Societa

26.5.2017, 08:112017-05-26 08:11:53
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Laura Biagiotti non ce l'ha fatta

È morta Laura Biagiotti. La stilista, che avrebbe compiuto 74 anni ad agosto, era ricoverata da mercoledì sera all'ospedale Sant'Andrea di Roma dopo essere stata colpita da un arresto...

È morta Laura Biagiotti. La stilista, che avrebbe compiuto 74 anni ad agosto, era  ricoverata da mercoledì sera all'ospedale Sant'Andrea di Roma dopo essere stata colpita da un arresto cardiaco. La conferma in un tweet sul suo profilo ufficiale, un brano del Vangelo di San Giovanni scelto dalla figlia Lavinia: 'Nella casa del padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lo avrei detto. Io vado a preparavi un posto'.

25.5.2017, 20:462017-05-25 20:46:35
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Amazon apre una libreria a New York

Amazon sbarca a New York e sceglie il Time Warner Center, a due passi da Central Park, per la sua prima libreria newyorkese. Una scelta non causale che la colloca nel ’cuore’ dell’...

Amazon sbarca a New York e sceglie il Time Warner Center, a due passi da Central Park, per la sua prima libreria newyorkese. Una scelta non causale che la colloca nel ’cuore’ dell’industria editoriale e lontano dalle poche e famose librerie, come The Strand a Union Square, sopravvissute al ciclone degli ebook e della stessa Amazon.

Amazon Books, al terzo piano del Time Warner Center, è a distanza ravvicinata dalla Penguin Random House, da Simon & Schuster e da Hachette. Una vicinanza che sembra raffigurare due diverse ere dell’industria dei libri: da una parte la tradizione con i tre colossi editoriali, e dall’altra l’innovazione.

E la libreria di Amazon è proprio questo: i ’Bestseller’ vanno in soffitta e lasciano il posto ai libri che hanno ricevuto rating elevati dai lettori, ovvero un punteggio superiore a 4,8 su Amazon.com. La libreria di Jeff Bezos si basa proprio sui 20 anni di dati raccolti su Amazon.com nell’organizzare i libri in vendita, offrendo ai clienti un’esperienza tutta nuova.
I libri sono tutti senza prezzo: per conoscerlo si può usare l’app Amazon sul proprio cellulare o andare a uno degli scanner elettronici presenti nel negozio. Il pagamento è rigorosamente senza contanti. Nella libreria poche sedie e sgabelli, ma ampio spazio ai prodotti per la casa, da Kindle a Echo.

Nei programmi di Amazon c’è l’apertura di una seconda libreria a New York in estate, vicino all’Empire State Building. Non si tratta dei primi esperimenti di Bezos con i negozi ’tradizionali’: altri sono infatti allo studio in casa Amazon per gli alimentari in modo da consentire al colosso anche di sostituirsi del tutto ai supermercati.

E così mentre a New York apre alla libreria, a Seattle aprono due ’chioschi’ per ritirare gli alimentari acquistati online, in quello che è l’ennesimo tentativo di Amaozn di aggredire il mercato da 800 miliardi di dollari degli alimentari. Iniziano intanto a tremare anche le farmacie: Amazon ha chiesto negli Stati Uniti la licenza per vendere anche prodotti farmaceutici.
Amazon continua così a crescere dopo 20 anni, cercando di conquistare nuovi mercati. Venti anni durante i quali ha rivoluzionato le modalità dello shopping, mandando in pensione quello fisico, e si è affermata come quarta azienda per capitalizzazione di mercato nello S&P 500, con un valore che è il doppio di quello di Wal-Mart.

9.5.2017, 20:092017-05-09 20:09:39
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A Milano Obama a 360°

Dai grandi temi che angustiano il mondo odierno - migrazioni di massa, il lavoro che manca, i cambiamenti climatici, la scarsità di cibo – alle piccole crisi della vita di una coppia “normale”. È...

Dai grandi temi che angustiano il mondo odierno - migrazioni di massa, il lavoro che manca, i cambiamenti climatici, la scarsità di cibo – alle piccole crisi della vita di una coppia “normale”. È un Barack Obama a 360° quello che ha affrontato la platea di Seeds And Chips, all'interno di Tuttofood, una delle principali manifestazioni al mondo di cibo e di tecnologia per produzione, trattamento e distribuzione.

“Milano e l'Italia, il posto giusto per parlare di alimentazione. Qui il cibo è una cosa seria, c'è sicuramente una platea di esperti di ogni aspetto di questo settore”, le prime parole che l'ex presidente Usa ha voluto rivolgere al migliaio e forse più di spettatori che l'hanno accolto con un grande applauso.

Il primo punto che ha toccato nel corso del suo intervento è stato quello delle migrazioni di massa. Partendo da lontano, dal significato e dal ruolo che le folle di immigrati hanno avuto nella storia del suo Paese, “senza i quali l'America non sarebbe l'America”. Già, i migranti. Come quelli che, da anni, sbarcano a ritmo serrato sulle coste della Penisola. Un flusso che è figlio di una combinazione mortale: conflitti e guerre, disastri naturali, cambiamenti climatici. “Il risultato – dice Obama – è un'emergenza alimentare per milioni di persone, costrette ad abbandonare le loro case, le loro terre”. “Questi migranti sono i poveri, i più deboli”.

