Zimbabwe sull'orlo del colpo di Stato: carri armati e soldati vicino ai punti strategici della capitale

Estero
14.11.2017, 21:212017-11-14 21:21:00
@laRegione
@laRegione

Zimbabwe sull'orlo del colpo di Stato: carri armati e soldati vicino ai punti strategici della capitale

Allegati

Alta tensione in Zimbabwe per la mobilitazione di cingolati dell’esercito che stanno facendo temere in colpo di Stato in atto o quantomeno una prova di forza del capo dell’esercito nei confronti dell’eterno presidente Robert Mugabe e della sua consorte e potenziale erede, Grace.

Media locali hanno segnalato tank e soldati attorno a punti strategici del centro di Harare, la capitale dello Stato dell’Africa australe, come la tv di Stato e la residenza del presidente, la "casa blu". L’agenzia Bloomberg, che ha contato cinque blindati, ha notato che la capitale è calma.

A preoccupare è la conferenza stampa di lunedì dal capo delle Forze armate, Constantino Chiwenga, che ha intimato a Mugabe di fermare l’epurazione che ha portato alla fuga all’estero di un potenziale successore all’ultranovantenne capo di Stato, Emmerson Mnangagwa.

"Quando di tratta di proteggere la nostra rivoluzione, l’esercito non esiterà a intervenire", aveva messo in guardia il generale riferendosi alla sorte di Mnangagwa che dopo 50 anni passati al fianco di Mugabe era stato silurato la settimana scorsa con l’accusa di tramare contro il capo di Stato anche con l’ausilio di stregoni.

Il partito di Mugabe, il più anziano capo di Stato al mondo, ha definito "tradimento" le dichiarazioni del generale Chiwenga, le cui posizioni sono "chiaramente volte a minare la pace e la stabilità della Nazione" e tese "a incitare all’insurrezione".

La lega giovanile del partito di governo, vicina alla first lady di 41 anni più giovane del consorte, ha sostenuto che il capo dei militari non ha il sostegno di tutte le Forze armate.

Già il fatto che il generale abbia potuto tenere la conferenza stampa è però un segnale che il potere di Mugabe vacilla e potrebbe addirittura essere costretto a fuggire all’estero.

Sulle tv del confinante Sudafrica in serata si coglieva comunque un prevalere della teoria che in Zimbabwe sia in corso una prova di forza non ancora risolta.