Confine

Ieri, 14:002017-08-20 14:00:53
Marco Marelli

Vende orologi sul web. Truffato commerciante ticinese

Truffa in centro città a Como. Protagonisti, un commerciante ticinese che aveva annunciato sul web l'intenzione di vendere tre orologi di marca, valore...

Truffa in centro città a Como. Protagonisti, un commerciante ticinese che aveva annunciato sul web l'intenzione di vendere tre orologi di marca, valore complessivo 24 mila euro, e due potenziali acquirenti. ''Vediamoci a Como, perchè entrare in Ticino con 24mila euro presenta qualche rischio”, avrebbero detto i due al commerciante. La richiesta non ha insospettito il ticinese che, puntuale come un orologio svizzero,  si è presentato all'appuntamento. Ad attenderlo i due 'acquirenti', elegantemente vestiti. Una stretta di mano, lo scambio orologi-soldi, e un reciproco ''buona giornata''.

Sono trascorsi pochi minuti e il commerciante, come riferito sui media italiani, si è accorto, però, di avere fra le mani una banconota (buona) di 500 euro e 47 banconte 'fac simile'. I due truffatori, però, si erano già allontanati a bordo di un'auto. Al truffato non è rimasto che fornire ai carabinieri del comando provinciale di Como tutti i dettagli della transazione e l'account di posta elettronica utilizzato per perfezionare lo scambio. Un immediato contollo ha permesso di accertare che online erano state cancellate tutte le tracce. Insomma, truffatori e informatici.

Ieri, 12:122017-08-20 12:12:24
Marco Marelli

Capre sbranate sui monti lariani. Appello al Ticino

Una strage senza precedenti: trenta capre di razza verzaschese sbranate dai lupi all'Alpe di Rozzo, sui monti lariani in alta Val Cavargna. Marco Testa,...

Una strage senza precedenti: trenta capre di razza verzaschese sbranate dai lupi all'Alpe di Rozzo, sui monti lariani in alta Val Cavargna. Marco Testa, comandante della Polizia provinciale di Como, e Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti di Como e Lecco sono convinti che i predatori siano venuti dal Ticino. ''Siamo nel pieno di una grave emergenza – dice Trezzi –: gli allevatori oltre a dover fare i conti con i cinghiali. ora sono chiamati a confrontarsi anche con i lupi. Occorre rafforzare il dialogo con il Canton Ticino anche su temi come quello della fauna selvatica e dei predatori''.

È dall'agosto 2015 che i lupi, avvistati per la prima volta in Valle Morobbia, scorazzano sulle creste montuose di confine della Val Cavargna, Valle Albano e Valle del Dosso. Una dozzina le carcasse di capre ritrovate negli ultimi giorni sui monti di Cusano. All'appello dell'alpigiano, che per l'estate aveva trasferito cento capre all'alpeggio dell'Alpe di Rozzo, ne mancano altre diciotto, come riferito da 'La Provincia' di Como. E c'è il forte sospetto possano essere state sbranate.

Per i veterinari dell'Agenzia della salute territoriale dell'Insubria, che comprende Como e Varese, due capre potrebbero essere state sbranate dalla lince, viste le ferite e le unghiate presenti sulle carcasse. Saranno gli esami di laboratorio adesso a fare chiarezza su quanto accaduto. Per l'alpigiano, proprietario del gregge, che ha deciso di tenere le capre chiuse nel recinto per evitare altre perdite, la stagione è definitivamente compromessa.

16.8.2017, 11:052017-08-16 11:05:46
Marco Marelli

Statale 34, le solite promesse non mantenute

Acqua gelata sulla statale 34 del Lago Maggiore, strada internazionale di primaria importanza, spesso al centro dell'attenzione a causa di smottamenti e frane. come...

