Economia

26.5.2017, 18:372017-05-26 18:37:35
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Più di 57 milioni di liquidazione per l'ex Ceo della Ford

Il Ceo Mark Fields lascia la guida di Ford con in tasca potenzialmente 57,5 milioni di dollari fra contanti, compensi in titoli e benefit. Lo riporta l’...

Il Ceo Mark Fields lascia la guida di Ford con in tasca potenzialmente 57,5 milioni di dollari fra contanti, compensi in titoli e benefit. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. Fields ha lasciato le redini della società all’inizio della settimane dopo che il consiglio di amministrazione ha perso fiducia nelle sue capacità di affrontare i cambiamenti in corso nell’industria del trasporto e, allo stesso tempo, traghettare la società in un mercato automobilistico in calo.

26.5.2017, 16:462017-05-26 16:46:00
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Soldi preferiti al cibo

In ambito umanitario Berna distribuisce più denaro contante di cibo. In questo modo responsabilizziamo le persone in difficoltà, sottolinea Manuel Bessler, delegato svizzero per l’aiuto...

In ambito umanitario Berna distribuisce più denaro contante di cibo. In questo modo responsabilizziamo le persone in difficoltà, sottolinea Manuel Bessler, delegato svizzero per l’aiuto umanitario, in un’intervista pubblicata oggi dai giornali del gruppo Nordwestschweiz: “Loro stesse meglio di tutti conoscono i propri bisogni”. Diversi studi evidenziano come la liquidità venga spesa per necessità di base, come alimenti, farmaci o formazione scolastica. Questo tipo di aiuto è inoltre più efficace, perché consente di evitare i costi di deposito delle merci e rafforza il sostegno ai mercati locali. Bessler cita l’esempio di Haiti, dove dopo l’uragano Matthews è stato istituito un progetto del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite per la creazione di un sistema di versamenti tramite telefoni cellulari, in collaborazione con un operatore locale. Con pochi clic, le persone in difficoltà hanno potuto trasferire soldi sulla loro carte Sim.

26.5.2017, 10:512017-05-26 10:51:41
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Utile in crescita per La Posta

La Posta ha archiviato il primo trimestre del 2017 con un utile di 267 milioni di franchi, in aumento di 75 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale crescita è...

La Posta ha archiviato il primo trimestre del 2017 con un utile di 267 milioni di franchi, in aumento di 75 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale crescita è imputabile principalmente alla vendita di due portafogli azionari di PostFinance, indica l’ex regia federale in una nota odierna. L’utile operativo Ebit (prima della deduzione di interessi e imposte) si è attestato a 333 milioni di franchi, 126 milioni in più del primo trimestre 2016. Nel periodo in rassegna i ricavi operativi sono aumentati del 2,7%, raggiungendo i 2'125 milioni.

Cattive notizie invece per il settore delle lettere PostMail: quest’ultimo ha conseguito nei primi tre mesi de 2017 un utile di 105 milioni di franchi, in calo di 7 milioni rispetto a un anno prima. Il numero delle lettere inviate ha subìto una flessione dell’1,9%, mentre la quantità di giornali recapitati ha registrato una contrazione dell’1,9%. È invece ancora cresciuto il volume dei pacchi inviati: PostLogistics ha infatti conseguito un utile pari a 27 milioni di franchi, in aumento di 3 milioni rispetto all’anno precedente, precisa ancora il gigante giallo.

24.5.2017, 18:412017-05-24 18:41:01
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BCE, Draghi riafferma la cautela: completare il quantitative easing prima di rialzare i tassi d'interesse

La ’guidance’ della Bce non si tocca: Mario Draghi riafferma l’intenzione di alzare i tassi solo...

La ’guidance’ della Bce non si tocca: Mario Draghi riafferma l’intenzione di alzare i tassi solo dopo che sarà terminato il quantitative easing, e dunque probabilmente non prima della fine del prossimo anno.

