Società

15.8.2017, 09:342017-08-15 09:34:32
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Laura Boldrini denuncia i suoi haters ma non lascia i social

“Non ho mai pensato di uscire dai social, sarebbe una sconfitta, non è giusto che una persona si trovi di fronte al bivio di rimanere e subire l’...

“Non ho mai pensato di uscire dai social, sarebbe una sconfitta, non è giusto che una persona si trovi di fronte al bivio di rimanere e subire l’umiliazione oppure uscire, soprattutto per le donne non è giusto”. Lo afferma la presidente della Camera Laura Boldrini, ai microfoni di ’6 su radio 1’ dopo la decisione di procedere per vie legali nei confronti degli haters sui suoi profili social.

https://twitter.com/lauraboldrini/status/897016996973465600 

“Dobbiamo dare l’esempio ai nostri giovani – prosegue – che di fronte alla violenza, alle minacce, non si può stare in silenzio, non si può abbassare la testa e quindi ho pensato che fosse utile annunciare di far valere i miei diritti nelle opportune sedi e, visto l’esito di tante persone giovani che hanno condiviso oggi con me questa battaglia, penso di aver fatto la cosa giusta. I social media sono potentissimi hanno una diffusione senza limiti e producono nella sfera digitale un odio che a volte viene trasferito fuori dalla sfera digitale. Credo sia irresponsabile ignorare questo fenomeno. Questa modalità di trattare le persone ammazza il dibattito politico. Se qualcuno non è d’accordo con me ha tutto il diritto di esprimerlo ma in modo civile. Molta gente oggi in Italia non si esprime più sul web e questo uccide la democrazia. Bisognerebbe chiedere il motivo ai miei haters – aggiunge Boldrini – ma basta vedere i loro profili per capire. Sono persone che a malapena riconoscono la differenza tra governo e parlamento, non tollerano che le donne possano avere ruoli di vertice, inneggiano al nazismo, al fascismo, mirano ad uccidere tutte le persone che arrivano in Italia”.

10.8.2017, 22:252017-08-10 22:25:00
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Trimestre sotto le attese per Snapchat

Snap, la società a cui fa capo Snapchat, chiude il secondo trimestre sotto le attese e affonda in Borsa, dove arriva a perdere nelle contrattazioni after hours il 5,59%. I...

Snap, la società a cui fa capo Snapchat, chiude il secondo trimestre sotto le attese e affonda in Borsa, dove arriva a perdere nelle contrattazioni after hours il 5,59%. I ricavi di Snap si sono attestati a 181,7 milioni di dollari, sotto i 185,8 milioni attesi dagli analisti. Le perdite sono risultate pari a 16 centesimi per azione, superiori quindi ai 15 centesimi attesi dal mercato. Gli utenti attivi giornalieri sono stati 173 milioni, meno dei 175 milioni stimati.

10.8.2017, 22:192017-08-10 22:19:00
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Angelina pronta a perdonare Brad. 'È ancora innamorata di lui'

La coppia più famosa di Hollywood potrebbe riunirsi. Il magazine Us Weekly infatti – citando fonti vicine alla coppia – sostiene che Angelina Jolie...

La coppia più famosa di Hollywood potrebbe riunirsi. Il magazine Us Weekly infatti – citando fonti vicine alla coppia – sostiene che Angelina Jolie abbia cambiato idea sul divorzio da Brad Pitt, e stia considerando una ricongiunzione. Insomma, sarebbe disposta a perdonarlo. “È ancora innamorata di lui”, dice una persona ben informata, che ha anche specificato come le pratiche per il divorzio siano ferme da mesi. A far cambiare idea all’attrice, pare sia stata l’intervista che qualche mese fa Brad ha rilasciato a GQ, in cui diceva di aver chiuso con l’alcol. Nell’articolo faceva anche riferimento al fatto che uno dei motivi per cui beveva di più era proprio la separazione da Jolie. Secondo un’amica della star, Angelina è rimasta colpita dalla volontà di cambiare dell’ex e ha confessato di essere pronta a riaccoglierlo tra le sua braccia se dimostrerà di impegnarsi per la famiglia.

10.8.2017, 17:452017-08-10 17:45:49
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Facebook lancia Watch, la sfida tv a Netflix

Si accende la corsa dei colossi del web per i contenuti video. Dopo il divorzio di Disney da Netflix scende in campo Facebook con tutto il suo peso di due miliardi di...

