Bellinzonese

Oggi, 10:442017-11-21 10:44:15
Marino Molinaro @laRegione

Maestro di Arbedo: il Tram accoglie il ricorso ma critica il Comune

A meno di un ricorso del Consiglio di Stato al Tribunale federale, può continuare a godersi il prepensionamento l’insegnante di Arbedo...

A meno di un ricorso del Consiglio di Stato al Tribunale federale, può continuare a godersi il prepensionamento l’insegnante di Arbedo condannato in Appello lo scorso aprile a 24 mesi di detenzione sospesi con la condizionale per ripetuti atti sessuali con cinque allievi maschi, ripetuta coazione, violazione del dovere d’assistenza o educazione e vie di fatto reiterate su due bambini. Lo ha stabilito il Tribunale cantonale amministrativo (Tram) accogliendo tre settimane fa il ricorso suo (avvocata Romina Biaggi-Albrici) e quello del Comune di Arbedo-Castione (avvocato Filippo Gianoni) contrari all’ordine governativo rivolto in febbraio al Municipio (dopo un primo e infruttuoso intervento del Decs) affinché avviasse una procedura di disdetta immediata del rapporto di lavoro. Ordine spiccato dopo che nel maggio 2016 – subito dopo il rinvio a giudizio davanti alle Assise criminali – il Municipio e il maestro avevano stipulato un accordo sulla cessazione del rapporto d’impiego. Tale accordo stabiliva che la procedura disciplinare veniva stralciata e che dal giugno 2016 il docente – fino ad allora sospeso dalle funzioni ma non dal salario – sarebbe stato posto in congedo non pagato fino al 1° novembre 2017, quando all’età di 58 anni avrebbe maturato il diritto di beneficiare del pensionamento anticipato. In base all’accordo, per 17 mesi l’insegnante si sarebbe assunto il pagamento di tutti i contributi sociali e dei costi di finanziamento del prepensionamento.

Municipio ‘troppo indulgente’

Conseguenze finanziarie per il Comune, zero. Ciò nonostante il Tram – parlando di “eccessiva indulgenza” verso un dipendente “che ha tradito in modo grave e intollerante la fiducia in lui riposta da allievi, genitori e autorità di nomina” – non lesina critiche al Municipio guidato dal sindaco Luigi Decarli: il solo fatto di sapere che durante l’inchiesta l’insegnante abbia fatto parziali ammissioni sui gravi reati imputatigli, si legge nella decisione del tribunale, “da solo sarebbe bastato a giustificare un licenziamento in tronco” sancito dall’articolo 60, capoverso 4, della Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (Lord). Stipulato l’accordo, prosegue il Tram, “il Municipio non solo ha evitato al docente questa conseguenza infamante, ma gli ha anche consentito di rimanere in carica, a dispetto della condanna inflitta poco dopo”. Un “trattamento di riguardo che il maestro non meritava certo”. E se è vero che “non arreca pregiudizi agli interessi finanziari del Comune”, lo stesso non ha considerato “i potenziali maggiori oneri che il pensionamento anticipato può comportare per l’Istituto di previdenza cantonale rispetto a quelli che sarebbero derivati da una polizza di libero passaggio”. Nel merito della questione giuridica, il Tram ricorda che il governo lo scorso febbraio ha spiccato l’ordine di avvio della procedura di disdetta in qualità di autorità di vigilanza sui Comuni, rimarcando che l’accordo Comune-insegnante mancasse della ratifica del Decs richiesta dalla Lord. Tuttavia il Tram spiega che tale assoggettamento “è destinato a tutelare i docenti di scuole comunali da licenziamenti ingiustificati”, mentre conferisce al Decs “la facoltà di proporre, ma non imporre, la disdetta al Municipio”. Il quale “rimane libero di decidere se licenziare o mantenere in servizio”. Il caso specifico s’inserisce quindi in questa seconda fattispecie nell’ambito di un contratto di diritto amministrativo “che definisce consensualmente, ossia mediante reciproco accordo, le modalità di scioglimento del rapporto”. In definita, chiarisce il Tram, l’accordo non soggiace a ratifica del Decs. Nemmeno può essere giustificato l’intervento censorio del CdS in qualità di autorità di vigilanza, non disattendendo l’accordo chiare norme di legge e non essendo stati violati importanti e preponderanti interessi collettivi. Fra questi, anche quelli finanziari: infatti a mente del Tram il licenziamento in tronco, se non tempestivo, “costituisce un rimedio assai peggiore del difetto che intende correggere”.

