Scienze

26.10.2017, 19:002017-10-26 19:00:00
@laRegione

Una nuova 'arma' contro la malaria

Alcuni ricercatori delle Università di Ginevra e Berna infondono nuove speranze nella lotta contro la malaria, malattia endemica che uccide ogni anno mezzo milione di persone nel...

Alcuni ricercatori delle Università di Ginevra e Berna infondono nuove speranze nella lotta contro la malaria, malattia endemica che uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo (di cui l'80% bambini sotto ai 5 anni). Ciò con l'individuazione di due enzimi fondamentali (Plasmepsins IX e X) necessari alla sopravvivenza del parassita. 

26.10.2017, 12:052017-10-26 12:05:53
@laRegione

Individuata una cometa... aliena

Un corpo celeste misterioso è stato osservato nel Sistema solare: potrebbe essere una cometa 'aliena', arrivata da un altro sistema planetario, oppure un asteroide in fase di...

Un corpo celeste misterioso è stato osservato nel Sistema solare: potrebbe essere una cometa 'aliena', arrivata da un altro sistema planetario, oppure un asteroide in fase di espulsione. La scoperta è stata annunciata dal Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale, e si deve al progetto di esplorazione del cielo PanStarrs, gestito dall’università delle Hawaii. “Questo oggetto celeste ha il diametro di circa 150 metri e attualmente si trova a 65 milioni di chilometri dalla Terra’’, ha detto l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. La sua particolarità è nell’orbita, che è aperta: cioè questo corpo celeste non ruota intorno al Sole, ma sta solo transitando nel nostro sistema planetario. Questo, ha proseguito, ha fatto pensare inizialmente a una cometa arrivata da un altro Sistema Solare, ma le osservazioni fatte nella notte dal Cile, con il telescopio Vlt (Very Large Telescope), dell’Osservatorio Europeo Meridionale, hanno visto che non ci sono segni dell’attività tipica delle comete, cioè le emissioni di gas e vapori che danno origine alla chioma. “Per questo – ha rilevato Masi – il Minor Planet Center ha corretto la sigla con cui in un primo momento è stato indicato l’oggetto celeste, ovvero C/2017 U1 (nella quale C sta per cometa) con A/2017 U1, e si comincia a pensare che sia un asteroide in fase di espulsione dal Sistema Solare’’. Il fenomeno potrebbe essere dovuto al passaggio di questo oggetto celeste vicino a un grande pianeta, come per esempio Giove: ’’la forza di gravità di un pianeta gigante potrebbe aver modificato la rotta di questo asteroide mettendolo su una traiettoria di espulsione, che lo sta scagliando nello spazio interstellare’’. Tuttavia, è ancora difficile definire con certezza l’identità del corpo celeste e si aspettano altri dati dalle osservazioni in corso, fra cui quelle del telescopio robotico americano, Tenagra Observatories, partner del Virtual Telescope, che ha già fotografato l’oggetto cosmico.

25.10.2017, 15:302017-10-25 15:30:00
@laRegione

Ora è possibile correggere il Dna 'lettera per lettera'

La tecnica che taglia-incolla il Dna, la Crispr, ha ’temperato la matita’ con cui corregge gli errori del genoma e l’ha resa così appuntita da poter...

La tecnica che taglia-incolla il Dna, la Crispr, ha ’temperato la matita’ con cui corregge gli errori del genoma e l’ha resa così appuntita da poter sostituire le singole lettere che compongono le parole del libro della vita, ossia i geni.

È possibile fare lo stesso con la molecola braccio destro del Dna, l’Rna. I due risultati, pubblicati su Nature e Science, aprono una nuova frontiera nella cura di molte malattie, come anemia falciforme e fibrosi cistica.

"Abbiamo sviluppato una nuova classe di ’correttori’", ha detto in una conferenza telefonica David Liu, dell’università di Harvard e del Broad Institute del Massachusetts Institute of Technology (Mit), che ha coordinato la ricerca pubblicata sulla rivista Nature. Arriva dal Broad Institute anche la ricerca sulla riscrittura della molecola di Rna, pubblicata su Science, il cui primo autore è David Cox.

I ’correttori’ sono delle ’macchine molecolari’ che è possibile riprogrammare per riorganizzare gli atomi di una delle singole basi, ossia ciascuna delle quattro lettere che, combinate insieme, scrivono i geni (A per adenina, C per citosina, T per timina e G per guanina).

Grazie a questi correttori ultra precisi si può intervenire sul materiale genetico senza il rischio di danneggiarlo. Correggere le singole lettere del Dna è una possibilità senza precedenti e una nuova arma per combattere molte malattie genetiche. (Ansa)

24.10.2017, 13:132017-10-24 13:13:21
@laRegione

Il cervello ha il... pilota automatico

Scoperto il “pilota automatico” del nostro cervello, che permette, appunto, di compiere in automatico azioni di routine che siamo abituati a svolgere, come il percorso casa-...

