Svizzera

Oggi, 11:182017-06-29 11:18:45
@laRegione

Più unioni domestiche, più speranza di vita: qualche numero sugli svizzeri

L’istituto dell’unione domestica registrata è sempre più in voga. Nel 2016, circa 700 persone dello stesso sesso vi hanno fatto...

L’istituto dell’unione domestica registrata è sempre più in voga. Nel 2016, circa 700 persone dello stesso sesso vi hanno fatto ricorso, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente, indica una nota odierna dell’Ufficio federale di statistica (UST).

Stando ai dati sul movimento naturale della popolazione resi noti dall’UST, il numero di coppie di uomini che hanno deciso di unirsi è cresciuto sensibilmente nel 2016 (+14,1%), ovvero 62 in più rispetto al 2015, mentre quello delle coppie di donne è in calo (-13,0%,  34 coppie in meno).

In Svizzera intanto si vive sempre di più. Secondo i dati dell’UST, figura che i residenti in Svizzera vivono sempre più a lungo e che la differenze tra uomini e donne si stanno stemperando. La speranza di vita alla nascita è passata da 80,7 anni nel 2015 a 81,5 anni nel 2016 per gli uomini, e da 84,9 anni a 85,3 anni per le donne.

Il numero di nascite nel 2016 è cresciuto passando dalle 86’600 del 2015 a 87’900 nel 2016. Si tratta di un incremento dell’1,5%. Le nascite sono in crescita nella maggior parte dei Cantoni, tranne che in Ticino, Ginevra, Giura, Svitto e Nidvaldo. Dopo la progressione della mortalità registrata nel 2015, imputabile all’influenza e all’ondata di caldo, il numero di decessi è ritornato ai valori di riferimento, passando dai 67’600 casi del 2015 ai 65’000 del 2016, pari a una flessione del -3,9%. La differenza tra nascite e decessi, ossia l’incremento naturale della popolazione, è di 22’900: questa cifra, come quella del 2014 (+21’300), si avvicina a quelle osservate negli anni 90.

I matrimoni celebrati nel 2016 sono stati 41’600, un leggero aumento dello 0,5% rispetto al 2015. Tuttavia, scrive l’UST, si osserva una diminuzione delle unioni tra cittadini svizzeri (-0,2%), mentre aumentano i matrimoni misti (+1,4%) e quelli tra cittadini stranieri (+0,6%). Dalla metà degli anni 90 il numero di matrimoni si attesta a circa 40’000 all’anno, mentre la popolazione continua ad aumentare, facendo così abbassare la nuzialità, ovvero la propensione a sposarsi.

In compenso aumentano i divorzi, anche in Ticino. Sempre nel 2016 sono state 17’000 le sentenze di divorzio pronunciate, pari a un leggero incremento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. I divorzi tra cittadini svizzeri e stranieri sono in aumento (rispettivamente +0,9% e +0,8%). Se il comportamento della popolazione osservato nel 2016 dovesse confermarsi in futuro, scrive l’UST, due matrimoni su cinque (41,5%) potrebbero concludersi con un divorzio.

Oggi, 10:452017-06-29 10:45:08
@laRegione

'Ho trovato due chili e mezzo di lingotti in un prato'

Cinque anni fa, due dipendenti del comune di Klingnau – villaggio argoviese al confine con la Germania – trovarono in un prato un sacco di plastica contenente...

Cinque anni fa, due dipendenti del comune di Klingnau – villaggio argoviese al confine con la Germania – trovarono in un prato un sacco di plastica contenente 2,5 chili d’oro in lingotti. Cinque anni dopo, allo scadere del termine per rivendicarne la proprietà, due persone si sono annunciate.

Il ritrovamento "senza precedenti" – i lingotti hanno un valore di circa 100 mila franchi – risale al 28 giugno 2012 e il termine per farsi avanti è scaduto ieri. Secondo quanto ha reso la polizia regionale del distretto di Zurzach (AG), due persone si sono annunciate nelle ultime due settimane all’ufficio regionale degli oggetti smarriti, presentandosi come i legittimi proprietari dei lingotti.

"Per questo motivo è impossibile al momento fornire qualsiasi informazione sulla restituzione dell’oro", scrive nella nota il comandante della polizia regionale René Lippuner. "Per poter decidere sull’eventuale consegna dei lingotti saranno necessarie indagini approfondite", ha precisato.

Nel caso non si riuscisse a risalire al legittimo proprietario, i lingotti passeranno al comune di Klingnau, secondo una perizia giuridica fatta realizzare dall’esecutivo. I due dipendenti del comune che hanno scoperto il "tesoretto" – un responsabile dell’ufficio tecnico e un apprendista – avranno allora diritto a una ricompensa pari al 10% del valore.

I lingotti, privi di punzonatura, erano avvolti nella carta velina bianca legata con del nastro adesivo. Si trovavano in un sacco di plastica, nascosto nell’erba alta vicino ad un arbusto. I due impiegati del comune li hanno trovati mentre stavano tagliando l’erba. Su uno dei lingotti gli specialisti della polizia scientifica scoprirono un’impronta digitale che apparteneva ad un cittadino bosniaco che al momento del ritrovamento si trovava in prigione. Il Ministero pubblico argoviese aveva archiviato un procedimento penale nel 2015, dopo essere arrivato alla conclusione che non esistono prove che i lingotti d’oro siano stati rubati.