Ieri, 19:042017-11-20 19:04:26
Marino Molinaro @laRegione

Vertenza Amb Città-Comuni: salta il ricorso

I Municipi di Arbedo-Castione, Lumino, Cadenazzo e Sant'Antonino hanno rinunciato oggi (il termine scadeva alle 18) a interporre ricorso al Consiglio di Stato contro la...

I Municipi di Arbedo-Castione, Lumino, Cadenazzo e Sant'Antonino hanno rinunciato oggi (il termine scadeva alle 18) a interporre ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione adottata il 16 ottobre dal Consiglio comunale cittadino per la costituzione dell'Ente autonomo “Aziende multiservizi Bellinzona”. Punto centrale della (non) vertenza giudiziaria: la trasformazione delle attuali Aziende municipalizzate in ente autonomo, che dal 2018 comporterà la decimazione della riversione della quota parte degli utili, pari a complessivi 1,15 milioni annui per i quattro Comuni non aggregati.

Una decimazione che li ha indotti ad avviare in ottobre l'iter ricorsuale fermatosi quest'oggi a fronte di nuove trattative avviate negli ultimi giorni con la Turrita per l'individuazione di una soluzione di compromesso che vada a migliorare la compensazione sostitutiva indicata – per i quattro Comuni – in soli 100mila franchi annui complessivi (sconti su prestazioni fornite dalle stesse Amb) più altri 30mila franchi di sponsorizzazioni locali.

Resta invece ancora aperta la decisione dei quattro Municipi sull'eventuale avvio dell'iter per il riscatto delle linee elettriche Amb, il cui valore calcolato dalla Città ammonta a 23 milioni di franchi. Anche in questo caso, molto dipenderà dall'esito delle trattative in corso.

Ieri, 18:072017-11-20 18:07:03
@laRegione

Inaugurata la nuova Scuola dell'infanzia di Claro

Dopo un iter piuttosto travagliato, contraddistinto da diversi ricorsi, è stata inaugurata oggi pomeriggio la nuova Scuola dell’infanzia di Claro. In faccia all’...

Dopo un iter piuttosto travagliato, contraddistinto da diversi ricorsi, è stata inaugurata oggi pomeriggio la nuova Scuola dell’infanzia di Claro. In faccia all’asilo già esistente sono state edificate due nuove sezioni secondo gli standard edilizi minergie. Accanto alla parte nuova si trova il rinnovato parco giochi, sistemato nell’ambito dei lavori.

Il costo per la realizzazione è di 3,5 milioni, circa 300mila per la progettazione e 3,2 milioni per l’esecuzione dei lavori. Nella Scuola dell’infanzia è stata implementata la cucina, che serve i pasti anche agli allievi dell’asilo di Preonzo, che si recano a consumarli nella sala multiuso di Gnosca. «Bisognerà valutare se realizzare un refettorio a Preonzo in futuro, in modo da evitare gli spostamenti», rileva Christian Paglia, capodicastero opere pubbliche e ambiente di Bellinzona.

Il terreno adiacente all’asilo permette un’eventuale edificazione di altre due-tre nuove sezioni in caso di bisogno. Quelle inaugurate ieri sono state infatti realizzate per rispondere all’aumento demografico di Claro, quartiere che registra una marcata crescita di popolazione.

Ieri, 15:242017-11-20 15:24:50
Marino Molinaro @laRegione

Bellinzona, Delcò Petralli lascia il Cc

Adducendo ragioni d'ordine personale, la granconsigliera Michela Delcò Petralli ha inoltrato le dimissioni dalla carica di consigliera comunale di Bellinzona. Il Municipio...

Adducendo ragioni d'ordine personale, la granconsigliera Michela Delcò Petralli ha inoltrato le dimissioni dalla carica di consigliera comunale di Bellinzona. Il Municipio chiede la ratifica al Legislativo. Primo subentrante è il criminologo Michel Venturelli; non è tuttavia detto che accetti la carica. In quel caso entrerebbe in Cc il secondo subentrante, lo psicoterapeuta Marco Noi. Quanto a Delcò Petralli, rinuncia per evitare un eccessivo carico di lavoro, essendo stata designata membro della Commissione parlamentare d'inchiesta (Cpi) sul delicato caso istituzionale “Dss-Argo1”. Proprio domani, martedì, la Cpi si riunirà la prima volta.