Scoperto il “pilota automatico” del nostro cervello, che permette, appunto, di compiere in automatico azioni di routine che siamo abituati a svolgere, come il percorso casa-ufficio, senza metterci attenzione e impegnare in attività altre regioni del cervello. È la scoperta di alcuni scienziati dell’Università di Cambridge pubblicata oggi sulla rivista Pnas. Il pilota automatico ha sede nella cosiddetta “network default mode”, una rete nervosa che, come dice il suo stesso nome, è accesa in modalità di default, quando cioè il nostro cervello non è impegnato in alcuna precisa attività, quindi in quei più o meno rari momenti in cui si ha modo di oziare. È tempo che si indaga sulla sua funzione precisa e di teorie ne sono finora scaturite diverse. I ricercatori inglesi hanno dimostrato che è proprio in questa network che ha sede il nostro pilota automatico, quell’insieme di aree neurali che ci aiutano, cioè, a compiere azioni abituali (come allacciarsi le scarpe) senza veramente porre attenzione ed energia mentale sull’azione stessa, ma facendola, appunto, in automatico, mentre si pensa ad altro, per esempio a cosa cucinare a cena o a come affrontare una impegnativa riunione di lavoro. Per dimostrarlo gli esperti hanno studiato l’attività cerebrale di un gruppo di persone con la risonanza magnetica. Hanno dato loro un gioco di carte da imparare e chiesto di ripeterlo innumerevoli volte. Ebbene, è emerso che, trascorsa la fase di apprendimento che richiede l’attivazione di aree nervose precise, quando il gioco è acquisito i volontari continuano a svolgerlo senza pensarci usando unicamente la network in modalità di default. E meglio riesce il gioco, più attiva risulta questa rete neurale.

19.10.2017, 11:182017-10-19 11:18:00
@laRegione

2017: il secondo anno più caldo nella storia della Terra

Il 2017 è stato fino ad ora il secondo anno più caldo del pianeta, con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di...

Il 2017 è stato fino ad ora il secondo anno più caldo del pianeta, con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di 0,87 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

È quanto riferisce l'associazione italiana degli agricoltori Coldiretti sulla base dei dati Noaa, il National Climatic Data Centre che registra le temperature mondiali dal 1880.

"Un risultato determinato dal fatto – sottolinea la Coldiretti -che dall’inizio dell’anno ogni mese si è classificato tra i primi quattro più caldi da 138 anni. Si tratta della conferma della tendenza al surriscaldamento del pianeta dopo che nel ventunesimo secolo le temperature annuali hanno fatto segnare per ben cinque volte il record: 2005, 2010, 2014, 2015 e 2016 (che è tuttora l’anno più caldo di sempre)". (Ats)

18.10.2017, 14:352017-10-18 14:35:13
@laRegione

Una carezza lenisce il dolore dell'esclusione

Una carezza aiuta a sentirsi accettati, in quanto è in grado di lenire il dolore interiore legato al senso di esclusione sociale, al sentimento doloroso del venire o...

Una carezza aiuta a sentirsi accettati, in quanto è in grado di lenire il dolore interiore legato al senso di esclusione sociale, al sentimento doloroso del venire o sentirsi ostracizzati.

Lo rivelano gli esperimenti di Mariana von Mohr della University College di Londra i cui risultati sono riportati sulla rivista Scientific Reports.

Le carezze sono da tempo oggetto di studio perché ad esempio si è rivelato un loro potenziale effetto analgesico. In questo studio si è indagato il dolore non fisico, ma psicologico, legato al sentirsi esclusi socialmente.

Gli psicologi hanno elaborato un gioco virtuale con la palla e per indurre il senso di esclusione sociale nei partecipanti hanno fatto sì che gli altri giocatori non passassero loro la palla. La sensazione di emarginazione è stata misurata con questionari ad hoc.

Subito dopo l’esperienza gli esperti hanno sfiorato con vari livelli di velocità e pressione la pelle dei partecipanti simulando sia il tocco gentile di una carezza (sfiorando lentamente la pelle), sia altre forme di sensazione tattile.

Ripetuto il questionario per valutare il senso di esclusione sociale, nel primo caso (cioè dopo una carezza) la sgradevole sensazione di essere stati esclusi risulta attenuata. Non hanno lo stesso effetto altri tipi di sensazioni tattili diversi dalla carezza, come ad esempio lo sfiorare velocemente la persona. (Ats)

18.10.2017, 13:562017-10-18 13:56:00
@laRegione

Aids: un quarto di casi si può prevenire con la profilassi

La cosiddetta ’profilassi pre esposizione’ o Prep, che consiste nel somministrare ai gruppi ad alto rischio i farmaci anti Hiv per proteggerli dalle...

