Societa

22.9.2017, 19:112017-09-22 19:11:09
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Cani violenti e insetti che si divorano al Guggenheim, è protesta animalista contro la mostra cinese

Il Museo Guggenheim sotto accusa per una nuova mostra di 70 artisti contemporanei cinesi: parte dell’...

Il Museo Guggenheim sotto accusa per una nuova mostra di 70 artisti contemporanei cinesi: parte dell’installazione che si inaugurerà il prossimo 6 ottobre, con 150 pezzi d’arte sperimentale, è un video in cui quattro coppie di pitbull si affrontano per sette minuti con la bava alla bocca, pronti a sbranarsi. Crudeltà contro gli animali?

Nel clip gli otto cani cercano di partire all’attacco, ma non sono in grado neppure di sfiorarsi perché corrono, legati, su altrettanti tapis roulant. Cani veri furono usati quando l’installazione della coppia di artisti Sun Yuan e Peng Yu fu prodotta nel 2003. E anche se al Guggenheim approderà solo un filmato, gli animalisti si sono mobilitati con una petizione che chiede al museo sulla Quinta Strada di rimuovere il clip.

Altri pezzi della mostra ‘Art and China After 1989’ sono molto discutibili. In uno di questi, ‘Teatro del Mondo’, centinaia di locuste, millepiedi, gechi, grilli, scarafaggi e altri insetti e rettili vivi si muovono sotto una lampada, divorandosi a vicenda, destinati a perire (o sopravvivere) nei tre mesi dell’esposizione. Finora però solo i pitbull di ‘Dogs That Cannot Touch Each Other’ hanno creato scalpore.

«I curatori sperano che il pubblico capirà perché gli artisti lo hanno prodotto e cosa vogliono dire sulle condizioni sociali della globalizzazione», si è difeso il museo sul suo sito web. Sun e Peng, marito e moglie, nella loro carriera artistica non è la prima volta che fanno discutere. Nel 2000 il loro sangue fu iniettato nel cadavere di due gemelli siamesi per la performance a Shanghai intitolata ‘Body Link’.

La Peng si è scandalizzata a sua volta per la reazione di questi giorni alla loro opera: “Non capisco il perché di tanta indignazione: I cani non sono stati mai maltrattati. E sono cani naturalmente aggressivi”.

18.9.2017, 20:262017-09-18 20:26:34
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A.A.A. ingegnere-psicologo cercasi per umanizzare Siri, Apple guarda al 'livello successivo'

A.A.A. ingegnere psicologo-cercasi. Obiettivo: umanizzare l'assistente vocale. È questa la strada che sembra voler...

A.A.A. ingegnere psicologo-cercasi. Obiettivo: umanizzare l'assistente vocale. È questa la strada che sembra voler imboccare Apple: sul suo sito ha pubblicato un annuncio di lavoro per migliorare Siri, il suo assistente vocale, chiedendo esperienza in computer science, Intelligenza artificiale, dati, ma anche conoscenze nel campo della psicologia o della consulenza psicologica.

«Cerchiamo persone in grado di trasformare i dati in modelli intelligenti che porteranno Siri al livello successivo», scrive Apple nell'annuncio di lavoro per un “Siri Software Engineer, Health and Wellness” che contribuirà a creare «tecnologie all'avanguardia», «per sistemi su larga scala» che usano «linguaggio parlato, big data e intelligenza artificiale».

«Le persone hanno conversazioni serie con Siri. Parlano di tutto, dalle cose serie alle giornate particolarmente stressanti. Chiedono aiuto durante le emergenze o quando vogliono indicazioni per una vita più sana», spiega ancora Apple.

Siri è stato interpellato più volte nelle emergenze (l'ultima in Texas durante l'uragano Harvey) e in passato è stato anche impostato in modo da dare indicazioni utili sui centri di prevenzioni suicidi in Usa. Senza contare che la società di Cupertino è sempre più interessata al settore salute con una piattaforma ed una app ad hoc. Questa offerta di lavoro lascia però presagire da parte di Apple un interesse a portare l'assistente virtuale ad un livello superiore, più “emozionale”.

Molti ricercatori pensano che la prossima rivoluzione arriverà proprio dall'Intelligenza artificiale e dal “machine learning” e stanno studiando meccanismi e tecniche di riconoscimento vocale, reti neurali e algoritmi per il riconoscimento delle immagini. E i risultati si possono già toccare con mano. L'intelligenza artificiale già compone musica e dipinge quadri, vince al tavolo da gioco barando come un uomo, sta imparando a sorridere e ad imitare espressioni del nostro viso.

Insomma si è già umanizzata e la crescita esponenziale delle sue possibili applicazioni nella vita reale ha fatto già nascere scuole di pensiero opposte: per il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, l'intelligenza artificiale migliorerà le nostre vite mentre secondo il patron di Tesla, Elon Musk, potrebbe scatenare la terza guerra mondiale.

14.9.2017, 08:182017-09-14 08:18:33
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Adolescente promessa sposa e segregata in casa, chiede aiuto attraverso un gioco in chat: arrestato il padre

Tenuta segregata in casa per quattro anni e promessa in sposa a un uomo che non conosceva per la...

Tenuta segregata in casa per quattro anni e promessa in sposa a un uomo che non conosceva per la somma di 15 mila euro, è riuscita a salvarsi chiedendo aiuto a un coetaneo attraverso la chat di un gioco per smartphone. È quanto ha ricostruito la polizia di Firenze che ha arrestato il padre della giovane, ora 17enne, originaria dell'Est Europa e residente nel capoluogo toscano. Riduzione in schiavitù il reato contestato al padre, arrestato.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, quattro anni fa la ragazza, allora 13 enne, era stata promessa in sposa dal padre a un connazionale, residente con la propria famiglia in Francia. L'accordo stipulato prevedeva il pagamento di 15 mila euro, 4 mila dei quali furono versati come acconto 10 mesi dopo, quando la famiglia del futuro sposo si recò in Italia. Nell'occasione fu stabilito che in attesa delle nozze la ragazzina avrebbe dovuto mantenere la verginità, dimagrire e imparare a fare le faccende domestiche, pena la restituzione della somma versata.

