Estero

Oggi, 08:092017-04-24 08:09:45
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Francia: ora è fronte per Macron

La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Il primo –...

La finale per guidare il paese nei prossimi cinque anni se la giocheranno Emmanuel Macron, centrosinistra liberal, e Marine Le Pen, estrema destra del Front National. Il primo – dicono i risultati definitivi – ha raccolto il 23,75% delle preferenze, la seconda il 21,53. Dalla gauche ai Républicains sono arrivate dichiarazioni di sostegno a Macron contro Le Pen per il ballottaggio 7 maggio.

Per la prima volta nella storia moderna della Francia, il candidato del partito che ha appena governato il Paese non arriva al secondo turno. "Si volta chiaramente pagina, oggi, nella politica francese", ha esultato Macron. "Voglio andare oltre" i risultati, ha continuato, "e unire tutti i francesi. Porterò avanti l’esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l’Europa". "Spero – ha arringato i suoi sostenitori – tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi".

Da Henin-Beaumont, sua roccaforte, Marine Le Pen ha esortato a votare per lei, "l’unica grande alternativa" contro Macron, "erede di Hollande". E’ arrivata a citare il generale de Gaulle, poi si è definita "la candidata del popolo" ed ha lanciato un appello "a tutti i patrioti" a votare per lei, "per la sopravvivenza della Francia".

Hamon crolla

Benoit Hamon, vincitore delle primarie socialiste, crolla al 6,35% e ammette, senza scuse, una "pesante sconfitta elettorale e morale". Con Macron si sono già schierati da subito il presidente Francois Hollande e il premier Bernard Cazeneuve. Per "sbarrare la strada" a Marine Le Pen anche l’altro sconfitto, François Fillon, rappresentante della destra dei Républicains (19,91%), ha invitato a votare per l’ex ministro dell’Economia: "Non c’è altra scelta".

Se la gauche si trova davanti alle macerie di un fallimento politico ed elettorale, con un partito che di fatto non esiste più, non molto meglio sta la destra, tenuta insieme soltanto dalla speranza di arrivare al ballottaggio. Fillon, in un discorso dai toni sobri molto diverso da quelli aggressivi delle ultime settimane, ha ricordato che la destra deve "rimanere unita" in vista delle elezioni politiche di giugno.

Sconfitto anche Jean-Luc Melenchon, il leader della gauche radicale, ’La France Insoumise’, che come prima reazione ha rifiutato di riconoscere immediatamente la sconfitta invitando tutti a dubitare delle prime cifre e attendere lo spoglio delle grandi città. Per lui un ottimo risultato (19,64%) dopo essere partito da molto più in basso e aver rosicchiato voti al rappresentante della sinistra socialista che non ha convinto, Hamon.

Le Pen prima di Le Pen

Era un 21 aprile, due giorni in meno rispetto ad oggi, quando nel 2002 il padre di Marine Le Pen, Jean-Marie, lasciò di stucco la Francia e tutto il mondo arrivando inaspettatamente al ballottaggio contro Jacques Chirac, ai danni del primo ministro socialista, Lionel Jospin. Molti vedono in questo 23 aprile una giornata altrettanto storica

Allora, i 15 giorni fra il primo e secondo turno furono un succedersi di manifestazioni "repubblicane" quotidiane, tutta la Francia si allineò dietro Chirac, che trionfò con oltre l’82% dei voti. Stavolta, tutti i sondaggi dicono che non sarà così, le intenzioni di voto al secondo turno hanno dato finora un’oscillazione fra il 60 e il 62% per Macron contro il 38-40% per Marine Le Pen.

Nel mirino la presidenza

Macron, sconosciuto al grande pubblico fino a tre anni fa, punta a diventare presidente a 39 anni, un altro primato, portando con sé il centrista Francois Bayrou che a lungo, in passato, aveva rincorso proprio l’obiettivo di Macron, quello di affermarsi in alternativa ai due partiti dominanti.