La cosiddetta ’profilassi pre esposizione’ o Prep, che consiste nel somministrare ai gruppi ad alto rischio i farmaci anti Hiv per proteggerli dalle infezioni, potrebbe ridurre di un quarto i nuovi casi e, sul lungo periodo, essere una fonte di risparmi per i servizi sanitarti. Lo afferma uno studio, fatto sui dati britannici, pubblicato da Lancet Infectious Diseases.

La Prep, affermano alcuni studi, se usata correttamente è in grado di diminuire il rischio di contagio dell’86%, tanto che sia l’Organizzazione mondiale della sanità che diversi esperti la indicano tra le armi a disposizione per limitare la pandemia in corso. Alcuni paesi, tra cui Francia, Canada e Australia, l’hanno messa a disposizione gratuitamente.

I ricercatori dell’University College di Londra hanno elaborato un modello matematico per valutare il costo efficacia del farmaco, focalizzandosi sul gruppo più a rischio degli uomini che hanno rapporti omosessuali. Secondo lo studio, che ha come primo autore l’italiana Valentina Cambiano, la Prep potrebbe evitare un quarto dei nuovi contagi.

All’inizio la sua adozione sarebbe un costo, per via del prezzo dei farmaci, che pian piano verrebbe compensato dai risparmi dovuti ai minori pazienti. "Se fosse introdotta in Gran Bretagna – concludono gli autori -, potrebbe far risparmiare un miliardo di sterline al paese dopo 40 anni, e i risparmi potrebbero essere ancora maggiori per effetto della scadenza del brevetto dei farmaci in Europa". (Ats)

16.10.2017, 17:012017-10-16 17:01:00
@laRegione

Balene e delfini parlano in dialetto

Vivono organizzati in piccoli gruppi all'interno dei quali hanno delle relazioni complesse, e usano un linguaggio diverso da gruppo a gruppo, come i dialetti umani. Si tratta di...

Vivono organizzati in piccoli gruppi all'interno dei quali hanno delle relazioni complesse, e usano un linguaggio diverso da gruppo a gruppo, come i dialetti umani. Si tratta di balene e delfini, dei quali è stata approfondita la modalità di comunicazione, portando a una scoperta – quella pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution – che potrebbe aiutare a comprendere anche il comportamento umano. Il passo avanti si deve ai ricercatori coordinati dalla biologa Susanne Shultz dell'università britannica di Manchester. La ricerca non riguarda solo l'intelligenza di balene e delfini, ma va oltre: "dobbiamo capire che cosa rende gli esseri umani diversi dagli altri animali e per farlo abbiamo bisogno di un gruppo di controllo: rispetto ai primati i cetacei sono un gruppo più 'alieno'" ha rilevato uno degli autori, Michael Muthukrishna, della Scuola di economia e scienze politiche di Londra. Studiando il comportamento di 90 specie di delfini, balene e focene, è stata scoperta una lunga lista di comportamenti simili a quelli dell'uomo e di altri primati.

Questi cetacei, come l'uomo, sono degli esseri molto 'sociali': collaborano per il vantaggio reciproco, giocano insieme, e insegnano dei comportamenti, come le tecniche di caccia, ai compagni del gruppo. Come gli esseri umani, inoltre, anche delfini e balene usano linguaggi diversi, come dei 'dialetti' differenti per ogni gruppo, e si chiamano per 'nome' usando fischi unici per i singoli individui. Tutte queste caratteristiche sociali e culturali, secondo gli esperti, sono legate alla dimensione del cervello di questi cetacei, e alla sua espansione. "Come umani, la nostra capacità di interagire e coltivare le relazioni sociali ci ha permesso di colonizzare quasi tutti gli ecosistemi del pianeta. Le balene e i delfini hanno cervelli eccezionalmente grandi e anatomicamente sofisticati e, quindi, hanno creato una 'cultura' marina simile" ha rilevato Shultz. "Questo significa - ha aggiunto - che l'evoluzione del cervello, della struttura sociale e della ricchezza comportamentale dei mammiferi marini offre un unico e suggestivo parallelo con gli esseri umani e con altri primati".

16.10.2017, 16:402017-10-16 16:40:00
@laRegione

Si apre l'era dell'astronomia 'multimessaggero'

Da oggi l’astronomia non è più la stessa: una rivoluzione come quella di Galileo quando puntò il cannocchiale verso il cielo. È stato infatti catturato il segnale...