Oggi, 10:312017-06-29 10:31:42
@laRegione

Migrazioni: 50 agenti svizzeri alle frontiere Sud

Una cinquantina, circa. Questo il numero di agenti di polizia svizzeri mobilitati per dare sostegno ai loro colleghi di frontiera di Ticino, Grigioni e Vallese,...

Una cinquantina, circa. Questo il numero di agenti di polizia svizzeri mobilitati per dare sostegno ai loro colleghi di frontiera di Ticino, Grigioni e Vallese, uniti per affrontare  «le sfide legate al previsto aumento delle entrate illegali nel corso dell’estate».

Lo ha reso noto con un comunicato la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali, riunitisi a Berna. Gli agenti indirizzati alle frontiere Sud saranno chiamati a rinforzare «il dispositivo dei corpi di polizia cantonale nell’ambito dei controlli delle persone, ad esempio sulle arterie di circolazione principali, nelle stazioni e sull’autostrada, per poi disporre le misure amministrative del caso». Il comunicato sottolinea però «che l’impiego non prevede controlli alla frontiera». 

Lo scorso anno il cantone più sollecitato è stato il Ticino. L'impiego di uomini e risorse logistiche diverrà effettivo solo se si verificherà l'aumento di «transiti illegali». Spetterà ai cantoni beneficiari della misura farne richiesta.

 

Oggi, 09:332017-06-29 09:33:29
David Leoni @laRegione

Apicoltura, un disastro!

Gli apicoltori svizzeri hanno iniziato la stagione 2017 nel peggiore dei modi, avendo perso migliaia e migliaia di colonie. Durante lo scorso inverno più del 20% dei popoli è infatti morto....

Gli apicoltori svizzeri hanno iniziato la stagione 2017 nel peggiore dei modi, avendo perso migliaia e migliaia di colonie. Durante lo scorso inverno più del 20% dei popoli è infatti morto. Inoltre un altro 10% è arrivato all’inizio della primavera troppo debole per garantire l’impollinazione e, quindi, la produzione di miele.La causa principale della moria è sempre la varroa, l’acaro nemico numero uno arnie. Ma anche certi insetticidi giocano un ruolo importante nella vitalità e fertilità delle regine. La situazione emerge dai dati riuniti da Apisuisse coinvolgendo migliaia di produttori in Svizzera e del vicino Liechtenstein. I numeri variano da cantone a cantone, rileva un comunicato diffuso giovedì nel quale si sottolinea che le perdite registrate lo scorso inverno “rappresentano uno dei peggiori risultati registrati dall’inizio delle osservazioni statistiche”.

Oggi, 08:372017-06-29 08:37:16
David Leoni @laRegione

Ungulati, sempre più in alto

A causa dei cambiamenti climatici, tre delle specie di ungulati più diffusi sulle Alpi – camoscio, stambecco e cervo nobile – in tarda estate/autunno spostano i luoghi in cui soggiornano...

A causa dei cambiamenti climatici, tre delle specie di ungulati più diffusi sulle Alpi – camoscio, stambecco e cervo nobile – in tarda estate/autunno spostano i luoghi in cui soggiornano abitualmente ad altitudini più elevate. Lo ha dimostrato un gruppo internazionale di ricercatori sotto la guida dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL. Negli ultimi decenni la scienza ha documentato numerosi esempi di specie animali e vegetali che si sono trasferite per vivere a quote più alte a causa dei cambiamenti climatici. Come hanno dimostrato i ricercatori con l’aiuto di una raccolta di dati unica nel suo genere a livello mondiale, questa migrazione riguarda anche le specie di ungulati tipiche delle Alpi: l’Ufficio per la caccia e la pesca dei Gigioni ha infatti documentato più di 230’000 siti nei Grigioni nei quali tra il 1991 e il 2013 sono stati abbattuti caprioli, cervi nobili, camosci e stambecchi.

Ieri, 15:172017-06-28 15:17:31
@laRegione

Il consiglio federale: 'La via bilaterale è la migliore'

La via bilaterale con l’Unione europea va mantenuta per ragioni politiche, economiche e sociali. È quanto ritiene il Consiglio federale che oggi ha...

La via bilaterale con l’Unione europea va mantenuta per ragioni politiche, economiche e sociali. È quanto ritiene il Consiglio federale che oggi ha fissato le sue priorità nelle relazioni con l’Ue. In una nota, l’esecutivo spiega di aver "costatato la necessità di portare avanti i negoziati in vari settori, soprattutto sulla questione dell’esatta portata del diritto soggetto alla procedura di risoluzione delle controversie, sulla questione degli aiuti statali e su alcuni aspetti riguardanti la libera circolazione delle persone". Il governo ha anche discusso della questione di un nuovo contributo di coesione ai Paesi dell’Ue economicamente e socialmente più deboli. La questione sarà "esaminata, a tempo debito, alla luce di una valutazione di tutti i dossier europei". Il Consiglio federale ha anche annunciato che all’inizio del prossimo anno si svolgerà una valutazione generale dello sviluppo dei dossier europei. Ad occuparsene sarà il successore di Didier Burkhalter: il ministro degli esteri lascerà infatti il Consiglio federale alla fine di ottobre.