Acqua gelata sulla statale 34 del Lago Maggiore, strada internazionale di primaria importanza, spesso al centro dell'attenzione a causa di smottamenti e frane. come quella dello scorso mese di marzo a Cannobio, che costò la vita ad un motociclista ticinese, farmacista a Vacallo. Nei giorni scorsi il Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) ha approvato il programma 2016-2020 che, sottoscritto da Ministero delle Infrastrutture e Anas, prevede investimenti per 23,4 miliardi di euro, di cui oltre 10 miliardi per la messa in sicurezza della strade statali. Ma nessun investimento è stato previsto per i venti chilometri da Ghiffa a Cannobio (Confine di Stato) nonostante che il ministro Graziano Delrio (3 aprile a Torino) incontrando amministratori locali e regionali, aveva parlato di “assoluta priorità e di interveni improcrastinali”. Nel giugno scorso il presidente nazionale dell'Anas, nel corso di un vertice cono Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, aveva definito la messa in sicurezza della statale 34 “un'assoluta priorità per l'Anas”. Affermazioni che avevano alimentato un cauto ottimismo, anche perchè non più tardi di un mese fa la Direzione generale del Ministero delle Insfrastrutture assicurava che, a seguito dell'invio (13 giugno) della documentazione relativa al progetto di massima (spesa prevista 94,5 milioni di euro), “sono in corso gli approfondimenti mediante analisi di costi/benefici degli interventi previsti”. Alla luce dell'esclusione della litoranea occidentale del Verbano dagli investimenti previsti dall'accordo Mit-Anas il sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella sembra aver perso la pazienza: «Il tempo delle parole e delle attese è giunto al termine. Alle nostre comunità, che rivendica il sacrosanto diritto di percorrere la statale 34 in sicurezza, servovo atti e risposte concrete che noi sindaci continueremo a chiedere». La vigilia di Ferragosto il sindaco Albertella ha scritto al ministro Delrio, al presidente Chiamparino e all'Anas per ''chiedere, ciascuno per la propria competenza e responsabilità ed in coerenza con quanto annunciato nei giorni scorsi, di attivarsi con urgenza per inserire nel contratto di programma 2016-2020 gli interventi definitivi per la messa in sicurezza dalla statale del Lago Maggiore del tratto da confine di Stato e Ghiffa''. A questo proposito Giandomenica Albertella chiama a raccolta ''forze economiche, sociali e politiche per far pervenire a tutte le Istituzioni la richiesta, forte e coesa, di tutto il territorio, che vogliamo fatti e non parole''. Un accenno di ribellione per rivendicare il diritto alla sicurezza.

16.8.2017, 10:432017-08-16 10:43:35
@laRegione

10mila euro di multa per un rapporto sessuale

Che stangata per il 40enne autista comasco che lo scorso 29 giugno colto da un raptus di passione ha fermato il bus, con le quattro frecce di emergenza accese, per...

Che stangata per il 40enne autista comasco che lo scorso 29 giugno colto da un raptus di passione ha fermato il bus, con le quattro frecce di emergenza accese, per consumare (ma non c'è riuscito) un rapporto sessuale lungo il ciglio di una strada di periferia del capoluogo lariano. All’uomo è stata infatti inflitta una multa 5mila euro. Stessa sanzione per la giovane donna. Insomma, 10mila euro in due.

Entrambi i protagonisti di questa storia possono impugnare la multa per atti osceni in luogo pubblico davanti al Giudice di pace. La coppia farà leva sul fatto che era distesa sui sedili posteriori del bus della Ast Autolinee di Como. Nessuno avrebbe potuto vederli, in quanto il bus era fermo.

L'autista dovrà fare i conti anche con la giustizia penale, essendo stato denunciato, per interruzione di pubblico servizio. Il bus però era diretto al deposito, in quanto l'autista aveva terminato il servizio. Potrebbe, quindi, profilarsi una via d'uscita indolore.

Ad accorgersi di quanto stava succedendo sul bus era stato un maresciallo dei carabinieri, allarmato dalle quattro dalle quattro frecce di emergenza accesso. Per sincerarsi se c'erano problemi, non vedendo nessuno, aveva picchiato su un vetro. L'autista e la donna si erano alzati, entrambi nudi. Ligio al dovere alla richiesta dell'autista di chiudere un occhio aveva risposto picche (M. M).

16.8.2017, 09:352017-08-16 09:35:54
David Leoni @laRegione

Disperso in Valle Cannobina, ritrovato dopo 10 ore

Era uscito di casa nel pomeriggio di ieri per fare una passeggiata nei dintorni di San Bartolomeo Valmara, una delle frazioni di Cannobio, insieme alla moglie ma...

Era uscito di casa nel pomeriggio di ieri per fare una passeggiata nei dintorni di San Bartolomeo Valmara, una delle frazioni di Cannobio, insieme alla moglie ma poi si è attardato decidendo di rincasare da solo. Fatto sta che ha perso l'orientamento, non conoscendo molto bene la zona. È stata – come riferisce il portale Ossolanews – una notte di apprensione quella vissuta dalla moglie di un turista tedesco di 85 anni. La quele ieri intorno alle 22 ha lanciato l'allarme e immediatamente si sono messe in moto le squadre di ricerca a cui hanno preso parte il soccoso alpino civile di Cannobio, i militari del Sagf, i vigili del fuoco e i Carabinieri. L'anziano è stato ritrovato stamane alle 8. «Saggiamente quando si è accorto di essersi smarrito, ha deciso di fermarsi e di non procedere al buio: ha trascorso la notte nel bosco ma non ha rischiato di correre pericoli maggiori» spiega Raffaele Gentilini, responsabile del soccorso alpino di Cannobio. Il pensionato è stato visitato da un medico, in via precauzionale.

