Svizzera

Oggi, 07:382017-10-18 07:38:00
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In circolazione da oggi i nuovi 10 franchi

La nuova banconota da 10 franchi è entrata in circolazione oggi. Il lancio del nuovo taglio avviene un anno e mezzo dopo l’apparizione della nuova banconota da 50 franchi,...

La nuova banconota da 10 franchi è entrata in circolazione oggi. Il lancio del nuovo taglio avviene un anno e mezzo dopo l’apparizione della nuova banconota da 50 franchi, la prima della nona serie con il tema "la Svizzera nei suoi molteplici aspetti".

La banconota si conferma di colore giallo come quella destinata ad andare in pensione. A livello grafico, il ritratto di Le Corbusier, in circolazione dall’aprile 1997, ha lasciato il posto a diverse rappresentazioni il cui elemento principale è il tempo cronologico.

I motivi marcanti presenti su tutte le nuove banconote sono la mano – in questo caso di una direttrice d’orchestra – e il globo, stavolta caratterizzato dai fusi orari. Sulla striscia di sicurezza è raffigurata la rete ferroviaria svizzera e sono elencate le più lunghe gallerie ferroviarie della Svizzera.

Sul retro del biglietto da 10 franchi, leggermente più piccolo di quello vecchio, sono visibili un tunnel, "parte della fitta rete ferroviaria elvetica, il cui funzionamento presuppone buona organizzazione e precisione cronometrica", il meccanismo di un orologio, che "simboleggia un’organizzazione ben funzionante" e una porzione della rete ferroviaria svizzera.

La prossima banconota sarà quella da 200 franchi, che sarà emessa nell’autunno del 2018. Gli ultimi due tagli della nuova serie, i biglietti da 1’000 e da 100 franchi, saranno messi in circolazione nel corso del 2019.

Tutte le nuove cartamonete si contraddistinguono per "l’innovativa combinazione di complesse caratteristiche di sicurezza con una veste grafica sofisticata e garantiscono un’elevata sicurezza anticontraffazione", afferma l’istituto di emissione.

Le banconote dell’ottava serie, entrata in circolazione tra il 1995 e il 1998, continueranno – fino a nuovo avviso – a valere come mezzo di pagamento legale. (Ats)

Oggi, 07:092017-10-18 07:09:45
David Leoni @laRegione

Uffici postali, la Commissione delle telecomunicazioni del Nazionale chiede un intervento governativo

La riorganizzazione della rete degli uffici postali sta suscitando malumore e inquietudine tra la...

La riorganizzazione della rete degli uffici postali sta suscitando malumore e inquietudine tra la popolazione. Per questo motivo, al pari del Consiglio degli Stati, anche la Commissione delle telecomunicazioni del Nazionale chiede al governo di intervenire presso la ex regia federale. Con 24 voti contro 1, la commissione propone al plenum di adottare una mozione del Consiglio degli Stati, che esige dalla Posta la presentazione di un progetto di pianificazione della rete degli uffici. Il Consiglio federale dovrà in seguito sottoporre al Parlamento entro un anno una proposta di revisione dei criteri che definiscono il servizio pubblico nella legislazione concernente la Posta. Tali criteri dovranno tenere conto delle particolarità regionali, delle condizioni specifiche di mobilità, nonché delle diverse categorie di utenti dei servizi postali. Secondo la mozione, il Parlamento dovrà essere maggiormente coinvolto nel processo di riorganizzazione della Posta. Le indicazioni fornite dal governo alla ex regia federale sono infatti considerate "troppo vaghe". Lo scorso autunno la Posta ha annunciato che intende chiudere nei prossimi quattro anni 600 uffici. A giugno ha invece indicato che 765 uffici in tutta la Svizzera saranno salvaguardati perlomeno fino al 2020, mentre altri 459 saranno posti sotto osservazione. Oltre a ciò il "gigante giallo" ha reso noto che vuole aumentare i punti di accesso di 350 unità. Il programmato processo di trasformazione dei tradizionali uffici postali in semplici "agenzie" solleva però malcontento. Per questo il Parlamento ha già invitato la Posta a meglio considerare le necessità dei diversi gruppi di utenti.

Ieri, 17:442017-10-17 17:44:10
laRegione Ticino

A Losanna apre i battenti “Aquatis”, il più grande acquario d'acqua dolce del continente europeo

Aquatis, il più grande acquario - con annesso vivaio - d'acqua dolce d'Europa aprirà i battenti al...

