Castellinaria

25.11.2017, 08:482017-11-25 08:48:08
Claudio Lo Russo @laRegione

Il valore di una risata, incontro con Francesco Bruni

Sono molteplici le tonalità del riso, e non tutte conducono alla distrazione, o alla vacuità. Francesco Bruni lo sa. Ad autori come lui è legata la nuova...

Sono molteplici le tonalità del riso, e non tutte conducono alla distrazione, o alla vacuità. Francesco Bruni lo sa. Ad autori come lui è legata la nuova commedia italiana, tipo quella di Paolo Virzì, per il quale ha scritto quasi tutti i film. Se da un lato conferma la regola per cui il riso è di per sé intelligente, dall’altro Bruni smentisce quella secondo cui gli sceneggiatori detestano i ritmi del set. Anzi, lui lo ha sempre preso come «una vacanza». Al punto che si è costruito una carriera parallela da regista, giunta al terzo film.

A Bellinzona aveva già portato con successo il suo esordio, ‘Scialla’; stasera sarà all’Espo con ‘Tutto quello che vuoi’, con Giuliano Montaldo e Andrea Carpenzano: l’incontro straniante tra un giovane coatto e un vecchio elegante poeta.

La dimensione della scrittura non gli bastava più? «Il mestiere che mi porta a casa la pagnotta resta la sceneggiatura. Quando faccio un film è perché ho qualcosa di significativo da dire, non ho l’angoscia di farne uno ogni anno: ho tempo di accumulare suggestioni, materiali, pensieri che a un certo punto si addensano e diventano un film».

Come si trova lo scrittore nei panni del regista? «Credo di interpretarlo in maniera atipica, piuttosto democratica, almeno così mi dicono. Sono aperto alla collaborazione, molto grato agli interventi artistici di chi lavora con me. Come sceneggiatore forse ho imparato questa arte dell’altruismo e dell’ascolto. Così anche gli altri sono più motivati, c’è un bel clima sul set, non si alza mai la voce e nessuno viene mai mortificato, è una cosa che rifiuto assolutamente».

In questo film che cosa ha tentato di nuovo? «Come impostazione ricorda ‘Scialla’, con la “strana coppia”, ma con un salto generazionale diverso. Qui ci sono un nonno e un nipote, un viaggio nel passato, alla riscoperta della memoria».

Tra l’altro in ‘Tutto quello che vuoi’ recita pure Arturo, figlio di Bruni, meglio noto come Dark Side, (controverso) rapper della Dark Polo Gang. Com’è andata? «Mia moglie mi ha fatto notare che lo trattavo peggio degli altri, “non lo gratifichi mai”. Forse avevo paura di eccedere con l’affetto nei suoi confronti...».

Dalla strada al set

Andrea annuisce. Lui al cinema ci è arrivato con questo film, una storia già sentita: ha accompagnato un’amica al casting e Bruni ha scelto lui per il ruolo del protagonista. Insomma, da zero a cento, al fianco di un mostro sacro come Giuliano Montaldo: «Mi sono trovato benissimo, anche perché lui è una persona splendida. Quando ti trovi davanti a personaggi così, ne approfitti e cerchi di prendere tutto quello che ti possono dare».

Quando ha letto il copione, che cosa ha colto: quale l’anima del film? «Leggendo ho immaginato tutto, è talmente scritto bene che tutto ti passa davanti agli occhi. Ho pensato che non ci fosse nulla da aggiungere né da pensare, era tutto chiaro».

Il ruolo era tagliato su di lui, sulla sua esperienza. Come spiega il regista, «Trastevere è il punto di ritrovo dei ragazzi del centro di Roma, lui conosceva bene le dinamiche, fra piccolo spaccio, risse e ambiente notturno».

Lunga vita a Montalbano

Per concludere, ‘Montalbano’. Bruni garantisce che il lavoro sulla serie prosegue: «Si va avanti al ritmo di due film all’anno, quanto meno per altri tre anni. Di materiale ce n’è e poi c’è, speriamo il più tardi possibile, il romanzo conclusivo; quello che Camilleri ha già scritto e messo in cassaforte da Sellerio». Bruni però ci regala un’anticipazione: «Potrebbe anche succedere che a un certo punto riprendiamo tutta la serie dall’inizio con il giovane Montalbano come protagonista. E così chiudiamo il cerchio».

