Confine

Oggi, 08:402017-10-18 08:40:00
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Pedrinate, drone italiano per sorvegliare il confine

Ecco il ''drone comunale'' sul confine con Pedrinate. Lo ha deciso Cristian Tolettini, sindaco di Colverde, comune uscito dalla fusione di Drezzo, Gironico e...

Ecco il ''drone comunale'' sul confine con Pedrinate. Lo ha deciso Cristian Tolettini, sindaco di Colverde, comune uscito dalla fusione di Drezzo, Gironico e Parè. ''L'idea di acquistare il drone risponde a più utilizzi, uno di questi è per motivi di sicurezza'' commenta Tolettini, già sindaco di Drezzo, ex segretario provinciale della Lega Nord. Critico davanti alla chiusura notturna dellla dogana di Drezzo-Pedrinate. Uno che in fatto sicurezza è sempre stato in prima linea: prima le ronde padane, poi i controlli di vicinato e le telecamere sempre più sofisticate per rispondere alla paura. Ora il ''drone comunale'' per sorvegliare un confine già pattugliato da tempo da sofisticati dispositivi che sorvegliano i cieli a caccia di sospetti lungo la frontiera verde.

Tolettini aveva fatto parlare molto negli anni scorsi, quando per primo nel comasco firmò una ordinanza per vietare l'uso del burqa sul territorio comunale di Drezzo. Ordinanza immediatamente annullata dal Prefetto di Como. Ecco, ora, la sorveglianza aerea: ''Abbiamo già un servizio di vigilanza avanzato, con un sistema di telecamere in grado di leggere le targhe e in collegamento diretto con le forze dell’ordine - afferma Tolettini -. Ma non basta. Un conto è sorvegliare le via d’accesso alla città, un conto sono le zone isolate. Questa tecnologia ci consente un controllo a 360 gradi di tutto il territorio e soprattutto 24 ore su 24''.

Per acquistare il ''drone comunale'' il Comune ha stanziato 15 mila euro. Aggiunge il sindaco di Colverde: ''L'obiettivo che si siamo posti è quello di disporre di uno strumento che può essere utilizzato a seconda delle necessità. Può servire alle forze dell’ordine ma anche al nostro ufficio tecnico per mappare il territorio''.

Ieri, 17:352017-10-17 17:35:26
Marco Marelli

 Iselle, fiamme lungo la linea ferroviaria del Sempione

Attorno alle 17 si è sviluppato una vasto incendio sulla parete rocciosa che costeggia la ferrovia nelle vicinanze della stazione di Iselle, al confine tra...

Attorno alle 17 si è sviluppato una vasto incendio sulla parete rocciosa che costeggia la ferrovia nelle vicinanze della stazione di Iselle, al confine tra Svizzera e Ossola. Sul posto stanno operando numerose squadre di vigili del fuoco giunti dai distaccamenti di Domodossola e Varzo. La zona interessata dalle fiamme si trova a ridosso dei binari della linea internazionale del Sempione. I vigili del fuoco stanno incontrando parecchie difficoltà. Per il momento non ci sono stati blocchi al traffico ferroviario. L'incendio dovrebbe essere partito da qualche scintilla dei macchinari che stanno usando gli operai impegnati in lavori per la messa in sicurezza della parete rocciosa.

Ieri, 11:212017-10-17 11:21:49
@laRegione

Gioielliere spagnolo truffato a Como: soldi fac-simile per diamanti

Mega truffa, sabato pomeriggio, a Como, con soldi fac-simile. Come si è appreso oggi, martedì, una coppia di gioiellieri madrileni, marito e...

Mega truffa, sabato pomeriggio, a Como, con soldi fac-simile. Come si è appreso oggi, martedì, una coppia di gioiellieri madrileni, marito e moglie, convinti di essere a Lugano, e quindi al riparo da possibili raggiri, si è ritrovata al posto di diamanti (per un valore di 650mila euro) con delle banconote da 500 euro vere solo all'apparenza. I gioiellieri, che avevano messo in vendita le pietre preziose su Internet, sabato mattina erano sbarcati a Ginevra da Madrid, poi erano stati accompagnati da un intermediario fino al confine sud, senza peraltro aver dichiarato il possesso dei diamanti. In un hotel del centro di Como l'incontro con il potenziale acquirente, il quale, una volta analizzate le pietre, ha proposto di concludere l'affare. I coniugi hanno chiesto, a loro volta, di vedere il denaro. Insomma fidarsi e bene, ma non fidarsi è meglio. Le mazzette di banconote sono state messe in mostra, però, nella camera di un altro albergo: erano dentro una sacca, appoggiata a un cassetto. E qui è scattato il trucco: grazie a una finta scrivania, si sono scambiate le sacche  e il denaro. Quando il gioielliere se ne è andato, era convinto di avere concluso un affare. Salvo poi scoprire, più tardi, di essere stato truffato.

15.10.2017, 14:212017-10-15 14:21:43
Marco Marelli

La confessione arriva durante le preghiere della sera

Ciò che nel corso di ripetuti interrogatori aveva negato, l'ha confessato a Dio durante le preghiere della sera. È quanto si apprende dall'ordinanza di custodia...

Ciò che nel corso di ripetuti interrogatori aveva negato, l'ha confessato a Dio durante le preghiere della sera. È quanto si apprende dall'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari di Antonietta Pellegrini, 79enne accusata di omicidio volontario e calunnia per la morte di Dolores De Bernardi, 91enne ospite della casa di riposo Divina Provvidenza Beato Luigi Guanella di Como, trovata morta la sera dello scorso 24 settembre nel suo letto, con un paio di guanti di lattice in bocca. Nella stanza di Antonietta Pellegrini, nella foresteria della casa di riposo, dove è ospite il marito, gli investigatori della Squadra Mobile di Como avevano piazzato diverse cimici, che hanno registrato le preghiere della donna. ''... le ho detto di non gridare, dovevo pulire due goccine che venivano giù dalla bocca ... poi ho lasciato li, ma lei con le mani fa così, forse gli è andato un pò giù ...''. Nella sua stanza Antonietta Pellegrini, oltre a pregare invoca i santi, con i quali si confida: ''Quando uno non sta bene ha bisogno di serenità in paradiso… Cos’è che ho fatto? Non l’ho fatto per male, ma per non sentirla più… non perché stava dando fastidio, ma nessuno sa la sua malattia e nessuno la curava''.