Un fenomeno temporaneo? Solo una questione di porre fine a conflitti, piccoli e grandi? “No – risponde Obama, secco e perentorio -, sono flussi destinati ad aumentare, se non cambiamo l'intero sistema del cibo”. E lancia un monito, un avvertimento: “Se non agiamo, in fretta, può solo peggiorare”. Intere popolazioni, milioni e milioni di esseri umani, giovani e vecchi, uomini e donne, devono abbandonare le loro case, per sperare di trovare ciò di cui hanno bisogno e non si può semplicemente rimanere a guardare.

 A essere fuori equilibrio, dunque, è l'intero sistema di produzione, trattamento e distribuzione del cibo, “il secondo peggior inquinatore al mondo, la seconda causa dei cambiamenti climatici in atto”, l'accusa che Barack Obama lancia. Il primo chi è?, la domanda che sale, implicita, dalla platea. “I trasporti”, la risposta. 

Su questo punto, l'ex inquilino della Casa Bianca si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Donald Trump sta, pezzo dopo pezzo, smontando quando da lui fatto negli otto anni alla Casa Bianca. Non importa, “è la Democrazia”, dice. In ogni caso, il fenomeno che lui vede in atto, nel suo Paese, è che “ il settore privato sta avendo il sopravvento sul settore pubblico. Le norme, le regole, i comportamenti, li detta il privato”. E fa l'esempio delle automobili. “Il mio successore vuole mettere nuovi standard, più permissivi, per le emissioni? A decidere sarà il mercato. Nessun produttore vorrà adottare gli standard di Trump, se questo vorrà dire perdere il mercato californiano”. Ecco, dunque, la rivincita del privato sul pubblico, sulla politica. E guardando fuori dai confini americani, Obama si augura “che Usa e Cina mantengano gli impegni presi con gli accordi sul clima di Parigi” e prendano la guida del mondo verso un futuro più sostenibile, sotto tutti i punti di vista.

Industria significa lavoro... Altro tema caldo. “La tecnologia uccide i posti di lavoro: la soluzione è andare verso un mondo in cui si lavori di meno, per lavorare tutti, per vivere una vita più ricca e piena”.

9.5.2017, 12:212017-05-09 12:21:00
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Gli Svizzeri e il vino: meno di un bicchiere al giorno

Bicchiere mezzo vuoto per il vino svizzero: il consumo di vino rosso, rosato e bianco nella Confederazione è infatti diminuito di due litri per abitante nell’...

Bicchiere mezzo vuoto per il vino svizzero: il consumo di vino rosso, rosato e bianco nella Confederazione è infatti diminuito di due litri per abitante nell’arco di un anno. Nel 2016 è ammontato in media a circa 40 bottiglie da 0,75 litri a testa, fa sapere oggi l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), l’equivalente di poco meno di un bicchiere da un decilitro al giorno. In totale sono stati bevuti 253 milioni di litri, di cui circa un terzo (89 milioni, -9,7%) era di provenienza svizzera, mentre il resto (164 milioni, -0,2%) arrivava dall’estero. Si tratta di un minimo storico, rende noto un comunicato odierno dell’UFAG. Il calo rispetto al 2015 è stato del 3,8%, l’equivalente di dieci milioni di litri in meno.

Ma le bollicine piacciono sempre

La tendenza è invertita solamente dallo spumante, non considerato all’interno della statistica globale, il cui consumo è salito nuovamente, stavolta del 2,1%, raggiungendo quasi i 19 milioni di litri.

Male i raccolti passati, ma il 2016 riempie le botti

Non è stato possibile coprire l’intera domanda di vino svizzero a causa degli scarsi quantitativi di uva indigena fra il 2013 e il 2015, afferma l’UFAG. La vendemmia dell’anno scorso – 108 milioni di litri – si situa invece di otto milioni al di sopra della media sul periodo 2005-2015.

Per la prima volta dal 2012, le scorte sono aumentate (+1,7 milioni, +8,3%). Entrando nei dettagli, il consumo di vino bianco elvetico è precipitato del 13,1% a 43 milioni di litri, venendo solo parzialmente compensato da quello estero (+1,9%, 40 milioni). In ribasso anche le cifre del vino rosso. Calo del 6,3% per quello svizzero (ne sono stati bevuti 47 milioni di litri) e dello 0,9% per quello importato (125 milioni) (ATS/red)

7.5.2017, 17:472017-05-07 17:47:46
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Una festa danzante per 80mila svizzeri

Malgrado il tempo incerto, ha attirato 80’000 persone, come l’anno scorso, la dodicesima edizione della Festa danzante, organizzata da mercoledì ad oggi in 30 città e comuni...

Malgrado il tempo incerto, ha attirato 80’000 persone, come l’anno scorso, la dodicesima edizione della Festa danzante, organizzata da mercoledì ad oggi in 30 città e comuni svizzeri, tra cui Lugano.

