Estero

Oggi, 15:522017-11-23 15:52:00
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C'è stata un'esplosione nel sottomarino

Ieri il portavoce della marina argentina Enrique Balbi aveva parlato di "un nuovo indizio" nella ricerca del San Juan, una "anomalia idro-acustica, un rumore" rilevato lo...

Ieri il portavoce della marina argentina Enrique Balbi aveva parlato di "un nuovo indizio" nella ricerca del San Juan, una "anomalia idro-acustica, un rumore" rilevato lo scorso 15 novembre, intorno alle 11 del mattino (le 15 in Svizzera), circa 30 miglia a nord dal punto dal quale il San Juan si era messo in contatto per ultima volta con il comando della Marina, quattro ore prima.

L'analisi di questo rumore, ha precisato oggi il portavoce militare, ha permesso di stabilire che si trattava di "un evento anomalo, singolare, breve, violento e non nucleare", cioè "una esplosione".

Poco prima della conferenza stampa di Balbi a Buenos Aires, questa informazione è stata data ai famigliari dell'equipaggio del San Juan, riuniti nella base navale di Mar del Plata, che sono usciti dalla struttura in lacrime e abbracciandosi.

Oggi, 15:232017-11-23 15:23:00
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Zimbabwe, immunità per Mugabe

Un portavoce delle Forze armate dello Zimbabwe ha confermato che è stato raggiunto un accordo fra i militari e l’ex presidente Robert Mugabe per garantire un’immunità a lui e alla moglie...

Un portavoce delle Forze armate dello Zimbabwe ha confermato che è stato raggiunto un accordo fra i militari e l’ex presidente Robert Mugabe per garantire un’immunità a lui e alla moglie, Grace, consentendo loro di restare nel paese africano. Lo scrive il sito della Cnn citando il colonnello Overson Mugwisi e confermando indiscrezioni raccolte dalla stessa tv americana tre giorni fa sull’esistenza di garanzie di immunità concesse a Mugabe, dimessosi martedì 21 novembre dopo 37 di potere. L’ex leader "è stato accusato di aver ordinato, dall’inizio e alla metà degli anni Ottanta, una serie di massacri in roccaforti dell’opposizione per consolidare il proprio potere", ricorda il sito della Cnn. Nelle stragi "furono uccise fino a 20 mila persone". Mugabe "è stato accusato a lungo anche di corruzione per finanziare il proprio sontuoso stile di vita e il suo governo ha mandato in rovina economica la nazione un tempo prospera", aggiunge l’emittente americana.

Oggi, 13:522017-11-23 13:52:33
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Spagna, in ottobre una rissa tra indipendentisti e Guardia Civil. L'imputazione è di terrorismo

Otto giovani militanti indipendentisti della Navarra fra 19 e 24 anni rischiano una condanna complessivamente...

Otto giovani militanti indipendentisti della Navarra fra 19 e 24 anni rischiano una condanna complessivamente a 375 anni di carcere per una rissa in un bar di Alsasua, in Navarra, con due agenti spagnoli della Guardia Civil. Tutti sono accusati di "terrorismo" davanti alla Audiencia Nacional di Madrid. Tre sono in carcere preventivo dal momento dell’incidente, il 15 ottobre dell’anno scorso. Dovrebbero restare in carcere fino al processo, previsto dal 17 al 7 aprile prossimo.

È stata la giudice Carmen Lamela, la stessa che ha mandato in prigione i ministri destituiti del Govern di Carles Puigdemont, ad averli incarcerati. La loro incriminazione per "terrorismo", in base alle leggi speciali varate per lottare contro il gruppo armato basco Eta disattivato ormai da 6 anni, ha suscitato numerose proteste in Navarra e nel Paese Basco, perché tutto sembra indicare si sia trattato di una rissa tra persone che avevano bevuto troppo ad una festa di paese. I due poliziotti sostengono di essere sfuggiti ad un linciaggio, ma secondo i difensori degli otto sarebbero stati i due agenti della Guardia Civil ad iniziare la rissa, insultando e minacciando i giovani.