24.11.2017, 17:502017-11-24 17:50:54
Claudio Lo Russo @laRegione

Una strana coppia all'Espo

Domani sera alle 20.45, come sempre all'Espocentro, Castellinaria chiuderà con la proiezione di 'Tutto quello che vuoi' di Francesco Bruni. Lo sceneggiatore e regista italiano, maestro della...

Domani sera alle 20.45, come sempre all'Espocentro, Castellinaria chiuderà con la proiezione di 'Tutto quello che vuoi' di Francesco Bruni. Lo sceneggiatore e regista italiano, maestro della commedia intelligente, ci ha presentato il suo lavoro, con il giovane Andrea Carpenzano e Giuliano Montaldo. Cioè, un giovane preso per strada e un grande vecchio del cinema italiano.

In questo film che cosa ha tentato di nuovo? «Come impostazione ricorda ‘Scialla’, con la “strana coppia”, ma con un salto generazionale diverso. Qui ci sono un nonno e un nipote, un viaggio nel passato, alla riscoperta della memoria».

Tra l’atro in ‘Tutto quello che vuoi’ recita pure Arturo, figlio di Bruni, meglio noto come Dark Side, (controverso) rapper della Dark Polo Gang. Com’è andata? «Mia moglie mi ha fatto notare che lo trattavo peggio degli altri, “non lo gratifichi mai”. Forse avevo paura di eccedere con l’affetto nei suoi confronti...».

Sabato all'Espocentro

  • 13.30 – CORTI AUTOPRODOTTI, cortometraggi “Tagliacorto”, “Si gira” e d'animazione.
  • 16.30 – FANTOCHE BEST KIDS 2017, corti d'animazione.
  • 18.15 – THE REAL THING, 70 giovani hanno realizzato il loro film, Svizzera, 2017, v.o. tedesco, st. italiano, 72'.
  • 20.45 – TUTTO QUELLO CHE VUOI, di Francesco Bruni, Italia, 2017, 106'.

 

22.11.2017, 21:052017-11-22 21:05:22
Claudio Lo Russo @laRegione

Donne, palestinesi e libere: vita quotidiana a Tel Aviv

Quella di domani ci è parsa fin dal primo sguardo sul programma la serata forse più interessante di questa 30a edizione di Castellinaria. Due film molto...

Quella di domani ci è parsa fin dal primo sguardo sul programma la serata forse più interessante di questa 30a edizione di Castellinaria. Due film molto diversi ci portano in Medio Oriente ad osservare altrettante realtà, sotterraneamente legate, anche se raccontate attraverso registri quanto mai lontani. Prima, alle 18.15, ‘Born in Syria’ di Hérnan Zin, che porta il pubblico dentro la tragedia del popolo siriano in fuga.

'Born in Syria'

Il direttore, Giancarlo Zappoli, perché ha deciso di proporlo? «Questo film ha il grosso pregio di legarsi alla mostra che stiamo facendo con l’Unicef, con le foto scattate da bambini in un campo profughi in Libano: sono loro a documentare la propria vita. Il regista racconta la vicenda dei profughi da luoghi di guerra ad altezza di bambino, cioè segue alcuni di loro che hanno fatto o stanno ancora facendo il viaggio, e li osserva non con l’occhio del reportage d’effetto ma con uno spirito affine al nostro: non facciamo finta che i problemi non ci siano ma mettiamoci all’altezza di quelli a cui a volte pensiamo meno, non masse ma singoli individui».

Libere a Tel Aviv

A seguire, poi, un film suggestivo, portando il pubblico nella realtà di Tel Aviv, in Israele. Qui vivono tre donne palestinesi – un avvocato, una Dj e una studentessa – tutte per varie ragioni in conflitto con la propria cultura. ‘Libere, disobbedienti, innamorate’ è l’opera prima di Maysaloun Hamoud. Perché il direttore lo ha scelto? «Questo è il titolo italiano, a me piace di più quello originale, ‘In Between’, in mezzo. Sono giovani donne a Tel Aviv, la regista è una donna giovane che ci racconta qualcosa che va oltre lo stereotipo: la donna araba può essere in mille modi diversi, è qualcuno che magari deve lottare su più fronti per poter guardare avanti e staccarsi in modo anche netto dalle sue radici».