Da oggi l’astronomia non è più la stessa: una rivoluzione come quella di Galileo quando puntò il cannocchiale verso il cielo. È stato infatti catturato il segnale generato dalla fusione di due stelle di neutroni, così dense da costituire uno stato estremo della materia. Lo hanno ascoltato e visto i rivelatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo e 70 telescopi da Terra e spaziali, con una cascata di scoperte. I risultati, presentati oggi a Roma, sono pubblicati su numerose riviste internazionali, fra le quali Physical Review Letters, Nature e Science, e segnano un passo in avanti epocale nella storia dell’astronomia.

È infatti la prima volta che un evento cosmico viene osservato sia con le onde gravitazionali sia con quelle elettromagnetiche, aprendo l’era dell’astronomia multimessaggero che, sfruttando contemporaneamente segnali diversi, trasforma il modo di vedere e ascoltare l’universo. Per la prima volta, infatti, ci sono gli strumenti per ascoltare contemporaneamente segnali cosmici molto diversi, come le onde gravitazionali, quelli ottici, i raggi X e l’ultravioletto.

8.10.2017, 12:382017-10-08 12:38:04
@laRegione

Una giornata di lavoro su quattro 'in malattia' per la depressione

Il 25% del totale delle giornate di lavoro perse è legato alla depressione, dal 25 al 50% delle persone depresse manifestano un evidente calo di...

Il 25% del totale delle giornate di lavoro perse è legato alla depressione, dal 25 al 50% delle persone depresse manifestano un evidente calo di produttività lavorativa. Sono gli ultimi dati che emergono da studi recenti promossi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per fare il punto sul tema chiave della giornata mondiale della salute mentale, che si svolgerà il 10 ottobre. Dall'altro lato era già dimostrato che l'assenza di lavoro ed il precariato sono associati ad un maggior rischio di depressione. Diversi studi attestano anche che alcune situazioni negative in ambito lavorativo abbiano un significativo impatto sulla salute mentale dei lavoratori. Ad esempio risulta come fenomeni di "bullismo" siano frequenti fra persone affette da depressione, e che nel 30% dei casi il bullismo era antecedente all'esordio della depressione, indicando una correlazione con le problematiche relazionali in ambito lavorativo. «Sono dati che spaventano - spiega il presidente della Società Italiana di Psichiatria, Bernardo Carpiniello, direttore della Clinica Psichiatrica della Azienda Ospedaliero-Universitaria e Professore di Psichiatria all'Università degli Studi di Cagliari - perché il lavoro, che per anni è stato fonte di reddito, di prospettive familiari e di realizzazione di sogni, insomma di felicità, diventa oggi, nelle forme attuali (velocità, reattività, interazione immediata, costante sottoposizione a valutazioni personali) causa di problemi e di patologie mentali.
Con costi sociali umani altissimi».
Anche la depressione in senso generale non sembra lasciare scampo a questo tempo e alle nuove generazioni: i dati internazionali e nazionali ci dicono che i disturbi depressivi e d'ansia sono i più comuni e diffusi disturbi mentali. Si stima che nel mondo, oltre 300 milioni di persone soffrano di depressione, e più di 260 milioni manifestino disturbi d'ansia. In Europa soffrono di depressione circa 40 milioni di cittadini.

6.10.2017, 08:552017-10-06 08:55:00
@laRegione

Non siamo così diversi dai Neanderthal

Dal colore della pelle e dei capelli, alla tendenza ad accumulare la pancetta, persino la suscettibilità a malattie come la schizofrenia: l’eredità che ci hanno lasciato i...

Dal colore della pelle e dei capelli, alla tendenza ad accumulare la pancetta, persino la suscettibilità a malattie come la schizofrenia: l’eredità che ci hanno lasciato i Neanderthal è molto più ampia del previsto e ci influenza persino nell’aspetto fisico.

Lo indicano tre studi pubblicati da gruppi indipendenti su ‘Science’ e sull’‘American Journal of Human Genetics’. Fra gli autori c’è anche il pioniere degli studi del Dna antico, il biologo svedese Svante Paabo, che lavora all’Istituto Max Planck per l’Antropologia Evoluzionistica a Lipsia, e che aveva scoperto la parentela tra gli uomini di Neanderthal e i discendenti dell’uomo Sapiens.

Analizzando il Dna di una donna Neanderthaliana, vissuta circa 52’000 anni fa nell’attuale Croazia, Paabo mostra su ‘Science’ che i primi “incontri’’ tra Sapiens e Neanderthal sarebbero avvenuti nel periodo compreso tra 130mila e 145mila anni fa, e che le popolazioni moderne non africane hanno una percentuale di Dna dei Neanderthal compresa tra 1,8 e 2,6%, superiore alle stime precedenti di 1,5-2,1 per cento.