Ieri, 10:532017-06-28 10:53:08
@laRegione

'Il jihadismo ora nasce in Svizzera'

“Un vivaio jihadista sta nascendo in Svizzera”. A lanciare l’avvertimento è Jean-Paul Rouiller, esperto elvetico di terrorismo presso il Geneva Centre for Security Policy (Gcsp),...

“Un vivaio jihadista sta nascendo in Svizzera”. A lanciare l’avvertimento è Jean-Paul Rouiller, esperto elvetico di terrorismo presso il Geneva Centre for Security Policy (Gcsp), in un’intervista pubblicata oggi dalla 'Tribune de Genève'. “La novità, è che non subiamo più un jihadismo importato", il jihadismo elvetico odierno "non è più esogeno, ma endogeno", "è composto di persone che sono cresciute in Svizzera", afferma il 50nne vallesano, che ha alle spalle una carriera nell’antiterrorismo dei servizi segreti svizzeri e dell’Ufficio federale di polizia (Fedpol). A suo avviso, il Paese si appresta a entrare "in un’altra dinamica", già "vissuta da altri paesi europei". Facendo riferimento ai recentissimi arresti di sospetti terroristi islamici in Romandia e ai militanti della ’guerra santa’ islamica già condannati in Svizzera, Rouiller afferma: "Questi giovani condannati non resteranno venti anni in carcere. Alcuni vedranno la luce alla fine del tunnel, altri no e prepareranno il seguito". L’esperto rileva che fino a questi ultimi anni la Svizzera era ancora considerata dai servizi di sicurezza esteri "come la coda della cometa" del terrorismo islamista, "perché gli attori si limitavano a passare da noi". Ora non è più così. "Ciò che sta cambiando – aggiunge – è che attori centrali del jihadismo sono fra noi e che hanno connessioni con l’estero. La Svizzera sta assumendo una statura differente". Secondo i dati ufficiali 88 persone hanno lasciato la Svizzera per raggiungere una zona di combattimenti. Rouiller pensa che siano un centinaio. Calcolando che ogni jihadista può contare sull’appoggio logistico o finanziario di 5-10 persone, come amici o famigliari, a suo avviso 1000 persone potrebbero essere "implicate, da vicino o da lontano" nel jihadismo elvetico. Secondo Rouiller, in materia di lotta al terrorismo, la Svizzera rimane "il parente povero d’Europa", nonostante la nuova legge sui servizi segreti e le misure proposte dal Consiglio federale per inasprire le norme in materia del Codice penale. A suo avviso "ci vuole una legge sul terrorismo, come in altri paesi europei".

27.6.2017, 21:012017-06-27 21:01:49
@laRegione

Auto in una scarpata, due anziani feriti sul passo del Forno

Un 83enne e la moglie 82enne si sono feriti questa mattina sulla strada del passo del Forno, a una dozzina di chilometri a monte di Zernez, in Engadina...

Un 83enne e la moglie 82enne si sono feriti questa mattina sulla strada del passo del Forno, a una dozzina di chilometri a monte di Zernez, in Engadina. La loro auto è precipitata per una ventina di metri in una scarpata. L'uomo ha riportato ferite di media gravità; la donna si è invece ferita leggermente. Distrutto il veicolo.

27.6.2017, 18:182017-06-27 18:18:53
@laRegione

La sospetta spia svizzera rimane in carcere a Francoforte

La sospetta spia svizzera arrestata a fine aprile a Francoforte resta in prigione. La Corte federale di giustizia (Bundesgerichtshof) di Karlsruhe (D) ha...

La sospetta spia svizzera arrestata a fine aprile a Francoforte resta in prigione. La Corte federale di giustizia (Bundesgerichtshof) di Karlsruhe (D) ha infatti esaminato e bocciato la possibilità di un suo rilascio. Mercoledì scorso la corte suprema tedesca si era data una settimana di tempo per decidere in merito. I legali dello svizzero – il 54enne Daniel M., ex dipendente della polizia comunale di Zurigo e del servizio di sicurezza dell’Ubs – avevano chiesto all’inizio del mese la revoca dell’ordine di arresto, sottolineando che le informazioni raccolte dal loro cliente non sono mai state a scapito dello Stato tedesco. “Ha eseguito occasionalmente piccoli mandati” per il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), “ma erano di importanza piuttosto secondaria”, avevano affermato in una dichiarazione scritta consegnata al Bundesgerichtshof. Non ha mai ricevuto mandato, né direttamente, né indirettamente, per reclutare una fonte di informazioni all’interno dell’amministrazione fiscale del Nordreno-Vestfalia, precisavano gli avvocati. Per queste attività l’agente avrebbe ricevuto dal SIC “occasionalmente somme di denaro a quattro cifre”. Le autorità tedesche vedono le cose diversamente e accusano lo svizzero di aver lavorato per oltre cinque anni per un servizio segreto estero, nella fattispecie l’intelligence elvetica. Sempre secondo le autorità inquirenti tedesche, le informazioni fornite da Daniel M. sarebbero anche servite al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) per spiccare nel 2012 un mandato d’arresto contro tre funzionari del fisco tedeschi che avrebbero partecipato alla transazione per ottenere un CD con dati del Credit Suisse. Cosa che la Procura federale ha recisamente negato. Anche l’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico (AV-MPC) è giunta a metà maggio alla conclusione che la Procura federale ha agito in modo autonomo, senza informazioni provenienti dal SIC.