15.8.2017, 08:162017-08-15 08:16:18
@laRegione

Confine, colpiti da un fuoco d'artificio durante la festa dell'Assunta

Si è rischiato un tragico epilogo ieri sera alla Festa della Madonna dell’Assunta a Bizzarone. Come riporta la...

Si è rischiato un tragico epilogo ieri sera alla Festa della Madonna dell’Assunta a Bizzarone. Come riporta la Provincia di oggi, durante lo spettacolo pirotecnico qualcosa non ha funzionato. Verso la fine dello show, infatti, un fuoco d’artificio, anziché elevarsi in verticale, è partito ad altezza uomo colpendo una mamma con il suo bambino, presenti tra il pubblico. La donna di 34 anni e il figlio di 8 sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni.

11.8.2017, 12:002017-08-11 12:00:00
@laRegione

Tra Biasca e Airolo 7 chilometri di coda

Sono 7 i chilometri segnalati dalla Polizia cantonale tra Biasca e Airolo in direzione nord. I tempi di attesa sono stimati in 90 minuti. L'entrata di Airolo è attualmente...

Sono 7 i chilometri segnalati dalla Polizia cantonale tra Biasca e Airolo in direzione nord. I tempi di attesa sono stimati in 90 minuti. L'entrata di Airolo è attualmente chiusa. Dosaggio alla Biaschina.

11.8.2017, 07:262017-08-11 07:26:00
@laRegione

Riapre a mezzogiorno la strada fra Arogno e Lanzo d'Intelvi

Riaprirà a mezzogiorno la strada fra Arogno e Lanzo d'Intelvi, chiusa in entrambe le direzioni a causa di smottamenti. Le forti precipitazioni cadute...

Riaprirà a mezzogiorno la strada fra Arogno e Lanzo d'Intelvi, chiusa in entrambe le direzioni a causa di smottamenti. Le forti precipitazioni cadute nelle prime ore di questa mattina hanno causato uno smottamento ad Arogno, nei pressi dell’intersezione che conduce alla Valmara, zona già colpita più volte da eventi simili dovuti all’esondazione del riale in zona Ova da Calfarè . L’allarme è scattato attorno alla una di notte e sul posto sono intervenuti i pompieri di Melide a la Polizia Cantonale che ha provveduto a chiudere la strada in attesa delle luci dell’alba, per iniziare poi le operazioni di bonifica e pulizia da parte degli uomini del servizio manutenzione del Cantone. La strada tra Crocivaglio di Monteggio e Busino di Monteggio (Malcantone), resta chiusa per caduta massi.

8.8.2017, 09:292017-08-08 09:29:36
Marco Marelli

Statale 34 Lago maggiore, slitta l'incontro a Roma

Slitta a dopo il periodo delle ferie l'incontro che si sarebbe dovuto tenere a Roma nello scorso mese di giugno, per mettere nero su bianco un cronoprogramma per...

Slitta a dopo il periodo delle ferie l'incontro che si sarebbe dovuto tenere a Roma nello scorso mese di giugno, per mettere nero su bianco un cronoprogramma per la messa in sicurezza la statale 34 del Lago Maggiore. Litoranea spesso interrotta per frane, l'utima delle quali lo scorso 18 marzo a Cannobio, che ha ucciso un motociclista ticinese, un 68enne farmacista di Vacallo. Amarezza e perplessita da parte di Giandomenico Albertella, sindaco di Cannobio, che ha effettuato numerose telefonate, senza esito. Albertella è fermo al 3 aprile, quando in un incontro a Torino il ministro Delrio si era impegnato a incontrare a Roma le parti per siglare l’accordo di programma per dare prospettiva certa - in termine di ruoli, tempi e finanziamenti - alla messa in sicurezza della statale 34. A preoccupare la risposta ricevuta dalla Direzione ministeriale per le strade che con una lettera ha fatto dsapere che sono in corso «approfondimenti mediante analisi di costi/benefici degli interventi richiesti ammontanti a 94,5 milioni, oggetto di schema di protocollo d’intesa trasmesso il 13 giugno dalla Regione». Dichiarazioni che vengono lette come «tutto è bloccato» in attesa di capire se vi sono i soldi. La risposta dei Comuni di Verbania, Ghiffa, Oggebbio, Cannero e Cannobio è stata quuella di far saepre della disponibilità a mettere una percentuale dei ristorni delle tasse dei frontalieri per coprire la quota di 400 mila euro all’anno sulle opere da programmare su scala quadriennale. Una ventina di milioni potrebbero arrivare da Anas, la Regione sta analizzando come finanziare la sua parte, ma la fetta più importante toccherebbe allo Stato, dal quale non si sa nulla. ''Una cifra di 200 mila euro la possiamo deliberare in tempi brevissimi per procedere con il rilevamento aereo dei versanti dissestati, per farlo però dobbiamo firmare almeno il protocollo d’intesa'' ha detto Albertella. I tecnici comunali, della Regione e di Anas hanno rispettato i tempi di consegna delle loro relazioni. Il progetto inviato a Roma prevede indispensabili 10 interventi a Ghiffa, 6 a Oggebbio, 18 a Cannero e 47 a Cannobio. Si tratta di lavori a monte della sede stradale (di competenza di Anas), sul versante con coinvolgimento anche di nuclei abitati, di opere di manutenzione di corsi d’acqua e taglio del verde. Chiavi in mano, la stima è di 94,5 milioni: a incidere maggiormente - 70 milioni - la realizzazione di quattro paramassi per un totale di 1.410 metri, tutti in territorio di Cannobio.