In base agli accertamenti della squadra mobile, da allora la ragazza sarebbe stata segregata in casa dai genitori, che le permettevano di uscire solo poche volte al mese per fare la spesa, sempre in compagnia di uno degli uomini di famiglia.

Nonostante non le fosse permesso possedere denaro e le fosse stata tolta la scheda telefonica, la ragazzina è riuscita a chiedere aiuto a un coetaneo accedendo alla chat di un gioco per smartphone grazie a una connessione wi-fi. Il ragazzino, residente in Sicilia, ha raccolto la sua richiesta di aiuto segnalando il caso a un centro antiviolenza, facendo così scattare le indagini.

13.9.2017, 14:082017-09-13 14:08:37
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Il circolo vizioso dell'abbuffata: rovina la linea e anche la memoria

Mangiare in modo incontrollato e sull’onda delle emozioni potrebbe rovinare non solo la silhouette ma anche la memoria. Lo rivela uno studio...

Mangiare in modo incontrollato e sull’onda delle emozioni potrebbe rovinare non solo la silhouette ma anche la memoria. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista “Appetite” e condotto presso l’Università della California Meridionale a Los Angeles.

Gli esperti hanno coinvolto 93 individui di 18-65 anni e con una serie di questionari ad hoc hanno raccolto informazioni sia sul loro rapporto col cibo, sia sulla loro capacità di rievocare il passato, quindi sulla loro memoria autobiografica. Ebbene, è emersa una chiara correlazione tra l’abitudine a mangiare in modo incontrollato (abbuffate) o in modo emotivo e una minore performance nel rievocare il proprio passato.

L’ipotesi avanzata dagli esperti è che un problema rinforzi l’altro in un circolo vizioso senza fine, perché chi ha poca memoria del proprio passato tenderà a dimenticare episodi in cui ha mangiato male e in modo incontrollato e soprattutto non terrà a mente le conseguenze (emotive e fisiche) di quegli episodi, quindi tenderà sempre a ricadere nello stesso errore a tavola.

12.9.2017, 15:302017-09-12 15:30:37
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Quelle particelle di colore liberate dai tatuaggi: un possibile pericolo per la salute

I tatuaggi possono far male alla salute? Adesso c'è più di un sospetto, relativo alla composizione degli inchiostri...

I tatuaggi possono far male alla salute? Adesso c'è più di un sospetto, relativo alla composizione degli inchiostri utilizzati. Questi infatti  possono liberare minuscole particelle, delle dimensioni inferiori a un milionesimo di millimetro, capaci di viaggiare nel sangue fino a raggiungere i linfonodi, vere e proprie ’sentinelle’ delle difese immunitarie.

Sono state osservate per la prima volta grazie al più potente dei microscopi, la luce di sincrotrone, e le conseguenze per la salute al momento non sono chiare. Pubblicata sulla rivista “Scientific Reports”, la scoperta si deve al gruppo coordinato da Ines Schreiver, dell’Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bfr). Al momento le uniche conseguenze osservate sono un rigonfiamento cronico dei linfonodi.

«Quando qualcuno vuole farsi un tatuaggio è molto attento a rivolgersi a centri che utilizzano aghi sterili. Tuttavia nessuno controlla la composizione chimica dei colori, bisognerebbe farlo e adesso ne dimostriamo il motivo», ha rilevato Hiram Castillo, del Centro europeo per la luce di sincrotrone di Grenoble.

Infatti, la maggior parte degli inchiostri usati nei tatuaggi contiene pigmenti organici, ma anche sostanze come nichel, cromo, manganese, cobalto e il biossido di titanio usato per il bianco. Le immagini di campioni di pelle e linfonodi prelevati da persone tatuate, osservate grazie alla luce di sincrotrone, hanno permesso di vedere nei tessuti le minuscole particelle liberate dai colori.

11.9.2017, 10:562017-09-11 10:56:38
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Anche la Cina ci pensa... La rivoluzione verde è senza diesel e benzina

La Cina sta lavorando a una strategia nazionale sulle auto “smart”, e sta valutando di mettere al bando in futuro la produzione e la...

La Cina sta lavorando a una strategia nazionale sulle auto “smart”, e sta valutando di mettere al bando in futuro la produzione e la vendita di auto a benzina e diesel. A dirlo, secondo quanto riportato dall’agenzia Xinhua, è stato Xin Guobin, viceministro dell’Industria, nel corso di un forum dedicato allo sviluppo dell’industria automobilistica.

Con l’industria globale che guarda ai veicoli intelligenti ed elettrici – ha spiegato il viceministro – ha preso il via il lavoro su un programma per vietare la produzione e la messa in commercio di auto alimentate con energie tradizionali. L’ultima tabella di marcia al vaglio del ministero prevede che le vendite delle case automobilistiche comprendano veicoli elettrici o ibridi in misura pari all’8% del totale nel 2018, cifra che sale al 10% nel 2019 e al 12% nel 2020.

Nel 2025 un quinto delle auto vendute dovrà essere “verde”. La strada a cui mira la Cina, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento e contrastare il cambiamento climatico, è la stessa già intrapresa da Francia e Regno Unito, che hanno annunciato lo stop alle vendite di auto nuove con alimentazione diesel e benzina nel 2040.

7.9.2017, 13:272017-09-07 13:27:26
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Disoccupazione giovanile, lanciata una helpline

Una helpline nazionale per combattere la disoccupazione giovanile, sostenuta dagli ambienti economici e gestita dai professionisti di Pro Juventute: componendo la...

Una helpline nazionale per combattere la disoccupazione giovanile, sostenuta dagli ambienti economici e gestita dai professionisti di Pro Juventute: componendo la sigla "0800 GO4JOB", i giovani riceveranno le informazioni che cercano 24 ore su 24.

In Svizzera i giovani senza lavoro erano 50’000 l’anno scorso. Molti di questi ragazzi devono fare affidamento a lungo termine all’assistenza, generando costi esorbitanti. "La disoccupazione giovanile è un tema che va seguito con la dovuta attenzione dall’economia e dallo Stato. Per contrastarla occorre molto impegno, ma anche idee e approcci nuovi", afferma Valentin Vogt, presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), come pure dell’associazione mantello contro la disoccupazione giovanile "Check Your Chance", che ha lanciato il nuovo servizio telefonico.