Macron contro Le Pen sarà anche futuro con o senza l’Europa, politica del dialogo contro quella del muro attorno alla Francia e della chiusura delle frontiere. Non c’è stata l’astensione a lungo temuta – l’affluenza è, come per le precedenti presidenziali, attorno all’80% – non ci sono stati attentati o incidenti ai seggi, come si paventava dopo la sanguinosa settimana che ha preceduto queste presidenziali, un’altra circostanza assolutamente inedita.

Le premesse per i prossimi giorni non sono però le migliori, con immediati tafferugli esplosi alla Bastiglia fra studenti anti-Le Pen e polizia subito dopo l’annuncio dei risultati. Due ragazzi sono rimasti feriti, spaccate vetrine, distrutte pensiline e danneggiate le auto in sosta.

21.4.2017, 23:472017-04-21 23:47:09
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Russia, spari in sede 007: tre morti. La mano dell'Isis?

Il fantasma del terrorismo islamista targato Isis torna ad aleggiare sulla Russia a meno di tre settimane dall’attentato alla metropolitana di San...

Il fantasma del terrorismo islamista targato Isis torna ad aleggiare sulla Russia a meno di tre settimane dall’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo. Oggi un giovane armato è entrato nella sede dei servizi segreti a Khabarovsk, nell’estremo oriente russo, e ha aperto il fuoco uccidendo due persone che si trovavano nella reception: un giovane ufficiale e un interprete azero. Poi è stato a sua volta ucciso dalle forze di sicurezza.

L’attacco è stato rivendicato in serata dallo Stato islamico tramite l’agenzia Amaq, ma circa un’ora dopo il Comitato investigativo russo ha seccamente respinto l’ipotesi che dietro l’aggressione di oggi ci possa essere il terrorismo di matrice islamista e ha invece confermato la versione dell’Fsb: l’assalitore – sostengono gli investigatori russi – era "un seguace delle idee neonaziste".

Poco dopo l’assalto, l’Fsb ha indicato l’assassino in un ragazzo di 18 anni del luogo: A.V. Konev, sospettato – secondo i servizi segreti russi – di appartenere a un gruppo neonazista. A preoccupare è la possibilità che il 18enne non abbia agito da solo. Prima di entrare nella sede locale dei servizi di sicurezza russi e ammazzare – riferisce sempre l’Fsb – il presunto estremista di destra aveva infatti preso d’assalto un poligono di tiro uccidendo un istruttore e impossessandosi di una carabina ’Saiga’ e di due pistole. E non è da escludere che l’assassino abbia poi usato proprio una di queste armi per continuare a uccidere prima di essere fatto fuori dagli 007. Una "fonte ben informata" citata dall’agenzia Interfax, sostiene inoltre che la polizia abbia arrestato un 29enne accusato di essere "uno dei sospetti criminali" che hanno partecipato all’aggressione al poligono di tiro ’Hammer’: quest’ultima notizia non è confermata, ma se si dovesse rivelare vera indicherebbe un assalto di gruppo al centro di tiro non lontano dalle sponde del fiume Amur. Da dove tra l’altro, stando alla stessa fonte, sarebbero state sottratte oltre 20 armi da fuoco. Di sicuro c’è che quanto avvenuto oggi ha messo in allerta le autorità russe, e in serata la Guardia nazionale ha annunciato "controlli straordinari" nei poligoni di tiro del paese per garantirne la sicurezza. Stando alla testata online Rbk – che cita due fonti nell’Fsb – Konev faceva parte degli ’Shtoltz Khabarovsk’: neonazisti di 17-20 anni che si autodefiniscono "combattenti per la legalità" e prendono di mira omosessuali e immigrati. Questo gruppo, fondato nel 2014, si addestrerebbe inoltre nell’uso delle armi: su internet ci sono infatti dei video che li mostrano mentre sparano con pistole e mitra e lanciano molotov. Se invece fosse confermata la pista Isis ci si troverebbe di fronte all’ennesima rivendicazione del gruppo, oramai capace di seminare morte e terrore anche in Russia, il ’nemico’ che i jihadisti minacciano da tempo per il suo coinvolgimento nel conflitto siriano. (Ansa)

21.4.2017, 23:412017-04-21 23:41:04
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Isis, commando Usa uccide in Siria militante di spicco

Un commando delle forze speciali Usa ha ucciso in Siria un esponente di vertice dell’Isis, accusato di avere avuto un ruolo chiave nell’attacco di Capodanno...