All'anziana accusata dell'omicidio di Dolores De Bernardi gli investigatori sono arrivati dopo che era stata scoperta a prendere un paio di guanti di lattice, poi trovati nel letto della 94enne. Il provvedimento restrittivo formato dal gip Carlo Cecchetti riporta le preghiere di Antonietta Pellegrini: ''Signore – dice dopo essere stata vista da un’infermiera – tu che hai redento il mondo, fammi questa grazia che tutto si accomodi''. Per motivare le esigenze cautelari il gip scrive del pericolo di reiterazione del reato. A questo proposito il giudice Carlo Cecchetti cita un passaggio delle intercettazione in cui la donna sembra intenzionata a uccidere un altro ospite della casa di riposo.

12.10.2017, 15:222017-10-12 15:22:00
Marco Marelli

Svizzera-Italia, l'accordo si allontana

Nell’agenda del governo Gentiloni non c’è traccia dell’accordo italo-svizzero, parafato nel dicembre 2015, sulla nuova imposizione fiscale dei frontalieri. Lo si apprende negli...

Nell’agenda del governo Gentiloni non c’è traccia dell’accordo italo-svizzero, parafato nel dicembre 2015, sulla nuova imposizione fiscale dei frontalieri. Lo si apprende negli ambienti di Palazzo Chigi, alle prese con ben altre priorità. Se il governo svizzero preme perché si arrivi a porre termine alla telenovela che si trascina da anni, come anche nei giorni scorsi a Lugano ha fatto presente il consigliere federale Didier Burkhalter, a Roma sono alle prese con la legge di stabilità e la legge elettorale che rappresentano momenti decisivi per la stabilità di Governo. Il fatto poi che in Italia, nel primo semestre del prossimo anno ci saranno le elezioni politiche non depone certo a favore della firma dell’atteso accordo.

Alcune forze politiche di opposizione soffiano sul fuoco delle polemiche, schierandosi dalla parte dei frontalieri che con il nuovo regime fiscale, così come previsto dall’accordo parafato, temono una stangata. Su questo versante si avverte una forte carenza di conoscenza, anche perché sui frontalieri continua a fare presa la protesta, rispetto alle spiegazioni fornite dalle organizzazioni sindacali di categoria, che a livello del Csir Ticino-Lombardia-Piemonte, incontrando gli esperti del premier Paolo Gentiloni, hanno caldeggiato modifiche all’accordo, per migliorare il trattamento fiscale. La risposta non è ancora arrivata. Ed è anche per questo motivo che a Roma si esclude la firma dell’accordo entro quest’anno. Se dovesse essere firmato, passerà più di un anno prima che possa entrare in vigore. L’accordo dovrà infatti essere approvato dalle due Camere del parlamento, che saranno chiamate a valutare i decreti attuativi.

Ed è in questo passaggio che i parlamentari saranno chiamati ad approvare le eventuali modifiche, che comunque non influenzeranno sugli aspetti svizzeri dell’accordo. Insomma, con il parlamento italiano che conta le settimane che mancano alla chiusura della legislatura, è da escludere che l’accordo italo-svizzero sulla nuova fiscalità dei frontalieri possa essere discusso. Quanto basta, quindi, per comprendere il motivo per cui Angelino Alfano, ministro degli esteri italiano, nell’incontro di Lugano, sull’argomento non ha detto una sola parola.

12.10.2017, 14:022017-10-12 14:02:00
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Condanna di Bosia Mirra: la sconfitta di Antigone

Ecco una nuova riflessione dello storico Andrea Ghiringhelli sul caso giudiziario che ha visto condannata in prima istanza la co-fondatrice dell’Associazione...

Ecco una nuova riflessione dello storico Andrea Ghiringhelli sul caso giudiziario che ha visto condannata in prima istanza la co-fondatrice dell’Associazione Firdaus e deputata in Gran Consiglio Lisa Bosia Mirra per violazione della legge sugli stranieri per aver aiutato 24 persone eritree e siriane a passare la frontiera eludendo i controlli al confine

di Andrea Ghiringhelli, storico

Le sentenze forse non si giudicano, ma è lecito commentarle. Io ritengo che la democrazia non possa reggersi senza la solidarietà umana, e sono perciò perplesso, come tanti altri, a proposito della sentenza di condanna di Bosia Mirra, che non prevede attenuanti. Sono perplesso ma non sorpreso perché mi pare che sia lo specchio di una società dove il conformismo della chiusura sta contaminando e spegnendo i valori universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e soprattutto di solidarietà.

Questa sentenza ci dice che le leggi dello Stato sono assolute, e vanno rispettate a prescindere da qualsiasi considerazione umanitaria: non contempla il rinvio ai diritti superiori, intangibili e inviolabili, a cui le leggi dovrebbero conformarsi.

Stato di diritto e non Stato delle leggi

Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky ammette che da tempo lo Stato è una “macchina legislatoria”, da cui “ci si aspetta che esca il diritto, senza sapere quale potrà essere, poiché ciò dipende da chi, di volta in volta, prende in mano le leve del potere”. Insomma è il dominio della legge sul diritto: qualcuno parla di legalismo ad oltranza, e non è un complimento. Il che è inquietante perché ogni dimensione dell’esistenza viene regolata da una marea senza fine di leggi: appare legittimo solo ciò che è legale e lo Stato di diritto finisce per identificarsi con uno Stato delle leggi e non con lo Stato che pone alla base i diritti fondamentali, quelli dichiarati universali nella carta del 1948 e ancor di più, viste le contingenze, quelli elencati nella convenzione del 1989 sui diritti dei fanciulli. Conclusione: se lo Stato di diritto si identifica, come pare, unicamente con lo Stato delle leggi positive, risulta che è legittimo solo ciò che è legale, e ciò giustifica ogni tipo di regime, e pure i regimi fascisti trovano una loro collocazione.