Per La Vanguardia si tratta di un "procedimento di un’altra epoca": episodi analoghi in altre regioni si sono conclusi con "multe e indennizzi". Oltre 80 sindaci di Navarra e Euskadi, fra cui quelli di Bilbao, San Sebastian, Vitoria o Pamplona, hanno denunciato il trattamento "sproporzionato" subito dai giovani.

Oggi, 11:302017-11-23 11:30:00
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Fausto Leali derubato di premi e dischi d'oro. Su facebook: 'Siamo tutti in pericolo'

"Torni a casa e ti accorgi di questo ... 4 uomini slavi che ti distruggono una casa, la tua dimora dove dovresti sentirti...

"Torni a casa e ti accorgi di questo ... 4 uomini slavi che ti distruggono una casa, la tua dimora dove dovresti sentirti protetto e ti sottraggono tutto quello che hai costruito negli anni ... compresi tutti i miei premi e dischi d'oro vinti durante i miei anni di carriera". E' lo sfogo di Fausto Leali, che ha postato sui suoi profili Twitter e Facebook le immagini della sua abitazione sottosopra. "Ti portano via tutto - conclude il cantante, che vive a Lesmo (Monza e Brianza) - Che tristezza!!!!". Oltre 1.500 i commenti di solidarietà da parte dei fan: c'è chi racconta di aver vissuto esperienze simili, chi si scaglia contro i "maledetti bastardi" e anche contro "chi ci governa" che "invece si pensare a noi italiani pensa a come affossare di più l'Italia con lo Ius Soli". "Qui non c'entra essere famosi o no, qui siamo tutti in pericolo", commenta lo stesso cantautore. (ANSA).

Oggi, 10:472017-11-23 10:47:00
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Bimbo scambia hashish per cioccolata, è grave

Ha rischiato di morire per aver ingerito in casa, a Cerignola, un pezzettino di hascisc scambiato per cioccolata. E' accaduto ad un bambino di 14 mesi che ora è...

Ha rischiato di morire per aver ingerito in casa, a Cerignola, un pezzettino di hascisc scambiato per cioccolata. E' accaduto ad un bambino di 14 mesi che ora è ricoverato negli Ospedali Riuniti di Foggia ed è fuori pericolo. Il piccolo, secondo quanto accertato dai carabinieri della Compagnia di Cerignola che indagano sul caso, è stato ricoverato d'urgenza prima all'ospedale Tatarella di Cerignola venerdì pomeriggio, per via di complicazioni respiratorie. Vista la situazione grave è stato poi trasferito a Foggia dove, dagli esami clinici eseguiti, è emerso che il bambino è risultato positivo al principio attivo della cannabis.

Oggi, 10:102017-11-23 10:10:00
Stefano Guerra @laRegione

Mladic condannato, la giustizia batte un colpo

La condanna all’ergastolo di Ratko Mladic per genocidio giunge in «un momento molto difficile, molto critico» per la giustizia internazionale. A dirlo è Carla Del Ponte...

La condanna all’ergastolo di Ratko Mladic per genocidio giunge in «un momento molto difficile, molto critico» per la giustizia internazionale. A dirlo è Carla Del Ponte, che due mesi fa se n’è andata sbattendo la porta dalla Commissione d’inchiesta indipendente Onu sulla Siria. L’ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia (1999-2007) ha denunciato più volte “l’impunità totale”, la mancanza di volontà politica di perseguire i crimini di guerra commessi in questi anni nel Paese mediorientale: “Non c’è nessuna luce di speranza. È buio pesto”, ha dichiarato a fine settembre al ‘Blick’. La sentenza giunta ieri dall’Aja deve avere per lei – che non riuscì a catturare Mladic, ma che al suo arresto contribuì in maniera decisiva – un retrogusto amaro. Che non le impedisce però di accogliere la notizia con «immensa soddisfazione».

Carla Del Ponte, perché la sentenza emessa ieri dal Tpi è così importante?