8.8.2017, 08:512017-08-08 08:51:47
Marco Marelli

Pedemontana, traffico in aumento

E' in aumento il traffico sui tre collegamenti della Pedemontana, la prima autostrada italiana senza caselli, con il sistema di pagamento dei pedaggi free flow. Un esperimento che ha...

E' in aumento il traffico sui tre collegamenti della Pedemontana, la prima autostrada italiana senza caselli, con il sistema di pagamento dei pedaggi free flow. Un esperimento che ha causato un mare di grattacapi. Come confermano i milioni di solleciti inviati a coloro che non hanno pagato i pedaggi, contribuento ad appesantire un bilancio che sembra aprire la strada del fallimento della società Autostrada, come peraltro hanno chiesto il pm milanesi Roberto Pellicano, Giovanni Polizzi e Paolo Filipponi, al giudice Guido Macripò del Tribunale fallimentare di Milano che ha aggiornato il processo al prssimo 11 settembre giorno in cui è attesa la sentenza. I dati forniti da Pedemontana Spa stanno ad indicare che la tangenziale di Como al 31 luglio scorso rispetto alla stessa data dello scorso ha visto crescere i passaggi del 31%, la tangenziale di Varese si è fermata ad un più 8% per cento. La A36 (quindici chilometri che collegano la A9 alla A8, da Lomazzo a Cassago Magnano) ha registrato un incremeto del 27%. I ricavi della A36 rappresentano l'85% dei ricavi complessivi. A conti fatti però i ricavi rappresentano una sorta di brodino.

7.8.2017, 12:212017-08-07 12:21:22
Marco Marelli

Finiscono in carcere per un equivoco linguistico

Quasi due mesi di carcere per un equivoco. Un equivoco che si sarebbe potuto evitare, se si fosse fatto subito ricorso a una mediatrice culturale. Tre nigeriani -...

Quasi due mesi di carcere per un equivoco. Un equivoco che si sarebbe potuto evitare, se si fosse fatto subito ricorso a una mediatrice culturale. Tre nigeriani - età compresa fra i 19 e i 28 anni - ospiti di strutture di accoglienza di Como come richiedenti asilo politico, a metà giugno erano stati arrestati con l'accusa di aver tentato di avviare alla prostituzione due giovanissime connazionali. I tre giovani erano stati fermati dopo che i responsabili del campo governativo della città avevano chiesto l'intervento della Polizia in seguito di una lite con le due ragazzine. Sulle prime si era capito che si trattava di una storia di prostituzione: parlando pochissime parole di inglese le due giovanissime nigeriane non si erano spiegate bene. In realtà, il litigio era nato perché i tre arrestati temevano che le loro connazionali potessero finire sulla strada. ''Sfruttamento della prostituzione? Volevano impedirci di farlo''. Hanno raccontato, poi, nel corso dell'incidente probatorio disposto dal giudice alla presenza di una mediatrice culturale nigeriana. Le ragazzine hanno quindi completamente scagionato i tre connazionali, che sono stati immediatamente scarcerati. La mediatrice culturale ha contestualizzato i fatti, facendo notare che, in Nigeria, nelle fasce a basso reddito è frequente che le ragazze finiscono per prostituirsi. Tutto è bene quel che finisce bene? Non sempre è vero: i tre si sono fatti due mesi di carcere da innocenti.

1.8.2017, 12:452017-08-01 12:45:08
@laRegione

Disperso in Val d'Ossola, ritrovato illeso dopo due notti

Ha passato due notti all'aperto, in montagna, ma infine è stato ritrovato illeso l’uomo disperso da domenica sulle montagne di Crevoladossola, in Val d’...