Anche la ricerca guidata da Janet Kelso arriva alla conclusione che l’eredità dei Neanderthal è notevole e molti tratti sono associati al loro Dna: dal colore della pelle a quello degli occhi, fino ai ritmi del nostro sonno e al nostro umore. (Ansa)

6.10.2017, 07:422017-10-06 07:42:00
@laRegione

Il te? Fa dimagrire

Il tè nero e quello verde aiutano la perdita di peso, modificando la flora batterica nell’intestino, e aumentando il metabolismo dell’energia a livello del fegato. Secondo una ricerca della...

Il tè nero e quello verde aiutano la perdita di peso, modificando la flora batterica nell’intestino, e aumentando il metabolismo dell’energia a livello del fegato. Secondo una ricerca della University of California, il tè promuove a livello intestinale la presenza di batteri associati alla massa corporea magra, facendo diminuire quelli legati all’obesità e modificano anche il metabolismo.

Nel tè verde i polifenoli, noti per la loro azione positiva sulla salute, vengono assorbiti, mentre nel tè nero sono troppo grandi perché ciò accada, perciò avviene un meccanismo che stimola la crescita di batteri intestinali e la formazione di acidi grassi a catena corta, legati al metabolismo dell’energia. (Ansa)

5.10.2017, 07:522017-10-05 07:52:00
@laRegione

Fare colazione per prevenire l'infarto

Gli adulti di mezza età che saltano regolarmente la colazione mattutina hanno generalmente una concentrazione più alta di placche arteriose di chi si gode dei breakfast, sia...

Gli adulti di mezza età che saltano regolarmente la colazione mattutina hanno generalmente una concentrazione più alta di placche arteriose di chi si gode dei breakfast, sia sostanziosi che leggeri. Le placche sono depositi di calcio e grassi nelle arterie che aumentano i rischi di arteriosclerosi e quindi di infarti e ictus. Lo afferma uno studio della Tufts University’s Friedman School of Nutrition Science di Boston, su un campione di 4’000 spagnoli tra i 40 ed i 54 anni d’età. Perché poi gli spagnoli?

5.10.2017, 07:272017-10-05 07:27:00
@laRegione

Il Nobel svizzero che ha scoperto l'acqua fredda

Dopo quindici anni di attesa, un premio Nobel è tornato in mani svizzere. L’ambito premio per la chimica è stato infatti assegnato ieri a Jacques Dubochet, che lo ha...

Dopo quindici anni di attesa, un premio Nobel è tornato in mani svizzere. L’ambito premio per la chimica è stato infatti assegnato ieri a Jacques Dubochet, che lo ha condiviso con l’americano Joachim Frank e il britannico Richard Henderson, per lo sviluppo della criomicroscopia elettronica.

I tre ricercatori hanno portato una vera e propria rivoluzione nella biochimica, permettendo di esplorare in 3D la struttura tridimensionale delle molecole biologiche, ha annunciato ieri l’Accademia del Nobel di Stoccolma. Secondo Allison Campbell, presidente dell’American Chemical Society, grazie a questa tecnica, è come se avessimo a disposizione il programma Google Earth, ma per le molecole. Per l’Accademia, inoltre, la loro ricerca è fondamentale per lo sviluppo in campo farmaceutico.

I criomicroscopi elettronici sono una sorta di supermicroscopi, ha detto l’esperto di scienza di Srf Thomas Häusler. Permettono cioè di vedere in alta risoluzione le molecole in una cellula. Henderson negli anni 90 aveva perfezionato il microscopio elettronico che permetteva però di vedere solo il profilo delle cellule, a causa del suo potente fascio di elettroni che distrugge la materia biologica.

A questo punto è entrato in gioco Dubochet che ha avuto l’idea di congelare in modo molto rapido e molto freddo i campioni da osservare. Lui stesso in una conferenza stampa ieri all’Università di Losanna ha affermato di aver inventato «l’acqua fredda». Normalmente quando l’acqua congela si formano dei cristalli che impediscono una visione nitida del campione. Con un congelamento ‘shock’ questi cristalli non hanno però tempo di formarsi: in pratica Dubochet ha raffreddato “l’acqua così rapidamente in modo che si solidificasse nella sua forma liquida attorno ad un campione biologico, permettendo alle biomolecole di mantenere la loro forma naturale anche sottovuoto”, ha indicato l’Accademia.

