Culture

Ieri, 20:062017-09-22 20:06:00
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A Baglioni la conduzione del Festival di Sanremo

Sarà Claudio Baglioni il conduttore della 68esima edizione del Festival di Sanremo. Il noto cantante fungerà anche da direttore artistico per lo spettacolo che andrà...

Sarà Claudio Baglioni il conduttore della 68esima edizione del Festival di Sanremo. Il noto cantante fungerà anche da direttore artistico per lo spettacolo che andrà in scena dal 6 al 10 febbraio 2018. Sebbene manchi ancora l'ufficialità – prevista lunedì – i media italiani si sbilanciano anche sul compenso che percepirà: almeno il 10% in meno di quanto guadagnato lo scorso anno da Carlo Conti (si parla di 650mila euro). 

Ieri, 19:112017-09-22 19:11:09
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Cani violenti e insetti che si divorano al Guggenheim, è protesta animalista contro la mostra cinese

Il Museo Guggenheim sotto accusa per una nuova mostra di 70 artisti contemporanei cinesi: parte dell’...

Il Museo Guggenheim sotto accusa per una nuova mostra di 70 artisti contemporanei cinesi: parte dell’installazione che si inaugurerà il prossimo 6 ottobre, con 150 pezzi d’arte sperimentale, è un video in cui quattro coppie di pitbull si affrontano per sette minuti con la bava alla bocca, pronti a sbranarsi. Crudeltà contro gli animali?

Nel clip gli otto cani cercano di partire all’attacco, ma non sono in grado neppure di sfiorarsi perché corrono, legati, su altrettanti tapis roulant. Cani veri furono usati quando l’installazione della coppia di artisti Sun Yuan e Peng Yu fu prodotta nel 2003. E anche se al Guggenheim approderà solo un filmato, gli animalisti si sono mobilitati con una petizione che chiede al museo sulla Quinta Strada di rimuovere il clip.

Altri pezzi della mostra ‘Art and China After 1989’ sono molto discutibili. In uno di questi, ‘Teatro del Mondo’, centinaia di locuste, millepiedi, gechi, grilli, scarafaggi e altri insetti e rettili vivi si muovono sotto una lampada, divorandosi a vicenda, destinati a perire (o sopravvivere) nei tre mesi dell’esposizione. Finora però solo i pitbull di ‘Dogs That Cannot Touch Each Other’ hanno creato scalpore.

«I curatori sperano che il pubblico capirà perché gli artisti lo hanno prodotto e cosa vogliono dire sulle condizioni sociali della globalizzazione», si è difeso il museo sul suo sito web. Sun e Peng, marito e moglie, nella loro carriera artistica non è la prima volta che fanno discutere. Nel 2000 il loro sangue fu iniettato nel cadavere di due gemelli siamesi per la performance a Shanghai intitolata ‘Body Link’.

La Peng si è scandalizzata a sua volta per la reazione di questi giorni alla loro opera: “Non capisco il perché di tanta indignazione: I cani non sono stati mai maltrattati. E sono cani naturalmente aggressivi”.

21.9.2017, 18:002017-09-21 18:00:48
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Irb (Usi) sviluppa un anticorpo per proteggere dal virus Zika

La prestigiosa rivista scientifica Cell ha pubblicato oggi uno studio frutto della collaborazione tra l’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB),...

La prestigiosa rivista scientifica Cell ha pubblicato oggi uno studio frutto della collaborazione tra l’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB), affiliato all’Università della Svizzera italiana, Humabs Biomed SA e la Duke National University di Singapore. I ricercatori hanno sviluppato un innovativo “doppio” anticorpo in grado di proteggere dall’infezione del virus Zika.

 Zika, presente in 84 nazioni tropicali e non, può facilmente cambiare la propria struttura (mutare) per sfuggire alla risposta del sistema immunitario. Il problema è stato affrontato e risolto unendo, in una singola molecola, due anticorpi che bloccano contemporaneamente parti diverse del virus. Test pre-clinici hanno mostrato che il “doppio” anticorpo, in gergo definito “bispecifico”, protegge efficacemente contro Zika e previene la mutazione del virus. L’anticorpo ha caratteristiche che lo rendono un ottimo candidato terapeutico.

Luca Varani, direttore di laboratorio dell’Istituto di ricerca inbiomedicina e co-autore del lavoro, ha commentato: “Il nostro ‘doppio anticorpo’ impedisce al virus Zika di eludere il sistema immunitario, un problema che difficilmente può essere risolto da un singolo anticorpo. Abbiamo caratterizzato l’interazione tra virus e anticorpo su piani diversi, dal livello atomico fino ai dettagli molecolari e cellulari. Una combinazione di simulazioni al computer ed esperimenti di risonanza magnetica (NMR) è stata fondamentale per studiare l’interazione atomica tra virus e anticorpo. L’IRB è uno dei pochi laboratori al mondo che sa utilizzare l’NMR ad alta risoluzione per lo studio di anticorpi”.

 Secondo Davide Corti, co-autore del lavoro e Chief Scientific Officer di Humabs Biomed SA, sussidiaria di Vir Biotechnology Inc., “Zika è diventato una minaccia per la salute pubblica, specialmente perché causa malformazioni fetali. Lo sviluppo di un vaccino potrebbe incontrare alcune difficoltà ed è importante sviluppare approcci terapeutici alternativi.

I dati pre-clinici che abbiamo pubblicato dimostrano una buona efficacia; intendiamo esplorare nuove formulazioni per abbassare i costi così che il nostro anticorpo possa essere accessibile anche nei paesi più poveri”.

