Economia

Oggi, 15:492017-07-25 15:49:26
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Presunto cartello delle auto in Germania, si attiva la Comco 

Anche la Commissione svizzera della concorrenza (Comco) vuole vederci chiaro sul presunto cartello che i grandi costruttori d'auto tedeschi avrebbero...

Anche la Commissione svizzera della concorrenza (Comco) vuole vederci chiaro sul presunto cartello che i grandi costruttori d'auto tedeschi avrebbero organizzato a partire dagli anni Novanta.

Nei prossimi giorni vi saranno contatti con le autorità Ue per determinare se la vicenda abbia addentellati svizzeri, ha indicato all'ats il vicedirettore della Comco Patrik Ducrey, confermando una notizia diffusa dal Tages-Anzeiger.

Si tratterà di stabilire se nelle presunte intese illegali siano coinvolti fornitori svizzeri - la Germania è un importante mercato per il made in Switzerland - e se i consumatori della Confederazione siano stati toccati in modo più marcato di quelli di altri paesi dagli eventuali accordi. Sulla base di questa indagine preliminare sarà poi deciso se avviare un procedimento, ha spiegato Ducrey. 

Volkswagen, Audi, Porsche, Bmw e Daimler si sarebbero messe d'accordo su tecniche, costi e strategie per anni, secondo quanto rivelato alcuni giorni or sono da Der Spiegel. (ats)

Oggi, 12:012017-07-25 12:01:53
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Tamoil alla cassa in Vallese

La compagnia petrolifera Tamoil dovrà versare milioni di franchi al Vallese dopo la revoca delle agevolazioni fiscali che le erano state concesse negli anni 2005-2008.

Lo ha...

La compagnia petrolifera Tamoil dovrà versare milioni di franchi al Vallese dopo la revoca delle agevolazioni fiscali che le erano state concesse negli anni 2005-2008.

Lo ha stabilito il Tribunale federale, che ha confermato una precedente decisione del Consiglio di Stato vallesano.

La revoca, con effetto retroattivo, delle facilitazioni era stata decisa nel 2015 dopo la chiusura della raffineria di Collombey (VS). A Tamoil - proprietaria dell'impianto - era stato stato ingiunto di versare 2,8 milioni di franchi al comune di Collombey-Muraz e 2,5 milioni allo Stato vallesano. (ats)

Oggi, 10:412017-07-25 10:41:31
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Chiude storica fabbrica di carta bernese

Concentrazione nel settore della produzione di carta: il gruppo industriale lucernese CPH Chemie+Papier Holding acquista la società Papierfabrik Utzenstorf, storico...

Concentrazione nel settore della produzione di carta: il gruppo industriale lucernese CPH Chemie+Papier Holding acquista la società Papierfabrik Utzenstorf, storico fabbricante bernese. I lavoratori interessati sono 200.

L'attività di Utzenstorf (BE) cesserà e sarà trasferita a Perlen (LU): sarà lì che a partire dall'anno prossimo verranno trattate le circa 260'000 tonnellate di carta vecchia, materiale proveniente dai comuni elvetici per essere poi riciclato, informa CPH in un comunicato odierno.

Dal 2018 la Perlen Papier - impresa controllata al 100% da CPH - diventerà così l'unico produttore elvetico di carta per la stampa di giornali e riviste. A Perlen saranno riciclate circa 500'000 tonnellate di carta all'anno.

A Utzenstorf rimarrà l'attività di smistamento di circa 30'000 tonnellate di carta e cartone: gli impianti e un numero ridotto di dipendenti saranno rilevati dalla Perlen Papier.

Attualmente nella località bernese sono attive 200 persone: per loro è previsto un piano sociale finanziato dalla stessa fabbrica. L'operazione annunciata oggi - di cui non sono stati rivelati i dettagli finanziari - dovrebbe permettere di ridurre i costi, diventati troppo alti dopo l'abbandono del corso minimo euro/franco da parte della Banca nazionale svizzera.

