Svizzera

Ieri, 18:372017-03-24 18:37:29
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Arrestati a Ginevra i due massimi dirigenti del gruppo Addax Petroleum – L'accusa è di corruzione

Il direttore generale e il direttore giuridico del gruppo Addax Petroleum sono stati arrestati lunedì a...

Il direttore generale e il direttore giuridico del gruppo Addax Petroleum sono stati arrestati lunedì a Ginevra nel quadro di un’inchiesta per corruzione avviata dal Ministero pubblico. In causa sono pagamenti sospetti verso la Nigeria, per diverse decine di milioni di dollari.

I due direttori sono attualmente detenuti, ha indicato all’Ats il portavoce del Ministero pubblico Henri Della Casa, confermando la notizia data dal giornale Le Temps. Un’inchiesta per corruzione di agenti pubblici stranieri e, in via sussidiaria, di amministrazione infedele è stata avviata dal procuratore incaricato dei casi complessi, Yves Bertossa. Una perquisizione della sede del gruppo petrolifero si è svolta lunedì.

Rifiutando di convalidare la contabilità del gruppo, la società di audit e di revisione Deloitte aveva pubblicato in dicembre una dichiarazione in cui faceva stato di transazioni sospette effettuate da una filiale britannica del gruppo ginevrino, rilevato nel 2009 dal cinese Sinopec.

Oltre 20 milioni di dollari di spese giuridiche sarebbero stati versati a consulenti nella Nigeria e negli Stati Uniti. Deloitte ha affermato di non essere riuscito a stabilire con esattezza a quali servizi questi pagamenti corrispondevano.

Un importo di 80 milioni è inoltre stato versato ad una società di ingegneria per lavori di costruzione effettuati nella Nigeria. Secondo Deloitte, il volume di questa transazione è eccessivo in confronto alle prestazioni.

Stando ai whistleblowers interni ed esterni che hanno contattato Deloitte, responsabili governativi nigeriani e membri della direzione di Addax potrebbero aver beneficiato dei versamenti in discussione.

Deloitte ha allertato il gruppo petrolifero nel marzo 2016, prima di chiedere lo svolgimento di investigazioni indipendenti in maggio. Addax ha avviato in seguito i procedimenti volti a porre un termine al mandato di Deloitte. La società di revisione vi ha rinunciato di propria iniziativa in dicembre.

Ieri, 13:562017-03-24 13:56:00
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Spie turche, il Ministero pubblico della Confederazione apre un'inchiesta

Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha avviato, su autorizzazione del Consiglio federale, un procedimento penale per...

Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha avviato, su autorizzazione del Consiglio federale, un procedimento penale per spionaggio politico ai danni di rappresentanti di comunità turche in Svizzera. Lo ha detto oggi all’ats la stessa Procura federale, confermando una notizia dell’emittente televisiva svizzerotedesca Srf.

Un portavoce ha indicato che le autorità competenti hanno chiesto il benestare del Consiglio federale prima di agire: dopo che quest’ultimo, per voce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Dfgp), ha concesso la sua autorizzazione, lo scorso 16 marzo l’Mpc ha aperto un procedimento penale per sospetto spionaggio politico. La procura non ha voluto fornire altre informazioni in merito, visto che si tratta di un dossier tuttora pendente.

A metà marzo diversi media avevano riferito di attività di spionaggio all’Università di Zurigo ai danni di cittadini turchi critici nei confronti del governo di Recep Tayyip Erdogan. I fatti risalivano all’11 gennaio, quando – secondo quanto riferito da un dottorando a "Tages-Anzeiger" e "Der Bund" – due uomini si sono presentati a un seminario storico dell’ateneo zurighese dedicato al genocidio Armeno e hanno fotografato con il loro cellulare tutti i presenti.

In modo ancora più sfrontato avrebbero agito in dicembre, nell’Aula magna dell’università, altre spie turche durante una manifestazione in omaggio al lavoro di Can Dündar, ex direttore del quotidiano laico turco Cumhuriyet e fiero oppositore del presidente Erdogan. I due avrebbero fotografato una dopo l’altra le persone presenti.

Il 10 marzo infine, i Verdi svizzeri hanno pubblicato sul loro sito online un documento interno dell’ambasciata turca a Berna che invitava a tenere d’occhio le istituzioni e le associazioni che sembrano avere un legame con Fethullah Gülen, il predicatore accusato dal presidente turco Erdogan di aver orchestrato il fallito golpe dello scorso luglio.