 “Siamo molto orgogliosi di questo risultato scientifico che si è potuto ottenere anche grazie a un importante sussidio dell’Ufficio per lo sviluppo economico cantonale, garantito nel quadro del sostegno all’innovazione”, afferma Filippo Riva, Direttore Generale di Humabs BioMed SA.

 

Zika Virus

Il virus Zika appartiene alla stessa classe di Dengue e West Nile, è trasmesso dalle zanzare e ampiamente diffuso nelle regioni tropicali e subtropicali, nonché in parte degli USA. L’Organizzazione mondiale della sanità nel 2016 ha dichiarato uno stato di emergenza di sanità pubblica, stimando che 3-4 milioni di persone sarebbero state infettate annualmente, di cui 1.5 milioni in Brasile. Sebbene i sintomi di Zika siano lievi o addirittura assenti, il virus può invadere il sistema nervoso del feto, causando microencefalia e altri difetti nel 13% dei casi. Il virus può anche essere trasmesso sessualmente. Al momento non ci sono cure o vaccini contro Zika. L’Organizzazione mondiale della sanità ha espresso la necessità di ottenere un trattamento a lungo termine per combattere l’infezione. C’è quindi urgente bisogno di sviluppare nuove terapie per il trattamento di questa malattia in rapida espansione.

21.9.2017, 07:332017-09-21 07:33:07
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Piemontesi e la ‘superstar’ Franz Liszt alle Settimane di Ascona

Ospiti delle Settimane Musicali di Ascona, lunedì prossimo alle 20.30 nella chiesa del Collegio Papio di Ascona, due grandi pianisti della...

Ospiti delle Settimane Musicali di Ascona, lunedì prossimo alle 20.30 nella chiesa del Collegio Papio di Ascona, due grandi pianisti della scena contemporanea: il franco canadese Louis Lortie e il nostro Francesco Piemontesi. In programma, gli ‘Années de Pèlerinage’ di Franz Liszt, racconto in musica dei viaggi del compositore ungherese in Svizzera e Italia.

Francesco Piemontesi parliamo di Franz Liszt, ‘superstar’ dell’epoca romantica...
Liszt fu una delle figure più intriganti del 19esimo secolo: un pianista immenso, un grandissimo compositore sia per qualità sia per quantità (solamente per il piano ha scritto più di 120 ore di musica), ma anche un pensatore politico, un grande mecenate; famigerato donnaiolo in gioventù e abate (!) negli ultimi anni della sua vita, Liszt conosceva a perfezione ogni sfera del’espressione, dal diabolico all’angelico, dal sensuale al glaciale.

Pare che ai suoi concerti le donne svenissero, come ai concerti dei Beatles…
Assolutamente. Del resto la “Lisztomania” fu un fenomeno che durò molti anni: le donne effettivamente svenivano, a volte ci voleva la polizia per scortare Liszt in albergo. Van Cliburn ebbe un po’ lo stesso tipo di accoglienza sia a Mosca sia a New York (durante la guerra fredda!) dopo la sua vittoria al Concerto Cajkovskij.

Può spiegarci, in poche parole, in che cosa consiste la grandezza di Liszt?
È impossibile rispondere in poche parole, ci sono troppi elementi nuovi nella sua musica. Provo ad elencarne alcuni. La forma si distacca, si libera dai canoni classici. Ad esempio, la Sonata in Si minore ha pochissimo a che fare con la Sonata “classica” beethoveniana o mozartiana, è costruita in modo da contenere allo stesso momento un arco grandissimo e molti episodi contrastanti, senza una vera e propria esposizione, uno sviluppo e una ripresa.
L’elemento virtuosistico della scrittura pianista raggiunge poi livelli mai pensati prima. Il fatto che Liszt sia stato uno dei più grandi virtuosi di tutti i tempi si sente in tutti i brani: il pianoforte diventa uno strumento capace di fare di tutto, dalle più grandi acrobazie circensi alle imitazioni di un’orchestra sinfonica. L’elemento descrittivo della natura acquista inoltre un’importanza enorme: Liszt ci fa vivere la natura come se fossimo lì in prima persona ad osservare quei luoghi incantevoli. Gli elementi costitutivi della natura (aria, acqua, fuoco, metallo, ecc) vengono tradotti in suoni in maniera assolutamente originale. Débussy continuerà questo cammino nei suoi Préludes.
Last but not least: gli stati d'animo, le descrizioni psicologiche sono tra le più appassionanti di tutta la storia della musica: un sonetto di Petrarca si trasforma in una grandiosa e complessa scena d´amore e di disperazione, la Sonata Dante ci porta per mano nei gironi dell'inferno e ci fa intravvedere qualche squarcio di paradiso.

E sulle Années de Pèlerinage cosa possiamo dire?
Le Années de Pèlerinage descrivono in primo luogo un viaggio che Liszt compie prima in Svizzera e poi in Italia. Liszt rende omaggio alla natura (Wallenstadt, Cloches de Genève), alla storia (Gugliemo Tell), alla letteratura (Dante, Petrarca, Byron e Sénancourt). Dopo qualche minuto di ascolto capiamo però che la musica va al di là di pure e semplice descrizioni: ci ritroviamo di fronte ad un pellegrinaggio interiore che descrive ogni stato d´animo e ogni atmosfera immaginabile. Un capolavoro assoluto.