Con un occhio all’inflazione, le cui previsioni rimangono contenute, ma l’attenzione rivolta anche al rischio di un ritorno dei timori sulla sostenibilità dei debiti pubblici nell’Eurozona. È la Financial Stability Review della Bce, il rapporto semestrale sui rischi finanziari, a evidenziare le tensioni che si stanno riaffacciando, fra rischi politici, crescita bassa in alcuni Paesi e debiti troppo alti.

L’Eurotower ha "rivisto al rialzo" il rischio di un ritorno di fiamma dei timori di sostenibilità del debito che, non più di quattro anni fa, tenevano in scacco anche l’Italia. Gli spread potrebbero tornare ad impennarsi a seguito di "un periodo prolungato di incertezza geopolitica", facendo salire il costo del debito e innescando "timori sulla sostenibilità del debito in alcuni Paesi", insomma il circuito vizioso visto durante la crisi.

Rischi che potrebbero esacerbati dall’indebitamento delle aziende; dalla corsa ai rendimenti che, in questi anni di tassi negativi, ha visto protagonisti fondi pensionistici e assicurativi; e dall’alto livello dei crediti deteriorati di alcuni sistemi bancari. Sullo sfondo c’è comunque una ripresa dell’Eurozona che procede forte, con Draghi che anticipa una "solidità che continua nei prossimi trimestri".

Ma assieme a proiezioni d’inflazione che non arrivano all’1,6% (mentre la Bce ha un obiettivo "vicino ma inferiore al 2%"), lo scenario continua a richiedere cautela: Draghi, con la Bce da lui guidata che ha fatto crollare gli interessi anche sul debito italiano, a Madrid ha detto oggi che "non c’è motivo per deviare" dalla forward guidance, l’orientamento delle aspettative dei mercati con cui la Banca Centrale ha finora indicato che intende prima concludere il quantitative easing, e poi rialzare i tassi. Draghi ribadisce la ’guidance’ dopo le aperture di diversi membri della Bce, da ultimo il consigliere esecutivo francese Benoit Coeuré, a un rialzo anticipato dei tassi (attualmente a -0,40%).

E avanza una spiegazione per quell’orientamento: il Qe produce più effetti collaterali dei tassi negativi. Se ne discuterà l’8 giugno, nella riunione della Bce a Tallinn quando Draghi potrebbe far intravedere cambiamenti all’orizzonte adottando una posizione più ’neutrale’ e non più espansiva. (Ats)

23.5.2017, 20:312017-05-23 20:31:46
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Aria pesante negli Usa per Fiat Chrysler 

Il Dipartimento di giustizia americano ha citato in tribunale Fiat Chrysler Automobiles (Fca) sulla vicenda delle emissioni diesel. Lo riferisce l’agenzia stampa economica...

Il Dipartimento di giustizia americano ha citato in tribunale Fiat Chrysler Automobiles (Fca) sulla vicenda delle emissioni diesel. Lo riferisce l’agenzia stampa economica Bloomberg.

L’accusa è di aver equipaggiato 104mila veicoli diesel con un software che non era stato dichiarato agli ispettori durante le procedure di certificazione, aggiunge Bloomberg. Secondo l’accusa, con questo software venivano aggirati i controlli sulle emissioni inquinanti di alcuni modelli diesel e dunque viene chiesto di valutare eventuali sanzioni.

In una nota, Fca si dice "contrariata dalla decisione". La società "intende difendersi con forza, in particolare contro l’eventuale accusa che abbia deliberatamente tramato per installare impianti di manipolazione per aggirare i test sulle emissioni negli Stati Uniti". (ansa)

23.5.2017, 15:262017-05-23 15:26:56
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La scure postale si abbatte anche sugli uffici del canton Berna – Tagliate 76 filiali

Dopo il canton Grigioni una settimana fa, è ora il canton Berna a tremare per i suoi uffici postali: la Posta ha...

Dopo il canton Grigioni una settimana fa, è ora il canton Berna a tremare per i suoi uffici postali: la Posta ha annunciato oggi che garantirà almeno fino al 2020 il mantenimento di sole 92 filiali tradizionali, mentre la sorte di altre 76 sarà "esaminata" caso per caso.