Si accende la corsa dei colossi del web per i contenuti video. Dopo il divorzio di Disney da Netflix scende in campo Facebook con tutto il suo peso di due miliardi di potenziali spettatori. La società di Mark Zuckerberg lancia Watch, un nuovo servizio che offrirà in via sperimentale a una porzione di pubblico americano contenuti originali prodotti da società partner come National Geographic e Major League Baseball.

Una strada nuova che punta a tenere sempre più incollati gli utenti al social network e a far cresce i ricavi pubblicitari, togliendo fette di mercato alla tv e a concorrenti come Google.

Facebook Watch è una sezione per accedere ai video da cui partiranno show ed eventi sportivi e che farà da trampolino anche a produzioni originali di maggior spessore. La novità per ora parte per un ristretto gruppo di utenti negli Stati Uniti, ma dopo una fase iniziale l’opzione dovrebbe essere allargata ad una platea più ampia.

I primi contenuti proposti sono filmati a episodi, in diretta o registrati, che ruotano intorno a temi specifici. Per ora spaziano dalla cucina allo sport, con le partite in diretta della Major League di Baseball.

C’è anche la Watchlist, una specie di guida tv del social. La sezione segnalerà i contenuti più discussi, quelli più divertenti (in base alle reazioni degli utenti), quelli che gli amici stanno guardando.

I commenti social durante uno show in tv sono ormai la norma, per questo ogni filmato può essere commentato in tempo reale con chi lo sta guardando, anche in appositi gruppi. “Guardare uno show non deve essere passivo – spiega Mark Zuckerberg – può essere l’occasione per condividere un’esperienza e unire persone che tengono alle stesse cose”.

La mossa di Facebook è solo l’ultimo esempio di come i contenuti video e lo streaming sono diventati la gallina dalle uova d’oro. In questa direzione spingono da tempo Amazon e Netflix: con la produzione di contenuti originali hanno tolto progressivamente spazi alla tv e al cinema e all’ultima edizione degli Oscar hanno anche incassato diversi riconoscimenti.

A fiutare il business anche Disney, che proprio in queste ore ha scaricato Netflix per offrire direttamente ai consumatori i suoi prodotti con due nuovi servizi in streaming. Ma il risiko non finisce qui. Sul mercato c’è anche YouTubeTv, il servizio di Google che dà accesso a 40 canali in abbonamento ed è già partito in cinque città americane.

Più di recente Twitter ha stretto accordi con diverse realtà editoriali per la trasmissione in diretta di contenuti di varia tipologia, 24 ore al giorno. E anche Snapchat ha debuttato nella produzione di una serie tv e in pillole di informazione.

Tutte strategie pensate soprattutto per i giovanissimi che oramai si "sintonizzano" solo su smartphone e tablet, con l’obiettivo anche di agganciare il mercato della pubblicità televisiva e ingrandire sempre più la torta dei guadagni.

Gli analisti di Emarketer calcolano che Facebook quest’anno si porterà a casa il 20% degli investimenti complessivi in pubblicità digitale che avverranno negli Stati Uniti; il 41% appartiene a Google.

10.8.2017, 17:252017-08-10 17:25:00
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Le estate bollenti saranno la normalità

Nel sud dell’Europa la morsa del caldo rovente si sta allentando, ma ad estati anche più 'bollenti' di questa forse dovremo abituarci. Senza un freno deciso al riscaldamento...

Nel sud dell’Europa la morsa del caldo rovente si sta allentando, ma ad estati anche più 'bollenti' di questa forse dovremo abituarci. Senza un freno deciso al riscaldamento globale, in futuro il Vecchio continente potrà subire regolarmente ondate di caldo che arriveranno a toccare punte di 55 gradi percepiti.

A suggerirlo è uno studio guidato dal ricercatore italiano Simone Russo, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, pubblicato dal Joint Research Centre della Commissione europea su Scientific Reports. Lo scenario scaturisce da un’analisi sull’interazione tra umidità e calore: le proiezioni sviluppate, a seconda di vari modelli climatici, non riguardano quindi la sola temperatura, ma anche quella percepita in base all’umidità.