Un capolavoro al quale sta lavorando anche in vista di un’incisione, vero?
Ho inciso per Orpheo il primo anno delle Annéees a gennaio e registrerò il secondo a dicembre. Entrambi saranno disponibili su Cd e su Dvd a partire dall’inverno prossimo. Un progetto che mi appassiona molto.

Due parole su Louis Lortie?
Un pianista fantastico, un caro amico e soprattutto un grande Lisztiano!

21.9.2017, 07:242017-09-21 07:24:19
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L’inganno femminile di Sofia Coppola

Nella Virginia dilaniata dalla Guerra di secessione, un soldato nordista gravemente ferito trova asilo, nonostante sia un nemico yankee, nella scuola per signorine di Miss...

Nella Virginia dilaniata dalla Guerra di secessione, un soldato nordista gravemente ferito trova asilo, nonostante sia un nemico yankee, nella scuola per signorine di Miss Martha Farnsworth. Per carità cristiana la severa direttrice (una notevole Nicole Kidman) decide, prima di consegnarlo ai sudisti che lo imprigionerebbero senza prestagli le dovute cure, di aspettare la guarigione della sua gamba, ma ben presto inizia a svilupparsi un rapporto quasi morboso tra il soldato, il caporale McBurney (un convincente Colin Farrell), e le poche persone rimaste nella scuola, in particolare, oltre alla direttrice, l’ingenua insegnante Edwina Morrow (Kirsten Dunst) e la giovane e maliziosa studentessa Alicia (una non particolarmente brillante Elle Fanning).

Ben diretto con atmosfere cupe, quasi horror, da Sofia Coppola, ‘L’inganno’ è il remake dell’omonima – in inglese, in italiano vai a capire perché quarant’anni fa pensarono di tradurre ‘The Beguiled’ con ‘La notte brava del soldato Jonathan’ – pellicola del 1971 di Don Siegel con Clint Eastwood e Geraldine Page.

Come con tutti i remake, vale la pena chiedersi perché rifare un film: che cosa voleva dire, Sofia Coppola, di diverso da quello che già era stato detto da Don Siegel? Certo, il film originale non è invecchiato benissimo e certametne giova avere una cinematografia da anni Dieci del Ventunesio secolo invece di una da anni Settanta del Ventesimo. Coppola in particolare ripulisce il film da quelle atmosfere western tipiche dell’epoca, ma ovviamente c’è dell’altro. In un’intervista al ‘Guardian’ Sofia Coppola ha infatti spiegato di aver apprezzato la premessa del film, con un uomo, un soldato nemico, immerso in questo contesto isolato e femminile, ma di aver trovato poco convincenti, per non dire stereotipati, i personaggi femminili.
La sua reinterpretazione – “remake è una brutta parola, nella nostra famiglia” – è quindi femminile: una rilettura della storia dal punto di vista delle donne coinvolte. Certo, nella rilettura si perde quello che era il messaggio della pellicola originale, delicatamente antimilitarista, ma rimane un lavoro interessante e un film ben diretto e interpretato.

Da vedere.

21.9.2017, 06:592017-09-21 06:59:31
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Kingsman, i gentiluomini vanno negli States

Il primo film sui Kingsman, nel 2015, aveva sorpreso un po’ tutti: un bel film di azione che riprende con garbo e ironia tutti i cliché del genere spionistico, ammiccando...

Il primo film sui Kingsman, nel 2015, aveva sorpreso un po’ tutti: un bel film di azione che riprende con garbo e ironia tutti i cliché del genere spionistico, ammiccando in particolare ai primi 007, con questa agenzia segreta indipendente dai modi molto british che sventa il deliziosamente improbabile piano del malvagio di turno che punta a eliminare buona parte della popolazione mondiale.

Il secondo capitolo della saga, ‘Kingsman: il cerchio d’oro’, riprende tutti i punti di forza del primo film, incluso il cast di celebrità che gigioneggiano sul set: oltre ai protagonisti Colin Firth e Taron Egerton, abbiamo Halle Berry, Channing Tatum, Jeff Bridges e la cattiva Julianne Moore. E, nella parte di sé stesso, pure Elton John.

Il regista Matthew Vaughn è tuttavia sufficientemente furbo per sapere che non si può rifare due volte lo stesso film: sarebbe banale e noioso. Se nel primo episodio assistiamo alla formazione di Eggsy (Egerton), qui lo vediamo crescere e mettere la testa a posto incontrando i regali genitori della sua fidanzata. Ma soprattutto, vediamo la sede dei Kingsman distrutta dalla cattica Poppy. Per salvare il mondo i raffinati gentiluomini-spia superstiti sono quindi costretti ad andare negli Stati Uniti dove scopriranno gli Statesman, agenzia segreta privata dai modi molto americani. Introducendo così personaggi interessanti che è facile immaginare vedremo nel terzo capitolo della saga.

Un film leggero e divertente che scorre piacevolmente nonostante la durata superi le due ore.

21.9.2017, 05:532017-09-21 05:53:37
Beppe Donadio @laRegione

Marco Santilli, Giornico e dintorni

Se i due cd “La Stüa” e “L’occhio della betulla” sono rimasti per un mese nella top ten di iTunes Svizzera, categoria “Jazz contemporaneo”, un motivo doveva pur esserci. E lo...

