Economia

Ieri, 19:182017-01-16 19:18:09
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Nozze tra l'italiana Luxottica e la francese Exilor

L’italiana Luxottica va a nozze con la francese Exilor realizzando una delle più grandi fusioni "cross border"in Europa, che porta alla nascita di un colosso dell...

L’italiana Luxottica va a nozze con la francese Exilor realizzando una delle più grandi fusioni "cross border"in Europa, che porta alla nascita di un colosso dell’occhialeria con più di 140mila dipendenti e vendite in oltre 150 Paesi.

Sulla base dei risultati annuali del 2015 delle due società, il nuovo gruppo avrebbe realizzato ricavi netti per oltre 15 miliardi e un Ebitda netto combinato di circa 3,5 miliardi. Lo annuncia una nota in cui precisa che Delfin sarà il primo socio con una quota tra il 31% e il 38 per cento.

Per entrambi i gruppi la missione, si legge in una nota "è migliorare la vista in tutto il mondo attraverso l’innovazione come fattore di crescita, l’eccellenza operativa, lo spirito imprenditoriale e un approccio internazionale".

Il nuovo gruppo prevede di generare nel medio termine progressivamente sinergie di ricavi e di costi per un ammontare tra i 400 milioni e i 600 milioni, con un’accelerazione nel lungo termine. La nuova realtà beneficerebbe altresì di un stato patrimoniale solido e di una forte generazione di cassa, con la flessibilità finanziaria per investire nella crescita futura organica e non.

L’operazione consiste in una combinazione strategica delle attività di Essilor e Luxottica, mediante il conferimento in Essilor da parte di Delfin dell’intera partecipazione da essa detenuta in Luxottica (pari a circa il 62%), a fronte dell’assegnazione di azioni Essilor di nuova emissione sulla base del Rapporto di Scambio pari a 0,461 azioni Essilor per 1 azione Luxottica. Se i soci di Essilor daranno il via libera in assemblea il gruppo francese promuoverà un’offerta pubblica di scambio obbligatoriasulla totalità delle rimanenti azioni Luxottica in circolazione, al medesimo Rapporto di Scambio, finalizzata al de-listing delle azioni Luxottica.

Ieri, 18:522017-01-16 18:52:56
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Conciliare famiglia e lavoro, situazione molto federalista

Nell’ambito della pubblica amministrazione in Svizzera soltanto in 15 Cantoni è realmente possibile conciliare casa e lavoro e in 9 praticare il...

Nell’ambito della pubblica amministrazione in Svizzera soltanto in 15 Cantoni è realmente possibile conciliare casa e lavoro e in 9 praticare il cosiddetto "job sharing" (condivisione del posto di lavoro).

È quanto emerge dal rapporto 2016 realizzato da Ecoplan per conto della Segreteria di Stato dell’economia (Seco), in cui sono riassunte le informazioni su Cantoni e capoluoghi. Vengono presi in considerazione questi due ambiti: misure di promozione a favore del mondo economico e l’amministrazione pubblica quale datore di lavoro. Inoltre, il rapporto contiene statistiche, una panoramica delle ordinanze sul personale e fogli informativi nonché indicazioni sui servizi amministrativi competenti.

La maggior parte dei Cantoni indica di aver messo in atto misure atte a promuovere e sensibilizzare il settore privato nel favorire la conciliabilità casa/lavoro. Le misure concrete adottate tuttavia differiscono molto da un Cantone all’altro. Si va da un centro di consulenza internet a vere e proprie campagne, conferenze o tavole rotonde. Sette cantoni (AG, AI, GL, NW, SH, SZ, ZG) hanno segnalato di non aver avviato alcuna iniziativa nel settore privato. Nel 2014 erano 9 in questa situazione.

Il quadro è diverso per ciò che concerne i capoluoghi: soltanto sei Comuni (Berna, Glarona, Delémont, Lucerna, Frauenfeld e Zurigo) hanno introdotto misure di promozione nel privato, comparabili a quelle adottate nelle amministrazioni cantonali: centri di consultazione, campagne informative e conferenze.