Frank invece è stato premiato per aver migliorato la qualità delle immagini dei microscopi elettronici, facendole diventare ben definite e tridimensionali. Grazie ai criomicroscopi elettronici, è possibile vedere in altissima risoluzione ad esempio proteine, virus o il Dna. È avvenuto con il virus Zika: i ricercatori hanno avuto la possibilità di osservare immagini della sua struttura atomica, già poche settimane dopo la sua scoperta. “Un’immagine è uno strumento di comprensione. E molte rivoluzioni scientifiche sono state rese possibili proprio dalla visualizzazione di oggetti prima invisibili all’occhio umano” ha inoltre scritto l’Accademia nella motivazione.

4.10.2017, 14:182017-10-04 14:18:00
@laRegione

Il 'valzer' del moscerino? Esiste davvero, la fisica lo spiega

Piroette, volteggi e giravolte: il "valzer’ dei moscerini esiste davvero. I loro movimenti all’interno dello sciame sono tutt’altro che casuali e...

Piroette, volteggi e giravolte: il "valzer’ dei moscerini esiste davvero. I loro movimenti all’interno dello sciame sono tutt’altro che casuali e danno vita ad una vera e propria coreografia, che è stata ricostruita passo dopo passo grazie alla fisica statistica, attraverso un approccio innovativo che potrà aiutare la comprensione dei fenomeni collettivi in biologia. Il risultato è pubblicato su Nature Physics dai fisici dell’università Sapienza di Roma in collaborazione con l’Istituto di Sistemi Complessi del Consiglio Nazionale italiano delle Ricerche (Isc-Cnr).

I ricercatori hanno acquisito delle sequenze di immagini stereoscopiche dei percorsi dei singoli moscerini all’interno dello sciame: dopo averle convertite in traiettorie 3D tramite un software di tracciamento opportunamente sviluppato, hanno svolto su di esse un’analisi statistica.

Il team ha così osservato le correlazioni spazio-temporali tra le velocità di movimento dei moscerini, quantificando l’influenza di un singolo individuo del gruppo sul comportamento di un altro individuo dello stesso gruppo, ad un certo tempo e in una certa posizione. Attraverso l’analisi statistica si comprende sia quanto sono grandi le regioni all’interno dello sciame in cui i moscerini si comportano in maniera coordinata, sia come le relazioni di mutua influenza tra i moscerini vanno a decadere nel tempo.

Lo studio dimostra che le correlazioni spazio-temporali di tutti gli sciami hanno lo stesso andamento, dunque obbediscono a ’leggi di scala’, una proprietà fondamentale per potere descrivere tutti gli sciami in maniera universale e modellizzare i comportamenti dei gruppi. "Lo studio – spiega Irene Giardina della Sapienza – rappresenta un importante passo nell’applicazione di metodi della fisica statistica anche a sistemi biologici e inoltre fornisce solidi risultati sperimentali con cui qualsiasi teoria futura degli sciami e dei movimenti collettivi in materia attiva dovrà confrontarsi". (Ats)

4.10.2017, 12:132017-10-04 12:13:43
@laRegione

Nobel per la chimica (anche) a un professore svizzero

Il Nobel per la Chimica 2017 è stato assegnato è stato assegnato allo svizzero Jacques Dubochet, al tedesco Joachim Frank e all'inglese Richard Henderson perla...

Il Nobel per la Chimica 2017 è stato assegnato è stato assegnato allo svizzero Jacques Dubochet, al tedesco Joachim Frank e all'inglese Richard Henderson perla tecnica che ha portato una vera e propria rivoluzione nella biochimica, permettendo di esplorare in 3D la struttura tridimensionale delle molecole biologiche.

Dubochet, Frank e Henderson sono stati premiati congiuntamente. Jacques Dubochet (74 anni) è di nazionalità svizzera ed è nato nel 1942 ad Aigle. Ha studiato nell'università di Ginevra e poi in quella di Basilea e attualmente è professore onorario di Biofisica nell'università di Losanna. Joachim Frank (77 anni) di nazionalità tedesca, è nato nel 1940 a Siegen, Germany e nel 1970 si è laureato nel Politecnico di Monaco. In seguito si è trasferito negli Stati Uniit, dove ha insegnato Biochimica e Biofisica molecolare nella Columbia University di New York. Richard Henderson (72 anni) è di nazionalità britannica. Nato nel 1945 a Edimburgo, si è laureato nel 1969 nell'università di Cambridge University e ha continuato a lavorare a Cambridge nel Laboratorio di Biologia molecolare del Medical Research Council (Mrc). (Ansa)

4.10.2017, 04:082017-10-04 04:08:01
@laRegione

Un'ora di ginnastica a settimana per combattere la depressione

Basta un'ora di esercizio fisico a settimana per ridurre notevolmente il rischio di depressione. Lo affermano i risultati di un grande studio su...

Basta un'ora di esercizio fisico a settimana per ridurre notevolmente il rischio di depressione. Lo affermano i risultati di un grande studio su oltre 30mila persone pubblicato dall'American journal of Psichiatry.