Se i due cd “La Stüa” e “L’occhio della betulla” sono rimasti per un mese nella top ten di iTunes Svizzera, categoria “Jazz contemporaneo”, un motivo doveva pur esserci. E lo abbiamo trovato ascoltandoli. Un diploma d’orchestra e insegnamento al Conservatorio di Zurigo, uno di solista al Conservatorio di Losanna e molte esperienze che includono pure un Estival Jazz, Marco Santilli ha pubblicato non uno, bensì due cd. Fossero usciti su vinile, sarebbero i 4 lati di un concept album. “La Stüa” è una registrazione del febbraio 2016 al Musikinsel Rheinau, alla quale partecipa anche Il Fiato delle Alpi (flauto contralto, corno inglese, clarinetto basso, corno e fagotto). Un quintetto classico che si unisce alla formazione base, i CheRoba, ovvero Santilli (clarinetto e clarinetto basso), Lorenzo Frizzera (chitarre), Ivan Tibolla (piano e fisarmonica) e Fulvio Maras (percussioni). In perfetta solitudine, i quattro suonano nel secondo cd “L’occhio della betulla”, registrato allo Studio 2 della Rsi. Una duplicità che si può (si deve) spiegare con le parole di Santilli: «Una delle qualità del jazz sta nel poter spostare una composizione in mondi diversi, dandole altri colori».

Classe 1968, locarnese di nascita, in questi due nuovi capitoli discografici Santilli ha aperto la scatola dei suoi ricordi, lasciando uscire l’entusiasmo di gioventù. Ancor più in “La Stüa”, che ha la luce degli album fotografici nei quali abita ancora “il bambino che c’è in noi”. O, meglio, quello che c’è nell’autore: «Sì, c’è l’entusiasmo, la positività del tempo» ci racconta Marco. «Diciamo che commissionando queste canzoni, l’Alpentöne (festival internazionale che si svolge nel Canton Uri, ndr.) ha riacceso ricordi estivi di quando i turisti arrivavano dalla Svizzera tedesca e io aiutavo mio nonno con la lingua ‘straniera’». Un nonno nato nel 1909, custode di quello che sarebbe diventato il Museo della Leventina, nel quale stava appunto la stufa in muratura. «Avevo 14 anni. Quel posto era il mio rifugio». Su cd, il flashback inizia con la cinematografica “Sächsilüüte”, nata – dicono le note – “per elaborare il trauma infantile del Böögg (finto pupazzo di neve con la testa ricolma di fuochi d’artificio, tradizione zurighese un tantino truculenta nelle sue dinamiche).

A proposito d’infanzia: «A 6 anni cantavo e mio nonno mi registrava. Mi sono avvicinato alla musica con il flauto dolce, mio zio dirigeva la banda di Bodio». E il canto? «L’ho messo da parte» replica, «ma ho preso lezioni, pensando che un giorno mi sarebbe tornato utile. Ma questa è un’altra storia» (leggasi come “nuovo progetto”, dove la voce avrà il suo posto). «A Giornico ci sono cresciuto, poi a 19 anni me ne sono andato a Zurigo», racconta Santini. Ma non è il destino di chi in Ticino non trova sbocchi musicali: «In quegli anni già c’era il Conservatorio di Lugano. È stata una scelta legata alla lingua, che volevo imparare». Dicotomia Nord-Sud che è parte dei temi del musicista («È la mia tratta principale»). In fase di creazione, Santilli dice di essere ispirato da frammenti musicali. «Ma a volte basta un concetto». E molti dei concetti sono storici. Conclusa l’ouverture “Leventango” (Piazzolla spostato in Leventina), Marco ironizza in “Tangu da Wassen” (più o meno l’equivalente di “sei rock come Frank Sinatra”, ndr): «In Leventina chiamavano così le canzoni popolari svizzero tedesche».

“Morbus Helveticus” contiene estratti da “Ranz des vaches”, brano che ai mercenari elvetici era vietato intonare, affinché la malinconia non incentivasse la diserzione. “La Giornico liberata” è ispirata alla Battaglia dei Sassi Grossi, “Sette”, alle altrettante chiese di Giornico (per gli amanti dei tempi dispari). Ci sono anche “Giorni di Giornico”, musicronaca di una partitella di calcio, e le dissonanze di “Strada alticcia”, che bene riproducono le traiettorie sghimbesce di chi ha esagerato con l’alcol. Fino alla bella e mediterranea “Serenada in minur”, nata da una poesia di Giuseppe Arrigoni da Balerna. «Se per mediterraneo s’intende il Mendrisiotto – aggiunge Santilli – effettivamente è molto a sud...», conclude sorridendo.

20.9.2017, 17:362017-09-20 17:36:24
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Nel cervello delle donne 6'500 geni si accendono in modo diverso

Le malattie cardiovascolari sono causa di morte per il 55% delle donne contro il 43% degli uomini, la depressione colpisce le donne in proporzione...

Le malattie cardiovascolari sono causa di morte per il 55% delle donne contro il 43% degli uomini, la depressione colpisce le donne in proporzione 2 a 1 rispetto agli uomini e stress e depressione sono fattori di rischio 'emergenti' specifici della donna per le malattie cardiovascolari.

Sono i dati su cui si è aperto stamani a Milano il 1° Congresso nazionale 'La salute della donna', organizzato dall’Osservatorio sulla salute della donna (Onda), che ha affrontato il tema col coinvolgimento di specialisti di tutte le branche della Medicina, dall’oncologia alla ginecologia. Il fatto è che "donne e uomini sono diversi – ha sottolineato la cardiologa Maria Penco (Università dell’Aquila) – anche davanti alle patologie più comuni, e dovrebbero ricevere diagnosi e terapie diverse. Ma nelle sperimentazioni dei farmaci per il cuore, il numero delle donne coinvolte non supera mai il 30-35% e questo non può non incidere sui risultati".