Aquatis, il più grande acquario - con annesso vivaio - d'acqua dolce d'Europa aprirà i battenti al pubblico sabato a Losanna. Ospita circa 10'000 pesci che vivono in Europa, Africa, Asia, Oceania e Sudamerica. Nell'edificio a sfera, ricoperto di scaglie argentate, i visitatori potranno osservare anche un centinaio di rettili e anfibi, ha indicato oggi Bernard Russi, patron del gruppo BOAS, uno dei principali investitori. Complessivamente, Aquatis comprende 46 acquari, vivai e terrari, per un totale di circa 3500 mq. Ispirata al cinema, la scenografia - precisa Russi - è totalmente immersiva e interattiva, grazie al ricorso a tecnologie digitali innovative. L'affluenza è stimata dai promotori a 450'000 visitatori il primo anno, una cifra che dovrebbe scendere a 400'000 negli anni successivi.

 

Ieri, 13:272017-10-17 13:27:03
@laRegione

Pro Tell si dice 'dispiaciuta'

Pro Tell è "dispiaciuta" del fatto che il neoeletto consigliere federale Ignazio Cassis abbia deciso di lasciare l’associazione. L’organizzazione che si batte contro qualsiasi...

Pro Tell è "dispiaciuta" del fatto che il neoeletto consigliere federale Ignazio Cassis abbia deciso di lasciare l’associazione. L’organizzazione che si batte contro qualsiasi inasprimento del diritto delle armi in Svizzera dice però di "capire" le sue ragioni. In un comunicato Pro Tell dice di "non ignorare il fatto che possa essere difficile continuare a mostrare pubblicamente l’appartenenza a una associazione che combatte apertamente un progetto recentemente messo in consultazione" dal governo. L’associazione fa riferimento allo sviluppo dell’acquis di Schengen, che prevede controlli più severi sulle armi. Stando al progetto del Consiglio federale, in futuro chi vorrà tenere l’arma dopo il servizio militare dovrà fare parte di una società di tiro o dimostrare di esercitarlo con regolarità. Nel comunicato, Pro Tell ringrazia Cassis di "aver avuto il coraggio di confermare pubblicamente e in modo trasparente il suo impegno per un diritto liberale delle armi". L’associazione ricorda peraltro che il neo consigliere federale era già membro del gruppo d’interesse "Libertà e Valori", che ha obiettivi simili. Pro Tell indica anche che, grazie al battage mediatico sollevato dalla questione, in pochi giorni ha potuto registrare 160 nuove adesioni. Quanto alla direttiva dell’Unione europea sulle armi, l’associazione promette fin d’ora il lancio del referendum.

Ieri, 11:382017-10-17 11:38:20
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L'orario 2018 delle Ffs è online

Il nuovo...

Il nuovo orario per il 2018 dei treni che attraversano la Svizzera da lunedì non ha più segreti. Le Ferrovie hanno messo a disposizione sul portale Ffs.ch e su Mobile Ffs tutte le informazioni. Sulla strada ferrata il piano sarà operativo dal 10 dicembre prossimo. Le Ffs confermano di aver raggruppato e semplificato le designazione dei convogli nel traffico a lunga percorrenza e di aver introdotto un sistema di numerazione standard per i treni Ir e Ic nazionali.

Nella rete è 'finito' anche il collegamento transfrontaliero Stabio-Arcisate che, in coincidenza con il cambio d'orario, entrerà in funzione collegando, alfine, Lugano e Mendrisio a Varese. 

Ieri, 11:042017-10-17 11:04:37
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San Gallo, uccide il fratello con una coltellata

Una lite in famiglia è finita nel sangue, lunedì nel primo pomeriggio, a Bazenheid, nel canton San Gallo. Uno svizzero di 28 anni ha ferito mortalmente il fratello...

Una lite in famiglia è finita nel sangue, lunedì nel primo pomeriggio, a Bazenheid, nel canton San Gallo. Uno svizzero di 28 anni ha ferito mortalmente il fratello di 33 con un coltello nell’appartamento dei genitori. La polizia lo ha arrestato poco dopo. Un altro fratello e i genitori erano presenti, ma non hanno potuto impedire il dramma, scrive in una nota diramata oggi la Polizia cantonale, senza fornire indicazioni sui motivi della lite, che sono oggetto dell’inchiesta penale subito aperta dalla Procura.