Ieri, 14:462017-11-20 14:46:02
Marino Molinaro @laRegione

Biasca: il Comune vende la casa di Castelnuovo, 're della fisarmonica'

Il Comune di Biasca si appresta a cedere la casa che fu di Vittorio Castelnuovo, lo scalpellino più famoso della Svizzera che con le sue...

Il Comune di Biasca si appresta a cedere la casa che fu di Vittorio Castelnuovo, lo scalpellino più famoso della Svizzera che con le sue canzoni popolari – ne ha composte e cantate un centinaio – ha riscaldato i cuori di generazioni di ticinesi e italofoni. Scomparso nel 2005 all'età di 90 anni, il 're della fisarmonica' aveva lasciato la proprietà di famiglia alla moglie, indicando nel testamento che dopo il decesso della consorte i beni sarebbero stati trasmessi al Comune con l'obbligo di destinare i proventi alla locale casa per anziani comunale.

Morta la moglie nel 2011, il Comune ha proceduto con i passi necessari e ora il Municipio chiede al Legislativo l'autorizzazione ad alienare la proprietà seguendo la procedura del pubblico concorso. Gli interessati potranno quindi visionare l'incarto in Cancelleria e inoltrare un'offerta, tenedo presente che in base alla stima peritale viene proposto un prezzo minimo di 200mila franchi.

Ieri, 12:052017-11-20 12:05:34
Marino Molinaro @laRegione

La PolTi: 'Non c'erano motivi per portarlo in centrale'

«Non è stato portato in centrale a Faido perché gli agenti intervenuti ad Airolo, dove lo hanno prelevato intervenendo su richiesta di una cameriera di un...

«Non è stato portato in centrale a Faido perché gli agenti intervenuti ad Airolo, dove lo hanno prelevato intervenendo su richiesta di una cameriera di un bar, hanno ritenuto che né le sue condizioni, né quanto aveva presumibilmente combinato nel bar, richiedessero approfondimenti di polizia o verifiche sul suo conto. Accompagnato dalla pattuglia su sua precisa richiesta a Varenzo, dove ha detto di essere stato ospite, in visita, di un abitante del luogo, è stato lasciato alla fermata del bus sottostante l'abitazione in questione. Nulla, nelle sue condizioni psico-fisiche, indicava un'intenzione di immettersi a piedi nel vicino svincolo autostradale».

Interpellato dalla 'Regione', l'ufficio stampa della Polizia cantonale fornisce – nel limite delle sue possibilità, vista l'inchiesta in corso – alcune risposte agli interrogativi sollevati stamane dal 'Corriere del Ticino' che ha riferito di come il 36enne bergamasco investito mortalmente giovedì sera da un'auto mentre camminava sull'A2, sia stato poco prima prelevato da una pattuglia ad Airolo e quindi accompagnato fino a Varenzo, frazione di Quinto situata a monte dello svincolo autostradale. Cosa il 36enne abbia fatto da quel momento fino all'investimento, e quanto tempo sia trascorso fra i due episodi, l'ufficio stampa della PolTi non è in grado di dirlo.

Sempre stando alla polizia, non risulta per ora – ma ulteriori verifiche potrebbero accertare il contrario – che la vittima si trovasse in Ticino per lavoro. Sta coordinando le indagini la procuratrice pubblica Valentina Tuoni, che ha ordinato l'autopsia sulla vittima residente da tre anni nel comune bergamasco di Alzano Lombardo, ma originario dell'alto Lario (Como) e di professione impiegato. Nel suo passato, ricordiamo, vi sono storie di droga e un arresto.

Ieri, 11:412017-11-20 11:41:42
Katiuscia Cidali @laRegione

Biasca, rilanciare la zona industriale con il manager d’area

Tessere contatti con le aziende presenti sul territorio per comprenderne le necessità, avviare sinergie e collaborazioni; azioni di marketing per...

Tessere contatti con le aziende presenti sul territorio per comprenderne le necessità, avviare sinergie e collaborazioni; azioni di marketing per attirare nuove attività sul territorio, facilitare i contatti tra le imprese il Cantone e i Comuni. Sono solo alcuni punti di cui dovrà occuparsi la nuova figura del ‘Manager d’area’ che verrà istituita a breve nel Comune di Biasca.