Secondo i ricercatori ondate di caldo oltre 40 gradi, amplificate da un’alta umidità, potrebbero verificarsi anche ogni due anni, con seri rischi per la salute dell’uomo, soprattutto nell’Asia orientale e nella costa orientale americana. Questo è lo scenario previsto con un aumento di 2 gradi della temperatura del globo rispetto ai livelli preindustriali, obiettivo dell’accordo sul clima di Parigi.

Ma se la 'febbre' del pianeta continuasse a galoppare, i ricercatori stimano che con un aumento di 4 gradi potrebbero verificarsi regolarmente in molte parti del mondo, Europa compresa, delle super ondate di calore anche oltre i 55 gradi percepiti. Una soglia che i ricercatori considerano 'critica' per la sopravvivenza umana.

Combinato con la forte umidità il caldo può essere infatti molto pericoloso: impedisce al corpo umano di 'raffreddarsi' con la sudorazione e può portare a ipertermia. Di conseguenza col 'global warming' senza freni saranno moltissime le persone a rischio di colpi di calore, soprattutto nelle aree densamente popolate di Cina, India e Stati Uniti. Le conseguenze non saranno più lievi per l’Europa. Un altro studio, recentemente pubblicato su Lancet, ha evidenziato che entro fine secolo la salute di due europei su tre sarà messa a rischio da disastri climatici e tra questi in primis ci sono proprio le ondate di calore.

Il sud dell’Europa per il momento tira un sospiro di sollievo. Sta appena uscendo dall’ennesimo picco di caldo di quest’estate, mentre Oltreoceano le condizioni climatiche stanno mettendo le basi per una stagione da record di uragani. La tempesta Franklin, toccando le coste del Messico, è stata appena riclassificata uragano. È il primo di una stagione che si prospetta particolarmente intensa. Secondo le previsioni della Noaa, l’agenzia meteo statunitense, quest’anno sono attese dalle 14 alle 19 tempeste tropicali, di cui da 5 a 9 potrebbero trasformarsi in uragani e da 2 a 5 in forti uragani. La stagione, spiega l’agenzia, potrebbe essere "estremamente attiva", anzi, potrebbe rivelarsi "la più attiva dal 2010". C’è infatti il 60% di possibilità che si verifichino eventi "sopra la media".

9.8.2017, 20:422017-08-09 20:42:58
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Torino: “Non do il negozio a chi divide la sua vita con un africano”

Il fidanzato è di colore e quando un commerciante ha visto le sue foto su Facebook è scattato il 'nient'. Perché l’uomo, che cercava una...

Il fidanzato è di colore e quando un commerciante ha visto le sue foto su Facebook è scattato il 'nient'. Perché l’uomo, che cercava una commessa per il suo negozio di musica, non intende “affidare la cassa a chi divide la sua vita con un africano”. L’episodio a Torino, a pochi giorni da un altro caso analogo, quello del cameriere a cui un albergo di Cervia ha rifiutato l’assunzione. Sempre per il colore della pelle. E sempre via chat. Una deriva a cui la Filcams Cgil (Federazione italiana lavoratori commercio, turismo e servizi) chiede ora di contrapporre “un’idea diversa di comunità, basata sul rispetto della diversità, sull’accoglienza, sulla solidarietà”.

Per Chiara, 18 anni compiuti da poco, il rifiuto del commerciante è stato come un pugno nello stomaco. “È vergognoso, sono senza parole. Una cosa del genere non è degna di un Paese civile”, si sfoga al telefono, raccontando la sua storia. Quella di una giovane che voleva soltanto trovare una occupazione per aiutare la sua famiglia e che si è vista rifiutata perché “colpevole” di essere fidanzata con Olivier, 19enne nigeriano. “Ho messo un annuncio su Facebook – spiega la ragazza – e il titolare del negozio mi ha contattata, chiedendomi un curriculum. Quando ha visto sul social le foto col mio fidanzato, mi ha scritto che non voleva una persona come me”. La reazione è stata di rabbia. “Purtroppo l’ho insultato”, ammette. Poi ha reso pubblica la conversazione. Compresi i messaggi in cui l’uomo scrive che per lui può “uscire anche con il mostro di Firenze” purché non debba affidarle la cassa. La discussione sul social è stata lunga. “Ha scritto che sono una 18enne squinternata, che di ragazzi neri ne ho 50. Cose così. Qualcuno l’ha minacciato e lui si è cancellato da Facebook”.