Un commando delle forze speciali Usa ha ucciso in Siria un esponente di vertice dell’Isis, accusato di avere avuto un ruolo chiave nell’attacco di Capodanno in un nightclub di Istanbul, in cui vennero uccise 39 persone. Ma anche in altri attentati nella capitale turca. Lo ha confermato il Pentagono. Il terrorista ucciso è Abdurakhmon Uzbeki, molto vicino al leader dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi. L’operazione risale allo scorso 6 aprile, ma solo oggi è arrivata la conferma ufficiale.

21.4.2017, 23:292017-04-21 23:29:35
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Cnn: Mosca cercò di infiltrarsi nella campagna di Trump

La Russia ha cercato di utilizzare alcuni consiglieri di Donald Trump per infiltrarsi nella campagna presidenziale del tycoon. È quanto emergerebbe –...

La Russia ha cercato di utilizzare alcuni consiglieri di Donald Trump per infiltrarsi nella campagna presidenziale del tycoon. È quanto emergerebbe – secondo la Cnn – da alcune informazioni di intelligence raccolte dall’Fbi la scorsa estate. Tra i consiglieri ’adescati’ da Mosca ci sarebbe anche l’ex consigliere per la sicurezza del candidato Trump, Carter Page, il cui nome è più volte spuntato nela vicenda del Russiagate. Le fonti dell’amministrazione Usa citate dalla Cnn non spiegano però se Carter e gli altri fossero consapevoli di essere oggetto di attenzioni del governo russo, al fine di influenzare lo svolgimento del processo delle elezioni presidenziali americane.

21.4.2017, 23:062017-04-21 23:06:18
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A marzo oltre 2'000 omicidi in Messico, record dal 2012

Il numero di omicidi durante lo scorso mese di marzo in Messico ha superato la soglia dei 2 mila casi, il numero più alto dall’inizio dell’amministrazione...

Il numero di omicidi durante lo scorso mese di marzo in Messico ha superato la soglia dei 2 mila casi, il numero più alto dall’inizio dell’amministrazione del presidente Enrique Pena Nieto, nel dicembre del 2012. Durante il mese di marzo si sono registrati 2.020 omicidi, mentre a febbraio la cifra è stata di 1.825 e a gennaio 1.930, secondo le statistiche ufficiali diffuse oggi dalla Segreteria esecutiva del sistema nazionale di sicurezza pubblica (Sesnsp). Questo significa che, con un totale di 5'775 casi, il primo trimestre del 2017 segna un nuovo record di omicidi nel paese, superando ogni periodo equivalente in più di un decennio.

Lo stato di Guerrero (sud del paese) resta quello dove ci sono stati più omicidi (550 nel primo trimestre), ma quello di Baja California (nord-ovest) registra il più forte aumento interannuale, con una impressionante crescita del 682%, da 17 casi nel primo trimestre del 2016 ai 133 del primo trimestre di quest’anno.

Gli analisti sottolineano che queste statistiche costituiscono di fatto una mappa dei diversi conflitti in atto fra le principali organizzazioni criminali attive nel paese, come lo scontro fra il cartello di Sinaloa e quello di Jalisco Nueva Generacion nello stato di Baja California.

21.4.2017, 10:572017-04-21 10:57:38
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Spari a Parigi, nessun legame con il Belgio. Tre arresti mentre iniziano gli effetti sulla campagna elettorale

L'essenziale in breve – Alle 20.50 un 39enne francese radicalizzato è sceso da un veicolo, si è...

L'essenziale in breve – 

  • Alle 20.50 un 39enne francese radicalizzato è sceso da un veicolo, si è avvicinato a una camionetta della polizia e ha sparato.
  • Un poliziotto è morto, altri due sono stati feriti. Starebbero meglio.
  • L'assalitore è stato ucciso da altri agenti intervenuti in soccorso.
  • L'assalitore era noto all'antiterrorismo per aver manifestato la volontà di sparare a dei poliziotti. Lo aveva già fatto nel 2001 ferendone tre.
  • Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attacco.
  • Fermate tre persone vicine all'assalitore
  • La sparatoria avviene a tre giorni dalle presidenziali francesi
  • L'uomo segnalato dal Belgio come collegato all'attacco si è presentato in un commissariato.Riaperti gli Champs-Elysées.

