Confine

Oggi, 15:132017-12-17 15:13:31
Marco Marelli

Mendicanti a Como, le prime multe

Tre senzatetto, tutti italiani, sorpresi a dormire sono i portici dell'ex chiesa San Francesco, sono stati svegliati e multati. Cinquanta euro a testa. Sei multe da 50 a 100 ad...

Tre senzatetto, tutti italiani, sorpresi a dormire sono i portici dell'ex chiesa San Francesco, sono stati svegliati e multati. Cinquanta euro a testa. Sei multe da 50 a 100 ad altrettanti mendicanti – quattro italiani e due stranieri – sanzionati perché cercavano l'elemosina nelle vie del centro storico. Rapido bilancio del primo giorno – ieri – di applicazione dell'ordinanza del sindaco di Como Mario Landriscina “a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano”.

Il primo è essere multato, ieri poco prima delle 10, è stato un 25enne nigeriano che – stando al verbale dei vigili urbani – “chiedeva l'elemosina in modo molesto”. Da 50 a 300 euro la sanzione amministrativa prevista dall'ordinanza del sindaco di Como che, per 45 giorni da ieri, vieta la presenza anche a venditori ambulanti, suonatori e artisti di strada con cani al seguito e venditori di libri forniti da associazioni legate al variegato mondo del volontario. Tutte persone che stando a quanto scrive Mario Landriscina nella sua ordinanza causano “il decadimento della percezione di sicurezza per la collettività” e che “occupando spazi pubblici pubblici anche con l'utilizzo di cartoni, cartelli e accessori vari causano disagio al passaggio dei pedoni”. A due ambulanti è stata sequestrata la merce che nell'ordinanza è definita “mezzo utilizzato per commettere la violazione”. Nei verbali ai tre senzatetto multati c'è una casella vuota. Quella relativa alla residenza.

Nel frattempo Palazzo Cernezzi ha speso oltre 20mila euro per blindare con una rete metallica alta tre metri l'accesso all'autosilo Valmulini che, fino a una settimana fa, era stato trasformato in una tendopoli per migranti in transito e profughi senza casa.

Oggi, 14:392017-12-17 14:39:19
Marco Marelli

Lavori lungo la A9: per tre notti non si circola tra il casello di Grandate e la dogana turistica di Brogeda

Per consentire lavori di manutenzione nel tratto terminale della A9, tra il casello autostradale...

Per consentire lavori di manutenzione nel tratto terminale della A9, tra il casello autostradale di Grandate e le dogane Brogeda-turistica e Brogeda-merci, per tre notti consecutive – dalle 22 di lunedì 18 alle 5 di giovedì 21 dicembre – stop al traffico automobilistico. I mezzi pesanti, considerato che Brogeda-merci è chiusa, già non possono viaggiare, per cui sono obbligati a uscire a Grandate e raggiungere il parcheggio di Lazzago.

Per gli automobilisti diretti in Ticino e quelli in viaggio verso il lago di Como la società Autostrade per l'Italia ha provveduto a comunicare il percorsi alternativi. Per Chiasso occorre percorrere la strada provinciale Garibaldina che passa da San Fermo della Battaglia, da Monte Olimpino e dalla dogana stradale di Ponte Chiasso. Una volta a Chiasso è possibile rientrare in autostrada. Per Cernobbio occorre passare da Como. Nessun problema per coloro che dal Ticino sono diretti a Milano, mentre per chi dal copuologo lariano, nei giorni e negli orari della chiusura notturna del trattato Grandate-Brogeda, deve prendese la A9 in direzione di Milano, due le alternativa: la tangenziale di Como o , dopo aver percorso la statale dei Giovi, il casello di Fino Mornasco. ''Scusate: lavoriamo per voi'', lo slogan rilanciato da Autostrade per l'Italia.

Oggi, 14:312017-12-17 14:31:53
Marco Marelli

Ritrovato il frontaliere scomparso: è in buone condizioni di salute

Grazie all'app del suo telefonino, ieri sera poco distante da Bizzarone, comune in cui risiede con la sorella, è stato ritrovato Alessio...

Grazie all'app del suo telefonino, ieri sera poco distante da Bizzarone, comune in cui risiede con la sorella, è stato ritrovato Alessio Martinelli, il 44enne frontaliere di cui non si avevano più notizie da mercoledi mattina. L'uomo è in buone condizioni di salute. Martinelli mercoledì mattina era uscito alla sua abitazione di Bizzarone per andare a lavorare, come operaio, in un'azienda del Mendrisiotto. Sul posto del lavoro però non era mai arrivato e il cellulare risultava spento. Da qui l'allarme dei familiari che avevano denunciato la scomparsa del congiunto ai carabinieri di Gaggino-Faloppio. Senza esito le ricerce sia in Ticino che nel comasco. L'uomo era stato segnalato a Milano nel parcheggio della fermata della metropolitana a Lampugnano. Poi, ieri sera, la svolta decisiva che ha posto fine all'angoscia della sorella e dei familiari.