«L’auspicio è che questa figura possa rappresentare un passo decisivo per il rilancio definitivo della zona industriale d’interesse cantonale di Biasca», ha affermato Filippo Gianoni, presidente dell’Ente regionale per lo sviluppo Bellinzonese e valli, questa mattina durante un incontro con i media. «Siamo pionieri nel lanciare questa nuova strategia di politica cantonale – ha evidenziato il Municipale di Biasca Omar Terraneo – speriamo che la nostra esperienza funga da volano per altre zone industriali del cantone». Un modello che, come gli ha fatto eco Gianoni, si spera possa poi dare un impulso anche ad altre zone industriali del Bellinzonese e valli, come Bodio, Giornico, Quinto, Lodrino e Castione.

Il progetto è sostenuto dal Cantone in maniera importante, per i primi due anni coprirà infatti il 90 percento dei costi, per poi continuare con un contributo del 50 percento. Il bando di concorso per l’assunzione verrà pubblicato in dicembre, in gennaio-febbraio avverrà la selezione, per poi procedere all’entrata in funzione il più presto possibile. 

Ieri, 06:102017-11-20 06:10:00
Marino Molinaro @laRegione

Utoe Bellinzona verso il secolo di vita

Nel 2019 l’Utoe di Bellinzona compirà cent’anni e probabilmente – questo l’obiettivo dichiarato – entro allora riuscirà a dotarsi della nuova capanna al Gesero che con un...

Nel 2019 l’Utoe di Bellinzona compirà cent’anni e probabilmente – questo l’obiettivo dichiarato – entro allora riuscirà a dotarsi della nuova capanna al Gesero che con un investimento di un milione sorgerà 45 minuti a piedi sopra l’attuale. La quale, risalente agli anni 40 e ormai vetusta, dovrà essere quasi integralmente demolita, come chiesto dal Cantone. Il tema, insieme ad altri, è all’ordine del giorno dell’assembla in programma sabato 25 alle 16.30 nell’aula magna delle Elementari delle Semine. Il comitato farà il punto sul progetto, in particolare sull’ottenimento degli aiuti pubblici per i quali si è avuta risposta positiva: 25mila franchi dalla Città di Bellinzona e 50mila da Arbedo-Castione, nonché il 20% dell’investimento complessivo da parte del Cantone e SportToto. A...

19.11.2017, 14:532017-11-19 14:53:00
Samantha Ghisla @laRegione

Argento per Gabriele Vetro ai mondiali di Natural Bodybuilding a Boston

Non sul gradino più alto del podio ma poco ci è mancato. Dopo aver vinto nella sua categoria di peso in occasione dei campionati nazionali...

Non sul gradino più alto del podio ma poco ci è mancato. Dopo aver vinto nella sua categoria di peso in occasione dei campionati nazionali di Natural Bodybuilding a fine ottobre, il 29enne bellinzonese Gabriele Vetro è giunto secondo durante la finale mondiale di categoria svoltasi ieri a Boston. Una grande soddisfazione per il personal trainer che avevamo intervistato alcuni giorni fa e di cui vi riproponiamo l'intervista completa sulle sue esperienze e su alcuni retroscena di questa disciplina che è totalmente contraria all'impiego di sostanze dopanti.

Meglio di lui ha fatto solo un "veterano di altissimo livello con 20 anni di esperienza", come scrive Gabriele sulla sua pagina Facebook ringraziando la moglie Dayana per la presenza e il sostegno anche al di là dell'Oceano, dove è stata accanto al marito assieme a loro figlio Gabriel.

17.11.2017, 16:442017-11-17 16:44:59
Marino Molinaro @laRegione

Investito sull'A2: Hitler e Mussolini nel profilo Facebook del 36enne morto

Da alcuni anni abitava ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, il 36enne falciato mortalmente ieri sera in autostrada a Prato...

Da alcuni anni abitava ad Alzano Lombardo, in provincia di Bergamo, il 36enne falciato mortalmente ieri sera in autostrada a Prato Leventina da una vettura con targhe svizzere mentre stava camminando sulla corsia di sorpasso, diretto verso sud. Sul perché si trovasse lì, e in quale stato, non è dato sapere: l'inchiesta è in corso e l'autopsia eseguita oggi dall'Istituto cantonale di patologia potrà forse fornire alcune, prime risposte. Idem i familiari, contattati dalla Polizia cantonale e invitati a raggiungere il Ticino.