Gli uffici sotto la lente potrebbero essere chiusi o sostituiti da "filiali partner", ossia da agenzie postali in negozi, uffici turistici e amministrazioni comunali. In gioco sono circa 140 posti di lavoro. La Posta afferma che cercherà di evitare i licenziamenti.

Il taglio annunciato non riguarda soltanto villaggi di campagna o di montagna. Nella stessa città di Berna sono cinque gli uffici presi di mira, mentre a Bienne sono tre e uno a Thun.

Nel suo comunicato la Posta sostiene tuttavia che intende sviluppare la sua rete nel cantone aggiungendo fino a 46 punti d’accesso supplementari, ad esempio punti di deposito e ritiro o apparecchi automatici My Post 24.

Dura come già la settimana scorsa per i Grigioni la reazione del sindacato Syndicom. L’esperienza fatta finora mostra che "quanto un ufficio postale è esaminato, significa che la chiusura è già decisa", afferma in un comunicato, e aggiunge: "Il dialogo invocato dalla Posta è una farsa", le sue rassicurazione "soltanto belle parole" e "polvere negli occhi".

23.5.2017, 12:122017-05-23 12:12:53
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Swatch non ridurrà l'occupazione, parola di Nayla Hayek

Swatch ha la "ferma intenzione" di mantenere i posti di lavoro, nonostante il periodo difficile che sta attraversando l’industria orologiera, e non vuole...

Swatch ha la "ferma intenzione" di mantenere i posti di lavoro, nonostante il periodo difficile che sta attraversando l’industria orologiera, e non vuole esercitare "una pressione malsana" su partner commerciali e clienti. Lo ha detto la presidente del consiglio di amministrazione (Cda) Nayla Hayek, nel suo discorso davanti a 3465 azionisti riuniti in assemblea a Grenchen (Soletta).

Swatch si rifiuta di "lasciarsi andare a una mentalità da fine del mondo e di cedere al catastrofismo globale", ha aggiunto l’imprenditrice 66enne. "Ciò che conta non è solo il risultato, è il progetto e la realizzazione".

L’anno scorso la società con sede a Bienne (Berna) ha visto l’utile scendere del 47% a 593 milioni di franchi, a fronte di un giro d’affari in calo dell’11% a 7,6 miliardi. Cifre che hanno avuto un impatto sugli azionisti, che si sono visti corrispondere un dividendo di 6,75 franchi (azione al portatore) e 1,35 franchi (azione nominativa): con una contrazione del 10% che – secondo Nayla Hayek – va relativizzata alla luce della diminuzione del risultato.

22.5.2017, 16:582017-05-22 16:58:39
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Leclanché, questa mattina l'esplosione e nel pomeriggio la sospensione dell'azione in Borsa

La negoziazione delle azioni di Leclanché è stata sospesa oggi pomeriggio alla Borsa svizzera: lo ha indicato la...

La negoziazione delle azioni di Leclanché è stata sospesa oggi pomeriggio alla Borsa svizzera: lo ha indicato la società di gestione Six Swiss Exchange. Né Six né la società vodese che fabbrica batterie hanno fornito indicazioni riguardo ai motivi che hanno portato al provvedimento.

Va notato che nella tarda mattinata odierna vi è stato un incendio nella fabbrica di Leclanché di Yverdon-les-Bains (Vaud). All’ospedale sono stati ricoverati un pompiere, feritosi durante l’intervento, e una persona colta da malore durante l’operazione di evacuazione.

22.5.2017, 14:552017-05-22 14:55:12
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Clariant-Huntsman, matrimonio senza licenziamenti svizzeri

La fusione fra Clariant e la sua concorrente americana Huntsman, annunciata oggi, non comporterà alcun taglio al personale in Svizzera. Lo ha assicurato...