Per l’occasione sono stati proposti oltre 600 corsi di danza, 480 tra performance, spettacoli, film e mostre, nonché 60 serate e 11 performance selezionate grazie ad un concorso nazionale e la collaborazione tra la Festa danzante e i Premi svizzeri di danza 2015.

Il Teatro Foce di Lugano ha accolto i 10 miniballetti di Francesca Pennini, spettacolo classificato tra le migliori 10 creazioni del 2014 secondo la rivista Paperstreet, precisano oggi gli organizzatori in una nota. Come da tradizione, la Festa danzante in Ticino ha avuto il suo epicentro a Lugano, ma ha interessato anche Massagno, Ligornetto, Locarno e Bellinzona.

4.5.2017, 19:272017-05-04 19:27:19
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Forse le ‘fake news’ non pesano tanto sull’opinione pubblica, lo dice una ricerca (voluta da Google)

Dietrofront. A dispetto di quanto detto nelle ultime settimane, le fake news e la disinformazione...

Dietrofront. A dispetto di quanto detto nelle ultime settimane, le fake news e la disinformazione online non influenzano in modo determinante le opinioni politiche degli utenti che, maneggiando notizie diverse su media diversi, possono costruirsi un punto di vista più aderente ai fatti. È questa la tesi contenuta in una ricerca della Michigan State University e di Oxford che va in senso opposto alla discussione in atto sul tema.

Solo pochi mesi fa il parere di alcuni analisti sul peso che le bufale circolate online hanno avuto nella vittoria di Trump hanno scatenato polemiche e anche fatto prendere contromisure ai big della tecnologia. E il dibattito si è acceso pure in Europa, interessata da importanti tornate elettorali.

«È esagerato pensare che la ricerca online crei dei filtri in cui un algoritmo indovina quali informazioni un utente desidera. Gli utenti maneggiano informazioni diverse per formare un loro punto di vista. Questo dovrebbe rendere meno allarmisti», spiega lo studio finanziato da Google e condotto su 14mila utenti di sette nazioni (Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Polonia, Germania e Spagna).

Agli utenti è stato chiesto come usano la ricerca online, i social media e altre piattaforme per informarsi su candidati, temi politici e per partecipare al processo democratico.

Secondo l’indagine più del 50% degli utenti spiega di aver usato “spesso” o “molto spesso” i motori di ricerca per verificare dei fatti, che la disinformazione può a volte ingannare ma l’80% resta abbastanza scettico sulle informazioni trovate online. E c’è anche un altro dato: mediamente ogni utente consulta 4,5 diversi media per avere un punto di vista. In particolare chi è interessato alla politica consulta 2,4 fonti offline e 2,1 online, mentre il 72% dice che ad influenzare il voto sono le discussioni politiche con amici e familiari. Inoltre, il 36% degli intervistati legge notizie con cui non è d’accordo e meno del 20% dice di aver bloccato o tolto l’amicizia a persone con cui non era in sintonia politicamente.

Lo studio, infine, evidenzia schemi diversi di utilizzo dei media da parte dei paesi presi in esame. Per esempio, negli Usa sono onnivori mediaticamente ma non cercano molte notizie di politica. In Francia, Germania e Regno Unito gli utenti utilizzano meno i motori di ricerca e si affidano più a media tradizionali. In Italia, invece, oltre il 50% degli utenti interpellati mostra un’alta propensione per la ricerca online sia riguardo informazioni nuove sia per verificare notizie sbagliate, al pari di Spagna e Polonia e più degli altri paesi compresi nella ricerca.

26.4.2017, 19:392017-04-26 19:39:15
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Fatti i primi test, presto le auto potrebbero volare

Mentre a terra si sperimentano i veicoli senza pilota, capaci di guidarsi da soli, i rivoluzionari della mobilità guardano anche in aria, prefigurando un futuro...

Mentre a terra si sperimentano i veicoli senza pilota, capaci di guidarsi da soli, i rivoluzionari della mobilità guardano anche in aria, prefigurando un futuro molto vicino in cui auto e taxi sfrecceranno in cielo. Da Airbus a Uber, passando per alcune startup, diverse aziende sono in corsa per progettare aviomobili in grado di decongestionare il traffico e ridurre i tempi degli spostamenti, con servizi che si annunciano a prezzi ragionevoli e tutt'altro che elitari.

L'ultima a mostrare l'avanzamento dei propri progetti è Uber, che già nell'ottobre scorso aveva svelato l'iniziativa “Elevate”: flotte di taxi volanti composte da velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale come gli elicotteri. All'Elevate Summit in corso a Dallas, la compagnia ha annunciato accordi ad hoc con una serie di partner e con due città, Dallas e Dubai, dove già nel 2020 dovrebbe tenersi la dimostrazione di una rete di taxi con le ali.

«L'aviazione urbana è un prossimo passo naturale per Uber», ha dichiarato il Chief product officer della società, Jeff Holden, evidenziando la possibilità di offrire un servizio che consente di risparmiare tempo ma a un prezzo al chilometro solo lievemente più alto rispetto al trasporto via terra.