I ricercatori, coordinati dal Black Dog Institute australiano, hanno analizzato i dati sull'attività fisica e sui problemi di ansia e depressione dei soggetti seguiti per undici anni nel corso di uno studio chiamato Hunt e condotto in Norvegia. Dallo studio è emerso che le persone che hanno riportato di non fare nessun tipo di esercizio avevano un rischio di depressione maggiore del 44% rispetto a quelle che facevano almeno un'ora a settimana.

"Conosciamo da altri studi che l'esercizio fisico ha un ruolo nel trattare i sintomi di depressione - scrivono gli autori -, ma questa è la prima volta che siamo riusciti a quantificare il potenziale effetto preventivo. Questi risultati mostrano che basta poco, un'ora a settimana, per avere una protezione significativa dalla depressione, mentre non sono stati evidenziati benefici per quanto riguarda l'ansia". (Ansa)

3.10.2017, 13:312017-10-03 13:31:00
@laRegione

Usa: la sigaretta elettronica salverebbe 6.6 milioni di vite

Se negli Usa tutti i fumatori passassero alla sigaretta elettronica si risparmierebbero 6,6 milioni di vite in dieci anni.

Il calcolo è di uno...

Se negli Usa tutti i fumatori passassero alla sigaretta elettronica si risparmierebbero 6,6 milioni di vite in dieci anni.

Il calcolo è di uno studio della Georgetown University pubblicato dalla rivista Tobacco Control, secondo cui lo ’switch’ farebbe guadagnare ai fumatori statunitensi 86,6 milioni di anni di vita.

La questione sui potenziali rischi e benefici dalle e-cig e dalle nuove sigarette ’che non bruciano’ è molto dibattuta nel mondo scientifico, diviso tra chi propugna una ’riduzione del danno’ e chi invece teme che molti giovani che non avrebbero fumato potrebbero iniziare grazie a questo dispositivo.

I ricercatori hanno elaborato una serie di variabili, compreso il potenziale danno per la salute dalle e-cig e la quantità di giovani che inizierebbero a fumare dopo aver cominciato con la versione elettronica. Dall’analisi sono emersi due scenari, uno ’ottimistico’, che appunto vede 6,6 milioni di vite salvate, e uno pessimistico, che comunque vede un allungamento della vita per 1,6 milioni di fumatori.

"Oltre a questo – aggiunge David Levy, uno degli autori -, ci sarebbe un grande beneficio per la salute, compresa la riduzione delle disabilità per i fumatori e una minore esposizione al fumo passivo. Anche l’analisi più pessimista mostra un guadagno significativo se la nicotina viene ottenuta dal ’vaping’ invece che dal fumo di sigaretta molto più tossico". (Ats)

3.10.2017, 12:232017-10-03 12:23:00
@laRegione

Nobel per la fisica  agli scopritori delle onde gravitazionali

Il Nobel per la Fisica 2017 è stato assegnato ai teorici Rainer Weiss, Kip Thorne e Barry Barish per la scoperta delle onde gravitazionali.

...

Il Nobel per la Fisica 2017 è stato assegnato ai teorici Rainer Weiss, Kip Thorne e Barry Barish per la scoperta delle onde gravitazionali.

Una metà del premio va a Rainer Weiss, mentre l’altra metà è stata assegnata congiuntamente a Barry C. Barish e Kip S. Thorne "per il contributo decisivo al rivelatore Ligo e all’osservazione delle onde gravitazionali". Per tutti e tre i premiati la Fondazione Nobel ha indicato come affiliazione le collaborazioni Ligo-Virgo.

Weiss (85 anni), è nato nel 1932 a Berlino. Ha preso il dottorato nel 1962 negli Stati Uniti, nel Massachusetts Institute of Technology (Mit), dove ha continuato a insegnare.

Barish (81 anni) è nato nel 1936 negli Stati Uniti, a Omaha. Dopo il dottorato nell’Università della California a Berkeley, ha insegnato nel California Institute of Technology (Caltech).

Thorne (77 anni) è nato negli Stati Uniti, a Logan. Ha studiato nell’università di Princeton e ha avuto la cattedra di fisica teorica nel California Institute of Technology (Caltech). È diventato celebre per il grande pubblico dopo la sua consulenza scientifica per il film Interstellar.

Previste un secolo fa dalla teoria della relatività di Albert Einstein, le onde gravitazionali sono state scoperte da due grandi collaborazioni internazionali, l’americana Ligo e l’europea Virgo.