Nel documento diffuso dal partito ecologista – che ha pubblicato sul proprio sito il testo originale (in turco e tedesco) – Engin Yilmaz, uno dei responsabili degli affari religiosi dell’ambasciata di Berna, afferma che i sostenitori di Gülen stanno aumentando anche in Svizzera, espandendosi in diverse sfere della società. Di recente, alcuni si sarebbero stabiliti nella Confederazione dopo essere fuggiti dalla Turchia. Yilmaz accusa nella lettera i gülenisti di influenzare tramite mezzi finanziari la copertura mediatica elvetica.

Il tema, decisamente scottante, è stato discusso ieri a Berna dal responsabile della diplomazia elvetica Didier Burkhalter e dal suo omologo turco Mevlüt Cavusoglu. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) ha in particolare riferito al collega di Ankara che la Svizzera esaminerà attentamente eventuali indizi relativi ad attività illecite di spionaggio. Si tratta di attività illegali, lesive dell’articolo 272 del codice penale, che sarebbero opera in particolare della Fondazione turco-islamica svizzera (Türkisch-Islamische Stiftung Schweiz, Tiss) e dell’Unione dei democratici turco-europei (Union Europäisch-Türkischer Demokraten, UETD).

Burkhalter ha sottolineato che "la libertà di espressione è un valore universale riconosciuto dalla Svizzera; il nostro Paese auspica che questo valga anche per i cittadini turchi che si apprestano ad andare alle urne, in Svizzera o in Turchia", ha concluso il ministro elvetico.

Ieri, 13:022017-03-24 13:02:27
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I delegati dell'Uss a favore della riforma 'Previdenza 2020'

Riuniti oggi in assemblea a Berna, i delegati dell’Unione sindacale svizzera (Uss) hanno deciso – con 98 voti contro 21 – di sostenere la riforma della...

Riuniti oggi in assemblea a Berna, i delegati dell’Unione sindacale svizzera (Uss) hanno deciso – con 98 voti contro 21 – di sostenere la riforma della Previdenza per la vecchiaia 2020. L’opposizione è venuta soprattutto dalla Svizzera romanda.

Il risultato odierno non è una sorpresa visto che il presidente dell’Uss e consigliere agli Stati (Ps), Paul Rechsteiner, è stato uno dei grandi architetti della soluzione trovata in Parlamento. Aveva definito il progetto una delle più grandi vittorie della sua carriera politica.

Nonostante ritenesse l’insieme della riforma Previdenza per la vecchiaia un notevole passo avanti, Rechsteiner aveva comunque dichiarato di aspettarsi una certa resistenza all’interno dei sindacati a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni e della riduzione (dal 6,8 al 6%) del tasso di conversione.

Ieri, 09:282017-03-24 09:28:26
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Via libera all'identità digitale targata Ffs e Posta

Via libera da parte della Commissione della concorrenza (Comco) e della Commissione europea al progetto congiunto di Posta e Ffs per creare un'identità digitale...

Via libera da parte della Commissione della concorrenza (Comco) e della Commissione europea al progetto congiunto di Posta e Ffs per creare un'identità digitale comune da mettere a disposizione di privati, aziende e autorità.

La partecipazione delle Ffs alla società affiliata della Posta SwissSign (di cui entrambe le società deterranno il 50%) porterà, nell'intento delle due ex regie federali, a lanciare nell'autunno di questo anno un'identità digitale standardizzata (E-ID svizzera) grazie alla quale gli utenti potranno accedere a vari servizi web mediante un'unica procedura di login sicura.

"Autorità e aziende – scrivono Ffs e Posta in un comunicato odierno – beneficeranno così di un'identità qualitativamente migliore che consentirà loro di strutturare in modo più sicuro ed efficiente la propria offerta online".

Ieri, 09:002017-03-24 09:00:09
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Deragliamento a Lucerna, stazione chiusa fino a lunedì mattina (galleria foto)

Non sarà riaperta prima di lunedì mattina la stazione ferroviaria di Lucerna, teatro mercoledì poco prima delle 14 del...

Non sarà riaperta prima di lunedì mattina la stazione ferroviaria di Lucerna, teatro mercoledì poco prima delle 14 del deragliamento di un Eurocity Etr 610 di Trenitalia che stava effettuando il collegamento Basilea-Milano. 