Antigone sconfitta

L’Antigone di Sofocle è il testo fondante della cultura giuridica: oppone il re di Tebe, Creonte – che rifiuta la sepoltura, per editto statale, al traditore della patria Polinice –, ad Antigone, la sorella di Polinice, che si schiera con coraggio contro il tiranno e in nome delle leggi superiori, divine o naturali che siano, disubbidisce all’editto dello Stato e procede alla sepoltura, e per questo è punita. Nel nostro caso, la sentenza di condanna decreta, a prima vista, la vittoria di Creonte e ribadisce che è legittimo solo ciò che è legale. La signora Mirra, sotto questo punto di vista ha violato la legalità perché ha infranto le leggi positive, ma il suo comportamento, condivisibile o meno, è coerente con una corretta interpretazione dello Stato di diritto che ammette, anzi vuole, la disobbedienza qualora siano violati i diritti fondamentali superiori. Così l’ha intesa, nel 1974, il sostituto procuratore Mario Luvini, uomo di grande cultura giuridica, che ha mandato assolto per “motivi manifestamente onorevoli” il pastore Guido Rivoir, colpevole secondo la legge di favoreggiamento all’entrata illegale di centinaia di cileni.

Creonte o Epicheia

Pure nel caso in discussione i motivi onorevoli sono evidenti, ma i tempi sono cambiati: non siamo più negli anni Settanta – anni di cambiamenti, e per molti versi rivoluzionari –e i giudizi mutano. Il verdetto della pretura ha decretato la vittoria di Creonte, ma nella tragedia di Sofocle il re avrà una brutta fine. Nel nostro caso, se non sarà il Tribunale d’Appello, sarà sicuramente la Storia, come è già successo, a ristabilire l’umanità negata e a riportare in primo piano il concetto filosofico e giuridico di Epicheia (Ragionevolezza, Equità), secondo cui si giustifica la non applicabilità di una legge in un singolo caso concreto quando la sua applicazione si rivelasse moralmente ingiusta.

È doveroso conoscere il contesto

A prescindere dalle diverse contingenze, l’analogia fra i due casi, Rivoir e Mirra, è evidente e credo che il verdetto di colpevolezza sia stato condizionato da una sottovalutazione, da una errata conoscenza del contesto in cui gli uomini, le donne, e i tanti fanciulli erano allora e sono ancora costretti a vivere a ridosso della frontiera di Chiasso.

Vorrei invitare giudici e politici, prima di formulare giudizi definitivi che decretano condanne e assoluzioni, a uscire dagli uffici e recarsi sui luoghi dove continuano a consumarsi i drammi dei migranti: magari a incontrare in piena notte questa umanità abbandonata, sulle strade, negli autosili, nei sottoscala, nei rifugi di fortuna

Qui ci sono state nel passato ripetute violazioni dei diritti umani e le testimonianze delle tante associazioni di volontari, raccolte da Amnesty International, non sono frutto di fantasia. Se ho ben capito, alla base della condanna vi è la convinzione che i migranti a Como non vivevano in una situazione di emergenza e risiedevano in uno Stato “non lesivo dei diritti dell’uomo”: le soluzioni non erano urgenti e comunque i migranti non erano in pericolo e si poteva aspettare – così dice la sentenza – i provvedimenti istituzionali della politica d’asilo.

Il dramma negato

Vorrei invitare giudici e politici, prima di formulare giudizi definitivi che decretano condanne e assoluzioni, a uscire dagli uffici e recarsi sui luoghi dove continuano a consumarsi i drammi dei migranti: magari a incontrare in piena notte questa umanità abbandonata, sulle strade, negli autosili, nei sottoscala, nei rifugi di fortuna. Vorrei invitare giudici e politici ad avvicinarsi a questi bambini, a queste giovani donne, a questi uomini e ad osservarli: non servono le parole, raccontano con gli occhi il loro smarrimento, la loro disperazione di esseri umani che invece di trovare comprensione incontrano muri, disprezzo e indifferenza e qualche volta trovano perfino fra i pubblici ufficiali chi li considera dei negri inetti, per non dir di peggio. Ed è allora che si fa forte, irresistibile, terribilmente severa la voce della più grande autorità morale dell’occidente, papa Francesco: condanna gli inflessibili custodi della tradizione e l’ipocrisia e l’indifferenza della gente, e il cancro del legalismo ad oltranza che uccide lo Stato di diritto e la dignità delle persone. Andiamo dai migranti e ci accorgeremo che visti da vicino sono come noi, esattamente come noi. E ci capiterà di scoprire che fuggono da guerre, da uno spietato sfruttamento, da miserie di cui noi, gli occidentali, siamo spesso responsabili in prima persona. L’alto commissario delle nazioni unite per i rifugiati, che ha toccato con mano questa drammatica realtà, ha dovuto confessare con amarezza che gli Stati, i nostri Stati, hanno abbandonato molte persone bisognose di compassione, di aiuto e di rifugio e la risposta di tutti noi è necessaria. Ebbene andiamo laggiù, a ridosso della frontiera, e prendiamo atto che la politica non dà risposte sufficienti e non c’è tempo per aspettare, e senza le decine e decine di volontari che si adoperano sulle strade di giorno e di notte – e pure i tanti ticinesi fanno la loro parte – il dramma di queste persone diventerebbe una tragedia. Mai come in questi frangenti si misura la distanza abissale fra la generosità di tanti cittadini comuni e l’aridità di certa politica accecata dalla paura dell’Altro.

I dannati della Terra

Andiamo laggiù, e forse riusciremo a convincerci che certe sentenze suonano stonate, addirittura offensive della dignità delle persone, al cospetto della realtà vera, quella vissuta sulle strade. Sì, perché la realtà ci dice che le cose non stanno esattamente come il giudice le ha descritte, ci dice che quotidianamente la dignità delle persone è calpestata: è violentata la carta universale dei diritti umani, ed è violentata la convenzione sottoscritta nel 1989 e ritenuta vincolante sui diritti del fanciullo: leggiamola là dove sancisce il diritto del fanciullo di crescere in un clima di felicità, di amore e di comprensione; poi mettiamola a confronto con la realtà vissuta da giovani e fanciulli che vagano smarriti sulle strade, in balìa di un ambiente che li respinge, freddo e ostile, appena mitigato dalla generosa umanità dei volontari. Il divario fra enunciazioni di principio e la cruda realtà è enorme, e purtroppo vale ancora la constatazione di Frantz Fanon: i migranti, continuano ad essere i dannati della Terra.