14.12.2017, 19:472017-12-14 19:47:51
laRegione Ticino

Proto: 'Le 180 ville valgono 1,5 miliardi non cinque". E annuncia ricorso contro l'espulsione

'Il lago di Como è molto esteso, quindi il fatto di avere 180 ville non vuol dire averle nella città, per cui non...

'Il lago di Como è molto esteso, quindi il fatto di avere 180 ville non vuol dire averle nella città, per cui non c'è nessun zero di troppo'. Questa è una delle precisazioni che Alessandro Proto ha voluto fare dopo aver letto l'articolo pubblicato sul nostro sito. L'immobiliarista italiano precisa inoltre "di non aver mai parlato di cinque miliari di euro di immobili da vendere,  la cifra esatta è di 1,5 miliardi di euro che corrisponde al patrimonio immobiliare da intermediare". In altre parole, il valore degli immobili di lusso dislocato su tutto il lago di Como. Proto critica il tono canzonatorio dell'articolo. E, per quanto riguarda l'espulsione dalla Svizzera, l'immobiliarista annuncia la presentazione di un ricorso nei prossimi giorni. Nel caso venisse accettato, Proto si dice ben contento di poter tornare in Svizzera in modo molto pacato e, dice, "mi fa molto piacere che un giornale ticinese sia così interessato al fatto che io abbia fatto dei colloqui di lavoro in Italia".

14.12.2017, 15:172017-12-14 15:17:52
@laRegione

Truffa durante gli esami di guida. A Como denunciati due egiziani

La Polizia Locale di Como ha denunciato un cittadino di origine egiziana protagonista di una tentata truffa durante gli esami per la patente di...

La Polizia Locale di Como ha denunciato un cittadino di origine egiziana protagonista di una tentata truffa durante gli esami per la patente di guida all’inizio di questa settimana. L’operazione condotta dalla Polizia Locale nella sede della Motorizzazione Civile di via Tentorio ha consentito di interrompere il tentativo di truffa messo in atto da un uomo di 35 anni originario dell’Egitto e residente a Milano e di coglierlo in flagranza di reato.

Dopo aver occultato uno smartphone sotto il normale vestiario, grazie ad un foro praticato sulla maglietta l’uomo posizionava l’obiettivo della videocamera in maniera tale da poter inquadrare il monitor su cui erano proiettati i quiz per gli esami di teoria. Il sistema escogitato consentiva al candidato di trasmettere le domande all’esterno in modo da poter ricevere in tempo reale le risposte attraverso un minuscolo e trasparente auricolare. Un complice, completava la truffa comunicando, dopo aver letto le domande, dove posizionare correttamente la crocetta.

Una volta sorpreso, l’autore della tentata truffa, grazie anche alla collaborazione dei funzionari della Motorizzazione insospettiti dallo stato di agitazione dell’esaminando, ha ammesso le proprie responsabilità ed ha collaborato con gli inquirenti. In base agli elementi raccolti, gli agenti della Unità Operativa Sicurezza Urbana coordinati dal Commissario Capo Aurelio Giannini stanno cercando di risalire all’identità del “suggeritore” attraverso approfondimenti sulle schede sim e sullo smartphone sequestrati all’autore della tentata truffa.

Il materiale utilizzato dall’indagato (telecamera, schede sim, auricolare) è stato sottoposto a sequestro penale, mentre l’uomo accompagnato in comando, dopo gli atti di rito, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Como per il reato di tentata truffa in concorso.

Analogo episodio è stato accertato ieri mattina, quando gli Agenti dell’Unità Operativa Sicurezza Urbana hanno sorpreso un altro cittadino egiziano, quarantenne, residente a Milano, che con lo stesso escamotage, si apprestava a svolgere i quiz d’esame con la collaborazione di un complice esterno. Anche in questa circostanza uno smartphone occultato sotto la camicia in maniera tale da poter inquadrare il monitor su cui erano proiettate le domande consentiva all’esaminando di trasmettere le immagini all’esterno e di ricevere le risposte corrette attraverso un minuscolo auricolare.

Portato in Comando, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato denunciato alla Procura della Repubblica con la medesima accusa contestata al connazionale qualche giorno prima. 

Sempre nell’ambito dei controlli ritualmente esperiti dalla Polizia Locale per contrastare l’utilizzo di documenti di guida falsi, la sezione Falsi Documentali ha proceduto al sequestro di una patente di guida nigeriana risultata non autentica grazie all’impiego di strumentazioni sofisticate in uso all’unità specializzata. L’uomo che la usava è stato denunciato a piede libero per falso e il documento è stato posto sotto sequestro.