La nuova helpline – raggiungibile componendo 0800 GO4JOB o lo 0800 46 45 62, oppure con una email all’indirizzo consulenza@go4job.ch – vuole essere un punto di riferimento "per i giovani, ma anche per gli insegnanti di scuola professionale, i formatori e i genitori", si legge in una nota odierna.

7.9.2017, 12:012017-09-07 12:01:00
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Alcol e gravidanza, in Svizzera un bambino su cento presenta disturbi

In Svizzera un bambino su cento presenta disturbi causati dal consumo di alcol della madre durante la gravidanza.

Il 9 settembre, in...

In Svizzera un bambino su cento presenta disturbi causati dal consumo di alcol della madre durante la gravidanza.

Il 9 settembre, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione della sindrome alcolica fetale, viene lanciata una campagna di sensibilizzazione a livello internazionale su questo tema. Anche Dipendenze Svizzera propone diverse pubblicazioni per le future mamme e i loro familiari e conoscenti.

L’alcol rappresenta un pericolo sia per la salute della futura madre che del nascituro. Le ripercussioni negative sul neonato dipendono dallo stadio della gravidanza, dalla durata del consumo e dalle quantità consumate. Anche se non si può definire un valore soglia chiaro a partire dal quale subentri un pericolo per il nascituro, i danni possono essere notevoli. Durante la gravidanza molte donne si astengono dal consumo di alcol, ma per alcune è difficile rinunciarvi.

Anche il bambino beve Attraverso la placenta l’alcol finisce direttamente nel sangue del feto. Tuttavia, i danni che il bambino può subire durante la gravidanza si possono prevenire. Secondo gli esperti, se si desidera un bambino e si vuole evitare che l’embrione sia esposto all’alcol nella prima fase della gestazione, l’ideale sarebbe non bere alcol o solo piccole quantità di alcolici, e comunque non tutti i giorni. In ogni caso, bisognerebbe rinunciare al consumo eccessivo, anche occasionale. Anche durante l’allattamento, che è vivamente raccomandato dagli specialisti, le donne dovrebbero stare attente e, se possibile, evitare di bere alcol, che finisce nel latte materno e inibisce la produzione di latte. In caso di difficoltà o di domande sul loro consumo alcolico, le future mamme non dovrebbero esitare a rivolgersi al medico di famiglia o a un ginecologo.

5.9.2017, 08:492017-09-05 08:49:45
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Vent'anni fa la morte di Madre Teresa di Calcutta

Dopo Lady D si ricordano oggi i venti anni dalla morte di Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu. Nata a Skopje il 26 agosto 1910, morì a...

Dopo Lady D si ricordano oggi i venti anni dalla morte di Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu. Nata a Skopje il 26 agosto 1910, morì a Calcutta, in India, il 5 settembre 1997. Religiosa albanese alla nascita, poi naturalizzata indiana, di fede cattolica, è stata fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della carità. Il suo lavoro instancabile tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo e le valse numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 1979. È stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e santa da papa Francesco il 4 settembre 2016.

23.8.2017, 11:392017-08-23 11:39:35
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Mangiare gli insetti? Per superare il disgusto occorrerà puntare su altri valori

Spingere i consumatori a mangiare insetti richiederà del tempo e per superare la barriera del disgusto occorrerà puntare su...

Spingere i consumatori a mangiare insetti richiederà del tempo e per superare la barriera del disgusto occorrerà puntare su altri valori: è l’opinione dell’esperto di marketing Vincent Antonioli, che confida anche nell’effetto trainante di chi vuol vivere un’esperienza. “Far gustare il prodotto sarà determinante per sedurre i consumatori”, spiega Antonioli in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano economico romando L’Agefi. “Oggi il cliente vuole vivere un’esperienza: occorre raccontagli una storia, farlo viaggiare”. Secondo lo specialista un approccio interessante potrebbe essere quello di ricorrere ad “ambasciatori” o a persone d’influenza che possano condividere con la comunità il vissuto di una consumazione di insetti.

La scommessa è quella di compensare il deficit legato all’aspetto estetico degli animaletti con altri valori, come le proprietà nutritive, il prezzo, la specificità o la sostenibilità ecologica. “Credo veramente che stiamo vivendo un periodo importante in cui viene rimessa in questione la nostra alimentazione e che offre prospettive interessanti”.

“La sfida più grande è certamente quella di far sì che i consumatori superino la barriera del disgusto nei confronti degli insetti”, ammette Antonioli, fondatore dell’agenzia di marketing Debout sur la table. “I cambiamenti culturali sono delicati e richiedono molto tempo, ma le attuali discussioni relative al consumo di carne o proteine potrebbero incoraggiare i consumatori a provare nuovi prodotti e nuovi sapori”. Secondo l’ex direttore commerciale del quotidiano gratuito romando '20 Minutes' il potenziale di mercato esiste, ma i grandi distributori devono essere pazienti: ci vorrà infatti del tempo prima che il cambiamento culturale permetta ai consumatori di essere sedotti da larve e cavallette. “L’offerta si adatterà alla domanda, si amplierà con differenti insetti, differenti gusti, differenti utilizzazioni nei pasti... Dopo, tutto sarà possibile”.

La Svizzera è il primo paese europeo ad autorizzare il consumo di insetti come derrate alimentari. Coop si è già lanciata. Migros per il momento invece sta a guardare: secondo Antonioli si tratta di una scelta calcolata e il gigante arancione non esiterà a scendere in campo se il lancio del prodotto presso i concorrenti si rivelerà un successo. Da parte loro le aziende già attive nel campo possono proporsi come innovatrici e moderne: “forse un’occasione per sedurre il pubblico giovane, sempre più difficile da convincere”, osserva Antonioli. Secondo lo specialista comunque il futuro è roseo. “I consumatori svizzeri – come molti altri – sono pronti a provare nuove esperienze culinarie e gustative. La domanda è quanto tempo ci vorrà: ma non ho alcun dubbio sul successo futuro di questa nuova fonte di proteine”.

23.8.2017, 09:392017-08-23 09:39:44
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Gli svizzeri poco propensi nel prodigare i primi soccorsi

Un sondaggio condotto dal Touring Club Svizzero (Tcs) e i Samaritani comprova che tendenzialmente gli svizzeri sopravvalutano le loro conoscenze sui primi...