Andiamo dai migranti e ci accorgeremo che visti da vicino sono come noi, esattamente come noi. E ci capiterà di scoprire che fuggono da guerre, da uno spietato sfruttamento, da miserie di cui, noi, gli occidentali, siamo spesso responsabili in prima persona

Purtroppo la politica degli Stati è sorda e l’invito di Francesco ad “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” è una vera eresia per una fetta cospicua della classe politica che costruisce il nostro futuro sul rifiuto dell’Altro, e il linguaggio è di una guerra dichiarata: si parla di internamenti e di respingimenti, di muri e fili spinati, di terre assediate e di offensiva sui mari. Ho il dubbio che questo non sia propriamente lo spirito delle democrazie mature.

Lo Stato di diritto pretende il diritto di resistenza

A parte i rigurgiti del populismo dilagante, è sorprendente come pure alcuni esponenti del liberalismo ticinese si ergano indignati a reclamare le dimissioni dal Gran Consiglio della deputata socialista, rea di aver commesso un crimine indicibile. Ma allora perché, con un’ardita revisione storica, allo stesso modo non condanniamo pure il Franscini, il Luvini, il Battaglini, o i Ciani e tanti altri che qualche clandestino l’hanno pure aiutato, contravvenendo alle leggi dello Stato? Ciò che colpisce è la miopia di tutti i paladini della legalità ad oltranza: non si accorgono che la loro condanna senza appello mette in discussione i fondamenti stessi di quel liberalismo che pretendono di rappresentare. Perché il diritto di resistenza è uno dei pilastri vitali dello Stato di diritto che non è, come qualcuno sembra intendere, lo Stato legale, ma lo Stato che tutela e garantisce i diritti fondamentali. Come segnala un noto costituzionalista, Luigi Ventura, è proprio grazie a queste forme di resistenza che lo Stato è spinto a progredire e a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. Insomma anche in politica qualche riflessione in più, prima delle reboanti dichiarazioni, è sempre utile.

12.10.2017, 14:012017-10-12 14:01:19
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Infermiera travolta e uccisa a Varese

Stava tornando a casa a piedi, dopo aver terminato il turno di servizio nel reparto di Pediatria dell'ospedale Del Ponte di Varese, in via Magenta è stata travolta e uccisa da...

Stava tornando a casa a piedi, dopo aver terminato il turno di servizio nel reparto di Pediatria dell'ospedale Del Ponte di Varese, in via Magenta è stata travolta e uccisa da una Fiat Punto. E' accaduto ieri sera attorno alle 22,30.

La vittima è una 25enne infermiera professionale, originaria di Valenza Po, da pochi mesi in servizio all'ospedale varesino. La ragazza, che era diretta in piazza Garibaldi dove risiedeva, a seguito dell'impatto con l'auto è stata sbalzata sull'asfalto, riportando un gravissimo trauma cranico, risultato fatale.

La giovane infermiera è spirata poche ore dopo l’incidente nella rianimazione del Pronto soccorso dell’ospedale di Circolo, dove hanno tentato di strapparla alla morte. Sul posto oltre ai soccorsi del 118 anche carabinieri, polizia e una unità mobile della Polizia locali. Grande dolore fra i colleghi della ragazza.

12.10.2017, 09:302017-10-12 09:30:00
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Lago Maggiore e Ceresio, accordo sul trasporto privato

Nell'ambito della Convenzione fra la Svizzera e l'Italia per la disciplina della navigazione sui laghi Maggiore e di Lugano, un gruppo di lavoro bilaterale ha...

Nell'ambito della Convenzione fra la Svizzera e l'Italia per la disciplina della navigazione sui laghi Maggiore e di Lugano, un gruppo di lavoro bilaterale ha concordato le condizioni quadro per l'offerta di servizi da parte di società di navigazione private su questi due laghi. Le condizioni quadro sono state pubblicate in un documento la cui validità è per il momento limitata a un anno. Questo rappresenta un passo ulteriore verso l'attuazione della dichiarazione d'intenti (Memorandum d'Intesa) sottoscritta dai Ministri dei trasporti nel 2016 per aumentare l'attrattiva turistica della navigazione.

Il gruppo di lavoro, comprendente rappresentanti di Svizzera e Italia, è incaricato di attuare il Memorandum d'Intesa (MoI) tra i due Paesi , volto a promuovere la navigazione sui due laghi. Il documento redatto dal gruppo espone le condizioni con le quali società di navigazione private possono offrire servizi su questi laghi.

La Convenzione, conclusa nel 1992, stabilisce che, prima di rilasciare a una società privata l'autorizzazione a effettuare un servizio, si deve verificare che l'offerta privata corrisponda a un'«esigenza effettiva» e che non costituisca una «notevole concorrenza» per le società concessionarie. Il gruppo di lavoro ha elaborato una prima interpretazione congiunta di questi due concetti. Le condizioni relative all'«esigenza effettiva» e alla «notevole concorrenza» possono essere adempiute solo se le società concessionarie non effettuano alcun servizio o se viene osservato un intervallo di tempo sufficiente rispetto alle loro corse di linea. Restano possibili i servizi già offerti, quali viaggi in taxi o NCC, nozioni che il succitato documento provvede a precisare.

Il documento sarà applicato - a complemento della Convenzione - per un periodo di prova di un anno, dopodiché sarà riesaminato. A seconda delle esperienze maturate e dell'occorrenza ne sarà redatta una nuova versione entro la fine del 2018 (per l'applicazione dal gennaio del 2019).

Con l'elaborazione di questo documento il gruppo di lavoro ha portato a termine un compito del mandato, affidatogli dai Ministri dei trasporti, di individuare nuove soluzioni e modelli atti a migliorare la navigazione turistica nell'ambito della legislazione vigente.

Un altro risultato conseguito dal gruppo di lavoro è stato quello di promuovere la cooperazione fra la  GGNL e la SNL. Infatti, le due concessionarie sono state incaricate dello sviluppo di uno studio che porti al miglioramento ed alla promozione della navigazione anche turistica sui laghi Maggiore e di Lugano.