Quanto a lui, stando a quanto accertato dalla 'Regione', risulta che vivesse da solo ad Alzano e facesse l'impiegato. Interessi? La musica di Vasco Rossi e dei Nirvana, le serate con gli amici, l'Atalanta Calcio. Mentre su Facebook risulta aver pubblicato immagini che potrebbero connotarlo negli ambienti dell'estrema destra: dalla croce uncinata simbolo dei nazisti, ad Adolf Hitler in compagnia di Benito Mussolini fino all'aquila romana con la frase neofascista 'Boia chi molla', da lui usata nel 2016 come immagine di profilo. Il condizionale è tuttavia d'obbligo e, come accade sovente, certe immagini possono essere espressione di un'ironia di cattivo gusto. Altre foto ritraggono alcol e marijuana. Tra le frasi citate nel profilo, alcune inneggiano alla morte.

17.11.2017, 15:312017-11-17 15:31:38
@laRegione

Presunto stupro nel Bellinzonese, la donna non fu drogata

Niente 'droga dello stupro' nel sangue della 30enne che a metà luglio denunciò per stupro il suo ex convivente. Le analisi disposte dalle autorità...

Niente 'droga dello stupro' nel sangue della 30enne che a metà luglio denunciò per stupro il suo ex convivente. Le analisi disposte dalle autorità avrebbero avuto esito negativo, stando a quanto riporta la Rsi.

Secondo la versione della donna i due si erano incontrati casualmente nel locale 'Rotonda' di Gordola, e dopo qualche bicchiere si erano recati in taxi nell'abitazione di lui. Qui si sarebbe consumato quello che la donna ha descritto come uno stupro con tanto di sequestro di persona.

17.11.2017, 15:232017-11-17 15:23:54
Marino Molinaro @laRegione

Chiede soldi col Suv a Lodrino: accattonaggio?

Alcune persone hanno segnalato oggi alla Polizia cantonale verso mezzogiorno la presenza sulla strada cantonale fra Prosito e Lodrino di un distinto signore fra i 35 e...

Alcune persone hanno segnalato oggi alla Polizia cantonale verso mezzogiorno la presenza sulla strada cantonale fra Prosito e Lodrino di un distinto signore fra i 35 e i 40 anni che, vestito di tutto punto, fermava gli automobilisti di passaggio chiedendo loro soldi. Facendo ampi segni sul ciglio della strada, li invitava a rallentare e ad accostare e, in piedi vicino al proprio Suv blu scuro e dotato di targhe gialle, raccontava loro in inglese di avere problemi a prelevare con la carta di credito. Perciò chiedeva soldi per fare il pieno di carburante. Invitato, da una automobilista del luogo fermatasi, a raggiungere il più vicino distributore così da risolvere il problema con una quantità sufficiente di carburante, ha fermamente rifiutato l'offerta d'aiuto. Non è perciò da escludere che si tratti di una moderna forma di accattonaggio.

17.11.2017, 13:282017-11-17 13:28:18
@laRegione

Travolto sull'A2, resta il mistero: non si trova la sua auto, e non viveva né lavorava in zona

Alle otto di sera camminava sull'A2 dalle parti di Quinto ed è stato travolto da un'auto con targhe bernesi, e...

Alle otto di sera camminava sull'A2 dalle parti di Quinto ed è stato travolto da un'auto con targhe bernesi, e fin qui ci siamo. Il problema è che ancora non si capisce come diavolo ci sia finito, il 36enne di Alzano Lombardo morto ieri, dato che nemmeno la sua auto è stata ritrovata.

Sembra esclusa, quindi, l'ipotesi della panne. E stando a quanto riporta Ticinonline, l'uomo non abitava nè lavorava  da quelle parti. La Magistratura ha aperto un'inchiesta, e presto avrà luogo l'autopsia, per comprendere se le condizioni psicofisiche dell'uomo possano avere qualche legame con l'accaduto.

17.11.2017, 12:292017-11-17 12:29:52
Samantha Ghisla @laRegione

Post razzisti sull'eritrea caduta dal balcone: condannata una donna

Ci sono conseguenze per la denuncia avanzata da una settantina di persone alla Procura a seguito di alcuni post razzisti sulla morte di una...

Ci sono conseguenze per la denuncia avanzata da una settantina di persone alla Procura a seguito di alcuni post razzisti sulla morte di una 24enne eritrea lo scorso 3 luglio a Bellinzona. Il procuratore pubblico Arturo Garzoni ha firmato lo scorso 20 ottobre un decreto d'accusa nei confronti di una donna, condannandola a 15 aliquote di 30 franchi sospese per 2 anni. Lo conferma da noi contattato il portavoce del Ministero pubblico.