Vincenzo Silani, neurologo dell’IRCCS Istituto Auxologico di Milano, ha proiettato una diapositiva relativa a uno studio USA pubblicato a luglio su Journal of Alzheimer Disease, che mostra come il flusso sanguigno cerebrale è diverso negli uomini e nelle donne: "Nei primi la perfusione prevalente è nell’emicervelletto destro, nelle donne è nelle aree entorinali-ippocampali".

Silani si è limitato a riferire il dato, ma si sa che l’ippocampo è la prima struttura a degradarsi nel deterioramento cognitivo lieve e nella malattia di Alzheimer. E da un altro studio dell’University of South California, risulta che le donne sarebbero più predisposte a sviluppare la patologia rispetto agli uomini, in particolare tra i 65 e i 75 anni di età.

Ma è stato lo psichiatra Claudio Mencacci, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di ONDA a far notare che sono stati identificati almeno 6500 geni 'accesi' in modo diverso nei cervelli di uomo e donna, quindi circa 1/4 su un totale di 24 mila, come indica uno studio pubblicato sulla rivista BMC Medicine dell’Istituto Weizmann di Israele.

Mencacci ha poi citato un altro studio pubblicato giorni fa sull’European Journal of Preventive Cardiology (EAPC) che rileva come pazienti ricoverati per infarto acuto manifestano sintomi di ansia o depressione in misura del 22,1% gli uomini e 39,4% donne. Ma nonostante la prescrizione di una terapia specifica, dopo la dimissione solo il 2,4% di essi la continua.

20.9.2017, 15:552017-09-20 15:55:00
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'Body Worlds', a Ginevra una mostra di autentici cadaveri umani

Apre domani a Ginevra, su sfondo di polemica, la mostra Body Worlds, che presenta al pubblico autentici cadaveri umani, conservati grazie alla...

Apre domani a Ginevra, su sfondo di polemica, la mostra Body Worlds, che presenta al pubblico autentici cadaveri umani, conservati grazie alla tecnica di plastinazione messa a punto dal medico anatomopatologo Gunther von Hagens. Il deputato UDC Marc Falquet ha chiesto al Consiglio di Stato di vietare l’esposizione, da lui definita una "mascherata grottesca" contraria alla dignità umana. Sulla questione si è espresso anche in via personale il consigliere di Stato Mauro Poggia: il "ministro" MCG ha invitato il procuratore generale a verificare che Body Worlds sia conforme alle disposizioni legali. Intervistato dal settimanale GHI, Poggia dichiara di essere scioccato da questa mostra, "che espone cadaveri di esseri umani scorticati, sventrati e anche smembrati". Già presentata nel mondo intero e visitata da più di 44 milioni di persone, Body Worlds tratterà a Ginevra del ciclo della vita e delle trasformazioni subite dal corpo umano con il trascorrere del tempo. Oltre ai corpi plastinati presentati in diverse posizioni, nelle vetrine della mostra i visitatori potranno scoprire come funzionano le articolazioni, vedere un ginocchio vittima di artrosi, visualizzare il sistema nervoso e le sue ramificazioni, o i vasi capillari di un viso. Gli organizzatori rammentano che tutti i corpi esposti provengono da donatori anonimi. La mostra sarà visibile al Palexpo di Ginevra fino al 7 gennaio.

19.9.2017, 09:042017-09-19 09:04:14
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Ecco i nuovi murales di Banksy

Due nuovi murales del famosissimo writer Banksy sono comparsi sul Barbican Centre di Londra, uno dei teatri più importanti della città. Le opere sono ispirate all’artista Usa Jean-Michel...

Due nuovi murales del famosissimo writer Banksy sono comparsi sul Barbican Centre di Londra, uno dei teatri più importanti della città. Le opere sono ispirate all’artista Usa Jean-Michel Basquiat, oggetto di una mostra del Barbican che sarà inaugurata giovedì, a trent’anni dalla morte per overdose di eroina. Il post di Instagram con cui il misterioso Banksy ha presentato le opere ne riflette l'ironia: "un grande show su Basquiat apre al Barbican, un posto di solito molto attento a pulire dai suoi muri qualsiasi graffito."



19.9.2017, 07:192017-09-19 07:19:51
Claudio Lo Russo @laRegione

Il Cisa trova casa a Locarno: addio a Lugano e al Lux, si progetta il nuovo cinema Rialto

Infine la decisione è stata presa, dal 2018 il Cisa trasferirà tutta la sua scuola a Locarno, nella sua nuova sede all...

Infine la decisione è stata presa, dal 2018 il Cisa trasferirà tutta la sua scuola a Locarno, nella sua nuova sede all’interno del PalaCinema. Oggi, intanto, come previsto da tempo, prende avvio l’anno di post-diploma; e a gennaio, decaduto il progetto di sede a Massagno e non concessa dal municipio di Lugano la proroga per restare negli spazi a Viganello, anche gli studenti del biennio di base supereranno il Ceneri.

I ragazzi del Cisa a fine anno lasceranno pure la loro fortunata gestione del Lux a Massagno, per rilevare, se le trattative in corso con Enjoy Arena andranno in porto, quella del Rialto a Muralto, nuovo spazio ticinese destinato al cinema d’essai, una delle cui sale dovrebbe essere riconvertita in teatro di posa per il Cisa. Insomma, molte cose si muovono attorno al Conservatorio internazionale di scienze audiovisive fondato 25 anni da Pio Bordoni.