Il fratello accoltellato, gravemente ferito, è stato in grado di lasciare l’appartamento e di recarsi in un vicino studio medico, dove ha ricevuto le prime cure. L’uomo è stato in seguito elitrasportato dalla Rega all’ospedale, dove è però spirato, un’ora e mezzo circa dopo la disputa. Il fratello 28enne è stato arrestato sul luogo del dramma e non ha opposto resistenza. La polizia ha sequestrato l’arma del delitto, ha detto all’Ats il portavoce della polizia Hanspeter Krüsi. Il cadavere è stato portato all’Istituto di medicina legale per essere esaminato. I famigliari hanno ricevuto assistenza psicologica. Secondo la nota di polizia, entrambi i fratelli coinvolti nella disputa fatale non vivevano più a casa dei genitori a Bazenheid, località situata pochi chilometri a sud di Wil e frazione del comune di Kirchberg, nel Basso Toggenburgo.

Ieri, 09:342017-10-17 09:34:14
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Trapianto di organi, lanciata iniziativa sul 'consenso presunto'

Una iniziativa popolare per introdurre il modello del "consenso presunto" nella donazione di organi. Lo ha lanciato oggi l’ong giovanile Junior...

Una iniziativa popolare per introdurre il modello del "consenso presunto" nella donazione di organi. Lo ha lanciato oggi l’ong giovanile Junior Chamber International con il sostegno di Swisstransplant. Attualmente in Svizzera il prelievo di organi destinati al trapianto è possibile solo in caso di consenso del donatore o dei suoi famigliari. Con il principio del "consenso presunto", l’espianto di organi sarebbe invece sempre consentito in assenza di un esplicito rifiuto. In una nota, la sezione della Riviera vodese dello JCI, all’origine dell’iniziativa (ufficialmente denominata "Favorire la donazione di organi e salvare vite umane"), ricorda che ogni anno nella Confederazione circa 100 persone muoiono in mancanza di organi disponibili. Oltre 1'480 pazienti sono inoltre in attesa di un trapianto. Lo JCI sottolinea poi che il tasso di donazioni in Svizzera – 14,2 donatori per milione di abitanti – è due volte più basso rispetto a Francia, Austria e Italia; Paesi dove vige il modello del "consenso presunto".

Per rispettare la volontà di coloro che non desiderano donare i propri organi, il comitato d’iniziativa propone la creazione di un registro ufficiale nazionale. Se il nome del defunto non figurerà su tale elenco si dovrà presupporre che questi fosse favorevole alla donazione. Lo JCI ha già incassato, come detto, il sostegno della Fondazione nazionale svizzera per il dono e il trapianto di organi, che già in settembre aveva deciso di appoggiare l’iniziativa lanciata oggi. Nella nota, lo Junior Chamber International afferma che anche il consigliere di Stato vodese responsabile della sanità Pierre-Yves Maillard è favorevole al testo.

A livello politico, lo scorso maggio il Consiglio federale aveva detto di non voler cambiare per ora la prassi in materia di donazione di organi. Solo alla conclusione del piano d’azione "Più organi per i trapianti", a fine 2018, sarà possibile valutare se sono necessarie misure, aveva affermato l’esecutivo. In precedenza, nel 2015, le Camere federali avevano approvato una modifica della Legge sui trapianti. Durante i dibattiti, il Parlamento aveva però bocciato l’introduzione del principio del "consenso presunto". Tale modello potrebbe ora tornare d’attualità.

Ieri, 08:202017-10-17 08:20:50
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L'idea di una cassa malati unica per cantone piace agli svizzeri. Ticinesi aperti alla proposta

Una cassa unica per cantone: l'idea piace a quasi due terzi del campione di popolazione svizzera interrogato....

Una cassa unica per cantone: l'idea piace a quasi due terzi del campione di popolazione svizzera interrogato. La proposta, già da tempo oggetto di discussioni in Svizzera romanda, seduce infatti il 64.4.% degli assicurati elvetici. Prevedendo un forte aumento dei premi di assicurazione malattia per il 2018, bonus.ch ha ritenuto opportuno conoscere l’opinione degli assicurati sulla proposta di creazione di una cassa unica per cantone.

