Confine

28.4.2017, 19:052017-04-28 19:05:08
Marco Marelli

Comasco, dimentica di versare 10 centesimi e la multa lievita

Un'automobilista comasca si è vista recapitare un avviso di pagamento di 211,50 euro. Mittente: il comando della polizia locale del capoluogo lariano...

Un'automobilista comasca si è vista recapitare un avviso di pagamento di 211,50 euro. Mittente: il comando della polizia locale del capoluogo lariano. La causa? Aver dimenticato di versare la somma di 10 (dieci, in lettere per evitare equivoci) centesimi nel momento in cui ha compilato il modulo per pagare una multa di 114,10 euro. La contravvenzione risale al 2015. Sul fatto che si sia trattato di un numero non ci possono essere motivi per pensare il contrario. La legge non ammette ignoranza? La disattenzione non è ammissibile? In penna di diritto agli interrogativi bisogna rispondere sì. Solo che davanti a alcuni fatti dovrebbe prevalere il buon senso. Se uno si dimentica di pagare 10 (dieci) centesimi non può essere considerato alla stregua degli evasori fiscali, che nascondono all'Erario redditi con diversi zeri. La donna ha sessanta giorni per pagare la multa. L'unica possibilità di non pagarla è quella di fare ricorso, ma dovrà attendere che la pratica passi all'agenzia di riscossione. Passeranno mesi. Se non anni.

28.4.2017, 12:132017-04-28 12:13:31
Marco Marelli

Fermato con mezzo chilo di cocaina a Brogeda, condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere

Nel novembre scorso stava entrando in Ticino, dalla dogana turistica di Brogeda, con mezzo chilo di cocaina nascosta nel...

Nel novembre scorso stava entrando in Ticino, dalla dogana turistica di Brogeda, con mezzo chilo di cocaina nascosta nel cruscotto di un'autovettura con targhe svizzere. La polvera bianca era stata annusata da un cane antidroga del Guardia di finanza di Ponte Chiasso. Quel tentativo di portare cocaina in Svizzera è costato al corriere, un 37enne albanese residente oltre Gottardo, 3 anni e 8 mesi di reclusione. Giudicato con rito abbreviato, l'imputato ha beneficiato della riduzione di un terzo della pena. Dal momento dell'arresto, è rinchiuso al Bassone, il carcere di Como. Quanto è stato contrallato aveva dichiarato di essere 'pulito'. Ma non deve essere stato convincente, se le fiamme gialle ritennero necessario l'intervento del loro 'collega a quattro zampe', quel giorno in servizio a Brogeda. L'entità della pena conferma quanto sia severa la legge italiana in materia di traffico internazionale di stupefacenti.

27.4.2017, 13:472017-04-27 13:47:15
@laRegione

Schengen, tra libertà e sicurezza

"L'area Schengen è certamente uno spazio di libertà, ma è anche una spazio di sicurezza'', così Giancarlo Kessler, ambasciatore svizzero a Roma, che questa mattina a Palazzo San...

"L'area Schengen è certamente uno spazio di libertà, ma è anche una spazio di sicurezza'', così Giancarlo Kessler, ambasciatore svizzero a Roma, che questa mattina a Palazzo San Macuto è stato sentito dal Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, presieduto da Laura Ravetto. Una audizione che era stata chiesta a seguito della decisione di chiudere nelle ore notturne i valichi minori di Novazzano, Pedrinate e Ponte Cremenaga e dello strascico di polemiche oltreconfine. Kessler ha ribadito che si tratta di una misura sperimentale, decisa dal Consiglio federale a seguito della mozione della parlamentare Roberta Pantani. E che la scelta dei tre valichi chiusi non è stata casuale, ma ha tenuto conto del fatto che a distanza di pochissimi chilometri non mancano le alternative. Argomentazioni che sembrano aver fatto breccia fra i componenti della Commissione parlamentare, in linea con il clima collaborativo dell'audizione. Anche perchè l'ambasciatore svizzero ha fatto sapere che il prossimo 23 maggio sul tema dei valichi minori ci sarà un incontro a Bellinzona, fra i soggetti maggiormente interessati al problema. Laura Ravetto ha chiesto in base a quali elementi in ottobre sarà valutato l'esperimento. La risposta dell'ambasciatore: "Cosa ha voluto dire per la polizia svizzera, cosa ha voluto dire per la polizia italiana, cosa ha voluto dire per i frontalieri, quale evoluzione avrà avuto per la criminalità trasfrontaliera''.