Per diversi aspetti. Prima di tutto perché Mladic era il più alto responsabile dei crimini commessi nei Balcani dopo la morte di Milosevic [l’ex presidente della Serbia, morto in carcere nel 2006 all’Aja, dov’era in corso il processo per crimini contro l’umanità, ndr]. E poi c’è la soddisfazione per una condanna alla reclusione a vita. Finalmente! Perché a Karadzic [il leader dei serbi di Bosnia condannato nel marzo del 2016 all’Aja con l’accusa di genocidio per il massacro di Srebrenica, ndr] erano stati dati solo 40 anni. Infine, oggi io penso a tutte le vittime civili di questo conflitto: finalmente ottengono giustizia. E questo è molto, molto importante per la pace, per la democrazia.

Non la pensano così coloro che, in Serbia e nella Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, considerano ancora oggi Mladic un eroe.

È vero: Mladic gode ancora di un certo sostegno in alcune cerchie. Ma è una minoranza. Mi ricordo dell’arresto di Milosevic: sembrava dovesse esserci una sollevazione in Serbia. Ma non c’è stato assolutamente niente. Stessa cosa per Mladic. Coloro che ancora lo sostengono hanno vita corta. La sentenza, una volta pubblica e accessibile a tutti, dimostrerà la crudeltà e la colpevolezza di questo criminale di guerra. Ci vorrà un po’ di tempo prima che passi, ma passerà.

I Paesi nati dallo smembramento della Iugoslavia non hanno conosciuto una ‘commissione verità,’ come quelle istituite in Sudafrica, in Ruanda o ancora in Guatemala. Una simile istanza non avrebbe potuto rendere più efficace, incisiva l’azione del Tpi?

La commissione la si voleva fare quando io ero all’Aja. Ci eravamo opposti. La nostra convinzione era: prima giustizia, poi riconciliazione. Non so giudicare se oggi una commissione di riconciliazione sia necessaria o no. Se lo fosse, è comunque adesso, al termine dell’attività del Tpi, che andrebbe istituita. Ma è una questione di volontà politica. Tuttavia, credo che sia piuttosto la giustizia nazionale a doversi forse attivare maggiormente: perché molti esecutori dei crimini durante la guerra nella ex Iugoslavia sono sempre a piede libero.

Il Tpi conclude a fine anno la sua attività. Quale bilancio si può stilare?

Tutti gli alti responsabili civili e militari dei crimini commessi nella ex Iugoslavia sono stati portati davanti al Tpi, perciò il mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu è stato eseguito. E giustizia è stata ottenuta. Il Tpi è un grande successo della giustizia internazionale, che invece adesso sta vivendo un momento molto difficile, molto critico.

La sentenza di ieri è anche un po’ sua.

Sì, mia e dei miei collaboratori dell’epoca. Abbiamo fatto tutta l’inchiesta, ottenuto il mandato d’arresto: avevamo la strategia giusta, ci è giusto mancato il tempo per arrestarlo. Oggi mi sono ricordata di tutto il lavoro che abbiamo fatto per localizzare e far arrestare Mladic: quante volte abbiamo saputo dov’era e poi non ce l’hanno arrestato perché il governo di Belgrado lo proteggeva!

Oggi, 09:182017-11-23 09:18:00
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Promenade des Anglais, la Polizia deve spiegazioni

Perquisizioni alla polizia municipale di Nizza: gli inquirenti cercano di sapere come sia stato possibile che il conducente del camion che si lanciò sulla folla...

Perquisizioni alla polizia municipale di Nizza: gli inquirenti cercano di sapere come sia stato possibile che il conducente del camion che si lanciò sulla folla della Promenade des Anglais il 14 luglio 2016 uccidendo 86 persone abbia percorso 11 volte quella stessa strada nei giorni precedenti l’attentato senza mai sollevare sospetti. Secondo Le Parisien, le perquisizioni sono scattate a fine ottobre nel centro di supervisione della polizia municipale e sono state condotte in prima persona dai giudici istruttori Alain Chemama e Chantal Russo. Nel mirino, la logistica degli uffici, le tecnologie utilizzate e il modo di funzionamento della sala per la videosorveglianza.

