Confine

15.1.2017, 16:202017-01-15 16:20:52
Marco Marelli

Brucia un appartamento nel centro di Como, morta una 72enne cieca

Tragico epilogo per un incendio che si è verificato nella serata di ieri, sabato, in un appartamento abitato da due anziane sorelle, una delle...

Tragico epilogo per un incendio che si è verificato nella serata di ieri, sabato, in un appartamento abitato da due anziane sorelle, una delle quali cieca. La 72enne disabile è deceduta nel corso della notte al centro grandi ustionati dell'ospedale Niguarda di Milano, dove era stata ricoverata in condizioni disperate. La fiamme sono divampate nella camera da letto dell'appartamento situato in via Giovio, in centro città a Como. Ad accorgersi sono stati la sorella e un vicino di casa che nulla hanno potuto fare a causa del fumo nerissimo che impediva di accedere alla camera da letto dove si trovava la pensionata. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i soccorsi del 118 del Sant'Anna. Sull'accaduto la Procura di Como ha aperto un'inchiesta affidata alla Polizia. Le fiamme sarebbero state innescate dal mozzicone della sigaretta la 72enne stava fumando.

8.1.2017, 18:002017-01-08 18:00:00
@laRegione

Centro migranti, sempre meno presenze. Ma c'è il gelo notturno

Continua l’esodo dei migranti dal ‘Centro di temporanea accoglienza’ di via Regina Teodolina a Como, aperto il 19 settembre scorso per rimuovere l’...

Continua l’esodo dei migranti dal ‘Centro di temporanea accoglienza’ di via Regina Teodolina a Como, aperto il 19 settembre scorso per rimuovere l’accampamento spontaneo alla stazione di Como San Giovanni. Si svuota il campo governativo, ma gli arrivi, seppure in misura minore, non si fermano, così come le riammissioni. Lo conferma il dato di ‘Accoglienza fredda’, l’iniziativa di cinque giovani amici che la notte, dalle 22.30 alle 2.30, all’esterno del campo come in stazione e a Ponte Chiasso, raccolgono migranti per accompagnarli a Rebbio. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi il gruppo di volonterosi ha dato una mano a 66 persone, fra cui un minore e una donna. Gli ospiti del ‘Centro’ ieri mattina erano 88: a questi nel pomeriggio se ne è aggiunta un’altra decina. Con l’emergenza gelo degli ultimi giorni a Como Croce Rossa e Caritas diocesana sono tornate a chiedere al Prefetto della città di tenere aperto il ‘Centro’ anche nelle ore notture, considerato che i posti letto sono 300. Emergenza gelo, quella delle ulitme ore, che impegna Caritas e volontari pure sul versante dei senzatetto. A questo proposito è in funzione presso il Cardinal Ferrari di via Sirtori un presidio con 40 posti letto. I clochard sono ospitati anche all’Ozanam di via Napoleona e al don Guanella. Non tutti, però, accettano di entrare nei rifugi messi loro a disposizione. Sono quindi assistiti dai volontari che forniscono sacchi a pelo, coperte e bevande calde.

6.1.2017, 10:002017-01-06 10:00:00
@laRegione

Dramma nel carcere del Bassone

Dietro la morte violenta di una 37enne detenuta somala, che martedì sera si è tolta la vita nel carcere del Bassone, si coglie la paura della libertà. La...

Dietro la morte violenta di una 37enne detenuta somala, che martedì sera si è tolta la vita nel carcere del Bassone, si coglie la paura della libertà. La donna stava scontando una condanna a tre anni per reati contro il patrimonio e sarebbe tornata libera il prossimo mese di luglio. Una scadenza che invece di renderla felice la angosciava, in quanto sola, senza un punto di riferimento, senza una fissa dimora. La 37enne temeva così di ritrovarsi in mezzo alla strada. La donna si è impiccata nella cella in cui era sola. Quando si sono accorti del suo corpo a penzoloni, è immediatamente intervenuto il medico in servizio all'interno del Bassone. Sul posto anche i soccorsi del 118 del Sant'Anna, ma per la donna non c'è stato niente da fare.