Ma Uber non è l'unica compagnia a voler rendere reali le aviomobili immaginate da Ridley Scott in “Blade Runner”. Nel gennaio scorso Airbus ha preannunciato che entro la fine dell'anno presenterà il prototipo di un velivolo monoposto. Il colosso dell'aviazione sta lavorando su due concept: Vahana, un veicolo volante autopilotato che può trasportare una persona o delle merci; e CityAirbus, una sorta di drone a eliche multiple per più passeggeri.

Molto attivo anche il settore delle startup, a cominciare da Kitty Hawk di Larry Page, uno dei creatori di Google, che ha appena mostrato una sorta di moto volante in funzione sopra un lago non lontano da San Francisco. Nei giorni scorsi la start-up bavarese Lilium, finanziata anche dal co-fondatore di Skype Niklas Zennstroem, ha invece reso noto di aver superato con successo i test di volo della sua macchina volante.

Tra i progetti più concreti ci sono poi quelli di Terrafugia, società fondata da un gruppo di ingegneri del Mit che lavora su due modelli di aviomobile, e l'AeroMobil 3.0 dell'omonima compagnia slovacca. Ed è già stata testata l'AirMule, l'ambulanza del cielo messa a punto dalla Tactical Robotics per soccorrere i soldati sui campi di battaglia.

26.4.2017, 18:382017-04-26 18:38:13
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La villa di Prince a Toronto, ...

La villa di Prince a Toronto, 1350 mq dove ha vissuto fra 2000 e 2006, è in vendita per 13 milioni di dollari. Due anni fa costava 9,5 milioni: tolta dal mercato dopo la sua morte, è lievitata a 13 milioni. Funziona così.

La villa di Prince a Toronto, 1350 mq dove ha vissuto fra 2000 e 2006, è in vendita per 13 milioni di dollari. Due anni fa costava 9,5 milioni: tolta dal mercato dopo la sua morte, è lievitata a 13 milioni. Funziona così.

19.4.2017, 10:032017-04-19 10:03:00
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Trent'anni fa, i Simpson

Esattamente trent'anni fa, il 19 aprile 1987, veniva trasmessa per la prima volta sulla televisione americana una puntata del cartone diventato oggi la serie televisiva animata più longeva mai...

Esattamente trent'anni fa, il 19 aprile 1987, veniva trasmessa per la prima volta sulla televisione americana una puntata del cartone diventato oggi la serie televisiva animata più longeva mai trasmessa, I Simpson. Debutto in forma di brevi corti animati all'interno del Tracey Ullman Show, ma già due anni dopo i Simpson hanno conquistato la prima serata diventando una pietra miliare della storia della tv.
Nominati perfino per un Golden Globe, I Simpson hanno ottenuto 32 Emmy Awards e 8 People's Choice Awards.

L'irriverente cartone che mostra senza peli sulla lingua uno spaccato del reale ha lanciato anche oltre 15 profezie divenute realtà, dall'elezione del presidente Trump alla performance di Lady Gaga al Super Bowl, dall'invenzione dello smartwatch a quella del correttore automatico.
Sono oltre 100 le star apparse all'interno della serie. Solo per ricordarne alcune: Meryl Streep, Elton John, Richard Gere, Britney Spears, Paul e Linda McCartney.

I personaggi del cartone creato da Matt Groening portano il nome dei suoi reali familiari: i genitori Homer e Marge e le sorelle Lisa e Maggie. Bart avrebbe dovuto chiamarsi Matt come il fumettista, ma scelsero di dargli il nome che conosciamo in quanto anagramma della parola "brat" che tradotto vuol dire "monello".

13.4.2017, 16:502017-04-13 16:50:09
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Multa da 1,7 milioni per i biglietti dei concerti a prezzo maggiorato online

«In particolare, il caso in questione è stato originato da numerose segnalazioni in cui veniva lamentato un repentino esaurimento dei...

«In particolare, il caso in questione è stato originato da numerose segnalazioni in cui veniva lamentato un repentino esaurimento dei biglietti sul mercato primario e la quasi contestuale vendita degli stessi sul mercato secondario, dove risultavano venduti a prezzi maggiorati». Insomma, si tratta del fenomeno altrimenti noto come “secondari ticketing”, contro il quale si sono scontrati anche quei ticinesi che hanno provato ad acquistare i biglietti per i concerti di maggior richiamo in programma in Italia. Per dire, Bruce Springsteen, Coldplay, Ed Sheeran e altri. Molti ricorderanno il polverone sollevatosi alcuni mesi fa, che ha portato artisti come Vasco Rossi a prendere le distanze da queste modalità di vendita.

Con le parole citate in apertura, l'Antitrust italiano (l'autorità a tutela della concorrenza) ha annunciato oggi la multa di 1,7 milioni di euro inflitta a Ticketone. Quest'ultima, forte dell'esclusiva sulla vendita di biglietti online dei principali concerti, non avrebbe fatto niente per evitare che somme ingenti di biglietti venissero comprate in blocco e rimesse in vendita a prezzo ampiamente maggiorato.

«'Da questo punto di vista è risultato, infatti, che Ticketone – malgrado fosse tenuto contrattualmente ad predisporre misure anti-bagarinaggio – non ha adottato efficaci misure dirette a contrastare l'acquisto di biglietti attraverso procedure automatizzate, né ha previsto regole, procedure e vincoli diretti a limitare gli acquisti plurimi di biglietti, né ha effettuato controlli ex post diretti ad annullare tali acquisti plurimi». 