Oggi a Castellinaria

  • 14.00 – Cinema Forum / COSÌ LONTANI, COSÌ VICINI, corti d'animazione dal festival Fantoche, senza dialoghi, 68'.
  • 14.00 – Espocentro / PASOS DE HEROE, di Henry Rincon, Colombia, 2016, v.o. spagnolo, overvoice italiano, 90'.
  • 18.15 – Espocentro / BORN IN SYRIA, di Hernàn Zin, Spagna-Danimarca, 2016, v.o., st. italiano, 84'.
  • 20.45 – Espocentro / LIBERE, DISOBBEDIENTI, INNAMORATE, di Maysaloun Hamoud, Israele, 2016, v.o., st. italiano, 96'.
21.11.2017, 20:392017-11-21 20:39:48
Claudio Lo Russo @laRegione

Lucio Dalla, film e concerto all'Espo

Pur non camminando più su questa terra, domani (mercoledì) a Castellinaria il grande protagonista sarà Lucio Dalla. Al cantautore bolognese è dedicata la serata, con un film e un...

Pur non camminando più su questa terra, domani (mercoledì) a Castellinaria il grande protagonista sarà Lucio Dalla. Al cantautore bolognese è dedicata la serata, con un film e un concerto di Lino & La settima Luna, ossia la band tributo messa in piedi da Gianni Salvioni, per 15 anni produttore e amico di Dalla. Le sue canzoni, o meglio i loro protagonisti, saranno anche sul grande schermo, in ‘Caro Lucio ti scrivo’ di Riccardo Marchesini, che già diretto uno spettacolo teatrale su questo testo. Il film, tra l’altro, presenta pure le voci narranti di Alessandro Benvenuti, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, Rita Colantonio, Piera Degli Esposti, Ottavia Piccolo e Andrea Roncato.

Perché vederlo? Lo abbiamo chiesto al direttore di Castellinaria, Giancaro Zappoli: «Io l’ho scelto per almeno due motivi. Da un lato è un film particolare, realizzato a cinque anni dalla morte di Lucio Dalla, a partire da un’idea originale: una postina che consegnava la posta a Dalla e alla quale continuano ad arrivare delle lettere per lui. Non potendole più consegnare, se le porta a casa e le legge: sono i personaggi delle canzoni di Dalla che scrivono per raccontare che cosa è successo loro. Sono Futura, Anna e Marco, il caro amico, la donna della casa in riva al mare... Sono sette corti, ognuno legato a una canzone, e con la canzone dentro, legati dal fil rouge della postina. Dall’altro, visto che è il trentesimo, volevo regalare una serata a chi è venuto da giovane a Castellinaria e che Dalla lo ha conosciuto bene da vivo. Avendo poi scoperto che Gianni Salvioni, il suo produttore negli ultimi 15 anni, ha messo su una band che fa le cover di Dalla, mi son detto che potevamo fare la serata piena: concerto prima, film in mezzo e ancora concerto in coda».

Il film ha anche delle qualità? «È un film con della poesia, capac di non limitarsi a far diventare immagine la canzone, di non ridursi a videoclip. Un esempio: Lucio Dalla ha scritto i primi versi di ‘Futura’ davanti al Muro di Berlino, in un’epoca in cui si affacciava l’idea che potesse crollare. Bene, il film racconta di Futura che è nata, è stata adottata e adesso vive a Berlino, perché se vuoi lavorare... Per cui non è neanche un film Bologna-centrico, c’è uno sguardo diversificato. Certo, se uno proprio non ama i corti allora non ama questo film, ma se entra nel suo spirito, e in quello delle canzoni, allora il discorso cambia».

Mercoledì all'Espocentro

  • 14.00 – NOCEDICOCCO, IL PICCOLO DRAGO, di Nina Wels e Hubert Weiland, Germania, 2016, versione italiana, 83'.
  • 16.00 – NOCEDICOCCO, IL PICCOLO DRAGO, di Nina Wels e Hubert Weiland, Germania, 2016, versione italiana, 83'.
  • 20.45 – CARO LUCIO TI SCRIVO, di Riccardo Marchesini, Italia, 2017, concerto di LINO & LA SETTIMA LUNA.
21.11.2017, 08:522017-11-21 08:52:24
Claudio Lo Russo @laRegione

'Io voglio essere pura': gli adolescenti, l'esigenza di credere, l'amore, il sesso

Nessuno dica che i ragazzi sono superficiali, vacui, indifferenti. C’è tutta una gioventù che, oggi come ieri, è in cerca di...