Pucci in "In...tolleranza zero"

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5.1.2017, 12:552017-01-05 12:55:20
@laRegione

La Finanza di Como blocca due spacciatori diretti in Svizzera

Il loro compito era trasportare al di qua del confine una partita di marijuana e cocaina. Ma la Guardia di Finanza di Como ha rotto loro i piani. Così...

Il loro compito era trasportare al di qua del confine una partita di marijuana e cocaina. Ma la Guardia di Finanza di Como ha rotto loro i piani. Così sono scattate le manette ai polsi del 'corriere', un 31enne di Lipomo, e della staffetta, un 49enne di Beregazzo con Figliaro. L'operazione antidroga e' andata a segno la notte del 2 gennaio.

 

Il sistema era ben congegnato. Dietro una Fiat 500 con targhe ticinesi noleggiata in Svizzera con a bordo due persone con precedenti penali; davanti una Panda diretta verso il valico di Ronago. In quel momento sono intervenuti i militari, che hanno bloccato la 500 e hanno trovato 1,3 chili di 'erba' e 18 grammi di polvere bianca. Nel frattempo sopraggiungeva la staffetta, che non si fermava all'alt e si dava alla fuga na non sfuggiva all'arresto. A quel punto sono scattate anche le perquisizioni domiciliari che hanno portato al sequestro di altra droga, franchi ed euro.

 

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4.1.2017, 11:442017-01-04 11:44:46
Marco Marelli

Il Centro migranti di Como si svuota. Si teme l'espulsione

Questa mattina nel campo governativo di via Regina Teodolinda a Como sembrava di essere tornati ai primi giorni di apertura, quando alla spicciolata...

Questa mattina nel campo governativo di via Regina Teodolinda a Como sembrava di essere tornati ai primi giorni di apertura, quando alla spicciolata arrivavano i migranti, allontanati dall'accampamento nel parco della stazione di Como San Giovanni. C'erano, infatti, solo 120 migranti fra cui 40 minori non accompagnati. Numeri ben lontani da quelli registrati nei periodi di maggior presenza, quasi 400, metà dei quali minorenni. Per capire perché il Centro di temporanea accoglienza gestito dalla Croce Rossa e dalla Caritas diocesana si sia svuotato, la risposta va probabilmente ricercata nel timore di queste persone di essere espulsi dall'Italia. Questo dopo le direttive del Ministero dell'Interno, orientate a un maggior controllo nell'identificazione degli irregolari e nell'accelerazione delle espulsioni. Un timore che spingerebbe i migranti a tentare di entrare clandestinamente in Ticino. I responsabili del campo governativo avrebbero notato la presenza di passatori che si fanno pagare anche 250 euro a 'passaggio'.

3.1.2017, 10:532017-01-03 10:53:08
@laRegione

'Mozzarella Boom.Boom', sequestrati 380 chili di fuochi d'artificio

L'operazione 'Mozzarella Boom.Boom', così l'ha battezzata la Guardia di finanza di Como, ha avuto buon esito: 1'800 fuochi d'artificio...

L'operazione 'Mozzarella Boom.Boom', così l'ha battezzata la Guardia di finanza di Como, ha avuto buon esito: 1'800 fuochi d'artificio sequestrati per un totale di 380 chilogrammi. Il tutto è avvenuto in prossimità dei festeggiamenti di Capodanno, periodo fertile per il commercio illegale di materiali pirotecnici. 

Il sequestro è avvenuto in un deposito rinvenuto a Fino Mornasco, a pochi chilometri dal confine Ticinese. I fuochi erano conservati in casse di polistirolo che all'apparenza contenevano mozzarelle provenienti dalla Campania e tra questi sono stati rinvenuti anche pezzi di costruzione artigianale con un alto potenziale esplosivo: nello specifico due 'palloni di Maradona' e 116 bombe carta. 

Dopo l'operazione sono stati denunciati tre uomini i quali non dispongono di alcuna licenza per vendere esplosivi e fuochi d'artificio. Il materiale sequestrato, una volta sul mercato, avrebbe fruttato all'incirca 10mila euro.