La chiusura della fabbrica rappresenta un duro colpo per la regione, ha affermato il sindaco di Utzenstorf, Beat Singer (UDC). L'85% del personale vive infatti in un raggio di 20 chilometri. Si chiude fra l'altro un capitolo di storia lungo 125 anni. (ats)

Oggi, 07:592017-07-25 07:59:58
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Auto usate: tracollo del diesel, revival della benzina, nuovo record per l'elettrico

La crisi del diesel irrompe nel mercato svizzero delle auto usate. La ricerca di veicoli diesel usati è calata del 23 per...

La crisi del diesel irrompe nel mercato svizzero delle auto usate. La ricerca di veicoli diesel usati è calata del 23 per cento negli ultimi due anni: mentre nell’agosto 2015 la quota di ricerche raggiungeva i massimi livelli con il 67 per cento, nei mesi seguenti l’interesse nei confronti del diesel ha visto solo una tendenza al ribasso, tanto che a giugno 2017 il volume di ricerca di veicoli diesel usati si trovava a un minimo storico temporaneo del 52 per cento. A indicarlo è comparis.ch in una nota diffusa stamane.

"Il crollo delle richieste è un presagio tutt’altro che positivo per tutti coloro che desiderano vendere la propria auto diesel", afferma Harry H. Meier, esperto di automobili presso comparis.ch. L’esperto prosegue: "La nostra analisi dei dati mostra che l’interesse degli acquirenti nei confronti di questo tipo di motori è calato notevolmente. E questo potrebbe ripercuotersi anche sul prezzo che l’acquirente di auto usate è disposto a pagare."

Dalla tendenza in negativo dei veicoli diesel esce vincitore il motore a benzina. Comparis.ch parla di "un revival": la domanda in questo caso è aumentata di un terzo. Mentre prima che scoppiasse la crisi del diesel solo il 33 per cento cercava veicoli a benzina, oggi la quota è salita al 44 per cento. Anche la richiesta di motori elettrici ne ha tratto vantaggio. Nello stesso lasso di tempo, prosegue Comparis.ch, questo tipo di veicoli ha segnato un aumento della richiesta del 285 per cento, passando da quota 0,6 per cento al nuovo record di 2,3 per cento. 

Ieri, 13:372017-07-24 13:37:00
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Case popolari e banda larga con il 'piano Juncker'

A due anni dalla sua nascita il piano Juncker per gli investimenti nell'Unione europea ha mosso finora 225 miliardi di euro, ovvero oltre due terzi dei 315 fissati...

A due anni dalla sua nascita il piano Juncker per gli investimenti nell'Unione europea ha mosso finora 225 miliardi di euro, ovvero oltre due terzi dei 315 fissati dal target. Le operazioni approvate sotto l’Efsi, il suo strumento operativo, rappresentano un volume di finanziamenti complessivo di oltre 43 miliardi e sono localizzate in tutti i 28 Stati membri. La Bei, la Banca europea per gli investimenti, ha approvato 276 operazioni sostenute dall’Efsi, sostenute da 33,7 miliardi di fondi Efsi. Nell’ambito del piano Juncker sono stati approvati anche 296 accordi di finanziamento alle Pmi, con 10 miliardi di sostegno dall’Efsi. Sono circa 445.000 le piccole e medie imprese che beneficeranno da questi accordi. Gli ultimi progetti prevedono 150 milioni di euro per ammodernare la banda larga in Grecia, 30 milioni per finanziare la costruzione di attrezzature nell’Università della Lettonia e 125 milioni per per sostenere oltre 2mila unità di case popolari a Barcellona.

Ieri, 12:022017-07-24 12:02:00
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In Svizzera si brucia prevalentemente petrolio nigeriano

La Nigeria, anche quest’anno, rimane per la Svizzera il principale fornitore di petrolio greggio, ma crescono nuovamente le importazioni in provenienza dal...

La Nigeria, anche quest’anno, rimane per la Svizzera il principale fornitore di petrolio greggio, ma crescono nuovamente le importazioni in provenienza dal Kazakistan, secondo statistiche dell’Amministrazione federale delle dogane.