Nell'uscire dai binari, il convoglio ha trascinato con sé un pilone che sorreggeva la linea di contatto e causato gravi danni all'infrastruttura ferroviaria. Tali da tenere tutti fermi fino a dopo il weekend. Tutti i treni sono dunque fermi nella regione, tranne quelli della Zentralbahn, che hanno potuto riprendere a circolare senza limitazioni. Le Ffs invitano tuttavia i pendolari per e da Lucerna a calcolare tempi di percorrenza più lunghi.

Nel frattanto numerosi team di esperti Ffs hanno stanno lavorando alacremente per cominciare con le prime riparazioni. In totale, da oggi a domenica, dovranno posare 400 metri di nuovi binari, sostituire 4 scambi, ristrutturarne altri 2, spostare 150 – 200 tonnellate di ghiaia e sostituire 2 pilastri e una trasversale della linea di contatto.

23.3.2017, 14:402017-03-23 14:40:22
Stefano Guerra @laRegione

Meno di un milione di camion attraverso le Alpi

L'anno scorso, per la prima volta da oltre venti anni, i transiti di autocarri sulle Alpi svizzere sono stati inferiori a un milione: nel 2016 il loro numero è...

L'anno scorso, per la prima volta da oltre venti anni, i transiti di autocarri sulle Alpi svizzere sono stati inferiori a un milione: nel 2016 il loro numero è diminuito del 3,4 per cento rispetto al 2015, scendendo a 975mila. È quanto emerge dal rapporto sull'evoluzione del traffico merci transalpino nel 2016 pubblicato oggi dall'Ufficio federale dei trasporti (Uft).

In una nota diramata oggi l'Uft fa notare che, parallelamente, la quota di mercato della ferrovia nel traffico merci transalpino è salita al 71 per cento, raggiungendo così il valore più alto dal 2001, anno in cui sono mutate le condizioni quadro con l'introduzione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) e l'aumento graduale del limite di peso a 40 tonnellate.

22.3.2017, 22:462017-03-22 22:46:01
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Schwarzenbach invia quattro quadri a Locarno

Urs Schwarzenbach, proprietario dell’hotel zurighese Dolder Grand e collezionista d’arte, ha inviato in Ticino quattro quadri che si trovavano nella sua villa Falkenstein...

Urs Schwarzenbach, proprietario dell’hotel zurighese Dolder Grand e collezionista d’arte, ha inviato in Ticino quattro quadri che si trovavano nella sua villa Falkenstein a Zurigo. Le opere saranno esposte in una mostra a Locarno. All’inizio di marzo si era appreso che l’Amministrazione federale delle dogane per cercare di recuperare 11 milioni di franchi di IVA non pagata, è entrata al Dolder Grand e aveva sequestrato diverse opere d’arte di proprietà del miliardario. Le perquisizioni sono collegate a diversi procedimenti penali per sospette infrazioni alle leggi doganali.

I quattro quadri dell’artista Robert Indiana sono stati impacchettati e trasportati a Locarno, ha precisato il collezionista a TeleZüri e 20Minuten. Le dogane non sono a conoscenza del fatto. "Non le abbiamo informate", ha aggiunto. Per lui la cosa importante è che la mostra si faccia. Questa sera, presso l’Amministrazione federale delle dogane non è stato possibile raggiungere nessuno. Nei confronti di Urs E. Schwarzenbach (68 anni), che di recente ha deciso di ritrasferire il suo domicilio da Londra e Küsnacht (ZH), sono in corso dal 2012 inchieste per sospette importazioni illegali di opere d’arte. Dopo le prime perquisizioni, l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) rese noto alla fine del 2013 che al The Dolder Grand – l’hotel più lussuoso di Zurigo – erano esposte opere del valore di 75 milioni di franchi importate illegalmente.

22.3.2017, 18:472017-03-22 18:47:48
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La Posta rinuncia al progetto in Vietnam

La Posta rinuncia al progetto di far verificare in Vietnam gli invii male indirizzati, nonostante il successo dei test effettuati. Un suo portavoce ha confermato una...

La Posta rinuncia al progetto di far verificare in Vietnam gli invii male indirizzati, nonostante il successo dei test effettuati. Un suo portavoce ha confermato una informazione anticipata oggi dal settimanale Handelszeitung, in edicola domani.

Il progetto del "gigante giallo" era stato rivelato all'inizio di luglio del 2016 da due domenicali e aveva provocato le ire di partiti e pubblico.