Nell’ambito del suo ultimo sondaggio sul livello di soddisfazione degli assicurati riguardo la propria cassa malati, i partecipanti hanno avuto, tra l’altro, la possibilità di esprimere la propria opinione valutando la proposta di una cassa unica sulla seguente scala: "ottima", "buona", "soddisfacente", "insoddisfacente", "mediocre", "inaccettabile" e "non so". Ulteriore senso al dibattito dà il recente annuncio del lancio di una nuova iniziativa da parte dei consiglieri di Stato Mauro Poggia e Pierre-Yves Maillard. A livello regionale, nel Paese sono evidenti le differenze. Con il 71.4% e il 65.4% di giudizi favorevoli (da "buono" a "ottimo"), romandi e ticinesi sembrano i più aperti nei confronti della proposta di una cassa unica per cantone. Un po’ più indietro la Svizzera tedesca, con il 51.5% di valutazioni favorevoli. Come rivela l’indagine, una parte della popolazione non sembra essersi fatta un’opinione in proposito: l’11.7% dei ticinesi, il 9.2% dei romandi e l’8.8% degli assicurati svizzeri tedeschi hanno palesato indecisione rispondendo "non so".

Le donne risultano avere maggiori riserve su questa eventuale modifica, con il 60.3% di valutazioni positive (da "buono" a "ottimo") contro il 66.7% per la popolazione maschile. Dall’indagine emerge, inoltre, che l’età non è un fattore determinante per quanto riguarda l’opinione dei partecipanti: se tra gli assicurati di età inferiore ai 25 anni la percentuale di valutazioni positive è del 71.4%, si riscontra un’alta percentuale di opinioni favorevoli anche tra gli assicurati che hanno superato tale soglia di età (66.7%).

Tirando le somme, sebbene la parte svizzera tedesca del campione sembri emettere riserve sulla proposta di creazione di una cassa unica per cantone, ad essere favorevoli a questa possibilità sono quasi due assicurati svizzeri su tre. Per quanto rinnovata e modificata, tuttavia, ancora una volta la proposta di una cassa unica non apporta risposte concrete alla questione del controllo dei costi sanitari. Appare dunque inevitable, in un futuro prossimo, affrontare il tema della riduzione del catalogo delle prestazioni.

16.10.2017, 17:262017-10-16 17:26:00
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Atti vandalici nel cimitero di Losanna, l'area musulmana sarà videosorvegliata

Dopo gli atti di vandalismo commessi nel fine settimana nell’area musulmana del cimitero di Bois-de-Vaux a Losanna, il Comune non...

Dopo gli atti di vandalismo commessi nel fine settimana nell’area musulmana del cimitero di Bois-de-Vaux a Losanna, il Comune non esclude di ricorrere a misure di sorveglianza, quali le telecamere. L’estrema sinistra, dal canto suo, ha convocato un raduno contro l’islamofobia. Il Municipio "sta valutando diverse possibilità, fra le quali la videosorveglianza", ha indicato oggi all’ats il municipale in carica della sicurezza Pierre-Antoine Hildbrand. "Dovranno esserne valutati gli aspetti legali, tecnici e finanziari". I servizi comunali, dal canto loro, si stanno attivando per riordinare l’area e cancellare le scritte ostili ai musulmani scoperte nel cimitero sabato. L’inchiesta sugli atti di vandalismo è in corso, con l’analisi degli elementi raccolti sul posto, riferisce la polizia comunale. Oltre alla costernazione e alla preoccupazione dei musulmani e delle loro associazioni, le reazioni agli atti di vandalismo sono anche politiche: SolidaritéS ha convocato per dopodomani un raduno contro il razzismo e l’islamofobia. Probabilmente la notte da venerdì a sabato, ignoti hanno preso di mira l’area musulmana del cimitero losannese con scritte ostili, lapidi rovinate e fiori dispersi.

16.10.2017, 15:462017-10-16 15:46:53
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Accoltellati marito e moglie. La donna è morta, in manette il figlio

Una coppia è stata pugnalata ieri a La Chaux-de-Fonds (NE): una donna di 62 anni è deceduta e il marito di 36 anni è stato gravemente ferito...

Una coppia è stata pugnalata ieri a La Chaux-de-Fonds (NE): una donna di 62 anni è deceduta e il marito di 36 anni è stato gravemente ferito. I due presunti autori del fatto di sangue, fra i quali il figlio della vittima, sono stati arrestati. La polizia è stata allertata verso le 21:30. In un’abitazione, gli agenti hanno rinvenuto il corpo privo di vita della donna, sul quale sono state rilevate ferite di un’arma da taglio, riferisce oggi la polizia cantonale neocastellana. I primi elementi raccolti sul posto hanno permesso di identificare i presunti autori. Il figlio della vittima, un uomo di 31 anni residente nella regione, è stato arrestato una quarantina di minuti dopo il dramma, mentre la persona che lo aveva accompagnato si è presentata alla polizia nella notte. Riuscito a mettersi in salvo presso i vicini, il marito della vittima è stato trasportato in elicottero all’Inselspital di Berna. La sua vita non è in pericolo. Un’inchiesta è stata aperta per chiarire le cause e le circostanze in cui è avvenuto il dramma.