Il paese africano ha registrato nei primi cinque mesi del 2017 un quota del 45% dell’import, dopo che lo scorso anno ha garantito oltre un terzo del fabbisogno elvetico di greggio: stessa percentuale del 45% per il Kazakistan, le cui esportazioni in Svizzera sono cresciute in modo esponenziale rispetto al 16% del 2016. Dall’inizio dell’anno la Confederazione ha quindi importato il 90% del greggio da questi due paesi.

In netto calo invece l’oro nero in provenienza da Stati Uniti, che pure ha aumentato sensibilmente la sua produzione, e dal Messico: la raffineria di Cressier (Neuchâtel) – l’unica ancora in esercizio dopo la chiusura degli impianti di Collombey (Vallese) – ne ha importato solo piccole quantità e le ragioni non sono chiare.

"Prezzo e qualità sono fattori determinanti nella scelta dei fornitori", ha spiegato David Suchet, responsabile della comunicazione dell’Unione petrolifera UP, e la quota di mercato dei singoli paesi produttori può variare in modo significativo da un anno all’altro.

La Libia, un tempo principale fornitore della Svizzera, ha visto la sua parte scendere dal 35% (del 2014) al 2% (del 2016) a causa dell’instabilità politica del paese e della chiusura – nel 2015 – della raffineria di Collombey, proprietà del fondo di investimento statale Libyan Investment Authority, che controlla i distributori di benzina Tamoil.

Dalle statistiche risulta che negli ultimi anni la Svizzera ha importato greggio da una dozzina di paesi: nell’elenco non figura l’Arabia Saudita, il principale produttore al mondo, e il motivo – secondo David Suchet – è da ricercare nella qualità: la Confederazione raffina soltanto petrolio leggero, povero di zolfo, facilmente trasformabile in benzina e gasolio, mentre l’Arabia Saudita estrae petrolio pesante, meno costoso, ma più caro da raffinare.

Ciò non significa che in Svizzera non vengano venduti carburanti ottenuti dal petrolio saudita. La raffineria di Crissier copre solo un quarto delle domanda nazionale e i tre quarti dei prodotti petroliferi finiti vengono quindi importati: principale fornitore è la Germania (quasi la metà), davanti a Francia, Italia, Paesi Bassi e Belgio.

Ieri, 10:592017-07-24 10:59:00
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Dieselgate, Bmw nega intese segrete

Bmw respinge l’accusa di intese segrete e collusione con le case automobilistiche rivali riguardo alle emissioni dei motori diesel e nega di aver manipolato i test sulle emissioni...

Bmw respinge l’accusa di intese segrete e collusione con le case automobilistiche rivali riguardo alle emissioni dei motori diesel e nega di aver manipolato i test sulle emissioni o violato le norme previste. La casa tedesca ha dichiarato che, a differenza dei concorrenti, si è impegnata di più per garantire il rispetto dei requisiti previsti per i motori diesel spiegando che utilizza il fluido AdBlue per neutralizzare gli inquinanti e un sistema che memorizza le emissioni di ossido di azoto. Per questo, l’azienda non ritiene necessario richiamare o aggiornare i suoi ultimi veicoli diesel, mentre offre un aggiornamento volontario sui vecchi modelli Euro 5. "Siamo in competizione per fornire i migliori sistemi di trattamento dei gas di scarico", ha dichiarato Bmw in una nota sottolineando che "a differenza di altri produttori, i veicoli diesel Bmw utilizzano una combinazione di vari componenti per trattare le emissioni di scarico" e "soddisfano tutte le esigenze legali in materia di emissioni".

Ieri, 08:362017-07-24 08:36:24
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Risultati semestrali in crescita per Julius Baer

Julius Baer ha registrato un utile netto corretto in crescita dello 0,4% a 403,6 milioni di franchi nel primo semestre su base annua. Il gruppo bancario zurighese...