Visto il consistente numero di episodi verificatisi negli ultimi mesi, la Polizia Locale continuerà ad effettuare controlli durante le sessioni di esame.

12.12.2017, 21:412017-12-12 21:41:36
laRegione Ticino

Varese, Skinheads celebrano il compleanno di Hitler. La Digos nella sede di 'Do.Ra'

Manifestazioni sul Monte San Martino di Duno (Varese) per ricordare i morti dell’esercito tedesco davanti al Sacrario eretto...

Manifestazioni sul Monte San Martino di Duno (Varese) per ricordare i morti dell’esercito tedesco davanti al Sacrario eretto in memoria dei caduti partigiani. Una petizione online organizzata provocatoriamente lo scorso gennaio per "chiedere la messa fuori legge dell’Anpi", iniziative di revisionismo storico e celebrazioni nel giorno del compleanno di Hitler. Sono alcuni degli episodi finiti sotto la lente della polizia di Stato che, con il coordinamento del Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha perquisito la sede dell’associazione di estrema destra ’Do.Ra. Comunità Militante dei Dodici Raggi’ in via Papa Giovanni XXIII a Caidate, frazione di Sumirago (Varese), e la casa del presidente, Alessandro Limido.

Gli agenti della Digos hanno trovato asce, pugnali, coltelli e cartucce a salve. Sono stati messi sotto sequestro anche volantini, manifesti, simboli runici e nazisti – tra cui una statuetta in metallo che raffigura un’aquila e la svastica – libri come il ’Mein Kampf’ di Adolf Hitler, ’Storia segreta della Gestapo’ o ’Waffen SS – La grande sconosciuta’ di Leon Degrelle. Il presidente, 38 anni, figlio dell’ex calciatore Bruno Limido, è indagato per riorganizzazione del disciolto partito fascista. Sono al vaglio le posizioni di altri militanti. Nel frattempo la sede è stata sequestrata. Il blitz è stato disposto dalla Procura di Busto Arsizio a pochi giorni dalle perquisizioni nelle case di 13 militanti del Veneto Fronte Skinhead, il gruppo che aveva fatto irruzione in uno stabile a Como mentre era in corso una riunione di associazioni a favore dei migranti. "L’azione della Polizia di Stato di Varese nei confronti della comunità neonazista Do.Ra. (dodici raggi, in omaggio al sole nero, simbolo del castello di Wewelsburg, sede operativa delle SS) – ha spiegato Emanuele Fiano (Pd) – merita il plauso di tutti i democratici e antifascisti".

Sul loro sito i "ragazzi con il bomber nero", come si definiscono, ricostruiscono la storia dei Varese Skinheads, nati nel 1993: "L’impronta da subito inconfutabilmente – scrivono – è quella di ispirazione nazionalsocialista e di matrice pagana". Raccontano dei periodi più duri, "come quelli degli allontanamenti di membri più o meno importanti e quelli delle prime carcerazioni, anche con accuse molto gravi". Poi cinque anni fa "dall’unione con gli ultras 7Laghi nasce la Comunità Militante dei Dodici Raggi" con l’apertura di un fight-club e di una sede.

12.12.2017, 17:482017-12-12 17:48:34
Marco Marelli

Morti sospette al pronto soccorso di Saronno, tre i filoni d'indagine

Un elenco senza fine quello delle morti sospette nel pronto soccorso dell'ospedale di Saronno di cui si è incominciato a parlare nel novembre...

Un elenco senza fine quello delle morti sospette nel pronto soccorso dell'ospedale di Saronno di cui si è incominciato a parlare nel novembre dello scorso anno, con l'inchiesta ''Angeli e Demoni''. Un anno fa si parlò di 80 casi in cui Leonardo Cazzaniga, vice primario del pronto soccorso di Saronno avrebbe ''dispiegato le sue ali'' (''sono l'angelo della morte'' era solito ripetere il medico) per porre fine a esistenze gravate da pesanti malattie croniche. Il terzo filone dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Maria Cristina Ria e condotta dai carabinieri parla di 18 morti sospette precedenti al 2013, che si aggiungono alle 5 (4 in ospedale e il marito della Taroni) per le quali è già a processo insieme all’amante infermiera dello stesso ospedale, Laura Taroni (imputata per la sola morte del marito, al momento) mentre lo scorso ottobre si sono concluse le indagini del secondo filone (5 morti in corsia contestate a Cazzaniga e il suocero e la madre della Taroni contestati ad entrambi). Il terzo filone dell'inchiesta si basa sul lavoro dei consulenti della Procura stanno analizzando i casi di decesso nel pronto soccorso dell'ospedale di Saronno. Per i decessi avvenuti in ospedale l'accusa parla di sovradosaggio di farmaci anestetici (dieci volte il dovuto). Per i decessi dei partenti dell'infermiera di Lomazzo per avrebbe programmato di uccidere anche i figlio maggiore, si parla di avvelenamento da farmaci.