Ha passato due notti all'aperto, in montagna, ma infine è stato ritrovato illeso l’uomo disperso da domenica sulle montagne di Crevoladossola, in Val d’Ossola. Il pensionato, 75 anni, residente a Varzo, è stato ritrovato vicino a una baita all’alpe Marghino, poco distante dall’alpe Albiona, a 1768 metri di altitudine, dove era stato visto l’ultima volta.

Lo hanno riportato a valle gli uomini del soccorso alpino che lo cercavano da due giorni. I soccorsi sono stati supportati stamattina da un elicottero; proprio il tecnico di bordo ha visto dall’alto un uomo che, per farsi notare, sventolava una maglia. Il disperso, che ha dormito all’addiaccio due notti, lamenta solo una ferita a una caviglia.

28.7.2017, 11:422017-07-28 11:42:27
@laRegione

Inchiesta 'Old Passion', quattro arresti

Quattro arresti (di cui tre in flagranza di reato), tre denunce, il sequestro di 7,3 chilogrammi di marijuana, così come di denaro contante e di quattro automobili. Questo il...

Quattro arresti (di cui tre in flagranza di reato), tre denunce, il sequestro di 7,3 chilogrammi di marijuana, così come di denaro contante e di quattro automobili. Questo il bilancio dell'operazione 'Old Passion', volta a reprimere il traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra la Svizzera e l’Italia. Lo ha reso noto stamane il Comando provinciale di Como della Guardia di finanza.

Le indagini sono state avviate nel mese di dicembre 2015 e sono state dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Como Mariano Fadda. Gli arresti, ad opera delle fiamme gialle di Ponte Chiasso, sono stati eseguiti nel gennaio 2016 (un 25enne di nazionalità albanese, "a conclusione di un rocambolesco inseguimento"), nell'aprile dello stesso anno (il fratello 34enne) e lo scorso mese di gennaio (due italiani residenti nel Comasco). 

Perquisizioni sono state effettuate anche in Svizzera nei confronti di persone coinvolte nel traffico di stupefacenti.

27.7.2017, 20:282017-07-27 20:28:00
@laRegione

Autostrade italiane meno care per i motociclisti

Arriva il ’pedaggio light’ sulle autostrade italiane per le due ruote: l’Associazione delle concessionarie autostradali (Aiscat) ha accolto la proposta del Ministero...

Arriva il ’pedaggio light’ sulle autostrade italiane per le due ruote: l’Associazione delle concessionarie autostradali (Aiscat) ha accolto la proposta del Ministero dei Trasporti di applicare una tariffa dedicata a moto e scooter, che sarà di un terzo inferiore a quella delle auto. Si potrà usufruire di questo sconto solo attraverso l’attivazione di un Telepass abbinato in esclusiva alla targa della (o delle) moto. La misura sarà effettiva dal 1° agosto, ma dal 15 settembre 2017 diventerà operativa con rimborsi per i motociclisti che tra il 1° agosto e il 15 settembre avranno usufruito del servizio autostradale con il Telepass. Ciò per consentire all stessa società di realizzare l’adeguamento tecnologico necessario.

"Abbiamo raggiunto un grande risultato" – dichiara il presidente di Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori), Corrado Capelli, nel sottolineare che "i molti anni di duro lavoro da parte dei costruttori, che hanno visto poi aggregarsi alla battaglia la Federazione Motociclistica Italiana e il mensile Motociclismo, con la campagna "Metà ruote, metà pedaggio", finalmente ci hanno ripagato".

Il presidente della Federazione motociclistica italiana (Fmi), Giovannni Copioli, parla di "straordinaria vittoria per il settore motociclistico". "L’Italia è uno dei pochissimi Paesi in Europa dove il pedaggio per i motocicli, peraltro con tariffe molto alte, è equiparato a quello delle auto. Il risultato è che ad oggi qualunque moto paga, ad esempio, la stessa cifra di un Suv ben più grande in dimensioni e potenza", sottolinea Vincenzo Garofalo, parlamentare di Ap, che si è battuto per questo obiettivo anche come presidente dell’Intergruppo parlamentare ’Amici delle due ruote’.

"Dal primo agosto non sarà più così – aggiunge Garofalo -. La creazione di una tariffa dedicata alle due ruote, inferiore del 30 per cento rispetto a quella delle auto, favorirà la circolazione dei motocicli sulle autostrade, con vantaggi evidenti che si rifletteranno sia sull’industria nazionale, che rimane la più importante d’Europa, sia soprattutto sulla sicurezza per i motociclisti, dal momento che le autostrade sono di gran lunga le strade più sicure per questa categoria di utenti".

27.7.2017, 07:002017-07-27 07:00:00
Marco Marelli

Stabio-Arcisate, come da programma

La linea Stabio-Arcisate sarà inaugurata il 10 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale dei treni. Il ministro Graziano Delrio, incontrando i sindaci interessati al...