Julius Baer ha registrato un utile netto corretto in crescita dello 0,4% a 403,6 milioni di franchi nel primo semestre su base annua. Il gruppo bancario zurighese precisa che l’importo costituisce un record.

L’utile netto attribuibile agli azionisti, una volta dedotte le parti minoritarie, ammonta a 353 milioni di franchi, in calo del 2%. Il flusso di cassa (o cash flow) netto ha raggiunto 10,2 miliardi, in progressione del 6,1% in tassi annualizzati, ha indicato in una nota odierna Julius Baer.

La performance si situa nell’alto della forchetta di obiettivi dell’istituto bancario, che prevedeva un coefficiente compreso tra il 4 e il 6%. Globalmente, le cifre del gruppo sono largamente superiori alle attese degli analisti.

A fine giugno, i fondi in gestione ammontavano a 354,7 miliardi di franchi. La somma è in crescita del 5,5% in confronto a fine dicembre del 2016, precisa il comunicato. Citato nel testo, il direttore generale Boris Collardi esprime grande soddisfazione per questi primi sei mesi dell’esercizio in corso.

Sul piano operativo, il gruppo bancario ha registrato un utile in salita del 12% in rapporto allo stesso periodo dell’anno scorso raggiungendo quota 1,59 miliardi di franchi. L’utile netto adjusted è da parte sua calcolato senza costi d’integrazione, di ristrutturazione e d’ammortamenti sui beni immateriali.

A fine giugno, Julius Baer contava 6205 posti a tempo pieno, in aumento del 6% su un anno. Il gruppo zurighese non formula previsioni per il secondo semestre e per l’insieme dell’anno.

21.7.2017, 08:282017-07-21 08:28:23
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Per Visa e Microsoft semestri sopra le attese

Microsoft chiude il quarto trimestre dell’esercizio fiscale sopra le attese. L’utile netto si è attestato a 7,7 miliardi di dollari, o 0,98 dollari per azione, oltre i...

Microsoft chiude il quarto trimestre dell’esercizio fiscale sopra le attese. L’utile netto si è attestato a 7,7 miliardi di dollari, o 0,98 dollari per azione, oltre i 71 cent attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 9,1% a 24,7 miliardi di dollari, sopra i 24,3 miliardi previsti. I risultati oltre le attese spingono i titoli Microsoft a Wall Street, dove arrivano a guadagnare l’1,13% nelle contrattazioni after hours. “L’innovazione sulle piattaforme cloud’’ è stata il motore di crescita del trimestre, afferma l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella. “I nostri clienti e i nostri partner cercano Microsoft per accelerare la loro trasformazione digitale e per liberare nuove opportunità ’’.

Visa chiude il terzo trimestre dell’esercizio fiscale con un utile netto di 2,06 miliardi di dollari, sopra le attese degli analisti e decisamente al di sopra dei 412 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. In quell’occasione avevano pesato i costi per l’acquisizione di Visa Europe. I ricavi operativi sono risultati pari a 4,6 miliardi di dollari, oltre i 4,36 miliardi di dollari attesi dagli analisti. I risultati spingono i titoli Visa in Borsa, dove arrivano a guadagnare nelle contrattazioni after hours l’1,49%.

21.7.2017, 08:142017-07-21 08:14:16
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Swatch, scende il fatturato ma aumentano gli utili

Il gruppo orologiero Swatch ha registrato nel primo semestre un volume d’affari di 3,71 miliardi di franchi, in calo dello 0,3% su base annua, ma in aumento dell’1...

Il gruppo orologiero Swatch ha registrato nel primo semestre un volume d’affari di 3,71 miliardi di franchi, in calo dello 0,3% su base annua, ma in aumento dell’1,2% a tassi di cambio costanti. L’utile netto è salito del 6,8% a 281 milioni di franchi.

In progressione, a 371 milioni, anche l’utile operativo Ebit (+5,1%), per un corrispondente margine che è aumentato di 0,5 punti al 10%. Il dato relativo agli utili è leggermente inferiore alle attese degli analisti consultati dall’agenzia finanziaria AWP.