12.12.2017, 17:322017-12-12 17:32:59
Marco Marelli

Senza elettricità da lunedì sera i residenti delle frazioni della Veddasca

Migliaia di utenze senza energia elettrica dalle 18 di lunedì, a seguito della caduta di piante che si sono abbattute sui fili a...

Migliaia di utenze senza energia elettrica dalle 18 di lunedì, a seguito della caduta di piante che si sono abbattute sui fili a media tensione della corrente elettrica. Le utenze sono quelle delle frazioni della Veddasca (da Cadero a Indemini), Dumenza e Curiglia con Monteviasco. In zona sono caduti oltre 20 centimetri di neve, poi la pioggia ha appesantito gli accumuli. La caduta di alberi ha messo a dura prova la viabilità dell'alto Luinese. soprattuto sulle provinciali che salgono verso il confine con la Svizzera, come la strada provinciale Maccagno-Indemini. La viabilità è stata ripristinata in giornata, dopo l''intervento dei vigili del fuoco, del personale dell'Amministrazione provinciale e dei volontari. Sul posto numerose squadre dell'Enel per riparare i numerosi guasti.

12.12.2017, 14:212017-12-12 14:21:18
Marco Marelli

Caos e disagi anche al confine, centinaia di camion fermi

Se dopo il delirio di ieri con treni soppressi e in ritardo di oltre un'ora la situazione stamane lungo la linea transfrontalieri Chiasso-Como-Milano era...

Se dopo il delirio di ieri con treni soppressi e in ritardo di oltre un'ora la situazione stamane lungo la linea transfrontalieri Chiasso-Como-Milano era tornata nella normalità con ritardi nell'ordine dei dieci minuti, non altrettanto si può dire per il traffico sulla A9 in direzione di Chiasso-Brogeda, anche se nella mattinata la dogana commerciale è stata riaperta. Attorno alle 13 la coda soprattutto di mezzi pesanti era lunga ancora sei chilometri, dopo che nelle prime ore della giornata era arrivata a superare i dieci chilometri. Insomma, caos e disagi a ridosso del confine e nella zona di Lazzago, con centinaia di Tir, in attesa riprendere il viaggio verso Nord. La Società Autostrade non eclude che la colonna possa allungarsi ulteriormente in quanto sono in arrivo i mezzi pesanti che erano stati fermati a sud di Milano. Il caos di Lazzago continua a ripercuotersi sulla viabilitàici dei quartieri periferici di Como. Ai punti strategici del capoluogo lariano sono in servizi gli agenti della Polizia locale. I vigili hanno bloccato l'accesso dall'area di sosta di Lazzago alla A9 ai mezzi pesanti dirette in Svizzera.

11.12.2017, 16:552017-12-11 16:55:39
Marco Marelli

Allestite le tende riscaldate, i migranti lasciano l'autosilo Valmulini

Si sono trasferiti in massa nelle tre tende riscaldate, montate nel chiostrino del Centro pastorale cardinal Ferrari di via Sirtori, in...

Si sono trasferiti in massa nelle tre tende riscaldate, montate nel chiostrino del Centro pastorale cardinal Ferrari di via Sirtori, in centro città, i migranti che per settimane hanno occupato le trenta tende – nel frattempo rimosse – messe a disposizione dai volontari di Como Accoglie, una della galassia di associazioni lariane, al primo piano dell'autosilo Valmulini. Fra i migranti che si sono trasferiti al Cardinal Ferrari, dove da inizio mese è in fuzione 'Accoglienza fedda', c'è anche una ragazza per la quale è stata trovata una soluzione più accogliente. Le tre tende da campo, che erano state acquistate dalla Caritas di Como in occasione del terremoto di qualche anno fa in Lombardia, accolgono complessivamente 42 migranti, per cui non tutti quelli accampati nella improvvisata tendopoli dell'autosilo, hanno trovato un posto caldo. Non è dato sapere dove sono andati. E non sono solo i senzatetto che a Como continuano a essere ancora molti. Si stima che possano essere più di cento. Da qui la rinnovata richiesta al prefetto per poterli ospitare nel campo governativo di via Regina Teodolinda, dove in questi giorni sono ospitati duecento migranti.

10.12.2017, 08:052017-12-10 08:05:31
Marco Marelli

Luinese, sono tornati i treni

Con l'orario invernale dei treni, entrato in vigore oggi, è ripresa la circolazione ferroviaria sulla linea Laveno-Luino-Pino Tronzano, l'ultima stazione prima del confine, compresa nella...