Oggi, 09:122017-11-23 09:12:00
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Milano nord, il cadavere di una donna in un parco pubblico

Potrebbe essere stata uccisa la donna trovata morta stamani in un parco pubblico nella zona nord di Milano. Il sospetto degli investigatori della Polizia...

Potrebbe essere stata uccisa la donna trovata morta stamani in un parco pubblico nella zona nord di Milano. Il sospetto degli investigatori della Polizia di Stato dovrà ora essere suffragato dai rilievi scientifici, che sono in corso. Il cadavere, dalle prime informazioni, presenterebbe infatti una importante ferita al collo. Al momento non si hanno altri particolari sulla sua identità.

Oggi, 08:012017-11-23 08:01:00
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Vercelli, tre maestre ai domiciliari per maltrattamenti a bimbi tra i 3 e i 5 anni

Sberle, strattoni e trascinamenti per terra, ma anche urla, punizioni spropositate e umiliazioni. Tre maestre d'asilo sono...

Sberle, strattoni e trascinamenti per terra, ma anche urla, punizioni spropositate e umiliazioni. Tre maestre d'asilo sono state arrestate dalla polizia, a Vercelli, accusate di maltrattamenti nei confronti di bambini fra i tre e i cinque anni. L'operazione 'Tutti giù per terra!', come è stata battezzata, è iniziata lo scorso maggio con la denuncia di una madre. Le telecamere installate nella scuola, su autorizzazione della procura, hanno riscontrato 52 episodi di maltrattamenti. Le maestre si trovano ora ai domiciliari.

Oggi, 07:142017-11-23 07:14:00
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'Firmai arresto di Lopez sotto minaccia''

La giudice venezuelana che firmò il mandato di arresto contro il leader oppositore Leopoldo Lopez – che attualmente sconta agli arresti domiciliari una condanna a 14 anni di...

La giudice venezuelana che firmò il mandato di arresto contro il leader oppositore Leopoldo Lopez – che attualmente sconta agli arresti domiciliari una condanna a 14 anni di carcere – ha ammesso di averlo fatto sotto minaccia e si è rifugiata in Canada, dove ha chiesto l’asilo politico. In un’intervista al quotidiano canadese Globe & Mail, ripresa dalla stampa di Caracas, la 43enne Ralenis Tovar ha spiegato che prese la decisione di esiliarsi nel luglio scorso, quando un altro magistrato implicato nel processo contro Lopez è stato ucciso in circostanze misteriose.

"Nelson Moncada è stato trovato morto e anche lui era coinvolto nel caso Lopez. Ho pensato che doveva essere il governo che intendeva disfarsi in un modo o l’altro di chiunque avesse a che fare con la faccenda", ha detto Tovar. Nell’intervista, la giudice ha raccontato come nel febbraio del 2014, mentre stava tornando a casa, il presidente del Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) le ha telefonato per dirle di tornare subito in ufficio. Una volta tornata in tribunale è stata accolta da quattro pubblici ministeri che le hanno consegnato tre mandati di arresto da firmare, uno dei quali era per Lopez. "Sono rimasta di pietra, perché sapevo quale era il vero motivo di quel mandato, che era di silenziare un leader politico che rappresentava un ostacolo per il presidente Maduro", ha detto la giudice. Dopo aver firmato il mandato – i pubblici ministeri minacciavano di farle fare la fine di Maria Lourdes Afiuni, una giudice arrestata su ordine di Hugo Chavez e poi violentata in carcere – Rovar è stata messa sotto controllo della polizia politica di Caracas, pedinata e con il telefono intercettato.

Ieri, 21:252017-11-22 21:25:11
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Uber ammette di aver pagato 100mila dollari di riscatto

Nuova bufera su Uber dopo la rivelazione, che ha tenuto nascosto per oltre un anno, di aver subito l'hackeraggio dei dati di 57 milioni di utenti nel mondo,...

Nuova bufera su Uber dopo la rivelazione, che ha tenuto nascosto per oltre un anno, di aver subito l'hackeraggio dei dati di 57 milioni di utenti nel mondo, di cui 600mila conducenti, ammettendo solo oggi di aver pagato 100mila dollari a non meglio specificati pirati informatici per occultare la notizia e di aver licenziato Joe Sullivan e Craig Clark, capo e vice della sicurezza.