Swatch Group afferma in un comunicato di aver constatato, in valuta locale, un’accelerazione delle vendite di tutti i suoi marchi, in particolare nel segmento degli articoli di lusso, una tendenza che si è confermata nelle prime settimane di luglio e che dovrebbe continuare anche nel secondo semestre.

20.7.2017, 14:112017-07-20 14:11:34
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La Bce conferma il quantitative easing, tassi invariati

La Bce conferma il piano di quantitative easing a 60 miliardi di euro mensili, sottolineando di essere anche pronta ad ampliarlo "in termini di entità o...

La Bce conferma il piano di quantitative easing a 60 miliardi di euro mensili, sottolineando di essere anche pronta ad ampliarlo "in termini di entità o durata" in caso di peggioramento dell'economia.

Una opzione quest'ultima che allontana la prospettiva di un prossimo ritiro del Qe. Secondo gli analisti, infatti, il comunicato odierno avrebbe potuto escludere per la prima volta da mesi questo riferimento ad un possibile aumento del Qe.

Tassi invariati

La Bce ha inoltre lasciato i tassi di interesse invariati. Il tasso principale è allo 0%, mentre quello sui depositi resta negativo allo -0,4%. La Bce ribadisce che manterrà i tassi al livello attuale per un periodo prolungato e "ben oltre l'orizzonte del piano Qe". Come già avvenuto in occasione della riunione del board di giugno, nel comunicato che fa seguito all'annuncio sui tassi non viene fatto riferimento all'eventualità di un taglio del costo del denaro. (Ansa/red)

18.7.2017, 13:042017-07-18 13:04:39
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Ogni anno i clienti di Credit Suisse diminuiscono del 5-8%

Ogni anno Credit Suisse vede calare del 5-8% il numero dei clienti nelle sue succursali: lo afferma il responsabile dell’unità elvetica del gruppo, Thomas...

Ogni anno Credit Suisse vede calare del 5-8% il numero dei clienti nelle sue succursali: lo afferma il responsabile dell’unità elvetica del gruppo, Thomas Gottstein, che spiega questa evoluzione con l’accresciuto ricorso ai canali digitali. È comunque difficile avanzare previsioni a lungo termine, spiega Gottstein in un’intervista pubblicata oggi dalla Basler Zeitung. “Le chiusure di filiali attualmente rimangono in numero modesto: vogliamo essere presenti nelle regioni”, sottolinea il manager 53enne. “Ma tutto il settore è confrontato con una mutazione del comportamento dei clienti”. Riguardo alle misure di risparmio della componente elvetica, Gottstein ricorda che nel 2015 si era parlato del taglio di circa il 10% dei 17’000 impieghi. “Direi che abbiamo fatto due terzi della strada”. Il dirigente non ha voluto fornire dettagli circa la distribuzione geografica dei posti che andranno ulteriormente soppressi.

18.7.2017, 07:282017-07-18 07:28:31
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Semestre in calo per Novartis

Risultati in flessione nel primo semestre per Novartis: il gruppo farmaceutico basilese ha registrato un utile netto in calo del 5% a 3,64 miliardi di dollari (2,85 miliardi di franchi) e...

Risultati in flessione nel primo semestre per Novartis: il gruppo farmaceutico basilese ha registrato un utile netto in calo del 5% a 3,64 miliardi di dollari (2,85 miliardi di franchi) e un giro d’affari sceso dell’1% a 23,78 miliardi di dollari.

18.7.2017, 07:222017-07-18 07:22:03
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Leggero calo dei tassi di interesse ipotecari

Nello scorso trimestre i tassi d’interesse indicativi delle ipoteche a tasso fisso sono di nuovo scesi leggermente. Nonostante ciò, le ipoteche a tasso fisso di lunga...

Nello scorso trimestre i tassi d’interesse indicativi delle ipoteche a tasso fisso sono di nuovo scesi leggermente. Nonostante ciò, le ipoteche a tasso fisso di lunga durata sono state richieste meno rispetto al periodo precedente. Al contrario, la domanda di durate medie è aumentata sensibilmente, nonostante i tassi in questo segmento siano scesi in maniera più lieve in confronto agli altri. Questo è quanto emerge dall’ultimo Barometro Ipoteche di comparis.ch. 