«Abbiamo peregrinato per anni alla ricerca di una sede definitiva, Pio sarebbe felice di questa, con tutte le sinergie che qui si potranno attivare». Così, ieri a Locarno, Giovanna Masoni Brenni, presidente del Cisa. Si è infine concretizzato il disegno del direttore, Domenico Lucchini, che da anni pensava a questa soluzione, per diventare parte attiva di quel «polo di competenza nell’audiovisivo» evocato da Michele Dedini, direttore della PalaCinema Sa. A inizio ottobre, come detto da Lucchini, è in programma la prima riunione con gli altri inquilini e la commissione preposta a valutare le attività che animeranno il PalaCinema.

Il nuovo corso del Cisa parte dunque con grande entusiasmo, a cominciare dal direttore, per nulla spaventato dalla storica perifericità di Locarno, neanche per quanto riguarda la gestione della programmazione del Rialto: «La città del Festival deve avere uno spazio per il cinema d’essai». Ad accorciare le distanze nella “città Ticino”, fra un paio d’anni, dovrebbe pensare la galleria del Ceneri.

Massagno e il Luganese, dunque, oltre alla scuola, perderanno pure la gestione del Lux da parte del Cisa, garantita sino a fine anno. Il primo appuntamento è un esperimento, giovedì 21 e venerdì 22 settembre: la proiezione in due serata della miniserie tv ‘C’era una volta la città dei matti’ di Marco Turco, alla presenza del regista, dedicata alla figura di Franco Basaglia. Da sabato invece la rassegna ‘50 anni dopo il Che’, con film, incontri e una mostra aperta dalla figlia di Guevara, Adelaide; in serata ‘Le Journal de Bolivie’ con il regista Richard Dindo. Info: luxarthouse.ch.

18.9.2017, 22:132017-09-18 22:13:42
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Osservato pianeta... bollente

È così bollente da apparire più scuro dell’asfalto appena steso: è il mondo alieno Wasp-12b, uno dei pianeti esterni al Sistema solare più studiati ed enigmatici. Il suo potere...

È così bollente da apparire più scuro dell’asfalto appena steso: è il mondo alieno Wasp-12b, uno dei pianeti esterni al Sistema solare più studiati ed enigmatici. Il suo potere riflettente è stato misurato per la prima volta grazie al telescopio Hubble di Nasa e Agenzia spaziale europea (Esa) da un gruppo internazionale di ricerca, coordinato dalla McGill University in Canada e dalla University of Exeter in Gran Bretagna. Lo studio, pubblicato su 'Astrophysical Journal Letters', permette di fare nuove ipotesi sulla composizione chimica dell’atmosfera del pianeta, probabilmente avvolto da atomi di elio e idrogeno. Posto a 1'400 anni luce di distanza, in orbita stretta intorno a una stella simile al Sole chiamata Wasp-12a, il pianeta oscuro Wasp-12b ha un raggio che è quasi doppio rispetto a quello di Giove, mentre il suo anno dura poco più di un giorno terrestre: per questo è stato catalogato come un pianeta gioviano caldo.

E bollente lo è davvero, considerato che la temperatura superficiale del suo lato diurno (quello esposto verso la stella) raggiunge i 2'600 gradi. Per misurare il potere riflettente della sua superficie (albedo), i ricercatori hanno usato lo spettrografo Stis a bordo di Hubble in occasione di un’eclissi del pianeta dietro la sua stella, avvenuta nell’ottobre 2016. Hanno così scoperto che il pianeta è scurissimo, due volte meno riflettente rispetto alla Luna. Secondo gli astronomi, questo è dovuto alle elevate temperature che impediscono la formazione di nubi, ritenute responsabili dell’assorbimento di luce così come i metalli alcalini, che qui si trovano in forma ionizzata. Il calore su Wasp-12b sarebbe così intenso da spezzare le molecole d’idrogeno in idrogeno atomico, portando l’atmosfera del pianeta a comportarsi come quella di una piccola stella.

18.9.2017, 20:262017-09-18 20:26:34
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A.A.A. ingegnere-psicologo cercasi per umanizzare Siri, Apple guarda al 'livello successivo'

A.A.A. ingegnere psicologo-cercasi. Obiettivo: umanizzare l'assistente vocale. È questa la strada che sembra voler...

A.A.A. ingegnere psicologo-cercasi. Obiettivo: umanizzare l'assistente vocale. È questa la strada che sembra voler imboccare Apple: sul suo sito ha pubblicato un annuncio di lavoro per migliorare Siri, il suo assistente vocale, chiedendo esperienza in computer science, Intelligenza artificiale, dati, ma anche conoscenze nel campo della psicologia o della consulenza psicologica.

«Cerchiamo persone in grado di trasformare i dati in modelli intelligenti che porteranno Siri al livello successivo», scrive Apple nell'annuncio di lavoro per un “Siri Software Engineer, Health and Wellness” che contribuirà a creare «tecnologie all'avanguardia», «per sistemi su larga scala» che usano «linguaggio parlato, big data e intelligenza artificiale».

«Le persone hanno conversazioni serie con Siri. Parlano di tutto, dalle cose serie alle giornate particolarmente stressanti. Chiedono aiuto durante le emergenze o quando vogliono indicazioni per una vita più sana», spiega ancora Apple.