Il reato ravvisato dalla Procura, a cui i cittadini indignati si erano rivolti per chiedere giustizia, è quello di discriminazione raziale. Decreto d'abbandono invece per l'altra donna che era stata segnalata: nel suo caso le scritte sul social sono state ritenute meno gravi dal procuratore pubblico Garzoni.

La donna condannata non avrebbe finora impugnato il decreto d'accusa. Se lo dovesse fare, comparirà in Pretura penale. Ricordiamo che i post erano stati pubblicati su Facebook dopo la caduta dal balcone della giovane (il marito sospettato di averla spinta si trova tuttora in carcerazione preventiva). Le due donne si rallegravano della morte della 24enne auspicando il decesso di un eritreo al giorno per potersene liberare completamente. 

17.11.2017, 11:402017-11-17 11:40:55
Samantha Ghisla @laRegione

Pompieri in azione in via Orico

Principio d'incendio in mattinata in una palazzina di Bellinzona in via Orico, attualmente sbarrata al traffico a causa di un cantiere stradale. Intervenuti sul posto, i Pompieri di...

Principio d'incendio in mattinata in una palazzina di Bellinzona in via Orico, attualmente sbarrata al traffico a causa di un cantiere stradale. Intervenuti sul posto, i Pompieri di Bellinzona hanno evitato che il fuoco divampato su un balcone si propagasse al resto dell'edificio. Allertata in modo precauzionale, sul posto è giunta anche la Croce Verde, ma stando alle informazioni in nostro possesso non si sarebbero registrati feriti.

17.11.2017, 09:162017-11-17 09:16:00
@laRegione

Officine, Mps chiede al Consiglio comunale una seduta straordinaria

Per garantire il futuro delle Officine, bisogna incontrarsi subito e prendere il toro per le corna: è il succo della richiesta che il Movimento...

Per garantire il futuro delle Officine, bisogna incontrarsi subito e prendere il toro per le corna: è il succo della richiesta che il Movimento per il socialismo (Mps) ha inoltrato ai membri del Consiglio comunale di Bellinzona

"Nelle scorse settimane avevamo inoltrato un’interrogazione al Municipio nella quale chiedevamo lumi sulla difficile situazione dell’Officina di Bellinzona," spiegano i consiglieri Mps Monica Soldini e Angelica Lepori Sergi. "In particolare avremmo voluto che il Municipio illustrasse, in modo dettagliato e preciso, quale fosse il punto di vista che i suoi rappresentanti hanno difeso e difendono all’interno del gruppo di lavoro con FFS e Cantone nel quale si sta decidendo il futuro dell’Officina."

Risposta 'insoddisfacente e reticente'

"La risposta del Municipio - prosegue la missiva - è stata non solo insoddisfacente, ma anche reticente sulle trattative in atto, limitandosi ad affermazioni di carattere generico (del tipo difesa della continuità produttiva dell’Officina). Negli ultimi giorni i destini dell’Officina si stanno delineando e, purtroppo, non in maniera positiva. In particolare emerge, da dati ormai oggettivi, noti e documentati, che le Ffs (e pare con l’accordo dei 'partner' con i quali sta trattando – il Governo cantonale e il nostro Municipio) siano orientate a costruire un nuovo deposito di manutenzione che di fatto comporterà:

-il dimezzamento, nella migliore delle ipotesi, del numero di posti di lavoro

-l’abbandono, di fatto, del progetto di centro di competenze per il settore dei trasporti

-la rinuncia a qualsiasi progetto industriale di sviluppo dell’attuale assetto produttivo dell’Officina (fine programmata della manutenzione dei carri e delle locomotive)

A tutto questo si aggiunge il fatto che questo nuovo deposito sarà verosimilmente costruito fuori dal territorio della città di Bellinzona e con una cospicua partecipazione finanziaria di Cantone e Comune. Oltre al danno la beffa!"

'Evento storicamente rovinoso'

I consiglieri Mps chiedono dunque "una discussione pubblica e approfondita" e parlano di "un evento che si annuncia storicamente rovinoso: dopo più di un secolo Bellinzona perderà il suo più importante e storico stabilimento industriale."