Il procuratore dello stato di New York Eric Schneiderman ha aperto un'inchiesta, che dovrebbe chiarire anche chi ha autorizzato il pagamento del 'riscatto': no comment per ora dal portavoce di Travis Kalanick, all'epoca amministratore delegato.

Con la magistratura della Grande Mela Uber aveva raggiunto un accordo nel gennaio 2016 sulla protezione dei dati dei clienti, un'intesa che faceva seguito ad un altro atto di pirataggio informatico del 2014, per il quale la società ha già pagato una multa di 20.000 dollari per non aver rivelato tempestivamente il furto di dati. In qual caso l'attacco aveva riguardato solo i dati degli autisti e non quelli dei clienti. Il nuovo hackeraggio è stato ben più esteso e ha avuto ripercussioni internazionali.

Il nuovo Ceo dell'azienda, Dara Khosrowshahi, ha annunciato che Uber informerà nei prossimi giorni i clienti i cui dati sono stati hackerati. Si tratta di nomi, email e numeri di telefono, oltre ai numeri di patente dei conducenti. Non sarebbero invece stati piratati i numeri della carte di credito e dei conti bancari, i codici della sicurezza sociale e le date di nascita degli utenti.

"Niente di tutto ciò avrebbe dovuto succedere e non cercherò scuse", ha dichiarato Khosrowshahi, che ha sostenuto di aver saputo solo "recentemente" della vicenda. "Se non posso cancellare il passato, posso impegnarmi per conto di ogni dipendenti di Uber che impareremo dai nostri errori", ha promesso.

Ma appare ancora lunga la strada per uscire dal tunnel, lasciandosi alle spalle anche tutti gli altri problemi: molestie sessuali ignorate, inchieste federali sui programmi contro i rivali e gli enti regolatori, controversia legale con Alphabet per il presunto furto di segreti commerciali sulle auto senza guidatore.

(Ansa)

Ieri, 15:582017-11-22 15:58:44
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Rabbia a Lazarevo (Serbia) per l'ergastolo a Mladic

La condanna all'ergastolo di Ratko Mladic, pronunciata oggi dai giudici del Tribunale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi), è stata accolta con rabbia...

La condanna all'ergastolo di Ratko Mladic, pronunciata oggi dai giudici del Tribunale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi), è stata accolta con rabbia e disprezzo a Lazarevo, il villaggio nel nord della Serbia dove l'ex generale comandante delle truppe serbo-bosniache era stato catturato nel maggio 2011 al termine di una lunga e rocambolesca latitanza.

Gli abitanti hanno detto di non riconoscere il Tpi, istituito a loro avviso esclusivamente per perseguire e condannare i serbi per tutti i crimini dei conflitti degli anni novanta. "Per me è tutta una farsa, e Mladic era e resta un autentico eroe nazionale serbo", ha detto un abitante di Lazarevo citato dai media a Belgrado.

Tempo fa gli abitanti del villaggio avevano deciso di ribattezzare la minuscola localita' col nome di 'Mladicevo' in segno di ammirazione per Ratko Mladic e per mostrare tutto il loro disprezzo nei confronti del Tribunale dell'Aja, un 'organismo politico' e dall'attività 'scandalosa'.

In Croazia c'è soddisfazione per la condanna

La condanna all'ergastolo di Mladic è stata invece accolta con soddisfazione dagli esponenti politici e dalla stampa croata, anche se con rammarico per il fatto che Mladic non sia stato processato anche per i crimini commessi in Croazia nel 1991.

"Spero che questa sentenza possa almeno in parte soddisfare le famiglie dei molti uccisi, torturati e scomparsi negli anni in cui Mladic fu uno dei simboli della guerra, della brutalità e del genocidio", ha dichiarato la presidente croata, Kolinda Grabar Kitarovic. "Sono comunque delusa che non sia stato processato anche per i crimini che ha commesso in Croazia, specie per l'eccidio dei civili croati nel villaggio di Skabrnja, nell'entroterra della Dalmazia", ha aggiunto.