Con l'orario invernale dei treni, entrato in vigore oggi, è ripresa la circolazione ferroviaria sulla linea Laveno-Luino-Pino Tronzano, l'ultima stazione prima del confine, compresa nella tratta Cadenazzo-Luino. La circolazione era stata sospesa lo scorso 11 giugno per consentire la prima fase dei lavori di adeguamento di tredici gallerie agli standard del corridoio europeo TEN-T Reno-Alpi per il trasporto dei container merci, la cui altezza raggiunge i quattro metri. Lavori collegati all'Alptransit. La linea è stata dotata anche di nuovi strumenti di sicurezza (che sulle ferrovie vengono costantemente aggiornati), alcuni rivolti in generale a monitorare la circolazione, altri pensati soprattutto per assicurare la sicurezza dei treni merci che saranno lunghi sino ad un chilometri. In questi mesi sono stati rinnovati oltre 21 km di binario e 18 km della linea di alimentazione elettrica dei treni nonché adeguati i camminamenti all’interno delle gallerie fra Luino e Maccagno. Importanti lavori anche alla stazione di Luino, dove oltre ad un nuovo sottopasso, sono stati alzati i marciapiedi, allineandoli allo standars europeo per facilitare l’accesso ai treni. Alla stazione di Luino è stato anche sostituito il sistema che regola la circolazione ferroviaria con un più moderno apparato centrale computerizzato che controlla, per la prima volta in Italia, il sistema di segnali ferroviari italiani (a sud di Luino) e quelli svizzeri (sulla tratta Luino-confine, che è servita dalle Ferrovie federali). Inoltre, sono stati rinnovati i ''sistemi di rilevamento temperatura boccole'' posti sulla linea per il monitoraggio completo dei treni in transito (misurano la temperatura degli assi treni, per segnalare eventuali surriscaldamenti). Un intervento che consentirà fin da subito una migliore regolarità e affidabilità del servizio ferroviario.

6.12.2017, 17:412017-12-06 17:41:18
@laRegione

Como, vietato il presidio di Forza Nuova

Il questore di Como, Giuseppe De Angelis, ha vietato il presidio di Forza Nuova, che il movimento di estrema destra aveva promosso per sabato alle 17,30 in piazza Vittoria. La...

Il questore di Como, Giuseppe De Angelis, ha vietato il presidio di Forza Nuova, che il movimento di estrema destra aveva promosso per sabato alle 17,30 in piazza Vittoria. La manifestazione è stata vietata per motivi di ordine pubblico proprio per la concomitanza con quella organizzata dal Pd, che si terrà sabato alle 11 al Monumento alla Resistenza. Una manifestazione che si annuncia molto partecipata e che è stata organizzata dal Pd dopo l'irruzione dei nazishen a un'assemblea di Como Senza Frontiere sul tema dei migranti. Contro la manifestazione che si terrà ai giardini a lago si è scagliato la Lega Nord. E' stata bocciata anche dalla maggioranza in consiglio regionale, anche in consiglio comunale di Como non ha preso posizione. Da parte sua il questore allo stesso tempo ha invitato Forza Nuova a spostare la data della stessa manifestazione, alla quale doveva partecipare anche Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. “Nonostante il divieto, il nostro segretario nazionale Roberto Fiore insieme ai militanti sarà in piazza a Como il 9 dicembre come esempio d’Avanguardia Nazionale contro un conclamato stato di polizia ormai arrivato ai titoli di coda” si legge sul profilo Facebook del movimento. Insomma, un motivo in più per far salire la tensione.

5.12.2017, 14:242017-12-05 14:24:06
laRegione Ticino

Incontro parlamentare Svizzera-Italia, dal 6 all'8 dicembre

Incontro di lavoro in questo scorcio di fine legislatura per la Sezione bilaterale di amicizia Italia – Svizzera dal 6 all’8 dicembre. La...

 