Nessuno dica che i ragazzi sono superficiali, vacui, indifferenti. C’è tutta una gioventù che, oggi come ieri, è in cerca di valori, di idee, di qualcosa di potente in cui credere. Lo racconta bene ‘Cuori puri’, opera prima di Roberto De Paolis, con Selene Caramazza e Simone Liberati (concorso 16/20). Il film è stato ispirato da un fatto di cronaca, la falsa denuncia di uno stupro da parte di una giovane, per la quale è stato istintivo accusare un rom piuttosto che confessare il proprio cedimento all’amore.

In una periferia romana dove si levano inquietanti colonne di fumo, e la tensione intossica i rapporti fra italiani e immigrati, Agnese è una diciottenne legata al movimento cattolico ‘Cuori puri’, pronta alla promessa di castità  fino al matrimonio. Stefano, figlio del degrado, coi genitori sfrattati e gli amici spacciatori, ha trovato lavoro come custode di un parcheggio confinante con un campo rom. Il loro incontro è inevitabilmente destinato a cambiare i rispettivi sguardi sulla realtà, mettendo alla prova le certezze di Agnese.

«Io voglio rimanere pura», dice la ragazza in una scena chiave del film. «Tu sei pura», le risponde Stefano. Proprio da questa moderna esigenza di purezza, già vista in altri film che raccontano l’adolescenza, siamo partiti nella conversazione con Selene, ieri a Bellinzona.

Come l’ha avvicinata? «Innanzitutto ho fatto un percorso di fede, sono entrata in una comunità religiosa che si trova a Tor Sapienza, dove abbiamo girato il film. Sono rimasta con loro quattro mesi, ho ripreso a leggere il Vangelo e la Bibbia, ho incontrato alcuni ragazzi che hanno fatto questa promessa di castità». Sono gli stessi che compaiono nel film.

Perché era necessario? «È stato un percorso personale, volevo rendere qualcosa di vero. Quando si trattano tematiche così importanti, c’è sempre la paura di rendere tutto finto. In questo film viene mostrata una Chiesa non restrittiva, il prete è un maestro di vita, è una figura positiva».

Che cosa le è restato? «Dopo le riprese mi sono un po’ distaccata, era necessario, ma mi ha lasciato molto. Quando entri in queste realtà scopri altro, la bellezza di un amore profondo». Tutto muove da un bisogno profondo, di purezza o di riscatto: «Credo che emerga nel film. È successo anche a me, è quell’esigenza di credere in qualcosa che nel film poi apre alla speranza. Agnese è una ragazza che sta crescendo, mette in dubbio i suoi ideali solo in quanto intesi come obblighi, ma non mette in discussione ciò in cui crede». 

20.11.2017, 18:392017-11-20 18:39:55
Claudio Lo Russo @laRegione

'Lean on Pete', un cavallo e una scelta per diventare grandi

Domani alle 18.15 a Castellinaria verrà proiettato il secondo capitolo di ‘Romans d’adultes’, con cui Béatrice e Nasser Bakhti sono andati a ritrovare...

Domani alle 18.15 a Castellinaria verrà proiettato il secondo capitolo di ‘Romans d’adultes’, con cui Béatrice e Nasser Bakhti sono andati a ritrovare gli adolescenti conosciuti sette anni fa. In serata, alle 20.45 all’Espo, seguirà un altro film che pone al centro del racconto una scelta radicale. ‘Lean on Pete’ di Andrew Haigh, per il quale il giovane Charlie Plummer è stato premiato come miglior attore emergente all’ultima Mostra del cinema di Venezia.

Perché il direttore, Giancarlo Zappoli, ha scelto di mostrarlo a Bellinzona (e d’inserirlo nel concorso 16/20)? «Potrebbe sembrare solo l’ennesimo film su un ragazzo e un cavallo, ma è una storia di crescita di qualcuno che deve andare via da casa. Il rapporto con il cavallo è il punto di passaggio verso una nuova maturità. A volte devi scegliere che cosa fare della tua vita, e può essere una scelta di totale autonomia che paghi con una sofferenza».