Un sondaggio condotto dal Touring Club Svizzero (Tcs) e i Samaritani comprova che tendenzialmente gli svizzeri sopravvalutano le loro conoscenze sui primi soccorsi. Solo il 7% degli interpellati è, per esempio, in grado d’enunciare le quattro azioni base da applicare nel caso d’incidente. Il potenziale di miglioramento è ancora molto ampio.

Gli svizzeri, sono dei buoni samaritani? Alla lettura dei risultati del sondaggio condotto da Tcs e Samaritani su un campione rappresentativo di 567 persone fra i 18 e i 70 anni, mirante a valutare il grado di conoscenze sui primi soccorsi, la risposta è piuttosto contrastante. La maggioranza degli intervistati (65%) ritiene di essere capace di fornire le prime cure, ma di fronte alla realtà di un incidente e quando le domande diventano più concrete, essi tendono a sovrastimare le loro concrete capacità.

Gesti e principi velocemente dimenticati

Solo il 7% degli interpellati sanno enunciare spontaneamente le diverse azioni da svolgere in caso d’incidente e solo un terzo riesce a citarne tre su quattro (garantire la propria sicurezza, mettere in sicurezza il luogo dell’incidente, chiamare i soccorsi e prodigare i primi soccorsi). Solo il 32% degli intervistati sanno elencare le tre azioni da fare per verificare lo stato di salute di una persona ferita (se è cosciente, se respira, se sta sanguinando copiosamente o se soffre di lesioni gravi). Se si deve intervenire su una persona incosciente che non respira più, oltre due terzi sanno che si deve praticare un massaggio cardiaco; ma la metà degli intervistati non si sente all’altezza di farlo e solo il 19% riesce a descrivere con precisione i gesti da compiere. Più preoccupante è il fatto, che solo l’1% è in grado di agire correttamente di fronte a una persona ferita che sanguina molto.

Aggiornare le proprie conoscenze per aumentare le possibilità di salvare vite umane

Tra sentirsi pronto ed essere veramente capace di agire, c’è un divario dovuto ai molti anni trascorsi fra la frequentazione del corso 'Primi soccorsi' e il sondaggio. Infatti, la maggioranza degli intervistati ha seguito il corso all’ottenimento della patente di guida e, in seguito, non ha più seguito un aggiornamento. Un fatto che preoccupa, perché il numero dei morti sulle strade potrebbe venir ridotto significativamente se il corso fosse impartito in modo appropriato sul luogo dell’incidente, prima dell’arrivo dei servizi di soccorso professionali. Attualmente si può solo incoraggiare di seguire un corso di aggiornamento sul tema. Fortunatamente, il 72% degli intervistati conosce i numeri d’emergenza in caso d’incidente stradale con feriti (144 o 112), mentre il numero europeo (112) è pressoché sconosciuto, in quanto citato solo dal 10% degli intervistati.

23.8.2017, 05:572017-08-23 05:57:38
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Tormenti d'estate

“Lo dice la parola stessa”, spiegava Frate Antonino da Scasazza, personaggio della trasmissione cult “Quelli della Notte”, uno dei momenti più intelligenti dell’intrattenimento televisivo italiano....

“Lo dice la parola stessa”, spiegava Frate Antonino da Scasazza, personaggio della trasmissione cult “Quelli della Notte”, uno dei momenti più intelligenti dell’intrattenimento televisivo italiano. Quel concentrato d’improvvisazione, nonsense, satira e cultura musicale fu una fucina di tormentoni. “Lo dice la parola stessa” è, appunto, uno dei molti creati dal fine umorista Nino Frassica. Sotto le spoglie del parroco di un inesistente paesino siciliano (Scasazza), il comico rallegrava gli italiani con espressioni riproposte puntualmente ad ogni replica, imboccato da Renzo Arbore, spalla per eccellenza, autore e conduttore del programma. Proprio la reiterazione, l’ostinazione, la riproposizione sistematica di una frase fatta, o una storpiatura di essa – azioni applicabili pure a canzoni, immagini, video – sono alla base del concetto di tormentone, forma espressiva alimentata in passato da radio e tv, oggi sdoganata dai social, moderna fabbrica di passaparola capace di spedire ‘manufatti del tormento’ ovunque. L’idea di tormento derivante da questo ‘martellamento’ è all’origine dell’espressione. E il tormento può essere – “lo dice la parola stessa” – persecutorio, oppure piacevolissimo, applicabile in più campi e dall’efficacia che può sfiorare l’eternità, scopo ultimo del creativo in cerca della pubblicità vincente: chi, pronunciando l’espressione “già fatto?”, non ha pensato almeno per una volta a una siringa?

Estate 2017, il trionfo del reggaetton

Per incoronare il tormento di questa torrida estate 2017 è ancora presto. Tuttavia, un genere vincente c’è già: il reggaeton. Con i suoi oltre tre miliardi (!) di visualizzazioni – record storico – su YouTube, “Despacito” di Luis Fonsi e Daddy Yankee ne è il portabandiera. La canzone è uscita in inverno, ha dominato la primavera ed è ovunque anche in estate. A declinare il genere in chiave italica è l’esotica rapper Baby K, che dopo l’exploit di un paio d’anni fa (“Roma-Bangkok” con Giusy Ferreri) ci riprova con “Voglio ballare con te”, in compagnia di Andres Dvicio. Il tentativo sta avendo un buon riscontro, parrebbe superiore alla pur godibile “Partiti adesso” proprio dell’ex amica Ferreri. Autore del brano dell’icona di X Factor è Tommaso Paradiso, leader della band rivelazione dell’anno. I Thegiornalisti hanno portato alla ribalta in Italia l’indiepop e con le hit “Pamplona” (condita dal rap di Fabri Fibra) e “Riccione” hanno già lasciato il segno.