Il calo degli interessi, si legge in un comunicato, si è manifestato soprattutto per le ipoteche a tasso fisso di durata breve e lunga. Alla fine del secondo trimestre i tassi di riferimento delle ipoteche a tasso fisso di dieci anni hanno raggiunto l’1,53 per cento. Rispetto al mese di marzo, vi è stato quindi applicato un tasso d’interesse di 0,06 punti percentuali in meno. Gli interessi per le ipoteche a tasso fisso fino a tre anni di durata sono scesi per la prima volta in media addirittura sotto all’1,0 per cento. Sono invece da rilevare poche variazioni per i tassi delle ipoteche a tasso fisso della durata di cinque anni, che permangono su un livello di circa 1,1 per cento.

L’ago della bilancia è la Banca centrale europea (Bce)

Il leggero calo dei tassi si era già manifestato nel primo trimestre e ha poi continuato ad accentuarsi nel secondo trimestre. «Tuttavia, le recenti dichiarazioni del presidente della Bce Draghi in merito agli sviluppi positivi dell’Eurozona hanno fatto sì che verso fine giugno gli interessi siano risaliti leggermente» spiega l’esperto del settore bancario Marc Parmentier. Nonostante tutto, però, gli interessi continuano a mantenersi sui minimi storici. «Se si riesce a contrattare a dovere e ad apparire un cliente vantaggioso agli occhi della banca, attualmente è possibile stipulare un’ipoteca a tasso fisso della durata di dieci anni con un tasso dell’1,2 per cento» ritiene Parmentier. Data l’economia attualmente in accelerazione nell’Eurozona molti esperti partono dal presupposto che a fine anno la Banca centrale europea annuncerà un abbandono graduale del programma di acquisto di titoli di Stato. A questo punto anche gli interessi ipotecari ricominceranno a salire. «In questo contesto potrebbe convenire stipulare adesso un contratto ipotecario a lungo termine» spiega Parmentier. Tuttavia, la domanda di lunghe durate sembra essersi leggermente arrestata.

 

17.7.2017, 11:472017-07-17 11:47:32
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Brexit, in corso il secondo round di negoziati

Il secondo round di negoziati tra Unione Europea e governo britannico per l’uscita del Regno Unito dall’Ue è cominciato stamani nella sede della Commissione Europea tra...

Il secondo round di negoziati tra Unione Europea e governo britannico per l’uscita del Regno Unito dall’Ue è cominciato stamani nella sede della Commissione Europea tra il capo negoziatore europeo Michel Barnier ed il ministro britannico per la Brexit David Davis. Il round negoziale (che prevede riunioni a livello tecnico già nel pomeriggio di oggi sulle questioni dei diritti dei cittadini, l’accordo finanziario e la giurisdizione della Corte europea) si concluderà giovedì prossimo. Arrivando alla riunione dei ministri degli esteri, nella sede del Consiglio Ue, il ministro degli esteri Boris Johnson si è detto “compiaciuto” del negoziato in corso e ha affermato che Londra “ha messo sul tavolo un’offerta equa e seria” e “molto buona” per “assicurare il futuro dei 3,2 milioni di cittadini europei” che vivono nel Regno Unito. Dal canto suo lo spagnolo Alfonso Dastis ha osservato di aver “visto cambiamenti” nella posizione britannica, con Londra che ora “accetta che ci dovrà essere un regime di transizione”. Barnier la settimana scorsa è tornato ad avvertire che il tempo del negoziato scorre velocemente.

17.7.2017, 10:142017-07-17 10:14:29
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Sulzer crea 250 posti di lavoro in Germania

Sulzer crea 250 posti di lavoro in Germania: il gruppo industriale zurighese amplia gli stabilimenti dalla sua filiale Geka a Bechhofen, in Baviera. L’unità attiva nel...