Questa l'accusa all'origine della sanzione. Ma Ticketone non ci sta e ha presentato ricorso, sostenendo che le accuse «sono inconsistenti e fondate su una incompleta e fuorviante interpretazione dei fatti».

4.4.2017, 21:382017-04-04 21:38:35
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Pink Diamond, il più grande di...

Pink Diamond, il più grande diamante rosa da 59,60 carati, è stato venduto a Hong Kong a 71,2 milioni di dollari, dopo una stima di 60. Si tratta di un pezzo unico, considerato «un vero e proprio tesoro della natura».

Pink Diamond, il più grande diamante rosa da 59,60 carati, è stato venduto a Hong Kong a 71,2 milioni di dollari, dopo una stima di 60. Si tratta di un pezzo unico, considerato «un vero e proprio tesoro della natura».

27.3.2017, 11:502017-03-27 11:50:16
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La sfida dei ticinesi a Londra, tra amore per la City e perplessità sul Brexit

Ci siamo quasi: nove mesi dopo la scelta referendaria del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, Theresa May annuncia che il 29...

Ci siamo quasi: nove mesi dopo la scelta referendaria del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, Theresa May annuncia che il 29 marzo, dopodomani, invocherà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, notificando così formalmente all’Ue le intenzioni britanniche e avviando un processo di negoziati che potrà estendersi fino a due anni tra le parti. Ciò probabilmente si ripercuoterà anche sugli espatriati della Svizzera italiana.

La sesta meta preferita dagli Svizzeri che si trasferiscono

La Gran Bretagna si posiziona sesta fra le mete degli espatriati Svizzeri, che costituiscono il 4,4% della popolazione elvetica all’estero (in totale sono 761’930 cittadini residenti all’estero, secondo la statistica del Dipartimento federale degli affari esteri del 2015).

Si tratta soprattutto di persone nell’età attiva, tra i 18 e i 65 anni (62% degli espatriati nel Regno Unito appartengono a questa fascia). Negli anni si sono create associazioni che riuniscono anche i cittadini provenienti dalla Svizzera italiana quali l’Unione Ticinese, fondata a Londra nel 1874 come sezione autonoma della Pro Ticino.

Ticino da cui Marco Bortone, studente di 22 anni, è partito nel 2015. Oggi vive a Londra e studia pubblicità al London College of Arts. «Ho visitato la City per la prima volta in occasione del mio 18esimo compleanno nel 2013. Quella settimana è stata abbastanza per farmi innamorare della città. A colpirmi sono state l'apertura mentale che si nota subito e la grande diversità delle persone, ma soprattutto la sensazione che niente è strano abbastanza per distrarre il cittadino londinese dalla sua normale giornata lavorativa. Tutto ciò, unito alla mia passione per la moda, è stato il motivo principale per cui mi sono inizialmente trasferito qui». Per Bortone l’Inghilterra rappresenta una sfida, un’occasione per mettersi in gioco e riscoprire se stesso. «Ci sono possibilità in qualsiasi campo, e con un atteggiamento aperto e curioso si conoscono davvero tante persone. Ho notato che a Londra l'esperienza richiesta sul posto di lavoro conta meno che in Svizzera, e tutto sta nel dimostrare di essere capaci una volta che si è assunti: un'ottima opportunità per arricchire il curriculum».

Anche il creativo Simone Giampaolo, 27 anni, ha scelto l’Inghilterra per i suoi studi in computer animation e, dopo essersi laureato alla Bornemouth University, si è trasferito a Londra dove ora lavora come direttore d’animazione presso lo studio Bluezoo Animation realizzando serie tv per bambini, pubblicità, e diversi prodotti per grandi aziende. «La Gran Bretagna offre di più – spiega da noi contattato –. I costi di produzione in Svizzera sono molto elevati e questo scoraggia un po’ i clienti. Anche in Svizzera ci sono delle scuole di animazione ma a livello di studi ci sono poche possibilità, dunque i neolaureati di successo devono poi lavorare su base indipendente o spostarsi all’estero per avviare la loro carriera. Le produzioni svizzere sono poi di diversa tipologia: si tratta di progetti di nicchia di qualità molto elevata, che vengono poi usati per festival e concorsi internazionali e sono meno commerciali. Un esempio è ‘La mia vita da zucchina’».  Ciò non toglie «che in futuro mi piacerebbe rientrare in patria per realizzare un cortometraggio personale».

Meritocrazia e flessibilità

Altro aspetto che Giampaolo valuta positivamente è la meritocrazia: «Non importa l’etnia, il paese d’origine o altre caratteristiche: se dimostri quello che vali dopo l’assunzione tutto andrà bene».