Martedì all'Espo

  • 14.00 – MAMAN A TORT, di Marc Fotoussi, Francia, 2016, v.o., st. italiano, 110'
  • 18.15 – ROMANS D'ADULTES VOL. 2, di Béatrice e Nasser Bakhti, Svizzera, 2017, v.o., st. italiano, 84'.
  • 20.45 – LEAN ON PETE, di Andrew Haigh, Gran Bretagna, 2017, v.o., st. italiano, 122'.

 

19.11.2017, 18:162017-11-19 18:16:08
Claudio Lo Russo @laRegione

Un lunedì da 'Cuori puri' a Castellinaria

Per presentare i film di questa all’Espocentro abbiamo fatto due chiacchiere con il direttore di Castellinaria, Giancarlo Zappoli. Anzitutto per capire perché li ha scelti...

Per presentare i film di questa all’Espocentro abbiamo fatto due chiacchiere con il direttore di Castellinaria, Giancarlo Zappoli. Anzitutto per capire perché li ha scelti.

Romans d'adultes

Cominciamo da ‘Romans d’adultes – Sur le chemin de l’indipéndance’ di Béatrice e Nasser Bakthi. Oggi e domani alle 18.15, con la presenza dei registi, il film riprende il filo di un discorso avviato sette anni fa con ‘Romans d’ados’. Perché vederlo? «Perché fa da tramite tra passato, presente e futuro. Sette anni fa si seguivano alcuni adolescenti per circa un anno, i registi hanno deciso di andarli a ricercare adesso, nel momento in cui stanno per entrare nell’età davvero adulta: per chi c’era all’epoca sarà un ritrovarli e continuare una storia, per gli altri in ogni caso scoprire come ci si adatta al mondo di oggi in un’età di passaggio: è un film in cui si sentono le radici, quel che abbiamo portato a casa da piccoli non si perde, con la difficoltà di preservare quel senso della meraviglia».

Cuori puri

Stasera alle 20.45, dall’Italia, ‘Cuori puri’ di Roberto De Paolis. Perché lo ha scelto? «È un film che prova a raccontare una periferia, qui romana, avendo al centro due ragazzi e le loro famiglie, ma senza fare sconti a nessuno, mostrando il chiaro e lo scuro di ogni realtà, in cui nessuno è troppo buono o troppo cattivo: i ragazzi, i rom, gli sfrattati, la Chiesa».

Oggi a Castellinaria

  • 14.00 – Cinema Forum
    PICCOLA RASSEGNA – “Così lontani, così vicini”, selezione di corti d'animazione, 2011-2017

  • 14.00 – Espocentro
    UN SACCHETTO DI BIGLIE, di Christian Duguay, Francia, 2017, st. italiani, 108'
  • 18.15 – Espocentro
    ROMANS D'ADULTES, di Béatrice e Nasser Bakhti, Svizzera, 2017, st. italiani, 86'
  • 20.45 – Espocentro
  • CUORI PURI, di Roberto De Paolis, Italia, 2017, 115'.
18.11.2017, 17:392017-11-18 17:39:48
Claudio Lo Russo @laRegione

Una domenica a Castellinaria, dalla 'Zucchina' a 'The Teacher'

Quella di domani, domenica, all'Espocentro a Bellinzona si presenta come una lunga giornata di cinema, dedicata un po' a tutte le età.

The Teacher...

Quella di domani, domenica, all'Espocentro a Bellinzona si presenta come una lunga giornata di cinema, dedicata un po' a tutte le età.

The Teacher

Per tutti quelli che non riescono a non provare un brivido sulla schiena all'idea di un balzo indietro nel tempo, con cui superare la cortina di ferro e immergersi in piena epoca comunista, ecco il film della serata. 'The Teacher' di Jan Hrebejk ci porta nella Bratislava del 1983, quando una nuova professoressa arriva in una classe di liceo e fa una particolare richiesta agli allievi: oognuno di loro dovrà alzarsi e dire quale lavoro fanno i genitori. Mesi dopo qualcuno denuncia un fatto grave: l'insegnante, appellandosi al suo stato di vedova, si fa fare lavori gratis da genitori e studenti. In cambio arrivano suggerimenti per l'interrogazione o buoni voti. La preside chiede ai genitori di assumere una posizione chiara in materia… Tratto da una storia vera. Una parabola degli ultimi anni di sogno socialista?