3.1.2017, 05:452017-01-03 05:45:00
@laRegione

Tutti uniti (anche il Ticino) per il depuratore di Porto Ceresio

La strada, al termine della quale c’è la soluzione di un problema dibattuto da anni, finalmente sembra essere quella giusta: il disinquinamento...

La strada, al termine della quale c’è la soluzione di un problema dibattuto da anni, finalmente sembra essere quella giusta: il disinquinamento dello specchio d’acqua antistante Porto Ceresio, che anche in occasione della ‘Goletta dei Laghi 2016’ è stato sonoramente bocciato. Conosciuti i dati, il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, non usò mezzi termini, asserendo che “tutte le rassicurazioni fornite negli ultimi anni sono state in realtà una presa in giro: ci hanno venduto solo belle parole”. Ora, però, sembra esserci maggiore positività. Questo anche alla luce di un incontro avvenuto recentemente tra il ministro Zali e il sindaco di Porto Ceresio Jenni Santi. «Abbiamo illustrato il progetto che qualche giorno prima avevano consegnato in Regione Lombardia – spiega i contenuti dell’incontro il sindaco –. Il fatto che sia stato apprezzato da Zali, amministratore apparentemente indisponente, ma schietto e concreto» è stato dimostrato anche da una circostanza, ovvero aver «confermato la disponibilità del Canton Ticino a partecipare al finanziamento dei lavori». Questo qualora ci fossero problemi di natura finanziaria.

«C’è di più – continua Santi –: mi ha autorizzato a riferire al presidente Roberto Maroni il cofinanziamento, nella misura che ovviamente dovrà essere ancora stabilita. Cosa che ho già fatto e il governatore è apparso soddisfatto di questi sviluppi». Prendendo spunto dalla campagna elettorale svoltasi nel paese affacciato sul Ceresio, chiediamo al neosindaco se ‘Insieme si può’? «‘Insieme si può’ era lo slogan della lista di cui ero candidato sindaco e insieme con il Canton Ticino si può risolvere questo problema che si trascina da lungo tempo. E non c'è dubbio che occorra coordinarsi con i nostri vicini di casa ticinesi. Nel corso dell’incontro con Zali si sono gettate le basi per uno stretto coordinamento. D’accordo che si chiama lago di Lugano, ma il Ceresio in parte è anche nostro». Un sostegno finanziario, nel caso, anche da parte ticinese, vista la causa, potrebbe godere di ampio appoggio politico. Questo, anche considerando che le risorse potrebbero essere attinte dai ristorni dei frontalieri: denaro che può essere destinato a supportare opere di interesse comune nei paesi di frontiera.

Dunque, spazio al progetto, che «prevede due interventi. Uno riguarda il depuratore di Cuasso al Monte, che deve essere potenziato, in quanto nell’impianto confluiscono grandi quantità di liquidi e tra questi anche acque luride. C’è poi il problema della raccolta delle acque chiare, la cui piena contribuisce a far finire nel bacino idrico quanto non ancora depurato. Occorre anche uno scolmatore per evitare che rifiuti, portati a valle dal torrente Bolletta, finiscano nel lago di Lugano». Costi e tempistica? «Una premessa – risponde –: i due interventi debbono essere realizzati contemporaneamente». Si parla di 2,5 milioni di euro e i lavori non saranno ultimati prima di due anni.

1.1.2017, 11:362017-01-01 11:36:26
Marco Marelli

Smantellata rete di spacciatori attiva nelle scuole superiori del Comasco

Anche giovani studenti ticinesi fra i clienti degli spacciatori che, arrestati o denunciati dai 'baschi verdi' della Guardia di finanza,...