E del commerciante, ora in vacanza, non c’è traccia. La serranda del negozio di musica, vicino al Lingotto, è abbassata per ferie. Chi conosce il titolare, però, è incredulo. “L’ho sempre visto lavorare da solo. E mi sembra una brava persona. Non mi pare il tipo da fare queste uscite”. Incredula, però, lo è rimasta anche Chiara. “Certo, so che alcune persone sono razziste. Ma non pensavo sino a questo punto”. Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) chiede alla sindaca di Torino, Chiara Appendino, di chiudere il negozio. Mentre la vicepresidente nazionale di Confcommercio, la torinese Maria Luisa Coppa, prova a consolare la ragazza. “Rispetto e integrazione sono valori che animano le nostre attività; episodi come questo non appartengono alla nostra cultura – sottolinea –. La storia delle nostre imprese è fatta anche da molti collaboratori immigrati, assunti per la loro voglia di lavorare, per le loro capacità professionali e con la speranza di offrire loro un futuro migliore”.

8.8.2017, 22:452017-08-08 22:45:27
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Walt Disney scarica Netflix e lancia due nuovi servizi streaming

Walt Disney scarica Netflix. Topolino ritira i suoi film dalla popolare piattaforma, mettendo fine all’accordo di streaming a partire dal 2019....

Walt Disney scarica Netflix. Topolino ritira i suoi film dalla popolare piattaforma, mettendo fine all’accordo di streaming a partire dal 2019. Disney infatti punta a offrire direttamente ai consumatori i suoi prodotti con due nuovi servizi in streaming a partire dal prossimo anno. L’annuncio affonda il titolo Netflix in Borsa, dove arriva a perdere fino al 5,80% nelle contrattazioni after hours. In calo anche Disney, che cede oltre il 3% appesantita da ricavi sotto le attese nel terzo trimestre dell’esercizio fiscale. Per Netflix si tratta di un duro colpo, che mostra anche come lo streaming di video stia diventando un mercato sempre più competitivo. E mostra come le due società siano ormai rivali dirette. Che i due colossi potessero arrivare un giorno a contendersi lo scettro di regina della distribuzione era chiaro agli analisti da tempo, ma un annuncio così a stretto giro non era previsto. A partire dal prossimo anno, Disney offrirà un servizio dedicato a ESPN, la sua rete sportiva, offrendo 10.000 eventi dal vivo l’anno disponibili per abbonamenti anche a seconda dello sport preferito. Nel 2019 sarà invece lanciato un servizio per i film Disney. La decisione di Disney è in parte legata alla forte crescita di Netflix, che nelle ultime ore ha acquistato Millarworld, aprendo la strada anche a ulteriori operazioni. Con Millarworld l’obiettivo e’ sviluppare contenuti originali sui personaggi ideati da Mark Millar, il creatore di Kick-Ass, Starlight e Superior, ma anche di Wanted e Civil War. Per il colosso della tv in streaming si tratta della sua prima acquisizione in 20 anni di vita. Millar ha lavorato in precedenza per Marvel Entertainment, ora controllata dalla casa di Topolino, e per la quale aveva sviluppato storie diventate oggetto di film di successo, quali 'The Avengers' e 'Logan'.

7.8.2017, 18:052017-08-07 18:05:00
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La nouvelle cuisine perde Christian Millau, morto a 88 anni

Christian Millau, il fondatore in Francia delle guide ai ristoranti Gault & Millau e negli anni Settanta uno dei padri del movimento della...

Christian Millau, il fondatore in Francia delle guide ai ristoranti Gault & Millau e negli anni Settanta uno dei padri del movimento della nouvelle cuisine, è morto a 88 anni. Lo ha annunciato oggi la casa editrice delle guide precisando che il decesso di Millau risale a domenica. La nota non aggiunge alcun dettaglio sulla morte del gastronomo, ma lo descrive come un autore “impertinente e indipendente’’. Nato nel 1929, Millau ha iniziato l’attività come giornalista e insieme a Henri Gault ha iniziato a produrre la loro prima guida ai Ristoranti nel 1969, venduta in 100mila copie. La guida gastronomica classifica i ristoranti recensiti non in base alle stelle, ma utilizzando come grafica del rating il numero di Toques, i caratteristici cappelli bianchi da chef, da uno a 5. È autore di best seller e libri di successo, come Dining in France e La France à la carte.