27.6.2017, 17:582017-06-27 17:58:02
@laRegione

I tassisti di Ginevra manifestano contro Uber

Circa 150 tassisti hanno manifestato oggi a Ginevra per chiedere l’applicazione con effetto immediato della nuova legge sui taxi, che prevede fra l’altro il...

Circa 150 tassisti hanno manifestato oggi a Ginevra per chiedere l’applicazione con effetto immediato della nuova legge sui taxi, che prevede fra l’altro il disciplinamento delle attività di Uber. L’entrata in vigore della nuova normativa è prevista il 1° luglio. Il Consiglio di Stato ha annunciato che le disposizioni riguardanti i mezzi Uber non saranno applicate alla medesima data, deplora il legale dei tassisti tradizionali, Jacques Roulet. Il giorno della sua entrata in vigore – sottolinea – la legge che integra le attività dell’azienda californiana “sarà già calpestata”.

La situazione irrita gli autisti professionisti: in un anno e mezzo, a Ginevra il numero dei veicoli che lavorano per Uber è salito da 300 a più di 1000, secondo Mohammed Gharbi, membro del Collettivo dei taxi di Ginevra. A causa di questa nuova concorrenza, i redditi e il giro d’affari dei taxi è crollato. I tassisti denunciano più particolarmente la presenza di veicoli immatricolati in altri cantoni e che trasportano clienti per Uber a Ginevra. A volte – afferma Gharbi – gli autisti non provengono nemmeno dalla Svizzera e non parlano francese. Una petizione che denuncia la situazione ha riunito 444 firme. La legge varata in ottobre dal Gran consiglio prevede che gli autisti occasionali, per svolgere le loro attività, devono ottenere una licenza dopo aver superato un esame.

27.6.2017, 17:372017-06-27 17:37:02
@laRegione

Arrestati tre presunti terroristi nel canton Vaud. 'Un evento isolato'

Tre presunti terroristi sono stati arrestati fra venerdì e sabato nel canton Vaud, indica oggi il Ministero pubblico della Confederazione (...

Tre presunti terroristi sono stati arrestati fra venerdì e sabato nel canton Vaud, indica oggi il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc). “Potevano passare all’azione in modo relativamente rapido”, secondo il procuratore generale vodese Eric Cottier. Interrogato dall’Ats, il Mpc ha fornito informazioni oggi sulle operazioni in questione, dopo le rivelazioni del giornale '20 minutes'. Secondo quest’ultimo, un uomo e una donna sono stati arrestati con la forza sabato verso le 15 nel parcheggio di un centro commerciale a Aubonne (VD), davanti a numerosi testimoni. La terza persona è stata arrestata anch’essa sul territorio del canton Vaud, ma il luogo non è precisato. I fermi sono stati effettuati dalla polizia cantonale vodese, con il sostegno della polizia federale (Fedpol) e in "stretto" coordinamento con il MPC, riferisce quest’ultimo.

La nazionalità degli indiziati, che sono stati collocati in detenzione preventiva, non è nota. Interrogato questa mattina dalla radio-televisione romanda Rts, il procuratore generale del cantone di Vaud ha indicato che “quanto trovato riguardo a queste persone mostra una capacità di passare all’azione relativamente rapida”. Alle tre persone viene contestato di aver violato la legge federale che vieta i gruppi Al-Qaida e Stato islamico (Isis) nonché le organizzazioni associate. Si ritiene che abbiano sostenuto o partecipato a una organizzazione criminale, precisa il Mpc. I tre fermi sono un “evento totalmente isolato, senza alcun nesso con l’arresto effettuato più di una settimana fa a Meyrin (GE)”, sottolinea il portavoce del MPC André Marty. “I nostri colleghi del canton Vaud hanno riunito elementi di prova che tendono a dimostrare che un pericolo imminente non era escluso. Si tratta ora di procedere alle verifiche. L’inchiesta è in corso per capire le loro intenzioni”.

Marty rifiuta di impiegare i termini di 'rete' o di 'cellula' terrorista. “Queste persone sono in contatto. Dal punto di vista geografico non è opportuno parlare di cellula”. In merito all’intervento a Aubonne davanti ad un pubblico numeroso, Marty sottolinea che gli agenti di polizia “sanno gestire” simili situazioni. Nel '20 minutes', diversi testimoni indicano di aver avuto paura. La donna arrestata – precisano i resoconti – si trovava sul sedile passeggero della vettura, con un bambino in grembo.