Nel corso dell'audizione è parlato anche del casellario giudiziale, della legge sugli appalti pubblci e dei movimenti migratori.

26.4.2017, 20:002017-04-26 20:00:49
Marco Marelli

Lucro sui permessi umanitari ai migranti; avvocato comasco nei guai

Un avvocato di Como è indagato dal pubblico ministero Simona De Salvo, sostituto della procura lariana, per favoreggiamento dell'immigrazione a...

Un avvocato di Como è indagato dal pubblico ministero Simona De Salvo, sostituto della procura lariana, per favoreggiamento dell'immigrazione a seguito di immigrazione clandestina. L'avvocato comasco avrebbe lucrato sui permessi umanitari ai migranti. L'indagato ha sempre respinto qualsiasi addebito, sostendendo cha la sua immagine, dalla trasmissione televisiva, è uscita ben lontana dalla realtà. Dell'inchiesta si è avuta notizia dopo che la Squadra Mobile ha effettuato una perquisizione nello studio legale dell'imputato.

Alla perquisizione, come prevedono le norme in caso di studio legale, erano presenti il magistrato inquirente e il presidente dell'Ordine degli avvocati, Alessandro Patelli. Al termine della perquisizione gli inquirenti hanno posto sotto sequestro un centinaio di pratiche, tutte riferite a richieste di protezione internazionali presentate da migranti, attraverso l'avvocato. Pratiche che pur sotto sequestro sono rimaste nella disponibilità dell'indagato. La Procura ha già acquisito il filmato del servizio televisivo, con tre interviste di altrettanti migranti che a volto coperto hanno accusato di asserite irregolarità, come il fatto di essersi fatto pagare 2 mila euro, promettenddo il permesso si soggiorno per motivi umanitari quando tale richiesta dovrebbe essere gratuita, di abbandonare i clienti una volta incassato i soldi per la parcella e di inventare storie per trarre in inganno Questura e Commissione territoriale per il rilascio dei permessi umanitari.

25.4.2017, 17:052017-04-25 17:05:16
Marco Marelli

Migranti, presidio della 'Como solidale' davanti al Comune di Como

Palazzo Cernezzi non ha ancora risposto a ‘Como solidale’, la realtà associativa che si offerta di trasformare a proprie spese la struttura...

Palazzo Cernezzi non ha ancora risposto a ‘Como solidale’, la realtà associativa che si offerta di trasformare a proprie spese la struttura comunale inutilizzata dell’ex Drop in un luogo di accoglienza per chi è costretto a dormire in strada. Una emergenza che dalla prossima settimana è destinata a peggiorare: a Rebbio terminerà l’esperienza di accoglienza notturna dei migranti in transito, iniziata a settembre. «Continueremo comunque a ospitare minori, donne, bambini e neonati (attualmente sono 4, ndr.)», assicura don Giusto Della Valle. Per far breccia nel silenzio delle autorità, ‘Como solidale’ ha promosso un presidio dalle 8 alla 20 di venerdì 28 e di sabato 29 aprile davanti al Comune. “Se sono in strada persone che non trovano un’accoglienza vera, la ‘Bella Como’, che già nell’estate scorsa ha saputo offrire, insieme a Firdaus e ad altre organizzazioni svizzere, solidarietà e accoglienza, sarà in strada tutto il tempo necessario per avere risposte dalle istituzioni”. Sta scritto nel documento delle associazioni, in cui si ribadisce la volontà della 'Como solidale' di collaborare con il Comune e la richiesta di “una risposta concreta e in grado di affrontare il problema prima che malfattori politici, criminali e razzisti strumentalizzino la sofferenza di tante persone''.

23.4.2017, 14:502017-04-23 14:50:45
Marco Marelli

Proto diventa mecenate. E dona 5mila euro a un canile

Alessandro Proto, discusso uomo d'affari italo-svizzero, con residenza e uffici a Lugano, torna a far parlare di sè. Per una questione di cani. A raccontarla al...