Siri è stato interpellato più volte nelle emergenze (l'ultima in Texas durante l'uragano Harvey) e in passato è stato anche impostato in modo da dare indicazioni utili sui centri di prevenzioni suicidi in Usa. Senza contare che la società di Cupertino è sempre più interessata al settore salute con una piattaforma ed una app ad hoc. Questa offerta di lavoro lascia però presagire da parte di Apple un interesse a portare l'assistente virtuale ad un livello superiore, più “emozionale”.

Molti ricercatori pensano che la prossima rivoluzione arriverà proprio dall'Intelligenza artificiale e dal “machine learning” e stanno studiando meccanismi e tecniche di riconoscimento vocale, reti neurali e algoritmi per il riconoscimento delle immagini. E i risultati si possono già toccare con mano. L'intelligenza artificiale già compone musica e dipinge quadri, vince al tavolo da gioco barando come un uomo, sta imparando a sorridere e ad imitare espressioni del nostro viso.

Insomma si è già umanizzata e la crescita esponenziale delle sue possibili applicazioni nella vita reale ha fatto già nascere scuole di pensiero opposte: per il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, l'intelligenza artificiale migliorerà le nostre vite mentre secondo il patron di Tesla, Elon Musk, potrebbe scatenare la terza guerra mondiale.

18.9.2017, 14:552017-09-18 14:55:01
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Rolling Stone è in vendita

Il Rolling Stone è in vendita. Dopo aver scritto alcune pagine della storia americana durante i suoi quasi 50 anni di vita, il magazine-bibbia chiude un’era: Wenner Media è pronta a cedere...

Il Rolling Stone è in vendita. Dopo aver scritto alcune pagine della storia americana durante i suoi quasi 50 anni di vita, il magazine-bibbia chiude un’era: Wenner Media è pronta a cedere la quota di controllo della società in risposta alle pressioni finanziarie. Lo riporta il New York Times. Jann e Gus Wenner, il presidente e chief operating officer di Rolling Stone, si impegnano a restare alla guida del magazine, ma ammettono che la decisione finale spetta al nuovo proprietario. Wenner ha ingaggiato delle banche per esplorare la vendita: in corsa potrebbe esserci American Media, il gruppo che ha già rilevato Us Weekly e Men’s Journal da Wenner.

17.9.2017, 17:222017-09-17 17:22:00
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Narcos, dal film alla realtà: ucciso in Messico uno dei producer mentre cercava le location per la serie

La tragica realtà messicana raccontata da “Narcos” si è ritorta anche contro la celebre serie tv,...

La tragica realtà messicana raccontata da “Narcos” si è ritorta anche contro la celebre serie tv, grande successo degli ultimi anni: Carlos Munoz Portal, fotografo e producer, è stato ucciso in una delle zone più pericolose del Messico, nello stato di Hidalgo, mentre era al lavoro per cercare le location per le prossime riprese della serie.

Free-lance 37enne, aveva lavorato anche su produzioni come “James Bond” o “Men on Fire”, come si può leggere anche sul Corriere della Sera. Il suo corpo è stato trovato crivellato di colpi in un'automobile. E la sua sembra già destinata a restare come una delle centinaia di morti senza colpevoli che ogni mese segnano tragicamente la quotidianité del messico in mano ai narcotrafficanti, esportatori di coca per gli sniffatori dell'Occidente ricco e spensierato.

Nella regione del Messico in cui è stato ucciso Portal, verosimilmente proprio a causa delle foto che stava scattando, ci sono stati circa 104 mila omicidi negli ultimi 5 anni, mentre sono decine di migliaia le persone scomparse. È la legge dei “Narcos”.

14.9.2017, 17:412017-09-14 17:41:03
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Denunciò  corruzione ministeriale: giornalista investigativa palestinese condannata a 6 mesi di carcere

Una giornalista palestinese che due anni fa denunciò corruzioni nel ministero della sanità...

Una giornalista palestinese che due anni fa denunciò corruzioni nel ministero della sanità palestinese è stata condannata in contumacia da un tribunale di Gaza a sei mesi di carcere. Fonti locali precisano che si tratta di Hajar Harb, una giovane cronista di un sito di aggiornamento locale. Secondo le fonti Harb fu a suo tempo accusata di diffamazione dalle autorità e anche arrestata. A quanto pare non riuscì a dimostrare la fondatezza delle proprie accuse. In seguito si è recata all’estero per sottoporsi a cure mediche e da allora non ha più fatto ritorno a Gaza.

14.9.2017, 16:402017-09-14 16:40:06
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Il mondo al contrario secondo Philip Morris

Philip Morris International spinge per un mondo senza fumo. Il colosso delle sigarette ha registrato una fondazione negli Stati Uniti che punta a un mondo senza fumo e si...

Philip Morris International spinge per un mondo senza fumo. Il colosso delle sigarette ha registrato una fondazione negli Stati Uniti che punta a un mondo senza fumo e si impegna a contribuirvi con 1 miliardo di dollari in 12 anni. Lo riporta il Financial Times, sottolineando che i fondi saranno usati per finanziare le ricerche scientifiche per eliminare il fumo nel mondo. La mossa è accolta con scetticismo, visto che le ultime analisi mostrano la spinta di Philip Morris a vendere sigarette nei paesi in via di sviluppo e la sua lobby per combattere i paletti imposti dai governi.

14.9.2017, 16:362017-09-14 16:36:08
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Se sei depresso è Google a dirtelo

Sarà Google a dirti se sei depresso? Rispetto della privacy, rischio di eccesso diagnostico e trattamenti inappropriati, sono tanti i potenziali pericoli in agguato dietro l’...