27.6.2017, 16:422017-06-27 16:42:01
@laRegione

Grave incidente per il re della lotta svizzera Matthias Glarner

Grave infortunio per Matthias Glarner, il re della lotta svizzera che, questa mattina poco dopo le 8, è caduto da una cabinovia, da un'altezza di 12...

Grave infortunio per Matthias Glarner, il re della lotta svizzera che, questa mattina poco dopo le 8, è caduto da una cabinovia, da un'altezza di 12 metri, procurandosi ferite al bacino e a una gamba. Il bernese è stato portato all'ospedale, dove è stato operato in giornata, con un elicottero della Rega. Le sue condizioni sono stabili.

L'incidente è avvenuto durante una sessione fotografica che lo stesso Glarner stava effettuando per la linea ferroviaria Meiringen-Hasliberg, per la quale lavora.

27.6.2017, 16:152017-06-27 16:15:53
@laRegione

Servizi di primo soccorso, 1'200 operazioni al giorno in Svizzera. Ma manca personale qualificato

In Svizzera, i servizi di primo soccorso compiono più di 1'200 operazioni in media al giorno, secondo un...

In Svizzera, i servizi di primo soccorso compiono più di 1'200 operazioni in media al giorno, secondo un sondaggio nazionale dell’Osservatorio svizzero della salute (Obsan), il primo nel suo genere, pubblicato oggi. Nel 70% dei casi, si tratta di situazioni di emergenza. In tutto, 96 servizi di primo soccorso – dei quali 4 su 10 sono costituiti da privati – sono stati censiti dall’Obsan al momento dell’inchiesta, svolta nell’autunno del 2016. Un po’ meno della metà sono gestiti da ospedali, gli altri sono in mano a cantoni e comuni, aziende private, associazioni comunali o società. Il loro numero è diminuito in modo notevole: nel 1993 se ne contavano circa 250, mentre che nel 2001 erano 150. Ciò è dovuto a diverse fusioni, indica il rapporto dell’Obsan, aggiungendo che circa la metà dei servizi di primo soccorso dispongono di diverse centrali (tre in media). Questi servizi impiegano 2’500 soccorritori (ambulanzieri) su un totale di 3’700 persone da essi occupate. Il 30% sono donne, una percentuale bassa in confronto alle altre professioni sanitarie, sottolinea lo studio. Inoltre, questa categoria d’impiegati è relativamente giovane: solo il 16% ha più di 50 anni. La metà dei servizi di primo soccorso impiega al massimo una ventina di soccorritori, l’altra metà ne impiega di più. Il più piccolo servizio dispone di un solo soccorritore, mentre quello più grande ne impiega 123, indica lo studio.

Incidenti, un terzo degli interventi

Secondo l’Obsan, i servizi di primo soccorso più piccoli non superano le 100 operazioni annuali, mentre i più grandi ne effettuano oltre 35’000. In totale, l’inchiesta parla di 460’000 interventi all’anno. Per la maggior parte dei casi, si tratta di operazioni in situazione d’emergenza primaria – in cui le funzioni vitali del paziente sono compromesse – o secondaria: queste due categorie rappresentano il 70% delle azioni di soccorso. Una terza categoria (14%) è data da trasporti programmati in anticipo, come una visita dal medico. I servizi di soccorso intervengono una volta su tre per ferite da incidente, negli altri casi si tratta invece di malattie. Circa la metà dei clienti ha più di 65 anni. In media, un intervento dura 80 minuti, indica il rapporto, e la distanza percorsa è di 33 chilometri.

Penuria di personale qualificato

Circa due terzi dei servizi di primo soccorso hanno affermato essere in difficoltà per quanto riguarda il reclutamento di personale qualificato. Secondo l’Obsan, il problema tocca in particolar modo i servizi più piccoli che impiegano meno di 20 persone. Per lavorare come soccorritore diplomato, si deve aver seguito e concluso una formazione di tre anni. Il 40% dei servizi, i più piccoli soprattutto, ritiene che troppe poche persone vengano formate.

27.6.2017, 16:052017-06-27 16:05:38
@laRegione

Previdenza 2020: il Consiglio federale lancia la campagna

Dopo 20 anni senza revisioni di ampia portata, una riforma delle pensioni è urgentemente necessaria. Se non si dovesse fare nulla, i deficit annui dell’AVS...

Dopo 20 anni senza revisioni di ampia portata, una riforma delle pensioni è urgentemente necessaria. Se non si dovesse fare nulla, i deficit annui dell’AVS crescerebbero rapidamente e le rendite non sarebbero più garantite. Per questo motivo il Consiglio federale invita la popolazione ad approvare la Previdenza per la vecchiaia 2020 in votazione il prossimo 24 settembre.

“La necessità di riformare le pensioni è incontestabile”, ha esordito il consigliere federale Alain Berset in una conferenza stampa a Berna. La stabilità del sistema di previdenza svizzero è infatti a rischio.