Alessandro Proto, discusso uomo d'affari italo-svizzero, con residenza e uffici a Lugano, torna a far parlare di sè. Per una questione di cani. A raccontarla al portale VareseNews è il gestore di un canile privato di Malnate, a due passi dal Ticino. «Non ce la passiamo bene, in quanto le spese sono alte – dice Marco –. Ho chiesto aiuto a parecchia gente, fra cui anche Alessandro Proto. Gli ho scritto su Linkedin, spiegandogli la situazione. Questa mattina la sorpresa (sabato, ndr.): ho ricevuto una busta nella quale c'erano 5mila euro. E un biglietto scritto a mano in cui si legge: ''Piuttosto che pagare lo Stato preferisco far mangiare i cani. Usateli bene. A.P.''.

Non è dato sapere se la decisione di rendere noto il gesto di Alessandro Proto è stata una decisione del gestore del canile o, diversamente, del finanziere che negli anni scorsi ha fatto scorrere fiumi di inchiostro. Non solo, al di qua del confine,  si era fatto avanti con un progetto di rilancio per il Centro ovale di Chiasso; al di là del valico puntava a diventare proprietario del 'Corriere della Sera'. Senza dimenticare le super ville sul lago di Como, in Toscana, negli Stati Uniti vendute a calciatori famosi o attori del calibro di Bratt Pitt e Di Caprio. Non sono mancati i guai giudiziari. Nel 2013 si era visto accogliere dal Tribunale di Milano la richiesta di patteggiamento a 3 anni e 10 mesi, con una multa di 20mila euro. Proto era accusato di manipolazione del mercato su titoli Rcs (la casa editrice del 'Corriere') e Tod’s, ostacolo all’autorità di vigilanza (Consob) e truffa. I giudici avevano stabilito per il manager l’interdizione per due anni dai pubblici uffici, dall’attività finanziaria e commerciale e la possibilità di trattare con la pubblica amministrazione. In quel periodo Proto aveva sulle spalle anche una multa Consob da 4,9 milioni di euro.

21.4.2017, 21:122017-04-21 21:12:58
Marco Marelli

Paratie di Como, due sindaci a processo

Per le paratie in riva al lago di Como saranno processati l'attuale sindaco Mario Lucini e il suo predecessore Stefano Bruni. Lo ha disposto il giudice delle udienze...

Per le paratie in riva al lago di Como saranno processati l'attuale sindaco Mario Lucini e il suo predecessore Stefano Bruni. Lo ha disposto il giudice delle udienze preliminari Carlo Cecchetti, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Pasquale Addesso. La decisione è giunta al termine di una discussione andata avanti per oltre sette ore. Sul banco degli imputati ci saranno anche gli ingegneri dell'Ufficio tecnico comunale, ai quali l'accusa ha contestato nuovi reati, e il capo dell'Ufficio legale di Palazzo Cernezzi. Le accuse a vario titolo sono di truffa, falso, turbata libertà di scelta del contraente, abuso d'ufficio e violazione di normative edilizie e paesaggistiche. La prima udienza è per il 17 maggio prossimo. 

21.4.2017, 06:102017-04-21 06:10:00
Marco Marelli

'Migranti? Ci vuole accoglienza'

«Non abbiamo una soluzione al problema». A parlare è don Giusto Della Valle, il parroco di Rebbio. E il problema, con il passare dei giorni, diventa sempre più urgente. La necessità...

«Non abbiamo una soluzione al problema». A parlare è don Giusto Della Valle, il parroco di Rebbio. E il problema, con il passare dei giorni, diventa sempre più urgente. La necessità impellente è, infatti, quella di trovare spazi per l’accoglienza, la notte, dei giovani raccolti e accompagnati in parrocchia dalle ‘ronde notturne’: quaranta-cinquanta migranti ogni volta. A don Giusto è stato imposto di chiudere il ‘centro notturno’ ricavato nell’oratorio di Rebbio. «È uno scandalo che a Como, una città di frontiera, non si riescano a trovare dei luoghi in cui dare accoglienza ai migranti in transito – commenta –. Sono state fatte delle proposte al Comune, che non ha neppure risposto». Cosa farà adesso? «Speriamo nella provvidenza. Diversamente sorgeranno grossi problemi», risponde il...

20.4.2017, 12:022017-04-20 12:02:25
@laRegione

Sgominata banda di spacciatori attiva nei boschi di Comasco e Varesotto

Cinque persone, ritenute componenti di una banda attiva tra le province di Varese e Como, sono state arrestate stamane in esecuzione di...