16.10.2017, 14:052017-10-16 14:05:00
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Argovia, i lingotti ritrovati in un prato vanno al Comune

I due lingotti d’oro del valore complessivo di 100’000 franchi trovati in un prato da due dipendenti di Klingnau nel 2012 diventeranno di proprietà del...

I due lingotti d’oro del valore complessivo di 100’000 franchi trovati in un prato da due dipendenti di Klingnau nel 2012 diventeranno di proprietà del comune argoviese. I detentori legali non sono stati trovati.

Secondo il codice civile un oggetto perso diventa di proprietà di chi lo ha trovato se il detentore legale non si annuncia entro un periodo di cinque anni.

Diversi possibili proprietari si sono fatti avanti poco prima della scadenza del termine, ovvero il 28 giugno, informa un comunicato odierno della polizia regionale. Approfondite indagini hanno però dimostrato che l’oro non può essere attribuito a nessuno di questi. I preziosi oggetti vanno quindi ora al comune, situato al confine con la Germania.

Il ritrovamento "senza precedenti" risale al 28 giugno 2012. I lingotti, privi di punzonatura, erano avvolti nella carta velina legata con del nastro adesivo. Si trovavano in un sacco di plastica, nascosto nell’erba alta vicino ad un arbusto. I due impiegati del comune li hanno trovati mentre stavano tagliando l’erba.

Poiché il ritrovamento si è verificato mentre i dipendenti si trovavano in un rapporto di lavoro pubblico, secondo il codice delle obbligazioni, i lingotti vanno al datore di lavoro, ovvero al comune di Klingnau. I due lavoratori riceveranno come da prassi il 10% del valore degli oggetti trovati, ha riferito l’esecutivo. I preziosi verranno consegnati venerdì alle autorità comunali.

Su uno dei lingotti gli specialisti della polizia scientifica hanno scoperto l’impronta digitale di un cittadino bosniaco che al momento del ritrovamento si trovava in prigione. Il Ministero pubblico argoviese ha archiviato un procedimento penale nel 2015, dopo essere arrivato alla conclusione che non esistono prove che i lingotti siano stati rubati.

16.10.2017, 11:262017-10-16 11:26:52
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La droga prende il 'volo', nel terzo trimestre 22 arresti all'aeroporto di Zurigo

Rappresentanti della dogana e delle forze dell’ordine hanno arrestato – nel terzo trimestre del 2017 – 22 persone all’aeroporto...

Rappresentanti della dogana e delle forze dell’ordine hanno arrestato – nel terzo trimestre del 2017 – 22 persone all’aeroporto di Zurigo in possesso di sostanze stupefacenti. Si tratta di 18 uomini e quattro donne di età compresa fra i 19 e i 49 anni, precisa la locale Polizia cantonale in una nota odierna. Gli individui fermati provenivano prevalentemente da Svizzera, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Lituania, Svezia e Brasile. Sono stati sequestrati in totale 1'370 chili di khat, 15 di cocaina ed eroina e 8'100 'pasticche tailandesi', prodotto a base di metanfetamine con struttura chimica simile all’ecstasy. In termini di paragone, lo scorso anno durante lo stesso periodo il 'bottino' era stato di 68 kg di khat, 10 di cocaina ed eroina, 9 di hashish e marijuana, 2'230 'pasticche tailandesi' e 17 chili di droghe di sintesi.

I corrieri, fa sapere la polizia, cercano di contrabbandare la cocaina nascondendola in ovuli inghiottiti, in bagagli a doppio fondo e in flaconi di shampoo. Khat ed eroina vengono occultati in valigie e borse da viaggio. Sostanze illecite sono anche state scoperte all’interno di spedizioni postali.

16.10.2017, 10:312017-10-16 10:31:09
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Organizzazione criminale georgiana attiva (anche) in Ticino, due esponenti a processo 

Si apre stamani, lunedì, al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona il processo contro due presunti esponenti dell...