La fusione fra Clariant e la sua concorrente americana Huntsman, annunciata oggi, non comporterà alcun taglio al personale in Svizzera. Lo ha assicurato Hariolf Kottmann, attuale Ceo del gruppo chimico renano e futuro presidente del consiglio d’amministrazione della nuova entità, denominata HuntsmanClariant.

Nella Confederazione, Clariant impiega circa 750 collaboratori nei siti di Muttenz (Basilea Campagna) e Pratteln (Basilea Campagna), mentre la società texana dà lavoro a 550 persone a Basilea e Monthey (Vallese). Sebbene le due aziende presentino attività sostanzialmente simili, non è prevista la chiusura di alcuna fabbrica. Il risparmio di 400 milioni di dollari all’anno che scaturirà dall’operazione sarà possibile grazie all’integrazione degli acquisti e della logistica.

Il sindacato Unia ha comunque chiesto in un comunicato odierno alle due multinazionali che le rassicurazioni in materia di impieghi effettuate da Kottmann sfocino in garanzie, augurandosi inoltre che la fusione non comporti un deterioramento delle condizioni di lavoro. Unia si auspica anche di poter discutere nel più breve tempo possibile con la direzione della neonata società.

La sede del nuovo gruppo di specialità chimiche sarà a Pratteln. L’unione di Huntsman (quinta azienda del settore alla voce vendite) e Clariant (undicesima) permetterà di creare il numero due mondiale in questo ramo.

21.5.2017, 17:312017-05-21 17:31:42
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Un accordo sul debito greco è vicino

Un accordo globale sul debito greco “è a portata di mano ed è vitale”. Lo ha sottolineato il Commissario Ue agli Affari monetari, Pierre Moscovici, in vista dell’Eurogruppo di...

Un accordo globale sul debito greco “è a portata di mano ed è vitale”. Lo ha sottolineato il Commissario Ue agli Affari monetari, Pierre Moscovici, in vista dell’Eurogruppo di domani che avrà ancora una volta all’ordine del giorno il caso Grecia.

Parlando alla France Inter radio, Moscovici si è detto ottimista sulla possibilità di raggiungere un’intesa entro qualche settimana. “Alcune misure di breve termine sul debito sono state prese, altre di medio termine possono essere ancora prese”, comprese un abbassamento dei tassi di interesse e un allungamento delle scadenze. In ogni caso “non ci sarà un taglio del debito né domani né nei prossimi giorni”, ha puntualizzato, spiegando che “i tedeschi non sono pronti, e possiamo capirlo. Sono necessarie alcune misure che abbiano un effetto equivalente ad un taglio senza essere un taglio vero e proprio”.

18.5.2017, 13:192017-05-18 13:19:47
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Deutsche Bank, ex top manager alla cassa. Lo chiedono gli azionisti

La Deutsche Bank vuole che i suoi ex top manager partecipino ai costi miliardari, cui è esposto l’istituto a causa dei loro errori. È quanto...

La Deutsche Bank vuole che i suoi ex top manager partecipino ai costi miliardari, cui è esposto l’istituto a causa dei loro errori. È quanto emerso dall’assemblea degli azionisti di oggi. "Da tempo il consiglio di sorveglianza si interroga approfonditamente sulla questione della responsabilità personale e collettiva dei membri del presidio di allora", ha detto il presidente Paul Achleitner.

"Oggi posso dirvi che il consiglio di sorveglianza è in una fase avanzata dei colloqui con loro. In attesa, nei prossimi mesi, arriverà un regolamento che assicura un contributo finanziario sostanziale delle persone interessate".

18.5.2017, 12:112017-05-18 12:11:02
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Approvato l'aumento di capitale del Credit Suisse

Gli azionisti di Credit Suisse, riuniti in assemblea straordinaria, hanno approvato stamane il previsto aumento di capitale pari a 4 miliardi di franchi.

Gli...

Gli azionisti di Credit Suisse, riuniti in assemblea straordinaria, hanno approvato stamane il previsto aumento di capitale pari a 4 miliardi di franchi.