Cinque persone, ritenute componenti di una banda attiva tra le province di Varese e Como, sono state arrestate stamane in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Como, a seguito di un'indagine della Guardia di finanza di Gaggiolo (Varese). Due ordinanze sono state eseguite in carcere, una delle quali a un marocchino in cella a Pavia perché accusato di violenza sessuale su una giovane.
A quanto si apprende i cinque, quattro marocchini e un italiano, avevano costruito una rete di vendita di eroina, cocaina, hashish e marijuana nei boschi di Tradate (Como). Il giro di spaccio, secondo la ricostruzione dei finanzieri, si aggirava su circa un chilogrammo di droga venduti e 20'000 euro (circa 21'400 franchi) di guadagno al mese. A garantirgli la tranquillità di vendere senza essere arrestati, erano i clienti più fedeli che si prestavano a fare il palo.

20.4.2017, 10:032017-04-20 10:03:09
Marco Marelli

Molestie a una volontaria, arrestato un migrante a Como

Più che un problema giudiziario, l'arresto di un 21enne migrante libico per aver molestato una 23enne volontaria della Croce Rossa impegnata nel campo...

Più che un problema giudiziario, l'arresto di un 21enne migrante libico per aver molestato una 23enne volontaria della Croce Rossa impegnata nel campo governativo di via Regina, propone un caso da affidare agli psicologi. Dopo essere stato più volte riammesso dal Ticino, il ragazzo aveva manifestato chiari problemi di natura psichica, legati alle esperienze vissute in Libia, dove prima di potersi imbarcare su una carretta del mare, che era naufragata causando diverse vittime, era stato incarcerato. Lo prova il fatto che la Procura di Como, dopo aver disposto l'arresto, d'intesa con la Prefettura si sta operando per trovare una struttura in grado di ospitare il giovane migrante, assicurandogli nel contempo le cure necessarie. L'arresto risale a martedì, dopo l'ennesima molestia. Per i suoi ripetuti comportamenti il ragazzo era monitorato. A segnalare quanto stava accadendo all'interno del campo governativo sono stati i colleghi delle 23enne volontaria. Il giovane libico, rinchiuso al Bassone, è accusato di violenza sessuale.

19.4.2017, 10:082017-04-19 10:08:11
Marco Marelli

Identificato l'uomo trascinato dal treno: è un 52enne italo-svizzero

Le impronte digitali, confrontante con la banca dati svizzera, e un blister di medicinali, sono gli elementi che hanno consentito di...

Le impronte digitali, confrontante con la banca dati svizzera, e un blister di medicinali, sono gli elementi che hanno consentito di identificare, senza ombra di dubbio, l'uomo che nel primo pomeriggio dello scorso martedì è morto tra le stazioni di Albate Camerlata e Cucciago. È un 52enne italo-svizzero residente a Milano. Non un migrante come si era inizialmente ipotizzato sulla base delle testimonianze raccolte. L'ipotesi che fosse un italo-svizzero era stata formulata già dopo il ritrovamento, lungo la massicciata, della fotocopia di un documento di identità. Durante il recuperto del corpo straziato erano stati ritrovati alcuni oggetti riconducibili al 52enne. L'inchiesta coordina da Mariano Fadda, sostituto della procura di Como continua per stabilire l'esatta dinamica dell'accaduto. L'unico dato accertato è che una caviglia dell'uomo è rimasta incastrata nelle porte della quarta carrozza del treno diretto a Milano. Come sia potuto accadere lo accerteranno le perizie disposte dal pm Fadda. Si è appreso che l'uomo - ripreso dalle telecamere della stazione San Giovanni - sul treno era salito, per poi scendere subito, decidendo di risalire nuovamente. Le porte si erano appena chiuse, ed era intervenuta la Polfer presente in stazione per farle riaprire e consentirgli di salire. Ad Albate deve aver deciso di scendere all’ultimo momento, quando le porte si stavano chiudendo.

18.4.2017, 18:332017-04-18 18:33:35
Marco Marelli

Incendi: brucia anche la Val Rezzo, al confine col Luganese

Oltre quaranta ettari di pascolo, sul fronte sud del San Lucio in Val Rezzo, che segna il confine tra il comune Val Rezzo (il più piccolo della provincia...