Il settore pubblico – rileva il rapporto – in quanto datore di lavoro fa da rompighiaccio in questo ambito. 18 Cantoni e 13 capoluoghi indicano che le condizioni i lavoro favorevoli alla famiglia figurano tra gli obiettivi strategici nella politica del personale. 10 Cantoni e 5 capoluoghi procedono a un controllo del personale in materia di conciliazione casa/lavoro. Inoltre, la metà dai Cantoni e 6 capoluoghi hanno avviato progetti informativi e di sensibilizzazione per gli impiegati.

Per ciò che concerne il "job sharing", esso viene praticato in 9 Cantoni (BE, BS, GL, NE, NW, OW, SH, SO, TI) e in 15 il telelavoro (AG, AI, BE, BS, GE, LU, NE, SG, SH, SO, TG, VD, VS, ZG, ZH). La situazione è identica nei capoluoghi.

Il rapporto contiene anche un quadro del congedo maternità: nella maggior parte di Cantoni e capoluoghi è di 16 settimane, con il salario pagato al 100%, quindi a condizioni migliori di quanto prevede la legislazione federale (congedo di 14 settimane e salario all’80%). Una minoranza di Cantoni prevede il congedo paternità, da 1 a 3 giorni, mentre la maggioranza concede da 5 a 10 giorni. Certi capoluoghi sono assai generosi verso i padri. A Berna 3 settimane, 4 a Ginevra, 20 giorni a Neuchâtel, 21 a Losanna, con un salario del 100%, ad eccezione di Herisau, che non ha disposizioni comunali in materia.

Informazioni dettagliate sul sito della Seco.

Ieri, 11:412017-01-16 11:41:52
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Italia in deflazione – Non accadeva dal 1959

Italia in deflazione, come non avveniva da oltre mezzo secolo: i dati definitivi pubblicati oggi dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) confermano che nel 2016 i...

Italia in deflazione, come non avveniva da oltre mezzo secolo: i dati definitivi pubblicati oggi dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) confermano che nel 2016 i prezzi al consumo hanno registrato una variazione negativa (-0,1%) come media d’anno. "È dal 1959, quando la flessione fu pari a -0,4%, che non accadeva", spiega l’Istat.

L’istituto ha confermato anche la stima preliminare relativa a dicembre: i prezzi sono aumentati dello 0,5% su base annua. Il tasso di inflazione nell’ultimo mese dell’anno è risultato così il maggiore da maggio del 2014 (quando era stato sempre dello 0,5%), ma si è rivelato insufficiente a risollevare il risultato dell’intero 2016, che ha chiuso in deflazione per la prima volta da 57 anni. Anche rispetto a novembre 2016 l’indice dei prezzi è cresciuto dello 0,4%.

Ieri, 11:332017-01-16 11:33:37
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J. Safra Sarasin ha acquisito la filiale monegasca di Credit Suisse

Il gruppo bancario J. Safra Sarasin ha annunciato oggi di aver portato a termine le operazioni per l’acquisizione della filiale di Credit...

Il gruppo bancario J. Safra Sarasin ha annunciato oggi di aver portato a termine le operazioni per l’acquisizione della filiale di Credit Suisse nel principato di Monaco. L’ammontare della transazione non è stato rivelato.

Sarasin è presente a Monaco dal 2006 e desidera consolidare la sua posizione. "Siamo determinati a proseguire nel nostro ruolo di leader nel processo di consolidamento del mercato delle banche private", si legge in un comunicato.

Ieri, 08:502017-01-16 08:50:32
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Svizzera terza nella graduatoria di quanto i cittadini beneficiano della crescita economica

La Svizzera è terza nella graduatoria sulla crescita inclusiva, che tiene conto tra l'altro del tasso di occupazione...

La Svizzera è terza nella graduatoria sulla crescita inclusiva, che tiene conto tra l'altro del tasso di occupazione, della coesione economica, sociale e territoriale nelle 30 economie avanzate del mondo.