La Nato saluta la sentenza

Anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg dà "il benvenuto" alla sentenza per Ratko Mladic. "I Balcani occidentali sono di importanza strategica" per la Nato. Vediamo il loro futuro nella cooperazione Euro-Atlantica e l'integrazione per quanti la vorranno. Spero che la sentenza di oggi faccia avanzare la regione sul cammino della pace e della riconciliazione", ha sottolineato Stoltenberg.

Questa sentenza "dimostra che lo stato di diritto funziona e che i responsabili per i crimini di guerra vengono giudicati", ha affermato Stoltenberg, ricordando come la Nato abbia contribuito "a portare a conclusione questo oscuro capitolo nella storia dell'Europa".

Ieri, 14:132017-11-22 14:13:00
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Brexit, la Gran Bretagna riempie il salvadanaio

La Gran Bretagna ha accantonato altri 3 miliardi di sterline, oltre ai 700 milioni già investiti, nei preparativi per la Brexit da qui al 2019. Lo ha detto il...

La Gran Bretagna ha accantonato altri 3 miliardi di sterline, oltre ai 700 milioni già investiti, nei preparativi per la Brexit da qui al 2019. Lo ha detto il Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond presentando la finanziaria d’autunno alla Camera dei Comuni. "Il Paese deve abbracciare il cambiamento che ha di fronte e coglierne le opportunità", ha aggiunto il ministro, ammettendo che le trattative sul divorzio da Bruxelles sono in una "fase critica" che avrà fondamentali conseguenze rispetto al futuro della nazione. Per Hammond la finanziaria getta le basi per una "visione di una nazione prospera e inclusiva", che può contare sui più alti livelli tecnologici e affermarsi ancora di più a livello globale.

Ieri, 11:122017-11-22 11:12:45
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Libano, il premier Hariri rinvia le dimissioni

Il premier libanese Saad Hariri ha annunciato la decisione di rinviare le dimissioni. Lo riferiscono i media libanesi dopo un incontro tra Hariri e il capo di Stato...

Il premier libanese Saad Hariri ha annunciato la decisione di rinviare le dimissioni. Lo riferiscono i media libanesi dopo un incontro tra Hariri e il capo di Stato libanese Michel Aoun al palazzo presidenziale di Baabda. Il premier libanese Saad Hariri ha detto che il presidente Michel Aoun gli ha chiesto di riflettere sulla decisione di dimettersi. "Ho presentato le dimissioni al presidente e lui ha auspicato che si prenda tempo per riflettere sulle cause. Ho risposto a questo auspicio, con la speranza che si arrivi a un dialogo e che si risolvano i problemi del paese", ha detto Hariri.

Ieri, 08:442017-11-22 08:44:35
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Giappone, l'imperatore abdicherà a primavera

Il governo giapponese è vicino a determinare la data in cui avverrà l’abdicazione dell’imperatore Akihito, la prima di un monarca in oltre 200 anni di storia. In un...

Il governo giapponese è vicino a determinare la data in cui avverrà l’abdicazione dell’imperatore Akihito, la prima di un monarca in oltre 200 anni di storia. In un incontro stabilito per l’1 dicembre i principali rappresentanti del governo, tra cui il presidente e lo speaker di entrambe le aule del Parlamento, il capo della Corte suprema e il premier giapponese Shinzo Abe, si riuniranno al palazzo imperiale per discutere delle date. Fonti ufficiali riferite al canale pubblico Nhk parlano di due opzioni: il 31 marzo o il 30 aprile 2019. Lo scorso agosto l’imperatore 83enne Akihito aveva espresso la volontà di abdicare in un discorso televisivo, spiegando di sentire il peso degli anni durante l’espletamento delle proprie funzioni.

Ieri, 08:092017-11-22 08:09:29
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Kushner, genero di Trump, indagato per il suo ruolo nel tentativo di bloccare una risoluzione Onu 

Il team investigativo del procuratore speciale del Russiagate, Robert Mueller, sta indagando sui contatti...