Ma a portare la firma di Paradiso sono anche altri brani di successo della stagione: “Mi hai fatto fare tardi” di Nina Zilli e “L’esercito del selfie” interpretata da Arisa e Lorenzo Fragola. Entrambe dal sapore vintage, fanno da contraltare al modernismo di “Volare” e “Senza pagare” – ai microfoni rispettivamente l’improbabile accoppiata Gianni Morandi con Fabio Rovazzi e quella collaudatissima Fedez e J-Ax. A bissare il successo conseguito all’Ariston ci prova anche Francesco Gabbani con “Tra le granite e le granate”, mentre ad annunciarci che “l’estate è tornata” ci pensa pure Tiziano Ferro in “Lento/Veloce”. In quest’estate tricolore è poco lo spazio per gli artisti stranieri. Abbandonati gli scandali, Miley Cyrus convince con la romantica “Malibu”, come piace pure “Something just like this” dei Coldplay con i Chainsmokers. Due infine i gioiellini pop in inglese: la struggente “Symphony” dei Clean Bandit – con la voce della talentuosa Zara Larsson – e la sorprendente “Sign of the times” dell’ex One Direction Harry Styles, che strizza con successo l’occhio a Mick Jagger.

Dai Beach Boys a Shakira: il tormentone si evolve

Figli del boom economico, di tormentoni estivi si comincia a parlare negli anni Sessanta. Dai Beach Boys a Edoardo Vianello, il tema dominante di quegli anni spensierati è tutto legato alla formula mare-sole-spiaggia. Mina, Gino Paoli, Celentano, Al Bano, Patty Pravo: anche i big danno il proprio contributo alla musica da ombrellone. Tra un twist e l’altro, c’è spazio anche per la generazione ribelle: è Scott McKenzie nel ‘67 a invitarci ad andare a San Francisco con dei fiori fra i capelli. Nel decennio successivo la stagione calda è un trionfo di canzoni d’amore. E mentre Claudio Baglioni fa innamorare frotte di capelloni, con la decolonizzazione si fanno largo ritmi esotici come Ramaya di Afric Simone e un nuovo genere che riporta tutti in pista: la disco music. Donna Summer, Abba, Village People, Boney M.

In Italia si balla con La Bionda, Alan Sorrenti, Rettore, Viola Valentino. Notti passate sotto alla sfera stroboscopica, che ci traghettano negli anni Ottanta: decade in cui si afferma l’italodisco dei Righeira, di Spagna e dei Boys di Sabrina Salerno. E si torna in spiaggia, ma non più in Romagna o Versilia: le vacanze cominciano a parlare spagnolo. Si sogna di un’Isla bonita, s’impara che per ballare La bamba ci vuole un po’ di grazia e si assiste impotenti all’ondata rap. A farsi portabandiera del genere importato dagli Usa è il ragazzo fortunato Jovanotti, che imperversa durante gli anni Novanta. Anni, questi e i seguenti, dominati dai ritmi martellanti techno e house, dal fenomeno 883 e dall’affermazione definitiva della latinità: dalla Macarena alla danza Kuduro, da Ricky Martin fino alla regina dei Mondiali di calcio, Shakira.

Ebbene sì, quell'anatra è svizzera

Non devono ingannare i tratti spesso un po’ latini e l’ambientazione da spiaggia dei tormentoni musicali. Gli svizzeri, dai tormentoni, non sono immuni dal punto di vista creativo: “Il ballo del qua qua”, quel fenomeno a tratti isterico che ancora accende le nostre feste (o le ammorba, a seconda che piaccia oppure no), è infatti un’invenzione del fisarmonicista svizzero Werner Thomas (nella foto). La sua “Der Ententanz” è nata agli inizi degli anni 60 in un ristorante di Davos. Chi mastica la lingua germanica, avrà intuito che nella versione originale, a fare “qua qua”, non è un papero, come vuole la versione italiana, bensì un gruppo di anatre (Enten). Forse la storia della musica non avrà un capitolo per “Der Ententanz”, ma la criminologia sì. Uno dei più efferati serial killer della storia francese è immortalato nel video girato da un poliziotto in borghese mentre danza sulle note del tormentone alla festa di fine anno scolastico dei propri figli. Quel ballo gli costerà l’identificazione e l’arresto. Per la precisione, il papero italiano e l’anatra svizzera, in Francia diventano un pollo (“La danse du poulet”). Sempre per dovere di cronaca, in Svezia, Spagna, Norvegia, Giappone e molta altra parte del mondo, paperi, anatre e polli sono sostituiti da passerotti e pappagallini.

‘Sole, cuore e... dimenticatoio’, quando successo fa rima con meteora

Estate, tempo di mare e di meteore. Ne sa qualcosa Valeria Rossi. “Sole, cuore e amore” sono diventati l’inno alla banalità, eppure la sua “Tre parole” (2001) fu il secondo singolo più venduto dell’anno. Altrettanto velocemente scomparse – e con l’aggravante della coreografia – furono le sorelle Las Ketchup, dopo il successo internazionale “Aserejé” (2002). “Prendi una donna, trattala male” avrebbe commentato Marco Ferradini; la sua “Teorema” (1981) tornò alla ribalta a vent’anni dalla pubblicazione grazie alla commedia “Chiedimi se sono felice” di Aldo, Giovanni e Giacomo. La scure del dimenticatoio si è abbattuta anche sulle band – dai Knack della travolgente “My Sharona” (1979) ai minorenni Gazosa di “Www.mipiacitu” (2001) –, senza risparmiare neanche chi ha segnato un’epoca: è il caso di Chubby Checker che con “Let’s twist again” (1961) inventò il famoso ballo o del job sharing di Corona e Jenny B. La prima prestò il corpo e la seconda la voce a “The Rhythm of the night” (1993), manifesto dell’eurodance italiana.

L’amore ai tempi di Umberto Tozzi

Dopo il successo di “Ti amo” (‘76), un discografico francese disse “Questo Tozzi non sfonderà”. E invece, il torinese oggi monegasco centrerà altri 3 tormentoni estivi di fila: “Tu” (‘78), “Stella stai” (‘80) e soprattutto – l’anno prima – “Gloria”. Il pezzo sfonderà negli Usa cantato da Laura Branigan. Nel 2013, “Gloria” echeggia nella scena clou di “The Wolf of Wall Street”, film di Martin Scorsese. Quanto a “Ti amo”, oggi Tozzi ringrazia il brano per avergli “permesso di fare questo mestiere” (sue parole luganesi di aprile).

22.8.2017, 10:262017-08-22 10:26:44
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Pro Senectute festeggia in musica i suoi primi 100 anni

Pro Senectute festeggia i suoi 100 anni. In occasione del Giubileo e della tournée autunnale dedicata al grande evento, l’Orchestra Sinfonica Svizzera della...