L'idea era di far verificare in Vietnam gli indirizzi non riconosciuti dagli scanner automatici nel centro di smistamento delle lettere di Zurigo-Mülligen, facendo risparmiare tempo ai postini. (ats)

22.3.2017, 15:542017-03-22 15:54:51
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Il governo rilancia il Tarmed: previsti risparmi per 700 milioni  

Nuovo adeguamento per il tariffario medico (TARMED). La decisione del Consiglio federale è stata illustrata oggi durante una conferenza stampa...

Nuovo adeguamento per il tariffario medico (TARMED). La decisione del Consiglio federale è stata illustrata oggi durante una conferenza stampa a Berna da Alain Berset, capo del Dipartimento dell'interno (DFI). Le modifiche apportate dovrebbero permettere risparmi per circa 700 milioni di franchi l'anno.

L'intervento governativo si è reso necessario dopo che, negli scorsi sette anni, ospedali, medici e assicuratori non sono riusciti a trovare un accordo in materia. L'obbiettivo del Consiglio federale è che in futuro questi attori possano riuscire a gestire da soli i costi legati alla sanità. Le modifiche entreranno in vigore il primo gennaio 2018.

Con il TARMED in vigore al momento, introdotto nel 2004, l'esecutivo ritiene che numerose prestazioni siano sovrastimate, soprattutto nei settori caratterizzati da un utilizzo più marcato della tecnologia e in quelli più invasivi. Fra di questi vi sono ad esempio la radiologia, la gastroenterologia e la cardiologia. La medicina di base sarà invece uno degli ambiti meno colpiti dalle modifiche del precario. (ats)

22.3.2017, 15:172017-03-22 15:17:30
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Il comitato dell'Uss: sì alla riforma 'Previdenza 2020'

I sindacati dovrebbero appoggiare il progetto di previdenza vecchiaia 2020 come emerso dalla Camere federali: il comitato direttivo dell'Unione sindacale...

I sindacati dovrebbero appoggiare il progetto di previdenza vecchiaia 2020 come emerso dalla Camere federali: il comitato direttivo dell'Unione sindacale svizzera (USS) raccomanda ai delegati della sua organizzazione che si riuniscono venerdì di approvare il testo su cui il popolo voterà il 24 settembre.

Per la maggioranza dei membri del comitato (21 a 2) il pacchetto di misure è positivo per i dipendenti, indica l'USS in un comunicato. Per la prima volta da 40 anni il livello delle rendite AVS sarà adattato all'evoluzione dei salari e al rincaro dei prezzi. Quanto al calo del tasso di conversione del secondo pilastro, esso viene compensato. Per il comitato di USS, l'aumento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni rappresenta invece un passo indietro. (ats)
 

22.3.2017, 15:132017-03-22 15:13:03
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Pedrina nel cda delle Ffs

L'ex consigliere nazionale socialista ticinese Fabio Pedrina sostituirà con ogni probabilità il collega di partito grigionese Andrea Hämmerle nel Consiglio d'amministrazione delle Ferrovie...

L'ex consigliere nazionale socialista ticinese Fabio Pedrina sostituirà con ogni probabilità il collega di partito grigionese Andrea Hämmerle nel Consiglio d'amministrazione delle Ferrovie federali svizzere quale nuovo rappresentante del personale. La nomina è prevista in occasione dell'assemblea generale delle FFS del 2 maggio 2017.

In una nota diramata oggi, le FFS scrivono che il Consiglio d'amministrazione accoglie "con favore" la proposta delle federazioni del personale.

Il 62enne "qualificato economista" - indica il comunicato - dirige il proprio studio di progettazione e architettura insieme a sua moglie, in Ticino. Noto soprattutto come presidente dell'Iniziativa delle Alpi, è stato consigliere nazionale dal 1999 al 2011, come rappresentante del Partito socialista. Pedrina è sposato, ha tre figli e vive ad Airolo. (ats)

22.3.2017, 12:342017-03-22 12:34:26
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Tablet off limits sugli aerei? La Svizzera (per ora) dice no

La Svizzera non seguirà le orme degli Stati Uniti e del Regno Unito vietando di portare in cabina di determinati aerei computer portatili e tablet per...

La Svizzera non seguirà le orme degli Stati Uniti e del Regno Unito vietando di portare in cabina di determinati aerei computer portatili e tablet per prevenire gli atti terroristici. L'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) ha deciso, almeno per il momento, di non applicare questa misura.

Washington ha addotto un rischio di attentato per vietare in cabina gli apparecchi elettronici che superano le dimensioni di un cellulare - macchine fotografiche comprese - su una cinquantina di voli quotidiani di nove compagnie aeree provenienti da alcuni Paesi arabi e dalla Turchia. Tali apparecchi possono viaggiare solo nel bagaglio in stiva. Misure simili sono state adottate anche da Londra.