Cade la posta belga, tre fermi in Francia

«Non c’è al momento nessun legame» tra l’attacco a Parigi e il Belgio. Lo ha affermato la Procura federale belga, secondo quanto riporta la tv pubblica fiamminga Vrt.

L’uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ad Anversa, che ha un alibi e che nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti, ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato, riferisce la Procura.

Intanto in Francia tre persone ritenute vicine all’assalitore ucciso dopo la sparatoria sugli Champs-Elysées sono state fermate e interrogate dai servizi antiterrorismo. Si trovavano nelle abitazioni perquisite durante la notte dalla polizia.

L'effetto sulla campagna elettorale

 Toni durissimi nella dichiarazione di Marine Le Pen, la prima a prendere la parola questa mattina, in una conferenza stampa dal suo quartier generale a due passi dall’Eliseo. «Siamo in guerra contro un mostruoso totalitarismo», ha detto la candidata alle presidenziali per il Front National, vestita di nero in segno di lutto. La Le Pen ha invitato tutti all’«unità della nazione e alla lucidità», denunciando il «lassismo e l’ingenuità», ai quali «la nazione deve ora rinunciare».

21.4.2017, 10:492017-04-21 10:49:58
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Un quarto degli austriaci rivorrebbe un 'führer' e la dittatura

Quasi un austriaco su quattro desidera un uomo (più) forte a capo della nazione, che non debba fare i conti col parlamento o con le elezioni. È il...

Quasi un austriaco su quattro desidera un uomo (più) forte a capo della nazione, che non debba fare i conti col parlamento o con le elezioni. È il risultato di un sondaggio dell’istituto Sora e di un’associazione per lo studio della storia contemporanea di Vienna, secondo il quale gli austriaci sono più insoddisfatti della democrazia rispetto a dieci anni fa.

Il 43% degli intervistati si augura un "uomo forte" alla guida del Paese: nel 2007 erano il 41%. Il 23% desidera invece un nuovo fuehrer, incluso un cambiamento di sistema, dieci anni fa erano il 14%. Il 31% è convinto che il nazismo abbia avuto anche dei lati positivi per l’Austria. Il 32% si dice soddisfatto del funzionamento della democrazia, mentre nel 2007 erano il 44%.

21.4.2017, 08:432017-04-21 08:43:26
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Bombe contro il bus del Borussia: voleva guadagnare in borsa

Sarebbe l'avidità il movente dell'attacco al bus della squadra di calcio del Borussia Dortmund avvenuto l'11 aprile scorso. La polizia tedesca avrebbe...

Sarebbe l'avidità il movente dell'attacco al bus della squadra di calcio del Borussia Dortmund avvenuto l'11 aprile scorso. La polizia tedesca avrebbe infatti arrestato questa mattina l'autore dell'assalto attuato per mezzo di tre bombe carta contenenti punte metalliche. Lo Spiegel racconta che l'uomo avrebbe acquistato 15 mila opzioni 'Put' sul titolo del Borussia.

Così facendo ha fondamentalmente scommesso sul calo del titolo in borsa della squadra di calcio. Calo che l'uomo – un 28enne con doppia cittadinanza tedesca e russa – voleva provocare con il suo attacco, assicurandosi un guadagno personale.

L'esplosione aveva lasciato leggermente ferito il difensore spagnolo del Borussia, Marc Bartra.

21.4.2017, 08:432017-04-21 08:43:14
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Parigi, secondo flop per l'app antiterrorismo

Era stata annunciata in occasione degli Europei di calcio come ulteriore strumento per affrontare l’emergenza terrorismo e invece, a quanto sembra, ha fallito. Si tratta...

Era stata annunciata in occasione degli Europei di calcio come ulteriore strumento per affrontare l’emergenza terrorismo e invece, a quanto sembra, ha fallito. Si tratta dell’applicazione per smartphone 'Saip' che, secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, non avrebbe avvertito gli utenti dell’attacco in corso sugli Champs-Elysées.