Pro Senectute festeggia i suoi 100 anni. In occasione del Giubileo e della tournée autunnale dedicata al grande evento, l’Orchestra Sinfonica Svizzera della Gioventù accompagnerà dal vivo la proiezione del film 'Tempi moderni'. Sono previsti quattro concerti esclusivi a Zurigo, Montreux, Lugano e Berna, diretti dal maestro Ludwig Wicki, nome noto nel panorama internazionale delle colonne sonore.

Durante la tournée organizzata per il centenario di Pro Senectute, sessanta giovani talenti provenienti da tutta la Svizzera accompagneranno il capolavoro di Chaplin 'Tempi moderni'. Il film, uscito nel 1936 sullo sfondo della crisi economica, punta il dito contro la meccanizzazione e razionalizzazione del mondo del lavoro, e si rivela così di grande attualità nell’era della digitalizzazione.

Per i membri dell’Orchestra Sinfonica Svizzera della Gioventù i concerti sono “un’esperienza del tutto nuova”, afferma Nicole Benz, presidentessa della Commissione musicale dell’orchestra. “Per i musicisti e il direttore non presentano una grande complessità tecnica come può essere ad esempio una sinfonia di Strauss. Tuttavia, suonare sincronizzandosi con il film sarà sicuramente una bella sfida. Inoltre, la musica di Chaplin è ricca di sfumature: passa da elementi di jazz al tipico slapstick”, spiega con entusiasmo la violinista 22enne. I membri dell’orchestra, provenienti da tutta la Svizzera, si riuniranno in autunno per provare la musica del film con il maestro ospite Ludwig Wicki. Wicki è direttore artistico della 21st Century Symphony Orchestra e negli anni passati ha diretto diverse prime mondiali eseguendo dal vivo la colonna sonora di vari film. I concerti del Giubileo si terranno in note location: presso la Tonhalle Maag a Zurigo (14.10), l’Auditorium Stravinski a Montreux (21.10), il LAC a Lugano (22.10) e il Kursaal a Berna (12.11).

Quando i giovani fanno musica per gli anziani

Sessanta musicisti di età compresa fra i 15 e i 25 anni accompagneranno un classico del cinema muto nell’era digitale, per rendere omaggio a un’organizzazione centenaria. Un bel modo per gettare ponti tra più generazioni. Eveline Widmer-Schlumpf, che da aprile ha preso le redini alla presidenza di Pro Senectute Svizzera, si dichiara contenta dell’impegno dell’orchestra: “Avrò il piacere di essere presente a Zurigo quando prenderà il via la tournée. L’entusiasmo dei giovani musicisti è contagioso. Per me questo progetto incarna la realtà svizzera dei giorni nostri: affinché una convivenza funzioni, c’è bisogno della presenza di giovani e anziani”. Non fatevi sfuggire questi imperdibili concerti. Per la prevendita visitate il sito www.prosenectute.ch/concerto

21.8.2017, 11:142017-08-21 11:14:41
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Robot killer, richiesta all'Onu per metterli al bando

La paura che i cosiddetti robot killer che vengono progettati per uso militare possano essere usati da gruppi terroristici per uccidere a comando, ha spinto 116...

La paura che i cosiddetti robot killer che vengono progettati per uso militare possano essere usati da gruppi terroristici per uccidere a comando, ha spinto 116 leader dell’industria informatica (IT) di 24 paesi, a chiederne formalmente alle Nazioni Unite la messa al bando.

In apertura della 26esima Conferenza Internazionale Congiunta sull’Intelligenza Artificiale, oggi a Melbourne, i pionieri della robotica e dell’intelligenza artificiale, fra cui Elon Musk della Tesla e Mustafa Suleyman di Google, hanno firmato una lettera aperta in cui avvertono che la tecnologia delle armi letali autonome è in fase di rapido sviluppo e minaccia la sicurezza mondiale. E chiedono che siano aggiunte alla lista di armi messe al bando dalla convenzione Onu del 1983, che include le armi chimiche e le armi laser intenzionalmente accecanti. “Le armi letali autonome minacciano di diventare la terza rivoluzione nella guerra. Una volta sviluppate, permetteranno ai conflitti armati di essere combattuti in una scala più grande che mai, e con tempi più rapidi di quanto gli umani possano comprendere”, scrivono i firmatari. “Possono essere armi di terrore, che terroristi e despoti possono usare contro popolazioni innocenti, e che con l’hackeraggio possono agire in maniere indesiderabili... Non abbiamo molto tempo per agire. Una volta aperto, questo Vaso di Pandora sarà difficile da chiudere”.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato di recente di iniziare discussioni formali su tali armi, che includono droni, carri armati e mitragliatrici automatizzate. È stato quindi formato un gruppo Onu di esperti governativi per studiare la diffusione e i rischi dei sistemi di armi letali autonome.

15.8.2017, 09:342017-08-15 09:34:32
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Laura Boldrini denuncia i suoi haters ma non lascia i social

“Non ho mai pensato di uscire dai social, sarebbe una sconfitta, non è giusto che una persona si trovi di fronte al bivio di rimanere e subire l’...

“Non ho mai pensato di uscire dai social, sarebbe una sconfitta, non è giusto che una persona si trovi di fronte al bivio di rimanere e subire l’umiliazione oppure uscire, soprattutto per le donne non è giusto”. Lo afferma la presidente della Camera Laura Boldrini, ai microfoni di ’6 su radio 1’ dopo la decisione di procedere per vie legali nei confronti degli haters sui suoi profili social.

https://twitter.com/lauraboldrini/status/897016996973465600 

“Dobbiamo dare l’esempio ai nostri giovani – prosegue – che di fronte alla violenza, alle minacce, non si può stare in silenzio, non si può abbassare la testa e quindi ho pensato che fosse utile annunciare di far valere i miei diritti nelle opportune sedi e, visto l’esito di tante persone giovani che hanno condiviso oggi con me questa battaglia, penso di aver fatto la cosa giusta. I social media sono potentissimi hanno una diffusione senza limiti e producono nella sfera digitale un odio che a volte viene trasferito fuori dalla sfera digitale. Credo sia irresponsabile ignorare questo fenomeno. Questa modalità di trattare le persone ammazza il dibattito politico. Se qualcuno non è d’accordo con me ha tutto il diritto di esprimerlo ma in modo civile. Molta gente oggi in Italia non si esprime più sul web e questo uccide la democrazia. Bisognerebbe chiedere il motivo ai miei haters – aggiunge Boldrini – ma basta vedere i loro profili per capire. Sono persone che a malapena riconoscono la differenza tra governo e parlamento, non tollerano che le donne possano avere ruoli di vertice, inneggiano al nazismo, al fascismo, mirano ad uccidere tutte le persone che arrivano in Italia”.