Anche giovani studenti ticinesi fra i clienti degli spacciatori che, arrestati o denunciati dai 'baschi verdi' della Guardia di finanza, vendevano sostanze stupefacenti nelle scuole superiori di Como e di Cantù. È qualcosa di più di una ipotesi che prende lo spunto dal fatto che nel corso dell'operazione 'Fokus' sono state rinvenute banconote svizzere, fra cui una da mille e sei da cento franchi, per oltre 5mila franchi. Tra i 22 studenti, dieci dei quali minorenni, ce ne sono 6 che risiedono in Ticino. Durata un paio d'anni, l'indagine era iniziata sulla base della denuncia fatta dal preside di una scuola di Lazzago, alla periferia del capoluogo lariano. Le fiamme gialle hanno accertato che lo scambio di droga (marijuana, hascish e cocaina) avveniva sistematicamente prima dell'inizio delle lezioni, durante gli intervalli e all'uscita da scuola. I successivi approfondimenti hanno permesso di ricostruire l'intera filiera di spacciatori, composto da quattordici persone, di cui sei albanesi, tre dei quali arrestati, e una ragazza che con altri giovani pusher si occupava di vendere lo stupefacente all'interno degli istituti o nelle immediate vicinanze. Preziosa per le indagini è stata la collaborazione dei presidi e dei responsabili delle scuole interessate. Nel corso delle numerose perquisizioni eseguite nei confronti degli indagati sono state squestrate sostanze stupefacenti per oltre tre chilogrammi fra cui un estratto di cannabis, utilizzato per impregnare le normali sigarette. La cocaina sequestrata, era in parte ancora pura e altra già suddivisa in dosi, nascosta in pacchi di riso e pacchetti di caramelle.

30.12.2016, 19:242016-12-30 19:24:18
Marco Marelli

Ritrovato a San Bartolomeo Val Cavargna il corpo di un 68enne varesino scomparso da Natale

Dal giorno di Natale lo hanno cercato sui monti lecchesi, dove Pierluigi Macchi, 68enne escursionista di Cassago...

Dal giorno di Natale lo hanno cercato sui monti lecchesi, dove Pierluigi Macchi, 68enne escursionista di Cassago Magnago (Varese) ai familiari aveva detto che si sarebbe recato. Lo hanno trovato morto nel pomeriggio in un canalone, dalle parti del Rifugio Croce di Campo, a 1.700 metri di quota, nel territorio di San Bartolomeo Val Cavargna, poco distante dal confine con il Ticino. La svolta questa mattina quando è stata segnalata, in un parcheggio del comune comasco, la presenza della Yaris del varesino. A quel punto le ricerche si sono spostate dalle montagne lecchesi a quelle comasche. Sul posto gli uomini del Soccorso alpino del Ceresio, dei vigili del fuoco e numerosi volontari. La salma è stata inviduata attorno alle 15.  Sarà l'autopsia disposta dalla Procura di Como ad accertare le cause del decesso.

30.12.2016, 10:152016-12-30 10:15:33
Marco Marelli

Al Politecnico di Como rimane solo l'ingegneria informatica

Per il mondo universitario lariano, al quale guardano con motivato interesse anche gli studenti ticinesi, il 2016 chiude con una bruttissima notizia: la...

Per il mondo universitario lariano, al quale guardano con motivato interesse anche gli studenti ticinesi, il 2016 chiude con una bruttissima notizia: la fuga del Politecnico da Como. Quattro dei cinque corsi di laurea (ingegneria ambientale, gestionale, geomatica e design) hanno traslocato a Milano. In riva al Lario è rimasto il corso di ingegneria informatica. In un triennio, dopo il sogno sfumato del Campus al San Martino, da un bacino di oltre 1'700 universitari, un centinaio dei quali svizzeri, a Como sono rimasti 500 studenti. Come spesso succede in situazioni identiche analoghe, è caccia al colpevole. Qualcuno a cui addossare la responsabilità. Sotto accusa le istituzioni (Provincia, Comune, Camera di Commercio e associazioni di categoria) ree di aver dimostrato disinteresse per il Politecnico, considerato all'inizio come il fiore all'occhiello per il mondo universitario comasco. A questo punto ci si interroga a sapere se la fuga a Milano del Politecnico sia o meno un capitolo chiuso. Sono in molti a sperare che non sia così. È il caso di Pierluigi Della Vigna, ex prorettore del Polo di Como: ''Il nuovo rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, ha detto di volersi occupare personalmente del nostro insediamento universitario. È un buon segnale da coltivare. La città e il Politecnico, però, debbono tornare a parlarsi: credo ci sia tutto l’interesse e la convenienza''.