La linea Stabio-Arcisate sarà inaugurata il 10 dicembre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale dei treni. Il ministro Graziano Delrio, incontrando i sindaci interessati al nuovo collegamento ferroviario, aveva indicato la terza domenica di dicembre. Poi, Ffs e Trenitalia hanno convenuto che la soluzione migliore fosse attivare il servizio facendolo coincidere con il cambio d’orario. La data è stata confermata nel corso dell’abituale riunione a Varese tra Rete ferroviaria italiana, Salcef (società che dal settembre 2015 sta eseguendo i lavori) e amministratori pubblici di Induno Olona, Arcisate e Cantello. «Si è avuta la conferma che la tabella di marcia è perfettamente rispettata», afferma Gunnar Vincenzi, sindaco di Cantello, nonché presidente dell’Amministrazione provinciale. Non solo, il giorno dell’inaugurazione riprenderanno anche i collegamenti tra Varese e Porto Ceresio, sospesi per consentire i lavori. Si completerà la ‘Metropolitana dei laghi’., che porta con sé molte opportunità e una risposta ai molti problemi legati alla mobilità transfrontaliera. Caduto il diaframma della galleria ‘Bevera’ tra Arcisate e Stabio, entro la fine di agosto è prevista la conclusione dei lavori per il viadotto lungo 550 metri sopra il torrente Bevera. Il crollo della gru non ha compromesso la realizzazione. Tant’è che è iniziata la posa dei binari e la elettrificazione della linea. La nuova stazione di Induno Olona, interrata, moderna e con un grande parcheggio, ha già mostrato il suo volto. A breve inizieranno i lavori per la stazione di Cantello, a ridosso della frazione Gaggiolo. Al momento sui cantieri sono all’opera trecento persone: un’attività a ciclo continuo. L’unico giorno festivo previsto è il 15 agosto. Se sul versante dei lavori tutto prosegue per il meglio, non altrettanto si può dire per le promesse della Regione Lombardia. Lo scorso anno il governatore Roberto Maroni aveva annunciato finanziamenti per la Valceresio, che non sono arrivati. «Che fine hanno fatto?», si interrogano Marco Cavallin e Angelo Pierobon, sindaci di Induno Olona e di Arcisate, che continuano a patire i disagi derivanti dalla realizzazione della linea. «Lo scorso anno Regione Lombardia avevo promesso la realizzazione diretta di opere legate alla viabilità o, in alternativa, la destinazione di un finanziamento per compensare i disagi – sottolineano i due sindaci –. Nonostante le nostre sollecitazioni la Regione fa orecchie da mercante».

25.7.2017, 07:372017-07-25 07:37:10
@laRegione

Trenord, è tregua

E' tregua armata quella decisa dai dipendenti di Trenord che mantenendo lo stato di agitazione hanno sospeso qualsiasi forma di protesta. Insomma, per ora nessun altro sciopero dopo quello di quattro...

E' tregua armata quella decisa dai dipendenti di Trenord che mantenendo lo stato di agitazione hanno sospeso qualsiasi forma di protesta. Insomma, per ora nessun altro sciopero dopo quello di quattro ore, dalle 9 alle 13, di lunedì che si è tradotto nel blocco totale dei treni regionali lombardi, compresi i collegamenti transfrontalieri con il Ticino.

La tregua armata è stata decisa dalle Organizzazioni sindacali di categoria, al termine dell'incontro promosso dal prefetto di Milano Luciana Lamorgese: due ore di discussione sul tema sicurezza, alla presenza del presidente della Regione Roberto Maroni e dell'ad di Trenord Cinzia Farisè.

''Per il momento abbiamo avuto una serie di promesse e l'impegno a rivederci il 19 settembre: ci rivedremo per capire se queste cose si concretizzeranno", riferiscono i sindacalisti.

La proposta maggiormente dibattuta che sulla carta sembra essere quella in grado di rispondere alla domanda di sicurezza sui treni sia per il personale di Trenord che per i viaggiatori: l'utilizzo dei militari dell'Esercito.

A questo proposito il ministro della Difesa, Roberta Pinotti nei giorni scorsi ha dichiarato ''flessibilità e disponibilità'' all'impiego dei soldati che già oggi presidiano le stazioni della metropolitana Cadorna, Loreto e Garibaldi", oltre piazza del Duomo e la Cattedrale. ''Ora si tratta di trasformare le dichiarazioni di intenti in un intervento concreto'' sottolineano i sindacalisti che hanno partecipato all'incontro. Roberto Maroni ha rinnovato ''l'impegno a investimenti sulla sala operativa e per telecamere a bordo".