È prima per i parametri "servizi di base" e "infrastrutture digitali", indica l’indice pubblicato oggi dal Forum economico mondiale (Wef).

In termini di crescita inclusiva "pochi Paesi sono messi bene", secondo il Wef. Primeggia su scala globale l’Europa del Nord: Norvegia, Lussemburgo, Svizzera, Islanda, Danimarca, Svezia occupano i primi sei posti. La Germania è al numero 13esimo, la Francia al 18esimo, l’Italia 27esima, meno inclusiva degli Usa che, pur fra tante diseguaglianze, sono pure una fucina di opportunità.

"Il modello di crescita mondiale sta andando a sbattere perché genera crescenti diseguaglianze", ammonisce l’organizzazione con sede a Ginevra.

15.1.2017, 16:042017-01-15 16:04:14
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Almeno 300 esuberi al Dipartimento della difesa

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddps) deve tagliare 300 posti a tempo pieno nel 2017 in seguito alle recenti...

Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddps) deve tagliare 300 posti a tempo pieno nel 2017 in seguito alle recenti decisioni del Parlamento sul preventivo.

Lo ha annunciato oggi in interviste alla stampa domenicale il consigliere federale Guy Parmelin, senza precisare in che settori avverranno i tagli.

Alla "Zentralschweiz am Sonntag" e alla "Ostschweiz am Sonntag" il capo del DDPS ha pure promesso più trasparenza nel programma di armamento. Per questo motivo, dall’estate prossima e una volta all’anno, Parmelin pubblicherà un documento sullo stato dei 30 progetti chiave attuali del suo dipartimento, in particolare per quanto riguarda il loro costo.

Con questa iniziativa, il ministro della difesa vuole riportare un po’ di calma in seno al Ddps dopo le polemiche suscitate dai programmi "Difesa terra-aria 2020" (Dta, più noto con la sigla tedesca Bodluv) e "Sistema di condotta e d’informazione" (Fis), sospesi lo scorso anno dallo stesso Parmelin.

Nel Fis il Ddps aveva in particolare investito 700 milioni di franchi, di cui 125 milioni sono andati persi. Interrogato sull’ampiezza della perdita, il consigliere federale non ha escluso che essa possa essere più elevata. "Attualmente stiamo chiarendo l’ammontare esatto", ha precisato.

13.1.2017, 18:162017-01-13 18:16:48
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Anche il Dipartimento di giustizia Usa indaga su Fiat Chrysler

Fca (Fiat Chrysler Automobiles) sarebbe sotto indagine del Dipartimento di Giustizia americano per la presunta mancata comunicazione del software che...

Fca (Fiat Chrysler Automobiles) sarebbe sotto indagine del Dipartimento di Giustizia americano per la presunta mancata comunicazione del software che ha consentito di violare gli standard sulle emissioni. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti.

La possibilità di un’azione penale sulle violazioni delle emissioni segue la denuncia dell’Epa (Environmental Protection Agency, Agenzia per la protezione dell’ambiente) che ha rinvenuto su 104mila auto Fca un software che ha consentito la violazione delle norme sulle emissioni.

13.1.2017, 17:162017-01-13 17:16:05
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Fatturato in crescita per il gruppo Migros

Il gruppo Migros ha realizzato nel 2016 vendite per 27,7 miliardi di franchi, in progressione dell’1% rispetto all’anno precedente, ha comunicato oggi il grande...

Il gruppo Migros ha realizzato nel 2016 vendite per 27,7 miliardi di franchi, in progressione dell’1% rispetto all’anno precedente, ha comunicato oggi il grande distributore.

Il fatturato nel commercio al dettaglio al netto del rincaro ha registrato un incremento del 2,2% attestandosi a 23,3 miliardi di franchi con un rincaro Migros medio del -0,9%.