A seguito dello studio si prevede la costituzione di un Consorzio direzionale che permetterebbe di sviluppare al meglio quanto definito nel Memorandum di Intesa. Ciò offrirebbe ai collaboratori GGNL residenti in Svizzera la possibilità di essere prontamente reimpiegati sui due laghi. Il gruppo di lavoro appoggia gli sforzi compiuti in tal senso dalle due società Concessionarie, purché le attività risultino economicamente sostenibili e rispettino il principio della copertura dei costi.

11.10.2017, 18:402017-10-11 18:40:27
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Abusa del fratellino per soddisfare la 'fidanzata virtuale', in realtà un pedofilo: adolescente adescato in Facebook e poi arrestato

Questa è una storia che dice qualcosa del nostro tempo, delle sue...

Questa è una storia che dice qualcosa del nostro tempo, delle sue insidie, virtuali e reali, e delle conseguenze che possono avere. Il tutto a partire da un'apparente amicizia nata su Facebook.

Un minorenne lombardo credeva infatti di aver instaurato una relazione a distanza con "una ragazza di diciassette anni, piuttosto avvenente", dietro la quale si nascondeva in realtà un pedofilo: questo è stato l'inizio di una discesa agli inferi per il ragazzo fino a indurlo, dopo qualche resistenza, a compiere abusi sul fratellino di 10 anni più piccolo per soddisfare, con le immagini, i desideri sessuali della "fidanzatina virtuale".

Una storia dai contorni aberranti portata alla luce dalle indagini della polizia postale di Verona. Il minore, arrestato a maggio in esecuzione di un mandato europeo in Inghilterra, dove si era trasferito con la famiglia, è stato ora estradato in Italia. Precedentemente la polizia postale aveva arrestato l’adescatore, un uomo di 40 anni, singolo e disoccupato, residente nel comasco.

Dopo il trasferimento in Italia, il giovane, secondo quanto si è appreso, ha confermato agli inquirenti l’autenticità dei fatti emersi dalle indagini. L’adolescente dovrà ora rispondere dei reati di violenza sessuale su minore, atti sessuali con minore e divulgazione di materiale pedopornografico, aggravati dall’abuso di relazioni domestiche.

La vicenda al centro dell’indagine è emersa dopo l’arresto del quarantenne per detenzione di ingente materiale pedopornografico. L’uomo è attualmente in carcere. Proprio attraverso l’attività di analisi dei dispositivi che gli sono stati sequestrati, gli inquirenti sono riusciti a risalire alla sconvolgente storia di abusi riguardante i due fratelli.

Dalle analisi sul pc e sul cellulare, infatti, è risultato che l’uomo, nascondendosi dietro un profilo Fb, creato utilizzando un nome femminile di fantasia e la foto di una ragazza 17enne, aveva intrapreso amicizie virtuali con minori, prevalentemente di sesso maschile. Una volta ottenuta in chat la fiducia degli adolescenti con i quali veniva in contatto, ne acquisiva i numeri di cellulare per dialogare direttamente con le giovani vittime e creare in questo modo una "intima complicità".

Tra le numerose conversazioni su Whatsapp passate al setaccio, l’attenzione degli investigatori si è concentrata in particolare sul minorenne lombardo, che non si era limitato a produrre foto di sé stesso, ritratto in atteggiamenti sessualmente espliciti da inviare alla sua "fidanzatina virtuale", ma si era spinto, dopo qualche resistenza iniziale ad esaudire le sue richieste di coinvolgere negli atti sessuali anche il proprio fratellino.

Gli investigatori, a quel punto, hanno chiesto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia di sollecitare l’arresto del fratello maggiore, che però nel frattempo aveva lasciato l’Italia assieme alla famiglia. L’ordine è stato eseguito dagli organi di polizia del Regno Unito.

Sono in corso ulteriori approfondimenti per accertare se il minore abbia inviato ad altri utenti i file  autoprodotti e se vi siano eventuali responsabilità da parte di componenti della famiglia per gli abusi compiuti.

11.10.2017, 14:002017-10-11 14:00:13
Marco Marelli

Elettronica e telefonia, fatture false per milioni di euro

Una evasione di Iva per quasi 60 milioni di euro nel settore dei prodotti elettronici e della telefonia mobile è stata accertata dai funzionari della...

Una evasione di Iva per quasi 60 milioni di euro nel settore dei prodotti elettronici e della telefonia mobile è stata accertata dai funzionari della dogana di Verbano-Cusio-Ossola. La scoperta si deve alle fiamme gialle del Vco, a seguito di una verifica fiscale in una società del verbanese. I finanzieri hanno accertato che la società interessata avrebbe emesso e utilizzato fatture false per operazioni inesistenti dal rilevante importo, conseguendo così illeciti vantaggi fiscali (indebita detrazione di imposta, irregolare fatturazione, rimborsi Iva, infedele dichiarazione di imposta), dando vita consapevolmente ad una frode di Iva intracomunitaria. Stando alla documentazione, la merce risultava essere passata da più dogane, fra cui anche quella di Camedo. Accertamenti si sono compiuti in una ventina di Paesi, fra cui anche la Svizzera. Alla società di comodo, per gli aspetti amministrativi e doganali della vicenda, una multa di 104 milioni di euro. E' aperta l'inchiesta penale

10.10.2017, 11:072017-10-10 11:07:04
Marco Marelli

Nuovo mensile gratuito ai valichi. Da domani 'Il frontaliere' in 22mila copie

“Senza i frontalieri il Canton Ticino è in difficoltà”. È il titolo di copertina de 'Il Frontaliere', il nuovo mensile della Cisl...

“Senza i frontalieri il Canton Ticino è in difficoltà”. È il titolo di copertina de 'Il Frontaliere', il nuovo mensile della Cisl dei Laghi, sindacato confederale di Como e Varese in distribuzione gratuitamente da domani mattina ai valichi di frontiera di Chiasso Brogeda, Chiasso Strada, Maslianico, Bizzarone, Ponte Faloppia, Oria Gandria, Ponte Tresa, Gaggiolo, Cremenaga, Piaggio Valmara Madonna di Ponte e negli esercizi commerciali della fascia di confine delle province di Como, Varese e Verbano Cusio Ossola.