La prevista ondata di pensionamenti delle persone nate durante il baby-boom coniugata con l’aumento della speranza di vita e i bassi tassi d’interesse metteranno a dura prova il già precario equilibrio tra entrate e uscite dell’AVS. Se non si dovesse fare niente, ci si ritroverebbe con un buco di 7 miliardi nel 2030, ha avvertito Berset.

Nella previdenza professionale è inoltre in atto una ridistribuzione non voluta dalla legge, che penalizza gli assicurati attivi. Oggi i giovani devono infatti “sovvenzionare” le rendite dei pensionati visto che i rendimenti finanziari sugli averi di vecchiaia sono troppo bassi per garantire le prestazioni previste dalla legge, ha spiegato Jürg Brechbühl, direttore dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

Per il governo una soluzione a questi problemi esiste, e si chiama Previdenza per la vecchiaia 2020. A questa riforma non ci sono alternative, ha sostenuto il titolare del Dipartimento dell’interno (DFI). “È irrealistico pensare di realizzarne un’altra in tempi rapidi”, ha sostenuto Berset ricordando che per partorire quella attuale ci sono voluti sette anni.

E non è neanche immaginabile agire con più piccole riforme: serve un progetto che raccolga una maggioranza di popolo e cantoni. Ciò si può ottenere solo con “veri compromessi”, come quelli previsti dalla Previdenza 2020: “tutti hanno dovuto concedere qualcosa ma tutti riceveranno qualcosa in cambio”, ha spiegato Berset.

E una eventuale nuova riforma dovrà non solo risolvere gli attuali problemi di finanziamento ma dovrà anche colmare il buco che si sarà creato da qui alla sua entrata in vigore. “Sarebbe dunque molto più costosa dell’attuale”, ha detto il capo del DFI. In Parlamento si è poi già capito che un’alternativa potrebbe essere il pensionamento a 67 anni, ha aggiunto.

Anche se non è una “riforma definitiva”, la Previdenza 2020 ha perlomeno il merito di garantire le pensioni fino al 2030. Grazie a tutta una serie di misure, il livello delle rendite pensionistiche rimarrà inoltre invariato, ha promesso Berset.

I due punti centrali della riforma sono l’aumento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne e l’abbassamento dal 6,8% al 6,0% del tasso di conversione utilizzato per calcolare le rendite pensionistiche.

Per scongiurare una loro diminuzione, il Parlamento ha adottato delle misure compensatorie sia nel Primo che nel Secondo Pilastro. Ha in particolare approvato un supplemento di 70 franchi sulla rendita AVS per i nuovi pensionati e un aumento del tetto massimo per i coniugi dal 150% al 155%. Queste misure saranno finanziate con un aumento dei prelievi salariali di 0,3 punti.

La riforma prevede pure delle misure per accumulare un capitale pensionistico più elevato, in particolare tramite la riduzione e la flessibilizzazione della deduzione di coordinamento. La Previdenza 2020 comprende inoltre l’innalzamento dell’IVA di 0,6 punti e il pensionamento flessibile tra 62 e 70 anni. Previsto pure un regime transitorio per le persone che avranno almeno 45 anni al momento dell’entrata in vigore della riforma.

Formalmente la Previdenza per la vecchiaia 2020 si compone di due disegni giuridicamente collegati tra loro: una modifica costituzionale che prevede un aumento dell’IVA (sottoposta a referendum obbligatorio) e una legge che comprende tutte le altre decisioni. Se il referendum lanciato contro quest’ultima dovesse riuscire, il 24 settembre si voterà de facto due volte sullo stesso tema. La riforma potrà entrare in vigore unicamente se entrambi gli oggetti verranno accettati.

27.6.2017, 07:592017-06-27 07:59:28
@laRegione

Vaccini: uno svizzero su due non si fida del medico

A favore o contro la somministrazione di un vaccino: i pazienti svizzeri non lasciano scegliere solo il medico. Una persona su due, emerge infatti da un'indagine...

A favore o contro la somministrazione di un vaccino: i pazienti svizzeri non lasciano scegliere solo il medico. Una persona su due, emerge infatti da un'indagine di 'comparis.ch' pubblicata stamane, vuole essere coinvolta nel processo di decisione e si informa in autonomia prima di sottoporsi all’immunizzazione. Solo il 21 per cento degli intervistati ha dichiarato di seguire incondizionatamente la proposta di vaccino avanzata dal medico. Secondo Felix Schneuwly, esperto di casse malati di 'comparis.ch', i risultati di questo sondaggio danno adito a una duplice interpretazione: «Da un lato i pazienti svizzeri si rendono autonomi e mettono in discussione le raccomandazioni dei medici. Dall’altro molti non tengono conto dei dati scientifici».

Mettere in discussione in modo critico un consiglio relativo a vaccinazioni incontra infatti una certa accettazione da parte della società: circa il 65 per cento degli intervistati indica che a determinate condizioni il rifiuto di vaccinarsi non deve per forza essere sbagliato. Solo una persona su quattro, invece, è convinta che opporsi alle indicazioni del medico sia irresponsabile. 