Si apre stamani, lunedì, al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona il processo contro due presunti esponenti dell’organizzazione criminale georgiana Vory v Zakone (letteralmente 'ladri nella legge'). Sono accusati in particolare di partecipazione a organizzazione criminale, danneggiamento e furto. Uno di loro operava nella Svizzera italiana. Un imputato, che ha 38 anni, è accusato di essere stato il vice del responsabile dell’organizzazione criminale in Svizzera. Domiciliato a Poitiers (F), avrebbe organizzato e supervisionato un furto con scasso ad Aigle (Vd) nel settembre del 2009. Sarebbe stato anche l’organizzatore di un tentativo di furto con scasso nel centro di Ginevra. I criminali volevano fare un grosso colpo e speravano in un bottino di vari milioni di franchi.

L’altro, un georgiano di 39 anni, è senza domicilio fisso in Svizzera. Deve rispondere di vari reati, per lo più di furti di minore importanza. È tra l’altro accusato di essere stato il responsabile dell’organizzazione criminale per la zona della Svizzera italiana. I fatti risalgono agli anni 2009 e 2010. I due trentenni hanno trascorso ognuno quasi tre anni e mezzo di detenzione preventiva prima di essere rilasciati: il primo nel gennaio del 2015 e l’altro nel settembre 2014. Nel 2012, il Tpf aveva già condannato quattro membri della stessa organizzazione, tra i quali il responsabile per la Svizzera. Le pene variavano tra sette anni e mezzo e quattro anni e tre mesi di detenzione. Il gruppo effettua soprattutto furti, in particolare di gioielli, vestiti di marca, flaconi di profumo e prodotti elettronici. Le origini dei 'ladri nella legge', così chiamati perché osservano un codice di comportamento mafioso, risalgono ai tempi dell’Unione sovietica. Negli ultimi vent’anni si sono insediati nell’Europa occidentale, Svizzera compresa. I segni distintivi sono il ricorso a una lingua propria, il tatuaggio di gerarchia e funzione sul proprio corpo e la gestione di una cassa comune, 'l’obschack', nella quale confluisce parte del provento delle attività criminali. Il processo che si apre oggi dovrebbe durare sino a mercoledì o giovedì. Il verdetto sarà reso noto più tardi.

16.10.2017, 07:372017-10-16 07:37:36
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Vandali in azione nel cimitero musulmano di Losanna

'Arabe race de chien', 'Coran raciste' o ancora, tradotto in italiano, 'Musulmani fuori dalla Svizzera'. Frasi comparse all'interno del cimitero di Bois-de-Vaux a...

'Arabe race de chien', 'Coran raciste' o ancora, tradotto in italiano, 'Musulmani fuori dalla Svizzera'. Frasi comparse all'interno del cimitero di Bois-de-Vaux a Losanna. A darne notizia è '24 heures', specificando che il cimitero in questione è l'unico luogo di sepoltura dedicato ai musulmani in tutto il Canton Vaud. Le scritte, scoperte sabato mattina, si aggiungono ad atti di vandalismo che hanno portato alla distruzione di fiori e di lapidi in legno. 

Il Municipio di Losanna ha annunciato che le famiglie toccate direttamente dagli atti vandalici saranno personalmente contattate e che il ripristino delle tombe sarà assicurato dai servizi del Comune. Su quanto successo sabato è stata inoltre aperta un'inchiesta dalla Polizia giudiziaria di Losanna e dagli specialisti della scientifica della Polizia cantonale vodese.


15.10.2017, 15:562017-10-15 15:56:38
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Previdenza vecchiaia: i partiti borghesi compatti verso una nuova riforma

Due settimane dopo la bocciatura della riforma previdenziale, PLR, PPD e UDC, secondo informazioni della "SonntagsZeitung", sono pronti a...

Due settimane dopo la bocciatura della riforma previdenziale, PLR, PPD e UDC, secondo informazioni della "SonntagsZeitung", sono pronti a fare fronte comune per un passo pragmatico verso una nuova riforma.

Secondo il domenicale, i presidenti Gerhard Pfister (PPD), Petra Gössi (PLR) e Albert Rösti (UDC) si sono incontrati per sviluppare una strategia comune. Il PPD sembra quindi voler cambiare fronte, dopo essere stato a fianco del PS per la riforma della previdenza 2020.