Le onde gravitazionali sono le ’vibrazioni’ dello spazio-tempo provocate dai fenomeni più violenti dell’universo, come collisioni di buchi neri, esplosioni di supernovae o il Big Bang che ha dato origine all’universo. Viste per la prima volta nel settembre 2015, la loro scoperta è stata annunciata l’11 febbraio 2016 e adesso è stata finalmente premiata da un Nobel molto atteso.

Come le onde generate da un sasso che cade in uno stagno, le onde gravitazionali percorrono l’universo alla velocità della luce creando increspature dello spazio-tempo finora invisibili. Poiché interagiscono molto poco con la materia, le onde gravitazionali conservano la ’memoria’ degli eventi che le hanno generate. La scoperta delle onde gravitazionali è stata anche la conferma definitiva della teoria della relatività generale. Erano infatti l’unico fenomeno previsto da questa teoria a non essere stato ancora osservato. (Ats)

3.10.2017, 11:052017-10-03 11:05:00
@laRegione

Boreout: quando la noia al lavoro fa più male dello stress

Tutti sanno che il troppo stress sul posto di lavoro può condurre ad ammalarsi, pochi invece che esiste anche il fenomeno inverso, quello dell’eccessiva...

Tutti sanno che il troppo stress sul posto di lavoro può condurre ad ammalarsi, pochi invece che esiste anche il fenomeno inverso, quello dell’eccessiva noia, pure all’origine di problemi: in questo caso si parla di "Boreout" – in analogia all’esaurimento descritto come Burnout.

Il termine Boreout, che descrive una situazione in cui il lavoratore è alla prese con un impiego che evidentemente non gli richiede a sufficienza energie, si è nel frattempo fatto strada ed è generalmente accettato. Ciò nonostante del tema si parla ancora poco, spiega all’ats Nada Endrissat, docente alla Scuola universitaria professionale di Berna, che ha realizzato diversi studi sul tema.

Secondo Endrissat vi sono due aspetti che vanno separati. Da una parte vi è la sottoutilizzazione quantitativa delle competenze: il dipendente non può mostrare quello che sa fare o non riesce raggiungere l’obiettivo che si era lui stesso prefissato. L’altro aspetto è la mancanza di una sfida professionale, soprattutto in termini di senso e importanza di quello che si sta facendo.

Sempre più lavoratori desiderano dei compiti che hanno un senso. "Se non ce l’hanno si può far strada la noia, che può portare a un Boreout", spiega Endrissat.

Studi effettuati sui soldati americani impiegati in Iraq mostrano che coloro che consideravano la loro attività come priva di significato soffrivano di difficoltà di concentrazione e di malanni fisici.

La ricerca effettuata nelle aziende ha mostrato che non sono né la monotonia né la routine a portare alla noia, bensì un livello di requisiti sbagliato o la mancanza di riconoscimento. Interessati dal problema sono soprattutto gli impiegati d’ufficio e solo raramente chi ha attività indipendente.

Si tratta spesso di lavoratori altamente qualificati, che durante la formazione hanno dovuto affrontare problemi per la cui soluzione era necessaria molta iniziativa personale, applicazione e conoscenze.

"Queste persone si trovano poi, in ambito lavorativo, ad affrontare compiti monotoni e standardizzati, avendo pochissimo spazio di manovra", spiega Endrissat. I ricercatori parlano in questo contesto di un "paradosso della stupidità". Una stupidità che costa miliardi, secondo alcune stime realizzate per gli Stati Uniti e la Germania.

Il fattore di stress più importante nell’ambito della noia legata al lavoro è il suo stesso occultamento. "La noia è un tema estremamente tabù", sostiene Andi Zemp, psicologo capo della clinica privata Wyss di Münchenbuchsee (BE). Lo si vede già nelle terapie di gruppo: per raccontare che ci si annoia durante il lavoro serve coraggio, perché l’interessato si espone a lazzi e frecciatine.

Per nascondere la loro noia i dipendenti sviluppano quindi delle strategie: fanno durare i compiti il più a lungo possibile, fanno finta di avere lavoro che in realtà non esiste o sviluppano degli pseudo-Burnout.

Tutti questi approcci hanno in comune il fatto che invece di risolvere il problema lo acuiscono. "Invece di subire uno stress dovuto al sovraccarico, si sviluppa uno stress da sottooccupazione, che può però anch’esso finire nella depressione", dice Endrissat.

Gli interessati parlano di disturbi d’ansia di tutti i tipi. Si sentono come se fossero stupidi, insensibili e timorosi di non sapere come si svolge un compito.

 

Stimare la frequenza di queste situazioni è difficile. "Ma in generale si può sicuramente parlare di una crescita del fenomeno", sostiene Endrissat. "Questo potrebbe però essere dovuto al fatto che improvvisamente abbiamo un concetto per descrivere qualcosa che prima non era disponibile", ammette. (Ats)