"Il rincaro negativo, il persistente turismo degli acquisti e gli eventi geopolitici negativi, che si sono ripercossi soprattutto sul settore viaggi, hanno influenzato l’andamento delle vendite anche lo scorso anno", ha dichiarato Herbert Bolliger, presidente della Direzione generale della Federazione delle Cooperative Migros, citato nel comunicato. "Vista e considerata la situazione, possiamo dirci soddisfatti dei risultati conseguiti", ha aggiunto.

A livello di fatturato nel commercio al dettaglio hanno contribuito le cooperative in Svizzera e all’estero con 15,634 miliardi di franchi (+0,1%), Denner con 2,960 miliardi di franchi (+2,0%), Globus incluso Schild con 879 milioni di franchi (-5,4%), Interio con 168 milioni di franchi (-7,6%), Depot con 502 milioni di franchi (+10,1%), Migrolino con 431 milioni di franchi (+12,9%), Gruppo Office World (Owiba) con 178 milioni di franchi (-0,6%), Migrol con 1,294 miliardi di franchi (-4,8%), Ex Libris con 112 milioni di franchi (-7,3%), LeShop.ch con 182 milioni di franchi (+3,5%), Digitec Galaxus con 704 milioni di franchi (+41,1%) e il risultato di altre imprese.

13.1.2017, 15:102017-01-13 15:10:02
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Dieselgate, Renault respinge le accuse

"Renault rispetta la legislazione francese ed europea. I veicoli Renault sono sempre stati omologati conformemente alla legge e alle regolamentazioni. Sono conformi alle norme...

"Renault rispetta la legislazione francese ed europea. I veicoli Renault sono sempre stati omologati conformemente alla legge e alle regolamentazioni. Sono conformi alle norme in vigore. I veicoli Renault non sono equipaggiati di software di frode ai dispositivi anti-inquinamento": è quanto si legge in una nota diffusa da Renault dopo l’apertura di un fascicolo giudiziario sul sospetto di emissioni truccate.

"Pur non avendo potuto ancora averne conferma ufficiale, il gruppo Renault prende atto dell’apertura di un fascicolo giudiziario" su una presunta frode sulle emissioni dei suoi motori diesel, afferma il costruttore automobilistico in una nota pubblicata sul suo sito internet.

"Questa nuova tappa della procedura – prosegue Renault – indicherebbe l’auspicio della procura di andare avanti con l’inchiesta". Da parte sua, l’azienda francese intende "far valere i propri diritti" e ribadisce la sua posizione declinata in quattro punti: "1) Renault rispetta la legislazione francese ed europea. 2) I veicoli Renault sono sempre stati tutti omologati conformemente alla legge e alle regolamentazioni: sono conformi alle norme in vigore. 3) I veicoli Renault non sono equipaggiati di software di frode ai dispositivi anti-inquinamento. 4) Gli Stati, la Commissione europea, le autorità di regolazione e i costruttori automobilistici condividono la necessità di rafforzare le esigenze dell’attuale normativa. È l’oggetto della futura regolamentazione Euro6d".

Renault ricorda poi di aver già presentato, nel marzo scorso, davanti al collegio di una commissione tecnica indipendente, "un piano completo di riduzione delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) dei suoi veicoli diesel Euro6b in uso che è stato ritenuto trasparente, soddisfacente e credibile".

13.1.2017, 12:402017-01-13 12:40:15
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Dieselgate, indagine su Renault che crolla in Borsa

Tre giudici francesi indagheranno sui dispositivi utilizzati da Renault per controllare le emissioni dei suoi motori diesel che si sospetta siano truccati: è...

Tre giudici francesi indagheranno sui dispositivi utilizzati da Renault per controllare le emissioni dei suoi motori diesel che si sospetta siano truccati: è quanto riferisce la procura di Parigi. La notizia ha fatto crollare il titolo in borsa, che sta perdendo il 4,% a 82,05 euro.