 

17.11.2017, 07:042017-11-17 07:04:28
Samantha Ghisla @laRegione

Caso Semine: 'A Bellinzona manca un centro giovanile'

La situazione attorno alle scuole comunali in zona Semine – dove ogni mattina vengono raccolti 60 litri di rifiuti – è tornata d’attualità per la lettera dei...

La situazione attorno alle scuole comunali in zona Semine – dove ogni mattina vengono raccolti 60 litri di rifiuti – è tornata d’attualità per la lettera dei genitori inviata al Municipio, di cui abbiamo riferito ieri. Ma i ritrovi di giovani che lasciano il segno (quelli cioè che recano danni o non raccolgono la spazzatura che generano) si riscontrano anche in altri luoghi della città. Un esempio, di cui abbiamo riferito a più riprese, è il caso di piazza Collegiata e dei gerenti dei ritrovi pubblici alle prese con tavolini e ombrelloni rovinati, nonché un notevole quantitativo di rifiuti da raccogliere prima dell’apertura. Ma basta una passeggiata in tarda serata in centro per constatare diversi capannelli di giovani (non per forza irrispettosi) in piazza e fuori da bar chiusi. Manca...

16.11.2017, 06:302017-11-16 06:30:00
Marino Molinaro @laRegione

Landfogti a Malvaglia, variante di Pr valorizza tutto il comparto

Un palazzo storico e protetto come quello dei Landfogti di Malvaglia da solo non può migliorare la porzione di paese in cui si trova da secoli, ma...

Un palazzo storico e protetto come quello dei Landfogti di Malvaglia da solo non può migliorare la porzione di paese in cui si trova da secoli, ma è “un seme da coltivare con cura per poter caratterizzare l’intero comparto”. A questa conclusione è giunto il Municipio di Serravalle impostando l’iter che ha portato all’elaborazione della variante di Piano regolatore ora sottoposta al Consiglio comunale che ne discuterà l’11 dicembre. In quell’occasione sarà pure affrontato il preventivo 2018 del Comune che presenta un avanzo di 14mila franchi e la conferma del moltiplicatore al 95%. Quanto al comparto Landfogti, “si tratta di un progetto ambizioso che valorizza il patrimonio storico-culturale del Comune e crea al contempo le premesse per un uso razionale e qualificato del territorio”....

16.11.2017, 06:302017-11-16 06:30:00
Samantha Ghisla @laRegione

Degrado alle Semine: ogni giorno raccolti 60 litri di rifiuti (Foto)

Rifiuti di ogni genere: dai mozziconi e pacchetti vuoti di sigarette, alle bottiglie di vetro e plastica abbandonate. Ma anche escrementi e...

Rifiuti di ogni genere: dai mozziconi e pacchetti vuoti di sigarette, alle bottiglie di vetro e plastica abbandonate. Ma anche escrementi e urina, nonché danni, come la rottura di lampioni e il danneggiamento di tapparelle. È questa la situazione che ciclicamente si presenta all’esterno dell’istituto scolastico comunale delle Semine, a Bellinzona. Un tema non nuovo in realtà. Correva infatti l’anno 2011 quando una petizione firmata da 500 persone chiedeva all’allora Municipio più sicurezza attorno a tali scuole: un’interpellanza parlava inoltre di siringhe trovate sul prato e uso improprio dei ciclomotori sulla pista ciclabile, anche se l'esecutivo aveva risposto che non ne era a conoscenza.

Il Comitato dei genitori ha scritto al Municipio

Ora il Municipio deve tornare a chinarsi sul problema, dopo essere stato recentemente sollecitato da parte del Comitato dell’Assemblea dei genitori dell’Area gialla. In una lettera accompagnata da alcune delle fotografie che riproponiamo qui, i genitori descrivono una situazione di degrado negli spazi esterni delle scuole elementari e dell’infanzia. “Lo scenario di pattumiera che si presenta agli scolari e alle loro famiglie quasi ogni mattino non è più accettabile”, sottolineano, e aggiungono: “La situazione di degrado a volte è prossima a uno stato di vandalismo: abbiamo potuto osservare tapparelle divelte e impianti d’illuminazione rotti, nonché siamo a conoscenza di furti di biciclette e monopattini”. L’ultimo episodio da segnalare è quello da noi anticipato nell’edizione di ieri e confermato pure dal comandante della Polizia comunale Ivano Beltraminelli, ovvero il ritrovamento nel giardino dell’asilo di un sacchetto contenente un grammo di marijuana consegnato da una mamma alla maestra.