10.8.2017, 22:252017-08-10 22:25:00
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Trimestre sotto le attese per Snapchat

Snap, la società a cui fa capo Snapchat, chiude il secondo trimestre sotto le attese e affonda in Borsa, dove arriva a perdere nelle contrattazioni after hours il 5,59%. I...

Snap, la società a cui fa capo Snapchat, chiude il secondo trimestre sotto le attese e affonda in Borsa, dove arriva a perdere nelle contrattazioni after hours il 5,59%. I ricavi di Snap si sono attestati a 181,7 milioni di dollari, sotto i 185,8 milioni attesi dagli analisti. Le perdite sono risultate pari a 16 centesimi per azione, superiori quindi ai 15 centesimi attesi dal mercato. Gli utenti attivi giornalieri sono stati 173 milioni, meno dei 175 milioni stimati.

10.8.2017, 22:192017-08-10 22:19:00
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Angelina pronta a perdonare Brad. 'È ancora innamorata di lui'

La coppia più famosa di Hollywood potrebbe riunirsi. Il magazine Us Weekly infatti – citando fonti vicine alla coppia – sostiene che Angelina Jolie...

La coppia più famosa di Hollywood potrebbe riunirsi. Il magazine Us Weekly infatti – citando fonti vicine alla coppia – sostiene che Angelina Jolie abbia cambiato idea sul divorzio da Brad Pitt, e stia considerando una ricongiunzione. Insomma, sarebbe disposta a perdonarlo. “È ancora innamorata di lui”, dice una persona ben informata, che ha anche specificato come le pratiche per il divorzio siano ferme da mesi. A far cambiare idea all’attrice, pare sia stata l’intervista che qualche mese fa Brad ha rilasciato a GQ, in cui diceva di aver chiuso con l’alcol. Nell’articolo faceva anche riferimento al fatto che uno dei motivi per cui beveva di più era proprio la separazione da Jolie. Secondo un’amica della star, Angelina è rimasta colpita dalla volontà di cambiare dell’ex e ha confessato di essere pronta a riaccoglierlo tra le sua braccia se dimostrerà di impegnarsi per la famiglia.

10.8.2017, 17:452017-08-10 17:45:49
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Facebook lancia Watch, la sfida tv a Netflix

Si accende la corsa dei colossi del web per i contenuti video. Dopo il divorzio di Disney da Netflix scende in campo Facebook con tutto il suo peso di due miliardi di...

Si accende la corsa dei colossi del web per i contenuti video. Dopo il divorzio di Disney da Netflix scende in campo Facebook con tutto il suo peso di due miliardi di potenziali spettatori. La società di Mark Zuckerberg lancia Watch, un nuovo servizio che offrirà in via sperimentale a una porzione di pubblico americano contenuti originali prodotti da società partner come National Geographic e Major League Baseball.

Una strada nuova che punta a tenere sempre più incollati gli utenti al social network e a far cresce i ricavi pubblicitari, togliendo fette di mercato alla tv e a concorrenti come Google.

Facebook Watch è una sezione per accedere ai video da cui partiranno show ed eventi sportivi e che farà da trampolino anche a produzioni originali di maggior spessore. La novità per ora parte per un ristretto gruppo di utenti negli Stati Uniti, ma dopo una fase iniziale l’opzione dovrebbe essere allargata ad una platea più ampia.

I primi contenuti proposti sono filmati a episodi, in diretta o registrati, che ruotano intorno a temi specifici. Per ora spaziano dalla cucina allo sport, con le partite in diretta della Major League di Baseball.

C’è anche la Watchlist, una specie di guida tv del social. La sezione segnalerà i contenuti più discussi, quelli più divertenti (in base alle reazioni degli utenti), quelli che gli amici stanno guardando.

I commenti social durante uno show in tv sono ormai la norma, per questo ogni filmato può essere commentato in tempo reale con chi lo sta guardando, anche in appositi gruppi. “Guardare uno show non deve essere passivo – spiega Mark Zuckerberg – può essere l’occasione per condividere un’esperienza e unire persone che tengono alle stesse cose”.

La mossa di Facebook è solo l’ultimo esempio di come i contenuti video e lo streaming sono diventati la gallina dalle uova d’oro. In questa direzione spingono da tempo Amazon e Netflix: con la produzione di contenuti originali hanno tolto progressivamente spazi alla tv e al cinema e all’ultima edizione degli Oscar hanno anche incassato diversi riconoscimenti.

A fiutare il business anche Disney, che proprio in queste ore ha scaricato Netflix per offrire direttamente ai consumatori i suoi prodotti con due nuovi servizi in streaming. Ma il risiko non finisce qui. Sul mercato c’è anche YouTubeTv, il servizio di Google che dà accesso a 40 canali in abbonamento ed è già partito in cinque città americane.

Più di recente Twitter ha stretto accordi con diverse realtà editoriali per la trasmissione in diretta di contenuti di varia tipologia, 24 ore al giorno. E anche Snapchat ha debuttato nella produzione di una serie tv e in pillole di informazione.

Tutte strategie pensate soprattutto per i giovanissimi che oramai si "sintonizzano" solo su smartphone e tablet, con l’obiettivo anche di agganciare il mercato della pubblicità televisiva e ingrandire sempre più la torta dei guadagni.

Gli analisti di Emarketer calcolano che Facebook quest’anno si porterà a casa il 20% degli investimenti complessivi in pubblicità digitale che avverranno negli Stati Uniti; il 41% appartiene a Google.