Sulzer crea 250 posti di lavoro in Germania: il gruppo industriale zurighese amplia gli stabilimenti dalla sua filiale Geka a Bechhofen, in Baviera. L’unità attiva nel settore dei cosmetici arriverà ad avere oltre mille dipendenti a medio termine.

Geka costruirà un nuovo stabile, raddoppiando la superficie attuale, informa Sulzer in un comunicato odierno. I lavori dovrebbero partire ancora quest’anno e si concluderanno alla fine del 2018. Non sono stati forniti dettagli riguardo all’ammontare dell’investimento. L’ampliamento delle capacità produttive si è reso necessario a causa della continua crescita dell’impresa. Il conglomerato zurighese aveva rilevato Geka un anno fa per 260 milioni di euro.

La notizia odierna è stata ben accolta dagli analisti. Nella prima ora di contrattazioni il titolo era in rialzo frazionale, leggermente più tonico della media del mercato.

17.7.2017, 09:102017-07-17 09:10:24
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L’amministratrice delegata di ...

L’amministratrice delegata di easyJet, Carolyn McCall, è stata nominata ad dell’emittente televisiva britannica Itv (Independent Television) e lascia la compagnia aerea low cost dopo sette anni alla sua guida.

L’amministratrice delegata di easyJet, Carolyn McCall, è stata nominata ad dell’emittente televisiva britannica Itv (Independent Television) e lascia la compagnia aerea low cost dopo sette anni alla sua guida.

17.7.2017, 07:522017-07-17 07:52:29
@laRegione

Stabilito a 971 milioni di franchi il prezzo di Bsi

Efg International e la banca d’investimento brasiliana Btg Pactual hanno comunicato di avere trovato un accordo sul prezzo finale che l’istituto zurighese dovrà...

Efg International e la banca d’investimento brasiliana Btg Pactual hanno comunicato di avere trovato un accordo sul prezzo finale che l’istituto zurighese dovrà versare a quello sudamericano per l’acquisto di Bsi. L’importo ammonta a 971 milioni di franchi. La somma resa nota con un comunicato è inferiore agli 1,06 miliardi di franchi annunciati al momento della transazione (fine ottobre 2016). 

16.7.2017, 22:032017-07-16 22:03:01
David Leoni @laRegione

Jeff Bezos, il boss di Amazon.com, guadagna 133 milioni di dollari al giorno

Jeff Bezos, 53enne fondatore e numero uno di Amazon.com, una delle più grandi aziende di commercio elettronico statunitensi, con sede...

Jeff Bezos, 53enne fondatore e numero uno di Amazon.com, una delle più grandi aziende di commercio elettronico statunitensi, con sede a Seattle nello stato di Washington, guadagnerebbe – grazie alle incredibili performance della sua impresa che nei soli primi 5 mesi del 2017 ha fatturato 20 miliardi di dollari – l'equivalente di 133 milioni di dollari al mese. Secondo la classifica dei 400 uomini più ricchi del mondo, stilata sulla base del Bloomberg Billonaire's Index, Bezos sarebbe al momento secondo solo a Bill Gates, il fondatore di Microsoft.

14.7.2017, 10:572017-07-14 10:57:37
@laRegione

Banca migros cresce 

La Banca Migros ha continuato a crescere nel primo semestre del 2017. L’utile ha registrato un incremento del 3%, attestandosi a 112 milioni di franchi. Al netto di ammortamenti, accantonamenti e...

La Banca Migros ha continuato a crescere nel primo semestre del 2017. L’utile ha registrato un incremento del 3%, attestandosi a 112 milioni di franchi. Al netto di ammortamenti, accantonamenti e perdite, il risultato d’esercizio ha raggiunto i 140 milioni (+1,9%). Particolarmente positivo è stato l’andamento delle attività d’investimento, si legge in un comunicato odierno dell’istituto. I proventi delle operazioni in commissione sono aumentati del 6,9% e il numero di mandati di gestione patrimoniale è salito del 15%.