Un avvertimento lanciato invece su Twitter dalla prefettura di Parigi. L’applicazione promossa dal governo di François Hollande aveva fatto flop anche durante l’attentato di Nizza lo scorso 14 luglio.

20.4.2017, 21:202017-04-20 21:20:55
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Colpi d'arma da fuoco sono sta...

Colpi d'arma da fuoco sono stati uditi sugli Champes Elysees, ai Parigi. La prefettura cittadina ha lanciato l'allarme su Twitter, chiedendo di non recarsi nella zona. Ci sarebbero due feriti, forse poliziotti

Colpi d'arma da fuoco sono stati uditi sugli Champes Elysees, ai Parigi. La prefettura cittadina ha lanciato l'allarme su Twitter, chiedendo di non recarsi nella zona. Ci sarebbero due feriti, forse poliziotti

20.4.2017, 11:002017-04-20 11:00:20
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Molestie sessuali: chi è O’Reilly, icona conservatrice licenziata da Fox News

Per il pubblico americano, Bill O’Reilly è da vent’anni il volto più noto della televisione conservatrice: l’incarnazione dell’...

Per il pubblico americano, Bill O’Reilly è da vent’anni  il volto più noto della televisione conservatrice: l’incarnazione dell’egemonia culturale acquisita dal network Fox News e dall’ala “arrabbiata” del mondo repubblicano. Per questo ha fatto grande scalpore il suo immediato licenziamento, che fa seguito ad un’inchiesta apparsa appena tre settimane fa sul New York Times

Nell’articolo si racconta di almeno cinque donne che avrebbero accusato O’Reilly di molestie sessuali, e il cui silenzio sarebbe stato “comprato” da Fox News e dallo stesso O’Reilly con tredici milioni di dollari di indennizzi. Ma a spaventare il network (e i suoi inserzionisti) sono soprattutto le analoghe accuse di una sesta donna, che non avendo firmato accordi di indennizzo potrebbe ora rivelare molti più dettagli sulla natura delle molestie.

Non è la prima volta che Fox News si trova a dover affrontare scandali di questa natura; quest’estate il suo co-fondatore e presidente Roger Ailes si era dovuto dimettere per motivi analoghi. Ma il “divorzio” fra Fox e O’Reilly appare ancora più clamoroso: se Fox è diventata negli anni un efficace megafono per le posizioni conservatrici più intransigenti, contribuendo a plasmare le tendenze politiche nazionali, ciò si deve in gran parte al ruolo giocato dall’anchorman newyorkese.

Stella polare dei conservatori

Politicamente scorretto, sarcastico, senza mezze misure: queste le caratteristiche che hanno reso celebre O’Reilly, tanto fra i suoi sostenitori, quanto fra chi lo ritiene un falco dell’ultradestra. Dalla guerra in Iraq all’immigrazione, passando per l’opposizione all’Obamacare e all’aborto, il commentatore ha spesso sostenuto in modo provocatorio le posizioni dei neoconservatori, dei “Tea Party” e, infine, della squadra di Donald Trump.

Come spiega Cnn in un suo commento sullo scandalo, il suo O’Reilly Factor è diventato “una sorta di stella polare,” grazie alla quale “populismo, diffidenza per le élite e profonda sfiducia nei mezzi d’informazione mainstream sono diventati i cardini del conservatorismo moderno.” In questa visione del mondo, “i Democratici sono diventati il partito di Hollywood e delle élite, nei media, negli affari e nell’intrattenimento. I repubblicani sarebbero invece quelli che combattono per l’uomo della strada, che si sente lasciato indietro e rimproverato da quegli stessi personaggi.” Cnn non ha dubbi: “questo crescente populismo conservatore ha infine dato i natali alla candidatura di Trump”.

Solo alcuni esempi di questo approccio: auspicare che l’uragano Katrina spazzasse via il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, contestare il progetto di una moschea vicino a Ground Zero perché “con l’Undici Settembre sono stati i musulmani ad ammazzarci”, ricordare a Michelle Obama che gli schiavi che costruirono la Casa Bianca ricevettero vitto e alloggio decenti a spese del governo. Qui una selezione di alcuni momenti topici della sua carriera (in inglese).