27.12.2016, 18:412016-12-27 18:41:27
Marco Marelli

'Non so dove sono'. Giovane trovato in una stanza segreta dell'ospedale Sant'Anna di Como: si era addormentato

''Sono chiuso in una stanza con una finestrella, ma non riesco a vedere fuori e non so dire...

''Sono chiuso in una stanza con una finestrella, ma non riesco a vedere fuori e non so dire dove mi trovo''. È questa la telefonata che un 21enne comasco ha fatto alla madre il giorno di Natale. La donna, ovviamente allarmata, ha chiamato la polizia. Gli agenti hanno chiamato il ragazzo, ma per oltre mezz'ora il telefono è rimasto muto. Poi, finalmente, il 21enne ha risposto e ripetuto quanto già raccontato alla madre. La descrizione della stanza dov’era rinchiuso non ha però aiutato i poliziotti che non sono riusciti a geolocalizzare lo smartphone del ragazzo. Il mistero del ragazzo rinchiuso in una stanza segreta si è fatto particolarmente inquietante con il passare delle ore, quando è arrivata la soluzione. Merito degli addetti alla manutenzione del Sant'Anna, che hanno sentito le invocazioni d'aiuto del giovane, finito in un locale vuoto che si apriva solo dall'esterno. Cosa era successo? Nel cuore della notte il ragazzo era stato accompagnato al Pronto Soccorso del Sant'Anna in quanto aveva alzato il gomito, tanto da non reggersi in piedi. Un paio d'ore dopo, escluse complicazioni, i medici lo hanno dimesso. Ma invece di tornare a casa, forse stremato dalla stanchezza, si è infilato nel locale vuoto per mettersi a dormire. È stato segnalato alla magistratura per procurato allarme.

16.12.2016, 17:162016-12-16 17:16:30
@laRegione

Scontro Tilo-Tir sulla linea per Malpensa

Grossi disagi oggi lungo la linea ferroviaria Bellinzona, Luino, Gallarate (Malpensa)-Milano a seguito di un incidente che si è verificato poco prima delle 9.30 a Ternate,...

Grossi disagi oggi lungo la linea ferroviaria Bellinzona, Luino, Gallarate (Malpensa)-Milano a seguito di un incidente che si è verificato poco prima delle 9.30 a Ternate, in provincia di Varese. A causare l'incidente un Tir con targhe turche che, dopo essere rimasto incastrato tra le sbarre del passaggio a livello in via Palude, è stato centrato da un  treno proveniente da Luino. Il camionista, dopo essersi accorto che il Tir era bloccato, ha abbandonato il mezzo pesante. Quando i macchinisti del convoglio si sono accorti dell'ostacolo hanno tentato di evitare l'impatto, ma non c'è stato niente da fare.

Nessuna conseguenza per i macchinista mentre quattro donne che si trovavano sulla prima carrozza hanno riportato contusioni, medicate sul posto. Alcuni passeggeri erano diretti a Malpensa e molto probabilmente hanno perso il volo. Il traffico è rimasto bloccato per oltre 3 ore. Le ferrovie hanno organizzato un servizio di bus. La procura di Varese ha aperto un'inchiesta. Indagato il camionista turco per interruzione di servizio pubblico.

M.M.

"Qualcosa rimane" di Donald Margulies al Teatro Sociale

Partecipa al nostro concorso e vinci 2 biglietti per lo spettacolo del 20 dicembre alle ore 20.45 al Teatro Sociale di Bellinzona. Invia un Sms al numero 434 con parola chiave LR QUALCOSA.
11.12.2016, 21:052016-12-11 21:05:09
@laRegione

Erba, la casa della strage è stata donata alla Caritas

A dieci anni dalla strage di Erba (11 dicembre 2006), le quattro vittime sono state ricordate con un grande gesto d'amore della famiglia Castagna, che ha...