Ma non si possono dimenticare nel pomeriggio i due film di animazione, fra cui alle 17 il pluri-premiato 'La mia vita di zucchina' dello svizzero Claude Barras.

 

Domenica all'Espo

  • 15.00 – RICHARD MISSIONE AFRICA

    Toby Genkel e Reza Memari, Germania / Belgio / Lussemburgo / Norvegia, 2017, versione italiana, 85'
  • 17.00 – LA MIA VITA DI ZUCCHINA

    Claude Barras, Svizzera, 2016, versione italiana, 66'
  • 18.30 – M

    Sara Forestier, Francia, 2017, v.o. francese, st. italiano, 100'
  • 20.45 – CONFINO

    Nico Bonomolo, Italia, 2016, senza dialoghi, 11'
  • 20.45 – THE TEACHER

    Jan Hrebejk, Slovacchia / Rep. Ceca, 2016, versione italiana, 102'

 

17.11.2017, 17:522017-11-17 17:52:39
@laRegione

Castellinaria si apre domani (sabato) con un film bellissimo. Il programma della cerimonia

Castellinaria si apre questo sabato con la cerimonia ufficiale. L'appuntamento è per le 17.30 all'Espocentro di...

Castellinaria si apre questo sabato con la cerimonia ufficiale. L'appuntamento è per le 17.30 all'Espocentro di Bellinzona, con la proiezione di Gatta Cenerentola.

Su questo sito, ogni giorno, l'elenco delle proposte di giornata e la sinossi di un film assolutamente da vedere. Per domani la scelta è caduta su una pellicola che, a giudizio unanime di chi l'ha già visto, è "bellissima":

La Melodie

Simon è un violinista e al momento non ha ingaggi. Accetta di tenere un corso sullo strumento ad una classe di allievi di scuola media inferiore che vivono in condizioni socio ambientali non facili. L'inizio non è semplice perché i ragazzi sono provocatori e sembrano interessati solo a disturbare. Progressivamente però si accende il loro interesse e, nel gruppo, entra a far parte anche Arnold, uno studente di origine centroafricana che non ha mai conosciuto suo padre e che è particolarmente dotato per il violino. L'obiettivo della classe è arrivare al concerto di fine anno della Filarmonica di Parigi. Gli ostacoli non mancheranno.

Espocentro - 20.45

La cerimonia d'apertura

  • 17.30 – GATTA CENERENTOLA

    Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone, Italia, 2017, v.o. italiano, 86’
  • 19.00 – "AUTOBIOGRAFIA INVOLTONTARIA"

    Maurizio Nichetti presenta il suo libro
  • 20.45 – LA MELODIE

    Rachid Hami, F, 2017, v.o. francese, st. italiano, 102’
20.11.2015, 15:532015-11-20 15:53:17
Claudio Lo Russo @laRegione

Fra poco, alle 18.15 all'Espo ...

Fra poco, alle 18.15 all'Espo a Bellinzona si può vedere “Microbe et Gasoil”, il bello dell'adolescenza raccontato un grande regista, Michel Gondry. E poi per tirare tardi i migliori dalle scuole di cinema del mondo.

Fra poco, alle 18.15 all'Espo a Bellinzona si può vedere “Microbe et Gasoil”, il bello dell'adolescenza raccontato un grande regista, Michel Gondry. E poi per tirare tardi i migliori dalle scuole di cinema del mondo.

18.11.2015, 06:302015-11-18 06:30:00
Clara Storti

Mettere le ali...

Margaux: “Cosa sarebbe se fossimo uccelli?”. Cathy: “Hai ragione. Sarebbe più facile. Potremmo andare dove vogliamo, quando vogliamo”. Ma non bisogna desiderare di essere uccelli per sentirsi liberi...

Margaux: “Cosa sarebbe se fossimo uccelli?”. Cathy: “Hai ragione. Sarebbe più facile. Potremmo andare dove vogliamo, quando vogliamo”. Ma non bisogna desiderare di essere uccelli per sentirsi liberi come racconta il film di Olivier Ringer “Les oiseaux de passage”, (2015; Belgio-Francia), proiettato ieri a Castellinaria.