I genitori chiedono di recintare e/o sorvegliare la zona

Tre, secondo il Comitato dei genitori, le possibili soluzioni da attuare nella zona. Ovvero recintare il sedime delle scuole (come era già stato chiesto nella petizione sopraccitata), posare delle telecamere e predisporre un servizio di sorveglianza serale e notturno. Una sorta di ronda, che possa far desistere i ritrovi di gruppetti “molesti”. Durante gli scorsi mesi, ci viene raccontato da alcuni genitori, più volte è stata chiamata la polizia per il rumore e i danni arrecati, si presume da giovani perlopiù minorenni. Lo sfogo sbarca anche su alcuni gruppi di Facebook, dove vengono condivise le preoccupazioni di abitanti della zona e genitori di allievi (o futuri allievi) delle Semine.

Costi per 4mila franchi all'anno

Mentre il comandante Beltraminelli minimizza il problema, sottolineando che è normale la presenza di gruppetti di ragazzi all’esterno delle sedi dopo gli orari scolastici, il capodicastero Opere pubbliche e ambiente Christian Paglia spiega alla ‘Regione’ che effettivamente la situazione delle scuole Semine è nota e viene monitorata da tempo. «Abbiamo riscontrato varie tipologie di attività. Nella metà dei casi si tratta di abbandono di rifiuti, mentre il resto riguarda vandalismi ma anche deposito di rifiuti ingombranti e la presenza di escrementi e urine», spiega il municipale. «Una situazione che tendenzialmente causa circa 4mila franchi all’anno di costi per danni, rottura vetri, porte, tapparelle, sistemazione dell’arredo urbano e pulizia dei graffiti». La donna delle pulizie impiega circa un’ora e mezza tutte le mattine per ripulire l’area dai rifiuti sparpagliati con cui riempie quotidianamente un sacco da 60 litri, mentre il lunedì mattina – al termine del weekend – i sacchi riempiti sono circa 3 per un totale di 180 litri.

Oltre a pulire, cos’altro fare?

«Cerchiamo di trovare delle migliorie. Abbiamo provato a posare un bidone dei rifiuti più ampio ma non ha funzionato. Lo scorso anno abbiamo posato un gabinetto Toi Toi, ma viste le condizioni in cui veniva lasciato l’abbiamo tolto dopo 4 mesi. Abbiamo fatto decorare il sottopasso a un artista e ciò scoraggia gli scarabocchi». L’idea, aggiunge, è di posare dei cartelli antilittering ma anche di affrontare il tema con il Dicastero scuola e quello per la sicurezza. «Intervenire in maniera repressiva è l’ultima ratio perché non vorremmo generare rabbia e ottenere l’effetto contrario. Puntiamo piuttosto a una via sociale. Potrebbe per esempio essere d’aiuto un operatore sociale itinerante che si occupi di sensibilizzare i giovani in più luoghi della città». Paglia infine si dice anche disposto a incontrare i giovani in questione per ascoltare le loro ragioni.

15.11.2017, 16:432017-11-15 16:43:04
@laRegione

Ciak si gira ad Ambrì: via alle riprese di 'Cronofobia'

Dal 22 novembre al 6 dicembre 2017 ad Ambrì verranno svolte delle riprese cinematografiche per un lungometraggio intitolato 'Cronofobia'. È un progetto del...

Dal 22 novembre al 6 dicembre 2017 ad Ambrì verranno svolte delle riprese cinematografiche per un lungometraggio intitolato 'Cronofobia'. È un progetto del regista ticinese Francesco Rizzi della casa di produzione indipendente Imagofilm di Lugano. in coproduzione con la Rsi (Radiotelevisione svizzera), col sostegno del Decs (Dipartimento educazione cultura e sport) e dall’Ufc (Ufficio federale della Cultura).

Il film è ambientato ad Ambrì e la maggior parte delle riprese verranno fatte all’interno e all’esterno dell’abitazione di Ivana e Tino Celio in via San Gottardo 55. La produzione informa  che ci potrebbero essere degli inconvenienti come dei blocchi stradali temporanei e possibili deviazioni del traffico. I promotori comunicano che si può assistere alle riprese del film, seguendo le indicazioni che verranno date sul posto.Ulteriori informazioni si potranno ottenere sul nostro sito www.tiquinto.ch, oppure contattando la Cancelleria comunale.