10.8.2017, 17:252017-08-10 17:25:00
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Le estate bollenti saranno la normalità

Nel sud dell’Europa la morsa del caldo rovente si sta allentando, ma ad estati anche più 'bollenti' di questa forse dovremo abituarci. Senza un freno deciso al riscaldamento...

Nel sud dell’Europa la morsa del caldo rovente si sta allentando, ma ad estati anche più 'bollenti' di questa forse dovremo abituarci. Senza un freno deciso al riscaldamento globale, in futuro il Vecchio continente potrà subire regolarmente ondate di caldo che arriveranno a toccare punte di 55 gradi percepiti.

A suggerirlo è uno studio guidato dal ricercatore italiano Simone Russo, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, pubblicato dal Joint Research Centre della Commissione europea su Scientific Reports. Lo scenario scaturisce da un’analisi sull’interazione tra umidità e calore: le proiezioni sviluppate, a seconda di vari modelli climatici, non riguardano quindi la sola temperatura, ma anche quella percepita in base all’umidità.

Secondo i ricercatori ondate di caldo oltre 40 gradi, amplificate da un’alta umidità, potrebbero verificarsi anche ogni due anni, con seri rischi per la salute dell’uomo, soprattutto nell’Asia orientale e nella costa orientale americana. Questo è lo scenario previsto con un aumento di 2 gradi della temperatura del globo rispetto ai livelli preindustriali, obiettivo dell’accordo sul clima di Parigi.

Ma se la 'febbre' del pianeta continuasse a galoppare, i ricercatori stimano che con un aumento di 4 gradi potrebbero verificarsi regolarmente in molte parti del mondo, Europa compresa, delle super ondate di calore anche oltre i 55 gradi percepiti. Una soglia che i ricercatori considerano 'critica' per la sopravvivenza umana.

Combinato con la forte umidità il caldo può essere infatti molto pericoloso: impedisce al corpo umano di 'raffreddarsi' con la sudorazione e può portare a ipertermia. Di conseguenza col 'global warming' senza freni saranno moltissime le persone a rischio di colpi di calore, soprattutto nelle aree densamente popolate di Cina, India e Stati Uniti. Le conseguenze non saranno più lievi per l’Europa. Un altro studio, recentemente pubblicato su Lancet, ha evidenziato che entro fine secolo la salute di due europei su tre sarà messa a rischio da disastri climatici e tra questi in primis ci sono proprio le ondate di calore.

Il sud dell’Europa per il momento tira un sospiro di sollievo. Sta appena uscendo dall’ennesimo picco di caldo di quest’estate, mentre Oltreoceano le condizioni climatiche stanno mettendo le basi per una stagione da record di uragani. La tempesta Franklin, toccando le coste del Messico, è stata appena riclassificata uragano. È il primo di una stagione che si prospetta particolarmente intensa. Secondo le previsioni della Noaa, l’agenzia meteo statunitense, quest’anno sono attese dalle 14 alle 19 tempeste tropicali, di cui da 5 a 9 potrebbero trasformarsi in uragani e da 2 a 5 in forti uragani. La stagione, spiega l’agenzia, potrebbe essere "estremamente attiva", anzi, potrebbe rivelarsi "la più attiva dal 2010". C’è infatti il 60% di possibilità che si verifichino eventi "sopra la media".

9.8.2017, 20:422017-08-09 20:42:58
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Torino: “Non do il negozio a chi divide la sua vita con un africano”

Il fidanzato è di colore e quando un commerciante ha visto le sue foto su Facebook è scattato il 'nient'. Perché l’uomo, che cercava una...

Il fidanzato è di colore e quando un commerciante ha visto le sue foto su Facebook è scattato il 'nient'. Perché l’uomo, che cercava una commessa per il suo negozio di musica, non intende “affidare la cassa a chi divide la sua vita con un africano”. L’episodio a Torino, a pochi giorni da un altro caso analogo, quello del cameriere a cui un albergo di Cervia ha rifiutato l’assunzione. Sempre per il colore della pelle. E sempre via chat. Una deriva a cui la Filcams Cgil (Federazione italiana lavoratori commercio, turismo e servizi) chiede ora di contrapporre “un’idea diversa di comunità, basata sul rispetto della diversità, sull’accoglienza, sulla solidarietà”.

Per Chiara, 18 anni compiuti da poco, il rifiuto del commerciante è stato come un pugno nello stomaco. “È vergognoso, sono senza parole. Una cosa del genere non è degna di un Paese civile”, si sfoga al telefono, raccontando la sua storia. Quella di una giovane che voleva soltanto trovare una occupazione per aiutare la sua famiglia e che si è vista rifiutata perché “colpevole” di essere fidanzata con Olivier, 19enne nigeriano. “Ho messo un annuncio su Facebook – spiega la ragazza – e il titolare del negozio mi ha contattata, chiedendomi un curriculum. Quando ha visto sul social le foto col mio fidanzato, mi ha scritto che non voleva una persona come me”. La reazione è stata di rabbia. “Purtroppo l’ho insultato”, ammette. Poi ha reso pubblica la conversazione. Compresi i messaggi in cui l’uomo scrive che per lui può “uscire anche con il mostro di Firenze” purché non debba affidarle la cassa. La discussione sul social è stata lunga. “Ha scritto che sono una 18enne squinternata, che di ragazzi neri ne ho 50. Cose così. Qualcuno l’ha minacciato e lui si è cancellato da Facebook”.

E del commerciante, ora in vacanza, non c’è traccia. La serranda del negozio di musica, vicino al Lingotto, è abbassata per ferie. Chi conosce il titolare, però, è incredulo. “L’ho sempre visto lavorare da solo. E mi sembra una brava persona. Non mi pare il tipo da fare queste uscite”. Incredula, però, lo è rimasta anche Chiara. “Certo, so che alcune persone sono razziste. Ma non pensavo sino a questo punto”. Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) chiede alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, di chiudere il negozio. Mentre la vicepresidente nazionale di Confcommercio, la torinese Maria Luisa Coppa, prova a consolare la ragazza. “Rispetto e integrazione sono valori che animano le nostre attività; episodi come questo non appartengono alla nostra cultura – sottolinea –. La storia delle nostre imprese è fatta anche da molti collaboratori immigrati, assunti per la loro voglia di lavorare, per le loro capacità professionali e con la speranza di offrire loro un futuro migliore”.