Gössi e Rösti in realtà si mostrano ancora cauti e parlano di discussioni in corso con tutti i partiti, PS compreso. Pfister ha però dichiarato: "Siamo sostanzialmente pronti a lavorare insieme per un passo pragmatico per una riforma AVS".

Le idee di base rispecchiano le proposte formulate fino ad ora da PLR e UDC, ovvero "il pensionamento per tutti a 65 anni, un aumento dello 0,3% dell’IVA e una minima compensazione sociale per i redditi più bassi", ha detto il presidente democentrista Rösti. Gli ultimi due punti sono in realtà ancora in discussione, ma è comunque stato escluso un pensionamento a 70 anni.

Lo scopo è quello di creare un fronte più ampio possibile, in modo da convincere o forzare la mano al consigliere federale Alain Berset, responsabile degli interni.

Pfister ha giustificato il cambio di fronte del partito semplicemente con la decisione dei cittadini: "Il popolo ha detto no ed è quindi necessario trovare una nuova soluzione con nuovi partner", ha detto alla "SonntagsZeitung".

A sinistra la reazione a questa alleanza è quantomeno scettica. Il presidente del PS Christian Levrat dovrebbe incontrarsi la prossima settimana con i rappresentanti del PLR, ma le idee sono già chiare ora: "Non se ne parla neanche, un aumento dell’età pensionabile delle donne senza una vera compensazione non entra nemmeno in considerazione", ha affermato. "Se verrà decisa una riforma simile, lanceremo un referendum".

(ATS)

15.10.2017, 13:572017-10-15 13:57:49
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Mezzo milione di automobilisti circolano senza vignetta

Circa 500’000 automobilisti circolano sulle autostrade svizzere senza la vignetta o con un contrassegno contraffatto. I mancati introiti per la...

Circa 500’000 automobilisti circolano sulle autostrade svizzere senza la vignetta o con un contrassegno contraffatto. I mancati introiti per la Confederazione ammontano a 20 milioni di franchi all’anno. L’Amministrazione federale delle dogane stima al 5% il numero di infrazioni, ha spiegato oggi all’ats il portavoce delle Guardie di confine David Marquis, confermando informazioni pubblicate da "Le Matin Dimanche". Con entrate totali di 340 milioni di franchi, una mancanza di 20 milioni è "una cifra che può fare la differenza", ha sottolineato Marquis. Fabbricare una vignetta falsa o non incollarla direttamente al parabrezza equivale a una falsificazione di valori di bollo ufficiali, un reato che prevede la detenzione fino a tre anni o una pena pecuniaria di almeno 500 franchi. Nell’agosto 2014, ad esempio, il Tribunale penale federale di Bellinzona ha condannato un ticinese residente a Monaco al pagamento di 1000 franchi per aver incollato la vignetta su un foglio di plastica e non sul parabrezza. Il tutto, senza contare le spese processuali a suo carico di 1300 franchi e la multa da 500 franchi inflitta direttamente alla dogana dove era stato "beccato". Secondo un progetto di legge adottato dal Consiglio federale lo scorso giugno, nel 2023 dovrebbe entrare in vigore la vignetta elettronica, che potrebbe risolvere questo tipo di problematiche. L’esecutivo sostiene che con il formato elettronico i corpi di polizia cantonali verrebbero sgravati dai controlli, poiché ci penseranno videocamere installate lungo le autostrade a scoraggiare eventuali "furbi".

15.10.2017, 13:492017-10-15 13:49:39
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Berna, sette fermi a manifestazione antifascista evitata

Sette persone sono state fermate ieri a Berna per chiarimenti nel quadro della manifestazione "antifascista" non autorizzata bloccata sul nascere dalle...

Sette persone sono state fermate ieri a Berna per chiarimenti nel quadro della manifestazione "antifascista" non autorizzata bloccata sul nascere dalle forze dell’ordine. Al tentativo di manifestazione, il secondo nel giro di una settimana, avrebbero dovuto presenziare fra le 200 e le 300 persone, ma la massiccia presenza della polizia ha evitato l’assembramento. "Tutte le persone fermate erano già note alla polizia e quattro erano già state fermate nel corso dell’intervento della settimana scorsa", ha detto all’ats Jolanda Egger della polizia cantonale bernese. Tutti sono stati nel frattempo rilasciati e del materiale per camuffarsi è stato confiscato.

15.10.2017, 13:462017-10-15 13:46:28
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Zurigo, sabato sera violento, con tre aggressioni

Una 19enne, un 23enne e un 29enne, tutti e tre svizzeri, sono rimasti feriti in tre distinte aggressioni avvenute la scorsa notte a Zurigo, indica la polizia...