Sarà Google a dirti se sei depresso? Rispetto della privacy, rischio di eccesso diagnostico e trattamenti inappropriati, sono tanti i potenziali pericoli in agguato dietro l’operazione del famoso motore di ricerca, secondo un’analisi sul British Medical Journal, in cui gli esperti si interrogano sulla utilità e sui rischi connessi a una simile operazione. Google sta pianificando di lanciare uno strumento online di ’’autodiagnosi’’ della depressione: nel momento in cui una persona chiede al motore di ricerca informazioni sulla depressione (o digita frasi come ’’sono depresso?’’), Google lo indirizzerà a un link con un questionario diagnostico e a materiale informativo, nonché magari anche ad una linea di ascolto per i casi che l’applicazione ’giudicherà’ più gravi. Mentre i suoi ideatori rassicurano sia sul rispetto della privacy di chi userà lo strumento, sia sul fatto che nessun trattamento farmacologico o di altro tipo sarà consigliato alle persone che risultano depresse, Simon Gilbody, clinico della University of York, scrive che i rischi di una simile operazione non sono pochi. C’è motivo di preoccupazione che i dati generati da questo programma di screening online possano essere sfruttati a fini di marketing, sostiene. Inoltre, scrive, la depressione va diagnosticata a livello clinico con un approccio continuativo nel tempo, altrimenti si rischia di confondere stati transitori di stress acuto con un disturbo mentale che richieda una terapia, "con rischi di eccessi diagnostici e trattamenti inappropriati".

14.9.2017, 13:472017-09-14 13:47:48
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Caduta da cavallo e trauma cranico per Bocelli: elitrasportato in ospedale in stato confusionale

Andrea Bocelli si è ferito cadendo da cavallo nella sua tenuta a Lajatico (Pisa). Sul posto, oltre a un'...

Andrea Bocelli si è ferito cadendo da cavallo nella sua tenuta a Lajatico (Pisa). Sul posto, oltre a un'automedica anche l’elisoccorso che ha portato il tenore all’ospedale di Pisa. Secondo le prime informazioni le sue condizioni non sarebbero gravi. Secondo le ultime informazioni il cantante è lucido e insieme a lui ci sono la moglie e i parenti più stretti.

L’incidente in cui è rimasto coinvolto Bocelli è avvenuto stamani in Alta Valdera, nel Pisano. Secondo quanto si è appreso, il cantante è caduto da cavallo ed è stato soccorso in stato confusionale. Il primo referto del 118 indicava un «trauma cranico commotivo e trauma sacrale». L’elicottero con cui è stato trasportato è atterrato poco fa all’ospedale di Pisa, dove Bocelli è sottoposto a ulteriori accertamenti clinici.

Trasferito in codice giallo, dunque con un grado di gravità medio, l’artista non sarebbe in gravi condizioni anche se al momento non è stato diffuso alcun bollettino medico. Il purosangue Caudillo, cavalcato questa mattina da Bocelli, ha imbizzarrito più volte, forse spaventato da qualcosa, prima di disarcionare il tenore. Bocelli, cavallerizzo provetto, da sempre appassionato di equitazione, è rimasto in sella a lungo prima di perdere l’equilibrio, cadendo di schiena e battendo la testa. L’artista ha ripreso però conoscenza in pochi minuti.

Rimane confermata per domani sera la prima serata di Rai1 "Colosseo di Roma, Andrea Bocelli Show", il grande spettacolo che vedrà il tenore assieme ad Elton John, Steven Tyler, Sharon Stone, Renato Zero, tra gli altri, per sostenere i progetti educativi portarti avanti dalla Andrea Bocelli Foundation, in particolare per la ricostruzione della scuola media di Sarnano.

14.9.2017, 08:342017-09-14 08:34:37
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Da Maverick a Barry Seal

Ecco la storia, vera nei limiti del possibile per un film di Hollywood, di Barry Seal, un pilota di linea che, negli anni Settanta, inizia a contrabbandare sigari cubani, giusto per arrotondare...

Ecco la storia, vera nei limiti del possibile per un film di Hollywood, di Barry Seal, un pilota di linea che, negli anni Settanta, inizia a contrabbandare sigari cubani, giusto per arrotondare lo stipendio; poi si mette a fare fotografie in Sudamerica per conto della Cia e, nel giro di qualche anno, si ritrova a gestire una piccola flotta aerea con cui rifornisce di armi i narcotrafficanti colombiani e importa combattenti controrivoluzionari e cocaina negli Stati Uniti, incontrando dittatori e criminali come il generale Noriega, i fratelli Ochoa e Pablo Escobar.

Tutto questo finché il complicato castello di doppi e tripli giochi – che coinvolge oltre al cartello di Medellin, l’antidroga americana, la Casa Bianca e altri ancora – crolla, lasciando l’ex pilota di linea ad attendere i sicari dei narcos.

Protagonista del film – diretto con garbo da Doug Liman, regista, tra gli altri, di uno dei capitoli della saga di Jason Bourne e di ‘Edge of Tomorrow’ – è un tutto sommato sopportabile Tom Cruise. Il quale, nello stesso anno, il 1986, in cui il vero Barry Seal concludeva la sua rocambolesca esistenza, recitava la parte di un altro pilota: Maverick nel patriottico ‘Top Gun’, praticamente un lungo spot della marina statunitense e dei valori dell’America di Reagan

Come è cambiata, Hollywood, in questi anni!