1.8.2017, 13:552017-08-01 13:55:31
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La statistica del cervelat 

Per la serie “e sai cosa mangi”, gli svizzeri si dimostrano amanti della tradizionale salsiccia elvetica: dal 2015 sono stati venduti oltre 100 milioni di cervelat all’anno per un volume...

Per la serie “e sai cosa mangi”, gli svizzeri si dimostrano amanti della tradizionale salsiccia elvetica: dal 2015 sono stati venduti oltre 100 milioni di cervelat all’anno per un volume di affari di oltre 100 milioni di franchi. Nel commercio al dettaglio la salsiccia svizzera occupa il terzo posto nelle vendite di prodotti di carne, indica oggi l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) nel rapporto annuale del mercato della carne. Solamente prosciutto e bratwurst la precedono nella speciale classifica.

Esistono tuttavia differenze regionali e specifiche: nella Svizzera tedesca vengono consumati circa 40 cervelat all’anno per economia domestica (escluso dunque il settore della ristorazione), mentre nella Svizzera romanda ne sono acquistati poco meno di 29 all’anno. Non sono disponibili dati sul Ticino. Gli abitanti delle regioni periferiche però consumano in media 42 cervelat all’anno contro i 35 delle città.

Le differenze di consumo si rilevano anche tra economie domestiche con redditi diversi: in media quelle con reddito medio hanno richiesto oltre 40 cervelat all’anno, mentre è risultata inferiore la domanda nelle economie con redditi elevati o bassi, acquistando rispettivamente 31 e 32 unità all’anno. Le differenze tra classi d’età non sono invece significative.

1.8.2017, 13:402017-08-01 13:40:33
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Vaccino, protezione e nutrimento: ma solo il 40% dei neonati viene allattato al seno per sei mesi

Di solito la natura a ragione, basta seguire ciò che suggerisce. Eppure, nel mondo moderno, spesso per varie...

Di solito la natura a ragione, basta seguire ciò che suggerisce. Eppure, nel mondo moderno, spesso per varie ragioni non è così. Così si scopre che nel mondo solo il 40% dei neonati viene allattato esclusivamente al seno almeno per i primi sei mesi di vita. Lo affermano Oms e Unicef, che da oggi al 7 agosto celebrano la settimana mondiale dedicata proprio all'allattamento al seno.

Secondo le cifre riportate in tutto il pianeta, solo 23 paesi, tra cui nessuno occidentale, hanno più del 60% dei neonati che soddisfano il requisito. Un investimento di meno di 5 dollari per ogni nuovo nato permetterebbe invece di raggiungere l’obiettivo di almeno metà dei lattanti in tutto il mondo che ricevono solamente il latte materno per i primi sei mesi, salvando oltretutto la vita di 520mila bambini sotto i 5 anni e facendo risparmiare 300 miliardi di dollari.

«L’allattamento al seno dà ai bambini il migliore inizio della vita possibile – sottolinea Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms –. Il latte materno funziona come primo vaccino, proteggendo i neonati da infezioni potenzialmente letali, e dà loro il nutrimento indispensabile per sopravvivere e prosperare».

31.7.2017, 09:062017-07-31 09:06:19
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Lady D e il 'matrimonio senza amore'. In arrivo il documentario su Diana

Diana confidò in lacrime alla regina Elisabetta la sua sofferenza per "il matrimonio senza amore" con Carlo ma non ebbe dalla sovrana l'...

Diana confidò in lacrime alla regina Elisabetta la sua sofferenza per "il matrimonio senza amore" con Carlo ma non ebbe dalla sovrana l'empatia sperata. Lo rivelano i video delle lezioni di 'public speaking' che la principessa prese dal 1992 al 1993 con il professor americano Peter Settelen e che saranno trasmessi il 6 agosto su Channel 4 nell'ambito del documentario 'Diana: in her own words' realizzato per i 20 anni dalla morte. Documenti intimi, nei quali Diana si esprime con molta franchezza e racconta dettagli privati della sua vita matrimoniale. «Mi recai dalla 'grande signora' e le dissi: 'Non so cosa dovrei fare'», racconta Lady D a proposito del suo sfogo con la sovrana quando ormai era sposata con Carlo da cinque anni. «Lei mi rispose: 'Non so cosa dovresti fare'. Fine. E quello fu il suo aiuto», è il commento della principessa alla reazione algida di Elisabetta.
In Inghilterra la decisione di Channel 4 di pubblicare i video sta suscitando polemiche e critiche.