La storia inizia con il decimo compleanno di Cathy (Clarisse Djuroski) che riceve in regalo – con ben poco entusiasmo – un uovo fecondato. Il babbo le spiega che dovrà prendersene cura, poiché una volta schiusosi, il pulcino considererà come sua mamma la prima creatura che vedrà. Durante un pomeriggio di festa, l’uovo si schiude e il pulcino vede per prima Margaux (Léa Warny), amica di Cathy affetta da sclerosi multipla. Insieme decidono che debba essere proprio...

17.11.2015, 15:192015-11-17 15:19:01
Claudio Lo Russo @laRegione

Che fare stasera? All'Espo a B...

Che fare stasera? All'Espo a Bellinzona si può vedere “Non essere cattivo”, film postumo di Claudio Caligari (candidato italiano agli Oscar): marginalità, violenza e forse speranza nella periferia romana anni 90.

Che fare stasera? All'Espo a Bellinzona si può vedere “Non essere cattivo”, film postumo di Claudio Caligari (candidato italiano agli Oscar): marginalità, violenza e forse speranza nella periferia romana anni 90.

16.11.2015, 11:092015-11-16 11:09:07
Claudio Lo Russo @laRegione

Che fare di lunedì? Alle 18.15...

Che fare di lunedì? Alle 18.15 si può andare all'Espo a vedere “Keeper”, un bel film che racconta come anche a 15 si possa prendere la decisione più grande della propria vita, a dispetto di tutto.

Che fare di lunedì? Alle 18.15 si può andare all'Espo a vedere “Keeper”, un bel film che racconta come anche a 15 si possa prendere la decisione più grande della propria vita, a dispetto di tutto.

14.11.2015, 09:292015-11-14 09:29:16
Claudio Lo Russo @laRegione

Che fare oggi? Alle 17 all'Esp...

Che fare oggi? Alle 17 all'Espocentro apre Castellinaria con un film che pare davvero affascinante: “Human”, un viaggio alla scoperta degli uomini e del nostro pianeta. E in serata “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone

Che fare oggi? Alle 17 all'Espocentro apre Castellinaria con un film che pare davvero affascinante: “Human”, un viaggio alla scoperta degli uomini e del nostro pianeta. E in serata “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone

22.11.2014, 06:402014-11-22 06:40:00
Claudio Lo Russo @laRegione

Ciak, si gira

Una ragazza corre fra rovi e canneti. In mano stringe un vestito bianco. Si ferma sulla sabbia in riva al fiume, da una tasca estrae un accendino e cerca di dare fuoco al vestito. Una, due, tre volte,...

Una ragazza corre fra rovi e canneti. In mano stringe un vestito bianco. Si ferma sulla sabbia in riva al fiume, da una tasca estrae un accendino e cerca di dare fuoco al vestito. Una, due, tre volte, inutilmente. Con uno scatto insofferente getta via l’accendino. Buona. Al quarto tentativo; prima lo squillo di un cellulare, poi un movimento della macchina, poi il passaggio di un elicottero avevano costretto la troupe a ripetere la scena. È il cinema, ci vogliono pazienza e concentrazione, soprattutto sul set. In questi giorni lo hanno scoperto anche i ragazzi che hanno partecipato all’atelier di regia, come quelli con cui mi trovo, in riva al Ticino. Infatti la scena successiva è più delicata. Fallito il tentativo di incendio, la ragazza decide di buttare il vestito nel fiume. Un...

20.11.2014, 18:272014-11-20 18:27:39
Claudio Lo Russo @laRegione

Luigi Lo Cascio a Bellinzona

«È un festival che non conoscevo e devo dire che mi fa molto piacere conoscere». Già nel pomeriggio Luigi Lo Cascio si aggirava incuriosito all'Espocentro di Bellinzona, dove questa sera...