La rivista conta 48 pagine a colori, è stata stampata in 22 mila copie. “Quella del lavoratore frontaliere è una categoria cresciuta negli anni in modo esponenziale, che ha portato oltreconfine decine di migliaia di italiani – scrive il direttore responsabile Claudio Ramaccini nella presentazione del nuovo mensile –. Complice la crisi, il poter trovare un impiego all’estero ha rappresentato e rappresenta tuttora una rilevante opportunità, una sorta di ulteriore ammortizzatore sociale. I numeri, come noto, sono importanti: in Ticino lavorano oltre 60mila italiani, provenienti dalla Lombardia (Como, Lecco, Varese e Sondrio) e dal Piemonte (Verbano-Cusio-Ossola)”.

'Il Frontaliere' affronta non solo i problemi dei lavoratori italiani occupati in Svizzera (oltre a Ticino, anche Grigioni e Vallese) ma anche quelli occupati in Austria (un migliaio, provenienti dal Trentino), in Slovenia (1.500), nella Repubblica di San Marino (5mila), nello Stato Vaticano (864) e in Francia e nel Principato di Monaco (6 mila). Ancora Ramaccini: “In Svizzera, la categoria è sottoposta ad attacchi feroci da parte di alcune forze politiche, che ormai da anni hanno avviato campagne sistematiche contro i lavoratori frontalieri. Appare quindi del tutto evidente la necessità di un sostegno normativo, fiscale, ma anche di costante aggiornamento informativo, per tutelare una categoria sotto pressione, spesso etichettata in modo sbrigativo e qualunquista come 'fortunata', da chi però non conosce le reali difficoltà e i sacrifici – non ultimi, quelli logistici – di chi ogni mattina si reca al lavoro fuori dai confini nazionali. Per tale motivo è nato questo giornale a cadenza mensile, in formato agile, interamente a colori con lo scopo di informare, sostenere e aggiornare la categoria”.

Accanto all'edizione cartacea c'è anche il sito web (www.ilfrontaliere.org), dove saranno inseriti l’archivio e le notizie aggiornate nell’arco del mese. Il portale sarà soprattutto un servizio attraverso il quale i frontalieri potranno trovare una sorta di “sportello virtuale” dal quale ottenere risposte da esperti qualificati.

9.10.2017, 18:512017-10-09 18:51:19
@laRegione

Omicidio in casa anziani a Como, l'autrice sarebbe una paziente 78enne

Sarebbe una 78enne paziente della casa di riposo della Divina Provvidenza beato Luigi Guanella di via Grosi a Como la responsabile della...

Sarebbe una 78enne paziente della casa di riposo della Divina Provvidenza beato Luigi Guanella di via Grosi a Como la responsabile della morte della 91enne trovata senza vita, lo scorso 24 settembre, nel letto della sua stanza. La 78enne, della quale non sono state rese note le generalità è stata iscritta sul registro degli indagati, per i reati di omicidio volontario e calunnia, in quanto avrebbe tentato di far ricadere la colpa sulla vicina di stanza della vittima, risultata del tutto estranea. La 91enne paziente era stata trovata – da un'infermiera – con un paio di guanti di lattice in bocca. Guanti che ne avevano causato il decesso per soffocamento, come avrebbe confermato il medico legale Giovanni Scola a seguito dell'autopsia disposta dal pm Simona De Salvo che inizialmente. Pm che, come atto dovuto, aveva indagato anche la compagna di stanza, la cui posizione è destinata ad essere archiviata. Per ora non è dato sapere in base a quali elementi gli investigatori della squadra mobile delle Questura di Como hanno raccolto a carico della 78enne sospettata dell'omicidio che aveva suscitato clamore e dolore all'interno della casa di riposo che rappresenta una delle istituzioni nel cuore dei comaschi.

6.10.2017, 13:572017-10-06 13:57:00
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Firmata l'intesa fra Ticino e Piemonte

Il Canton Ticino e la Regione Piemonte hanno firmato oggi una Dichiarazione d’intesa sulla cooperazione in diversi ambiti di interesse comune: commercio, turismo, energia e...

Il Canton Ticino e la Regione Piemonte hanno firmato oggi una Dichiarazione d’intesa sulla cooperazione in diversi ambiti di interesse comune: commercio, turismo, energia e trasporti, formazione, cultura, tutela del territorio e dell’ambiente, salute e scienze mediche, sport, giovani e montagna. La sottoscrizione del documento ha inoltre consentito di discutere alcune questioni politiche d’attualità.

Navigazione sul Lago Maggiore

Il Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli – accompagnato sulle Isole di Brissago dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri e dal Delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini – ha affrontato, insieme al Vice Presidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna, diversi temi di interesse comune, a cominciare dalla situazione della navigazione sul Lago Maggiore. In attesa dell’imminente presentazione business plan del nuovo Consorzio di gestione del servizio, è stata riaffermata l’intenzione del Consiglio di Stato di consolidare l’attività di linea e turistica sul Verbano, salvaguardando l’occupazione. Il Governo piemontese condivide questi orientamenti, che saranno espressi nei prossimi giorni anche nell’ambito di un incontro previsto con il Ministro italiano dei trasporti Graziano Delrio, affinché il Memorandum italo-svizzero possa trovare piena attuazione.

Statale 34

La riunione ha poi permesso di condividere alcune informazioni sulle opere di messa
in sicurezza della strada statale 34 del Lago Maggiore, in territorio italiano. La Regione Piemonte ha definito negli scorsi mesi gli interventi necessari a procedere in modo risolutivo alla stabilizzazione dei versanti e alla protezione della carreggiata: con l’accordo delle autorità centrali e la garanzia di partecipazione dei Comuni, una prima fase dei lavori potrebbe prendere avvio a partire dal prossimo anno. Nel 2019 è inoltre già stabilito l’avvio dei lavori sulla strada statale 337 della valle Vigezzo, fra Re e la dogana di Camedo. Da ultimo, sono state avviate trattative per il passaggio di competenze ad ANAS della strada provinciale della valle Cannobina.