21.7.2017, 14:402017-07-21 14:40:37
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Dagli Usa una risonanza magnetica a misura di neonato

È progettata appositamente per il cervello e la testa dei neonati che sono ricoverati nelle unità di cura intensive neonatali la nuova risonanza magnetica, la...

È progettata appositamente per il cervello e la testa dei neonati che sono ricoverati nelle unità di cura intensive neonatali la nuova risonanza magnetica, la prima del genere, approvata dalla Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia Usa che regola i farmaci.

“Anche se si possono usare le tradizionali risonanze magnetiche per i neonati, portarli fuori dall’unità di cura intensiva presenta grandi difficoltà. Avere un sistema adatto ai reparti di cure neonatali consente invece di fare questo tipo di esami in modo più sicuro su pazienti che sono già vulnerabili”, spiega Vasum Peiris, dell’Fda.

L’apparecchio è progettato per ricavare immagini della testa del neonato, che ha una circonferenza che arriva a 38 centimetri e pesa tra 1 e 4,5 chili, ed è dotato al suo interno di un’incubatrice a temperatura controllata, in modo da minimizzare i movimenti del bambino. Se è necessario intervenire d’urgenza durante l’esame, il neonato può essere tolto in meno di 30 secondi dall’apparecchio, che può stare all’interno del reparto di cure intensive neonatali, perché non richiede una zona di sicurezza o una stanza protetta dalle radiofrequenze.

È invece controindicato per i piccoli che pesano più di 4,5 chili, hanno una circonferenza della testa superiore ai 38 centimetri o hanno impianti metallici o elettrici attivi. In questo caso infatti la risonanza potrebbe riscaldare il tessuto vicino o provocare malfunzionamenti dell’impianto.

20.7.2017, 19:262017-07-20 19:26:12
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Esercizio fisico e perdita di peso? Secondo una ricerca funziona solo con gli uomini

Che le donne del mondo si rassegnino o si sentano finalmente sollevate. Almeno secondo una ricerca made in Usa.

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Che le donne del mondo si rassegnino o si sentano finalmente sollevate. Almeno secondo una ricerca made in Usa.

Arriva infatti dall'Università del Colorado uno studio che non farà piacere a molte donne: l’esercizio fisico non sarebbe ugualmente efficace per i due sessi e anzi faciliterebbe il controllo e la perdita del peso con buoni effetti solo negli uomini.

I ricercatori dell’Anschutz Medical Campus hanno svolto uno studio sui topi: maschi e femmine sono stati nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi e la metà è stata addestrata a correre su una ruota. Dopo 10 settimane, è stata riscontrata una differenza notevole in base al sesso in risposta all’allenamento. I ratti maschi che si esercitavano mangiavano meno cibo e hanno ottenuto una riduzione di peso rispetto ai sedentari, mentre nelle femmine l’attività fisica non è risultata diminuire l’assunzione di cibo. Anzi, alla fine dello studio pesavano come le sedentarie.

L’esperimento è poi stato ripetuto nei maschi alimentati con una dieta a basso contenuto di grassi. Gli studiosi hanno rilevato che nei topi maschi allenati vi era un livello di interluchina-6 (che può migliorare la risposta del cervello agli ormoni che sopprimono l’assunzione di cibo) più basso in un’area cerebrale chiamata ipotalamo, che funge da ’centralina’. Mentre questo livello era più alto nelle femmine. I risultati sembrano quindi confermare che esistono differenze fisiologiche di genere nei segnali ormonali che influenzano l’appetito.

20.7.2017, 19:122017-07-20 19:12:41
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Panico per un'esplosione all'aeroporto di Olbia, ma è una festa di laurea

Segni dei tempi, dal panico facile. I festeggiamenti per una laurea con "l’esplosione" di alcuni spara-coriandoli hanno seminato il...

Segni dei tempi, dal panico facile. I festeggiamenti per una laurea con "l’esplosione" di alcuni spara-coriandoli hanno seminato il terrore, in tarda mattinata, all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia. Nel fuggi fuggi generale tre turisti sono rimasti lievemente feriti, altri hanno riportato delle contusioni. Denunciati per procurato allarme tre ragazzi che hanno partecipato alla festa.