Il fascicolo giudiziario è stato aperto il 12 gennaio scorso. Dopo lo scandalo Volkswagen, una commissione indipendente di esperti aveva constatato l’importante sforamento del limite massimo di emissioni inquinanti su alcuni veicoli diesel venduti in Francia da diversi costruttori, tra cui Renault.

12.1.2017, 17:282017-01-12 17:28:10
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Fiat Chrysler nel mirino delle autorità Usa per le emissioni diesel truccate

L’Agenzia per protezione ambientale americana si appresta ad accusare Fiat Chrysler Automobiles (Fca) di aver usato un software per...

L’Agenzia per protezione ambientale americana si appresta ad accusare Fiat Chrysler Automobiles (Fca) di aver usato un software per consentire emissioni diesel sopra i limiti. Lo riporta l’Associated Press citando alcune fonti, secondo le quali il software ha consentito di violare le norme sull’inquinamento. La notizia ha fatto affondare Fca in borsa: il titolo perde circa il 15%.

Il pianista Brad Mehldau al Cinema Teatro

Partecipa al nostro concorso e vinci 2 biglietti per lo spettacolo che si terrà il 21 gennaio alle ore 20.30 al Cinema Teatro di Chiasso. Invia un Sms al numero 434 con parola chiave LR BRAD.
11.1.2017, 21:402017-01-11 21:40:00
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Dieselgate, Volkswagen pronta a pagare 4,3 miliardi di dollari alle autorità Usa

Volkswagen si dichiara colpevole nella vicenda dello scandalo delle emissioni e conferma l’impegno a pagare i 4,3 miliardi di...

Volkswagen si dichiara colpevole nella vicenda dello scandalo delle emissioni e conferma l’impegno a pagare i 4,3 miliardi di dollari previsti dal patteggiamento con le autorità Usa.

La casa automobilistica tedesca si è dichiarata colpevole di cospirazione, ostruzione della giustizia e false dichiarazioni.

Gli Stati Uniti hanno inoltre messo sotto accusa cinque dipendenti di Vw. Tra questi i manager Heinz-Jakob Neusser, Jens Hadler e Richard Dorenkamp accusati di cospirazione.

Dalla documentazione processuale emerge che Vw ha ingannato per anni le autorità di regolamentazione e i clienti, mentre decine di dipendenti hanno distrutto documenti anche dopo lo scoppio dello scandalo a settembre 2015.

Il patteggiamento con gli Stati Uniti fa lievitare il costo del dieselgate a 23 miliardi di dollari negli Usa e in Canada e costringe la casa automobilistica ad aumentare gli accantonamenti per pagare multe e risarcimenti ai clienti che attualmente ammontano in totale a 18,2 miliardi di euro.

11.1.2017, 19:252017-01-11 19:25:00
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Rinnovabili, boom per l'eolico in mare aperto

Frenata di nuovi investimenti in energia pulita nel 2016 in tutto il mondo con un calo del 18% a 287,5 miliardi di dollari (348,5 miliardi nel 2015), ma è stato un anno...

Frenata di nuovi investimenti in energia pulita nel 2016 in tutto il mondo con un calo del 18% a 287,5 miliardi di dollari (348,5 miliardi nel 2015), ma è stato un anno record per i finanziamenti dell’eolico off-shore (in mare aperto, ndr), con un aumento del 40% a 29,9 miliardi di dollari. E’ quanto emerge dagli ultimi dati della società di ricerca Bloomberg New Energy Finance secondo cui a spingere l’eolico in mare sono stati la produzione di turbine più grandi e un know-how migliore sulla costruzione.

La battuta d’arresto, spiega Bnef, riflette in parte il forte calo dei prezzi degli impianti, soprattutto nel solare fotovoltaico. Da registrare anche un raffreddamento in due mercati chiave, Cina e Giappone che stanno tagliando la costruzione di nuove infrastrutture su larga scala e vogliono smaltire la capacità già installata.

Nonostante il calo globale degli investimenti nelle rinnovabili, la capacità totale installata è cresciuta. La stima di Bnef indica un record di 70 GW di solare aggiunti nel 2016 rispetto ai 56GW del 2015 e 56,5GW in più nell’energia del vento in calo dai 63 GW ma il secondo miglior dato in assoluto.

