi su base mensile. Nel febbraio 2016 la compagnia, di proprietà di Facebook, aveva invece reso noto il raggiungimento del miliardo di utenti attivi mensilmente. Ogni giorno, ha fatto sapere WhatsApp sul suo blog, gli utenti si scambiano 55 miliardi di messaggi. Le foto condivise quotidianamente sono 4,5 miliardi; 1 miliardo i video. L’applicazione supporta al momento 60 lingue.

10.8.2017, 14:522017-08-10 14:52:29
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Allo studio il consulente del click

Conviene cliccare su un link trovato su Internet o facendolo condividiamo troppi dati privati? Un algoritmo sviluppato da Mahsa Taziki, ricercatrice del Politecnico federale di...

Conviene cliccare su un link trovato su Internet o facendolo condividiamo troppi dati privati? Un algoritmo sviluppato da Mahsa Taziki, ricercatrice del Politecnico federale di Losanna (EPFL), potrà rispondere alla domanda facendo da "consulente dei click". I suggerimenti online possono essere molto utili, ma quante informazioni vengono diffuse con un click non è sempre chiaro all’utente.

Il nuovo algoritmo è stato sviluppato per creare trasparenza, si legge in un comunicato odierno dell’EPFL. Viene infatti valutato il numero di informazioni che vengono inviate con un click, mettendole in rapporto con l’utilità che ne deriva per l’utilizzatore. Il sistema mostrerà infine, attraverso un codice colorato, il rapporto costi-benefici. "Alcuni click sono molto utili e non intaccano quasi per niente la sfera privata, altri sono invece l’esatto opposto", ha detto Mahsa Taziki, citata nella nota.

A differenza dei programmi che bloccano le pubblicità, che agiscono indistintamente, il nuovo algoritmo suggerisce semplicemente quali click possono risultare utili e quali no. Sarà ad ogni modo sempre l’utente a prendere la decisione finale. Il sistema non è però ancora pronto per il mercato: Taziki vuole continuare a svilupparlo. Fra le altre cose è in programma un’estensione, che durante la navigazione avverte dei siti che si prendono troppe libertà con le informazioni personali. "Vogliamo dare agli utenti i vantaggi di un consulente, che però gli lasci il totale controllo sui dati", ha sottolineato la ricercatrice.

31.7.2017, 14:382017-07-31 14:38:40
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Giovani connessi: nel mondo sette su dieci

Circa il 70% dei giovani a livello mondiale è connesso a Internet. In aumento di oltre il 20% annuo negli ultimi cinque anni, gli utenti a banda larga dovrebbero...

Circa il 70% dei giovani a livello mondiale è connesso a Internet. In aumento di oltre il 20% annuo negli ultimi cinque anni, gli utenti a banda larga dovrebbero raggiungere i 4,3 miliardi entro la fine del 2017, ha reso noto oggi a Ginevra l’Unione internazionale delle telecomunicazioni. La quota dei giovani connessi raggiunge il 90% nei Paesi sviluppati, e supera l’80% in oltre 100 Stati del mondo. Il tasso arriva però solamente a due terzi nei Paesi in via di sviluppo e al 30% in quelli meno avanzati. Il 90% di coloro che non utilizzano Internet si trovano in Africa o nell’area Asia/Pacifico.