Ma sui bimbi non si scherza

Spaventa, invece, Schneuwly il fatto che nel sondaggio quasi un 25 per cento abbia dichiarato di non voler seguire per principio una raccomandazione medica di vaccinazione: «Il recente caso italiano dimostra quanto siano importanti vaccinazioni mirate: lo Stato è stato costretto a introdurre l’obbligo di vaccinazione per tenere sotto controllo un’epidemia di morbillo dilagante». Se invece i genitori avessero fatto vaccinare i propri figli sistematicamente, non si sarebbe proprio arrivati a un’epidemia così pericolosain Italia.

Soprattutto quando si tratta di vaccini di bambini, però, gli svizzeri scherzano poco. Più del 60 per cento degli intervistati non comprende come i genitori possano evitare di vaccinare i propri figli contrastando le raccomandazioni del medico. Secondo il 40 per cento circa questi genitori non comprendono la loro responsabilità e il 22 per cento ritiene opportuno obbligare per legge i genitori a far vaccinare i figli. Tuttavia, quanto ancora sia controversa la tematica emerge dalle dichiarazioni di quegli intervistati che invece considerano plausibile la scelta dei genitori di non vaccinare i figli: quasi il 40 per cento è convinto infatti che, proprio in virtù di tale rifiuto, questi genitori percepiscano particolarmente bene la loro responsabilità.


Poco interesse per il vaccino contro le zecche

 I morsi di zecca possono provocare una meningoencefalite che nel peggiore dei casi può essere mortale. Da questo rischio enorme ci si può proteggere con una vaccinazione preventiva. Tuttavia, una maggioranza schiacciante degli utenti di Comparis intervistati ne rimane piuttosto indifferente: il 70 per cento dichiara di non essersi fatto vaccinare, mentre solo il 30 per cento si è deciso a favore. Alla richiesta di indicare i motivi di questo rifiuto, un terzo degli intervistati dichiara di non essere mai venuto a contatto con zecche. Quasi un altro terzo spiega di aver deciso con consapevolezza di sottoporsi solo a pochissime vaccinazioni, tra cui non rientra quella contro le malattie portate dalle zecche. Circa una persona su sei non sapeva di questa possibilità. Nonostante ciò, una persona su due in linea di massima potrebbe pensare di farsi vaccinare.

Gli intervistati tendono a ritenere più probabili vaccinazioni contro tetano (quasi 72 per cento), epatite (65 per cento), morbillo, rosolia e varicella (62 per cento). Un mero 30 per cento potrebbe invece pensare di sottoporsi al vaccino antinfluenzale.

27.6.2017, 07:332017-06-27 07:33:00
David Leoni @laRegione

Da cacciatore a preda, l'ultima zampata del vecchio Tiger F-5E

L'impiego del caccia di fabbricazione statunitense in seno alle nostre Forze Aeree sta per concludersi dopo quasi mezzo secolo. Inadatto ormai a...

L'impiego del caccia di fabbricazione statunitense in seno alle nostre Forze Aeree sta per concludersi dopo quasi mezzo secolo. Inadatto ormai a svolgere compiti di difesa dello spazio aereo, questo velivolo dalle buone prestazioni e notoriamente facile da pilotare svolge oggi il ruolo di simulatore di minaccia, come pure di traino di bersagli mobili.
Ma rimane, grazie alla sua eleganza e agilità, il velivolo della Patrouille Suisse. In pagina oggi un servizio su un aereo che, oltre a conoscere un notevole successo commerciale, ha scritto una pagina importante dell'aviazione militare svizzera.

26.6.2017, 19:492017-06-26 19:49:18
@laRegione

Annega a 72 anni nelle acque francesi del lago Lemano

Un 72enne è morto oggi cadendo dalla sua imbarcazione nelle acque francesi nel lago Lemano. Il suo corpo è stato ripescato attorno alle 8.30 di questa mattina a...

Un 72enne è morto oggi cadendo dalla sua imbarcazione nelle acque francesi nel lago Lemano. Il suo corpo è stato ripescato attorno alle 8.30 di questa mattina a Publier, nell’Alta Savoia. Le circostanze esatte dell’incidente non sono ancora chiare, hanno indicato i pompieri all’agenzia stampa francese AFP. La persona scomparsa ieri sera vicino a un ponte a Olten (SO) non è ancora stata ritrovata. Le operazioni di ricerca proseguiranno, ha dichiarato la polizia cantonale solettese. Ancora infruttuose anche le ricerche dell’uomo scomparso sabato sera a Berna, nei pressi della piscina pubblica del Marzili.

26.6.2017, 18:502017-06-26 18:50:08
@laRegione

Bienne, centri richiedenti l'asilo nei prefabbricati già occupati dagli operai

Il canton Berna prevede di utilizzare 88 prefabbricati, che fino a poco tempo erano occupati da operai, quali centri di...