Gli azionisti presenti erano 424 e la percentuale di voti favorevoli è stata del 99,4%. Il voto era scontato, dato che l’aumento di capitale non era contestato. A favore della proposta ha votato anche la fondazione Ethos.

17.5.2017, 13:552017-05-17 13:55:30
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Vögele, a casa in 160

Nuovo licenziamento collettivo presso la catena di negozi di abbigliamento Charles Vögele, rilevata dall’italiana Ovs. Il provvedimento interessa circa 160 degli attuali 165 dipendenti in seno...

Nuovo licenziamento collettivo presso la catena di negozi di abbigliamento Charles Vögele, rilevata dall’italiana Ovs. Il provvedimento interessa circa 160 degli attuali 165 dipendenti in seno al dipartimento logistico presso la sede di Pfäffikon (SZ) e a Freienbach (SZ).

La notizia anticipata dal sindacato Unia è stata in seguito confermata dalla catena dell’abbigliamento. In una nota diffusa oggi, Unia ricorda che Charles Vögele/Ovs ha già soppresso 50 posti all’inizio del 2016 a Pfäffikon, di cui la metà sotto forma di licenziamenti. In gennaio la catena di negozi aveva licenziato 100 dipendenti della sua sede principale.

17.5.2017, 12:082017-05-17 12:08:15
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Dopo aver ridotto quella in Ubs, il fondo sovrano di Singapore Gic cede l'intera partecipazione in Straumann

Il fondo sovrano di Singapore Gic continua a separarsi da partecipazioni svizzere. Dopo essersi...

Il fondo sovrano di Singapore Gic continua a separarsi da partecipazioni svizzere. Dopo essersi liberato di circa la metà della sua quota in Ubs, ha deciso adesso di vendere le ultime azioni detenute in Straumann, un pacchetto di circa 540mila titoli.

L’informazione è stata confermata oggi all’Ats da un portavoce dello specialista basilese di impianti dentali. Ha precisato che le azioni cedute rappresentano il 3,4% del capitale azionario di Straumann. L’operazione ha messo sotto pressione il titolo alla Borsa svizzera che stamani cedeva sino a quasi il 3%.

JPMorgan ha collocato i titoli a un prezzo di 541 franchi l’uno. L’azione Straumann ha chiuso ieri in borsa a 551,50 franchi.

Gic era diventato azionista del gruppo basilese nel 2012 rilevando il pacchetto del fondatore Thomas Straumann. Il fondo di Singapore aveva allora una partecipazione del 14%, i titoli erano negoziati sotto i 200 franchi.

La vendita odierna di GIC fa seguito a quella di qualche mese fa di un primo pacchetto di azioni riacquistate da Straumann per circa 200 milioni di franchi.

Un’altra vendita di azioni di parte di Gic ha fatto notizia due giorni fa: il fondo sovrano ha ceduto circa 93 milioni di azioni di Ubs, riducendo così la sua partecipazione nel numero uno bancario svizzero dal 5,1% al 2,7%. In aprile Gic aveva venduto la sua partecipazione di quasi l’8% nel gruppo basilese specializzato nel commercio al dettaglio esentasse Dufry, alla cinese Hna.

17.5.2017, 11:212017-05-17 11:21:03
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Dieselgate, indagini sul Ceo di VW Matthias Mueller

La procura di Stoccarda sta indagando sul Ceo di Volkswagen, Matthias Mueller, per sospetta manipolazione del mercato in relazione al dieselgate. La notizia,...

La procura di Stoccarda sta indagando sul Ceo di Volkswagen, Matthias Mueller, per sospetta manipolazione del mercato in relazione al dieselgate. La notizia, anticipata nei giorni scorsi dal settimanale Wirtschaftswoche, è stata confermata oggi ufficialmente dalla procura.

L’indagine è partita già a febbraio e si riferisce alle attività di Mueller in Porsche Se, la holding che controlla la maggioranza del gruppo Volkswagen.