L’imprenditore 53enne Michele Jannuzzi, dal canto suo, è arrivato a Londra da studente diversi anni fa per conseguire un master al Royal College of Arts. Lì ha conosciuto Richard Smith, con lui socio fondatore dell’azienda grafica Jannuzzi Smith. «Non ho mai pianificato di restare: è successo», racconta Jannuzzi. Oggi la Jannuzzismith ha due sedi principali: Lugano e Londra. «Il mercato del lavoro in Inghilterra è molto più mobile e flessibile. Bisogna però fare una distinzione importante tra Londra, l’Inghilterra e il resto del Regno Unito. Londra è una grande capitale con ramificazioni globali. La situazione è molto diversa nelle periferie».

A Londra salari bassi per rapporto al costo della vita

Eppure, fa notare Giampaolo, se da una parte la city offre tante possibilità di lavoro, dall’altra mettendo mano al portafoglio, si scopre che la vita all’inglese è abbastanza dura.  «I salari sono molto bassi in rapporto al costo della vita. Il risultato diretto è che la qualità della vita è chiaramente inferiore rispetto alla Svizzera. Data la grande disponibilità di personale i datori di lavoro ne approfittano, soprattutto durante i primi anni. C’è molta gente che fatica ad arrivare alla fine del mese e condivide case vecchie con camere di esigue dimensioni. Per queste ragioni, non credo Londra sia una città in cui mi stabilirei, la vedo più come un trampolino di lancio per la mia carriera».

Una conclusione cui e arrivato anche Bortone: «Non è sicuramente una novità che la Svizzera batta l'Inghilterra come qualità della vita e retribuzione salariale. In media il costo della vita è inferiore in Inghilterra rispetto alla Svizzera, con l'eccezione di Londra ovviamente. Sì, credo che a livello puramente economico e di qualità dei servizi si viva meglio in Svizzera, ma questa offre uno stile di vita decisamente più tranquillo e tradizionale che è poco stimolante per me».

«Londra è una città molto cara (vedasi per esempio il costo delle abitazioni, dei trasporti pubblici, ecc) e non mancano, soprattutto nella City, coloro che incassano salari astronomici – fa notare Jannuzzi –. Il divario tra chi guadagna poco e chi guadagna molto è in media più marcato che in Svizzera».

Saranno anche espatriati contenti, ma la nostalgia della nazione rossocrociata non li risparmia: «In Svizzera si è molto più facilmente a contatto con la natura; è forse la cosa che mi manca di più» ci dice Bortone. «Mi manca la buona cucina e la disponibilità dei servizi pubblici – spiega Giampaolo – Qui a Londra bisogna lottare per ogni cosa e tutto diventa più faticoso e stressante. Mi manca un po’ il quieto vivere che solo la Svizzera sa offrire, la bellezza dei paesaggi, l’aria pulita e il sistema che funziona perfettamente. L’unico “problema”, ma di fondo,che hanno gli svizzeri è l’essere abituati troppo bene rispetto agli altri paesi».

L’alto tenore di vita della Svizzera è infatti di fama internazionale. Tanto che la gente spesso, sapendo che qualcuno arriva dalla Confederazione, gli dice: «Non capisco, cosa ci fai qui»

Anche il cuore di Jannuzzi resta elvetico, soprattutto quando si tratta della nazionale: «Sono entrambi nazioni che amo profondamente. Se però giocano le nazionali di calcio il mio tifo è rosso-crociato».

Brexit, ci siamo: 'Non è stata una grande idea'

E con la Brexit, come kla mettiamo? «Il giorno seguente alla decisione del 23 giugno 2016, tutti i cittadini Svizzeri registrati all'ambasciata elvetica di Londra hanno ricevuto un’e-mail esplicativa. Ci è stato comunicato che non vi sarà alcun cambiamento fino a quando non si saranno concluse le trattative, e che queste dureranno almeno un paio di anni dall'entrata in vigore dell'Articolo 50, che darà il via alla fase transitoria di uscita dall'Europa», commentaBortone.

Per Jannuzzi, il Brexit è stato un autogoal. «Come la prevalenza dei londinesi (e degli scozzesi) non credo che Brexit sia una brillante idea: una decisione anacronistica che probabilmente complicherà (e forse peggiorerà) le cose. Evidentemente vi saranno delle conseguenze sulla mobilità delle persone che provengono da paesi dello spazio economico europeo – e quindi anche noi con passaporto elvetico. È però troppo presto per fare previsioni, molto dipenderà dagli accordi che rimpiazzeranno quelli esistenti. Anche per le aziende (come per le persone) dipenderà molto dagli accordi che rimpiazzeranno quelli esistenti. I britannici sono persone pragmatiche e storicamente promotori della globalizzazione, mi sembra quindi improbabile che si passi da uno stato di liberalismo economico ad un protezionismo economico (Adam Smith fu anche lui un suddito del regno). Ma viviamo in tempi ‘strani’, quindi attendiamo e vediamo cosa porterà il futuro».

17.3.2017, 17:192017-03-17 17:19:56
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Il mercato della musica dopo 16 anni frena la sua picchiata

Per la prima volta dal 2000, il mercato della musica elvetico lo scorso anno si è stabilizzato. La discesa si è interrotta e il segmento digitalizzato ha...

Per la prima volta dal 2000, il mercato della musica elvetico lo scorso anno si è stabilizzato. La discesa si è interrotta e il segmento digitalizzato ha superato per la prima volta quello dei supporti fisici (cd, vinile ecc.).