Incontro di lavoro in questo scorcio di fine legislatura per la Sezione bilaterale di amicizia Italia – Svizzera dal 6 all’8 dicembre. La delegazione italiana, guidata dal presidente, Gianni Farina (PD), è composta dai senatori Jonny Crosio (LNA) e Claudio Micheloni (PD) e dai deputati Marta Grande (M5S) e Florian Kronbichler (MDP). I parlamentari svizzeri saranno guidati dal Consigliere agli Stati Filippo Lombardi, presidente della Delegazione per le relazioni con il Parlamento italiano.“L'agenda dell'incontro - sottolinea Gianni Farina alla vigilia della sua partenza - verterà su importanti temi bilaterali che servono a migliorare ancor di più i rapporti tra i due Paesi: il frontalierato, che riguarda oltre 70 mila cittadini italiani che giornalmente per lavoro si trasferiscono in Ticino e nella Svizzera francese; la delicata e complessa questione fiscale (aumento della tassazione a carico dei lavoratori frontalieri, obbligo di dichiarazione di beni detenuti all’estero e scambio automatico di informazioni fiscali), alla luce degli accordi tra Svizzera e Italia che dovranno entrare in vigore dal 1. Gennaio 2018; i trasporti Nord/Sud resi più veloci con l’apertura della galleria di base del San Gottardo e la prossima apertura di quella del Monte Ceneri”. “In primo piano - aggiunge il presidente della Sezione italiana - figura il ruolo dei cantoni elvetici e del governo federale nella promozione della cultura italiana e nell’insegnamento della lingua, parte dell’atto costitutivo della Confederazione”. La delegazione italiana arriverà a Zurigo per poi raggiungere Berna, dove giovedì mattina a Palazzo federale è attesa dai colleghi elvetici. Nel pomeriggio trasferimento in Ticino per recarsi, venerdì mattina, prima a visitare il LAC (Lugano Arte e Cultura) e poi il Centro di Cooperazione internazionale di polizia e Criminalità transfrontaliera. “Vado a questo incontro con molta fiducia - conclude Farina - perché si inserisce nella storia delle relazioni bilaterali che si intrattengono dal 1861. Nel 2011, insieme al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, in Svizzera abbiamo celebrato i 150 anni di relazioni bilaterali tra i due Paesi. Oggi in Svizzera risiedono 600 mila connazionali, di cui più della metà con doppia nazionalità, e in Italia vivono circa 52 mila cittadini elvetici. L’interscambio commerciale rende l’Italia e la Svizzera partner fondamentali per le rispettive economie. L’interesse a migliorare le nostre relazioni è reciproco”.

5.12.2017, 12:022017-12-05 12:02:52
Marco Marelli

Lago Maggiore, livello sempre più basso

Il livello del Lago Maggiore che inesorabilmente continua a scendere aggiorna il grafico puntato verso il basso. A mezzogiorno di ieri era 40 centimetri sotto lo zero...

Il livello del Lago Maggiore che inesorabilmente continua a scendere aggiorna il grafico puntato verso il basso. A mezzogiorno di ieri era 40 centimetri sotto lo zero idrometrico di Sesto Calende che, per gli amanti delle statistiche, significa il livello più baso dal 1946. Rispetto al valore medio di questo periodo è sotto di 146,6 centimetri. A conti fatti mancano al grande serbatoio naturale 292,4 miliardi di litri d'acqua. Gli esperti calcolano che ogni centimetro del livello del Verbano significa 2 miliardi di litri d'acqua. Tuttò ciò deriva dal fatto che il 2017 è l'anno con precipitazioni più scarse degli ultimi due secoli. Insomma, ci sono sufficienti motivi per comprendere le preoccupazioni di tutti coloro che guardano con giustificato interesse al livello del Lago Maggiore: agricoltori, centrali elettriche e i due parchi del Ticino. Preoccupazioni che derivano dal fatto che nei prossimi giorni la situazione rischia di peggiorare ulteriormente in quanto gli esperti escludono precipitazioni. Il sistema di regolazione delle acque in uscita dal lago e in ingresso nel Ticino può funzionare solo fino a quando il livello del Verbano non scende al di sotto di quota 50 centimetri sotto le zero idrometrico di Sesto Calende. Una volta raggiunta quella soglia non sarà possibile regolare in alcun modo il livello del lago, con enormi rischi sia per il lago che per il fiume Ticino, che in questo periodo in diversi punti lo si può attraversare a piedi.

3.12.2017, 16:022017-12-03 16:02:14
Marco Marelli

Ponte Tresa, 60enne residente a Monaco denunciato per contrabbando di gioielli

Non hanno fatto fatica le fiamme gialle della Guardia di finanza di Luino a stabilire il valore dei quattro orologi (tre Rolex) e...

Non hanno fatto fatica le fiamme gialle della Guardia di finanza di Luino a stabilire il valore dei quattro orologi (tre Rolex) e dei gioielli (bracciali con diamanti, anelli, collane, gemelli e orecchini) sequestrati venerdì alla dogana di Lavena Ponte Tresa. Oltre al tesoro, i finanzieri hanno trovato anche la fattura di una gioielleria di Lugano in cui erano stati acquistati orologi e gioielli. Una puntuale lista della spesa, con relativo costo di ogni pezzo acquistato: 120 mila franchi svizzeri, pari ad oltre 100 mila euro. Il tutto era in una borsa, tranquillamente lasciata sul sedile posteriore di una vettura targata Principato di Monaco e guidata da un sessantenne italiano residente a Montecarlo che evidente passando da una dogana in un’ora molto trafficata per via del ritorno a casa dai frontalieri pensava di farla franca. Solo che la targa Principato di Monaco ha incuriosito i doganieri. Una intuizione premiata. L’uomo è stato denunciato alla Procura di Varese per contrabbando. Se volesse riprendersi il suo tesoro dovrà pagare una somma attorno ai 200 mila euro.