Il team investigativo del procuratore speciale del Russiagate, Robert Mueller, sta indagando sui contatti del genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, con leader stranieri. Al centro dell’attenzione il ruolo da lui giocato nel tentativo di fermare una controversa risoluzione Onu approvata il 23 dicembre che condannava Israele per gli insediamenti nei territori occupati. Lo scrive il Wall Street Journal sul suo sito online. Non è chiaro il motivo per cui Mueller sia interessato a Kushner, ma il nuovo filone di inchiesta, secondo il quotidiano, apre uno spiraglio sul tipo di domande che gli investigatori del Russiagate stanno facendo dietro le quinte. Israele aveva chiesto alla futura amministrazione Trump di aiutare a bloccare la risoluzione e personaggi di primo piano della transizione erano stati avvicinati, scrive il Wsj citando in particolare Kushner e lo stratega Steve Bannon. La risoluzione fu approvata con 14 voti a favore e l’astensione dell’amministrazione Obama.

Ieri, 07:552017-11-22 07:55:53
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Dopo l'ottavo bimbo morto, Ikea ribadisce il ritiro della cassettiera Malm in Usa e Canada

La morte dell’ottavo bambino in Nord America ha indotto Ikea a ribadire negli Stati Uniti e in Canada (ma non nel...

La morte dell’ottavo bambino in Nord America ha indotto Ikea a ribadire negli Stati Uniti e in Canada (ma non nel resto del mondo) il ritiro di 29 milioni di cassettiere del modello ’Malm’ già attivato nel 2016, insieme con l’avvertimento che il modo migliore per evitare che i mobili si ribaltino è fissarli alle pareti. La più recente morte registrata risale allo scorso maggio e riguarda un bimbo di due anni della California deceduto dopo essere rimasto intrappolato in una cassettiera Malm non fissata al muro. L’episodio ha sollevato interrogativi sull’efficacia della campagna di comunicazione di Ikea circa il richiamo e gli avvertimenti. Il Ceo del colosso di origine svedese, Lars Petersson, ha assicurato che Ikea ha messo in piedi una "vasta" campagna di comunicazione attraverso i social media, il suo sito ed inserzioni in tv e sulla carta stampata. E che l’azienda ha inviato 13 milioni di e-mail due mesi fa con i dettagli sul ritiro dei mobili. Pettersson ha tuttavia sottolineato che è necessario ribadire il richiamo "per raggiungere il maggior numero di persone possibile". Il richiamo vale solo per Usa e Canada, non perchè i modelli siano diversi, ma solo per una questione legislativa.

Ieri, 07:282017-11-22 07:28:48
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Uber nasconde 'hackeraggio'. Rubati i dati di 57 milioni di utenti

Uber ha tenuto nascosto per oltre un anno di aver subito l’hackeraggio dei dati di 57 milioni di utenti nel mondo, di cui 600 mila conducenti. E...

Uber ha tenuto nascosto per oltre un anno di aver subito l’hackeraggio dei dati di 57 milioni di utenti nel mondo, di cui 600 mila conducenti. E, secondo Bloomberg, avrebbe preferito pagare un riscatto di 100 mila dollari agli autori del maxi furto per evitare che divulgassero la notizia. Ad ammettere il pirataggio è stato il ceo Dara Khosrowshahi, che ha preso la guida di Uber da agosto e che ha sostenuto di aver saputo dell’incidente solo "recentemente". In particolare sono stati hackerati i nomi, le email e i numeri di telefono degli utenti, oltre ai numeri di patente dei conducenti. Sulla base di accertamenti esterni, ha spiegato Uber, i numeri della carte di credito e dei conti bancari, i numeri della sicurezza sociale (con cui negli Usa si può rubare l’identità di una persona) e le date di nascita degli utenti non sarebbero stati piratati. Idem i percorsi dei viaggi. Khosrowshahi ha riferito che i responsabile sono due persone che non fanno parte della società ma di cui non è stata fornita l’identità. L’incidente non ha colpito il sistema dell’impresa né la sua infrastruttura, ha assicurato. "Al momento dell’incidente abbiamo preso immediatamente le misure per mettere al sicuro i dati e mettere fine all’accesso non autorizzato. Abbiamo identificato i responsabili e ottenuto delle assicurazioni che i dati raccolti saranno distrutti", ha aggiunto. Secondo Bloomberg l’obiettivo sarebbe stato raggiunto pagando il "riscatto", ma Uber non conferma. Il ceo garantisce inoltre che la società ha "messo in atto delle misure di sicurezza per limitare l’accesso e rinforzare i controlli della banca dati", nonché dei conti interessati dalla violazione. Khosrowshahi ha ammesso che Uber ha sbagliato nel non informare subito le vittime del pirataggio informatico e le autorità, riaprendo il dibattito sulla sicurezza e la trasparenza di tutte le società che gestiscono milioni di dati personali. Gli Usa hanno subito numerosi hackeraggi negli ultimi anni, dal maxi attacco del 2013 a Yahoo (3 miliardi di account trafugati) a quello dello scorso settembre contro Equifax (oltre 145 milioni di clienti americani, canadesi e britannici). In mezzo quelli ai danni della Nsa e del partito democratico, con il sospetto coinvolgimento dei servizi segreti russi.