L’attuale Ceo di Vw siede nel cda della holding dal 2010. Le indagini riguardano anche l’attuale capo del consiglio di sorveglianza di Volskwagen, Hans Dieter Poetsch, e l’ex Ceo Martin Winterkorn.

Secondo quanto comunicato dalla procura, alla base delle indagini c’è una denuncia presentata nell’estate del 2016 dal Bafin, l’autorità di vigilanza tedesca.

Il sospetto è che Vw abbia "informato volutamente in ritardo" gli investitori sulle conseguenze finanziarie del dieselgate per la holding Porsche Se, spiega la procura.

Ai tempi di Winterkorn l’attuale capo del consiglio di sorveglianza di Vw, Poetsch, era direttore finanziario di Vw. Al momento guida inoltre Porsche Se.

15.5.2017, 11:102017-05-15 11:10:22
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"Poco liberali": Avenir Suisse boccia le misure di accompagnamento alla libera circolazione

Il gruppo di riflessione vicino all’economia Avenir Suisse giudica le misure d’accompagnamento alla libera...

Il gruppo di riflessione vicino all’economia Avenir Suisse giudica le misure d’accompagnamento alla libera circolazione globalmente dannose. Nell’interesse di un "mercato del lavoro liberale" andrebbero in parte riformate e abolite: ne approfitterebbero i giovani e le persone che riorientano la loro carriera professionale.

Le misure di accompagnamento sono state introdotte nel 2004 per attenuare gli effetti negativi, in particolare il rischio di dumping salariale, dell’Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Ue. Per il legislatore garantiscono condizioni di concorrenza identica per imprese e lavoratori europei e svizzeri.

La paura della pressione sui salari si è dimostrata "ampiamente infondata", scrive la "fabbrica di idee" liberale in un rapporto dal titolo "Rischi ed effetti secondari delle misure di accompagnamento", pubblicato oggi.

Stando a numerose ricerche citate nel documento, l’immigrazione si è rivelata favorevole per l’occupazione della popolazione locale. Anche l’evoluzione degli stipendi globalmente non ha subito effetti negativi. Ne hanno approfittato in particolare forze lavoro indigene poco qualificate, si legge nello studio.

Avenir Suisse piuttosto individua grossi svantaggi nelle misure accompagnatorie. A suo avviso il loro scopo principale è stato quello di proteggere la popolazione indigena dall’apertura del mercato del lavoro. L’introduzione di salari minimi però ha tutelato coloro che vi erano già integrati. Chi cerca di entrarvi per la prima volta o dopo un riorientamento professionale risulta invece penalizzato.

In certi settori lo scopo delle misure di accompagnamento è "travisato": vengono infatti utilizzate per fronteggiare la concorrenza estera usando i salari minimi per ridurre quella sui prezzi. Il fenomeno, sostiene Avenir Suisse, è particolarmente palese nell’edilizia e nei servizi privati di sicurezza.

Il rapporto raccomanda in particolare di sopprimere l’estensione facilitata del campo d’applicazione dei contratti collettivi di lavoro (CCL). È questo il fattore principale responsabile della crescita dei salari minimi, sostiene la "fabbrica d’idee".

Avenir Suisse suggerisce di implementare le misure accompagnatorie solo nei rami "in cui indicatori economici dimostrano chiaramente cambiamenti negativi del mercato del lavoro". Si tratta di settori che registrano un calo dei salari reali e di quelli in cui il personale viene soppiantato. I controlli vanno "gradualmente riportati a un livello normale".

Giovedì scorso la Segreteria di Stato dell’economia ha pubblicato il proprio rapporto sulle misure d’accompagnamento per il 2016. I controlli hanno rilevato un leggero aumento, rispetto all’anno precedente, delle infrazioni in materia di condizioni salariali e di lavoro presso le imprese svizzere sprovviste di CCL e i lavoratori distaccati attivi nei settori pure privi di CCL.

I sindacati hanno reagito chiedendo misure più efficaci. Unia ritiene in particolare necessario fissare più salari obbligatori.