Il 'saluto' del fronte liberal

L’importanza di O’Reilly sulla scena televisiva è confermata anche dalla miriade di imitazioni, caricature ed allusioni che ne sono state fatte nel corso del tempo, come quella da poco proposta da Alec Baldwin, che a Saturday Night Live coglie l’occasione per imitare contemporaneamente anche Trump.

D’altronde, è principalmente a O’Reilly che si è ispirato Stephen Colbert nel suo Colbert Report, show satirico liberal imperniato sulle follie di un anchorman cinicamente conservatore. E proprio Colbert ha colto l’occasione per salutare a suo modo l’addio di O’Reilly, definendolo senza mezze misure “una presuntuosa discarica di immondizia rabbiosa” ma ammettendo il suo debito artistico e parlando di “fine di un’epoca.”

19.4.2017, 19:032017-04-19 19:03:27
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Il presidente degli Stati Unit...

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato indicazione che venga condotta una revisione dell'accordo sul nucleare iraniano. Lo ha confermato il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato indicazione che venga condotta una revisione dell'accordo sul nucleare iraniano. Lo ha confermato il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer.

19.4.2017, 18:552017-04-19 18:55:01
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Il giornalista russo Nikolai A...

Il giornalista russo Nikolai Andrushenko, cofondatore di Novy Peterburg, è morto un mese dopo un'aggressione subita a San Pietroburgo. Aveva 73 anni, scriveva di corruzione, criminalità e denunciava la violenza della polizia.

Il giornalista russo Nikolai Andrushenko, cofondatore di Novy Peterburg, è morto un mese dopo un'aggressione subita a San Pietroburgo. Aveva 73 anni, scriveva di corruzione, criminalità e denunciava la violenza della polizia.

19.4.2017, 08:082017-04-19 08:08:25
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Egitto, attacco a un posto di blocco nei pressi del monastero di Santa Caterina, l'Isis rivendica

Un gruppo di militanti dell’Isis ieri sera ha attaccato un posto di blocco sulla strada che posta al...

Un gruppo di militanti dell’Isis ieri sera ha attaccato un posto di blocco sulla strada che posta al monastero greco ortodosso di Santa Caterina, importante luogo di culto nel sud del Sinai. Un sottufficiale è morto nella sparatoria e 4 poliziotti sono rimasti feriti.

Gli agenti della polizia hanno reagito, ferendo alcuni assalitori, che sono fuggiti.

Lo Stato islamico ha rivendicato l’aggressione armata con un comunicato diffuso dal suo organo di propaganda, l’Aqmi.

Da anni nel nord della penisola forte è la tensione provocata, con attacchi ripetuti alle forze dell’ordine, ma anche contro civili, da un gruppo affiliato all’Isis.

Secondo due quotidiani egiziani, Al Masry Al Youm e Al Youm Saba, che hanno contattato il portavoce del monastero, padre Gregorios, l’attacco non sarebbe stato contro il monastero, dove qualche monaco sembra abbia sentito gli spari, ma nessuno dei frati conventuali è rimasto minimamente coinvolto nella sparatoria.

Il monastero sorge ai piedi del monte Sinai, dove Mosè, secondo la Bibbia, avrebbe ricevuto le tavole dei Dieci Comandamenti da Dio

18.4.2017, 12:152017-04-18 12:15:36
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Theresa May  a sorpresa annuncia elezioni anticipate

Elezioni anticipate a sorpresa in Gran Bretagna l’8 giugno: le ha annunciate oggi la premier Theresa May in un inatteso discorso alla nazione dinanzi al...

Elezioni anticipate a sorpresa in Gran Bretagna l’8 giugno: le ha annunciate oggi la premier Theresa May in un inatteso discorso alla nazione dinanzi al numero 10 di Downing Street, dopo averle ripetutamente escluse nei mesi scorsi.

May può contare secondo i sondaggi sul netto vantaggio del suo Partito Conservatore rispetto all’opposizione laburista in grado sulla carta di rafforzarla nel cammino verso la Brexit, il divorzio del Regno Unito dall’Ue. (Ats)