A dieci anni dalla strage di Erba (11 dicembre 2006), le quattro vittime sono state ricordate con un grande gesto d'amore della famiglia Castagna, che ha donato alla Caritas di Erba la casa che fu teatro del più grave fatto di sangue consumato in provincia di Como. Nelle parole di Carlo Castagna il perchè di una scelta, in linea con l'uomo che non ha mai pronunciato parole di odio nei confronti dei pluriomicida Rosa Bazzi e Olindo Romano. ''Il nostro obiettivo è stato quello di garantire una continuità di vita e non più di morte, tenebre". La sera dell'11 dicembre 2006 l'imprenditore perse la moglie Paola Galli, la figlia Raffaella e il nipotino Youssef. Valeria Cherubini, vicina di casa, la quarta vittima. L'appartamento di via Diaz verrà destinato a una coppia della Nuova Guinea con il figlio neonato. Rosa e Olindo, condannati all'ergastolo, con sentenza passata in giudicato, nei giorni scorsi hanno chiesto un permesso premio ''per farci un giro in camper e fermarci a mangiare una pizza lungo il lago''. Permesso, ovviamente, respinto. Prima che ciò possa accadere dovranno passare ancora molti anni, anche perché il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo non è stato accolto: anche l'ultimissima speranza di riaprire il processo è quindi caduta.

9.12.2016, 17:412016-12-09 17:41:50
Marco Marelli

Manca personale di sala operatoria, meno interventi all'ospedale Sant'Anna di Como

Prima i nostri: fosse vero, ma non è così. Ne sanno qualcosa all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia-Como, dove...

Prima i nostri: fosse vero, ma non è così. Ne sanno qualcosa all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia-Como, dove sino a fine novembre gli interventi chirurgici effettuati quest’anno rispetto al 2015 sono calati del 33 per cento in conseguenza della forte carenza di anestesisti e personale infiermeristico specializzato, fondamentale in sala operatoria. Il dato, che conferma i disagi del Sant’Anna per mancanza di anestesisti e infermieri, risulta essere emblematico della criticità nel reparto chirurgia. La fonte è molto qualificata: il sindacato Cisl Medici dei Laghi che ha monitorato l’attività delle camere operatorie del presidio ospedaliero comasco nei primi undici mesi dell’anno. La situazione è stata illustrata nel fine settimana nel corso di una conferenza stampa dell’organizzazione sindacale. Se gli interventi in regime di emergenza e urgenza sono sempre garantiti, ma per far questo spesso accade che vengono cancellate, anche all'ultimo minuto, con il paziente già in sala operatoria, le procedure programmate. “Nei giorni scorsi mi è capitato di dover annullare per due volte consecutive un’operazione: vi lascio immaginare la reazione del paziente”, è la testimonianza di Maria Pelosa, neurochirurgo del Sant’Anna, componente della segreteria regionale della Cisl Medici. Il quadro tratteggiato dagli esponenti sindacali è confermato dalla direzione generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna. Come ovviare a queste difficoltà? “Servono soluzioni che permettano di fidelizzare il dipendente al Sant’Anna in modo da evitare i richiami delle strutture sanitarie del Canton Ticino”, è la terapia suggerita da Danilo Mazzacane, segretario generale della Cisl Medici Lombardia.

5.12.2016, 06:202016-12-05 06:20:00
Marco Marelli

Migranti, a Como ci sono gli 'angeli della notte'

L’ultimo giro, a bordo di un Suv, attorno alle 2 di notte. La partenza dalla parrocchia di Rebbio, dove è fissato anche l’arrivo. Prima tappa a Ponte Chiasso, a due...

L’ultimo giro, a bordo di un Suv, attorno alle 2 di notte. La partenza dalla parrocchia di Rebbio, dove è fissato anche l’arrivo. Prima tappa a Ponte Chiasso, a due passi dalla dogana; seconda tappa alla stazione Como San Giovanni, terza tappa in via Regina Teodolinda, all’esterno del Centro di temporanea accoglienza. Mai un giro a vuoto. Gli ‘angeli della notte’, quattro giovani amici di Como e di Saronno. Quando tornano a Rebbio non sono mai soli. Con loro giovani migranti, riammessi in Italia dal Ticino, senza un posto dove tascorrere la notte, perché il centro governativo alle 22 chiude. A Como San Giovanni è come se fosse calata una saracinesca. L’alternativa, dunque, è quella di dormire in mezzo a una strada. Con il rischio di morire assiderato. Pericolo corso qualche settimana...