3.12.2017, 15:252017-12-03 15:25:20
Marco Marelli

Rogo di San Fermo, caso chiuso. Vi morirono quattro fratellini. Unico responsabile, il padre

Sul piano giudiziario la strage dei quattro fratellini di via Per San Fermo a Como è un caso chiuso. Il pubblico...

Sul piano giudiziario la strage dei quattro fratellini di via Per San Fermo a Como è un caso chiuso. Il pubblico ministero Mariano Fadda ha chiesto l'archiviazione del caso. L'inchiesta, condotta dai poliziotti della squadra mobile lariana, non ha fatto emergere responsabilità di terzi. Tutto, quindi, è da ricondurre al papà dei bambini, un 49enne italiano di origine marocchina, senza lavoro e senza soldi e con la moglie ricoverata da mesi in ospedale. Tmendo che il Tribunale dei minori fosse intenzionato a portargli via i figli, la mattina del 20 ottobre scorso l'uomo ha appiccato il fuoco nel suo appartamento. E il primo a perdere la vita nel rogo è stato lui. I quattro piccoli (11, 9, 6 e 3 anni) sono morti negli ospedali dove erano stati ricoverati.

Nel corso della notte precedente il fatto l'uomo aveva mandato numerosi messaggi in cui preannunciava un gesto eclatante per farla pagare ai servizi sociali del Comune che, a suo dire, erano responsabili dell'imminente decisione dei giudici milanesi. Quando gli amici dell'uomo al mattino hanno letto il messaggio, la strage si era già consumata. Sulla volontarietà del gesto, peraltro meditato, non vi è nessun dubbio. Il magistrato inquirente non ha ravvisato alcun appunto sul piano penale da muovere ai servizi sociali di Palazzo Cernezzi. Resta tuttavia in sospeso un interrogativo: sarebbe stato possibile evitare la strage dei bambini?

1.12.2017, 17:052017-12-01 17:05:02
Marco Marelli

Como, un riparo per i clochard

Sono trecentocinquanta i senza tetto a Como, tra clochard storici, migranti in transito e profughi che hanno ottenuto il permesso di restare in Italia, ma non dispongono di mezzi. La...

Sono trecentocinquanta i senza tetto a Como, tra clochard storici, migranti in transito e profughi che hanno ottenuto il permesso di restare in Italia, ma non dispongono di mezzi. La stima è della Caritas diocesana guidata dall'instancabile Roberto Bernasconi. L'arrivo del freddo sta mettendo a dura prova chi è costretto a trovare un riparo di fortuna. Oggi per il settimo anno consentivo riapre in via Sirtori, presso il Cardinal Ferrari, la struttura in grado di ospitare 37 senza tetto. Sette letti sono destinati a donne. Un servizio reso possibile dalla disponibilità di 500 volontari che a turno sono presenti nei locali di via Sirtori. Altri 160 posti letto, nell'ambito di 'Emergenza freddo' sono disponibili in altri dormitori, come la parrocchia di Rebbio di don Giusto Della Valle, dei comboniani, sempre di Rebbio, e di altre strutture religiosi. Per cui a conti fatti mancano 150 posti letto, per altrettanti senza tetto, fra i quali ci sono i migranti e i profughi che hanno trovato un riparo nella tendopoli dell'autosilo Valmulini. Una ottantina di persone sono assistite da ''ComoAccogliere''. Volontari che hanno messo a disposizione una trentina di tende e che quotidianamente portano bevande calde e alimentari. Ci sono anche medici e paramedici che ogni due o tre giorni si recano sul posto per controllare lo stato di salute dei senza tetto. C'è poi un gruppo di senza tetto, per lo più clochard, che trascorrono la notte sotto i portici delle basiliche di Como. 

1.12.2017, 13:402017-12-01 13:40:17
Marco Marelli

Cadavere di studente trovato con sacchetto in testa - È giallo a Dumenza, al confine del Malcantone

Si affollano interrogativi attorno al ritrovamento stamane, attorno alle 10, in una zona boschiva della...

Si affollano interrogativi attorno al ritrovamento stamane, attorno alle 10, in una zona boschiva della località Pradecolo di Dumenza, comune del Luinese, confinante con Miglieglia, Monteggia e Sessa, del corpo privo di vita di un 21enne, nato in Marocco, ma cittadino italiano, residente a Luino, studente universitario, incensurato. Il ragazzo era legato ad un albero, con in testa un sacchetto di plastica legato intorno al collo. A compiere la macabra scoperta sono stati alcuni escursionisti che hanno lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Dumenza e i soccorsi del 118 dell'ospedale di Varese, ma per il giovane non c'era più niente da fare. Probabilmente è deceduto per soffocamento. Il magistrato di turno in Procura a Varese, Laura Patelli ha disposto l'autopsia per stabilire con certezza la causa della morte. Al momento non si escludono responsabilità da parti di terzi, considerato che non si riesce a capire come il giovane studente possa essersi legato attorno alla pianta. La scomparsa del ragazzo stamane era stata denunciata dalla madre alla polizia di frontiera di Luino.