10.5.2017, 15:272017-05-10 15:27:21
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I Paesi più 'app'licati

Corea del Sud, Brasile e Messico sono i paesi in cui si fa più utilizzo di applicazioni nel mondo. L’India cresce molto. È la curiosa statistica fornita dalla società di rilevazione AppAnnie,...

Corea del Sud, Brasile e Messico sono i paesi in cui si fa più utilizzo di applicazioni nel mondo. L’India cresce molto. È la curiosa statistica fornita dalla società di rilevazione AppAnnie, la stessa che ha condotto uno studio su quante applicazioni si usano al mese e al giorno, che sono rispettivamente 9 e 30.

La società ha preso in riferimento i mercati mondiali, dove si registra una flessione nell’uso delle app da parte del Giappone, scalzato al quarto posto rispetto alle rilevazioni del 2015. E cresce molto l’India, paese dove non a caso stanno investendo tutti i big della tecnologia, in primis Apple.

Riguardo la routine quotidiana, aumenta il tempo trascorso su ogni singola applicazione: negli Stati Uniti, sottolinea App Annie, gli utenti spendono in media oltre 2 ore e 15 minuti ogni giorno, mentre in Corea del Sud, Brasile, Messico e Giappone si arriva circa 3 ore al giorno.

9.5.2017, 15:022017-05-09 15:02:02
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Casse pensioni: situazione migliore, ma l'incertezza rimane

La situazione delle casse pensioni è migliorata nel 2016 rispetto all’anno precedente: il rendimento patrimoniale è salito in media al 3,7% contro lo 0,8...

La situazione delle casse pensioni è migliorata nel 2016 rispetto all’anno precedente: il rendimento patrimoniale è salito in media al 3,7% contro lo 0,8% del 2015. Lo scrive oggi la Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) nel suo rapporto annuale.

Dal documento traspare tuttavia grande incertezza per il futuro a causa della situazione interna (attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, riforma dell’imposizione delle imprese e Previdenza vecchiaia 2020) e di quella internazionale (elezione di Donald Trump alla presidenza degli USA e conseguenze della Brexit).

Basandosi sui dati di circa il 92,5% degli istituti di previdenza – pari a una somma di bilancio complessiva di 914 miliardi di franchi (2015: 864 miliardi) – nell’anno in rassegna il grado di copertura medio degli istituti è rimasto stabile (103%). Si osserva tuttavia una differenza netta: l’88% degli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato ha un grado di copertura di almeno il 100%, mentre tra gli istituti con garanzia statale solo il 4% raggiungeva questa quota, indica una nota odierna della CAV PP.

Istituti invitati a evolvere

Nonostante rendite più elevate, la situazione delle casse pensioni resta difficile a causa dei tassi di interesse tecnici sempre molto bassi (si è passati da un tasso medio del 2,66% nel 2015 al 2,43% nel 2016) e tassi di copertura immutati nel 2016. La Commissione di alta vigilanza invita gli istituti ad evolvere e non nasconde che l’accettazione della riforma Previdenza vecchiaia 2020 potrebbe in questo senso aiutarli.

In caso di "sì" il prossimo 24 settembre, gli istituti di previdenza potranno applicare tassi di conversione più realistici nella parte obbligatoria della previdenza, ha dichiarato oggi in una conferenza stampa a Berna il presidente della CAV PP, l’ex consigliere nazionale Pierre Triponez (PLR/BE). Con un tasso di conversione minimo che passerebbe dal 6,8% al 6% nella parte obbligatoria del Secondo pilastro, la riforma potrebbe alleggerire la pressione che pesa sulle casse pensioni.

Sebbene il sistema sia diventato più sicuro negli ultimi anni, l’obiettivo del Secondo pilastro è fortemente rimesso in discussione non soltanto dal livello troppo basso dei tassi di interesse, ma anche dall’evoluzione demografica, ha sottolineato Triponez. A suo avviso, "siamo di fronte a un cambiamento molto importante". Per questo motivo "sono necessari adattamenti a livello di legge. Con la direzione fissata dalla riforma si metterebbe fine a un immobilismo sia per gli attori coinvolti oggi che per le generazioni future", ha aggiunto Triponez.