Oltre quaranta ettari di pascolo, sul fronte sud del San Lucio in Val Rezzo, che segna il confine tra il comune Val Rezzo (il più piccolo della provincia di Como con 188 abitanti) e il luganese, sono andati in fumo, a seguito di un incendio doloso, alimentato dalle forte raffiche di vento, che per l'intera giornata hanno soffiato ben oltre i 90 chilometri orari. Si pensa ad un incendio doloso in quanto molti contadini in questa stagione hanno la pessima abitudine di bruciare i pascoli. Solo che hanno scelto la giornata sbagliata, anche in considerazione del fatto che le raffiche di vento erano previste. Per domare le fiamme sono intervenuti i pompieri ticinesei e le squadre antincentio della Comunità Montana la cui sede è a Gravedona, che hanno dovuto affrontare condizioni ambientali particolarmente difficile. Considerato le forti raffiche di vento gli elicotteri e il Canadair un volta giunti sul posto sono dovuti rientrare. In prima serata la situazione risultava sotto controllo. Accertamenti da parte dei carabinieri di Porlezza per scoprire chi ha acceso il fuoco

18.4.2017, 16:572017-04-18 16:57:51
Marco Marelli

Pensionato travolto e ucciso dal treno a Caslino al Piano

Tragedia stamane alle 10 alla stazione ferroviaria di Caslino al Piano, dove un pensionato di 68 anni è stato travolto e ucciso da un treno diretto a...

Tragedia stamane alle 10 alla stazione ferroviaria di Caslino al Piano, dove un pensionato di 68 anni è stato travolto e ucciso da un treno diretto a Milano Cadorna. Accertamenti sono in corso per stabilire cosa sia accaduto. Sembra si sia trattato di un incidente: il pensionato non si sarebbe accorto che stava arrivando il treno. Per consentire gli accertamenti disposti dalla Procura di Como la circolazione dei treni lungo la linea Como-Saronno-Milano è stata interrotta tra le 10 e le 13.45 tra Caslino e Lomazzo. È stato istituito un servizio bus sostitutivo tra le stazioni di Saronno e Fino Mornasco. La circolazione è ripresa intorno alle 13.45 e gradualmente è tornata alla normalità.

17.4.2017, 19:172017-04-17 19:17:36
@laRegione

Incendi di bosco sotto controllo

Dopo una Pasqua di fuoco, pompieri e velivoli ancora impegnati nella giornata di oggi in valle Cannobina e sul monte Paglione nel Gambarogno: attualmente la situazione appare per...

Dopo una Pasqua di fuoco, pompieri e velivoli ancora impegnati nella giornata di oggi in valle Cannobina e sul monte Paglione nel Gambarogno: attualmente la situazione appare per fortuna sotto controllo nonostante il forte vento che ha ostacolato l’opera di spegnimento (e per domani sono previste correnti tempestose). La situazione più grave è stata quella della valle Cannobina, dove nella mattinata di Pasqua – dopo che il giorno prima l’emergenza sembrava rientrata – l’incendio ha ripreso vigore e alle 19 è stato deciso di evacuare le case intorno all’alpeggio di Olzeno, nel comune di Cavaglio Spoccia. Nella giornata odierna la situazione è per fortuna migliorata. Sul monte Paglione, dopo 48 ore di grande impegno, l’opera di spegnimento ha avuto successo pur se permangono ancora alcuni focolai.

17.4.2017, 18:422017-04-17 18:42:58
@laRegione

Oggi l'estremo saluto alla nonnina più longeva

Con un'eccezionale partecipazione da parte della popolazione, oggi pomeriggio a Pallanza vi è stato l'estremo saluto ad Emma Morano, la nonnina più longeva del mondo...

Con un'eccezionale partecipazione da parte della popolazione, oggi pomeriggio a  Pallanza vi è stato l'estremo saluto ad Emma Morano, la nonnina più longeva del mondo morta a 117 anni  e 137 giorni la vigilia di Pasqua. Il funerale ha avuto luogo nella chiesa di San Leonardo, a poca distanza da dove la donna viveva. Hanno presenziato il sindaco Silvia Marchionini, gli assessori e parecchi cittadini che hanno voluto rendere omaggio a Emma per l'esempio dato duranta la sua lunga esistenza, come ha sottolineato Don Roberto Salsa durante la cerimonia funebre.