La quarantina di marchi di musica membri dell'IFPI Svizzera hanno realizzato un fatturato complessivo di 84,6 milioni di franchi nel 2016, in crescita dell'1% su base annua, ha indicato oggi la sezione elvetica della Federazione internazionale dell'industria fonografica in un comunicato.

La stabilizzazione si spiega con la progressione delle vendite della musica digitale (+11%) a 44,6 milioni di franchi, a sua volta dovuta al balzo in avanti dello streaming (+50% a 23 milioni di franchi). Il fatturato del digitale rappresenta il 53% del totale e, come detto, supera per la prima volta quello dei supporti fisici (47%). Quest'ultimo su base annua è calato del 9%, a 40 milioni di franchi. In netta controtendenza il segmento del vinile, che ha fatto segnare una progressione del 50% delle vendite, a 3,7 milioni di franchi (il livello più alto dal 1991).

7.3.2017, 17:352017-03-07 17:35:51
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George Michael è morto per cau...

George Michael è morto per cause naturali, punto. Lo ha stabilito il medico legale, Darren Salter, escludendo altre cause. Il cantante deceduto il giorno di Natale soffriva di una malattia cardiaca e di problemi epatici.

George Michael è morto per cause naturali, punto. Lo ha stabilito il medico legale, Darren Salter, escludendo altre cause. Il cantante deceduto il giorno di Natale soffriva di una malattia cardiaca e di problemi epatici.

24.2.2017, 17:012017-02-24 17:01:39
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L'ombra della depressione, parliamone: malattia in aumento in tutto il mondo

La depressione è un problema in aumento in tutto il mondo, cresciuto di quasi il 20% in dieci anni. E sarà il tema al centro della...

La depressione è un problema in aumento in tutto il mondo, cresciuto di quasi il 20% in dieci anni. E sarà il tema al centro della Giornata mondiale della Salute che si celebrerà il 7 aprile. Secondo i dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ne soffrono ben 322 milioni di persone, pari al 4,4% della popolazione mondiale. Con un'incidenza più elevata tra le donne (5,1%) rispetto agli uomini (3,6%). Una malattia in costante crescita, sottolinea l'Oms.

Dal 2005 al 2015 la depressione ha visto un aumento del 18,4% dei casi, ma solo la metà di chi ne è colpito ha accesso a cure e trattamenti adeguati, proporzione che cala al 10% in alcuni paesi particolarmente poveri. Da qui lo slogan “Depressione, parliamone” (Depression: Let's talk) scelto dall'Oms per celebrare la Giornata mondiale della Salute 2017. Obiettivo, incoraggiare chi ne soffre a parlare della propria esperienza e cercare un aiuto.

Malattia nascosta e subdola, la depressione si manifesta con sintomi come costante tristezza, perdita di interesse nelle attività e bassa stima di sé, accompagnati spesso da poco appetito, sonno disturbato, apatia, scarsa concentrazione. Problemi che, nei casi più gravi, possono portare al suicidio. Nel 2015 ben 788'000 persone sono morte togliendosi la vita. E il suicidio rappresenta a livello mondiale l'1,5% di tutti i decessi e, in particolare, è la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 ed i 29 anni di età.

Appunto, parliamone.

23.2.2017, 12:352017-02-23 12:35:45
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Lugano disposta ad aumentare il proprio contributo

L'accordo raggiunto oggi tra Orchestra della Svizzera italiana e Ssr prevede, come detto, minori entrate per circa un milione di franchi l'anno. Un buco che andrà...

L'accordo raggiunto oggi tra Orchestra della Svizzera italiana e Ssr prevede, come detto, minori entrate per circa un milione di franchi l'anno. Un buco che andrà coperto con "aiuti supplementari già discussi con altri partner" spiega la Fondazione per l'Osi in un comunicato, citando in particolare la Città di Lugano disposta ad aggiungere 150mila franchi ma "a condizione che la medesima cifra supplementare possa giungere dagli altri comuni del Luganese, nonché da importanti sponsorizzazioni le cui trattative sono a buon punto".

19.2.2017, 18:202017-02-19 18:20:52
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La rivoluzione dei materiali speciali stampati in 3D, primo passo in Texas

Superscarpe da ginnastica, robot soffici che possono cambiare forma, guanti con cui non sentire la pressione, ma anche protesi. Sono...

Superscarpe da ginnastica, robot soffici che possono cambiare forma, guanti con cui non sentire la pressione, ma anche protesi. Sono solo alcune delle possibili applicazioni del primo materiale 'speciale' stampato in 3D, la cui struttura è stata progettata in modo da assorbire urti e pressioni solo in una direzione. Descritto su Nature, è stato messo a punto nell'università del Texas dai ricercatori guidati dall'italiano Andrea Alù.

«Il materiale è stampato in 3D – spiga Alù – e il modo in cui è stato progettato ne fa un metamateriale, ossia un materiale sintetico con proprietà che non possono essere trovate in natura. La cosa importante, ha aggiunto, è la sua microstruttura grazie alla quale trasmette l'energia facilmente in una direzione ma non nell'altra».