24.7.2017, 19:192017-07-24 19:19:09
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Rega in azione sullo Stelvio. In salvo l'escursionista disperso

Un escursionista è stato ritrovato nel crepaccio di un ghiacciaio sul passo dello Stelvio, al confine con i Grigioni. Il disperso ha rischiato la...

Un escursionista è stato ritrovato nel crepaccio di un ghiacciaio sul passo dello Stelvio, al confine con i Grigioni. Il disperso ha rischiato la vita per ipotermia. Nonostante le cattive condizioni meteo, il salvataggio della Rega è andato a buon fine. Durante la notte tra sabato e domenica, le autorità italiane avevano allertato la Rega riguardo ad un escursionista disperso. L’elicottero della base di Samedan (GR) avrebbe dovuto trasportare la vittima all’ospedale universitario di Zurigo il più velocemente possibile per evitare il congelamento dopo che l’uomo era rimasto per diverse ore nel crepaccio di un ghiacciaio. A causa delle pessime condizioni meteo, l’elitrasporto è stato tuttavia impossibile sia attraverso il passo del Giulia che attraverso quello dell’Albula, così il paziente è stato dapprima portato in ambulanza all’ospedale di Samedan per le prime cure. Un elicottero Rega della base di Untervaz (GR) ha succesivamente portato l’uomo a Zurigo, dove il pericolo di vita è stato definitivamente scongiurato.

24.7.2017, 16:342017-07-24 16:34:00
@laRegione

Si sceglie la Svizzera per motivi professionali (ma un terzo degli immigrati si sente discriminato)

L’immigrazione in Svizzera è dovuta principalmente a ragioni professionali, stando ai risultati preliminari...

L’immigrazione in Svizzera è dovuta principalmente a ragioni professionali, stando ai risultati preliminari di uno studio condotto dal Polo nazionale di ricerca "NCCR – On the Move". Il 70% dei migranti ritiene che la sua situazione lavorativa sia migliorata. I ricercatori dell’Università di Ginevra (UNIGE) hanno interrogato alla fine dello scorso anno 6’000 persone giunte in Svizzera dal 2006 in poi, ha indicato all’ats Philippe Wanner, vicedirettore del NCCR On the Move, confermando un’informazione pubblicata dal Blick. Gli intervistati provengono da 11 regioni o Paesi: Germania, Austria, Francia, Italia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, America del Nord, Sudamerica, India e Africa occidentale. I due terzi affermano di essersi trasferiti per ragioni professionali, ma esistono sensibili differenze a seconda della provenienza: la percentuale è del 65% fra i cittadini provenienti dai Paesi limitrofi o dalla Gran Bretagna, mentre è inferiore al 60% per chi arriva da Spagna, Portogallo, Nordamerica e India. Solo il 20% dei migranti dell’Africa occidentale e del Sudamerica invoca ragioni professionali; sono le motivazioni famigliari che primeggiano (circa 65%).

Per il 70% degli intervistati, il trasferimento in Svizzera coincide con un miglioramento della propria situazione professionale. Anche in questo caso si osservano differenza in base all’origine. Per oltre il 75% degli immigrati dal Sud dell’Europa (Italia, Spagna, Portogallo) il cambiamento è stato vantaggioso, per chi proviene dal continente americano e dalla Gran Bretagna il miglioramento è un po’ meno marcato (60%). Solo gli uomini indiani hanno dichiarato che l’evoluzione della loro situazione professionale è stata positiva. Fra le connazionali donne il tasso scende al 45%. In genere la percentuale di immigrate che ha segnalato un peggioramento (15%) è superiore a quella degli uomini (10%).

Sempre lo stesso studio comunica che un terzo degli immigrati in Svizzera si è però sentito svantaggiato o discriminato almeno una volta negli ultimi due anni per il solo fatto di provenire da un altro Paese o per motivi razzisti. Un immigrato su tre (35%) è già stato confrontato a discriminazioni o pregiudizi. La percentuale varia a seconda dell’origine e si situa fra il 24% per gli austriaci e il 52% per gli africani. Solo francesi e sudamericani si sentono più legati alla Svizzera che al loro Paese d’origine: in generale l’attaccamento dei migranti alla loro nazione (52%) e più forte rispetto a quello che provano verso la Confederazione (40%). I più legati alla loro patria sono indiani (66%) e portoghesi (61%), mentre le percentuali più basse si riscontrano fra tedeschi (40%), francesi e britannici (entrambi 46%). Il 40% degli intervistati ha intenzione di presentare una richiesta di naturalizzazione, il 27% invece esclude questa eventualità mentre il 34% è ancora indeciso. Chi non è interessato ad ottenere il passaporto rossocrociato è perché non ha intenzione di rimanere in Svizzera (27%), non vuole rinunciare alla propria nazionalità (23%) o non ritiene che vi siano vantaggi ad averlo (17%). I due terzi si è trasferito in Svizzera per ragioni professionali, ma esistono sensibili differenze a seconda della provenienza: la percentuale è del 65% per i cittadini provenienti dai Paesi limitrofi o dalla Gran Bretagna, mentre è inferiore al 60% per chi arriva da Spagna, Portogallo, Nordamerica e India. Solo il 20% dei migranti dell’Africa occidentale e del Sudamerica invoca ragioni professionali; sono le motivazioni famigliari che primeggiano (circa 65%).