Parco Nazionale Locarnese

Per quanto riguarda il progetto di Parco Nazionale del Locarnese, sul quale la votazione nei territori ticinesi interessati è prevista nel giugno 2018, è stata riaffermata la disponibilità della Regione Piemonte a sostenere la creazione di un’area protetta transfrontaliera nella zona della Valle dei Bagni; è valutato positivamente il coinvolgimento del Ministero dell’ambiente italiano, e la disponibilità manifestata in merito al progetto.

 

Interreg

La riunione si è poi conclusa con un aggiornamento reciproco sull’attività della comunità di lavoro Regio Insubrica, di cui il Piemonte detiene attualmente la Presidenza, e sul Programma di cooperazione Interreg ItaliaSvizzera per il periodo 2014/2020, nel quale sono al momento contemplati anche 5 progetti che accomunano Ticino e Piemonte.

6.10.2017, 07:102017-10-06 07:10:00
Marco Marelli

Inchiesta Fort Knox, un fiume d'oro verso il Ticino

È slittata al 17 ottobre la sentenza ad Arezzo nell’udienza preliminare – oltre sessanta gli imputati – per il più colossale contrabbando d’oro verso il Canton...

È slittata al 17 ottobre la sentenza ad Arezzo nell’udienza preliminare – oltre sessanta gli imputati – per il più colossale contrabbando d’oro verso il Canton Ticino (4’436,95 chili di metallo giallo per un valore di 177’478’000 euro). L’udienza dell’altro ieri è stata breve. Il tempo necessario per alcune repliche. Abbastanza per apprendere che il “cartello” smascherato dall’inchiesta Fort Knox è stato in grado di realizzare, nell’arco di una decina di anni, un mercato parallelo a quello legale e inquinare il mercato ufficiale.

È quanto emerge dalla rogatoria che Marco Dioni, sostituto della Procura di Arezzo, aveva chiesto al Ministero pubblico della Confederazione. Dalle carte giunte da Berna è stato infatti possibile ricavare l’esatto quantitativo di oro contrabbandato in Ticino dai collettori di riferimento di Fort Knox (uno residente a Lugano, l’altro toscano con domicilio a Chiasso).

Queste le dimensioni dei traffici illeciti, ricostruiti dagli investigatori: 34’095,50 chili di oro puro, per un importo totale di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Il quantitativo di oro indicato nell’inchiesta Fort Knox comprende quello sequestrato fra il 2011 e il 2012 e quello accertato documentalmente dagli investigatori del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Arezzo. Inizialmente l’accusa era di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di oro, in quanto proveniente da altro reato. Accusa che inaspettatamente è stata derubricata in associazione a delinquere finalizzata al contrabbando. Tanto che il pm Marco Dioni ha presentato agli imputati un conto relativamente modesto.

Patteggiamento nei limiti della condizionale (massimo due anni) per 34 imputati, tutti i protagonisti principali, fra cui Petrit Kamata, imprenditore svizzero di origine albanese, con uffici a Lugano e a Chiasso, considerato il capo dei capi del traffico illecito, e Michele Ascione, orafo aretino, con interessi in Ticino, referente di Kamata in Toscana. Patteggiamento anche per gli altri imputati ticinesi e i corrieri di valuta e comaschi. Assoluzione per Matteo figlio di Kamata, per mancanza di sufficienti elementi di prova a suo carico. Chiesta anche la confisca dei beni (40 milioni di euro).

5.10.2017, 07:372017-10-05 07:37:00
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Frontalieri ossolani, fantasia contro i disservizi

Mutuando da uno slogan in vena durante gli anni della protesta, i frontalieri ossolani – tramite il Consiglio sindacale interregionale Ticino, Lombardia, Piemonte...

Mutuando da uno slogan in vena durante gli anni della protesta, i frontalieri ossolani – tramite il Consiglio sindacale interregionale Ticino, Lombardia, Piemonte – hanno avanzato una proposta per superare i disservizi legati alla mobilità che si potrebbe sintetizzare in “La fantasia al potere”.

Se dal prossimo 10 dicembre, giorno in cui la navetta che collega Iselle a Briga – con il passaggio di gestione a Bls – per motivi tecnici non prevederà più una carrozza passeggeri ma solo vagoni per i veicoli, ecco la proposta di caricare su uno dei carri un pulmino con venti posti a sedere, soluzione che corrisponderebbe a togliere dalle strade almeno una ventina di auto.

Gli interlocutori svizzeri, messi di fronte alla proposta, l’hanno giudicata meritevole d’attenzione. L’idea è emersa nel corso del recente incontro, tenutosi a Gravellona Toce, del Consiglio sindacale interregionale, con all’ordine del giorno i disservizi segnalati dai frontalieri ossolani, tra i principali fruitori della tratta Domodossola-Briga e primi interpreti del disappunto per il passaggio di gestione della linea a seguito della gara indetta dall’Agenzia regionale per la mobilità.

Un malcontento che interessa il sovraffollamento delle carrozze dei treni più utilizzati al mattino e alla sera, la mancanza di coincidenze, le corse soppresse il sabato mattina, questi i nodi principali del disagio segnalato dai frontalieri. I problemi, tra l’altro, sono destinati a crescere con la soppressione del vagone passeggeri della navetta. Nonostante questo, qualcosa si sta muovendo, come dimostra l’aggiunta di un vagone al treno che parte alle 5.58 da Domodossola.

A breve, inoltre, sarà aggiunto un ulteriore vagone al treno di rientro, quello delle 17.22. Altra novità, nel caso di sovraffollamento, i frontalieri – senza dover pagare il supplemento – potranno accedere alle carrozze di prima classe. Tutto ciò in attesa di sapere se una ventina di loro potranno viaggiare su un pulmino caricato sulla navetta.

5.10.2017, 07:152017-10-05 07:15:00
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Sangallese travolto sulle strisce a Porlezza

Investito da un'auto guidata da una donna di Corrido: questo l'incidente occorso ieri a un 45enne sangallese a Porlezza. L'uomo stava uscendo da un negozio in via Ceresio...

Investito da un'auto guidata da una donna di Corrido: questo l'incidente occorso ieri a un 45enne sangallese a Porlezza. L'uomo stava uscendo da un negozio in via Ceresio, stando a quanto riporta la 'Provincia di Como'. 

Soccorso dalla Croce Azzurra, l'uomo si trova ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia. Illesa la donna, sotto shock.