Una 19enne, un 23enne e un 29enne, tutti e tre svizzeri, sono rimasti feriti in tre distinte aggressioni avvenute la scorsa notte a Zurigo, indica la polizia cittadina in una nota odierna. Il primo episodio è avvenuto poco prima delle 23.30, quando un 29enne svizzero è rimasto coinvolto in una rissa con più persone nei pressi della stazione centrale. Poco dopo mezzanotte, nel quartiere Kreis 1, è scoppiata poi un’altra rissa tra un 23enne svizzero e un 30enne dominicano. Il primo ha riportato ferite alla testa ed è stato ricoverato in ospedale, mentre il secondo è stato arrestato e dopo un interrogatorio consegnato al ministero pubblico. Infine, poco dopo l’1.30 alcuni passanti hanno trovato nella stessa via del Kreis 1 una 19enne svizzera ferita. Secondo le prime informazioni, sarebbe stata aggredita prima verbalmente e poi fisicamente da uno sconosciuto. Sono state aperte delle indagini su tutti e tre i casi di violenza.

15.10.2017, 11:252017-10-15 11:25:00
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Precipita nei pressi di Davos, morto un pilota grigionese

È stato ritrovato senza vita il corpo del 61enne pilota grigionese scomparso da ieri. L’uomo – come riferisce la polizia retica – era decollato da solo...

È stato ritrovato senza vita il corpo del 61enne pilota grigionese scomparso da ieri. L’uomo – come riferisce la polizia retica – era decollato da solo alle 12.17 dall’aerodromo di Bad Ragaz (canton San Gallo). Il fatto che non fosse rientrato ha fatto scattare l’allarme alle 17.50 dello stesso giorno. Le ricerche si sono concentrate nella zona della valle del Tschuggen (tra Davos e Susch, poco a nord del Passo del Flüela) e hanno permesso di effettuare la localizzazione del relitto in tempi relativamente brevi. La cabina risultava però vuota. L'intervento dell'equipaggio della Rega ha permesso l'individuazione del corpo nel corso di un secondo volo di ricerca sulla zona. Il corpo del 61enne pilota grigionese è stato ritrovato senza vita poco distante dalla cabina, nei pressi del Gorihorn, a 2'500 metri di altitudine. La procura ha avviato un'indagine sull'avvenuto. Il prosieguo del procedimento dipenderà da quanto accerteranno gli esperti del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza.

15.10.2017, 10:402017-10-15 10:40:25
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Udc e Plr contro l'accordo sulle dogane con gli Usa

La destra si oppone al progetto di accordo di assistenza amministrativa in ambito doganale con gli Stati Uniti, messo in consultazione da giugno a venerdì scorso...

La destra si oppone al progetto di accordo di assistenza amministrativa in ambito doganale con gli Stati Uniti, messo in consultazione da giugno a venerdì scorso dal Consiglio federale. Il progetto di legge del governo punta a migliorare la collaborazione con Washington, permettendo uno scambio di informazioni per agevolare le indagini e scoprire eventuali infrazioni.

Stando alla destra, esso rappresenta però un rischio per l’economia svizzera. L’intesa compromette la confidenzialità dei dati, la protezione dei segreti commerciali e l’esclusione di misure coercitive, non apportando alcun vantaggio alla Confederazione, lamentano Udc e Plr. Per i liberali-radicali, è inaccettabile la presenza di collaboratori stranieri durante le indagini. Il Ppd si è dal canto suo definito in linea di principio favorevole a un accordo con gli Usa, che considera un partner molto importante per Berna, purché non si debba pagare un prezzo troppo alto per concluderlo.

Diverso il parere del Ps, secondo cui il patto potrebbe prevenire e individuare efficacemente infrazioni doganali. I socialisti mettono l’accento in particolare sulla lotta al commercio illegale di armi, sui flussi finanziari illeciti e sul terrorismo. Secondo il Consiglio federale, l’accordo è importante per l’economia svizzera perché delinea i presupposti per la conclusione di una eventuale intesa sul riconoscimento reciproco delle misure doganali di sicurezza. Il progetto di legge semplificherebbe le formalità alle frontiere legate alle importazioni di merci. Ciò permetterebbe di evitare notevoli ritardi e inconvenienti che talvolta insorgono attualmente, sottolineano i socialisti. (Ats/Red)