Tutto era stato organizzato da uno studente appena laureato alla facoltà di Economia del turismo, ospitata al primo piano dell’aeroporto. Amici e parenti per salutare l’ambìto traguardo hanno fatto esplodere dei tubi spara coriandoli. I botti, percepiti dai passeggeri in transito, molti dei quali francesi, hanno fatto pensare ad un’azione terroristica. Ed è stato il panico.

Molte persone hanno iniziato a correre verso le uscite d’emergenza e nella calca qualcuno è finito a terra, rimanendo ferito. Dopo pochi minuti, grazie all’intervento della polizia e del personale dello scalo, la situazione è tornata alla normalità. I tre turisti feriti sono stati trasportati in ospedale. Gli agenti hanno individuato gli autori dei festeggiamenti e li hanno denunciati.

20.7.2017, 17:032017-07-20 17:03:21
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Plastic World, in mezzo secolo 9 miliardi di tonnellate

Da quando è entrata nella fase di produzione di massa, negli anni 50, la plastica è stata sfornata in quantità enormi: 9,1 miliardi di tonnellate e la gran...

Da quando è entrata nella fase di produzione di massa, negli anni 50, la plastica è stata sfornata in quantità enormi: 9,1 miliardi di tonnellate e la gran parte è poi finita in discarica. Lo indica uno studio (“la prima analisi globale di tutte le plastiche prodotte”) pubblicato su ‘Science Advances’.

Il problema, evidenziano gli esperti, non è solo la plastica che si accumula ovunque: quella incenerita produce emissioni negative per ambiente e salute; riciclarla sposta solo in avanti, ma non risolve, il problema del suo smaltimento, anche se può ridurre la nuova produzione. 

19.7.2017, 18:482017-07-19 18:48:23
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“Pazzesco”: le Maldive sono in Ticino

«Un posto pazzesco a un'ora da Milano». Si presentano così agli occhi di Marco Capedri, alias Capedit, le pozze cristalline della Val Verzasca. Il ragazzo brianzolo sulla...

«Un posto pazzesco a un'ora da Milano». Si presentano così agli occhi di Marco Capedri, alias Capedit, le pozze cristalline della Val Verzasca. Il ragazzo brianzolo sulla sua pagina Facebook documenta i suoi viaggi alla scoperta di bellezze varie sparse sul territorio italiano.

Così Caopedit è sconfinato a Nord e il suo video “Le Maldive di Milano” (cioè la Verzasca) ha raccolto già 2,4 milioni di visualizzazioni, a conferma che i meccanismi della comunicazione social sono piuttosto misteriosi. Cioè, il video, fra tuffi e immersioni (ma nessun accenno alla potenziale pericolosità del posto), è sicuramente curato, ma non giustifica di per sé un tale entusiasmo del pubblico. In ogni caso, tutta pubblicità gratuita per il Ticino e in particolare la Verzasca, che comunque negli ultimi giorni già si trova a gestire con difficoltà l'afflusso di visitatori.

17.7.2017, 18:382017-07-17 18:38:02
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Una “Pizza Grande” virale: parla l'autore del fake locarnese

Esce allo scoperto ai microfoni di Rft l'autore della parodia di "Arrividerci" a Moon&Stars. Julien Daulte, il grafico all'origine...

Esce allo scoperto ai microfoni di Rft l'autore della parodia di "Arrividerci" a Moon&Stars. Julien Daulte, il grafico all'origine del cartello (un falso) "Pizza Grande", aveva preso in contropiede diversi siti d'informazione diffondendo un'immagine modificata del manifesto all'ingresso di Piazza Grande. Che poi l'“Arrividerci” fosse davvero voluto, cioè una strategia marketing di Moon&Stars, si è liberi di crederci oppure no...

9.7.2017, 12:472017-07-09 12:47:08
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La pizza? Te la consegna il robot

Non solo droni, in futuro per il "porta a porta" arriveranno anche i robot. Negli Stati Uniti cinque Stati hanno approvato una legge che permette l’utilizzo di automi su marciapiedi...

Non solo droni, in futuro per il "porta a porta" arriveranno anche i robot. Negli Stati Uniti cinque Stati hanno approvato una legge che permette l’utilizzo di automi su marciapiedi e attraversamenti pedonali. L’ultimo è stato l’Ohio che si è aggiunto a Florida, Wisconsin, Idaho e Virginia.