Circa i due terzi (62 %) possiede un diploma di grado terziario e il 24% di grado secondario. La percentuale di universitari più elevata si riscontra fra gli indiani, ben il 97%, seguita da americani e britannici (oltre il 90%). Vengono poi francesi, tedeschi e austriaci (oltre 65%), italiani e sudamericani (oltre 50%) . Le quote più basse si registrano fra portoghesi (42%) e africani (22%). Per il 70% dei migranti l’arrivo in Svizzera coincide con un miglioramento della propria situazione professionale. Anche in questo caso si osservano differenza in base all’origine: per oltre il 75% degli immigrati dal Sud dell’Europa (Italia, Spagna, Portogallo) il cambiamento è stato vantaggioso, per chi proviene dal continente americano e dalla Gran Bretagna il miglioramento è meno marcato (60%).

Il Polo nazionale di ricerca sui flussi migratori "On the Move" è coordinato dall’Università di Neuchâtel. I ricercatori ora svilupperanno diversi aspetti della ricerca in vista di pubblicare un libro alla fine del 2018.

24.7.2017, 15:112017-07-24 15:11:00
Marco Marelli

Pedemontana, 20 mila solleciti 'dimenticati'

Recuperare i crediti da chi ha tradotto l'espressione free-flow con 'viaggio gratis' non sarebbe stato facile per Pedemontana. Ne erano convinti in molti, se non tutti. A...

Recuperare i crediti da chi ha tradotto l'espressione free-flow con 'viaggio gratis' non sarebbe stato facile per Pedemontana. Ne erano convinti in molti, se non tutti. A maggior ragione per chi vi transitava provenendo dall'estero. Se poi, chi avrebbe dovuto spedire i pedaggi, li ha ''imbucati'' negli acquitrini intorno ad Albairate, comune compreso nella città metropolitana di Milano, l'impresa diventa impossibile. Qualche tempo fa, casualmente, sono stati trovati 40 chilogrammi di solleciti che la Pedemontana aveva affidato alla Smmart post, società di spedizioni palermitana. A conti fatti, 20 mila solleciti non sono andati a destinazione. Chi non lo ha ricevuto, riceverà il sollecito del sollecito, con relativo aggravio della sanzione. La Smmart post, rimossa dall'incarico, ha annunciato un'azione di risarcimento.

Nelle scorse settimane Pedemontana, per recuperare i pedaggi non pagati, pari al 25% del traffico, sta spedendo solleciti in quantità industriale. Oltre un milione all'estero, per la quasi totalità in Ticino. Le tratte autostradali più evase sono la A59 (tangenziale di Como) e la A60 (tangenziale di Varese), dove quotidianamente transitano 17mila veicoli; sulla A36 (Lomazzo-Cassago Magnano) ne transitano 14mila. Tangenziali che dal 1° gennaio 2018 saranno gratuite, come promesso dal governatore lombardo Roberto Maroni. Pedemontana ha chiuso il 2016 con una perdita di 7,8 milioni di euro.

23.7.2017, 11:392017-07-23 11:39:55
@laRegione

Soppressi alcuni Tilo

In occasione dello sciopero dei ferrovieri italiani domani, lunedì, saranno soppressi alcuni collegamenti Tilo. Lo fanno sapere le Ffs.

L'astensione dal lavoro interesserà in particolare:...

In occasione dello sciopero dei ferrovieri italiani domani, lunedì, saranno soppressi alcuni collegamenti Tilo. Lo fanno sapere le Ffs.

L'astensione dal lavoro interesserà in particolare:

sulla linea Chiasso-Albate Camerlata, il treno delle 8.38 da Chiasso, con arrivo alle 8.53 ad Albate Camerlata – sostituito da un bus –, il Tilo delle 10.03 da Albate Camerlata, con arrivo alle 10.15 a Chiasso, quello delle 12.38 da Chiasso, con arrivo alle ore 12.53 ad Albate Camerlata, infine, il convoglio delle 13.07 da Albate Camerlata, con arrivo a Chiasso alle 13.22 (sostituito da un bus).

Sulla linea Chiasso-Milano Centrale sarà interessato il collegamento delle 9.08 da Chiasso, con arrivo a Milano Centrale alle 9.50