21.11.2017, 23:542017-11-21 23:54:51
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Molestie, la bufera travolge anche il direttore creativo della Disney

John Lasseter, il direttore creativo degli studi di animazione di Disney e della Pixar, ha annunciato un congedo di sei mesi citando una...

John Lasseter, il direttore creativo degli studi di animazione di Disney e della Pixar, ha annunciato un congedo di sei mesi citando una serie di "passi falsi" da lui compiuti.

In un memo allo staff, l'executive che ha costruito i Pixar Animation Studios e resuscitato il business dei cartoni animati Disney, ha spiegato che la decisione è stata presa dopo una serie di "conversazioni difficili". Il congedo di Lassiter arriva sulla scia dello scandalo delle molestie sessuali scoppiato con le accuse al capo della Miramax, Harvey Weinstein.

"Non è mai facile affrontare I propri errori, ma è l'unico modo per trarne una lezione. È stato portato alla mia attenzione che ho mancato di rispetto e ho messo qualcuna di voi a disagio. Non era mai stata la mia intenzione", ha detto Lasseter nel memo ottenuto dall'Hollywood Reporter.

Un portavoce Disney ha espresso apprezzamento per la decisione dell'executive e "pieno appoggio alla decisione di prendersi un semestre sabbatico" Nel suo ruolo di direttore creativo dei cartoni Disney, Lasseter aveva prodotto alcuni grandi successi del colosso di Anaheim tra cui i premi Oscar 'Frozen' e 'Zootopia' che avevano entrambi totalizzato un milione di dollari al box office.

21.11.2017, 22:062017-11-21 22:06:00
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'Più terremoti devastanti nel 2018'

Nel 2018 gli esperti si aspettano più terremoti devastanti nel mondo. Lo afferma il rapporto di due geologi presentato al convegno della Geological Society of America.

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Nel 2018 gli esperti si aspettano più terremoti devastanti nel mondo. Lo afferma il rapporto di due geologi presentato al convegno della Geological Society of America.

Roger Bilham della University of Colorado e Rebecca Bendick della University of Montana attribuiscono questa possibilità al rallentamento nel moto di rotazione della terra.

I geologi hanno monitorato l'incidenza di terremoti di magnitudo 7 o superiore a livello mondiale dal 1900. Mentre nella maggior parte degli anni vi è una media pari a 15 terremoti, negli ultimi 117 anni il totale annuo è salito a 25-30. Un aumento che sembra seguire periodici rallentamenti nella velocità della rotazione terrestre.

Per la precisione, secondo Bilham e Bendick, passano cinque o sei anni dal rallentamento. L'ultima volta che questo è accaduto è stato nel 2011 e gli eventi recenti mostrano uno schema preoccupante: un terremoto di magnitudo 7,1 ha colpito Città del Messico il 19 settembre, uno di magnitudo 7,3 ha devastato il confine tra Iran e Iraq il 12 novembre e uno di magnitudo 7 è stato registrato fuori dalla Nuova Caledonia il 19 novembre.