L'UFAC, che ha tenuto una riunione urgente questa mattina, ha deciso di sorvegliare la situazione internazionale e di restare in contatto con i due Paesi anglosassoni. Analizzerà anche regolarmente le raccomandazioni dei suoi esperti rispetto a una eventuale minaccia terroristica. (ats)

22.3.2017, 12:012017-03-22 12:01:05
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Il Tf: pene troppo alte per due sostenitori dell'Isis

Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona dovrà ridurre le pene inflitte il 18 marzo 2016 a due iracheni, condannati a quattro anni e otto mesi di...

Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona dovrà ridurre le pene inflitte il 18 marzo 2016 a due iracheni, condannati a quattro anni e otto mesi di carcere per partecipazione a un'organizzazione criminale, nella fattispecie il sedicente Stato islamico (Isis). Lo stabilisce il Tribunale federale, in una sentenza pubblicata oggi.

La suprema corte di Losanna conferma le condanne per il reato in questione, ritenendo che quali membri dell'Isis i due iracheni, imputati principali nel processo, siano effettivamente stati attivi per conto di questa organizzazione terroristica sviluppatasi in Iraq e Siria. Sulla questione della colpevolezza essa respinge dunque il loro ricorso.

Riguardo all'ammontare delle pene, invece, il TF dà ragione ai due iracheni e ordina tuttavia ai giudici di Bellinzona di emettere una nuova decisione. "Il Tribunale penale federale ha calcolato la pena massima possibile in modo non corretto", si spiega in un comunicato stampa che accompagna la sentenza.

Inoltre - afferma il TF - la Corte penale del TPF "ha considerato a torto, come fattore aggravante, che i due uomini avevano 'abusato dell'ospitalità della Svizzera'". Infatti - argomentano i giudici di Mon Repos - "la disposizione litigiosa (quella del Codice penale sull'organizzazione criminale, ndr) non distingue tra autore straniero e autore svizzero". Dunque - concludono - "in modo generale, i considerandi dell'autorità precedente non bastano in alcuno dei due casi per giustificare le pene particolarmente alte pronunciate". (ats)

21.3.2017, 15:212017-03-21 15:21:29
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Alptransit, bici a bordo solo su prenotazione e contingentate

A causa dell’importante domanda, a partire da oggi e fino al 29 ottobre, su tutti i treni IC e ICN che transitano attraverso la galleria di base del...

A causa dell’importante domanda, a partire da oggi e fino al 29 ottobre, su tutti i treni IC e ICN che transitano attraverso la galleria di base del San Gottardo, sarà necessaria la prenotazione per chi vuole viaggiare portando con sé la bicicletta.

La tassa per la prenotazione ammonta a 5 franchi, cui si aggiunge il costo del biglietto per bici (carta giorno bici o pass bici), si legge in un comunicato odierno delle Ffs. Le Ferrovie consigliano di prendere in considerazione anche l’eventualità di viaggiare lungo la linea di montagna, per cui non vi è alcun obbligo di prenotazione.

21.3.2017, 10:582017-03-21 10:58:09
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Il Tcs: auto senza chiave in balia dei ladri

Un anno fa, il Touring club svizzero (Tcs) assieme all’Adac hanno svolto un test su 24auto dotate di “keyless” (senza chiave) dimostrando che questo sistema è...

Un anno fa, il Touring club svizzero (Tcs) assieme all’Adac hanno svolto un test su 24
auto dotate di “keyless” (senza chiave) dimostrando che questo sistema è alquanto
vulnerabile. Lo precisa lo stesso Tcs in una nota. Nello spazio di pochi secondi, automobili chiuse correttamente sono state aperte e messe in moto. Il Tcs ha esaminato altri 76 modelli  e anche in questo caso è stato facile aprire le auto e farle partire. La Spf di Zurigo – si aggiunge – ha sviluppato una tecnica, pronta per la commercializzazione, che evita questi inconvenienti. Il Tcs invita dunque i costruttori a migliorare la protezione antifurto delle auto munite di “Keyless”, aggiungendo all’origine, per esempio, una pulce elettronica con temporizzatore. La Spf di Zurigo ha sviluppato un simile sistema e grazie a una programmazione intelligente, il veicolo
riconosce l’eventuale deviazione del segnale della chiave, bloccandone l’apertura.