 

4.10.2017, 15:382017-10-04 15:38:00
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Multe in Italia: Come comportarsi? I consigli del TCS

Chi prende una multa in Italia e non la paga, sappia che i tempi si fanno sempre più duri. Oggi l'accesso alle banche dati, svizzera e italiana, è automatico e...

 Chi prende una multa in Italia e non la paga, sappia che i tempi si fanno sempre più duri. Oggi l'accesso alle banche dati, svizzera e italiana, è automatico e funziona in modo tale da permettere la notifica della multa all'indirizzo del contravventore.

I Comuni e i corpi di Polizia italiani stanno attivamente perfezionando gli strumenti d’incasso delle infrazioni commesse da cittadini svizzeri in Italia. La notifica diretta delle contravvenzioni è consentita dall’accordo di Schengen e da altre convenzioni prese con i Paesi europei, fra cui l’Italia.

Il TCS consiglia, se l’infrazione stradale è riconosciuta e giustificata, di pagarla entro il termine stabilito, per non aggiungere tasse d’ingiunzione molto elevate e poter usufruire dello sconto del 30%. Questo ribasso è concesso per tutte le sanzioni del codice stradale pagate entro 5 giorni dalla notifica. Lo sconto non è concesso per infrazioni gravi che prevedono la sospensione della patente o la confisca del veicolo.

Ricorso

È possibile presentare ricorso, entro i termini di legge, per iscritto e in italiano al giudice di pace o al prefetto della giurisdizione. Il ricorso dev’essere suffragato da prove concrete. Chi inoltra un ricorso e poi esce perdente, l’importo da pagare viene pressoché raddoppiato!

Termine di notifica e di prescrizione

Una multa dev’essere notificata al titolare del veicolo entro 1 anno dall’infrazione per lettera “Raccomandata R.R.” oppure dall’autorità verbalizzante (“brevi manu”). Dal ritiro della raccomandata si hanno 5 gg o 60gg per pagare la multa. Il termine di ricorso è di 60 gg.

Attenzione! La multa è regolarmente notificata, anche se la raccomandata non è ritirata.

Il termine di prescrizione di una multa è di 5 anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione (art. 209 Codice della Strada). Se l’automobilista non paga la multa, malgrado i solleciti, rischia, in un futuro viaggio in Italia, d’incorrere in sanzioni molto più gravi, quali: il fermo o il sequestro del veicolo. (Tcs)

3.10.2017, 02:162017-10-03 02:16:10
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Gran S. Bernardo riaperto entro fine novembre

La riapertura del tunnel del Gran San Bernardo, chiuso dallo scorso 21 settembre per il crollo di una soletta, è "ipotizzabile entro il prossimo 30 novembre". Lo...

La riapertura del tunnel del Gran San Bernardo, chiuso dallo scorso 21 settembre per il crollo di una soletta, è "ipotizzabile entro il prossimo 30 novembre". Lo riferisce, in una nota, la società italo-svizzera Sisex che gestisce l’impianto. Inizialmente il ripristino della viabilità era previsto entro l’8 ottobre.

"A seguito delle verifiche degli esperti incaricati da parte delle società concessionarie – si legge nel comunicato – sono state individuate ulteriori problematiche sulla soletta di ventilazione".

Il collegamento tra l’Italia e la Svizzera è garantito, per il traffico leggero e per gli autobus, attraverso il colle del Gran San Bernardo fino a quando le condizioni meteorologiche lo consentiranno. (Ats)

1.10.2017, 08:542017-10-01 08:54:59
Marco Marelli

Scatta un piano antismog per tutta la Pianura Padana

Da qualche giorno l'inquinamento da polveri sottili è tornato in tutta la Pianura padana, tanto che sono state anticipate ad oggi, domenica, le misure antismog....

Da qualche giorno l'inquinamento da polveri sottili è tornato in tutta la Pianura padana, tanto che sono state anticipate ad oggi, domenica, le misure antismog. E per la prima volta sono le stesse per tutta l'area padana, come previsto dal 'Nuovo Accordo per la qualità dell'aria nel bacino padano' firmato da Ministero dell'Ambiente e Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia-Romagna. Un accordo che prevede provvedimenti omogenei e dovrebbe dare risultati migliori rispetto al passato. Si tenga presente che la Pianura padana in fatto di inquinamento atmosferico a livello europeo è la peggiore: la Lombardia detiene il triste primato di morti per smog.

Le misure prese in Lombardia dovrebbero tornare utili anche al Canton Ticino, dimostrato che lo smog non si ferma in frontiera. Sino al 15 aprile del prossimo anno sarà limitata la circolazione dal lunedì al venerdì, e nelle domeniche ecologiche dalle 8.30 alle 18.30, per le auto e i veicoli commerciali diesel fino all'euro 3 e benzina fino all'euro 1, mentre il blocco degli euro 3 a benzina è stato rinviato al 2018. Nel frattempo, come si diceva all'inizio, in diverse località lombarde, fra cui Como, da alcuni giorni le polveri fini sono già oltre i limiti.

27.9.2017, 21:122017-09-27 21:12:56
@laRegione

Fungiatt precipita e perde la vita. Trovato grazie a una 'app'

Un cercatore di funghi, Doriano Poscia, 67 anni, ex vigile di San Bernardino in pensione, capogruppo degli alpini, è morto nei boschi di Bieno,...

Un cercatore di funghi, Doriano Poscia, 67 anni, ex vigile di San Bernardino in pensione, capogruppo degli alpini, è morto nei boschi di Bieno, frazione di San Bernardino Verbano, in Val Grande. E’ scivolato nel bosco poco distante dal cimitero. Il fungiatt, uscito in mattinata per cercare funghi nei boschi del paese che ben conosceva, nel pomeriggio è stato trovatto senza vita dal figlio. L'uomo, dopo essere scivolato, ha battuto violentemente il capo. Grazie a un’applicazione per rintracciare gli smartphone, il figlio è riuscito a localizzare il padre. Una volta sul posto il ragazzo ha fatto squillare il telefono, riuscendo così a trovare il corpo. Sul posto sono intervenuti soccorso alpino civile, carabinieri, 118 e vigili del fuoco.