11.1.2017, 15:522017-01-11 15:52:32
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È fuga dal peso messicano

Gli investitori fuggono dal Messico. E il peso cala a nuovi record sui timori della politica commerciale di Donald Trump. La valuta messicana scende del 2%, toccando un nuovo minimo storico...

Gli investitori fuggono dal Messico. E il peso cala a nuovi record sui timori della politica commerciale di Donald Trump. La valuta messicana scende del 2%, toccando un nuovo minimo storico rispetto al dollaro, e creando preoccupazioni all’interno della banca centrale messicana: l’istituto non riesce infatti a fermare la caduta libera del peso, sceso del 16% rispetto al dollaro dalle elezioni americane.

A innescare la fuga degli investitori e la caduta del peso sono i timori per una possibile revisione dell’accordo di libero scambio del Nafta, che ha concesso al Messico uno status privilegiato fra le economie emergenti.

Dall’elezione di Trump la borsa messicana è calata del 5,3%, e i rendimenti sulle obbligazioni decennali sono saliti al 7,76% dal 6% prima del voto.

Tango - Historias de amor

Partecipa al nostro concorso e vinci 2 biglietti per lo spettacolo in programma il 19 gennaio alle ore 20.30 al Cinema Teatro di Chiasso. Invia un Sms al numero 434 con parola chiave LR TANGO.
11.1.2017, 14:392017-01-11 14:39:30
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Scandalo 1Mdb, condannato ex responsabile della banca Falcon

Prima condanna di uno straniero a Singapore in seguito allo scandalo di corruzione concernente il fondo malaysiano 1Mdb, che ha fra l’altro travolto la...

Prima condanna di uno straniero a Singapore in seguito allo scandalo di corruzione concernente il fondo malaysiano 1Mdb, che ha fra l’altro travolto la luganese Bsi: l’ex responsabile della locale filiale della banca privata zurighese Falcon, un 42enne cittadino elvetico, è stato riconosciuto colpevole di aver sottaciuto alle autorità transazioni sospette per un valore di 1,26 miliardi. Si tratta di Jens Fred Sturzenegger.

Una corte della città-stato asiatica ha condannato l’uomo a 28 settimane di detenzione e a una multa di 128mila dollari di Singapore, pari a 90mila franchi, si legge nella sentenza pubblicata oggi. Il manager si era dichiarato colpevole di sei dei 16 capi d’accusa per cui era stato rinviato a giudizio, ammettendo di non aver trasmesso alle autorità le dovute informazioni e di aver mentito agli inquirenti.

Nell’ottobre scorso Singapore aveva ordinato la chiusura della succursale della Falcon e il pagamento di un’ammenda equivalente a 3 milioni di franchi. L’autorità accusava la banca di aver violato le norme sul riciclaggio di denaro sporco.

Contattato dalla Reuters, l’istituto non ha voluto commentare la condanna odierna. Le indagini concernevano la persona del manager e non la banca, ha indicato un portavoce.

1Malaysia Development Berhad (1Mdb) è un fondo di investimento controllato dal governo della Malaysia. Lo scandalo politico-finanziario è scoppiato nel 2015: il sospetto è che per tramite di 1Mdb siano stati sottratti fondi statali, dirottati verso conti del primo ministro malaysiano Najib Razak e persone a lui vicine. Si è parlato di malversazioni per importi elevatissimi, ma sia Razak – premier dal 2009 – che la stessa società hanno sempre negato gli addebiti. Sulla vicenda stanno indagando le autorità di diversi paesi, fra cui la Svizzera.

Un giorno di spesa in collaborazione con il Centro Tenero!

Giovedì 12 e lunedì 16 gennaio dalle 9.00 alle 14.00 vieni a trovarci al Centro Tenero e partecipa al nostro concorso. In palio un buono acquisto di CHF 200.-.