30.11.2017, 21:092017-11-30 21:09:58
Marco Marelli

Da Mendrisio a Varese in treno. Ecco le tariffe

Cifra tonda per il biglietto d'andata da Varese a Lugano, collegamento che sarà attivato il prossimo 7 gennaio: 10 euro. Da Varese a Como, passando per Mendrisio,...

Cifra tonda per il biglietto d'andata da Varese a Lugano, collegamento che sarà attivato il prossimo 7 gennaio: 10 euro. Da Varese a Como, passando per Mendrisio, invece, di euro ne occorreranno 6,40. Si conoscono, come riferito da VareseNews,  le tariffe dei nuovi (oltre che attesi da anni) collegamenti ferroviari lungo quella che è destinata a diventare la ''metropolitina dei laghi'' e a unire Ceresio, Lario a Varese. Tutto grazie alla costruzione della nuova tratta ferroviaria Arcisate-Stabio, i cui lavori si sono conclusi oggi. Attualmente sono in corso i collaudi.

Oltre alle tariffe riferite al singolo biglietto di andata da Varese a Lugano e da Varese a Como, si conosce anche il costo dell'abbonamento mensile, che sarà di 160 euro per Lugano e di 107 per Como. In entrambi i casi si tratta ovviamente del costo sia per l'andata che per il ritorno. Le altre tariffe? Varese-Mendrisio 6,20 euro per la corsa singola, 101 euro il mensile; Induno Olona-Lugano 9,60 euro, 154 euro il mensile; Induno- Mendrisio 5,80 euro, 95 euro il mensile; Arcisate- Lugano 9,30 euro, 147 euro il mensile; Arcisate- Mendrisio 5,40 euro, 88 euro il mensile; Gaggiolo-Lugano 7,50 euro e Gaggiolo-Mendrisio 3,50 euro.

30.11.2017, 19:112017-11-30 19:11:18
@laRegione

Veneto Fronte Skinheads, quattro denunce su otto identificati. Rischiano fino a 4 anni di carcere

Sono stati denunciati per violenza privata dalla Questura di Como quattro componenti del gruppo di 13...

Sono stati denunciati per violenza privata dalla Questura di Como quattro componenti del gruppo di 13 skinheads che martedì sera a Como hanno interrotto una riunione del coordinamento 'Como senza frontiere' per leggere un "proclama" di denuncia firmato dall’ "Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads". Si tratta di giovani già noti alla Digos in quanto legati agli ambienti degli ultrà del Como. Oltre ai quattro denunciati, altri quattro giovani sono stati identificati grazie anche alla collaborazione delle Questure di Mantova e Brescia e subiranno la stessa sorte, saranno cioè denunciati per violenza privata. A quanto si è appreso i quattro gravitano nel Mantovano e nel Bresciano e sono già noti per la loro attività negli ambienti neofascisti.

Per dare un nome agli altri cinque partecipanti al blitz è stato chiesto l’aiuto della Questura di Vicenza perché l’associazione firmataria del documento ha sede a Lonigo (Vicenza). Per ora la Questura di Como procede per il reato di violenza privata (articolo 610 c.p.), che punisce con la reclusione fino a 4 anni "chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa". Quanto accaduto a Como potrebbe inoltre configurare l’aggravante prevista dal codice (art. 339 cp) qualora la violenza o la minaccia è commessa "da più persone riunite, con scritto anonimo, in modo simbolico o valendosi della forza intimidatrice derivante da associazioni segrete, esistenti o supposte".

Gli investigatori, coordinati dalla pm Simona De Salvo e dal procuratore Nicola Piacente, stanno anche lavorando su come il gruppo di Skinheads sia venuto a conoscenza della riunione di 'Como senza frontiere' e come sia nata l’idea del blitz. Se necessario, potrebbero anche essere sentiti i volontari presenti alla riunione. Nel loro blitz durante una riunione della rete di gruppi impegnati a favore l’integrazione dei migranti, nata dopo l’emergenza dell’estate 2016 alla stazione di Como, i militanti di estrema destra, tutti con teste rasate e giubbotto nero, hanno letto un "proclama" contro "l’immigrazionismo". Il documento si conclude con "basta invasione!" e con l’avverbio "ferocemente" messo prima della firma.

"I nostri attivisti non hanno reagito alle provocazioni e hanno atteso la fine della squallida buffonata cui erano loro malgrado testimoni dimostrando forza d’animo e fermezza", scrive Como Senza Frontiere. "Ci auguriamo una ferma condanna da parte delle istituzioni per questo attentato alla libertà collettiva, chiedendo che non sia lasciata agibilità politica a chi viola i principi della Costituzione".

Ats