Il segreto è in un reticolo di quadrati e rombi, dove ogni unità è leggermente inclinata in un modo specifico. È proprio questa piccola inclinazione che controlla il modo in cui il materiale risponde agli stimoli esterni e gli permette di reagire in modo asimmetrico, come se avesse un lato molto rigido e uno morbido. Grazie a questa qualità è in assoluto il primo materiale che consente di superare un principio fondamentale che regola molti sistemi fisici, in base al quale, ha spiegato Alù, «se prendiamo un materiale normale e applichiamo una pressione da un lato, l'altro lato si sposta di una certa quantità e se applichiamo la pressione dall'altro lato, misuriamo lo stesso spostamento dal lato opposto».

Questo è un principio fondamentale chiamato reciprocità ed è anche alla base delle comunicazioni radio e spiega perché, se siamo in grado di inviare un segnale possiamo anche riceverlo.

«Il nostro materiale – rileva Alù – rompe questa simmetria». Romperla, secondo il ricercatore, è utile per costruire strumenti che isolano in una direzione ma consentono di trasmettere l'energia nella direzione opposta: «Una caratteristica che può essere utile in quelle applicazioni in cui vogliamo proteggere da urti o pressioni non volute, ma allo stesso tempo vogliamo essere in grado di trasmettere la pressione».

Per esempio, ha aggiunto «un guanto con cui possiamo premere sugli oggetti, ma non sentire la pressione, protesi e robot soffici che possono cambiare forma». Un'altra applicazione potrebbero essere scarpe da ginnastica molto prestanti e confortevoli perché assorbono la pressione del piede ma nello stesso tempo non lo isolano dall'ambiente, perché permettono di percepire il suolo.

16.2.2017, 19:272017-02-16 19:27:26
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Dopo un anno di pausa ritorna Miss Svizzera

Il concorso per Miss Svizzera, annullato l'anno scorso, dovrebbe di nuovo svolgersi nel primo trimestre del 2018. L'imprenditore Guido Fluri, proprietario del marchio dall...

Il concorso per Miss Svizzera, annullato l'anno scorso, dovrebbe di nuovo svolgersi nel primo trimestre del 2018. L'imprenditore Guido Fluri, proprietario del marchio dall'estate del 2012, ha venduto i diritti alla società Eventschmiede, per un prezzo non reso noto.

L'attuale reginetta Lauriane Sallin, eletta nel 2015, conserverà la corona fino alla prossima elezione. Il gruppo GF Holding di Guido Fluri, che aveva acquisito il marchio salvando il concorso dal tracollo dopo l'uscita di SRG SSR, continuerà a finanziare tutti gli impegni di Sallin nel sociale, tra cui un trasporto di materiale medico in Marocco.

Il concorso organizzato negli anni scorsi da Fluri ha infatti adottato una nuova impostazione: sfruttare la popolarità di Miss Svizzera per aiutare persone nel bisogno e sostenere organizzazioni benefiche. Inoltre la reginetta elvetica non ha partecipato all'elezione di Miss Universo e ha ricevuto uno stipendio fisso di 120'000 franchi. Negli anni scorsi l'organizzazione ha raccolto circa mezzo milione di franchi per scopi benefici.

I proprietari di Eventschmiede sono Angela Fuchs, Iwan Meyer e Andrea Meyer, riferisce oggi la stessa società.  Da subito si possono inoltrare candidature all'indirizzo www.miss.ch.

16.2.2017, 13:532017-02-16 13:53:55
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Facebook diventa agenzia di collocamento

Un posto di lavoro grazie a Facebook: il social network ha presentato...

Un posto di lavoro grazie a Facebook: il social network ha presentato Jobs, un sistema dedicato alle piccole aziende che spesso hanno difficoltà a trovare personale.

In pratica, l'azienda inserisce l'annuncio direttamente sulla pagina ufficiale della società e le persone interessate possono inviare la loro candidatura direttamente da Facebook, con già inserite tutte le informazioni personali (che, si precisa nel comunicato, si possono comunque modificare prima dell'invio).

Il servizio al momento è disponibile solo negli Stati Uniti e in Canada.

14.2.2017, 10:352017-02-14 10:35:17
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Il nudo è normale, e Playboy ci ripensa

"Naked is normal" è la nuova parola d'ordine di Playboy, la celeberrima rivista erotica che poco più di un anno fa aveva deciso di rinunciare al nudo. Decisione sbagliata, ha...

"Naked is normal" è la nuova parola d'ordine di Playboy, la celeberrima rivista erotica che poco più di un anno fa aveva deciso di rinunciare al nudo. Decisione sbagliata, ha affermato il direttore creativo Cooper Hefner, figlio del fondatore Hugh Hefner.
La nudità è normale, fa parte dell'identità di Playboy e in generale dell'umanità, o almeno così sembra suggerire la campagna #nakedisnormal che su Twitter include fotografie e opere d'arte di nudo, da Botticelli a Picasso.

Insomma, torna il nudo, ma i tempi sono cambiati e – quando con due clic si ha libero accesso online a quantità inimmaginabili di materiale erotico e pornografico – Playboy sembra comunque cercare una nuova strada.