«È un festival che non conoscevo e devo dire che mi fa molto piacere conoscere». Già nel pomeriggio Luigi Lo Cascio si aggirava incuriosito all'Espocentro di Bellinzona, dove questa sera presenterà “Marina”, il film di cui è coprotagonista, nel ruolo del padre di Rocco Granata, celebre autore della canzone omonima. «È un film in cui credo molto – ci dice Lo Cascio, soppesando ogni parola – è un film forte in cui si raccontano tante cose contemporaneamente». E cioè l'emigrazione, l'emarginazione, il rifiuto dell'altro, il riscatto personale e sociale. Rocco Granata, infatti, si è ritrovato in Belgio da bambino, negli anni 50, figlio di un minatore che non può concepire il suo sogno della musica. Un sogno che si realizza (e prosegue ancora oggi) e che, dice Lo Cascio, dimostra come si debba tutti «vivere all'altezza dei propri desideri». 

19.11.2014, 19:312014-11-19 19:31:51
Claudio Lo Russo @laRegione

La storia unica di Rocco Granata

Marina, Marina, Marina... Chi non l'ha canticchiata almeno una volta nella vita, una canzone che ha dietro una storia. Quella di Rocco Granata, figlio di emigranti italiani in Belgio,...

Marina, Marina, Marina... Chi non l'ha canticchiata almeno una volta nella vita, una canzone che ha dietro una storia. Quella di Rocco Granata, figlio di emigranti italiani in Belgio, con un padre minatore che non concepisce l'assurdità del suo sogno: la musica. Una storia raccontata in 'Marina', appunto, che Luigi Lo Cascio presenterà domani sera (giovedì) a Castellinaria a Bellinzona, un film in cui l'attore italiano interpreta il ruolo del padre. Perché vederlo? Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Zappoli, direttore di Castellinaria: «Perché c’è tutto il discorso sull’emigrazione italiana in Belgio, quando si inviavano minatori in cambio di carbone. Il padre di Granata si rifiuta di imparare il fiammingo, non si vuole integrare; il figlio, invece, dice che non possono restare stranieri per sempre. E non lo rimarrà». E infatti è diventato una star, belga, ancora molto attiva (a 76 anni), con milioni di dischi venduti alle spalle. Tanto che alla prima del film, il multiplex della cittadina fiamminga in cui viveva da bambino lo ha proiettato in tutte le sale contemporaneamente: «Quattromila spettatori, compresi i principi del Belgio».

18.11.2014, 17:562014-11-18 17:56:18
Claudio Lo Russo @laRegione

Che fare stasera? A Castellina...

Che fare stasera? A Castellinaria 'I nostri ragazzi', il bisogno urgente che i genitori ritornino adulti... Con Alessandro Gassmann, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobulova.

Che fare stasera? A Castellinaria 'I nostri ragazzi', il bisogno urgente che i genitori ritornino adulti... Con Alessandro Gassmann, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobulova. 

17.11.2014, 22:072014-11-17 22:07:02
Claudio Lo Russo @laRegione

Dopo l'inferno

«Il fatto di parlare dell’Olocausto in termini diversi crea un rifiuto, si è abituati ai film sui campi di concentramento, ma non sul dopo». Così ci dice Roberto Faenza, che a Castellinaria ha presentato...

«Il fatto di parlare dell’Olocausto in termini diversi crea un rifiuto, si è abituati ai film sui campi di concentramento, ma non sul dopo». Così ci dice Roberto Faenza, che a Castellinaria ha presentato il suo ultimo film, 'Anita B.'. Un film che torna ad osservare quello che il regista italiano definisce «un vuoto della storia lungo 40 anni», cioè il racconto del post-seconda guerra mondiale. In questo caso dal punto di vista di chi, sopravvissuto ai campi di sterminio, si scontra con il rifiuto della propria stessa comunità: «Non riuscivano ad instaurare un dialogo, si vergognavano o non erano creduti». Per cui la protagonista si sente subito dire: «Auschwitz deve restare fuori da questa casa».

17.11.2014, 12:452014-11-17 12:45:00
Claudio Lo Russo @laRegione

Che fare oggi? Alle 18.15 all'...

Che fare oggi? Alle 18.15 all'Espo a Bellinzona Roberto Faenza presenta 'Anita B.'. Non lo abbiamo ancora visto, ma c'è da aspettarsi uno sguardo diverso sugli anni post-Seconda guerra mondiale, dentro il mondo ebraico.

Che fare oggi? Alle 18.15 all'Espo a Bellinzona Roberto Faenza presenta 'Anita B.'. Non lo abbiamo ancora visto, ma c'è da aspettarsi uno sguardo diverso sugli anni post-Seconda guerra mondiale, dentro il mondo ebraico.