Sempre meno casse

Intanto il numero di casse pensioni continua a diminuire: alla fine del 2016 se ne contavano 1865 contro 1936 l’anno precedente. In compenso, i grandi istituti di previdenza collettiva o comune aumentano. Questi ultimi contabilizzavano il 60% degli assicurati attivi a fine dicembre. Tuttavia queste casse sono in concorrenza tra loro per acquisire clienti, ciò che le spinge ad assumere rischi, come quello di fissare un tasso di interesse tecnico che non corrisponde alla realtà, ha spiegato Catherine Pietrini, membro della CAV PP. L’autorità di sorveglianza prevede di introdurre nel 2017 indicatori uniformi dei rischi al fine di migliorare la trasparenza in seno agli istituti collettivi o comuni. Per ogni cassa, un esperto dovrà calcolare e valutare annualmente un insieme di indicatori del rischio sulla base del rapporto annuale. Saranno in seguito esaminati dall’organo supremo che li presenterà alle autorità regionali di vigilanza. (Ats)

9.5.2017, 13:192017-05-09 13:19:03
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SUVA: frodi assicurative, +65% di casi sospetti

L’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva) nel 2016 ha esaminato 949 casi di sospetta frode, 375 in più rispetto all’anno precedente,...

L’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva) nel 2016 ha esaminato 949 casi di sospetta frode, 375 in più rispetto all’anno precedente, ossia un incremento del 65,3%. In tal modo la Suva ha impedito che venissero percepite prestazioni ingiustificate per circa 18 milioni di franchi. Un importo di 5 milioni superiore (+38,5%) ai precedenti due anni, precisa un comunicato odierno dell’ex INSAI.

In complesso, l’assicurazione ha bloccato i pagamenti o richiesto la restituzione di quanto versato in poco meno di 300 casi. La Suva, azienda autonoma di diritto pubblico con un volume premi di 4,2 miliardi di franchi, assicura 127’000 imprese con 1,98 milioni di lavoratori. Nel 2016 gli assicurati le hanno notificato 461’000 infortuni. I 300 casi di frode accertati corrispondono quindi a meno dello 0,07%.

Ciò significa che praticamente tutti gli assicurati percepiscono legittimamente le prestazioni, osserva Roger Bolt, responsabile del gruppo di contrasto alle frodi, che conta 13 persone. Però – aggiunge – restano ancora molti casi che non vengono alla luce. Inoltre i procedimenti esecutivi sono lunghi e costosi, e, nel migliore dei casi, permettono di recuperare al massimo il 30% della somma versata indebitamente.

Per individuare più velocemente i casi di truffa senza ricorrere a personale supplementare, in futuro verrà utilizzato un software in grado di raffrontare in pochi secondi la notifica d’infortunio presentata da un assicurato con quelle notificate in passato. Il programma analizza la dinamica infortunistica e le tipologie di lesioni e verifica la durata delle indennità giornaliere versate. Il risultato finale permette di calcolare la probabilità di un tentativo di frode. "Ci sono infatti dei comportamenti peculiari che ritroviamo nella maggior parte dei casi di frode", afferma Bolt.

9.5.2017, 08:172017-05-09 08:17:26
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Cala la disoccupazione in Svizzera e in Ticino

Disoccupazione in calo in Svizzera e in Ticino: nel mese di aprile, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero di senza lavoro iscritti agli uffici...

Disoccupazione in calo in Svizzera e in Ticino: nel mese di aprile, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero di senza lavoro iscritti agli uffici regionali di collocamento è diminuito dell’2,1% (-3'213 persone) a quota 146’327 in Svizzera e del 3,2% in Ticino (-183 persone). Il tasso di disoccupazione nazionale e ticinese si attesta al 3,3% della popolazione attiva. Lo indica in una nota odierna la Segreteria di Stato dell’economia (Ats).