A spingere i legislatori, riporta il sito Recode, la Starship Technologies, start up estone che si occupa di robot-fattorini concepiti per consegnare cibo o altri prodotti ordinati online dalle persone. Dietro la compagnia ci sono due creativi di successo, Ahti Heinla e Janus Friis, i co-fondatori della piattaforma di videochiamate Skype, ora di proprietà di Microsoft.

La compagnia non opera ancora in nessuno degli Stati in cui i robot-fattorini hanno ottenuto il via libera, né ha annunciato piani in questo senso, ma un portavoce di Starship spiega che la start up punta ad avviare un programma pilota in Florida quest’anno. Superare il nodo legislativo era un primo passo obbligato.

2.7.2017, 20:242017-07-02 20:24:09
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Trump contro Microsoft: una questione di privacy digitale

L’amministrazione Trump ha chiesto l’intervento della Corte Suprema nella battaglia legale in corso contro Microsoft sull’accesso a email archiviate all’...

L’amministrazione Trump ha chiesto l’intervento della Corte Suprema nella battaglia legale in corso contro Microsoft sull’accesso a email archiviate all’estero. Il ricorso risale al mese scorso e rientra in una vasta disputa che vede il governo contrapposto ad alcune società in tema di privacy digitale, con le autorità che sostengono la necessità di accesso ad informazioni nell’ambito della lotta al crimine.

Finora hanno però trovato davanti un muro: secondo esperti, infatti, le società interessate hanno potuto respingere tali sfide con maggiore determinazione in particolare dopo le informazioni diffuse che hanno svelato i programmi di sorveglianza utilizzati dall’intelligence americana.

In questa specifica circostanza il caso fa capo ad una richiesta di un giudice considerata dapprima di routine: su sollecitazione di agenti federali un giudice aveva emesso un mandato per ottenere accesso ad un account email Microsoft che si sospettava fosse legato ad un traffico di droga. La risposta della Microsoft è stata però un fermo no, forte del fatto che le email facevano capo ad un server di base in Irlanda, quindi non soggetto a quel tipo di mandato. Una interpretazione confermata anche in appello.

Da qui la mossa del governo di ricorrere alla Corte Suprema come passo successivo. E con la motivazione che la decisione di negare l’accesso alle informazioni danneggia "centinaia di migliaia di inchieste, che vanno da casi di terrorismo, a pedo pornografia, a frodi". Sottolineando quindi che, anche se le mail d’interesse per gli inquirenti "risiedono" in server di base all’estero, la Microsoft, e in particolare la casa madre negli Usa, ha tutti gli strumenti per accedervi rapidamente. Di fatto con un click.

12.6.2017, 12:332017-06-12 12:33:32
@laRegione

Imposte: oltre 1/3 ha chiesto la proroga

Oltre un terzo dei contribuenti non ha inoltrato la dichiarazione di imposta entro il termine di consegna ufficiale, soprattutto perché ha continuato a procrastinare oppure...

Oltre un terzo dei contribuenti non ha inoltrato la dichiarazione di imposta entro il termine di consegna ufficiale, soprattutto perché ha continuato a procrastinare oppure non aveva nessuna voglia di affrontare l’incombenza. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dal servizio di confronti internet Comparis.ch. Il 37% dei 1173 utenti che hanno partecipato al rilevamento non ha rispettato la scadenza. Il 18% dei ritardatari nella compilazione della dichiarazione ha affermato di non avere semplicemente avuto voglia di farla oppure di aver rinviato troppo a lungo l’incombenza. Quali altri motivi per il mancato rispetto del termine di consegna sono stati indicati l’assenza di documenti (13%) o la mancanza di tempo (12%). Soltanto il 5% degli interpellati ha dichiarato di aver mancato la scadenza per l’inoltro poiché ha trovato troppo complicata la dichiarazione.

Un contribuente su quattro ricorre comunque a un aiuto per compilare i vari moduli: il 7% si rivolge a familiari e amici, il 16% preferisce invece un consulente fiscale. Come ogni anno in questo periodo torna di attualità la questione dell’opportunità di dedurre le imposte direttamente dallo stipendio: ma al momento questo modello non sembra raccogliere la maggioranza dei consensi in Svizzera.