Il canton Berna prevede di utilizzare 88 prefabbricati, che fino a poco tempo erano occupati da operai, quali centri di accoglienza per richiedenti asilo. Nei prossimi tre anni fino a 200 persone potranno trovare posto in questi container situati nei pressi del cantiere della futura circonvallazione di Bienne. La domanda di autorizzazione sarà presentata nei prossimi giorni, hanno dichiarato in un comunicato congiunto il canton Berna e la città di Bienne. Quest’ultima ha proporzionalmente il più elevato numero di beneficiari dell’aiuto sociale (11,6%). Di conseguenza, il Dipartimento cantonale della polizia e degli affari militari nonché il Dicastero biennese della sanità e della previdenza sociale vogliono evitare alle autorità comunali di mettere a disposizione alloggi supplementari in centro città per richiedenti asilo, persone ammesse provvisoriamente o rifugiati. I container erano finora stati utilizzati dalle imprese coinvolte nella costruzione del settore orientale della circonvallazione di Bienne, che consentirà di raggiungere direttamente l’autostrada A16 in direzione di Berna. Bienne non è la prima città a voler alloggiare i richiedenti asilo in container adibiti a scopo abitativo.

26.6.2017, 18:382017-06-26 18:38:15
@laRegione

Syngenta approva i nuovi amministratori

L’assemblea generale di Syngenta ha convalidato l’arrivo di nuovi amministratori. Il presidente di ChemChina Ren Jianxin è stato eletto presidente del consiglio di...

L’assemblea generale di Syngenta ha convalidato l’arrivo di nuovi amministratori. Il presidente di ChemChina Ren Jianxin è stato eletto presidente del consiglio di amministrazione (cda). L’attuale presidente dell’impresa con sede a Basilea, Michel Demaré, conserverà tuttavia una poltrona di vicepresidenza e di presidente del comitato degli amministratori indipendenti, indica il resoconto della riunione pubblicato questa sera. Anche il responsabile strategico di China National Agrochemical Corporation (CNAC) Chen Hongbo, il suo omologo di National Bluestar Olivier de Clermont-Tonnerre e l’associato dello studio di avvocati Homburger Dieter Gericke entrano a far parte dell’organo di sorveglianza. Gunnar Brock, Eveline Saupper e Jürg Witmer sono stati rieletti in qualità di amministratori indipendenti. Vinita Bali, Stefan Borgas, Eleni Gabre-Madhin e David Lawrence hanno invece lasciato il loro incarico.

Il comunicato precisa che sedici azionisti, che rappresentano oltre il 95% dei voti, hanno accettato l’insieme delle proposte del consiglio di amministrazione. In occasione dell’ultima assemblea generale del gruppo basilese, Swissaid ha attirato nuovamente l’attenzione sui pericoli dell’estrema concentrazione in corso nel settore dell’agrochimica. “Presto ci saranno solo tre compagnie a controllare il mercato delle semenze e dei pesticidi”, ha avvertito, aggiungendo di temere per gli agricoltori dei Paesi più poveri: “diventano più dipendenti dai prezzi imposti da qualche multinazionale”, denuncia l’organizzazione preoccupata per lo sviluppo sostenibile. Per attirare l’attenzione su questi temi, Swissaid ha organizzato, in collaborazione con Greenpeace, un’azione davanti al Centro dei congressi di Basilea dove si teneva l’assemblea generale di Syngenta. Su un carro tirato da contadini del mondo intero vi era una coppia di giovani sposi, simbolo del matrimonio tra Syngenta e ChemChina. Lo scorso maggio le due imprese hanno ottenuto il via libera alla loro fusione da parte delle autorità della concorrenza dei loro principali mercati. ChemChina ha acquisito il 94,7% delle azioni del gruppo Syngenta per 43 miliardi di dollari.

26.6.2017, 17:502017-06-26 17:50:27
@laRegione

Soletta, liberato l'uomo che aveva aggredito e ferito un giudice

L’uomo che aveva aggredito e ferito un giudice e un cancelliere del tribunale cantonale di Soletta nel giugno del 2016 non è più in detenzione...

L’uomo che aveva aggredito e ferito un giudice e un cancelliere del tribunale cantonale di Soletta nel giugno del 2016 non è più in detenzione preventiva. L’uomo, un 54enne svizzero, si è opposto con successo al prolungamento della sua detenzione preventiva. La Camera dei ricorsi del tribunale cantonale solettese ha accettato la liberazione dell’aggressore, indica oggi all’ats il ministero pubblico, confermando un’anticipazione di "Radio 32". L’uomo era stato accusato di tentate lesioni gravi, lesioni semplici e anche di violenza e minaccia contro le autorità e i funzionari. L’assalitore era già noto alla giustizia solettese per precedenti legati alla violenza. Il giudice e il cancelliere del tribunale erano stati aggrediti poco prima dell’udienza in appello di un uomo condannato per aver appiccato il fuoco alla cattedrale del capoluogo. L’assalitore era un simpatizzante dell’incendiario. A causa di questa aggressione l’edificio del Tribunale cantonale solettese non è più accessibile liberamente dal novembre del 2016. Le porte d’entrata sono chiuse e i visitatori sono obbligati ad annunciarsi per potervi accedere.